Non posso credere di averlo trovato! Innamorarsi a prima vista di due volti, di una scena, di un'atmosfera, di un dialogo... dell'irresistibile alchimia tra due personaggi. Dannarsi per giorni per ritrovare l'intero da cui il frammento era tratto e scoprire un capolavoro.
Non vedo l'ora di vederlo, ma già so che sarà l'inizio della scoperta di qualcosa di straordinario. Quando il Caos e il Caso partoriscono Poesia! Quella di cui avevo bisogno.
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SOUNDTRACK: Eleni Karaindrou - Adagio (Musica dal film "Paesaggio Nella Nebbia" di Theo Angelopoulos)
...a volte è proprio dal Silenzio che scaturiscono, improvvise, le Risposte più preziose. Basta saper aspettare.
Ieri ho visto Momo. Avevo comprato il dvd quasi per caso a prezzo stracciato in uno di quei cestoni da ipermercato tantissimo tempo fa. Era l'inizio di ottobre 2010, qualche giorno prima che mio padre morisse. Avevo preso quel dvd incuriosita dalla trama, ricordando di aver letto in qualche blog un accenno alla storia e al personaggio. Non sapevo esistesse anche un film con attori in carne e ossa, oltre al cartone animato che non ho ancora visto.
Ieri pomeriggio, dopo una piacevole passeggiata nella neve, qui, nella mia nuova hometown tutta imbiancata, mi sono decisa. Ho aperto l'involucro di cellophane e infilato il dvd nell'apposito lettore, sentendomi ironicamente, in tempi di blue ray e 3D casalinghi, quasi una nostalgica dei vecchi media. Non avevo idea di quando fosse uscita per la prima volta nelle sale questa pellicola, ma non per disattenzione. Alla fine del film ho cercato una qualche indicazione sulla copertina del dvd, ma niente. Nessun accenno.
Ci pensa internet a darmi le informazioni che cerco. L'uscita data 1986, coproduzione italo-tedesca, starring, tra gli altri, Ninetto Davoli. Musiche di Angelo Branduardi. E, nei titoli di coda, tanti i nomi delle maestranze che un tempo davano lustro al nostro cinema con effetti speciali artigianali, quando il computer era ancora ai suoi albori - almeno da noi. Peccato che al dvd manchino i contenuti extra, mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere i dettagli tecnici della realizzazione dell'opera.
Mi sono trovata dapprima spiazzata, poi incuriosita, infine affascinata da questa piccola perla dimenticata. A tratti infantile e ingenuo, a tratti favolosamente visionario e surreale per la commistione tra immagini, musica ed effetti sonori, questo film mi ha colpito e non soltanto per la storia in sé. Ancora una volta alcune parole si sono staccate dal loro contesto per risuonare in me come un mònito*, esattamente nel momento in cui ne avevo più bisogno.
Oggi ho pensato di nuovo al Tempo e al Silenzio. E a come i pezzetti del puzzle continuino a combinarsi insieme seguendo una logica invisibile. Il Silenzio è l'alleato prezioso di Momo. E' proprio quando la bambina non parla che tutti si rivolgono a lei in cerca di un consiglio, di comprensione, di aiuto. I suoi occhi parlano per lei, la sua sola presenza riporta armonia e gioia di vivere nella comunità che l'accoglie, povera e vestita di stracci, come una sorella e un'Amica preziosa.
Non sarà per sempre. La corsa contro il Tempo, i ritmi disumanizzanti del mondo moderno, la lasceranno indietro. Con l'aiuto della tartaruga Cassiopea e del maestro Hora, Momo dovrà affrontare gli uomini in grigio per riportare la comunità ai ritmi di una volta, quando trascorrere il tempo con gli amici era un piacere quotidiano e non si viveva soltanto per lavorare.
Se avrete la voglia e la curiosità di avventurarvi, riconoscerete nel personaggio creato da Michael Ende la rappresentazione simbolica di un Tempo che fu, quando la vita scorreva meno frenetica e le ore a nostra disposizione non erano ancora avidamente contese dalle banche degli uomini in grigio, che per strapparle a noi umani hanno instillato in noi la paura della morte e tanti inutili bisogni fallaci per contrastarla. Efficacissima la scena delle bambole-robot lanciate da uno di loro a Momo nel mezzo dell'anfiteatro vuoto allo scopo di farle dimenticare gli amici che non hanno più tempo per lei.
Su YouTube ho trovato soltanto pubblicazioni in inglese e tedesco. Segno del maggiore successo evidentemente riscosso dal film all'estero, più che da noi. Lascio qui i link, per chi avesse voglia di vederlo. La versione in tedesco è integrale, quella in inglese è divisa in parti. Per quella in italiano dovrete provvedere voi! :)
In tedesco:
In inglese:
E questa è la scena che più mi ha colpito*, con le preziose parole pronunciate da Beppo lo spazzino tradotte da Fabio, che ringrazio tantissimo!
