23.12.09
DolceAmaro
'Cause it's a bittersweet symphony, this life
Già, puoi dirlo forte!
Try to make ends meet
Mica facile, sai? Però, a volte, ci si riesce... ed è bellissimo!
You're a slave to money then you die
Maledetti soldi, quante volte li ho maledetti...
I'll take you down the only road I've ever been down
Prendimi per mano, e io verrò con te.
You know the one that takes you to the places where all the veins meet yeah,
Sì, conosco bene quel posto. È lì che tutto ha avuto inizio.
No change, I can change
Quant'è difficile cambiare!
I can change, I can change
Ma non impossibile...
But I'm here in my mold I am here in my mold
Ah, non dirlo a me, guarda. Ho anche le ragnatele!
But I'm a million different people from one day to the next
Eccomi qua. Uno, nessuno e centomila.
I can't change my mold No, no, no, no, no
Già, un po' di muffa, ahimè, resta sempre. Che ci vuoi fare?
Well I never pray
Nemmeno io. Non sai da quant'è che non prego. In senso canonico, intendo.
But tonight I'm on my knees yeah I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah
Ah, l'hai detto! Solo la Musica sa. Solo la Musica ti legge dentro, solo lei ti capisce davvero. Senza fare nessuna domanda.
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now
Purificazione, catarsi e liberazione dal Male, per il tempo di una canzone. Fortuna che hanno inventato il loop!
But the airways are clean and there's nobody singing to me now
Eh sì, cantare per se stessi non è come avere qualcuno che canta per te... Ma sempre meglio di niente, no?
[...]
I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you've ever been down?
Se sono mai stato giù? Se ho mai toccato il fondo, dici? Diavolo, sì! L'ho annusato con queste mie narici. L'ho stretto fra le mani, raschiato con le unghie, accarezzato coi capelli.
Sì, ho sbattuto forte la testa, affondato l'anima nel pozzo nero e profondo che chiamano Dolore.
Ma guardami! Guardami ora.
Sono ancora qui, più forte di prima.
Fragile e potente.
Due ricchezze in un corpo solo.
Questo, amici miei, vuole essere il mio "augurio" per l'anno nuovo e per tutti quelli a venire. Che possiate trarre forza dalle vostre debolezze. Ricaricarvi di nuova linfa vitale attraversando le rapide della vita. Perché con il vostro affetto mi avete aiutato a rialzarmi. E ora mi sento un po' come Richard Ashcroft all'inizio della sua esibizione, il microfono appoggiato al cuore, per lasciarlo parlare...
Un abbraccio grande grande a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi hanno aiutato a crescere.
Buona Vita, ragazzi miei!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Bitter Sweet Symphony - The Verve
8.12.09
Adesso Mordi!
Amicizia.
Plachiamola insieme,
questa sete di Giustizia!
Attraversare il presente
annusando il futuro,
tra Assurdo e Concreto,
Serio e Faceto.
Seduti vicini,
corpo a corpo,
condividere i sogni
raccontarsi i ricordi...
Ecco la mela proibita,
adesso mordi!
Always keep in mind...
They'll never take us alive!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Never Take Me Alive - Spear Of Destiny
15.11.09
Il Mio Nome È John. John Bowlby.
È da un po' di giorni che ci penso, in una delle tante reminiscenze di un passato che torna a bussare to my calotta cranica e in cui stento a riconoscermi. Non tanto perché sono cambiata, quanto perché, alla luce di come vivo la mia vita oggi, non mi sembra quasi vero di aver collezionato esperienze di studio e di lavoro simili. Ebbene, la parola chiave di oggi è Bowlby.
Il mio nome è John. John Bowlby.
Benissimo, illustre Bowlby. Di cosa vuole parlarci oggi? Ah, capisco. Non vuole parlare di un bel niente. Ha già detto tutto e non ha nessuna intenzione di ripetere. Ma quello non era Paganini? Ok, ok, va bene! Ci penso io. Ma che fatica 'ste reminiscenze! E poi di domenica, per giunta! Vabbè, tanto non posso fare altro, mentre i miei vari SuperAntiSpyware, Spyware Terminator, Spy Hunter e chi più ne ha più ne metta scandagliano il mio povero pc fin dentro alle budella.
