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5.2.12

E La Ricerca Del Tempo...


...a volte è proprio dal Silenzio che scaturiscono, improvvise, le Risposte più preziose.
Basta saper aspettare.


Ieri ho visto Momo. Avevo comprato il dvd quasi per caso a prezzo stracciato in uno di quei cestoni da ipermercato tantissimo tempo fa. Era l'inizio di ottobre 2010, qualche giorno prima che mio padre morisse. Avevo preso quel dvd incuriosita dalla trama, ricordando di aver letto in qualche blog un accenno alla storia e al personaggio. Non sapevo esistesse anche un film con attori in carne e ossa, oltre al cartone animato che non ho ancora visto.

Ieri pomeriggio, dopo una piacevole passeggiata nella neve, qui, nella mia nuova hometown tutta imbiancata, mi sono decisa. Ho aperto l'involucro di cellophane e infilato il dvd nell'apposito lettore, sentendomi ironicamente, in tempi di blue ray e 3D casalinghi, quasi una nostalgica dei vecchi media. Non avevo idea di quando fosse uscita per la prima volta nelle sale questa pellicola, ma non per disattenzione. Alla fine del film ho cercato una qualche indicazione sulla copertina del dvd, ma niente. Nessun accenno.

Ci pensa internet a darmi le informazioni che cerco. L'uscita data 1986, coproduzione italo-tedesca, starring, tra gli altri, Ninetto Davoli. Musiche di Angelo Branduardi. E, nei titoli di coda, tanti i nomi delle maestranze che un tempo davano lustro al nostro cinema con effetti speciali artigianali, quando il computer era ancora ai suoi albori - almeno da noi. Peccato che al dvd manchino i contenuti extra, mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere i dettagli tecnici della realizzazione dell'opera.



Mi sono trovata dapprima spiazzata, poi incuriosita, infine affascinata da questa piccola perla dimenticata. A tratti infantile e ingenuo, a tratti favolosamente visionario e surreale per la commistione tra immagini, musica ed effetti sonori, questo film mi ha colpito e non soltanto per la storia in sé. Ancora una volta alcune parole si sono staccate dal loro contesto per risuonare in me come un mònito*, esattamente nel momento in cui ne avevo più bisogno.

Oggi ho pensato di nuovo al Tempo e al Silenzio. E a come i pezzetti del puzzle continuino a combinarsi insieme seguendo una logica invisibile. Il Silenzio è l'alleato prezioso di Momo. E' proprio quando la bambina non parla che tutti si rivolgono a lei in cerca di un consiglio, di comprensione, di aiuto. I suoi occhi parlano per lei, la sua sola presenza riporta armonia e gioia di vivere nella comunità che l'accoglie, povera e vestita di stracci, come una sorella e un'Amica preziosa.



Non sarà per sempre. La corsa contro il Tempo, i ritmi disumanizzanti del mondo moderno, la lasceranno indietro. Con l'aiuto della tartaruga Cassiopea e del maestro Hora, Momo dovrà affrontare gli uomini in grigio per riportare la comunità ai ritmi di una volta, quando trascorrere il tempo con gli amici era un piacere quotidiano e non si viveva soltanto per lavorare.

Se avrete la voglia e la curiosità di avventurarvi, riconoscerete nel personaggio creato da Michael Ende la rappresentazione simbolica di un Tempo che fu, quando la vita scorreva meno frenetica e le ore a nostra disposizione non erano ancora avidamente contese dalle banche degli uomini in grigio, che per strapparle a noi umani hanno instillato in noi la paura della morte e tanti inutili bisogni fallaci per contrastarla. Efficacissima la scena delle bambole-robot lanciate da uno di loro a Momo nel mezzo dell'anfiteatro vuoto allo scopo di farle dimenticare gli amici che non hanno più tempo per lei.