"A volte abbiamo una lunga strada davanti e pensiamo che è così lunga che forse non ce la faremo mai a percorrerla fino in fondo. Allora ci sbrighiamo, andiamo sempre più veloci, ma voltandoci poi ci rendiamo conto che la strada da fare è ancora lunga, proprio come prima (...). Non devi mai pensare alla strada tutta per intero, capisci? Pensala tratto per tratto, un respiro, poi un passo, e poi il successivo, e così via. Questo ti rende felice! Questo è importante, hai fatto un buon lavoro. Ed improvvisamente ti rendi conto di averla percorsa tutta quella strada, senza rendertene conto, e questo è importante!"
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Sountrack: Cesária Évora - Tiempo y Silencio
Ieri sono stata a trovare mio padre. Stranamente, a un anno esatto di distanza da quel 6 ottobre 2010, ho provato una serenità calda, avvolgente. Non come i giorni che hanno preceduto questo primo anniversario, in cui questo imminente evento, unito ad altri demoni di portata notevole per la mia piccola anima in evoluzione, mi hanno buttato a terra pesantemente, come da tempo non accadeva.
Tre rose bianche. Una per ciascuno di noi. E' stato questo il nostro modo per salutarti, davanti a quel Mare che tanto amavi e tanto amo anch'io, tua figlia. Esattamente come nel giorno in cui te ne sei andato, ieri il sole era nel pieno del suo bagliore, nonostante il calendario ci ricordi che siamo in autunno. E' stato bello, ieri, abbracciarla davanti a te. So che ci hai messo lo zampino perché tutto filasse liscio e le lacrime, che pure non sono mancate, non avessero un retrogusto amaro, ma il tocco caldo e lieve dell'abbandono e della gioia del ritrovarsi.
Sono rimasta stupita dalle persone che in diverso modo hanno voluto manifestare la loro discreta presenza e il loro affetto. Spesso ci si dimentica che basta davvero poco per sentirsi meno soli e anche quando chiudiamo il guscio attorno a noi c'è sempre chi sa andare oltre.
Oggi mi sono svegliata di nuovo con quella sgradevole sensazione di mancanza, di pretesa insoddisfatta. E allora ho scritto queste righe, per trasformare quella rabbia istintiva, persino puerile, in un mònito costruttivo che mi consenta di non incagliarmi ancora una volta dietro le mie insicurezze:
Bicchieremezzopienobicchieremezzopienobicchieremezzopienobicchieremezzopieno... a che pro crucciarsi per quel mezzo vuoto, se l'altro mezzo è vino di primissima qualità? Anzi, peggio ancora... a forza di perder tempo ad aspettare che si riempia quel mezzo vuoto (che poi chi ci dice che vada davvero riempito) con un liquido qualunque, forse è meglio gustarsi subito quel vino pregiato, prima che diventi aceto! CARPE DIEM!!!
A volte per tornare sereni è necessario tornare presenti a se stessi. Ed esattamente nel momento in cui lo scrivo, mi ritorna in mente il vero significato della parola presente, con tutto quel che ne consegue. Non sono un peso per me stessa, ma un regalo. A guardare indietro troppe volte ho sbagliato rinunciando a credere alla verità del mio istinto. D'ora in avanti spero di riuscire a seguirlo con fiducia. Lui sa - lo ha sempre saputo - cosa è più giusto per me.
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Immagine: foto scattata il 6 ottobre 2011 sul litorale romano Soundtrack: From A Shell - Lisa Germano And the earth spins round while the people fall down And the world stands still not a sound (not a sound)
There is love There is love To be found In the worst way In the worst way In the worst way
It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz I wish i was It's the buzz It's the buzz It's the most fuzz
From a little shell at the bottom of the sea With the earth and the moon and the sun above But the world fell down with some people still around
There is love There is love To be found With the gods all gone and the souls making sound In the worst way In the worst way In the worst way
It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz I wish i was It's the buzz It's the buzz It's the most fuzz
From a little shell at the bottom of the sea With the earth and the moon and sun around me
There is love There is love There is love
It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz It's the buzz I wish i was It's the buzz It's the buzz It's the buzz
Fuori piove, governo bucaniere. Starsene in silenzio a lavorare aiuta a rimettere in moto i neuroni. Già sperimentato. Come ho le mani in pasta, sporche di polvere o detersivo, ecco che mi vengono in mente le idee del secolo. (Sì, come no!). E allora cerco di imprimere nella mia memoria tre o quattro parole chiave che, al momento giusto, possano richiamare tutto il resto. Fischietto, Barbie, insaponare, palmo a palmo, anni ottanta.
Pulire palmo a palmo la propria casa dovrebbe essere un gesto d'amore, un po' come strofinare con la spugna imbevuta di bagnoschiuma la schiena della persona amata. Sento la spugna che si frappone tra me e la vaschetta in plexiglas del frigo come un piacevole scorrere del Tempo che mi insegna ad essere grande. Com'era negli anni ottanta, quando le nostre madri per la maggior parte erano casalinghe e la casa era al centro, o quasi, del loro universo? Quando, salve le dovute eccezioni, alle quattro del pomeriggio, o giù di lì, ci preparavano la merenda? Non ce ne sono più di mamme così. E tanto meno merende. Tutto è precario, ormai. Ora della merenda compresa.
