15.1.10

Apro Il Blog (E Gli Do Fiato)





Poesia, dove sei finita? Ti cerco in me, ma non ti trovo. Insofferente, troppo. Persino a me stessa.
Come stai? Domanda inutile. Ti dirò che sto bene. Perché in fondo, se ci penso, non c'è niente che non vada. Niente di nuovo, almeno.
Eppure mi sento strana. Un'inquietudine misteriosa si impadronisce di me quando non ci sei. Come se tu riuscissi ad assorbire col tuo corpo tutti i miei demoni e li neutralizzassi.

Quando tuffo il mio viso contro di te,
in cerca della tua mano,
in cerca del tuo odore.
La paura scompare.

Oscure, gelide correnti mi attraversano tutta intera. Chiudo la finestra. La sensazione non cambia. Dev'essere tutto l'irrisolto che mi trascino dietro da sempre. Quel peso morto di cui ancora non riesco a liberarmi. A volte è così forte lo smarrimento, che niente più mi dà conforto. Cerco in me le forze, ma in certe giornate vengono meno. E in fondo mi sento anche un po' egoista.
C'è chi sta peggio, a me cosa manca? Cos'ho da lamentarmi? Non ne ho alcun diritto. Sono giornate così. Che non ti spieghi. Che la gioia ti neghi. Senza un vero perché.

Quando non c'è un nemico vero, concreto, tangibile, non hai nessuno con cui potertela prendere. Non è una persona, non è un'istituzione, non è una malattia che si possa provare a curare a suon di radiazioni o medicine.
È l'impotenza, ciò che più mi uccide. Questo silenzioso dolore che ora non posso debellare. Da cui, un domani, potrò solo scappare. Senza potermene mai liberare davvero. Sempre con l'incubo del peggio che deve ancora venire.

Come posso combattere contro qualcosa che dovrei amare?

Serpeggia, scorre come veleno, abbattendomi senza pietà. Giorno dopo giorno, attenta alle mie riserve energetiche con malcelata avidità. E finisci per sentirti solo un mediocre spettatore senza coglioni. Uno che si limita a mettere orrende toppe a un vestito che continua a scucirsi, ogni giorno più logoro, ma che sarebbe troppo dispendioso cambiare.
Nessuno che possa capirti davvero, ed è naturale. Quando il grigio cala su di me in questo modo sottile, non ho nemmeno voglia di parlare. Finirei per ripetere le stesse cose trite e ritrite. E chi ascolta mi proporrebbe una volta ancora la sua soluzione.

Quando mi sento così, non voglio parole. Solo lasciarmi andare su un tappeto di calore. Esorcizzare, dignitosamente, questo dolore.

Non temete. Va tutto bene. Ogni tanto ho solo bisogno di tornare a respirare...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Here Comes The Flood - Peter Gabriel

When the night shows
the signals grow on radios
All the strange things
they come and go, as early warnings
Stranded starfish have no place to hide
still waiting for the swollen Easter tide
There's no point in direction we cannot
even choose a side.

I took the old track
the hollow shoulder, across the waters
On the tall cliffs
they were getting older, sons and daughters
The jaded underworld was riding high
Waves of steel hurled metal at the sky
and as the nail sunk in the cloud, the rain
was warm and soaked the crowd.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.

When the flood calls
You have no home, you have no walls
In the thunder crash
You're a thousand minds, within a flash
Don't be afraid to cry at what you see
The actors gone, there's only you and me
And if we break before the dawn, they'll
use up what we used to be.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.

9 commenti:

dioniso ha detto...

Credo di capire i tuoi sentimenti. Spesso ho provato sensazioni simili.
E in certi casi le parole e soprattutto i consigli non servono a nulla. Più utili sono l'ascolto e l'empatia.

jackie ha detto...

