9.11.07

Grandi Speranze



Riempio le mie notti di immaginazione e qualche volta faccio l'alba, persa nei pensieri che durante le ore diurne non trovano spazio. Non soffro d'insonnia, anzi. Ho il sonno pesante e sarei capace di dormire per ore. Eppure un'inspiegabile energia mi porta a rifuggire il riposo e a scrivere, pensare, sognare, piangere e ridere davanti alla mia finestra sul mondo, alla mia finestra su di me, su di te... La musica è la mia Musa, la mia catarsi, capace come nessun altro di condurmi sempre esattamente dove vuole... Lei mi è vicina sempre, anche se l'ho tradita, anche se le mie dita oggi corrono veloci sui tasti di una tastiera invece che su quelli di un pianoforte.

E' una musica diversa, quella che suono oggi. E' la musica della mia anima. E l'unico desiderio che ho è che possa raggiungerti, emozionarti, farti piangere e subito dopo ridere, perchè non c'è niente di più bello di un sorriso dopo un pianto, di un volo dritto verso il cielo dopo una caduta. Ti condurrei per mano nei profondi oscuri abissi del mio io più nascosto e ti renderei partecipe della mia vita. Per farti sapere che ci sei. Che ogni passo che faccio è anche per te. Che la mia gioia più grande è leggere l'orgoglio nei tuoi occhi, sapendo che è per me. E mi piace pensare che quando dai il meglio di te in tutto ciò che fai per raggiungere la tua felicità, ti arrivi anche un po' della mia forza. Perchè farò sempre il tifo per te e voglio che tu ce la metta tutta. Sempre.

Soundtrack: High Hopes - Pink Floyd

4 commenti:

digito ergo sum ha detto...

Quella "cosa" che ti tiene sveglia e che ti spinge a fare una determinata cosa, anche se non ti alzeresti mai dal letto, quella "cosa" che ti parla e ti fa muovere il corpo (anche contro ogni volontà), quella "cosa" che ti sussurra piano per poi, in un climax cacofonico, arrivare ad urlarti nelle orecchie... quella "cosa" sei tu che stai gridando per uscire. Esci, lascia che il tuo istinto primordiale componga il tuo futuro. Conduci chi vuoi dove vuoi. Assapora tutto, fino all'osso. Perché è così. O ti vivi addosso o ti fai vivere. Auguri.

MusEum ha detto...

In realtà è proprio quello che sto facendo... Lasciare che il mio istinto primordiale raggiunga le mie dita e migliori la mia capacità di esprimere il mondo che ho dentro. Non solo quello di tutti i giorni che mi vivo addosso, ma anche quello dell'anima.

E' la voglia di scrivere che mi tiene sveglia. E' un fuoco che brucia e mi spinge a migliorarmi per dare il massimo. E' il desiderio di farcela, nonostante i sacrifici.

E la forza che mi accompagna sempre è il pensiero di chi lotta e sogna come me. Ed è a queste persone che va la mia forza. Ed è da queste persone che traggo la forza. Un filo invisibile ci unisce. E anche questo significa vivere...

digito ergo sum ha detto...

@ mueum

Rispondo per lasciare traccia del fatto che ti ho letto (non è necessario, lo so). Non aggiungo altro perché, migliorare la perfezione, è un lavoro ben stupido ed inutile). Ti ringrazio.

MusEum ha detto...

Troppo buono.

Grazie a te per avermi letto. E' bello sapere che c'è qualcuno al di là di questo schermo...