6.7.07

G come Marx


A lavoro mi chiedono di scrivere un biglietto con l'uniposca. Dev'essere scritto in corsivo. Li avverto: "Scrivo da schifo...".
I colleghi insistono, una graziosa femminuccia non può certo avere una brutta calligrafia...
E va bene, l'avete voluto voi! Scrivo ed S. mi dà ragione: "È vero, scrivi veramente male...".
Nonostante il corsivo, certe lettere maiuscole mi vengono in stampatello. Una su tutte, la G.
N. si avvicina, guarda il foglio ed esclama: "La tua G sembra una falce col martello!". Io riguardo i tratti appena segnati: cavolo, è proprio vero... Non ci avevo mai fatto caso prima.
D. commenta: "Ammàzza, sei guasta dentro!".



Strano, considerato che ultimamente mi ritengo piuttosto anarchica, vista la considerazione che ho degli uomini che si sono incarnati nella falce e nel martello, inquinando, tradendo e sporcando col sangue idee di base sul capitale e sui lavoratori che ancora condivido...

Strano, vista la mia disillusione nei confronti di una politica sempre più lontana dai reali problemi della gente.

Eppure tant'è. Certi ideali evidentemente sono più forti di me...

Ovviamente il biglietto alla fine l'hanno scritto al computer :-)


Postilla:

Quello stesso giorno, tornando a casa in metropolitana, appena finito di annotare sul taccuino la riflessione di cui sopra, alzo lo sguardo e i miei occhi finiscono su un curioso signore sui cinquant'anni dall'aria hippie. Mi colpisce la sua maglietta, sfondo nero, falce e martello rossi e scritta bianca, che ho annotato:

"Come si può essere vivi e felici se non lo possono essere tutti?".

Già, me lo chiedo spesso anch'io, almeno una volta al giorno...

Sapete di chi è la frase? Io l'ho scoperto quella sera...


2 commenti:

zefirina ha detto...

del che?

magari se si è egoisti si riesce a vivere felici lo stesso

MusEum ha detto...

Brava, è di Che Guevara.

Sì, è una questione di egoismo... Ultimamente ce n'è veramente troppo in giro.