Scarto le posate nuove, regalo del mio secondo papà, e la plastica di cui sono fatte le confezioni mi ricorda quelle che contenevano l'agognata e a lungo attesa Barbie. Di nuovo mi tornano alla mente gli anni ottanta e mi chiedo come accidenti abbia fatto a sopravvivere a quelle bambole diaboliche.
Lavastoviglie, chi è costei? Alla schiuma che mi scoppia in mille bolle fra le dita, non riuscirò mai a preferire quella macchina infernale. Ci osserviamo in cagnesco, lei con i suoi scomparti insidiosi, io con la mia clumsy attitude. Prima o poi dovremo trovare un accordo.
Mi piace occuparmi della mia cucina. Lavo le stoviglie e fischietto. Da quanto tempo non lo facevo! Qui sono libera! Quasi non mi sembra vero. Difficile descrivervi la sensazione. Non si tratta della mera autonomia né del classico, ancorché arduo, taglio del cordone ombelicale. Di libertà vera, da un insolito e inconsapevole carceriere che per anni ha invaso ogni centimetro fisico e immateriale del mio essere. Per usare un'immagine forte, è come se finalmente mi stessi partorendo, traendomi fuori, bracciata dopo bracciata, dal liquido amniotico. Mi torna in mente mio nonno che, sentendomi fischiettare mentre lavavo i suoi piatti, mi chiamava fluitje, che in olandese sta per fischietto. Che tempi. Sembra passato un secolo, e in effetti saranno passati vent'anni.
Molte di quelle persone non ci sono più e, sembrerà strano, ma certi giorni le sento tutte qui, specialmente una. Ci sono canzoni che mi fanno subito pensare a lui, una di queste è Se Telefonando. Ieri sera la voce di Mina dall'altoparlante della sua vecchia radiolina a pile mi ha fatto istantaneamente ricordare l'audiocassetta che amava far suonare in macchina, durante i nostri viaggi, che spesso finivano in malora, ma di cui conservo nonostante tutto bei ricordi, che ora sono soltanto miei.
Perché mi tornano in mente tutte queste cose proprio adesso, alla soglia di una a lungo desiderata, e centimetro per centimetro conquistata, indipendenza? Da una parte mi identifico con mia madre, dall'altra la sola idea mi terrorizza, visto com'è andata a finire per lei, così forte per tanto, troppo tempo.
No, io non sono lei. Sono anche lei. Ma ho in me colori nuovi e ho intenzione di usarli tutti, e realizzare un capolavoro.
YUKI, AKA PRISMA
Post Scriptum: cercavo un'immagine che accompagnasse questo post usando la parola chiave "Miralanza". E' uscita fuori lei, la saponetta verde Palmolive. Esattamente la stessa che comprava sempre mio padre. Le ultime due non fece in tempo ad usarle, lo sto facendo io. Appena anche quest'ultima si consumerà, correrò a comprarne una nuova. Per ricordarlo ogni giorno. Anche così.
Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Se Telefonando - Mina
se non poni le domande giuste, non avrai le risposte che cerchi se temi le risposte, non farai mai le domande giuste
Molto spesso le persone, anche le più schiette, evitano di andare dritte al punto quando chiedono qualcosa. Preferiscono girarci intorno fingendo indifferenza, ostentando naturalezza, per nascondere il terrore di aprirsi all'Altro. Perché, sapete, anche nel domandare ci si spoglia sempre. Delle nostre curiosità che parlano di noi, di ciò che ci sta a cuore, dei criteri che utilizziamo per catalogare il mondo e chi lo abita, per stabilire chi fa parte della nostra 'gente' e chi no, per decidere chi è degno della nostra attenzione e del nostro affetto e chi potrebbe invece deluderci, annoiarci o, peggio, ferirci a morte.
Mi scopro tremendamente negli ultimi tempi e, nel farlo, sorrido per la naturalezza con cui lascio cadere le mie vecchie, ottuse barriere. Mi accorgo soltanto ora che in realtà non mi sto scoprendo affatto, che, casomai, sto togliendo strati di polvere e teli di plastica dalla mia 'scultura'. Lascio finalmente che il sole e le intemperie la colpiscano, stratificandola. Permetto allo sguardo di percorrerla come mai prima. Ed è uno sguardo che non incenerisce, ma dà calore. E sento di volerne ancora.
Le persone vanno e vengono, come e più delle stagioni. A volte ritornano, alcune uguali a se stesse, altre cambiate, altre ancora evolute ma riconoscibili da un dettaglio, un modo di esprimersi, di gesticolare, di guardarti. Vorresti non doverne mai fare a meno, ma la vita è questo. Arrivi e partenze. In ordine sparso. E sai che devi prendere e dare tutto quello che puoi. Finché avrai respiro. Finché ci sarà più slancio della paura. Finché l'adrenalina ti spingerà al di là dei tuoi limiti, in cerca di aria pura.
