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4.1.11

Goccia A Goccia




L'ideale a cui tendevi la pargoletta mano
è andato lontano, è andato lontano...
Se ne andò mentre cercavi Godot
imitando con gli occhi Charlot.


Il caso è caso e in quanto tale non può essere forzato. L'Universo è ben lungi dall'essere dipanato e tu, tapina, l'hai soltanto brevemente assaggiato. Scruti le nuvole che ti vengono incontro attraverso il parabrezza, scenari da cartolina precedono un punto su una cartina che dovresti cominciare a chiamare Casa. Un punto di ripartenza, non tanto di arrivo. Ma non ci riesci. Non ancora.

Se la volontà potesse annullare le distanze, ti toglieresti quel vecchio scafandro e correresti incontro al tuo Domani ora, il sorriso ingenuo e il cuore gravido di dolore che ti fanno così cinicamente empatica, dolcemente isterica, cocciutamente istrionica.

Cullatemi ancora, sogni appesantiti, aiutatemi a levitare leggera, sogni stanchi, di lottare e aspettare! Sfinita. La goccia che un tempo mi ha generato continua a torturarmi ogni giorno che scende in terra. Anche se so che non ha colpe, ché questa è la sua natura e non può farci niente, non posso che odiarla e di riflesso odiare anche me per subirne i colpi lenti, ripetuti, cadenzati, talora più intensi, quasi da temporale, che mi picchiettano la testa da quando sono venuta al mondo. Giorno dopo giorno, pezzetto dopo pezzetto, correndo senza far rumore, sfidando l'armatura che in tanti anni mi è cresciuta attorno alle membra, cerco il mio angolo di tramonto. Starei sveglia per ore ad attendere l'alba, se solo servisse!

Frugo nelle tasche, c'è ancora quella vecchia moneta, simbolo di giorni che furono, tra ecoici corridoi fatiscenti e arrabbiati, sguardi deviati, sorrisi schermati e avvicinamenti mascherati. Chi diavolo sei? E perché continui a sfuggirmi? Sei forse lì per ricordarmi chi sono, che non devo mollare? Credi che abbia ancora qualche asso da giocare?

Rispondi, ti prego... non svanire una volta ancora, non temere i miei silenzi, non hanno alcuna pretesa, soltanto la bizzosa curiosità figlia di una lunga attesa. Dimmi che mi vuoi bene, che sai cosa siamo venuti a fare qui, ora, in questo tempo e con queste sembianze!

Tanti anni fa incominciasti le danze, libera volteggiavi, nell'aura ignota di una stanza mentale vuota. Luci e riflessi coloravano i miei capelli, occhi benevolenti contemplavano contenti. Oh, potessi tornare a quel momento, voltarmi di scatto e sorprendervi la vita sollevarsi in volo, a pochi centimetri dal mio mento!
Ridenti colline si dischiudevano timide, insenature lacustri prendevano luce da oscure montagne improvvisamente attraversate da bagliori di giorni nuovi. E tu, padre, accompagnavi discreto il mio incerto crescere lontano dal nido.

Fenice, dammi la forza di resistere ancora...
Soltanto un ultimo sforzo... e forse sarà l'Aurora!




YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Safe In The Steep Cliffs - Emancipator

28.10.10

Sempiternum




Se n'è andato un pezzo di me, l'ultimo pezzetto di innocenza rimasto, quello fortunosamente scampato al big bang. Sarà per questo che per lungo tempo non sono più riuscita a scrivere come facevo prima. L'unico ambito in cui riuscivo davvero a esprimere me stessa liberamente si è come polverizzato, e mi tornano in mente irrispettosamente le ceneri di un uomo disperse in mare in un giorno di sole. Un'intera vita in un mucchietto grigio portato via dal vento.

Curioso come mio padre sia venuto a mancare proprio alla soglia del compimento del mio trentesimo anno di età... come a sottolineare: adesso sei adulta, se non l'avessi ancora capito. Il vuoto è devastante. La consapevolezza di non poterlo mai più rivedere mi ricolma di angoscia, mi terrorizza, mi annienta, mi immobilizza.
E poi c'è lei, così impossibile da contenere, da arginare, da tenere a debita distanza, persino quando se ne sta in silenzio. Riesci a sentire il suo sguardo penetrarti da una parte all'altra della stanza. "Ignorala, chiudi il cervello!", sono inutili imperativi che misconoscono la potenza di una radiazione invisibile dalla quale non hai scampo.

