2.10.09

Mystery Repeating






"[...] La sincronicità ha varie forme: in generale è nota per connettere il particolare stato d'animo di una persona con un evento simultaneo ricco di significato, e con una funzione di guida per la vita di quella persona. Ma è anche un fenomeno in grado di coinvolgere una grande collettività di individui, e in sé se ben compreso e vissuto nella sua giusta luce può essere il principale strumento trasformativo dell'umanità nel suo insieme. Studi cruciali di meccanica quantistica ci mostrano in maniera indubitabile che a certi livelli, a partire dal mondo microscopico delle particelle elementari, la realtà fenomenica che normalmente noi esperiamo sequenzialmente in forma di causa e di effetto, ha alla sua base una matrice in cui il principio di causalità cessa di esistere. Il mondo quantico nella sua intima natura mostra che il grande disegno che regola l'universo nella sua totalità è in realtà una danza infinita, in cui tutte le particelle che costituiscono la materia stessa sono tra loro sincronizzate e armonizzate in un continuum che va ben al di là del tempo e dello spazio. La matrice della nostra realtà è spirituale, mentre la nostra realtà è anche come noi possiamo e vogliamo crearla, dal momento che proprio gli eventi sincronici sembrano ricordarci che noi non siamo passivi osservatori di un freddo universo a orologeria, ma anche attori della creazione. La nostra psiche è quel mezzo che ci permette a ogni momento di ricordare chi siamo e di cosa siamo parte, e per uno strano meccanismo essa sembra coincidere con la materia nelle forme più elementari come le rileviamo nel mondo dei quanti. In questa breve trattazione si cercherà di mostrare che la sincronicità non è una coincidenza casuale o un'illusione di bambini mai cresciuti, ma che essa ha precise radici scientifiche nella mente di due grandi geni della prima metà del '900, che proprio per sincronicità si incontrarono per costruire - su base interdisciplinare - un modello che spiegasse uno dei più grandi misteri che costituiscono l'esistenza umana. Forse quei due uomini si incontrarono proprio per rispondere a un impulso inconscio dell'umanità nella sua interezza, proprio nel momento in cui essa iniziava ad attraversare un periodo di incertezza sulla sua reale identità nella globalità. Era il periodo in cui l'uomo stava iniziando a esperimentare l'energia atomica e a presagire gli effetti apocalittici che poteva portare se l'umanità non avesse ritrovato se stessa. Questo libro è dunque soprattutto incentrato sulle figure del grande psicologo analitico svizzero Carl Gustav Jung e del grande fisico quantistico austriaco Wolfgang Pauli, e di come nacque e si sviluppò il loro sodalizio nell'arco di vent'anni. Essi unirono il loro sapere per poi maturare la convinzione che la sincronicità è un fenomeno che unisce la pische alla materia, ma soprattutto che essa è l'elemento che dimostra che l'universo, composto di questa dualità, non si esplica a caso, ma è strutturato per la Vita e per la consapevolezza. Le ricerche di fisica quantistica di Pauli mostrano da sole che la sincronicità è intrinseca alla stessa materia quando essa è osservata nel dominio quantico, come se la danza delle particelle fosse un perenne connubio con una mente superiore. Le ricerche di Jung collocano nell'inconscio collettivo la vera radice dello spirito umano e la reale matrice degli archetipi e principale origine delle sincronicità che interessano simultaneamente uno stato psichico e un evento esterno. Si illustrerà il grande progetto di Pauli di creare una nuova scienza psicofisica in grado di unire l'uomo al cosmo, un progetto nato da un'esplorazione profonda nei labirinti della sua stessa sfera psichica [...]".