E allora pensi che sì, puoi fare a meno di quelli che se ne vanno, puoi lasciarli andare senza frignare, consapevole che potresti non rivederli, che potrebbero non sentire affatto la tua mancanza, come tu potresti non sentire la loro. E pensi che, in fondo, sei già stata abbastanza fortunata ad averli incontrati. E non solo per sbaglio.
Vivi la tua vita, ama e sii riamato, ovunque te ne andrai. Promettimi soltanto che non mi dimenticherai!
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Immagine: Dancers - Jonathan Borofsky
Soundtrack: Ùn ti ne scurdà - I Muvrini
...possa questa meraviglia arrivare fino a Te...
È s'è tù voli Tù voli andà U mio battellu À navicà Stasera voca Pè issi quallà Porta l'amore È lu campà Salutami li nostri Chì sò da mare in dà È tutti l'altri Ùn ti ne scurdà Vai È ùn ti scurdà È ùn ti scurdà Di u to vultà Vai Ùn ti ne scurdà Ùn ti ne scurdà ...
So che mi hai vista guidare sicura su quell'auto che a settembre diventerà maggiorenne. Le mani salde sul suo volante ti sento più vicino, a tratti mi sembra di sentire ancora il tuo odore impresso sui sedili, di averti ancora al mio fianco, sicuro di poterti affidare a me che fino a poche settimane prima ero soltanto una passeggera.
Ad anni di distanza dal conseguimento di una patente mai utilizzata, sto da poco riscoprendo il piacere della guida. Ancora una volta il Caos della vita mi ha spinta in avanti e mi ha buttato nella mischia, facendomi (ri)scoprire il gusto di giocare. Giocare a fare l'adulta cercando di non prendermi troppo sul serio, io che ondeggio da sempre, in bilico tra la mia socievole solarità in espansione e un oscuro abisso introverso che trascina a fondo.
Era dalla fine di ottobre che desideravo passare a trovarti, su quelle sponde che raggiungevi ogni estate per mescolarti tra i bagnanti. Ho scelto il giorno del tuo compleanno per venire a salutarti, e tre rose da regalarti...
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Indaco Dagli Occhi Del Cielo - Zucchero
18 febbraio 2011
Al mio ritorno a casa... alla radio stava andando questa canzone...
Oramai Mi consola Oramai Mi sorvola L’amore invano Cosi’ leggero
E piovono baci dal cielo Leggeri come fiori di melo Gocce di mercurio dal cielo
Oramai baby Sono immune Oramai E’ come un fiume L’amore invano Cosi’ leggero
E piovono baci dal cielo Leggeri come fiori di melo Indaco dagli occhi del cielo
Sinceramente Cosi’ leggero
Ti soffio tanti baci dal cielo Leggeri come fiori di melo Gocce di mercurio dal cielo
Esplodono baci dal cielo E i nostri bei figli sul melo Indaco dagli occhi del cielo Indaco dagli occhi del cielo Indaco dagli occhi del cielo E questa è l'originale...
I feel it coming... it's powerful... it is written in my D.N.A... I know I can make it!
[ It's just a matter of not forgetting that ;) ]
Ambiguità. Contraddizione.
Opportunità. Probabilità.
Universo. Multiverso.
Stamattina mi sono svegliata pensando a questo. E alla realtà che prende forma dal pensiero. Non parlo di strani poteri esoterici e misteriosi, ma delle due energie antitetiche che sono alla base di ogni fenomeno, esteriore e interiore, analogico e digitale, particolare e universale. Più e meno, zero e uno, vita e morte, bene e male, vuoto e pieno, eros e thànatos, yin e yang, bianco e nero. E potrei continuare.
Siamo fatti di atomi, al pari di ogni singolo elemento, umano, materiale o animale che ci circonda e siamo immersi in campi magnetici ed elettrici. Il nostro funzionamento interno è elettrico. La mente, il cuore lavorano grazie a impulsi elettrici. Invertire la polarità del pensiero come si fa con una calamita sarebbe dunque alla base del motto popolare - a volte persino irritante - del pensare positivo. E se è vero che pensare a un fatto come già esistente ne favorirebbe l'attuazione concreta, portandolo al nostro hic et nunc da una dimensione parallela in cui si è già verificato senza da noi essere visto, il mio sforzo prossimo futuro sarà allora figurarmi già come colei che voglio diventare. Non per illudermi o dilettarmi di magie esoteriche, ma per mettermi in moto, come si fa con gli elettroni. Per sperimentarmi, includendomi come osservatore nel mio stesso esperimento.
