13.5.09

Where's The Light?



Scorie fantasmatiche paventano implosioni. Masochistiche pulsioni.
Il Sacro e il Profano.
Ti amo.

Scorre il sangue, dalle ferite aperte. Tua la mano, tue le unghie, tuo l'implacabile specchio.
Non riesci a credere che un giorno non lontano qualcuno ti vomitò fuori da un orrido buco nero che adesso sa di vecchio.

Respiri. Manca l'aria.
Sospiri. Manca il coraggio.
Inspiri. Tua è la colpa.
Espiri.
Fanculo tutto! Fanculo tutti!

Rapace il desiderio di strapparti via quel polipo che dallo stomaco, lentamente, è risalito al petto.
La eco a forma di spirale si avvinghia attorno a te e non vuole lasciarti andare.
Butti la testa all'indietro, fin quasi a spezzarti il collo...
Niente da fare. Continua a sfuggirti.
Inutile, continuerà a ferirti.

Sountrack: No-Man - Wherever There Is Light

5 commenti:

Mio ha detto...

Se fosse facile liberarsi di pensieri come l'aria che si ha nel petto, come la rabbia che si esprime con le parole. Quella bocca serrata di giorno e notte per tirare avanti consapevolmente ma anche no.
Forse servirebbe solo uno spazio aperto, libero senza limiti per annullare l'eco... chissà dove si trova. Io non lo trovo e mi domando se lo sto cercando, ora non lo so. Forse tu già lo stai inconsapevolmente cercando, forse è vicino però non illuderti ma continua a sperare ed agire come hai già fatto,perché senza speranza senza cosa rimane?
Buona serata Museum!

Roberto

fabio r. ha detto...

sara' che ho un po' l'imprinting cinematografico, ma sai cosa mi e' venuto in mente leggendoti? una splendida scena da Dead poets' society (attimo fuggente) dove il prof keating costringe lo studente riottoso a declamare ciò che ha nel cuore, ad occhi chiusi, quasi urlando e quello parla come in stream of consciousness creando una lirica allucinata...
sarò strano? ma tu mi vorrai bene ugualmente, vero??
:-D

Radio Pazza ha detto...

"Non riesci a credere che un giorno non lontano qualcuno ti vomitò fuori da un orrido buco nero che adesso sa di vecchio."

é l'espressione più forte che ho letto sul tuo blog, un'immagine che mi fa soffrire, una madre morta e priva del suo archetipico ruolo.
Eppure segue un "ti amo" messo lì come una deliziosa fragola attaccata da un principio di muffe ...

Non permettere che si rovini prima di mangiarla, non sforzarti di soffrire perchè non nobiliterà il tuo animo. Devi comunicare con la vera te, sogna sister ... sogna!

Con rispetto

Bak

Bk ha detto...

"jane passes through the crowds
outside the mercury lounge.
she loves the city sounds.
she feels that she's been found.

wherever there is light,
she follows.

the bats are out again,
kids shout in Summer rain -
for real, imagined, shame,
for things they cannot name.

she thinks of all their bright
tomorrows.

wherever there is light,
she follows.

walk in and out of rooms.
fall in and out of love."

Segui la luce mia cara Jane...
Segui la luce.

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@Mio: già... non sai quanto abbia bisogno di uno spazio libero, privo delle anguste pareti che mi opprimono e continuano a restringersi ogni giorno di più intorno a me...

@fabio: certo che ti voglio bene ugualmente, anzi! Perchè saresti strano? È una scena bellissima, e sono contenta di avertela ricordata con le mie allucinanti parole. E poi sullo stream of consciousness ci hai preso in pieno... Sono alcuni giorni che mi sto lasciando andare al flusso... per la "gioia" di chi incappa nei miei scritti poliglotti sparsi per la rete ;)

@Bak: mi hai fatto piangere... No, non tu. La riflessione su quel passaggio, unita alla musica dei No-man. Sai, scrivendo la frase non mi ero resa pienamente conto della cupa durezza di quell'immagine. Mi è uscita dalle mani quasi inconsapevolmente. A te fa soffrire leggerla, e lo posso capire... Ecco, ora prendi quella sofferenza e amplificala altre cento volte e forse avrai una vaga idea dello squarcio con cui sono costretta a convivere da un po' di anni a questa parte.
È uno squarcio che in pochissimi conoscono e che qui lascio fuoriuscire perchè protetta dal finto anonimato internettiano. Uno squarcio che vivo come un orrendo tabù, proprio perchè la madre rappresenta un archetipo intoccabile e non tutti possono capire sentimenti simili a quelli che, mio malgrado, mi ritrovo a provare.
È vero, l'archetipo è morto, tanto tempo fa. Un tempo l'ho conosciuto, ma ora stento quasi a riconoscerlo nella persona che ora da molti anni non è più quella che lo incarnava quando mi ha messa al mondo.
Non odio lei, perchè in realtà... non è più lei. La "prima madre" è morta. E la seconda ne ha preso il posto, oscurandone il ricordo. E non importa che l'involucro che la contiene sia lo stesso. Ai miei occhi quella madre, l'archetipo che irradia infinito amore e protezione, non esiste più. E il viverlo costantemente sulla mia pelle è dilaniante, lacerante... Ti toglie il respiro.

Non ci crederai, ma stamattina ho trovato una vaschetta di fragole in cucina... Purtroppo qualcosa anche oggi è andato storto, e non sono riuscita a mangiarle. Chissà, forse più tardi...

Grazie per le parole, hermano.

@Bk: testo splendido, vero? Ci proverò a seguire la luce, ce la metterò tutta. Lo devo a me e alle persone che mi vogliono bene. Non posso lasciarmi andare... Non sarebbe giusto.

Grazie ragazzi, davvero, per i vostri commenti. Sarà sdolcinato, ma vi porto tutti nel cuore... come una piccola luce negli inverni delle mie parole lanciate nel mare...