22.1.09

Back To The Start




Avere a che fare con la morte è sempre stato difficile per me, eppure quella figlia di puttana mi ha stanato più volte negli ultimi anni.
Non direttamente (non ancora, almeno), ma prendendosela sempre con le persone a me care.
Fortunatamente il più delle volte è sempre rimasta con un pugno di mosche in mano, ma quando ha vinto lei... io ho sempre perso.

Quando conosco il risultato di una partita già in partenza, finisco sempre per abbandonare il campo. Peggio. Fingo persino che non ci sia nessuna fottuta partita in corso. Perdo l'uso della parola, persino della scrittura. E finisco per allontanarmi dalla persona a cui tengo, perchè non riesco ad accettare che possa andarsene dalla mia vita.
Non sopporto di perdere il controllo.

Ecco, l'ho detto.

Oggi mi è tornata in mente la scena di una puntata di Dexter, quando uno strizzacervelli legge dentro l'anima del protagonista:

Tu tieni a distanza le persone perchè hai paura che possano vedere il tuo lato oscuro.


Non sopporti l'idea di perdere il controllo.

Per capire quando tutto è cominciato, devi tornare alla prima volta in cui ti sei sentito impotente.

Quand'è che ti sei sentito davvero impotente?


Io lo so quand'è che mi sono sentita davvero impotente. E oggi sono arrivata persino a pensare che, forse, la causa della mia sociopatia strisciante venga tutta da lì, dalla stronza numero uno. E non sto parlando della Morte, che invece, per quanto mi riguarda, è la stronza numero due.
Ma guarda il caso? Stavolta la stronza numero due se la sta prendendo proprio con la persona che mi è stata più vicina, quando la stronza numero uno ha devastato la mia adolescenza.

Giusto ieri sera riflettevo sul fatto che quando la stronza numero due colpisce, io scappo. E mi sono detta: che cazzo stai facendo? Non ti è bastata l'ultima volta? Forza, tira fuori le palle e affronta la situazione!

Oggi, neanche a farlo apposta, junghianamente sincronica è arrivata l'occasione per farlo.

Il tramite è stata di nuovo una telefonata, come nel 2003. Anche questa volta, senza minimamente immaginare chi ci fosse all'altro capo del telefono, tra le tante persone che avrebbero potuto farlo ho risposto proprio io. Ed è stato un bene.

Quando ho riagganciato, non ho potuto non pensare a sei anni fa, al significato simbolico che quella telefonata aveva finito per rappresentare. E ho avuto paura, cazzo. Mi sono venuti i brividi.
Ma finalmente, incontrollabilmente, ho pianto.

Ho pianto come non avevo fatto da mesi, pianto come se fosse stata la prima volta.
Mi sono sentita meglio, perchè questa volta sono riuscita a far sapere alla persona speciale che c'ero...
Questa volta non sono scappata.

Two hours later...

Tornando dal lavoro, allungo il mio giro prima di rientrare a casa. Le gambe in modalità "pilota automatico" mi conducono da sole.
Attraverso la strada che mi porta verso il mare e arrivo nella piazzola che, tanti anni fa, mi ha visto lanciare coriandoli ovunque, mascherata da improbabile principessa primavera.

Un cielo meraviglioso mi aspetta, proprio sopra il mare.
Faccio appena in tempo a catturare il sorriso ansimante di un ragazzo che fa jogging, a violare con lo sguardo l'intimità di una coppietta, ed evito per un pelo la montagna di sabbia che ha ricoperto quasi interamente la piazzola, riprendendosi lo spazio che un tempo era suo.

Le mani in tasca, mi avvicino al tramonto...
Una bambina siede sul parapetto che dà sulla spiaggia, i piedi penzoloni. Ha il posto in prima fila e nessuna intenzione di perdersi lo spettacolo. Suo padre è con lei, ma non le basta. Chiama a gran voce sua madre e sua sorella, rimaste indietro: "Sbrigati, mamma, vieni a vedere! Il sole va a fare le ninne!". Non si placa finchè non arrivano anche loro. "Che figata!", urla, in preda all'eccitazione. E ha ragione.

Lo spettacolo dura poco meno di un minuto e mentre il sole scompare nel mare, non posso fare a meno di pensare a te, al tempo che mi sei stata accanto, all'amore che mi hai dato.
A tutte le parole che ci siamo dette, a tutto il tempo che siamo state lontane, a quello che è stato e a quello che mai sarà.

Il sole è scomparso. Comincia a fare freddo.
In lontananza, solo due bastimenti. Uno carico di speranza, uno di paura.
Come in un trompe-l'oeil si scambiano continuamente di posto.
Davanti a me ora incombe l'uno, ora l'altro.

Domani ci sarà un altro tramonto, sarò pronta ad affrontarlo?
Ancora non lo so.

