Di nuovo. Improvviso e inaspettato. Mentre cercavo di catturare ancora una volta la Vita agitando le braccia sott'acqua, come se la stessi soltanto inspirando attraverso le mie cellule. L'acqua nelle orecchie, il sale nei miei occhi doloranti, il sottile potere di un'onda che mi attraversa e nuvole come ali di un prezioso Angelo cosmico sopra di me...
Again. Suddenly and unexpected. While trying to catch Life back with my fluttering arms underwater, as if I was just breathing it in through my cells. Water in my ears, salt in my aching eyes, the subtle power of a wave running over me and clouds as wings of a cosmic, precious Angel above me...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: You're Not Alone - Mads Langer
In a way it´s all a matter of time I will not worry for you You´ll be just fine Take my thoughts with you and when you look behind You will surely see a face that you recognize
You´re not alone I´ll wait till the end of time Open your mind Surely it´s plain to see You´re not alone I´ll wait till the end of time for you Open your mind Surely there´s time to be with me
It is the distance that makes life a little hard Two minds that once were close Now so many miles apart I will not falter though I´ll hold on till you´re home Safely back where you belong And see how our love has grown You´re not alone I´ll wait till the end of time Open your mind Surely it´s plain to see You´re not alone I´ll wait till the end of time for you Open your mind Surely there´s time to be with me
You´re not alone Surely there´s time to be with me Open your mind yeahhhh
Riordinare il Caos ad arte armato e reimmergersi nel Caso inaspettato, cavare buchi dai ragni e farsi Penelopi di se stessi, inspirare ed espirare, costruire e decostruire, ricominciarsi, reinventarsi, spogliarsi e poi rivestirsi, la morte nell'atrio, la vita nel ventricolo. Dissolvere il buio e masticarlo forte. Rivedere la luce, spalancare le porte!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Image: Robert Weigand - Night and Day
Soundtrack: Until I Drown - Tears For Fears
took a long time to mend took a long time to make amends funny how the story goes strip a man bare and burn his clothes
time is all i crave it comes in waves i will be here until i drown
system's on overload goes to bed warm but wakes up cold what a bloody cross to bare time on my hands but i don't care
days are all the same they wax and wane i will be here until i drown
time is all i crave it comes in waves i will be here until i drown
days are all the same they wax and wane i will be here until i drown
time is all i crave it comes in waves i will be here until i drown
Edonismo. Equilibrismo. Equinozio. La mia vita è uno strazio. Rompere gli schemi. Rompere gli indugi. Cercare dei pertugi. Diavolerie elettroniche. Chincaglierie istrioniche. Reazioni isteriche.
Quando comincerai a scegliere per te? Quando imparerai a separare il piacere dal dolore? La vita sa riconoscere i gesti disinteressati. Se i tuoi non lo sono, non pretendere risposte: non arriveranno.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Image: Fairy Dust - Shaytu Schwandes
Soundtrack: At Last I Am Free - Elizabeth Fraser
At last I am free I can hardly see in front of me I can hardly see in front of me
And now love please listen To what I say I can't go on living life this way I've tried and I've tried To make you see You call this love All this lying, my friend, it just can't be
At last I am free I can hardly see in front of me I can hardly see in front of me
And now love, please hold me Come closer, my dear It feels so good, just having you near But who am I fooling When I know it's not real? I can't hide All this hurt and pain inside I feel
