Poco a poco sto entrando nella tua assenza là dove sei ombra non smetti di apparire perché soltanto in te le cose si fanno reali allontani l'assurdo e mi dai un senso ciò che ricordo di te è quello che sono giungi alle mie sponde come un mare (in)visibile
A mio padre...
Testo originale di Alejandro Jodorowsky, liberamente adattato da me. YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.
...e quando il suo sussurro si intreccia con quelli di altre anime e il loro vibrare si confonde, mescolandosi in una sinfonia imperfetta e armonica, un frammento di Infinito ti penetra per sempre. Qualcosa non sarà più lo stesso. E vivrai ancora, fremente, nell'attesa che quell'incanto possa ripetersi. Non accadrà. Altri e nuovi incanti, se saprai ascoltare con le cavità più profonde del tuo io, ti verranno incontro, brevi e fugaci, come il tempo di un unico respiro.
Grazie, S.B. :)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack: Let's Go Out Tonight - Craig Armstrong
Giorno dopo giorno impariamo ad amare i nostri reciproci silenzi interrotti solo da quei timidi slanci, segnali d'affetto che rinsaldano un'eterna presenza che vive di vibrazioni impalpabili
insieme, noi, sconfiggere il terrore di quel primitivo abbandono e riconosco in te il mio essere donna, il mio essere uomo
un'anima che nel suo espandersi... ritrova in sé il sole interiore che credeva perduto
e la gioia immensa effimera incontenibile
che afferro con ogni atomo e trattengo nel ventre fino alla prossima piena alla prossima, inevitabile apnea dalla quale risorgerò, ancora più forte
Se questa è la mia sorte... non mi avrà tanto facilmente, la morte!
Mi hai chiamata Dolce, so di averlo soltanto sognato. Ti sei stretto a me, una mano a proteggermi la guancia. Il vento dei giorni scorsi preannunciava il Cambiamento, ma non ha soffiato via l'inquietudine che sento. Sei dentro. E non c'è luna, non c'è sole, non c'è universo che possa contenere tutto questo Immenso. Io non sono Senso. Ma corpo fragile, e denso. Dovrei concentrarmi, ma lievito e penso. In questa gabbia di latta, la mente si agita, distratta.
Non posso permettermi di percepire i vuoti delle assenze, di certe inevitabili mancanze. Che inizino le danze! Tenderò la mano verso la tua Ombra, perché possa far parte di me in ogni istante. Io, che ho bisogno del Mare, del suo odore intenso, così ammaliante. Mi ricorda l'urgenza di abbandonare l'anima al flusso della vita, ed io vorrei sentirla fluire in me, con me, lasciare che attraversi le mie fibre, che mi scorra in ogni cellula e sinapsi, fino ad arrivare al Tutto. Io, che mi sento così Niente.
Dove sei? Dove sono? Pulsazioni ancestrali continuano a chiamarmi. Da dove? Da quando? E perché me? Sarò all'altezza del cammino che mi invita? Sarò degna del percorso celeste che posso solo immaginare?
Le mie dita obbediscono al dettato universale, la mente si distacca dalle cose quotidiane. In momenti come questi, la chiamata dell'Abisso è irresistibile. E allora mi chiudo, spaurito bòzzolo in attesa di nuove primavere.
So che resteranno in pochi. Coloro che sentono e comprendono questo stesso richiamo. Sapranno perdonarmi per le mie distanze, per il mio non apparire sul palcoscenico della vita.
Sono giorni d'attesa, condivisione e meraviglia. L'Anima mi scivola dalle dita...
Parole come porte, salvacondotti, labirinti Spalancano mondi nuovi, inaspettati, insperati Parole come sangue, ferita aperta, umor nero Colano lungo le gambe, il mio volto, la mia schiena Mente che espande, dipana, lascia scavare infinite possibilità che posso solo immaginare Una rete di persone, le loro vibrazioni pulsare che vivifica in complesse evoluzioni
Amore passa di mano in mano, spazza via per un attimo questo intimo uragano. Anima contro Anima, soffia via la vita. Credi sia impazzita?
Passaporto per l'Universo, e un insolito paesaggio: un mondo realmente diverso, non più solo un miraggio.
Spicchi di luna metallica accompagnano il mio sonno immaginario, anche di giorno. Un fremito impercettibile scuote i sensi, sotto i vestiti quotidiani, sotto la maschera sociale che devo indossare. Tra i capelli sento ancora le tue carezze. Nella testa, parole sussurrate che voglio custodire soltanto per me. Timorosa nebbia, fatti avanti. Rendi i contorni più sfumati, confondimi, stordisci questa miopia congenitamente mia. Fasci di luce irradiano già la parete della mia anima costruendo arcani, ideogrammi, in un mandala infinito senza significato apparente per la mia stupida mente.
Un duello senza fine, tra te e me. Due facce della stessa medaglia, che il vento si diverte a sospingere lontano. Allo specchio non c'è frattura. Siamo uno. Ma non appena il vetro scompare, ecco che la pelle è nuda. Priva di protezione.
Parlami, ti prego. Parlami ancora. Raccontami tutto. Voglio conoscere ogni cosa.
Cadono fogli, scivolano piano. Solo il Tempo svelerà l'arcano.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Breathe - Pink Floyd
Breathe, breathe in the air Don't be afraid to care Leave but don't leave me Look around and chose your own ground For long you live and high you fly And smiles you'll give and tears you'll cry And all you touch and all you see Is all your life will ever be Run, run rabbit run Dig that hole, forget the sun, And when at last the work is done Don't sit down it's time to start another one For long you live and high you fly But only if you ride the tide And balanced on the biggest wave You race toward an early grave.