L'allontanamento può essere una soluzione e lo sarà, quando tutto sarà pronto, tra molto tempo ancora... ma si dovrà lavorare anche dall'interno. La contaminazione è ormai avvenuta e i suoi effetti continueranno ad agire anche a chilometri di distanza dalla fonte che l'ha inizialmente originata. Si rende allora necessaria un'intima lotta contro se stessi, contro un cancro psicologico che ha già iniziato ad agire sottopelle nella forma di una voce interiore puntigliosa e castrante che continua a ripeterti che non vai bene, che puoi fare ancora di più, che sei inadeguato e non fai mai abbastanza. Che, in sintesi, ti allontana dal Piacere. E' l'enorme Moloch cresciuto dentro di te sotto forma di genitore interiorizzato a inchiodarti al senso di colpa, a (ri)generare quell'ansia insostenibile che cela al fondo una rabbia impossibilitata a esprimersi e quel falso sé compiacente che ogni tanto fa capolino a sempiterna memoria di un bambino che si è modellato, forgiato negli anni più cruciali per adattarsi a un ambiente che non lo ha accettato per come era veramente.

E no, non ditemi che un bambino è un piccolo adulto. Casomai per alcuni è esattamente il contrario.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Break It Down Again - Tears For Fears



Here We Go

Break it down again

So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head strong like a horse

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It's in the way you're always hiding from the light
See for yourself you have been sitting on a time bomb
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new about you and your inner song
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So those are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

" No sleep for dreaming" say the architects of life
Big bouncing babies, bread and butter can I have a slice
They make no mention of the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella save it for a rainy day
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin' around
Pray to power
Play to the crowd with your big hit sound
And they won't simmer won't simmer, won't simmer down
Play to the crowd
Pay to the crowd
Play yeah yeah

It's in the way you're always hiding from the light
Fast off to heaven just like Moses on a motorbike
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new to help
With the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming

6.9.10

Precipitato Di Sogni




Fenice? No. Affatto. Solo un essere fallibile, stanco di lottare.

Oggi, tra i singulti e gli spasmi dolorosi di un terribile déjà-vu, mi sono rivista nella mente su quella sommità indefinibile, forse un grattacielo o un palazzo di una certa altezza. Ricordo distintamente la sensazione di sollievo e l'assenza di gravità trasformarsi in pochi attimi nel suo contrario: un precipitato di dolore che si dissolve e scompare.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Immagine: Salto Nel Vuoto - Noris Piergiorgio

Soundtrack: Nessun Dorma, dal film "Mare Dentro" di Alejandro Amenábar


4.7.10

Pongo



Filari metallici, avviluppamenti elettrici, il peso del mio tornare a te. Colpisce al centro, nel mezzo del mio stomaco il dondolio incerto del mio presente, lontano da ciò che rappresenti, quando non ci sei. Eclissi intermittente, nella baia della mente. Ascolto il silente frusciare dei rami nella calura abbacinante che mi strappa all'oblio. Percepisco il fastidio del mio corpo cocente, arsura che si fa umore, timore che si fa sangue, e il freddo celato nell'azione che precede i ripensamenti.
Nella scacchiera che ti concerne tu ti sposti ed io ti (in)seguo, schizzo centrifuga e ritorno all'ovile, temo la fuga e la invoco senza posa. Ti guardo, testarda sposa, e assorbo il suo sorriso, povero caro, abbandonato su un altare che non c'è mai stato. Le segrete stanze luccicano di pulito, sanno d'albergo e tu sei la regina del tuo castello inca(r)tato. (Ri)mescoli le carte nel deserto dei tuoi ricordi, racconti la tua favola bella, insegui un filo rosso, sembra la libertà e invece è sangue. Ricorderai chi sono? Saprai scandire ogni lettera del mio nome? In questo flusso di coscienza ripercorro un incubo che ora ha un nome. Mi partorirò, non posso più aspettare. Una questione di biologia, inutile stare a spiegare. E vedo te, le tue speranze riposte tra una vocale e una consonante, tra una sillaba e un dittongo, il sottile dipanarsi di una poesia che si fa prosa, pongo. L'irresistibile disegno della tua anima in continua evoluzione, statica soltanto in apparenza. Chissà se ti ricorderai dei miei incoraggiamenti, chissà se seguirai i miei passi incerti, le mie fragili riappropriazioni in debito, il mio lento e tardivo sbocciare alla vita, il mio ritorno al nucleo femmineo a lungo represso da un confronto ingrato.

Ti ho voluto bene, e sempre te ne vorrò, anima mia.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Sountrack: Diamond Sea - Sonic Youth




Time takes its crazy toll
and how does your mirror grow
you better watch yourself when you jump into it
'cause the mirror's gonna steal your soul

I wonder how it came to be my friend
that someone just like you has come again
you'll never, never know how close you came
until you fall in love with the diamond rain

throw all his trash away
look out he's here to stay
your mirror's gonna crack when he breaks into it
and you'll never never be the same

look into his eyes and you can see
why all the little kids are dressed in dreams
I wonder how he's gonna make it back
when he sees that you just know it's make-belief

blood crystalized as sand
and now I hope you'll understand
you reflected into his looking glass soul
and now the mirror is your only friend

look into his eyes and you will see
that men are not alone on the diamond sea
sail into the heart of the lonely storm
and tell her that you'll love her eternally

time takes its crazy toll
mirror fallin' off the wall
you better look out for the looking glass girl
'cause she's gonna take you for a fall

look into his eyes and you shall see
why everything is quiet and nothing's free
I wonder how he's gonna make her smile
when love is running wild on the diamond sea

14.6.10

Se Fossi Un Avatar...