Su YouTube ho trovato soltanto pubblicazioni in inglese e tedesco. Segno del maggiore successo evidentemente riscosso dal film all'estero, più che da noi. Lascio qui i link, per chi avesse voglia di vederlo. La versione in tedesco è integrale, quella in inglese è divisa in parti. Per quella in italiano dovrete provvedere voi! :)

In tedesco:



In inglese:




E questa è la scena che più mi ha colpito*, con le preziose parole pronunciate da Beppo lo spazzino tradotte da Fabio, che ringrazio tantissimo!




"A volte abbiamo una lunga strada davanti e pensiamo che è così lunga che forse non ce la faremo mai a percorrerla fino in fondo.
Allora ci sbrighiamo, andiamo sempre più veloci, ma voltandoci poi ci rendiamo conto che la strada da fare è ancora lunga, proprio come prima (...).
Non devi mai pensare alla strada tutta per intero, capisci? Pensala tratto per tratto, un respiro, poi un passo, e poi il successivo, e così via. Questo ti rende felice!
Questo è importante, hai fatto un buon lavoro.
Ed improvvisamente ti rendi conto di averla percorsa tutta quella strada, senza rendertene conto, e questo è importante!"



YUKI, AKA PRISMA

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Sountrack: Cesária Évora - Tiempo y Silencio

20.1.12

Nunmereggaeppiù



Mi mancano le tue parole. Le parole che restano strozzate in gola. Che si avvoltolano su se stesse e rimangono impigliate. Nodi da sciogliere che diventano sempre più stretti. Anaconde accartocciate che stringono e stringono ogni cosa tra le proprie spire.

Quattro anni sono lunghi da lasciar passare. Ora che sono ormai alle mie spalle manca un ultimo filo sottile ma resistente che io sola posso tagliare. Il mio incedere è ancora bloccato. Il mio bozzolo è sempre asfittico. La terra è cambiata, ma se non viene dissodata difficilmente darà buoni frutti.

Polvere e vecchie scartoffie sono ancora lì. Soltanto due giorni fa ho trovato la forza di metterci mano. Di rimuovere la prima e selezionare tra le seconde. Gettare via senza rimpianti timide prove del tempo trascorso. Tutta una vita in otto metri quadri. Non è facile farci i conti. Ciò che è fuori è anche dentro. Mettere ordine nel Caos, quando non è fonte di creatività, ma impedimento.

Energia intrappolata. Rabbia retroversoflessa. Per ironizzare su un termine medico che un giorno di tanto tempo fa mi fu appioppato senza spiegazioni. Chissà che diavolo significa. In concreto ancora non l'ho capito.

Sangue fresco. Trascurarsi per prendersi cura di qualcun altro. Incredibile ma vero. Sono (stata) capace di farlo.

Giorni fa ho letto che altri che avevano intrapreso - e continuano tuttora - il mio stesso cammino, quello che ho interrotto, non sono stati pagati e sono entrati in causa. Io, a ripensarci, sono stata fin troppo fortunata. L'ho capito ex post. Due sole volte venni 'invitata' al banchetto. Per merito, e questo mi rende orgogliosa. Ma almeno sono stata pagata per il mio, pur breve, lavoro. Tutto sommato il fatto che non mi abbiano più chiamato, col senno di poi, si è rivelato un bene. Quanta amarezza. Talento buttato nel cesso. Guerre intestine, ma in fondo queste ultime notizie mi ricordano ancora una volta che non è stata (tutta) colpa mia.

Mi mancano le tue parole, in questo silenzio che sembra essere ormai diventato una costante.
Cosa è cambiato? Cosa NON è cambiato?

Mi mancano le tue parole. Mi mancano davvero.


YUKI, AKA PRISMA

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SOUNDTRACK: Simple Minds - Shake Off The Ghosts

30.12.11

Oltre Il Muro




...ora di' qualcosa, ti prego, anche la più piccola. Darei qualsiasi cosa per sapere ciò che ti passa per la testa, quali sono i tuoi sogni, le tue aspirazioni e dirti che ci sei, tra i miei ricordi, anche se io non sono più nei tuoi. Ti direi che mi manchi per come eri, che non riesco ad accettare questo Tempo che passa inesorabile, lasciandomi indietro, senza pietà.