Presenze magmatiche e un vento che scompiglia. Sei sempre stata vento, per me. Per noi. Ti sento già arrivare, ma forse ora so come dondolare senza cadere. Troppo vivido il ricordo dell'ultimo crollo, troppo intensi i sibili del tuo inconsapevole ferire. Distorti i nostri ruoli, tu la vittima, io il carnefice. Imparerai mai che ti voglio soltanto accompagnare, che sei tu e soltanto tu a poter nuotare? I cerchi vanno chiusi, c'è poco da fare. Voltarti e scappare non serve, i demoni restano sospesi e la loro ombra lunga continuerà a correrti appresso fin che morte non vi separi. E' questo quello che vuoi? Dare le spalle, diventare preda ed essere fagocitato a tradimento? No. Piuttosto siediti insieme al demone, parla con lui, senti cosa ha da dire. Chiudi il cerchio.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Wake Up - Mad Season
Prendere una canzone a caso e scrivere. Per il gusto di vedere cosa il mio inconscio ha da dire. Un tempo lo facevo spesso, era il mio modo per sopravvivere. Quotidiani esorcismi, vuoti a perdere, chiacchiere in libertà. A qualcuno piacevano anche. Un tempo ricambiavo, giravo, commentavo, era un reciproco scambio foriero di nuove parole, da accatastare sulle proprie. Si prendeva un filo e vi si intrecciava insieme un altro, di un colore diverso, e così via, ad libitum. C'era un tempo in cui sognavo di fare della scrittura un mestiere. C'ero persino riuscita, per un breve periodo. Poi? Batoste, disillusioni, calcinculo e la Vita che (ri)prende il sopravvento. Non ho avuto più tempo, il countdown per me era stato innescato molto prima che iniziassi a correre. Dovevo ripensarmi. Passare alla tattica, una volta che la strategia si era rivelata impossibile con le munizioni e le riserve di energia a mia disposizione.
Cosa sono oggi? Senza rendermene conto ho come iniziato una specie di emersione. Lo stivale che continuava a tenermi la testa sott'acqua sembra essersi allontanato. Tutto questo ossigeno mi sconcerta, m'inebria, come uno scalatore inesperto in alta quota. Dio, se scivolassi e mi fracassassi il cranio! Però voglio salire ancora, a costo della vita. Pietre rotolano a valle, le sento sfuggire, sotto le suole delle mie scarpe. Le guardo precipitare, finché non si eclissano insieme a certi ricordi. Alzo lo sguardo. Il Sole è così vivo e pulsante, il mio scalare esplode in milioni di gocce che raccontano liquide il mio percorso di guerra. Ho sete. Così tanta che potrei suggere direttamente con le labbra dalla punta del ghiacciaio.
Milioni di nomi e nessuna identità. Milioni di identità e nessun nome. Un unico nucleo multiforme, cangiante, fluttuante. Sono io. A colpi di martello rimuovo i costrutti artificiosi, pezzi di corazza accumulati in anni di trinceramento, mi sorprendo colpevole per occultamento di un cadavere psicologico che permane, ma che non ho più intenzione di continuare a celare. Non è colpa mia, Santo Dio, me ne voglio liberare! Sono ancora viva, voglio respirare!
Ritrovo me, e il tempo che non aspetta Tempo. Mi raccolgo e, nottetempo, tento di riconciliarmi con centinaia di proliferazioni del mio essere.
Mi riconosci, adesso? Ti prego, dì qualcosa, cazzo! Se non hai nulla da dire, prova con la Musica, almeno. Dimmi soltanto che non ti ho deluso...
T'indovino a stento. Riesco ancora a sentire il passo lento del tuo sguardo spento.
Un giorno, chissà, ritroverò anche il gusto di percorrerti da cima a fondo, insinuandomi dolente tra il tuo nero ed il tuo bianco. Anche se credo di aver dimenticato tutto. O di non averlo, in fondo, mai saputo.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Soul Auctioneer (I'd be with him if I was damned too) - Death In Vegas
Ci vuole un gran coraggio per mostrarsi davvero per quello che si è. O forse no. Ci vuole più coraggio ad accettare chi si mostra davvero per quello che realmente è. Sarà per questo che molti preferiscono tenere i propri scheletri in un armadio. Eppure certe persone mi spingono ad aprire le ante polverose e a donare loro un po' dei miei vecchi stracci, quelli che non ho mai avuto il coraggio di indossare, ma nemmeno di buttare. Chissà che qualcuno non riesca a ricavarne un bel patchwork multicolore!