Se fosse tutto così facile...

Molteplici vite, energia vitale che cresce e decresce, con l'unica differenza che se si muore si ha un'altra partita a disposizione e un'altra ancora, ad libitum, finché non ci si annoia e si desidera qualcosa di nuovo.
Anche la vita per molti è così. Si cresce, ci si evolve, si cambia strada. Spesso da soli. Ogni tanto, se siamo fortunati, avremo alleati a pararci il fianco contro le forze del male. Qualcuno prima o poi resterà indietro o ci abbandonerà, fino al livello successivo.
Tutto si ripete, è lo stesso schema di sempre, amplificato. L'adrenalina e le sfide crescono, di livello in livello, così come i pericoli. Fino alla prova finale, lo scontro definitivo.

Se ci si sente stanchi non ci vuole poi molto. Basta premere un tasto. Lo schermo ridiventa opaco e il nostro corpo smette questo strano transfert elettronico.


Non sono un'eroina. E non sono né agile e né scattante. Non ora, almeno.

Sono tremendamente stanca.
Provata.
Annientata.

Mi sembra di aver percorso le mille miglia a piedi e di essere sempre nello stesso punto. Ho raccolto molto lungo la strada e ora che è tempo di seminare non ne ho le forze. Vorrei fermarmi, e lo faccio. Ma un giorno non basta.
Domani è di nuovo tempo di lottare contro i mulini a vento, contro le facce da culo, i titoli blasonati, le saccenze che nascondono scemenze, l'indifferenza perbenistica ideologicamente mascherata da libertà, l'abbandono celato dietro paroloni altisonanti da azzeccagarbugli della peggior specie. E dietro tutto questo... una famiglia che soffre. Una società che soffre. Un paese che soffre. E il vuoto soltanto lievemente scalfito da poche anime buone incontrate lungo il cammino.

Non mi tirerò indietro, anche se il corpo non risponde più ai comandi. Non nasconderò la testa sotto la sabbia, come farebbero in molti. Ma vi prego, non tiratemela negli occhi. Almeno.



YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Final Fantasy XIII - Sunless Riverside - Masashi Hamauzu

26.5.10

Delle Pareti Bianche


Delle Pareti Bianche (e di tutto ciò che non è più mio, e forse non lo è mai stato)


Erano giorni di paura e disincanto, di spoliazioni interiori e rivelazioni improvvise, dettate da puro istinto e sindrome da sincronicità inconsulta. Le emozioni viravano veloci, al ritmo martellante dei trapani degli operai che ristrutturavano il convitto di suore, al suono dei tasti sotto le sue dita, solo blandamente distratte dalla musica pop di una radio che non aveva scelto. Le pareti lentamente si trasformavano nello specchio della sua devastazione interiore. Più anelava al volo, più le zavorre la incatenavano a se stessa e al suo passato.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Foto di Katherine Du Tiel, "The White Room 2"

18.5.10

Origami



Lo stai facendo di nuovo. Li stai cacciando via tutti. Dentro, il deserto dei giorni vuoti, uguali a se stessi, che recano in dote goccia dopo goccia la sottile devastazione interiore che non riesci a debellare. Dove sono finite le delizie melanconiche degli archi, la dolce elevazione gioiosa e spirituale dei legni, l'allegra baldanza degli ottoni, il potente incedere delle percussioni? Dove sono la gioia e il tormento, la silenziosa commozione e la pacata delizia che dalle orecchie attraversa l'anima e fa scalpitare il cuore? Tutto sfuma, nell'insipida portata di un pasto da troppi anni uguale a se stesso.

Rifugge la realtà, la sposa bistrattata. Sogna il suo riscatto, dà un nome all'Amore che avviluppa le cicatrici per farne sbocciare Felicità e Speranza. Cosa le dirò, quando aprirà gli occhi davanti al Vuoto? Cosa mi dirò, quando la vedrò ripiegarsi come uno sgraziato origami? Quale nuova Realtà sostituirà alla sua, che non avrà funzionato? Chi di noi sarà l'inevitabile pedina del suo disegno tenero e crudele? Vorrei non esserci, quando questo accadrà. Perché accadrà, da questo non si sfugge.

La mente umana è un oscuro mistero. Trasforma il dolore come può e, nel farlo, travolge ogni ostacolo. Compresa se stessa.