Questa è l'introduzione a uno dei libri che ho ordinato venerdì scorso, a seguito di una catena di piccoli eventi sincronicistici che mi hanno fatto venir voglia di riprendere un percorso interrotto un paio di anni fa. Si intitola, appunto, Sincronicità - Il legame tra Fisica e Psiche da Pauli e Jung a Chopra, e l'autore è Massimo Teodorani.
Non so quando e come troverò il tempo per leggere i libri che mi sono regalata. Ma so che lì si nasconde parte di quello che non sapevo di cercare, ma di cui sento di aver bisogno.
Perché lo scopo per cui sono a questo mondo, in questo preciso momento, con queste specifiche sembianze, corporee e incorporee, non è solamente tirare a campare. Ma è scoprire. Emozionarmi ed emozionare.
I soldi non mi hanno mai interessata. E allora mi sta anche bene che il Sogno sia per ora finito in stand by. Perché la sua vera natura non è portarmi al benessere economico. Ma permettermi di comunicare quello che ho dentro. E, in qualche modo, ho trovato altre vie per farlo.

Il futuro è già qui.
Nei piccoli passi che mi fanno muovere anche da ferma.
Nelle piccole magie che ho imparato a cogliere.
Nelle persone speciali che, volenti o nolenti, mi stanno aiutando a crescere.

Un grazie di cuore a tutte voi, anime sorelle!


Soundtrack: Noah's Ark - CocoRosie

3 commenti:

Mio ha detto...

Già il tempo per leggerli... io ne ho due che mi catturano ed intimoriscono allo stesso tempo: La strada che porta alla realtà di Penrose e Goedel , Escher, Bach di Hofstadler. A vederli due mattoni, fisicamente parlando, ma posso dire, per quello che a piccoli brevi e per niente sufficienti tratti già conosco, di saper già essere stupendi edifici per il pensiero.

Sono convinto che un perché ci sia sempre a tutto. Per tutte le azioni per tutte le conseguenze. L'inghippo, qualora si voglia conoscere il perché, è scoprirlo.
La fisica quantistica ci dice che noi potremmo oltrpassare un muro con il nostro corpo camminandoci attraverso. Il problema sono le volte che che si sbatte contro, ma è questo che ci deve preoccupare?

Sì, Il futuro è già qui. Il futuro è: ora... ora... ora... ossia si crea nel presente talvolta non lo si capisce perché i risultati sono molto remoti, talvolta ce se ne dimentica.

Buona ed infinita crescita Museum!

Roberto

Radio Pazza ha detto...

Io allora ci metto sopra il lavoro di Michael Talbot hehehehehe ...
Ho sempre creduto in un mio personalissimo "potere" che poi puntualmente scatenavo anche negli altri una volta convinti: pensare ad un'immagine per 5 minuti (cosa difficilissima per tanto tempo!) e poi lasciarla andare fino a che, per caso, non si manifesti nel mondo sensibile ... provate con un'animale (cane, gatto, elefante) associato ad un colore improbabile (rosa, viola, verde) e poi fatemi sapere del "vostro" potere. Sarà solo l'inizio ... per avere di più bisogna sconfiggere la paura e l'avidità.

Bak

ps. Per sincronicità sono a Lanzarote per la nascita di mia nipote Noa, la mamma mi fece conoscere la musica di Cocorosie un'anno fa ... http://radiopazza.blogspot.com/2008/11/radio-pazza-casa-nostra_19.html

Rispondo con Nightmare on Wax, "Argha Noah"

http://www.youtube.com/watch?v=rN77o9AD_kI

Yuki ha detto...

@Mio: eh... lo dico sempre, vorrei poter avere ben più di 24 ore al giorno a disposizione. E il dono dell'ubiquità. :) Buona crescita anche a te, amico Mio!

@Bak: tu pensa che il post l'avevo preparato ieri e ho penato un bel po' prima di trovare una canzone adatta. Finché non ho scelto questa, che a pelle si adattava a quello che volevo esprimere. Ma Noa, accidenti! È incredibile, davvero...
Il post l'ho pubblicato stamattina, poi... vabbè... c'è stata altra sincronicità... :)
E la consapevolezza che non mi sbagliavo!

Auguroni zietto Bak!!!
Io, ahimè, posso esserlo solo per acquisizione, non avendo fratelli e sorelle, sigh sigh. Fortuna che le cognate mi sono prolifiche, AHAHAHA! :D
Bella, hermano! Ora mi sparo Nightmare On Wax!!!

P.S. Ma lo sai che tempo fa ho letto un libro dell'autore de Le Particelle Elementari, ambientato a Lanzarote? Mi è tornato alla mente qualche giorno fa...