Ordunque, mi sono più volte chiesta il perché di taluni miei fastidiosi comportamenti nel relazionarmi con los demás, the others, les autres, des anderen, insomma i famosi altri che popolano l'universo tutto. Mi sono chiesta il perché della mia eccessiva dipendenza dal giudizio altrui, la mia - in alcuni casi - ostinata e irrazionale diffidenza, la mia irrazionale tendenza a chiudermi a riccio, il mio continuo e ostinato svalutarmi e sminuirmi, eccetera eccetera eccetera. Troppo facile sarebbe attribuire a cause esterne la ragione di tali difetti o fare della famiglia il più banale degli alibi, dietro cui trincerarsi a mo' di giustificazione. I'm adult and vaccinated, indipercuipòscia me la vedo da me, prendo atto di tutto ciò e cerco di darmi la famosa svéjata.
Epperò - c'è sempre un però in queste cose - il signor Bowlby, psicanalista britannico, distanziandosi dalle teorie freudiane, alla fine degli anni '60 arriva a postulare una teoria che ancora oggi è di primaria importanza nell'individuazione delle cause di molti comportamenti di "noi" adulti: la teoria dell'attaccamento. Insieme a Mary Ainsworth, psicanalista sua collaboratrice, Bowlby spiega quanto sia fondamentale per lo sviluppo della personalità di ogni individuo un adeguato attaccamento alla figura materna o a un suo sostituto. E per attaccamento non si intende una semplice relazione improntata all'ottenere nutrimento da parte del bambino, quanto la sensazione di vicinanza, la certezza di avere una base sicura dalla quale poter partire per esplorare il mondo esterno e dalla quale ricevere calore, affetto e protezione. Le basi di questa teoria provengono da uno studio condotto dallo stesso Bowlby su cuccioli di macaco che, messi di fronte a una madre fantoccio in grezzo metallo dotata di biberon e ad un'altra rivestita di panno morbido, dimostravano di preferire sempre la seconda, nonostante non fornisse loro alcun nutrimento.
A questo proposito mi ha colpito un articolo scritto da Gabriella D'Amore Costa e il suo parallelismo tra le teorie di Bowlby e Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry:
"La volpe dice al Piccolo Principe: “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterò la mia felicità. Quando saranno le quattro, comincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore (…) ci vogliono i riti”. Ecco che il Piccolo Principe si guadagna la fiducia della volpe, andandola a trovare tutti i pomeriggi stabilendo un rito. Sembra che la volpe sappia come si crei un legame di attaccamento sicuro: la madre assicura sempre la sua presenza e il bambino si abitua a questo rito.
E’ proprio il ripetersi di questo modello di interazione che fa sì che il bambino cominci a crearsi delle aspettative. Si aspetta proprio che quella determinata persona appaia in quel determinato spazio e in quel determinato tempo, ed è il continuo verificarsi di tale rito che gli assicura che esiste lui, esiste l’altro, esiste la relazione.
Il legame di attaccamento che si stabilirà fornirà un modello per le relazioni future e per tale motivo le nostre relazioni risentiranno di quella matrice interattiva denso per noi di tanti significati."
Tornando alla Teoria dell'Attaccamento, attraverso un sistema di classificazione chiamato Strange Situation, Mary Ainsworth arrivò a delineare diversi profili di comportamento nei bambini, come riportato in uno scritto di Nicola Schiavone:
"- Stile Sicuro: l’individuo ha fiducia nella disponibilità e nel supporto della Figura di attaccamento, nel caso si verifichino condizioni avverse o di pericolo. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo. Tale stile è promosso da una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abbandono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la gioia.
- Stile Insicuro Evitante: questo stile è caratterizzato dalla convinzione dell’individuo che, alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della Figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato da questa. Così facendo, il bambino costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo, con la possibilità di arrivare a costruire un falso Sé.
Questo stile è il risultato di una figura che respinge costantemente il figlio ogni volta che le si avvicina per la ricerca di conforto o protezione.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amato, percezione del distacco come “prevedibile”, tendenza all’evitamento della relazione per convinzione del rifiuto, apparente esclusiva fiducia in se stessi e nessuna richiesta di aiuto, Sé positivo e affidabile, Altro negativo e inaffidabile. Le emozioni predominanti sono tristezza e dolore.
- Stile Insicuro Ansioso Ambivalente: non vi è nell’individuo la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta, esitante, connotata da ansia ed il bambino è inclina all’angoscia da separazione. Questo stile è promosso da una Figura che è disponibile in alcune occasioni ma non in altre e da frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa."