Ascoltare. Mi piace da matti. Ascoltare per capire, conoscere, ammirare. Sforzandomi di non giudicare, anche se non sempre mi riesce. Persone che stimo, ammiro, che spesso non comprendo, e di cui vorrei conoscere tutto. Non in nome del becero gossip, ma per sapere cos'è che li ha resi ciò che sono oggi. E lo stesso vorrei fare a mia volta. Svelarmi, e non per il gusto del compa(r)timento, ma perché l'istinto mi fa credere che sia il primo passo verso un reale cambiamento. Come una dimostrazione d'Amore. E quando dico Amore, non parlo del sentimento che lega una coppia.
Amore per me stessa, con i miei abissi e i miei slanci verso l'alto, con le mie cadute a faccia in giù e le mie risalite, condite dai graffi che inevitabilmente imprimerò contro una parete insidiosa e scivolosa. Amore per chi dimostra empatia, profondità, sensibilità verso la vita, la conoscenza, l'Altro. Amore per l'essere umano nella sua complessità, incoerenza e instabilità. Amore per un paradiso che non esiste, che solo possiamo ricavare dentro noi stessi, strappando un po' di felicità all'impietoso scorrere del quotidiano bailamme che chiamiamo vita.
Ci pensavo ieri pomeriggio, prima di incontrarmi "figurativamente" con occhi cerulei. Per ingannare l'attesa prima del tanto odiato appuntamento, me ne sono scesa in spiaggia. Una spiaggia che non ha più niente di poetico in questo gennaio inoltrato. Ma cazzarola, se c'è una cosa che ho imparato nella vita è riuscire a cogliere la poesia anche tra i rifiuti che, non ve lo nascondo, qui abbondano copiosi in questo periodo dell'anno. Dopo tanta pioggia, ho potuto godere finalmente di un bel sole e so di peccare di ottimismo nel ritenere ancora una volta le condizioni del meteo così sincronicisticamente allineate al mio stato d'animo.
Come d'abitudine, ho fatto partire il mio lettore musicale. A random. Che meraviglia riascoltare qualcosa di già sentito come fosse la prima volta! Tutto cambia, persino le cose apparentemente statiche. Si evolvono con noi, insieme a noi, in accordo con il luogo, l'ora e persino l'anno che stiamo vivendo. Con il tempo atmosferico e con quello cronologico. Con il tempo universale e con quello interiore. Che giorno è oggi? In fondo cosa importa? So solo che fino a pochi mesi fa mai avrei camminato sulla sabbia con queste scarpe chiare e ora, invece, vi affondo i piedi con gusto, incurante delle onde che quasi lambiscono le mie orme bagnate.
Chi mi vede penserebbe che sono matta, e forse avrebbe pure ragione. E allora, per completare l'opera, me ne sono salita sul pontiletto di legno, quello dei pescatori. Non sono arrivata fino in fondo, ma ho riso divertita al vedere la forza dirompente della mareggiata infrangersi sulla punta e schizzare gli incauti presenti. Il mare sa essere così amabilmente dispettoso. Ipnotico e misterioso come lo sono certe increspature dell'anima, quelle che percepisci inconsapevolmente in alcune persone, senza riuscire a inquadrarle con precisione.
Se sto bene? Felicità a momenti, futuro incerto. Da questo non si scappa. Possiamo solo provare a goderci il nostro nucleo, senza lasciarci snaturare dall'ansia del possesso, dal voler inseguire chimericamente un qualunque oggetto del desiderio, che istintivamente finiamo per rivestire di un'aura salvifica potenzialmente ingannevole e distruttiva. Non c'è nessuno, là fuori, che possa salvarci davvero, se continuiamo a credere che la forza che possa restituirci la vita sia qualcosa di esterno a noi. Siamo tutti interconnessi e, tutti, prendiamo e restituiamo energia a fasi alterne, a ondate differenti, senza un preciso calcolo razionale e intellegibile. Ma la batteria è soltanto la nostra. Ed io mi sento così piccola e fragile, così grande e forte nello stesso, medesimo istante. Questo è ciò che chiamo "i miei momenti di paradiso". Il Nero mi accompagnerà per tutta la vita, probabilmente. Ma, come qualcuno dice, è nel Nero che vivono, nascosti, tutti i colori.
