17.1.08

Oltre Lo Specchio



Cammino, le strade della mia città improvvisamente meno familiari.

Mi guardo intorno, in cerca di un punto di riferimento.

Niente. Solo facce sconosciute.

Alzo lo sguardo. Una persona mi fissa da una vetrina. Mi avvicino, la riconosco. Sono io, qualche anno fa.

La mia immagine mi sorride, si volta e mi invita a seguirla.

Incerta, appoggio entrambe le mani sulla superficie riflettente per richiamarla indietro. Le dita vi passano attraverso. Infilo un piede, poi l'altro e infine tutto il corpo. Mi ritrovo dall'altra parte.

Il tempo è un filo d'Arianna e io lo prendo tra le mani e inizio a seguirlo.

Avverto la tua presenza, anche se non ci sei. Anche se siamo distanti.

I miei piedi inciampano in qualcosa. Lascio andare il filo rosso e mi inchino a raccogliere l'ostacolo al mio cammino. È una foto, di gruppo.

La scorro avidamente con gli occhi. Mi riconosco.

Poco distante, il "te" di quegli anni.

Inconsapevole?

Non puoi rispondermi.

Un colpo di vento si riprende ciò che era suo. L'immagine di ieri si perde tra le pieghe del tempo.

Scrollo i capelli e guardo il cielo.

Un bagliore tra le nuvole mi ricorda che è tempo di tornare.

Chiudo gli occhi e respiro.

Qualcuno, dietro di me, mi tocca la spalla. Mi volto.

Uno sguardo che riconosco, in un volto più maturo di quello che ricordo. Mi sorridi.

È allora che capisco.

Che persona sei diventato?

Che persona sono diventata?

Non ho il tempo di chiedertelo.

Una pioggia sottile si insinua tra di noi. C'è ancora il sole. E tu non ci sei più.

Ma non importa.

Ho già capito.


Soundtrack: Boston - More Than A Feeling

8 commenti:

Sotto ha detto...

Attraverso lo specchio come Alice, ma perchè il dovere ti ha richiamata indietro? poteva concederti un sogno più lungo!

krepa ha detto...

molto bello...anch'io una volta ho creduto di aver visto il mio "te" riflesso...ma era solo brad Pitt in "Fight Club"...ahahahah

un abbraccio

daniela ha detto...

Sai, tempo fa avevo cominciato a scrivere una specie di racconto che si chiamava "Autobiografia di uno specchio", e non dico altro. Se un giorno mai lo finirò magari lo posto sul blog.
Leggerti me l'ha ricordato, e mi ha ricordato anche tutte le scissioni con cui un tempo non riuscivo a far pace. Dove sono finite ora? Ti dirò che mi mancano; eppure non sono sparite, e ogni tanto urlano per uscir fuori. E' allora che sento la necessità di scrivere. E quando riesco a ricordare, come dici tu, che "il tempo è un filo d'Arianna", allora, sì solo allora, mi sento felice. Un abbraccio Museum. :-)

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Graaandeeeeee ... bel pezzo questo MORE THAN A FEELING vero?
Suerte
Bak
O<-<

angelo ha detto...

E' affascinante l'immagine del Tempo che cambia oltre lo specchio, delizioso il modo in cui avviene la transizione, con una progressiva perdita di realtà.
Ci sono alcuni momenti che scandiscono molto bene questi passaggi: la tua immagine nello specchio che ti chiama dentro la corrente parallela e quel bagliore tra le nuvole che ti riporta indietro, ma con una consapevolezza nuova.
Mi mancano tutti i riferimenti per localizzare la storia, chi è lui, che legame è esistito, quanto tempo è passato, ma nonostante questo ho letto il post come una sequenza di immagini vivissime.
E quella pioggia sottile che ti divide da lui prima che scompaia l'ho pensata come il sipario di un teatro, che calando interrompe la magia e fa riaccendere le luci.

MusEum ha detto...

Hai ragione, Sotto, sarebbe stato meglio un sogno più lungo. Ma quando si "sogna" da svegli, è ancora più difficile resistere al richiamo della realtà.

Grazie, Krepa. Ammàzza! Ci sei andato leggero! Brad Pitt! :)
Bello quel film. Intrigante.

Dani, c'è poco da fare... Un'altro lato in comune e bisognerà fare il test del Dna :) A questo punto, DEVI finire il racconto, sono troppo curiosa.

Bak, dici "Graaandeeeeee" per il brano o per il post? :) Il brano me lo hai suggerito tu... Mi è sempre piaciuto.
Suerte para tí también!

Angelo, ti ringrazio di cuore per essere tornato a trovarmi e per il tuo commento, accurato e attento. Direi empatico.
Mi piace molto la tua interpretazione della pioggia come sipario di un teatro.
Sono felice di essere riuscita a trasmettere qualcosa, nonostante la mia riservatezza e l'assenza di riferimenti precisi.
Grazie ancora.

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Il mio "Graaandeeeee" era riferito a te per aver accettato il suggerimento. "Oltre lo specchio" e' un tema a me carissimo e mi piace il tuo modo di affrontarlo ... io lo faccio in musica (i miei brani sono in un player nel mio blog - quasi tutti ispirati alle avventure di Alice).
Immagina due specchi paralleli, perfetti, sospesi nello spazio vuoto l'uno faccia all'altro. Come in una trappola ogni raggio di luce resta sospeso nel tempo tra i due accumulandosi ad altri radianti fantasmi. Impossibile per noi anche solo fantasticare su cio' che potremmo vedere: riflessi di riflessi che cozzano gli uni sugli altri fino a cambiare rotta ed uscire. Verso dove? Dopo quanto?
O<-<

MusEum ha detto...

Wow! Darò un'occhiata al tuo player, allora.

Scrivendo il post non avevo pensato per niente ad Alice. E invece...

Ora ho trovato il nome da dare alla chimera che inseguo disperatamente! Non può che chiamarsi Bianconiglio! Come non averci pensato prima...