Sento fluire in me quella dualità che non ha niente a che vedere con l'ambiguità, ma con la natura stessa di tutte le cose. In bilico costante tra le stelle e le stalle, tra il firmamento e il suo abisso, tra la merda e il cioccolato. Aspiro a qualcosa che sono già, senza saperlo. Sento crescere in me il desiderio di espandermi, di acquisire le energie necessarie per ciò che è già scritto nel mio D.N.A. Non credo e non ho mai creduto a un destino prestabilito e prêt-à-porter, ma al destino come mappa che sta a noi imparare a leggere e utilizzare, per trarne il meglio secondo le nostre potenzialità innate, perdute o (e)volute, a volte soltanto sfiorate, e tutti gli incontri, i cambiamenti e gli intimi struggimenti che ci hanno portato lontano, senza mai spostarci di un palmo dal nostro nucleo più umano.
Tra ieri ed oggi ho ricevuto diversi segnali. Che non starò qui a spiegarvi.
Vi dico solo che ho davvero una gran voglia di viaggio. E credo proprio che andrò a piedi.
Gustandomi il panorama. Con nella testa tanti pensieri, e persone, e desideri.
Ricordi, di oggi e di ieri.
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Mammagamma - The Alan Parsons Project
Immagine trovata per caso, tratta dal film di animazione "Grave Of The Fireflies", che a questo punto vorrei proprio vedere.
perche' carina carina carina sei tu simpatica e dolce ogni giorno di piu' e col tuo candore carina tu sei fatta per amar
Una musica che proviene da un Caffé lungo il mare ti raggiunge. "Menzogne. Mentiras. ", non puoi fare a meno di pensare. E' una giornata di festa e con te non c'è nessuno. Chi vorrebbe non può, ma gli altri? E' forse la tua chiusura a spaventarli? Eppure credevi d'esser migliorata. Non puoi fare a meno di notare che se tu molli la presa, in pochi ti tendono la mano.
Poco fa l'hai intravista da lontano. Avresti voluto attraversare, forse non ti avrebbe nemmeno vista. E' miope come te e proprio come te anche con gli occhiali fatica a riconoscere le persone per strada. Non ce l'hai fatta, non ne hai avuto il cuore. Le sei andata incontro. "Buona passeggiata", le auguri. Ci mette un po' a mettere a fuoco te e la situazione. "Credevo fossi uscita con... Sei uscita da sola? Che brava!". Già. A differenza di te io almeno ho imparato a starci senza scassare le balle al prossimo.
Ti allontani, ma l'atmosfera ormai è rovinata. Mentre svolti per attraversare, stavolta per davvero, finisci per dare una bella craniata al ramo troppo basso di un albero: SDENG! A fanculo, quanto sono stronza, sempre a pensare agli altri... e a me quand'è che ci penso? In mano stringo ancora il sacchetto con il krapfen al cioccolato che ho comprato poco fa. Ormai è diventato freddo. Cercavo un posto adatto dove poterlo mangiare in santa pace senza sentirmi troppo sfigata o outsider, ma poi finisco per sentirmi patetica un po' ovunque. Ovunque ci sia gente.
Mi dirigo verso il pontile, vorrei saltar giù dal parapetto fin sulla sabbia, ma ci sono troppe persone per i miei gusti. Cambio di programma. Raggiungo il mare un po' più avanti, da uno stabilimento aperto al passaggio. Mi accoccolo bene imbacuccata sulle assi di legno rialzate costruite davanti a sparute cabine chiuse, il vento mi sferza la faccia. Mi lego i capelli con le estremità libere della sciarpa di cotone. Uno schianto. Ironicamente, s'intende.
Oggi sono passati esattamente tre mesi. Ti cerco tra le onde, solcandole con lo sguardo. Cerco tracce di te nell'illusione di infinito che il Mare mi restituisce, ma tu non ci sei. Avrei voglia di urlarti: "Dove diavolo sei finito? Perché te ne sei andato? E perché mi hai lasciato qui?", ma le lacrime sono più veloci. Ci risiamo. Ammetto che in questo momento non disdegnerei un abbraccio.
Mangio il mio krapfen in silenzio, anche per te, in ricordo delle nostre colazioni in ospedale dopo le tue analisi. E' passato così poco tempo che quasi non ci credo. R-Eject, reietta. Questa città oggi mi fa sentire così, mi sta espellendo, come si fa coi corpi estranei. Forse dovrei cominciare a entrare nell'ordine delle cose, mettermi in testa che presto sarò lontana. Inutile. Desidero far parte di qualcosa che non mi vuole, come un amante respinto.
Un gabbiano si sofferma volteggiando in linea d'aria davanti alla traiettoria del mio sguardo. Forse sei tu, che mi vieni a salutare. Che sciocchezza. Un'enorme nube oscura il Sole, sento un gran freddo. Lo vedi? Avevo ragione. E' tempo di andare. Eppur non mi muovo. Aspetto, fiduciosa. Prima o poi se ne accorgeranno che siamo fatti della stessa pasta, lo faranno prima che sia troppo tardi. Potremmo fare grandi cose insieme, se solo... Ma no, cosa vai a pensare! Non l'hai scritto tu, qualche sera fa, che some mental movies just leave you with a bunch of unreadable credits? Ecco. Rammenta. E carry on, cazzo!
