16.1.08

Le Tue Parole...



Placide e calme all'apparenza come l'acqua. Scavano la pietra e la incidono, come un marchio a fuoco.

Leggere si depositano sul palmo delle mie mani tese. Dispettose, solleticano la mia pelle. Furtive, si infilano tra i miei capelli, tra le pieghe dei vestiti, nelle tasche, in attesa che una mano distratta le trovi cercando, che so?, magari un fazzoletto.

Instancabili, attivano i miei circuiti neuronali affaccendati in prosaiche attività indispensabili alla sopravvivenza. Il loro urlo silenzioso può sorprendermi improvviso, lasciarmi senza fiato. I miei occhi curiosi e le mie mani ansiose, faticano a tenere il passo.

Questo penso, mentre ti leggo. E continuo a credere che la tua mente sia il circuito più complesso che conosca.

Per quanti sforzi faccia, so che non potrò mai raggiungerti. Eppure nella corsa, sento il mio spirito elevarsi e tendere alla perfezione. Non importa se potrò mai arrivare a tanto.

Mi bastano l'ebbrezza del viaggio e la casualità degli incontri inaspettati, il privilegio dello scambio di idee e le sincroniche sconfinate possibilità di ampliare la mia visuale e la comprensione dell'umano sentire.

Sentirmi Viva, in un mondo che non conoscerò mai abbastanza.

Soundtrack: Goodbye Stranger - Supertramp

6 commenti:

Sotto ha detto...

Il viaggio è la chiave. Il periodo di tempo in cui si compiono le esperienze, se fosse possibile osservarsi dall'esterno si misurerebbe un cambiamento continuo e costante, volto verso una direzione e generato da una determinazione. Ed è una grossa fetta della Vita.

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Manca l'aria nel tuo post ... non smettere di respirare fra i pensieri che esprimi.
Saluti
Bak
O<-<
ps. Io risponderei con un "More than a feeling" dei Boston

MusEum ha detto...

Caro Sotto, per noi 'viaggiatori' incalliti non è difficile pensare al viaggio come metafora della vita. Riflessione ovvia, banale se vuoi, ma è un pensiero che mi accompagna da sempre.

Bentornato Bak! Che piacere averti tra i commentatori. Lo sai che non ci avevo fatto caso, ma è vero, rileggendo il mio post me ne sono resa conto... Sono parole uscite tutte d'un fiato come una riemersione troppo veloce dall'acqua dopo una lunga apnea.

Ho provato, almeno graficamente, a dare un po' più d'aria alle parole. Non credo fosse questo ciò che intendevi, ma è già qualcosa :)

Bellissimo brano, quello che citi! Chissà che non possa adottarlo tra le prossime soundtrack.

MusEum ha detto...

Già fatto! :)

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Sull'apnea ho scritto un post tempo fa: http://haikelbak.blogspot.com/2007/12/usefool.html
Dimmi che ne pensi
O<-<

MusEum ha detto...

Appena posso lo leggo, ora devo scappare a lavoro, ahimè...
Il mio ultimo weekend da promoter, in attesa di trovare altro...