14.5.08

Mare Dentro





Silenziosamente lascio che l'odore del mare mi entri dentro, senza opporre resistenza.
Emozioni contrastanti mi gonfiano il cuore fino a farlo scoppiare.
Una gioia malinconica, rugiada spontanea che non posso ricacciare indietro.

Il cielo si colora di piombo. Affacciata al parapetto, sono immersa tra le onde, in bilico sull'orlo dell'abisso. In lontananza riesco ancora distinguere i riflessi del tramonto.

Il mare riporta a riva neri ricordi, fino a ieri nascosti alla vista.
Solo in parte si depositano a riva, osceni galleggiano deturpando il blu.
La schiuma gorgoglia, bianca, più lontano, dove cielo e mare fanno l'amore come fosse la prima volta, e il vento che scompiglia i capelli è una carezza affilata, sottopelle.

Un fotografo solitario immortala questo momento. Fingo di non vederlo, ma non resisto e, non vista, lo seguo con lo sguardo...
Chissà che strano, penso, un giorno ritrovare l'immagine di me, anonima istantanea tra tante altre strappate allo scorrere inesorabile del tempo.

Come in un vortice mi lascio risucchiare...
Le tue parole tornano a me, come i passi silenziosi di un uomo troppo timido per lasciarsi andare.
Fingo che siano per me e cullarmi m'è dolce in quest'illusione...


Soundtrack: Porcelain Heart - Opeth




5 commenti:

2pa ha detto...

in alto mare...
per poi lasciarsi andare...
sull'onda che ti butta giù
e poi ti scaglia verso il blu...
il mare è anche libertà, è orizzonte da conquistare, è onda da cavalcare, è una nuova terra da raggiungere...
buona traversata (la bertè non ci sta poi così male come colonna sonora, non credi?)
:)

fabio r. ha detto...

e il naufragar m'è dolce in questo mare... (o no??)

Roberto Miorelli ha detto...

Aspetta la tempesta, invoca la tempesta, cerca la tempesta. Dopo la burrasca tutto si cheta, tutto torna calmo il tramonto ritorna rosso ed il cuore si scalderà nel crepuscolo.
Delle distruzioni si ricordano le macerie ma si vivono e si godono le rinascite, che se volute e cercate, sono la cosa più intensa che riempie un esistenza. Perché la si può vivere perché la si può creare, con fatica, sacrificio e dolore ma la si può creare!
Ti auguro di non laciarti incantare dal cielo plumbeo, ti meriti molto di più del cielo più bello che tu ricordi!
A presto,

Roberto

MusEum ha detto...

@2pa: o mare nero, o mare nero, o mare ne... La Bertè non mi dispiace affatto, ma gli Opeth li avevo nelle orecchie casualmente proprio mentre contemplavo il mare dopo la tempesta... E credimi, una combinazione sublime... Perfetta per quel momento...

@fabio: ehehehe... ogni riferimento non è assolutamente casuale...

@roberto: ti ringrazio...
Siamo fenici immerse nel mare... e noi si muore e si rinasce continuamente... è tutto lì il mistero della vita... nel viaggio che dalla morte ci (ri)porta alla vita e ritorno...
Suonerà banale, ma lo credo fermamente.

Roberto Miorelli ha detto...

Non mi suona banale, anzi lo condivido pienamente. Tutto torna e (ri)torna in un ciclo infinito, come le onde del mare alla spiaggia. Hai mai ascoltato Island dei King Crimson? Se posso te la suggerisco. A me fa nascere le emozioni e le immagini che tu evochi.
A sopra, :)

Roberto