***
Eccola arrivare al tramonto, la mia epifania: oggi, a un passo dal mare, mi sono sentita di nuovo leggera, senza essere superficiale. Non sono del tutto fottuta, se riesco ancora a scorgere un pesce in un pezzo di legno abbandonato dal mare, un paio d'angeliche ali in un gruppetto di nuvole sparute e reali, a cogliere in aria ciò che è invisibile in terra.
Oggi mi sono portata a spasso e sono riuscita a farmi di nuovo compagnia. Il resto si fotta!
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Carina - Nicola Arigliano
Si può essere intensi anche nel dolore. Si può indossarlo, con fierezza e orgoglio, le movenze sicure e sinuose, lo sguardo fisso e determinato e una chioma leonina che ondeggia a ritmo di musica. Perdersi in un eterno presente senza passato e senza futuro, pura estasi che irradia dall'amigdala e ci proietta nell'illusione di immortalità.
Rinasco alla vita nel pieno di una sala buia, tinta di rosso e bagliori iridescenti, nel candore di un corpo che non ha più confini, nel calore di un'unione che è pura illusione, energia che fluisce sopra e sotto un palco, nel desiderio di lasciare un segno, un messaggio, una traccia, di elevare un immenso dolore a mito e simbolo di eterna rinascita.
Ti amo, sì. Ti ho sempre amato. E sempre ti amerò, mia dolce anima ansimante e ferita. Tua la redenzione, tuo il cammino di liberazione, tua la furia creatrice a stento trattenuta da un ostacolo terreno.
Ti darò la luce che chiedi, ti donerò le energie che restano a questo corpo mortale. Voglio, sento, desidero rinascere. Una volta ancora... Sarà senza barriere. Ciò che ho dentro, si deve vedere!
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack: Angels Walk Among Us - Anathema
(only you can heal inside, only you can heal your life) it must have been an angel who counted out the time yes it must have been an angel who raised a knowing smile and i just couldn't reach you no matter how i tried no i just couldn't reach you so instead i ran to hide (only you can heal inside, only you can heal your life) mother can you hear me? can you tell me, are you there? father can you help me? cos i know that you care and i don't have to fight it anymore for all those years i was dreaming and i don't have to worry anymore cos i found my belief in... mother can you hear me? can you tell me are you there? father can you help me? cos i know that you care (only you can heal inside, only you can heal your life)
Che spettacolo, il Mare, quando ti chiama a sé... le sue increspature sono quelle della tua Anima... il suo odore è un calamitante invito a unirti a lui, a sposarne il moto.
E non ti basta più soltanto guardarlo.
Devi farne parte. Essere Onda tra le onde...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Sirtaki - Andre Rieu in London
...e quando il suo sussurro si intreccia con quelli di altre anime e il loro vibrare si confonde, mescolandosi in una sinfonia imperfetta e armonica, un frammento di Infinito ti penetra per sempre. Qualcosa non sarà più lo stesso. E vivrai ancora, fremente, nell'attesa che quell'incanto possa ripetersi. Non accadrà. Altri e nuovi incanti, se saprai ascoltare con le cavità più profonde del tuo io, ti verranno incontro, brevi e fugaci, come il tempo di un unico respiro.
Grazie, S.B. :)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack: Let's Go Out Tonight - Craig Armstrong
Certi collages psicoemozionalmusicali sono davvero commoventi, nella loro fresca e inconsapevole incoscienza... sanno di Anima. E quando sei a un passo dal mandare tutto in vacca, al punto che non è più la vita a farti paura ma tu stesso... ne senti lacerante la mancanza. Sordo il tuo grido, caracollante il tuo sguardo perso nel presente: dove sei finita, Anima Mia?
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Image: Light Echoes from V838 Mon - Authors & editors: Robert Nemiroff (MTU) & Jerry Bonnell (USRA)
Di nuovo. Improvviso e inaspettato. Mentre cercavo di catturare ancora una volta la Vita agitando le braccia sott'acqua, come se la stessi soltanto inspirando attraverso le mie cellule. L'acqua nelle orecchie, il sale nei miei occhi doloranti, il sottile potere di un'onda che mi attraversa e nuvole come ali di un prezioso Angelo cosmico sopra di me...
