My Museum©



*** Un'anima in mostra alla ricerca delle sue anime sorelle ***

"Sono l'intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono,
fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere..."

"...preferisco rimanere un'impressione, preferisco le impressioni.
Le impressioni emozionano. È inutile conoscere: molto meglio supporre."

8.11.09

When You're Naked

Messaggio in bottiglia lanciato da Yuki |





Ripercorrersi all'indietro. Guardarsi da fuori, a distanza. Il trascorrere del Tempo.
Sorprendersi del proprio passato. Delle parole che si è stati in grado di scrivere. Di quelle che si è stati capaci di suscitare negli altri.
Altri che in parte sono usciti dalla propria vita, altri che vi restano, nonostante tutto.
Eppure ti piacevi, com'eri. Certo, non vorresti rivivere le situazioni - non tutte, almeno - che ti hanno portato a regalare la tua anima in quel modo. Eppure non puoi negare di aver sorriso, ieri, nel ritrovare quella vena ironica, quella latente simpatia che un tempo fuoriuscivano dai tuoi scritti, nonostante le difficoltà, la rabbia, la frustrazione e l'amarezza.
E ora? Sei diventata più cupa, più pesante, più criptica. E questo mentre, al contempo, lotti per non affondare negli abissi della tua atavica chiusura. Mentre cerchi di trattenere con la forza della concretezza qualcosa che sentivi sfuggirti dalle mani.

Hai buttato il cuore oltre l'ostacolo e adesso? Cosa hai ottenuto?
Era meglio prima? Cambierà qualcosa? Finirai per censurarti? Per chiudere tutto e ricominciare da capo?

Non saperlo ti fa paura. Ma ormai è fatta. Non c'è più spazio per i rimpianti, né per il pudore.
Il punto è capire perché hai deciso di agire. Perché ora. Perché in questo modo.
Ti aspetti qualcosa? Forse.

In fondo non aveva tutti i torti il saggio che una sera ti disse che se senti di voler regalare qualcosa a qualcuno, non importa cosa, devi farlo e basta. A patto di non aspettarti che ti dica grazie per averlo fatto.


Soundtrack: Aquarela - Toquinho

En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
ni los árboles nunca podrán ocultar el camino
de su luz hacia el bosque profundo de nuestro destino.
Esa hierba tan verde se ve como un manto lejano
que no puede escapar
que se puede alcanzar solo con volar.
Siete mares he surcado
siete mares color azul
yo soy nave voy navegando
y mi vela eres tu
bajo el agua veo peces de colores
van donde quieren no los mandas tu.
Por el cielo va cruzando,
por el cielo color azul,
un avión que vuela alto
diez mil metros de altitud.
desde tierra lo saludan con la mano,
se va alejando
no se donde va,
no se donde va.
Sobre un tramo de vía cruzando un paisaje de en sueño
en un tren que me lleva de nuevo a ser muy pequeño
de una américa a otra tan solo es cuestión de un segundo
basta con desearlo y podrás recorrer todo el mundo.
un muchacho que trepa, que trepa a lo alto de un muro
si se siente seguro verá su futuro con claridad.
Y el futuro es una nave que por el tiempo volará
a saturno, después de marte
nadie sabe donde llegará.
si le ves venir
si te trae amores, no te los roben sin apurar
aprovecha los mejores que después no volverán.
la esperanza jamás se pierde.
los malos tiempos pasarán.
piensa que el futuro es una acuarela y tu vida un lienzo que colorear
que colorear.
En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
(tu lo pintaras)
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
(tu lo pintaras)
basta con desearlo y podrá recorrer todo el mundo.
(tu lo pintaras)

7.11.09

A Broken Spell

Messaggio in bottiglia lanciato da Yuki |





Non passa, no, non passa mai, quest'impressione di lacrima sospesa, anche quando sorrido.
Sperduta, come foglia in vertiginosa caduta, sempre un passo più lontano dal ramo che mi ha generato.
Accarezzo il vento, prima che lui accarezzi me.
Taccio. E mi faccio scoglio per le tue maree.
Non sarò io la cura, non sarò io a colmare la misura.
Ma potrò sospingerti lieve, verso la sponda, farti da faro, nel mare in tempesta.

Spinta gravitazionale
Ambiguità che scompare
Stolta protezione
Di cui mi voglio liberare

Cristallina come acqua di sorgente
Non è così male stare in mezzo alla gente!

Rifuggo menzogne
Ritrovo molliche

e già vi sento gravitare

l'uno
verso
l'altra

senza che lo possiate fermare 

Il cerchio si restringe e si allarga
In un mare di solitudine
Compagni di viaggio
Cominciano a salutarsi
Prima dell'inevitabile addio

Rimuovere l'alone del mistero
Ritornare sulla terra
Rompere l'incantesimo
Che aveva stregato
Senza volerlo

Ridimensionarsi

Salvare e salvarsi

Una frana dirompente
Nella sua sensualità apparente

Ascolta
Ciò che la voce non dice
Ciò che le parole non possono
Ciò che l'azione ha previsto

Come reagisci, non visto?

