2.3.08

Labirintiche Ossessioni




Brividi lungo la schiena, spalle al muro, alzo le mani in segno di resa. Trattengo il respiro.

Inaspettato, parte il colpo. Veloce. A tradimento.
Stendo il dèmone con un destro dritto in faccia.
Un tonfo. Poi il buio.

Puntini luminosi roteano vorticosamente intorno alle mie palbebre socchiuse. Schegge di luce impazzite e multicolori si conficcano nel derma come spilli infuocati.

Elettroshock emozionale.

Riapro gli occhi e sono distesa sulla superficie di un lago ghiacciato. Buio intorno.
Solo la luce della luna filtra tra i rami secchi del giardino d'inverno. Rischiara i contorni e confonde le ombre.

Ho fame. E niente da mangiare.

La tensione mi sfida a duello. Non ho più forze.
L'oblio si fa attendere, ma sono io che lo respingo.
Se devo morire, voglio morire cosciente.
Non deve sfuggirmi niente. Neanche un particolare.

Trattengo la vita per i capelli. Lei continua a gridare, ma io non la sento. Ho scelto personalmente la colonna sonora dei miei incubi.
Dj per una notte. La mia.

E allora voglio ballare fino a sfinirmi e cadere a terra esausta. Spompare il cuore fino all'ultimo battito, fino all'ultimo giro di basso, fino all'ultimo colpo sul rullante.
La testa libera di roteare i capelli in aria, le gambe scosse da un tremito, incapaci di stare ferme.

Gli occhi chiusi, sento le note arrampicarsi lungo la mia schiena. Posso quasi toccarle.

La pelle brucia. Calore avvolgente.
Il tuo sguardo su di me.

Ballo più forte, con ancora più foga, come se il movimento irrazionale del mio corpo potesse trascinare anche te nel vortice.

Mi guardi ballare, da lontano. L'hai già fatto altre volte.
Lo sento. Lo senti.
Energia che fluisce e rifluisce, ansiosa, incessante, pulsante di vita.

E allora ballerò ancora, fino alla fine dei tempi. Non potrai resistere a lungo.

Sogni d'oro, dèmone. Stanotte ho vinto io.


Soundtrack: Lullaby - The Cure

6 commenti:

fabio r. ha detto...

bello! vedi allora che sei TU la penna? (io al massimo il calamaio..)
il finale mi ricorda quella leggenda nordica a cui Branduardi dedicò il ballo in fa diesis minore. La morte del Totentanz (e di jedermann volendo) viene fatta ballare fino allo sfinimento dai commensali, che così la sconfiggono.

Gianluca ha detto...

.. the spiderman is having me for dinner tonight!
La ninna nanna delle mie insonnie..del letto vuoto..dell'assenza di una carezza...
dello scoprire che le labbra vere possono ferire e curare..
ancora nella tela...

MusEum ha detto...

@fabio: grafòmane grata gradisce gentili giudizi. Gaudente, gioiosa, gongola già! :D

A parte gli scherzi... E tu saresti un calamaio? In poche righe di commento ho imparato un sacco di cose nuove e riscontrato una volta di più la mia somma ignoranza... Corro subito a cercare il ballo di Branduardi e a documentarmi su Totentanz e Jedermann... :)

Grazie, come sempre, per gli stimoli culturali...

@gianluca: già... Bisogna che noi ci si attrezzi contro l' "amico" tessitore di tele... Proporrei il caro vecchio Raid. Mi sa tanto che quando ha scritto Lullaby, il buon Robert Smith aveva finito le scorte...

Un abbraccione.

acquachiara ha detto...

Quando il tempo si incammina sulla via dell'inquietudine
diventa difficile comprendere il gioco del suo svolgersi,
il dubbio è sempre pronto ad insinuarsi nelle sue pieghe.
Sottili tracce si trasformano in profondi solchi nei quali
la mente si perde rimanendo preda dei suoi stessi inganni.
Il guardiano della soglia sempre attende chi ha il coraggio
di presentarsi al suo cospetto e nel suo fare beffardo
mostra senza pena il limite dell'umano pensiero.
Il giusto appare in tutta la sua tragicità, dove il confine
di bene e male viene annullato dall'evolvere degli eventi.
Una strada difficile, a cui il guerriero viene costantemente
chiamato, ma sua è la scelta, il guardiano mostra e il
guerriero sceglie, se la mente sceglie, sceglie il limite
della sua battaglia.
ac 1.10.06
---------------------
mi sembra si adatti abbastanza all'immagine poetica che hai descritto perché certi aspetti sono poi molto più reali di quanto si pensi e la lotta non è mai finita :-)
un abbraccio

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Posso definire il tuo post un'"opera dark"?
Mi e' capitato a volte di in(s)contrarmi col mio demone - il re dei vari che animano i miei sogni/incubi - e la piu' grande delle sue truffe fu quella di farmi credere di averlo messo a terra. Poi guardando bene ... vidi che al calare del sole si allungarono le sue fattezze fino a fonderlo col buio della notte.

MusEum ha detto...

@acquachiara: grazie per avermi donato un frammento delle tue riflessioni... È proprio così, la lotta ci chiama sempre... A volte fingiamo di non sentire, a volte fuggiamo, a volte ci fingiamo morti. Poi arriva il momento del faccia a faccia. E le carte si rimescolano.
Finisce la partita... e scopriamo che non basta rialzarsi dal tavolo da gioco e gettare via il mazzo di carte.

La lotta - in fondo - non è mai finita.

@bak: grassie, mi piace molto la definizione che hai dato al mio post... In effetti ultimamente sto (ri)scoprendo un lato dark che non mi conoscevo.

Conosco bene la truffa di cui parli... Da quando il dèmone ha scoperto che sono miope come una talpa, mi frega ancora meglio, l'animaccia sua! :D