Me ne torno a casa con il cielo rosso stampato negli occhi. E penso che, in fondo, stai solo andando a fare le ninne.


Soundtrack: The Scientist - Coldplay

Come up to meet you, tell you I'm sorry
You don't know how lovely you are

I had to find you
Tell you I need you
Tell you I've set you apart

Tell me your secrets
And ask me your questions
Oh, let's go back to the start

Running in circles
Coming up tails
Heads on the science apart

Nobody said it was easy
It's such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard

Oh take me back to the start

I was just guessing
At numbers and figures
Pulling the puzzles apart

Questions of science
Science and progress
Do not speak as loud as my heart

Oh tell me you love me
Come back and haunt me
Oh and I rush to the start

Running in circles
Chasing our tails
Coming back as we are

Nobody said it was easy
Oh, it's such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be so hard

I’m going back to the start

Oh ooh ooh ooh ooh
Ah ooh ooh ooh ooh
Oh ooh ooh ooh ooh
Oh ooh ooh ooh ooh






11 commenti:

Mio ha detto...

A te un felice tramonto comunque vada.
Un abbraccio,

Roberto

Radio Pazza ha detto...

E se non ricordassi il mio primo momento di impotenza? Come faccio?

Bak

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Un abbraccio sincero ed un plauso per il tuo coraggio chei hai deciso, saputo e voluto mostrare.

fabio r. ha detto...

il cielo diventa rosso davanti a te perché ha vergogna di non essere all'altezza delle tue parole che lo descrivono attraverso gli occhi!
brava.

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Sei forte e coraggiosa.
Cio' che hai scritto e' forte coraggioso...

Questa mattina "fresca" di sabato, passo di qua semplicemente per salutarti. Un giro tra i miei nuovi amici. Grazie e Buon weekend!
Un abbraccio
Saba

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@Mio: grazie... per l'abbraccio e per l'augurio, che ricambio ambedue entrambi.

@RP: sei sicuro di volerlo veramente ricordare? La rimozione sa essere un firewall inviolabile in certi casi.

@Daniele: ti ringrazio per le tue parole e per il tuo abbraccio, anche se in realtà non ho fatto molto... C'è ancora tanto da lavorare...

@Fabio: wow! M'hai fatto un complimentone-one-one, che in questo momento mi ci voleva proprio... Grazie di cuore!
Mo' divento rossa io, però. Altro che il cielo! :D

@Saba: grazie anche a te per essere passato! In verità non mi sento tanto forte e coraggiosa... Non nel frangente di cui ho scritto, almeno. Quello che è avvenuto è solo un piccolo passo, ma so che devo fare ancora molto, molto di più...
Però ti ringrazio, e l'abbraccio me lo prendo tutto.

Bk ha detto...

Riuscire a guardare in faccia le emozioni che ci investono, fa sempre bene. Ci aiuta a conoscerci meglio e a trasformare ogni esperienza in un pezzo di consapevolezza. Leggerti è stato un po' come essere con te, al telefono, per strada, sulla spiaggia... e come se fossi stato lì, ti passo un braccio attorno alle spalle. Bk
ps1: la prima "stronza" è sempre la paura... sempre.
ps2: grazie per il tuo commento al mio post...

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@Bk: è vero, mi ha fatto davvero bene tirare fuori un po' di emozioni. Ci sono delle volte che il tappo, a lungo trattenuto, salta via da solo ed allora non ci resta altro che lasciarci bagnare dal getto che sgorga improvviso.
Ti ringrazio di cuore per le tue parole.

acquachiara ha detto...

Scitto tempo fa :)


Triste sorella che ancora cerchi i nostri corpi
solo su di loro puoi cantare la tua meschina vittoria.
Vaghi nella battaglia a raccogliere il tuo tributo, ma
come un esattore puoi solo trattenere la moneta
del tuo umile ed infinito lavoro.
Tutto si accomuna in te, la tua opera rinnova l'animo
in un rito che tempra lo spirito rendendolo immortale.
Chi ti ha incontrato nel Suo nome non piange per questo,
ha saputo scendere nel ventre di Madre Terra conoscendo
l'oscurità più profonda, lusingato dai bagliori della città
di nero cristallo, non ha ceduto forte dell'impegno preso,
nella vita non porterà seco i facili doni della menzogna.
Chi nell'animo conosce non teme la tua compagnia, a te
guarda nella sua opera, affinché gli sia dato compierla.


Sono di nuovo in pista, :-))))

mochina ha detto...

accade a volte che ad una lontananza fisica possa corrispondere una vicinanza di cuori...

ti ho ritrovato..

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@acquachiara: bentornato, amico mio! Grazie per avermi regalato un po' della tua saggezza. Torna presto a trovarmi, mi raccomando :)

@mochina: e bentornata anche a te! Sono felice che tu mi abbia ritrovato. E felice di sapere che senti così vicine le mie parole.