Al mio Amore, ai miei Amici, alle Persone Speciali, le mie fonti di "energia alternativa". Onorata di far parte del vostro circuito!
[trovato per caso, tra i suggerimenti di YouTube: cliccate sul titolo per vedere il video integrale. L'inizio, neanche a farlo apposta, è davvero in tema con il post!]
Sciocca bambina, l'hai fatto di nuovo. Il Tempo è ripartito e sei rimasta indietro.
Vaneggi tra la folla, lo sguardo inebetito. Trattieni a stento i pensieri che temi possano tramutarsi in smorfie. Niente deve trapelare all'esterno. Niente. Ma quanto vorresti urlare! Sì, qui. In mezzo alla strada, come faceva lei. Non si può. Non sta bene. Le lacrime? Roba da mammolette. Da deboli. Da perdenti.
In nome di cosa? Di chi? E chi sarebbero i vincitori? Voglio proprio vederli, guardarli dritto in faccia, per sapere di cosa vivono, di cosa gioiscono. E come fanno a non sentirsi persi.
Sei una roccia, ce la farai. Sei forte.
Palle. Sono tutte palle. La verità è che me la faccio sotto dalla paura di non farcela, e che sono davvero stanca di lottare. Per tutto.
Ma che dici? Sei una combattente, tu!
No. Sono solo una che ha imparato a vivere con la guardia sempre alta e non sa più cosa significhi vivere senza le stramaledette zavorre ai piedi.
Ogni tanto la batteria si scarica, il sistema operativo crasha e la macchina smette di avviarsi.
Dove cazzo l'ho messo il disco di ripristino? Niente. Non lo trovo.
KAPUTT.
Il vento mi sospinge, senza una direzione. Elettrodomestici in vetrina. Mi soffermo a guardarli rapita, ma non sono i prodotti la mia calamita.
Una musica lontana vent'anni e poche, semplici parole... Mi restano attaccate ai capelli mentre mi allontano, e il vento mi sferza le guance, schiaffeggiandole dolcemente.
Ecco, ora ho proprio voglia di piangere. Ma non si può. Non sta bene.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: The Promise You Made - Cock Robin
If I laid down my love To come to your defense Would you worry for me With a pain in your chest? Could I rely on your faith to be strong To pick me back up and to push me along?
Tell meYou'll be there in my hour of need You won't turn me away Help me out of the life I lead Remember the promise you made Remember the promise you made
If I gave you my soul For a piece of your mind Would you carry me with you To the far edge of time?
Could you understand if you found me untrue Would we become one or divided in two Please tell me You'll be there in my hour of need You won't turn me away Help me out of the life I lead
Remember the promise you made Remember the promise you made
Could I rely on your faith to be strong To pick me back up and to push me along? Please tell me You'll be there in my hour of need You won't turn me away Help me out of the life I lead
Remember the promise you made Remember the promise you made Remember the promise you made Remember the promise you made
Te ne sei andato così, tra pianti, sorrisi e carezze. Senza un lamento. Solo una notte bagnata, come non mi ero aspettata. Ti ho amato sai? E odiato, anche. Eppure mi hai insegnato tanto. E allora come posso sdebitarmi? Forse se ricacciassi indietro queste lacrime, sarebbe già un buon inizio. Il fatto è che sono stanca. E non in senso figurato. Così stanca che mi calano le palpebre. Così stanca da non aver voglia di uscire. Così stanca da voler lavorare ancora. Così stanca da non essere produttiva come vorrei.
Io ti amo, Sogno Stramaledetto. Eppure devo aspettare ancora. Forse inutilmente. Dove sei finito? Dove ti ho nascosto? Non sei tra queste migliaia di cartacce, alcune serie, altre facete, che parlano di me. Frammenti di scrittura strappati all'oblio, nascosti al mondo. Documenti, burocrazia, un anno di vita. La mia.