Again. Suddenly and unexpected. While trying to catch Life back with my fluttering arms underwater, as if I was just breathing it in through my cells. Water in my ears, salt in my aching eyes, the subtle power of a wave running over me and clouds as wings of a cosmic, precious Angel above me...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: You're Not Alone - Mads Langer
In a way it´s all a matter of time I will not worry for you You´ll be just fine Take my thoughts with you and when you look behind You will surely see a face that you recognize
You´re not alone I´ll wait till the end of time Open your mind Surely it´s plain to see You´re not alone I´ll wait till the end of time for you Open your mind Surely there´s time to be with me
It is the distance that makes life a little hard Two minds that once were close Now so many miles apart I will not falter though I´ll hold on till you´re home Safely back where you belong And see how our love has grown You´re not alone I´ll wait till the end of time Open your mind Surely it´s plain to see You´re not alone I´ll wait till the end of time for you Open your mind Surely there´s time to be with me
You´re not alone Surely there´s time to be with me Open your mind yeahhhh
Non cercare qualcuno che ti renda felice. Impara tu stesso a renderti felice e, se proprio non ti riesce, lascia che qualcun altro ti insegni come farlo. Una volta che l'avrai imparato, condividi il frutto della tua conoscenza di te stesso con coloro che ami e poi resta a guardare quello che accade... E' così che agisce l'Amore Universale.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Image: Frida Kahlo - The Love Embrace Of The Universe, 1949
Soundtrack: I Am Mine - Pearl Jam
The selfish, they’re all standing in line Faithing and hoping to buy themselves time Me, I figure as each breath goes by I only own my mind
The north is to south what the clock is to time There's east and there's west and there's everywhere life I know I was born and I know that I'll die The in between is mine I am mine
And the feeling, it gets left behind All the innocence lost at one time Significant, between the eyes There's no need to hide,.... We're safe tonight
The ocean is full cause everyone's crying The full moon is looking for friends at high tide The sorrow grows bigger when the sorrow's denied I only know my mind I am mine
And the meaning, it gets left behind All the innocents lost at one time Significant, behind the eyes There's no need to hide,.... We're safe tonight
And the feelings that get left behind All the innocence broken with lies Significance, between the lines We may need to hide
And the meanings that get left behind All the innocents lost at one time We're all different behind the eyes There's no need to hide
Attendeva con fremente impazienza di aprire un nuovo capitolo e dare una svolta alla sua vita. Quale infernale e indicibile fatica, passare attraverso le forche caudine e superare il muro che aveva ormai interiorizzato. Aveva smesso di cercare una spinta, ed ecco che, proprio allora, avevano cominciato ad arrivarle da ogni lato. Erano come carezze, e si sentiva come le foglie sospinte in aria da certe lievi brezze...
"It is by faith that poetry, as well as devotion, soarse above this dull earth; that imagination breaks through its clouds, breathes a purer air, and lives in a softer light."
Henry Giles
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack: Sacrifice - Lisa Gerrard
"Ti fermo alle luci al tramonto e ti guardo negli occhi E ti vedo morire Ti fermo all’inferno e mi perdo perché Non ti lasci salvare da me Nego i ricordi peggiori Richiamo i migliori pensieri Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti Che il sole esiste per tutti Esiste per tutti Esiste per tutti"
Nell'estasi di un cambiamento ritrovato, il corpo cede, per la morte programmato. Ritrovare un brivido nell'oscuro fremito di un pericoloso incantesimo, la libertà è una corsa in salita, da conquistare al millesimo. Dolore intenso, che da psicologico diventa fisico. Il corpo crolla, pesante sacco vuoto... Cedono le gambe e il respiro si fa corto. Soltanto un morto è già risorto! Eppure l'anima reca ancora in sé tutti i segni delle sue innumerevoli morti simboliche. Fasi critiche. Che si ripetono, cicliche.
Perdere l'uso del proprio corpo proprio mentre si desiderava abbandonarlo non è affatto un caso. Essere fermati durante un ritrovato slancio può essere frustrante, se non si è abituati. Eppure versate tutte le mie lacrime, lanciata ogni imprecazione, che non diresti mai, guardandomi, ch'io possa anche solo averla pensata, rinasce in me la tigre addormentata. Digrigna i denti, mentre vorrebbe soltanto essere accarezzata.
Di colpo il fragore si fa silenzio e le emozioni negate riprendono il loro corso. Se smetti di dubitare, puoi ricominciare ad amare... E la bambina capricciosa che in silenzio reclamava attenzioni, ritrova di nuovo la pace e il sorriso nella sicurezza degli affetti che non muoiono, anche quando smettono di mandare segnali.
Dolce perdermi in questo abbraccio ideale, fatto da più e più mani. Una rete invisibile agli occhi, di cui non voglio più dubitare.
Rifugge la realtà, la sposa bistrattata. Sogna il suo riscatto, dà un nome all'Amore che avviluppa le cicatrici per farne sbocciare Felicità e Speranza. Cosa le dirò, quando aprirà gli occhi davanti al Vuoto? Cosa mi dirò, quando la vedrò ripiegarsi come uno sgraziato origami? Quale nuova Realtà sostituirà alla sua, che non avrà funzionato? Chi di noi sarà l'inevitabile pedina del suo disegno tenero e crudele? Vorrei non esserci, quando questo accadrà. Perché accadrà, da questo non si sfugge.
La mente umana è un oscuro mistero. Trasforma il dolore come può e, nel farlo, travolge ogni ostacolo. Compresa se stessa.
