1.1.17

Blue

Inevitabilmente, il mio colore. Ieri, Adesso e Sempre.
Bisogna che impari ad indossarlo con più stile.
In fondo - dicono - mi sta piuttosto bene.



YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Blue - The Jayhawks

5.11.16

In My Own (Sweet) Way

Dolce il risveglio di pancia, doloroso quello di testa, oggi. Pulsante di fatica per gli sforzi profusi ieri, nel tentativo, il giorno antecedente e quello precedente ancora, di adempiere agli obblighi sociali di cui necessito per non soggiacere all'oscuro signore, apro gli occhi sull'ultima immagine mentale che ricordo, in dissolvenza. So che, appena allento un attimo la presa, cercherà nuovamente di conquistarmi e farmi sua.

Amazzone coraggiosa degli abissi, non cedi facilmente. Buoni mèntori ti hanno trasmesso alcuni piccoli trucchi da maestro per rilanciare la sfida e non soccombere agli attacchi. Certo è che questo ha un prezzo: la stanchezza, fisica e mentale, che ti attanaglia ogni volta. Questo è, e me lo faccio andar bene. Se penso a come il piatto della bilancia pendesse da tutt'altro lato fino a non molto tempo fa, (funny voice: on) ci sarebbe da accendere un cero alla Madonna, se solo ci credessi (funny voice: off).

Terremoti dell'anima ci stordiscono e ci insegnano che niente andrebbe rimandato troppo a lungo, domani potresti non averne più il tempo. Eccezione concessa, invece, al tempo dell'onirico, che non conosce ordine cronologico, poiché ne crea uno tutto suo, frantico, da shuffle arbitrario e refrattario ad ogni (apparente) logica. Dev'essere per questo che stamani, poco prima di riaprire gli occhi con la testa che pulsava, mi sei apparso, il tuo sorriso compiaciuto, blackest eyes magnetici concentrati su di me, come a dirmi: "Sei stata proprio brava, ieri!", e il tuo orgoglio era anche il mio (ogni "battaglia" che vinco sento che festeggi con me - e viceversa -, anche se io delle tue, oramai, non so più nulla). 

I capelli erano gli stessi di sempre, nei miei ricordi, forse anche più belli per effetto dell'idealizzazione tipica dell'"oramai irraggiungibile", che ammanta di un velo splendente anche il dettaglio più banale.


YUKI, AKA PRISMA
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Soundtrack: In My Own Way - Ray LaMontagne

13.9.16

Potrei Parlarti

Potrei parlarti di qualcuno che, d'amblais, dopo anni di silenzio, ha improvvisamente voglia di sentirmi. Un bene dell'anima, dice, e una gran voglia di abbracciarmi: "Lo sai, se hai bisogno, corro". E ti suona così strano! Come mai, questo slancio, così, all'improvviso? Il legame di sangue non può essere l'unica spiegazione possibile. Non in questo caso. 

Fluiscono le parole, a piccole dosi. Un dolore che, forse, ti ha avvicinato al mio, dandoti l'illusione di una comunione più idealizzata che reale. I ricordi affiorano, così come le paure... e le speranze: che il karma intergenerazionale che ci affligge sia finalmente sconfitto. (Crederlo, anche se utopistico, ci fa già sentire meglio). 

Quell'abbraccio, lo sento, resterà solo virtuale, come decine di altri, soltanto pensati. I nostri sorrisi incastonati in una foto di diciott'anni fa, ignari di quel che sarebbe accaduto dopo. Quei corpi ormai non esistono più, trasmutati dal tempo. Fluttuano, forse, sospesi in un outer space a noi irraggiungibile, se non attraverso la dimensione ovattata e traslucida del sogno e della memoria, che un po', in fondo, si assomigliano.


Potrei parlarti di paesaggi che nemmeno a pensarli li crederesti reali. Di risvegli quasi magici, al cospetto di una Natura di fronte alla quale non si dovrebbe che genuflettersi, o restare in silenzio e pura contemplazione, benedicendo gli dèi o chi per loro per il privilegio di assistere a una tale Bellezza.

Potrei parlarti di viaggi incompiuti, verso mete di sogni sgretolati perché irraggiungibili. Potrei parlarti di viaggi conquistati a discapito di altri, negati. E della Felicità che va dipingendosi quando la mano smette di ostinarsi nel disegno che la Mente imponeva per lasciarsi guidare dal fluire dell'esistenza. Quando, finalmente, impara a ricevere, grata, i doni che la Vita le porge. 

Potrei parlarti di quanto sia bello sentirsi dire: "Mi sei mancata!" e "Diventi sempre più bella!", anche se una parte di te - la solita! (in questo non sei cambiata per niente) - non vuol crederci e finisce per scherzarci su e "buttarla in caciara". 

Potrei parlarti di una strada alberata e del godimento che provo nel percorrerla, mani sul volante, mentre dagli altoparlanti la mia auto mi accarezza con la mia musica preferita. 

Potrei parlarti dei viaggi. Del fatto che non posso farne a meno, che ho bisogno di sentirmi in movimento. Di sondare, esplorare, lasciarmi stupire... di toccare, gustare e percorrere con lo sguardo ogni centimetro di mondo, annusarlo, farci l'amore. Perché soltanto così quell'Uno così pesante da trasportare col suo carico di pensieri e ripensamenti si alleggerisce, fondendosi con quel Tutto che lo possiede e lo contiene. 

Lasciarsi trasportare e seguire la corrente, con spensieratezza, come hai visto fare a centinaia, nel Reno. Ci stiamo avvicinando.

Lasciarsi andare del tutto, almeno una volta, senza alcun controllo, questo no. Ancora non mi riesce.

Potrei tentare col parapendio. 

Un giorno, forse.

YUKI, AKA PRISMA
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Soundtrack: Song To The Siren - John Frusciante

9.6.16

Senza Titolo














Un tuo sorriso può sciogliere i ghiacciai.
Dev'essere per questo che non ti è concesso, nella Vita, di sorridere troppo.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Save Me - Aimee Mann

7.5.16

Una Mediocre Numero Uno

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a fare un bagno di realtà, a prendere consapevolezza del fatto che nulla di ciò che avevo sognato di fare si concretizzerà.

Ci vogliono una notevole dose di coraggio e altrettanta di umiltà per ammettere che:

1. non sarai mai quello che avresti desiderato essere
2. non tutti siamo destinati ad eccellere e a realizzare i nostri sogni
3. ciò che rifuggevi come piatta mediocrità è invece un orizzonte concreto a cui è saggio e sacrosanto aspirare se non hai abbastanza bombole di ossigeno e squadre di sommozzatori pronti a correre in tuo soccorso per continue immersioni in acque pericolose

Quanto premesso è ancor più vero specialmente se sei di quelli che non amano bucare lo schermo, ma piuttosto i muri di gomma, che evitano le luci dei riflettori come la peste e preferiscono lavorare nell'ombra. Niente di male in questo. Il problema dell'ombra è che però, alla lunga, può costarti molto cara. E tu non te lo puoi permettere.


YUKI, AKA PRISMA
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Soundtrack: Quella Che Non Sei - Ligabue