A questi, Main e Salomon aggiunsero un quarto stile:
"- Stile Disorientato/Disorganizzato: sono considerati disorientati/disorganizzati gli infanti che, ad esempio, appaiono apprensivi, piangono e si buttano sul pavimento o portano le mani alla bocca con le spalle curve in risposta al ritorno dei genitori dopo una breve separazione. Altri bambini disorganizzati, invece, manifestano comportamenti conflittuali, come girare in tondo mentre simultaneamente si avvicinano ai genitori. Altri ancora appaiono disorientati, congelati in tutti i movimenti, mentre assumono espressioni simili alla trance. Sono anche da considerarsi casi di attaccamento disorganizzato quelli in cui i bambini si muovono verso la figura di attaccamento con la testa girata in altra direzione, in modo da evitarne lo sguardo."
Ancora più interessanti, però, sono a mio avviso i profili che vengono fuori da un'analisi degli stili di comportamento degli adulti, condotta da Mary Main:
"- Stile Sicuro: modello di Sé positivo e dell’Altro positivo. Basso esitamento, bassa ansia. Alta coerenza, alta fiducia in se stesso, approccio positivo con gli altri, alta intimità nelle relazioni. Il modello positivo dell’individuo sicuro lo porta ad avere una grande fiducia in se stesso ed un grande apprezzamento degli altri, dai quali viene considerato come tipo positivo.
Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate da intimità, rispetto, apertura emotiva ed i conflitti con il partner si risolvono in maniera costruttiva.
- Stile Preoccupato: è assimilabile allo stile insicuro ansioso ambivalente (Ainsworth). Modello di Sé negativo e dell’Altro positivo. Il modello negativo che l’individuo preoccupato ha di sé lo porta ad avere una bassa autostima tendente alla dipendenza del giudizio degli altri. Invece, il modello positivo che ha dell’altro lo porta alla continua ricerca di compagni e di attenzione. Necessita continuamente di intimità nelle relazioni tanto che la sua insaziabilità nella richiesta di attenzione tende a far allontanare gli altri. Le sue relazioni sentimentali sono costellate di passione, rabbia, gelosia e ossessività. Tende ad iniziare i conflitti con il partner rimandando, però, la rottura del legame.
- Stile Distanziante: è assimilabile allo stile Evitante (Ainsworth). Modello di Sé positivo, dell’Altro negativo. Il modello positivo dell’individuo distanziante lo porta ad avere alta fiducia in se stesso senza interessarsi del giudizio degli altri anche se pensa di essere considerato arrogante, furbo, critico, serio e riservato. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta a dare l’impressione di non apprezzare molto le altre persone apparendo, talvolta, cinico o eccessivamente critico. Svaluta l’importanza delle relazioni e sottolinea l’importanza dell’indipendenza, della libertà e dell’affermazione. Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate dalla mancanza dell’intimità, tendendo a non mostrare affetto nelle relazioni. Preferisce evitare i conflitti e si sente rapidamente intrappolato o annoiato dalla relazione.
- Stile Timoroso-Evitante: è assimilabile allo stile disorientato-disorganizzato (Ainsworth). Modello di Sé negativo, dell’Altro negativo. Il modello negativo che l’individuo timoroso-evitante ha di se stesso lo porta ad avere bassa autostima e molte incertezze verso se stesso e verso gli altri. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta ad evitare le richieste d’aiuto, evita i conflitti ed ha difficoltà a fidarsi degli altri. È difficile trovarlo coinvolto in una relazione sentimentale e quando vi si trova assume un ruolo passivo. In tali relazioni è dipendente ed insicuro. Tende ad autocolpevolizzarsi per i problemi di coppia ed ha difficoltà a comunicare apertamente e a mostrare i sentimenti al partner."
Ora, non so quanti di voi si siano riconosciuti in questi profili. Sinceramente non ne trovo uno che mi rispecchi totalmente, piuttosto trovo pezzi di me in più profili, in una specie di mosaico multicolore che vorrei continuare a migliorare. Onestamente credo di avere più di un debito nei confronti di Bowlby, e sto seriamente tentando di ripagarlo. Se è vero che nessun uomo è un'isola, sono convinta che non lo sia e non debba esserlo nemmeno la coppia. L'isolamento, che a volte è pure necessario, per riflettere e pensare, per leccarsi le ferite, non può essere l'unica soluzione. Tendere una mano, evitare di innalzare muri sempre più alti nei confronti di un mondo che sentiamo ostile, a volte può rivelarsi liberatorio, soprattutto per noi stessi. C'è, esiste, e sono convinta di questo, una famiglia umana alla quale non si dovrebbe rinunciare.