"Da allora più d’uno si sarà chiesto che cosa nascondesse quella strana apparizione di poesia, nata su nessun terreno di cultura, eppure precisa nei suoi lineamenti estremamente raffinati e personali. C’è il mistero delle anime più semplici, c’è la grazia, il rapimento estremo, il dolore di fanciulla, c’è l’oscuro interrogarsi del sangue, l’estasi, espressi in modi violenti e sicuri che possono far pensare al linguaggio dei mistici in amore...”.

Dal risvolto di copertina della prima raccolta di poesie di Alda Merini,
"La Presenza di Orfeo", 1953.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Un ringraziamento speciale va all'iniziativa "L'Opera a Teatro" a cura del Teatro dell'Opera di Roma, nata a sostegno della Musica che, a causa dei pesanti tagli e del calo della richiesta da parte del pubblico, è sempre più a rischio nel nostro paese.
Grazie a Barbara Agostinelli, Paolo Finotti e Andrea Bergamelli, eccellente trio d'archi che ha saputo catturarmi ed emozionarmi, a dispetto della mia ignoranza musicale.
Grazie alla Giovane Orchestra dell'Opera di Roma e al Maestro e Direttore Germano Neri, per avermi iniziato alle gioie della musica operistica e sinfonica, sapendone raccontare le basi con parole semplici e accessibili a tutti.
Non è vero che le persone non sanno scegliere l'Arte. Questo piccolo esempio è la dimostrazione che, se adeguatamente stimolato e "stuzzicato", il pubblico è perfettamente in grado di scegliere. Continuate così!


Soundtrack: Intermezzo da Cavalleria Rusticana - Mascagni - Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan.



27.4.10

Fragile Meadows





Cosa c'è di più poetico
di uno zompettare allegro
di uno zainetto
ballonzolante
di braccia che si agitano,
scomposte,
di un bastone che traccia
percorsi
sulla sabbia
sudicia e bagnata
di un pescatore solitario
su uno scoglio che affiora appena,
tra flutti
e uomini distrutti.

Cosa c'è
di più bello
del creare,
attimo dopo attimo,
la vita
che incubiamo
in noi.

Se il passato non esiste,
se il futuro tanto meno,
come fluire
in questo presente osceno
come viverlo,
appieno,
come un dono?

Non conosce il perdono,
quest'anima mia
che ancora si dibatte,
morente,
quest'anima sirena
che ancora si dimena,
prigioniera
della stessa rete che l'aveva sbattuta
contro la carena.

Gravida di me stessa,
fremo per partorirmi!
Prima che il cordone ombelicale
che mi stringe e mi fa ossessa
finisca per uccidere me
e la mia Anima Depressa.


TESTO E FOTO DI YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Fragile Meadow - The Black Atlantic [album available here]

Dalla playlist di Music(e)Scapes 3, il mio podcast per
RADIO PAZZA ascoltabile qui. Se volete, potete ancora votare il mio programma radiofonico allo European Podcast Award: è sufficiente cliccare qui e seguire le istruzioni! Thanks for your support! Long live Music.



23.4.10

Gomitoli




Gomitoli di sé,
tentacolari e contorti
nell'atarassia
si rifugiano, sconvolti

Involucri di carne
accoccolati
e la tregua nell'abbandono
di pensieri malati

Chiuso il boccaporto,
la nave rientra in porto.
Non è la solitudine,
che non sopporto.
Ma il calpestio
dei fiori appena risorti,
che non sapevano
d'esser morti.





YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: There Is A Wind - The Album Leaf

21.4.10

Elephant Moon




Ed è silenzio, coltello nella pancia, e perdita di ossigeno...
Ed è un mattino a tradimento, incapace di proteggersi...
Come elefanti, braccati da se stessi, dal proprio stesso peso
Ed è luna nera, maledizione, vecchia ossessione

Un grido soffocato, dopo una scarica di ventimila Volt
a corpo nudo,
bagnato,
indifeso.

Nel vuoto rumore, del post fragore
suonano, imperiose, Sirene Suicide.




YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: A Fior Di Pelle - Marlene Kuntz

A fior di pelle salirono gli sbotti
usando i nervi a mo' di comodi condotti
fu zona rossa nell'attimo di un lampo
la superficie di un colpo senza scampo
di lacerata sensazione
sentirsi vulcani in eruzione
un'esplosione ormai vicina
avrebbe acceso quella fulgida mattina
ma che tragitto curioso
fa quel tram chiamato sospiri e guai
dopo un risveglio gioioso
all'inferno porta e non torna mai

ci sono istanti che vivere una merda
che vada a fuoco poi
pur sempre una scoperta
pur sempre una scoperta
pur sempre una scoperta

a fior di pelle avvamparono gli sbotti
bruciando i nervi e le vene e i loro fiotti
la zona rossa esplose in un secondo e fu
davvero come deflagrasse un mondo
oh che esecrabile emozione
sentirsi vulcani in eruzione
incandescente come la lava
che dalla bocca terrifica e sbava
ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai
come una belva furiosa
il suo inferno porta portando guai

ci sono istanti che vivere una merda
che vada a fuoco poi
pur sempre una scoperta

sono le volte che proprio
no non ce la fai più
che vorresti volar per davvero
nel blu dipinto di blu
per poterti sentire leggero
come il cielo impassibile
leggero ed impassibile
leggero ed impassibile

ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità
quinto cerchio melmoso
dell'inferno ulula la realtà

ci sono istanti che vivere una merda
nessuna cosa al mondo sa come si disperda
in quegli istanti
in cui vivere una merda
che vada a fuoco poi
purtroppo cosa certa

sono le volte che proprio
no non ce la fai più
che vorresti volar per davvero
nel blu dipinto di blu
per poterti sentire leggero
come il cielo impassibile
impassibile
impassibile
impassibile

14.4.10

Rock Against The Clock



Impenetrabile roccia
da cui nessun fiore
sboccia

Se fosse una macchina
il cuore
forse
non sentirei dolore


"And something inside of him died.
She had to sell everything she owned
And froze up inside."


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Tangled Up In Blue - Bob Dylan



6.4.10

Arrocco, O Scacco Matto?



arroccare 1 (v. v. tr.) 1 Nel gioco degli scacchi procedere a un arrocco. 2 Muovere le truppe lungo le linee interne al fronte. 3 Mettere al riparo, al sicuro.

È di nuovo buio. Strada sbarrata. Isolamento. Disperazione.
E non so più dove andare a parare.
Chiedi aiuto, no? Impara a parlare, a spiegare, a esternare!
Già, ma a chi? Vedi nessuno?
Qualcuno ci sarà, che può darti una mano. Una soluzione si trova sempre.
Si vede che non sei mai stato nei miei panni.
Ecco. Lo vedi come sei? Stai di nuovo facendo la vittima.
E tu stai di nuovo puntando il dito.
Touché.
Se iniziassi a fare l'elenco completo di tutto ciò che mi è capitato e continua a verificarsi nella mia vita, ti deprimeresti e finiresti per compatirmi. E non sapresti come aiutarmi.
Lasciami almeno la libertà di ascoltarti, prima di scrivere tu il copione della mia reazione!
A che pro? Per leggere nei tuoi occhi che avevo ragione? Tutto è già successo e non fa che ripetersi.
Si vede che non hai ancora imparato la lezione.
Lo sapevo. Anche tu pensi che sia colpa mia. Lo credo anch'io, sai? Me ne convinco sempre di più, ogni giorno della mia vita. Sono arrivata persino a pensare di farla finita.
Ottimo! I miei complimenti. Il miglior modo per risolvere un problema.
Ho persino bestemmiato, se è per questo. E no, non ne provo dolore, per citare un vero Signore!
Adesso ti metti anche a citare? Scendi dal piedistallo. Tu non sei lui, tanto per cominciare.
Ehi, tante grazie per avermelo ricordato. Se non ci fossi tu, il mio stupido cervello non ci sarebbe mai arrivato.
Ridi, ridi, so benissimo che pensi che sia meglio ridere per non piangere, invece di agire nel concreto per evitare di soccombere al dolore.
Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa! Lo vedi che in passato, dalla messa qualcosa ho imparato? Figurati che da anni contrasto inutilmente chi mi dice che pregare è l'unico modo per risolvere i problemi della gente!
Senti, piuttosto... adesso cosa pensi di fare?
Giuro che non lo so, tanto per cambiare...


Aiuto.

Ho sognato la tua voce flebile pronunciare queste sillabe, in un impercettibile canto straziato. Sgraziato.

Aiuto.

Già, ma a chi?

Aiuto.

Mi guardo intorno e vedo solo il vuoto.


Solo la forza degli abbracci.
Non chiedo altro.

Il tempo fugge via e ci trascina lontano...
Ma perché non prende anche me?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Cosmic Dancer - T-Rex



3.2.10

Vortice




Risucchiati da un vortice senza nome
Scrivono incauti il proprio cognome
Scuciono lampi di sciocca ragione
Amano mute immagini senza visione

Scrollarsi la polvere che cala impietosa
È un gioco che si ripete ormai senza posa
Inseguo da giorni un riscatto che sia chiosa
Di una lotta impari che ormai mi è odiosa

Cosa diavolo pensavi di trovare,
pura illusione che non osi sondare?

Cristalli di vetro conficcati nello sterno.
Perché è così difficile comunicare con l'esterno?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Kill Me - Awim

Loving your dream, carrying your pain.
Watching me going
slowly to my grave.
Didn't know you,
didn't know you.
Sipping hatred in a
glass of milk.
Injecting fears in my
brittle little veins.

Didn't know you,
didn't know you.
Talking nonsense to me,
I wish i could believe.
Living me untended
so little left to give.

