25.1.08

Into The Wild




Capita di sentirti confuso, sconfortato, disilluso, ma carico insieme di pensieri puri...
Che resistono, in barba alle rapide di rabbia che ti travolgono a tradimento.



Capita di sentirti solo, piccolo e insignificante in un universo tanto più grande di te.
E di ritrovare un senso al tuo cammino, zaino in spalla e un po' di incoscienza.


Capita di perdere le speranze, di fronte alle umane debolezze, alle meschinità e alla perdita degli ideali.
E di incontrare persone che non si sono arrese, che hanno plasmato un pezzetto di mondo per viverci al meglio e che sanno regalarti emozioni intense, fatte di sguardi e parole importanti pronunciate al momento giusto.




Capita di cercare risposte dentro a un libro, tra le montagne, al confine tra cielo e terra...
E di trovarle invece nelle parole di chi credevamo non avesse che domande.




Capita di inseguire la solitudine per ritrovare la libertà...
E di capire solo allora che la felicità è tale solo se condivisa.

Capita di scoprire il vero significato dell'amore nell'attimo stesso in cui guardiamo il cielo con occhi diversi e iniziamo a chiamare ogni cosa con il suo vero nome.


Got my indignation but I'm pure in all my thoughts
I'm alive...



Grazie Christopher McCandless.
Grazie Jon Krakauer.
Grazie Sean Penn.
Grazie Eddie Vedder.

Emozioni. Una volta ancora.


Soundtrack: Eddie Vedder - Hard Sun (Into The Wild Soundtrack)

11 commenti:

Sotto ha detto...

Come sempre, tocchi delle corde molto profonde. Ed ogni volta mi fai riflettere un po'. Grazie

daniela ha detto...

Capita di trovare un blog come il tuo e sentirsi meno soli. :-)

MusEum ha detto...

Grazie a te, Sotto, che mi leggi e mi commenti.
Ma è tutto merito del film e di ciò ciò che lo circonda...
Ho solo cercato di esprimere le sensazioni intense che mi sono rimaste attaccate all'anima dopo averlo visto.

***

Capita di avere degli ottimi commentatori e un piccolo monologo può trasformarsi in dialogo...

Grazie, Dani. Se non ci foste voi a commentare, sì che mi sentirei sola in questa mia sperduta isoletta nel gran mare del web. :)

angelo ha detto...

Bellissime parole come sempre.

Io credo che non possiamo mai estraniarci dal nostro ambiente, dalle persone che ci circondano, siano familiari o compagni di scuola o di lavoro. Possiamo far finta di ignorarli, di fare la nostra strada da soli, ma tutto quello che riusciamo ad ottenere è di isolarci in mezzo agli altri, come se ci mettessimo dei tappi nelle orecchie e delle bende sugli occhi.

Ma gli altri restano sempre lì, finché non ci accorgiamo della loro presenza, cioè fino a che non impariamo a vederli e ascoltarli. E' una scoperta, è veramente chiamare le cose con il loro vero nome.
E' di lì che parte la strada per ogni nostra possibile felicità, e allora vale la pena cercare di inziarla al più presto.

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Ho letto il tuo post da qualche giorno gia', ma non avendo visto il film o non conoscendo l'argomento non mi sono espresso in merito. Pero' sta canzone HARD SUN mi ha contagiato come un virus ... mi ci sveglio al mattino, la canto in bagno, mi ci lavo i denti, ci guido fino al lavoro, mi ci addormento nonostante non mi piaccia granche'.
Sara' forse la voce di Vedder che mi ritrascina al mio primo cd affittato (quando si poteva): TEN dei Pearl Jam. Avevo 17 anni.
O forse e' solo merito del motivetto da coro che mi ha agganciato. Dalla tragedia greca ai mondiali di calcio: il coretto funziona sempre!!!
O<-<

krepa ha detto...

gran belle foto e gran belle parole...avrebbero reso il senso di ciò a cui credo tu voglia arrivare, anche senza le immagini...molto bello...

MusEum ha detto...

Caro Angelo, le mie parole non sono che la naturale conseguenza delle emozioni che il film mi ha regalato...
Al tuo bel commento vorrei aggiungere solo una cosa... Che spesso il traguardo più lontano e difficile da raggiungere è riuscire a chiamare se stessi con il proprio vero nome , indipendentemente da come ci chiamano gli altri e, allo stesso tempo, tenendo conto di come ci chiamano gli altri...

Caro Bak, il meme Eddie Vedder ti ha invaso la materia grigia, leggo! Ho scelto HARD SUN come colonna sonora del post per la carica e l'energia positiva che mi trasmette... Se hai voglia, ti consiglio anche le altre tracce dell'album (le trovi nel mio player a seguire). Le mie preferite sono SOCIETY e GUARANTEED, per il testo. Un'altra cosa... Trovo che i brani di Vedder si sposino a meraviglia con le immagini del film. Una vera emozione audiovisiva.

Grazie krepa. Troppo buono! Autocitandoci, ti direi: "portati a vedere il film". Sempre che tu non l'abbia già fatto :)

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Continuo tutti i giorni a entrare nel tuo blog lasciando Hard Sun e tutto il disco a seguire ... ormai e' la mia routine.
So che un giorno non lontano la toglierai e metterai una nuova soundtrack, pazienza :-(
E' un bel rituale il giro dei blogs preferiti, sono certo che presto verranno nuove idee e nuove abitudini.
Ciao
O<-<
ps. Hai ascoltato i miei pezzi? Vorrei le tue impressioni, se mi fai delle domande ti rispondo e ti racconto un po' come nascono.

MusEum ha detto...

Ho ascoltato i tuoi brani, Bak...
Ho lasciato un commento da te. Ma non sono un'esperta. I miei giudizi - così come per cinema, letteratura e musica in generale - sono sempre empatici ed emotivi...

Mi lascio guidare soprattutto da istinto ed emozioni, non tanto da criteri artistici o critici, ché non me ne sento all'altezza.
E, in fondo, credo che spesso, se vi facciamo troppo affidamento, rischiano di allontanarci dal cuore delle cose.

Un po' come i pregiudizi nel giudicare gli altri, un po' come le sovrastrutture esteriori dietro cui si nasconde la vera anima delle persone. Un po' come i paraocchi, che impediscono ai cavalli di imbizzarrirsi e sbandare, ma al contempo li privano della libertà di una visuale senza confini...

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Avevo solo bisogno di un parere emotivo ... sapere se la musica che faccio ha un effetto o meno, magari mi rimetto al lavoro per qualcosa di migliore.

O<-<

ps. Ti faro' ascoltare qualche altro pezzo dei Session Garage, gruppo di cui ha fatto parte anche il buon Beluga Higuerra.

MusEum ha detto...

Migliorarsi è sempre uno stimolo all'azione...

Ma il mio giudizio non è affatto negativo, anzi! Nutro grande stima per chi sa comporre musica. Cosa che avrei voluto sempre fare, ma in realtà non ho mai fatto... Quindi, chapeau !

A prima impressione alcuni pezzi mi sono sembrati un po' chiusi in se stessi. Ma ripeto, è solo una mia impressione, magari frutto del momento...

Mi sono piaciuti di più i brani che mi davano un'idea di slancio in avanti... In generale trovo che alcuni brani siano molto suggestivi, ma che possano acquistare maggior spessore se associati a immagini...