Fidarsi della prima persona che si incontra per strada è senz'altro sbagliato, ma lo è anche non fidarsi di nessuno. Senso di Colpa mi ricorda quanto mi sia costato caro questo mio ostinarmi a chiudermi a riccio, soprattutto nei confronti di persone che, senza nemmeno accorgersene, mi hanno dato e continuano a darmi moltissimo. È anche per loro se ho deciso di combattere questo lato di me che detesto. Per i vecchi e i nuovi amici, per quelli che mi conoscono da anni e per quelli che stanno imparando a conoscermi, per chi si sofferma in silenzio e mi lascia uno scampolo del proprio pensiero, delle proprie emozioni...
che qualcosa sta cambiando
come fili di vento leggero
le nostre vite allo sbando..."
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: La Nostra Vita Nuova - Max Gazzè
5.11.09
Soul Brothers, Soul Sisters
Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me...
L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te.
Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi.
Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.
La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo.
Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori.
Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più.
Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito.
E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no.
La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto.
Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.
Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate.
Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.
Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni.
Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare.
Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.
Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova.
E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura.
Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione.
Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre.
Questa è la mia Famiglia.
Nulla a che vedere con il sangue.
Mi deluderà? Li deluderò?
Forse sì.
O forse no.
Ma ho deciso che voglio amare.
E saper lasciare andare.
Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza.
Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi.
Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi.
Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra.
Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro.
E per questo devo essere forte.
Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.
Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie.
Ce la faremo insieme.
Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere.
Non so dove sto andando.
Ma non voglio andarci da sola.
Voi, venite con me.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen
We played king of the mountain,
out on the end.
The world come chargin' up the hill,
and we were women and men.
Now there's so much that time,
time and memory fades away.
We've got our own roads to ride,
and chances we got to take.
We stood side by side,
each one fightin' for the other.
We swore until we died,
we'd always be,
blood brothers.
Now the hardness of this world,
slowly grinds your dreams away.
Makin' a fool's joke,
out of the promises we made.
And what once seemed black and white,
turns to so many shades of gray.
We lose ourselves in work to do,
work to do and bills to pay.
And it's a ride, ride, ride,
and there ain't much cover.
With no one runnin' by your side,
my blood brother.
On through the houses of the dead,
past those fallen in their tracks.
Always movin' ahead,
and never lookin' back.
Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me,
in the early evening light.
In the miles we have come,
in the battles won and lost,
are just so many roads travelled,
so many rivers crossed.
Now I ask God for the strength,
and faith in one another.
'cos it's a good night for a ride,
cross this river to the other side,
my blood brother...
3.11.09
Il Volo Leggero Del Gabbiano
ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano
mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere
fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa
non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza
spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare
perché chi merita,
lo si deve amare!
Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake
I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.
It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.
Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.
I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.
30.10.09
Will The Icicle Ever Melt?
Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?
Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.
Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.
"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".
Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.
Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.
La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.
Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.
Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.
In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.
Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.
L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.
Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.
Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd
5.10.09
Se Fossi Un Uomo...
Certe volte essere donna è per me una limitazione.
Già. Avete capito bene.
No, non sto parlando della parità dei sessi e cose del genere.
È che invidio, non il pene, ma l'amicizia cameratesca tipica dei maschi.
Sia chiaro. Dell'amicizia femminile amo la complicità, la profondità e la sensibilità degli scambi, quando sono sinceri.
Ma io nasco maschiaccio e non è un caso che da piccola amassi fare la lotta.
Prima con mio padre, poi all'asilo dove, lo scrivevo tempo fa, ero il terrore dei maschietti.
E come dimenticare i rotolamenti sul pavimento e gli accapigliamenti con mio cugino, il mio omonimo, le rare volte che facevamo visita alla sua famiglia?
Poi, cos'è successo?
L'adolescenza, gli ormoni e compagnia cantando mi hanno cambiato.
Sono diventata più chiusa. Meno espansiva. Più trattenuta.
Amici maschi non ne ho mai avuti. Legami superficiali sì. Ma mai amici veri, per come intendo io l'Amicizia.
È che tra uomini e donne le cose possono essere complicate. Davvero complicate.
E allora, a volte, mi piacerebbe davvero essere un maschio, solo per poter cogliere le sfumature dell'amicizia tra uomini.
Così come, e anche questo l'ho già detto tempo fa, mi piacerebbe da morire poter avere un fratello o una sorella per capire cosa si prova.
Un legame di sangue non sempre è sinonimo di Amore, questo è vero.
E spesso persone conosciute per caso possono arrivare a darti persino più di una famiglia.
Ma nonostante questo non posso non pensarci.
In fondo, ciascuno di noi sentirà sempre la mancanza delle esperienze di cui la vita lo ha privato, e viverle non sarà mai come starle solo a guardare.
Soundtrack: It's A Man's World - Seal