Immagino sia solo un assaggio di ciò che prova una madre, quando un giorno, svegliandosi, scopre con orrore che i suoi figli non hanno più bisogno di lei, che hanno trovato altri lidi ai quali attraccare e a cui affidare segreti, paure, interrogativi e silenzi carichi di senso. Perché è così che deve andare, non è che il ciclo della vita, eppure non riesco ad accettarlo, questo muro che mi sbarra la strada, che mi allontana dal tuo mondo, dal calore dei tuoi abbracci, di certi sguardi che puntano dritto all'infinito, trapassandomi l'anima e oltre.

Vorrei gridarti che vi invidio la giovinezza, quella che forse non ho mai avuto, che darei qualsiasi cosa per essere tra voi, in mezzo alle vostre risate, per scatenarle, anche. Rendendomi conto di quanto tutto questo sia patetico, ma reale.

Non è in fondo ciò di cui hanno sempre parlato i filosofi? I pensatori? Gli studiosi delle scienze umane? Dell'incomunicabilità, dell'inutilità irreversibile del tempo, della felicità fatta di momenti che fuggono irreparabilmente, dell'età che non lascia scampo, del senso della vita?

Qual è, il mio senso della vita? E perché non puoi esserci anche tu? Ché io lo so, che siamo fratelli d'anima, a dispetto dell'età e di quello che, l'uno dell'altra, sappiamo e che è ben poca cosa rispetto a tutto l'universo che c'è sotto e che non trova sbocchi udibili da orecchio umano.

Non dirò altro... spero solo che ogni tanto, da qualche parte nel mondo, la mia musica ti raggiunga, anche solo per un istante, ricordandoti che non importa che lavoro tu faccia, quale cammino sceglierai di percorrere. Purché tu sia felice con quello e per quello che sei.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Across The Universe - Fiona Apple


27.7.11

Frullati Spazio Temporali



Fuori piove, governo bucaniere. Starsene in silenzio a lavorare aiuta a rimettere in moto i neuroni. Già sperimentato. Come ho le mani in pasta, sporche di polvere o detersivo, ecco che mi vengono in mente le idee del secolo. (Sì, come no!). E allora cerco di imprimere nella mia memoria tre o quattro parole chiave che, al momento giusto, possano richiamare tutto il resto. Fischietto, Barbie, insaponare, palmo a palmo, anni ottanta.

Pulire palmo a palmo la propria casa dovrebbe essere un gesto d'amore, un po' come strofinare con la spugna imbevuta di bagnoschiuma la schiena della persona amata. Sento la spugna che si frappone tra me e la vaschetta in plexiglas del frigo come un piacevole scorrere del Tempo che mi insegna ad essere grande. Com'era negli anni ottanta, quando le nostre madri per la maggior parte erano casalinghe e la casa era al centro, o quasi, del loro universo? Quando, salve le dovute eccezioni, alle quattro del pomeriggio, o giù di lì, ci preparavano la merenda? Non ce ne sono più di mamme così. E tanto meno merende. Tutto è precario, ormai. Ora della merenda compresa.

Scarto le posate nuove, regalo del mio secondo papà, e la plastica di cui sono fatte le confezioni mi ricorda quelle che contenevano l'agognata e a lungo attesa Barbie. Di nuovo mi tornano alla mente gli anni ottanta e mi chiedo come accidenti abbia fatto a sopravvivere a quelle bambole diaboliche.

Lavastoviglie, chi è costei? Alla schiuma che mi scoppia in mille bolle fra le dita, non riuscirò mai a preferire quella macchina infernale. Ci osserviamo in cagnesco, lei con i suoi scomparti insidiosi, io con la mia clumsy attitude. Prima o poi dovremo trovare un accordo.