Un tuffo nel nero petrolio
Occhi chiusi
E un bagliore lontano
Che
Di colpo
Si fa più vicino

Chiamare le cose col proprio nome
Non è forse razionalizzare?
Una caduta con l'ammortizzatore
Un modo per ricominciare

Senza falsità, né aspettative

Non sarò vuote speranze
Solo il ruolo
Che mi sento addosso.

Nelle mie quiete stanze
Io
Salterò il fosso.


...e nell'esatto istante in cui mi trovi,
io
ti perdo.

Incessante il moto, dei pensieri nuovi.


Soundtrack: I Will Fade - Archive

Find answers on the street
In cracks between my feet
But I can't see

Try so hard in vain
To wipe away the stain
Of everyday pain

And you never see me walking towards you
If you did I would surely fade
And you never feel me trying to hold you
If you did I would surely fade away

With the wounded in my way
There's so much more to say
But not today

I wonder if it will turn
Not fall apart and burn
When will I learn

And you never see me walking towards you
If you did I would surely fade

And you never see me trying to hold you
If you did I would surely fade away





...ed ecco che la Musica mi viene incontro sincronicisticamente ancora una volta, nelle vesti dei Porcupine Tree e del loro nuovo album, con un pezzo che non conoscevo ancora. Non prima del loro live di ieri sera.
Perché a me piace andare vergine ai concerti. Farmi trasportare dalle emozioni del momento. Lasciarmi penetrare da un giro di basso, dai colpi sul rullante, dalla sferzata di una sei corde, dal quasi silenzio che precede una voce che regala pezzi di anima dall'ennesimo palco. L'onda sonora mi entra dalle scarpe, mi scorre nelle gambe poi sale su, fino al ventre. Me lo rimesta a dovere e poi risale verso l'alto, fino al cuore. La testa no, lei si fa leggera, quando non è scossa dalle potenti scariche del batterista.

I Porcupine Tree li ho conosciuti così, qualche anno fa. Non avevo ascoltato che pochi loro brani prima di godermeli dal vivo. Non sono molto metodica nell'ascolto, non seguo cronologicamente il percorso di una band o la successione gerarchica delle tracce all'interno di un album, né ho conoscenze tecniche su come si articoli musicalmente un pezzo, anche se mi piacerebbe. Ma per sapere se un pezzo vale, almeno per me, lascio semplicemente che sia il mio corpo a parlare. Se vibra, è andata. Mi ha conquistata.

Se guardo indietro, a questi ultimi mesi, mi rendo conto di aver cominciato a superare a fatica molti miei lati oscuri, di aver preso finalmente consapevolezza di chi voglio tenere nella mia vita e di chi, invece, voglio lasciar andare. Non è un segreto che soffra molto a causa di una famiglia disunita, disgregata, lontana. E allora, in una serata di fuga adrenalinica come questa, resto inebetita ancora una volta nello scoprire, in un brano mai sentito prima, frasi che sembrano parlare direttamente a me...

If you wanna stay Always here All these years A last frontier

It’s no concern of theirs The world outside Corrupts my child So trust these eyes

Faith is in your soul Within these walls Hormones stall Dogs will crawl


The vices and the doubts We resist All this shit So kneel submit

Free love Free love Bring love to all my sisters

Breathe out Blind house You don’t need to know their secrets Believe me

Pray and violate Abuse your trust False gods must Purge their lust


A family that lies To seal your fate To take the weight Of their self-hate


Breathe Out Blind House Free Love Feel Loved


Lentamente me lo lascio scorrere addosso, sottopelle, nelle vene.
Recito internamente quelle parole come un mantra.
E penso a te.
So che ora hai bisogno di me.
Ma so già che non sarò io a salvarti.

Trovi me, ma lei mi sposta.

Veleggi, instabile, sulla tua barchetta di carta.
Soffierò per te, mi farò vento, se vorrai, e ti sosterrò nella traversata.
Ma solo se sentirò che non ti aspetti niente, che mi accetterai così come sono.
Che sei consapevole di non poter cambiare le cose.
Se l'istinto mi dimostrerà il contrario, farò tutto il possibile per non caderti dal cuore.

Ti voglio bene.


Soundtrack: The Blind House - Porcupine Tree






Now I'm out here on this road,

alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me...

L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te.
Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi.
Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.

La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo.
Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori.
Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più.
Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito.
E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no.
La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto.
Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.

Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate.
Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.

Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni.
Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare.
Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.

Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova.
E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura.
Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione.
Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre.
Questa è la mia Famiglia.
Nulla a che vedere con il sangue.

Mi deluderà? Li deluderò?
Forse sì.
O forse no.
Ma ho deciso che voglio amare.
E saper lasciare andare.

Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza.
Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi.
Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi.
Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra.
Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro.
E per questo devo essere forte.
Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.

Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie.
Ce la faremo insieme.
Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere.
Non so dove sto andando.
Ma non voglio andarci da sola.
Voi, venite con me.


Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen

We played king of the mountain,
out on the end.
The world come chargin' up the hill,
and we were women and men.
Now there's so much that time,
time and memory fades away.
We've got our own roads to ride,
and chances we got to take.
We stood side by side,
each one fightin' for the other.
We swore until we died,
we'd always be,
blood brothers.

Now the hardness of this world,
slowly grinds your dreams away.
Makin' a fool's joke,
out of the promises we made.
And what once seemed black and white,
turns to so many shades of gray.
We lose ourselves in work to do,
work to do and bills to pay.
And it's a ride, ride, ride,
and there ain't much cover.
With no one runnin' by your side,
my blood brother.

On through the houses of the dead,
past those fallen in their tracks.
Always movin' ahead,
and never lookin' back.

Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me,
in the early evening light.
In the miles we have come,
in the battles won and lost,
are just so many roads travelled,
so many rivers crossed.

Now I ask God for the strength,
and faith in one another.
'cos it's a good night for a ride,
cross this river to the other side,
my blood brother...

4.11.09

Radio Prisma 13 : Universi Paralleli

Messaggio in bottiglia lanciato da Yuki |




















L'Universo ci chiama, al suo canto di sirena e' difficile resistere. Soprattutto di notte, quando tutto si tace e lasciamo parlare il nostro io interiore.
La Musica si fa vettore, i Libri si fanno guida, i nostri Amici guardano nella nostra stessa direzione.
E insieme si freme per un Mondo migliore.

Yuki AKA Dj Prisma TBFKA Museum

Per ascoltare la puntata, visita il blog di RADIO PAZZA!









ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano

mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere

fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa

non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza

spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare

perché chi merita,
lo si deve amare!

Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.


Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.

Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.






Stavo per scrivere un post di quelli pesanti, stracciamaroni e piagnucolosi, ma la Musica e certe Persone Speciali me l'hanno impedito. Sai quando ti ritrovi ansimante, in preda a movimenti incontrollati, senza riuscire a chiudere i due rubinetti che hai ai lati del naso? Quando stai letteralmente per picchiare la testa contro il muro? Ecco. Oggi - e non solo oggi - mi ha còlto uno di quei momenti in cui quasi temi di sfiorare l'attacco di panico.

Dovresti lavorare, ma niente. Il cazzeggio diventa una via di fuga, un palliativo, davanti allo zaino troppo pesante che ti sei voluta caricare sulle spalle. Inizi a pensarle tutte. Spararmi un cannone? Nah. Mai fumata mezza canna. Ubriacarmi fino a perdere la brocca? Nah. Non ho voglia di nausea, vomito e mal di testa. Ballare e cantare a squarciagola? La prima, ancora ancora. La seconda: da bocciare categoricamente. Andare a farsi un giro all'aria aperta? Nah. Quando mi prende così, vuol dire che sono in fase letargica. Ergo, nun me mòvo manco si me sparano. Oddio, forse con un bel calcione nel sedere un po' di passi li potrei pure fare, anche solo per mandare a quel paese l'autore dell'insano gesto. Ma no. Troppa grazia. Ma quale grazia? Troppa fatica!

Poi lanci un sassolino. Piccolo. E il mare ti risponde. E si fa culla per il tuo dolore. Delicatamente. Senza nulla pretendere. Come una carezza invisibile che senti sulla tua testa impazzita. E allora i rubinetti si riaprono. Ma di commozione.

Allora, dato che ho picchiato la testa e di brutto, vorrei brindare all'Amicizia. E perciò vorrei dedicare a tutti coloro che me l'hanno dimostrata lo splendido post che la cara Desa ha pubblicato oggi sul suo blog. Racchiude perfettamente ciò che sono e che cerco anche qui, in questo mare virtuale in cui ogni tanto lancio i miei strampalati messaggi in bottiglia:

L'ARDUO SENTIERO DELL'AMICIZIA

Passate a leggerlo. Ne vale veramente la pena.

La canzone che ho scelto per accompagnare questo post concludeva una puntata di Radio Pazza, la numero 4, Incubi Di Sabbia, creata da quei loschi figuri di Bak e Grex, che oggi mi hanno fatto compagnia mentre tentavo maldestramente di lavorare nonostante i brutti pensieri. (A proposito, a quando un revival di voi due insieme? Ci mancateeeee!!!). Mi ha fatto riflettere per l'ennesima volta la riflessione di Bak sul vero senso degli incubi. La trovate al ventisettesimo minuto, tra i Cure e Jimi Hendrix. Dateci un orecchio.