Ritrovo un frammento di com'ero, pochi mesi fa. Sorrido. Davvero sono stata capace di scrivere questo?
Dalla finestra entra un'aria gelida. O magari no. Forse sono io che sono stata troppo a lungo ferma. A tentar di ricomporre un ordine. Ma quale ordine? Impossibile, nel caos che vivo. Che sono.
L'odore del mare, oggi, è così pungente che fa paura. Mi sembra quasi di svenire, quando il vento ti porta a me, così, senza chiedere il permesso. Mi violenti, e nemmeno te ne accorgi, mare bastardo, che d'inverno riesco a malapena ad avvicinare. Il troppo freddo mi uccide. Ma un giorno di questi lo sfiderò, a costo di rimetterci la salute. Ho bisogno di te, come l'aria che respiro.
E allora, dai, lascia che pianga un po', per scaricare la tensione. Così, senza una vera ragione. Ho davanti a me una montagna di responsabilità. Tiro un sospiro di sollievo per aver superato un periodo nero, ed ecco che subito ho davanti a me un'armata di nuove scadenze, incombenze, incoscienze. Già. Solo un'incosciente come me poteva imbarcarsi in un'avventura simile. Ma ho fatto le mie scelte. Ho rifiutato le risposte scontate, comode, mediocri, immediate. Mi stavano strette. Sto ancora lottando per portare a compimento la mia "missione". L'autoaffermazione. Niente denaro, niente carriera, niente cazzate. Solo me stessa.
Un unico compromesso. Quello con il Tempo. Non so se ci riuscirò, ma provarci mi fa già sentire meglio. Sembra, a molti, una resa, questa mia irresistibile discesa in un mondo tanto più grande di me. Ma io sono un'insospettabile regina del poker. Quando meno se l'aspetta, il banco dovrà ricredersi. O magari si farà quattro risate, per quanto sono stata ingenua a pensare di poter fare a modo mio. Staremo a vedere. Di sicuro non me starò con le mani in mano ad aspettare la manna dal cielo, o un riconoscimento postumo. Chi doveva vedermi, mi ha vista. Se non ha mosso un dito per non lasciarmi andare, peggio per lui. Troverò il mio posto nel mondo da sola. E allora riderò, anche alla faccia sua! E dei suoi sterili complimenti a scadenza.
Appunti in margine a una tovaglia 21-06-2009:
Pensieri sparsi. La solitudine dei primi, la sollecitudine degli ultimi. Il caotico vociare delle moltitudini, venute fuori come cavallette, complici le nuvole e i chicchi di ghiaccio piovuti dal cielo.
Il sonno della ragione e la veglia funebre del pubblicitario. Il tempo è un labirinto e ho perso lo stradario.
La sinfonia dell'attesa. Passi cadenzati, lenti, forzati. Il neon stordisce, il caos sfinisce, il dolore si acuisce. Pupille in fiamme. Dio come odio questo inutile bailamme!
Pause archiviate, caffeina per endovena, rivivo da ore la stessa scena.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Love Letter - Nick Cave And The Bad Seeds
Mica facile, sai? Però, a volte, ci si riesce... ed è bellissimo!
You're a slave to money then you die
Maledetti soldi, quante volte li ho maledetti...
I'll take you down the only road I've ever been down
Prendimi per mano, e io verrò con te.
You know the one that takes you to the places where all the veins meet yeah,
Sì, conosco bene quel posto. È lì che tutto ha avuto inizio.
No change, I can change
Quant'è difficile cambiare!
I can change, I can change
Ma non impossibile...
But I'm here in my mold I am here in my mold
Ah, non dirlo a me, guarda. Ho anche le ragnatele!
But I'm a million different people from one day to the next
Eccomi qua. Uno, nessuno e centomila.
I can't change my mold No, no, no, no, no
Già, un po' di muffa, ahimè, resta sempre. Che ci vuoi fare?
Well I never pray
Nemmeno io. Non sai da quant'è che non prego. In senso canonico, intendo.