Chorus:

Kill me I'm a monster
you made me cruel but I'm not a failure.
Kill me I'm a monster
I beg you now cause I'm not a killer.
Heal me I'm a monster
You spill my blood cause I'm just a dreamer.
Kill me I'm a monster
You made me cry it will soon be over.
Kill me I'm a monster
You made me cruel but I'm not a failure.
Kill me I'm a monster
You made me cry it will soon be over.

Floating in your dream
driven by your aim.
Faking to be in
laughing at my pain. laughing at my pain.
Needed just a ride
with a lovely maid.
Sifting trough your light
tearing me to shreds.
Blood's coming to my head.


25.1.10

Polvere, Stelle E Cenere



Non c'è niente che possa arginare il Nero, quando avanza.
Nemmeno le parole. Nemmeno il silenzio.
Quel silenzio che si ama quando è invocato, che distrugge quando è forzato.

Ma come si può fare silenzio dentro se stessi?
Quando si è stanchi della propria stessa voce, dove si può fuggire?
A chi si può chiedere di tacere, una buona volta?

Brividi congelati, che solo il tuo abbraccio infinito potrebbero placare.
Ma non si può. Il Tempo scandito dal Lavoro, dal dio Denaro, da quella sciocca chimera chiamata sopravvivenza, ti allontana da me.
A nulla valgono le auto imposizioni, per indurmi in concentrazione e liberarmi dal Male.

La testa se ne va per conto suo, confusa da pensieri sterili. Il passato ritorna per riscuotere il conto, il futuro è uno spauracchio che ipoteca il presente.

Tutto ciò che resta è un pugno di mosche, condito dai sensi di colpa. Sempre gli stessi.

Resistere, resistere, resistere. Ricordi l'obiettivo finale?

Certo che me lo ricordo, ma il mosaico perde tessere invece di trovarne di nuove.
E io sto cadendo in pezzi.

Polvere di stelle,
polvere alla polvere,
cenere alla cenere.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Purity - New Model Army

The rains move in eastwards, in waves of succession
Drawing lines of grey across the sky
With history just as close as a hand on the shoulder
In hunger and impatience we cry
The battle against corruption rages in each corner
There must be something better, something pure
And the call it is answered from the caves to the cities
Come the dealers of Salvation on Earth
We've seen the restless children at the head of the columns
Come to purify the future with the arrogance of youth
Nothing is as cruel as the righteousness of innocents
With automatic weapons and a gospel of the truth

Chorus:
Revolution for ever, succession of the seasons
Within the blood of Nature, all raised to rot and die
This purity is a lie

Now immaculate conception in sterilised laboratories
How the vanity goes on
Or in the message of the preacher with his morals and obsessions
The wars that we wage upon ourselves
Purity is a virtue, purity is an angel
Purity is for madmen to make fools of us all
So forgive yourself my friend, all this will soon be over
What happened here tonight is nothing at all

Chorus:
Revolution for ever . . .

I will always see Brendan at that broken down piano
His fingers thick and red, shaking on the keys
Battered by the years of alcohol and working
Still playing with the faith that never leaves
So sit us down, buy us a drink, tell us a good story
Sing us a song we know to be true
I don't give a damn that I never will be worthy
Fear is the only enemy that I still know



24.1.10

Swing Girl - Ragazza Altalena


Su e giù
sul solito vecchio
spaventoso ottovolante,
Osservando le onde in silenzio
che avanzano verso di te
Un passo dopo l'altro
la tua traccia sulla sabbia
scompare lentamente

Spingimi, dolcemente
mentre siedo su quell'altalena
solitaria e abbandonata
Lascerò che mi accarezzi le orecchie
in un morbido sospiro
mentre la tua musica
fa librare in alto la mia anima

Vieni con me
nella mia passeggiata solitaria,
prendimi per mano
e guarda il mostro
dritto negli occhi,
perché è l'unico modo
per sopravvivere...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Traduzione della versione originale in inglese, da me scritta e pubblicata sul blog:
Bottles Floating On The Edge Of Life

Soundtrack: Apx - Fengshu

Brano tratto dalla playlist di BAK TO THE FUTURE 2, podcast di RADIO PAZZA, in concorso agli EUROPEAN PODCAST AWARD.
Per votare il programma radiofonico, cliccate sul banner del concorso. In palio premi anche per chi vota! Avete tempo fino al 15 marzo 2010.






15.1.10

Apro Il Blog (E Gli Do Fiato)





Poesia, dove sei finita? Ti cerco in me, ma non ti trovo. Insofferente, troppo. Persino a me stessa.
Come stai? Domanda inutile. Ti dirò che sto bene. Perché in fondo, se ci penso, non c'è niente che non vada. Niente di nuovo, almeno.
Eppure mi sento strana. Un'inquietudine misteriosa si impadronisce di me quando non ci sei. Come se tu riuscissi ad assorbire col tuo corpo tutti i miei demoni e li neutralizzassi.