Yuki..proprio non riesco a sciogliere l'enigma con te..sinceramente..invece vorrei..sei la persona che m'ha seguita fin dagli inizi e vorrei aver penetrato un pò quella maschera di vetro..invece...poi scrivi così bene in inglese,mentre io non praticando da tanto sono divenuta una pi...hem..frana..vengo da mio bloggino sulla tua stessa piattaforma e tanto che non lo curo..dovrei riconvertilo in english..perché non mi dai una mano yuki..non siamo amiche? o amici se preferisci..delle volte non capisco se-scusami non vorrei mai urtarti-ho a che fare con un'..maschio..ma forse,come scrivi in questo tuo post,è l'impressione,che catalizza..e a nulla serve chiudere la finestra...my dear..anche se non ho mai avuto un rapporto al di la di queste poche righe virtuali...provo per te affettuosa stima-e tu sai che quando dico così sono sincera-insomma vorrei capire,vorrei essere qualcosa di più d'un avatar..ma non voglio essere invadente,anzi scusa queste mie riflessioni,sono giorni strani anche per me..ma credimi ho solo buone vibrazioni nei tuoi riguardi,sono strana..ma sono fatta così:)buon weekend my dear..see you soon.truly yours jackie.

Yuki aka Prisma ha detto...

@Dioniso: grazie per le parole... Hai centrato in pieno la questione.
Un abbraccio.

@Jackie: tesoro, nessun enigma... per il blog, non c'è problema. Mandami pure il testo e, appena ho un po' di tempo, provo a tradurlo. :D Quanto al gender... fimmina sugnu! Al 100%. Solo che a volte nella scrittura mi piace usare il genere maschile. :) Per il post, non preoccuparti, ogni tanto ho bisogno di buttar fuori qualcosa di cui non parlo volentieri... prima di poter ripartire con nuova grinta. Non sei affatto strana! Anzi. Sono io che sono strana assai, ehehehe! Tra streghette ci si riconosce, no? :D Un forte abbraccio e grazie di cuore per esserci.

Mio ha detto...

C'è un segreto in ogni colore, due non-colori agli estremi: bianco il tutto, nero il niente. Tu da prisma quale sei, talvolta ti ci ritrovi in quel solito nero e me ne dispiaccio molto, davvero. Però c'è un qualcosa di positivo: riesce a catturare la luce come nessun altro, il bianco semplicemente la riflette. Forse è l'inevitabile modo per ricaricare, se posso, le nostre batterie. L'unico modo che si conosce per ritrovare un po' di luce, tra colori dell'iride come tu sai fare, in toni di grigio come me.

Ahahah sai, leggendo il commento di Jackie ho sorriso. Questo tuo mescolare i generi sessuali mi aveva confuso all'inizio e pensavo che tu fossi o donna o gay. Sinceramente pensavo la seconda e prima di chiederti di linkarti ci ho pensato un po' poi mi sono detto: " Per unO/A così sarà un piacere comunque..." ed ora eccoci qua :D:D:D

Buona giornata!

Salut,

Roberto

fabio r. ha detto...

veloce passaggio per abbraccio e pacca sulla spalla, di Domenica si può, no?

Occhi di Notte ha detto...

la nostalgia e la mancanza delle cose fondamentali che danno ossigeno all'anima è feroce....

Ishtar ha detto...

Sorellina, mi manchi...sono giorni che questa canzone mi tiene compagnia...ti capisco bene e tu lo sai...segui e cerca di assecondare il tuo spirito, rigenerati come l'istinto comanda...e il tempo lava tutto pure la tristezza inquietudine...un abbraccione, tvb

Guernica ha detto...

Mh.
Io "il nemico" l'ho avuto davanti, concreto.Sai cosa ti posso dire?Che qualche volta si è più fragili quando un nemico non c'è.Quando è dentro di noi.Corrode.
Posso dirti che attualmente queste tue parole avrei potuto scriverle tranquillamente io...
Ancorati alla poesia.E' una sorta di ancora.

Bellissimo e malinconico il pezzo...

desaparecida ha detto...

Il gelo rimane dentro e ci scorre quando le implosioni sono così forti e frequenti da congelarci.
Ma tu,anima irrequieta e tagliente, devi rompere anche lo stesso ghiaccio con cui congeli i tuoi sensi.

Esorcizza in modo più o meno dignitoso il tuo dolore...a me piace sapere che respiri,il resto è quasi secondario...

ti abbraccio forte :)