11.5.09

Something's Wrong?



...E non basta l'acido lattico nelle gambe sfrante, la gola infiammata, il corpo intasato di tossine, la routine lavorativa che ti assale al risveglio, mentre rimiri le tue profonde occhiaie e i capelli sfatti nello specchio.
Certi silenzi sono rombi di tuono, e non basterà tutta la musica del mondo per attutirne il colpo.
Cominci a chiederti se non ci sia qualcosa di sbagliato in te. Nel tuo modo di gestire le relazioni con gli altri. Questo tuo temere di affezionarti, di scoprirti perchè poi, puntualmente, le persone finiscono per allontanarsi.
No, sai che non è questo. La vita ci allontana. Le nostre scelte. I percorsi. I corsi e i ricorsi, come diceva qualcuno. E la presenza concreta, quella, si affievolisce. Ma tu hai bisogno di conferme. E allora? Il problema è sempre tuo.
Certe scelte si pagano, prima o poi. Avresti dovuto saperlo fin dall'inizio. Non chiedere agli altri più di quanto possano darti. Esistono dei limiti, come le piccole linee graduate del misurino per l'acqua, lo zucchero, la farina. E se sbagli la dose, addio biscotti... C'est la vie, chérie.

A volte penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi avuto dei fratelli. Sì, fratelli maschi. A volte mi manca davvero, un fratello. Uno con cui fare la lotta e poi fregarsi i cd di nascosto. Litigare e poi magari fare le pulci ai rispettivi fidanzati. E poi magari ridere e sfogarsi dei nostri genitori matti.
Ma poi passa. In fondo, sono stata fortunata sotto tanti altri punti di vista. E la vita, si sa, qualcosa toglie e qualcosa dà. Scontato ma verissimo, per quanto mi riguarda.

Ieri, nel supermegaipercentrocommerciale aperto anche la domenica, mi sono dovuta ricredere su diverse cose, per esempio. Credevo che nel reparto dove ho lavorato tante volte, in molti mi detestassero. Sarà perchè, ahimè, ho ancora addosso una terribile aria da secchiona, sarà perchè per timidezza mi viene difficile attaccar discorso se non sono loro a cominciare. E quando inizio io, ho sempre paura che le mie parole cadano nel vuoto. Che scema, èh? Eppure ieri, ho trovato tanta comprensione e solidarietà. Anche da parte di chi, mesi prima, a malapena mi salutava.
E mi sono trovata a mia volta a prendere le difese dei repartisti, mentre al telefono il responsabile del marchio che rappresentavo sbraitava per un prezzo errato. Mi sono rifiutata di passargli i ragazzi, che stavano servendo dei clienti. E loro, tutti ammirati, hanno alzato il pollice verso di me in segno di approvazione.
Ho detto al mio referente in ditta di rivolgersi ai responsabili su in amministrazione e ho tenuto la mia posizione, nonostante le sue proteste. Che se la sbrigassero fra loro, e lasciassero in pace noi, l'ultimo anello della catena, quelli che si beccano i rimbrotti dei clienti insoddisfatti e le lamentele per le scarse vendite.

Ma ieri ho avuto un'altra bella dimostrazione di solidarietà. Un cliente scontento, causa un malinteso, ha pensato bene di alzare la voce contro i ragazzi e ha preteso di parlare con un responsabile. Normale amministrazione in questi punti vendita, purtroppo. Solo che il responsabile, sentita tutta la storia, ha apertamente difeso i suoi e invitato il cliente a usare toni meno aggressivi contro chi, di domenica, non sta facendo altro che il proprio dovere. Ho goduto come una scimmia. Menomale, esiste ancora gente con il sale in zucca e un cuore dentro al petto!
È stata dura, ieri, come al solito. Ma di nuovo sono convinta che non sia stato tempo perso. Almeno per come la intendo io. È anche per questo che continuo a fare questi lavori. Per poter parlare di certe cose, bisogna sporcarcisi le mani.
Tutto il resto, sono solo chiacchiere da salotto.

Soundtrack: Hurricane - Bob Dylan

5 commenti:

Mio ha detto...

La gente non sta bene, a me fanno tristezza persone sbraitanti che, di solito, sono le stesse che non hanno voce quando servirebbe. Le persone che non rispettano il lavoro degli altri che non capiscono che tutti si ha piccoli e grandi problemi.
Mi chiedevo se chi si sente solo chi non è capace di vivere solo. Credo che nessuno possa vivere in pace da solo, tanti riescono sempre ad accompagnarsi tra un allontanamento e l'altro, trovo che siano persone fortunate nella loro leggerezza. Mi accontenterei di una via di mezzo, è chiedere troppo? Forse sì per chi ha paura del Freddo, per chi soffre di pesantezza.
A presto Museum e buona settimana!

Roberto

fabio r. ha detto...

d'accordo sulla mancanza di un contraltare familiare, a me manca mia sorella, l'ho avuta per pochissimi giorni, da bambino, ma devo dire che ancora, di tanto in tanto, le parlo, e le racconto i miei problemi, alla sera...

Sulla difesa dei deboli di fronte all'ignoranza dei pochi che dire? bella esperienza! speriamo (per te e loro) non sia l'ultima!
Ciao Träumerin

Radio Pazza ha detto...

Bene bene, sono felice di sapere che al fronte il morale delle truppe è alto ;-)
Noi sabotatori invece attendiamo di entrare in azione senza vero desiderio. Sono lunghe le giornate al mare e non sono un bagnante, il vento mi leviga i pensieri e la musica mi salva dai demoni.

Kipintach

Bak

Radio Pazza ha detto...

Ieri sera versavo una piccola lacrima al pensiero di mio fratello lontano ... sta per diventare papà ed in un certo modo anch'io con lui.

Bak

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@Mio: eh già, la pesantezza... Come vorrei disfarmene a volte! Buona settimana anche a te!

@Fabio: è molto dolce quello che scrivi... Quello del legame fraterno è un sentimento che posso solo immaginare... Non tutti sono fortunati, ahimè, e di storie di "fratelli coltelli" è pieno il mondo. Eppure non posso non sentire la mancanza, in alcuni momenti, di un legame di sangue. Anche se, in fondo, certe persone speciali arrivano a legarsi a te anche su piani più profondi, nonostante il sangue che scorre nelle loro vene sia diverso dal tuo.
(P.S. mi piace Träumerin! :D)

@Bak: posso immaginare... Anzi, mi sono chiesta cosa facciate, voi guardiani del mare, per passare il tempo... Menomale che almeno puoi ascoltare la tua musica! Ho sempre odiato i posti di lavoro silenziosi e di nascosto, prima o poi, facevo sempre spuntare un auricolare di stramacchio... Quando non canticchiavo io per disperazione, il che è tutto dire! :D
Sei quasi zio!!! Ma è una notizia bellissima! Spero che presto tu possa raggiungere tuo fratello, lavoro permettendo. Non starai nella pelle dall'emozione!

Buen trabajo, hermano!