15.11.07

Fatih Akin



Se mai avessi l'opportunità di scrivere un film, vorrei avere la sua sensibilità, la sua passione... Resto sempre affascinata dalla sua capacità di unire l'amore e la morte, la violenza e la dolcezza. Al centro della storia vi è sempre l'unione di anime sole e sconosciute che si incontrano per caso o per volere del destino. Attraverso dolore e compassione, i suoi personaggi affrontano insieme una parte del misterioso viaggio che ci conduce alla ricerca del senso della vita.

E' poi così difficile amare chi non si conosce?

Soundtrack: Ripples... - Genesis

5 commenti:

krepa ha detto...

no...io ho amato Sepulveda e addirittura Palahniuk...credo però in modo diverso da quello che intendi...

valq Pamela Andersson????

Prescia ha detto...

grande museum!!!!!! ;)

digito ergo sum ha detto...

Amare chi non si conosce è un passo obbligato, verso la conquista di sé. Verso la conquista del mondo, delle cose, degli odori. Esattamente come l'ascolto dei Genesis. Un abbraccio

Sotto ha detto...

Non mi pare una cosa impossibile. In fondo spesso è difficile anche continuare ad amare qualcuno NONOSTANTE lo si conosca, e lì è molto complicata la cosa.

MusEum ha detto...

Krepa, krepa... Te pòssino! Pamela Anderson... Vabbè, va. Per stavolta te lo concedo ;-)

Grazie Prescia. Ma è lui che è grande...

Digito, pensa che ho imparato a conoscere e ad amare i Genesis solo recentemente. Avrei voluto esserci ai loro primi live in Italia... Che meraviglia. Ogni tanto mi soffermo ammirata a rivedere Peter Gabriel nel fiore degli anni. Così giovane e pieno di talento...

Sotto, hai ragione. Amare chi non si conosce è a volte persino più facile. Immaginazione e idealizzazione sono armi potenti. E possono trasformare in poesia anche l'immagine o il ricordo più prosaico...