But tonight I'm on my knees yeah I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah
Ah, l'hai detto! Solo la Musica sa. Solo la Musica ti legge dentro, solo lei ti capisce davvero. Senza fare nessuna domanda.
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now
Purificazione, catarsi e liberazione dal Male, per il tempo di una canzone. Fortuna che hanno inventato il loop!
But the airways are clean and there's nobody singing to me now
Eh sì, cantare per se stessi non è come avere qualcuno che canta per te... Ma sempre meglio di niente, no?
[...]
I'll take you down the only road I've ever been down I'll take you down the only road I've ever been down Been down Ever been down Ever been down Ever been down Ever been down Have you ever been down? Have you've ever been down?
Se sono mai stato giù? Se ho mai toccato il fondo, dici? Diavolo, sì! L'ho annusato con queste mie narici. L'ho stretto fra le mani, raschiato con le unghie, accarezzato coi capelli. Sì, ho sbattuto forte la testa, affondato l'anima nel pozzo nero e profondo che chiamano Dolore. Ma guardami! Guardami ora. Sono ancora qui, più forte di prima.
Fragile e potente. Due ricchezze in un corpo solo.
Questo, amici miei, vuole essere il mio "augurio" per l'anno nuovo e per tutti quelli a venire. Che possiate trarre forza dalle vostre debolezze. Ricaricarvi di nuova linfa vitale attraversando le rapide della vita. Perché con il vostro affetto mi avete aiutato a rialzarmi. E ora mi sento un po' come Richard Ashcroft all'inizio della sua esibizione, il microfono appoggiato al cuore, per lasciarlo parlare...
Un abbraccio grande grande a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi hanno aiutato a crescere.
"So soltanto di non sapere nulla", dice Socrate, e si tratta di un'affermazione che bisogna prendere - a partire da ciò che dissero Platone e Senofonte su colui che la proferì - in maniera ironica. "So soltanto di non sapere nulla" va inteso così: "Non mi soddisfa nessuno dei saperi di cui siete tanto contenti. Se sapere consiste in questo, io non devo sapere nulla perché vedo obiezioni e mancanza di fondamento nelle vostre certezze. Ma almeno so di non sapere, vale a dire ho degli argomenti per non fidarmi di ciò che viene comunemente detto sapere. Forse voi sapete tante cose come sembra e, se è così, dovreste essere capaci di rispondere alle mie domande e di dissipare i miei dubbi. Esaminiamo insieme ciò che suole essere definito sapere e smontiamo quanto i cosiddetti esperti non possono mettere al riparo dalla tempesta delle mie domande. Limitarsi a ripetere ciò che comunemente si pensa di sapere non significa sapere veramente. Sapere di non sapere è preferibile a credere di sapere qualcosa su cui non abbiamo riflettuto a fondo personalmente. Una vita priva di riflessione, vale a dire la vita di chi non pondera le risposte che vengono date alle domande fondamentali, né tenta di rispondervi da solo, non vale la pena di essere vissuta".
È venuto fuori questo passaggio, mentre cercavo, aprendo il libro a caso, un'ispirazione per scrivere qualcosa per una persona preziosa, che ha dimostrato di saper andare oltre, di saper donare affetto e amicizia a prescindere da chi si è e da cosa si fa nella vita di tutti i giorni. Una persona che sa cosa significhi nel concreto il detto l'essenziale è invisibile agli occhi. Dopo aver saltato i primi due passaggi del libro che mi si sono parati davanti agli occhi, al terzo tentativo ho trovato questa riflessione su un famoso detto di Socrate. Il Caso/Caos non poteva darmi risposta migliore! Sia perché ho sempre sposato in pieno le parole di Socrate, sia perché la persona di cui parlo agisce nel concreto come un filosofo, senza esserne neanche lontanamente consapevole. Non si accontenta mai delle risposte, né delle sue, né di quelle dettate del pensare comune, ma cerca sempre e instancabilmente la sua verità.
Ora ti attende un trapezio dondolante. Dovrai lanciarti e acchiapparlo al volo. Non avere paura, è già tuo!