E poi concludo con una frase estrapolata da una canzone che mi è piombata tra capo e collo per caso, dopo aver ascoltato un pezzo dei Calexico sul blog di Mio. Ho cercato Calexico su Archive.org e sono incappata in un programma di una web radio tedesca, FreeQuency. Ebbene, il brano in questione è My Brand New Disguise di Odran Trummel e il testo descrive esattamente il mio stato d'animo in questo momento:

I feel like I'm stuck in the bottom of your backpack, squashed by the burden of the problems you've chosen to carry on your back.

Mi sento come incollato sul fondo del tuo zaino, shiacciato dal peso dei problemi che hai scelto di portarti sulla schiena.

Occhei. Se siete ancora vivi dopo tutto questo giro di link e rimandi a perdita d'occhio, adesso saprete il vero motivo per il quale non riesco a lavorare. AHAHAHA.

P.S. Lo ammetto, sono stata contagiata dalla sindrome del linkismo. Mio, te fischiano le orecchie? :)


Soundtrack: Ho Picchiato La Testa - Ottavo Padiglione

1.11.09

Perle

Messaggio in bottiglia lanciato da Yuki |




Di te ancora mi innamoro,
del tuo respiro lento
se rimani sveglio a stento
quando torni stanco dal lavoro.

Accoccolarsi insieme, mai così vicini,
la vita scorre nello sforzo di afferrarla.
L'energia, a chi dobbiamo darla?
Ci hanno colto alla sprovvista, imprevedibili destini...

Cercavi perle,
rimediasti solo sberle.



Soundtrack: Shipbuilding - Elvis Costello


Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy's birthday
It's just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we'll be shipbuilding

Well I ask you
The boy said "Dad, they're going to take me to task
But I'll be back by Christmas"
It's just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

It's just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they'll be re-opening the shipyard
And notifying the next of kin
Once again
It's all we're skilled in
We will be shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

31.10.09

Balance

Messaggio in bottiglia lanciato da Yuki |





Brividi di freddo. Hai la finestra aperta, ma non è solo questo. L'Oltre ti sta chiamando. Per compiere la tua Missione. Ma tu non sei ancora pronta. Sai che dentro di te sta maturando il seme che la Vita piantò tanti anni fa. L'hai custodito a lungo, come un'incubatrice, ma è venuto il tempo di separartene. Di lasciarlo germogliare, mostrarlo al Mondo. Solo così rinascerai. Solo così riscatterai la tua storia, la tua famiglia, ciò che sei.
Deliri di onnipotenza? No, affatto. Voglia di trasformare, al solito, l'energia negativa in prorompente forza creatrice. Che non sai dove ti porterà, ma senti che è così che deve andare.
Vivi nello struggimento di quel che non sei, ammirando in segreto, ma neanche troppo, chi non aspetta che il destino gli cada sulla testa, ma esce di casa e se lo va a cercare.

Stai prendendo tempo, stai arando il terreno. Ma poi ti coglie lo sconforto. L'ansia del confronto. Le risposte che non arrivano. I cambiamenti che ti spiazzano. E che ti fanno vacillare.
Esterno. Interno. Esterno.
In bilico tra l'ossessione e la follia.
Tra l'amore e la paura dell'abbandono.
Punisci te stessa, per non riuscire ad amarti come dovresti.
Senti l'amore degli altri, ma continui a dubitare.
Ne sei davvero degna?
Insegui la tua identità terrena, nascosta tra le pieghe delle parole che l'Abisso trasferisce alle sinapsi.
Le dita volano da sole e tu non vuoi fermarle.

Oggi lei parlerà della sua mano che le trema. Tu sei in trepida attesa. Cambierà qualcosa? Non puoi fare altro, per il momento. Speri che la Vita sia clemente, almeno questa volta. Tra meno di un mese entrerai nel cunicolo bianco, cerchi di non pensarci. Ma l'ipocondria fa strani scherzi. Il ronzio ti fa già paura. Immobile, fingerai di dormire. Farai risuonare la tua musica preferita, soltanto immaginandola. E poi lo vedrai. Chissà se è rimasto come prima. Chissà se... Ma in fondo, perché preoccuparsi? "E' comune a molti, tanti non ne sono nemmeno a conoscenza".

A volte, forse, è meglio non sapere.

Questa canzone è per me, per voi, per chi passerà di qua.
Una carezza musicale. Un brivido lungo la schiena.


Soundtrack: Ovunque Proteggi - Vinicio Capossela






Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?

Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.

Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.

"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".

Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.

Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.

La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.

Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.

Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.

In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.

Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.

L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.

Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.

Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!


Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd

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