"Da allora più d’uno si sarà chiesto che cosa nascondesse quella strana apparizione di poesia, nata su nessun terreno di cultura, eppure precisa nei suoi lineamenti estremamente raffinati e personali. C’è il mistero delle anime più semplici, c’è la grazia, il rapimento estremo, il dolore di fanciulla, c’è l’oscuro interrogarsi del sangue, l’estasi, espressi in modi violenti e sicuri che possono far pensare al linguaggio dei mistici in amore...”.
Dal risvolto di copertina della prima raccolta di poesie di Alda Merini, "La Presenza di Orfeo", 1953.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Un ringraziamento speciale va all'iniziativa "L'Opera a Teatro" a cura del Teatro dell'Opera di Roma, nata a sostegno della Musica che, a causa dei pesanti tagli e del calo della richiesta da parte del pubblico, è sempre più a rischio nel nostro paese. Grazie a Barbara Agostinelli, Paolo Finotti e Andrea Bergamelli, eccellente trio d'archi che ha saputo catturarmi ed emozionarmi, a dispetto della mia ignoranza musicale. Grazie alla Giovane Orchestra dell'Opera di Roma e al Maestro e Direttore Germano Neri, per avermi iniziato alle gioie della musica operistica e sinfonica, sapendone raccontare le basi con parole semplici e accessibili a tutti. Non è vero che le persone non sanno scegliere l'Arte. Questo piccolo esempio è la dimostrazione che, se adeguatamente stimolato e "stuzzicato", il pubblico è perfettamente in grado di scegliere. Continuate così!
Soundtrack: Intermezzo da Cavalleria Rusticana - Mascagni - Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan.
E d'improvviso mi coglie come una specie di febbre. Una febbre profonda, inspiegabile, infinita. Una febbre dell'anima che non posso evitare. Ritrovo pace nei tuoi occhi di bambino, sulle tue guance delicate, scorrendoti le dita tra i capelli, ansimando lieve, il viso premuto contro il tuo petto. In silenzio avvolgi la mia oscurità col tuo mantello di luce, e non ti accorgi dell'immenso potere che ti pervade. Uniti ci scambiamo l'abisso, un demone alla volta.
La tua dolcezza mi disarma. Quel tuo non comprendere quanto sei speciale, e importante per me. Il tuo sentirti piccolo e insignificante, che mi fa tanto arrabbiare. Ti prenderei persino a schiaffi quando ti svaluti, paragonandoti ad altri, che ai tuoi occhi appaiono molto più belli e acculturati di te. A niente valgono le mie parole! Sciocco angelo, per metà uomo e per metà bambino! Ancora fingi, per gioco, di non sapere che a niente valgono per me la cultura, la bellezza, il denaro e un impiego prestigioso se non c'è l'Amore. So bene che se così non fosse non mi avresti mai "scelta". So ancor più bene che ami sentirtelo ripetere, ancora e ancora, perché l'ingiusto confronto che imponi a te stesso a volte ti fa vacillare.
Ma io sono qui, e non me ne vado. Nei tuoi occhi di bambino mi incanto e mi perdo. E stranamente mi innamoro del tuo io di ieri, quello che non avrei mai potuto incontrare, io, che allora non ero nemmeno nata. I nostri sorrisi, immortalati in luoghi e tempi diversi, sono sorprendentemente simili. Il loro candore, la loro purezza, la loro innocenza priva di ombre mi fanno trasalire. Non è un caso se ci siamo incontrati. E se siamo ancora qui, dopo tanto dolore di cui non abbiamo colpe.
Mi manchi quando non ci sei, e la tua mancanza, in certi giorni così mi fa paura. Come se potessi perderti da un momento all'altro. Ed io perdermi, nello stesso, medesimo istante.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Somebody - Depeche Mode I want somebody to share Share the rest of my life Share my innermost thoughts Know my intimate details
Someone who'll stand by my side And give me support And in return She'll get my support
She will listen to me When I want to speak About the world we live in And life in general Though my views may be wrong
They may even be perverted She will hear me out And won't easily be converted To my way of thinking In fact she'll often disagree But at the end of it all She will understand me
I want somebody who cares For me passionately With every thought and with Every breath Someone who'll help me see things In a different light All the things I detect I will almost like
I don't want to be tied To anyone's strings I'm carefully trying to steer clear Of those things But when I'm asleep I want somebody Who will put their arms around me And kiss me tenderly Though things like this Make me sick In a case like this I'll get away with it
Giorno dopo giorno impariamo ad amare i nostri reciproci silenzi interrotti solo da quei timidi slanci, segnali d'affetto che rinsaldano un'eterna presenza che vive di vibrazioni impalpabili
insieme, noi, sconfiggere il terrore di quel primitivo abbandono e riconosco in te il mio essere donna, il mio essere uomo
un'anima che nel suo espandersi... ritrova in sé il sole interiore che credeva perduto
e la gioia immensa effimera incontenibile
che afferro con ogni atomo e trattengo nel ventre fino alla prossima piena alla prossima, inevitabile apnea dalla quale risorgerò, ancora più forte
Se questa è la mia sorte... non mi avrà tanto facilmente, la morte!