Quando tuffo il mio viso contro di te,
in cerca della tua mano,
in cerca del tuo odore.
La paura scompare.

Oscure, gelide correnti mi attraversano tutta intera. Chiudo la finestra. La sensazione non cambia. Dev'essere tutto l'irrisolto che mi trascino dietro da sempre. Quel peso morto di cui ancora non riesco a liberarmi. A volte è così forte lo smarrimento, che niente più mi dà conforto. Cerco in me le forze, ma in certe giornate vengono meno. E in fondo mi sento anche un po' egoista.
C'è chi sta peggio, a me cosa manca? Cos'ho da lamentarmi? Non ne ho alcun diritto. Sono giornate così. Che non ti spieghi. Che la gioia ti neghi. Senza un vero perché.

Quando non c'è un nemico vero, concreto, tangibile, non hai nessuno con cui potertela prendere. Non è una persona, non è un'istituzione, non è una malattia che si possa provare a curare a suon di radiazioni o medicine.
È l'impotenza, ciò che più mi uccide. Questo silenzioso dolore che ora non posso debellare. Da cui, un domani, potrò solo scappare. Senza potermene mai liberare davvero. Sempre con l'incubo del peggio che deve ancora venire.

Come posso combattere contro qualcosa che dovrei amare?

Serpeggia, scorre come veleno, abbattendomi senza pietà. Giorno dopo giorno, attenta alle mie riserve energetiche con malcelata avidità. E finisci per sentirti solo un mediocre spettatore senza coglioni. Uno che si limita a mettere orrende toppe a un vestito che continua a scucirsi, ogni giorno più logoro, ma che sarebbe troppo dispendioso cambiare.
Nessuno che possa capirti davvero, ed è naturale. Quando il grigio cala su di me in questo modo sottile, non ho nemmeno voglia di parlare. Finirei per ripetere le stesse cose trite e ritrite. E chi ascolta mi proporrebbe una volta ancora la sua soluzione.

Quando mi sento così, non voglio parole. Solo lasciarmi andare su un tappeto di calore. Esorcizzare, dignitosamente, questo dolore.

Non temete. Va tutto bene. Ogni tanto ho solo bisogno di tornare a respirare...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Here Comes The Flood - Peter Gabriel

When the night shows
the signals grow on radios
All the strange things
they come and go, as early warnings
Stranded starfish have no place to hide
still waiting for the swollen Easter tide
There's no point in direction we cannot
even choose a side.

I took the old track
the hollow shoulder, across the waters
On the tall cliffs
they were getting older, sons and daughters
The jaded underworld was riding high
Waves of steel hurled metal at the sky
and as the nail sunk in the cloud, the rain
was warm and soaked the crowd.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.

When the flood calls
You have no home, you have no walls
In the thunder crash
You're a thousand minds, within a flash
Don't be afraid to cry at what you see
The actors gone, there's only you and me
And if we break before the dawn, they'll
use up what we used to be.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.

6.1.10

Pro Messa





Lasciandarelasciandarelasciandarelasciandarelasciandaremimancailmare

Sciocca bambina, l'hai fatto di nuovo. Il Tempo è ripartito e sei rimasta indietro.

Vaneggi tra la folla, lo sguardo inebetito. Trattieni a stento i pensieri che temi possano tramutarsi in smorfie. Niente deve trapelare all'esterno. Niente. Ma quanto vorresti urlare! Sì, qui. In mezzo alla strada, come faceva lei. Non si può. Non sta bene. Le lacrime? Roba da mammolette. Da deboli. Da perdenti.

In nome di cosa? Di chi? E chi sarebbero i vincitori? Voglio proprio vederli, guardarli dritto in faccia, per sapere di cosa vivono, di cosa gioiscono. E come fanno a non sentirsi persi.














Sei una roccia, ce la farai. Sei forte.

Palle. Sono tutte palle. La verità è che me la faccio sotto dalla paura di non farcela, e che sono davvero stanca di lottare. Per tutto.

Ma che dici? Sei una combattente, tu!

No. Sono solo una che ha imparato a vivere con la guardia sempre alta e non sa più cosa significhi vivere senza le stramaledette zavorre ai piedi.

Ogni tanto la batteria si scarica, il sistema operativo crasha e la macchina smette di avviarsi.

Dove cazzo l'ho messo il disco di ripristino? Niente. Non lo trovo.

KAPUTT.

Il vento mi sospinge, senza una direzione. Elettrodomestici in vetrina. Mi soffermo a guardarli rapita, ma non sono i prodotti la mia calamita.

Una musica lontana vent'anni e poche, semplici parole...
Mi restano attaccate ai capelli mentre mi allontano, e il vento mi sferza le guance, schiaffeggiandole dolcemente.

Ecco, ora ho proprio voglia di piangere.
Ma non si può.
Non sta bene.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Promise You Made - Cock Robin

If I laid down my love
To come to your defense

Would you worry for me

With a pain in your chest?

Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?


Tell me
You'll be there in my hour of need
You won't turn me away

Help me out of the life I lead

Remember the promise you made

Remember the promise you made


If I gave you my soul
For a piece of your mind

Would you carry me with you

To the far edge of time?


Could you understand
if you found me untrue

Would we become one or divided in two

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made


Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

4.1.10

Stella... Ansimante





Bambino interiore, dimmi. Cosa c'è?
Perché ti agiti, perché scalpiti, perché imprechi?

Parla, dai. Ti ascolto.


Silenzio. Solo silenzio. Non vuoi dirmi niente.
Dovrei arrivarci da sola, non è così?


Povero, piccolo, bambino mio. Ti sto strapazzando, spremendo, violentando. E tu non ne puoi più.
Il terrore ti inchioda alle mie viscere, i tuoi colpi, sferzanti mani e piedi, mi mettono in agitazione. Sono sotto pressione.
No, non mi lamento. D'altronde l'ho voluto io. Si vede che devo esserne all'altezza.
O magari no. Mi sopravvaluto e basta.
Le fitte lancinanti alla base della nuca ne sono l'indizio lampante.


La pressione mi trasforma. Da bambina impaurita divento rabbiosa.
Ma è solo per farmi coraggio.
Giuro, prima o poi mi comprerò un mega punching ball. E scaricherò a suon di musica e kick boxing tutta questa rabbia.


Affogo. Nel mio stesso sciocco mare.
Tendo la mano.


Inutili parole mi raggiungono la notte. Troppo stanca per alzarmi e scriverle.
Le ho dimenticate. Se ne sono andate.
Risucchiate nell'oscurità.


Peccato.
Ma ho bisogno di dormire.

Pazienza.
Ne troverò delle altre.


Cado.
Come le stelle.

I Sogni.
E i Desideri.

Annacquo la rabbia
Ragni e Pensieri

Immagino un mosaico.
Il mio credo.
Laico.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Wandering Star - Portishead

Please could you stay awhile to share my grief
For its such a lovely day
To have to always feel this way
And the time that I will suffer less
Is when I never have to wake

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

... Those who have seen the needles eye, now tread
Like a husk, from which all that was, now has fled
And the masks, that the monsters wear
To feed, upon their prey

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

(always) doubled up inside
Take awhile to shed my grief
(always) doubled up inside
Taunted, cruel.... ...

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

11.12.09

I'm In Heaven... After All!




C'è proprio bisogno di ritrovare un po' di pace, in mezzo al caos.
Tempi duri, questi. Tutti - chi più, chi meno - viviamo sotto pressione. Il Caos interiore ed esteriore ci sovrasta. I sogni, spesso, li abbiamo dovuti chiudere in un cassetto, in attesa di tempi migliori che forse mai verranno. Ma è più salutare conservare quella fiammella in un posto sicuro, senza spegnerla del tutto. Il solo pensiero che sia sempre lì, nonostante le intemperie, aiuta.

E così, zompettando felice dentro di me, senza nulla lasciar trapelare all'esterno a parte un sorrisetto appena accennato sulle labbra, mentre ripercorrevo per la milionesima volta quello stesso tratto di strada che conosco da ventinove anni nell'esercizio delle mie quotidiane lavorative funzioni (no, non sono una di quelle, nel caso ve lo steste chiedendo), mi è tornata alla mente, così, d'emblais, questo gioiello musicale.
Una veloce ricerchina et voilà... eccomi negli anni '30, a sognare di avere la leggiadria e il fascino elegante di Ginger Rogers, a immaginarmi volteggiare indossando quello stesso abito, con passi misurati e sicuri, nonostante un tacco non indifferente.

La mente ritorna a quelle poche, intense lezioni in cui un professore fuori dalle righe mi svegliava dal mio torpore ignorante e mi insegnava a sognare... prima che la vita facesse di tutto per farmi riaddormentare...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Dancing Cheek To Cheek - Fred Astaire

9.12.09

Andale, Andale. Andare!





Via.
Schiena spezzata.
Calamita direzionata.
Dritti verso il futuro.
Non sono ancora contenta.

La Parola che ti tenta.

Caracollare.
Imprecare.
Andale, andale. Andare!

Palle quadrate, arrotondate, limate.
Tutto l'amore che posso,
rotola giù in fondo a un fosso.
Non mi accontento dell'osso,
voglio l'Anima, il nucleo, colore rosso!

Ignaro, impari a conoscermi.
Forse molto meglio di me.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Waiting On An Angel - Ben Harper

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
Now angel won't you come by me
angel hear my plea
take my hand lift me up
so that I can fly with thee
so that I can fly with thee

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

So speak kind to a stranger
cause you'll never know
it just might be an angel come
knockin' at your door
knockin' at your door

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
don't want to go
I don't want to go alone