Mi piace occuparmi della mia cucina. Lavo le stoviglie e fischietto. Da quanto tempo non lo facevo! Qui sono libera! Quasi non mi sembra vero. Difficile descrivervi la sensazione. Non si tratta della mera autonomia né del classico, ancorché arduo, taglio del cordone ombelicale. Di libertà vera, da un insolito e inconsapevole carceriere che per anni ha invaso ogni centimetro fisico e immateriale del mio essere. Per usare un'immagine forte, è come se finalmente mi stessi partorendo, traendomi fuori, bracciata dopo bracciata, dal liquido amniotico. Mi torna in mente mio nonno che, sentendomi fischiettare mentre lavavo i suoi piatti, mi chiamava fluitje, che in olandese sta per fischietto. Che tempi. Sembra passato un secolo, e in effetti saranno passati vent'anni.

Molte di quelle persone non ci sono più e, sembrerà strano, ma certi giorni le sento tutte qui, specialmente una. Ci sono canzoni che mi fanno subito pensare a lui, una di queste è Se Telefonando. Ieri sera la voce di Mina dall'altoparlante della sua vecchia radiolina a pile mi ha fatto istantaneamente ricordare l'audiocassetta che amava far suonare in macchina, durante i nostri viaggi, che spesso finivano in malora, ma di cui conservo nonostante tutto bei ricordi, che ora sono soltanto miei.

Perché mi tornano in mente tutte queste cose proprio adesso, alla soglia di una a lungo desiderata, e centimetro per centimetro conquistata, indipendenza? Da una parte mi identifico con mia madre, dall'altra la sola idea mi terrorizza, visto com'è andata a finire per lei, così forte per tanto, troppo tempo.

No, io non sono lei. Sono anche lei. Ma ho in me colori nuovi e ho intenzione di usarli tutti, e realizzare un capolavoro.


YUKI, AKA PRISMA

Post Scriptum: cercavo un'immagine che accompagnasse questo post usando la parola chiave "Miralanza". E' uscita fuori lei, la saponetta verde Palmolive. Esattamente la stessa che comprava sempre mio padre. Le ultime due non fece in tempo ad usarle, lo sto facendo io. Appena anche quest'ultima si consumerà, correrò a comprarne una nuova. Per ricordarlo ogni giorno. Anche così.

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Soundtrack: Se Telefonando - Mina

7.2.11

Vasi (Non) Comunicanti




Al confine esatto tra il mio Tempo e il tuo Spazio il fuoco creatore si muove sinuoso, alla ricerca di un letto nel quale scorrere e farsi fiume che genera vita.
E' un dolce sogno ed io mi lascio cullare, satellite ignoto, dal tuo inconsapevole orbitare.


Un muro continua a crescere, nonostante i colpi di scalpello. So - l'ho imparato a mie spese - quanto sia bello anche solo gettare uno sguardo al di là del confine e ritrovare parti di noi che credevamo perdute.

Sono solo sensazioni. Eppure vibrano di Realtà. Non so nemmeno io come chiamarle, ma la mia Anima ha già capito da tempo. Specchi non deformanti, oserei dire arricchenti, porte su un universo alternativo in cui strade diverse hanno permesso incontri di cui qui ed ora conserviamo soltanto un vago ricordo che sa di sogno. Un universo che non è astratta chimera, o ennesimo Godot da aspettare invano per camuffare l'accidia, ma luogo metafisico che già abita in noi, che conteniamo e che ci contiene, da cui dobbiamo soltanto imparare ad attingere di nuovo per diventare ciò che siamo già.

Non lo senti anche tu il potenziale? Non ti interessa, o ne hai soltanto paura?

Ho smesso da tempo di farmi domande. Ho imparato ad accettare che talvolta le certezze più forti davanti alla prova del Tempo sono quelle che ci regala l'istinto. E' come un lento riconoscersi, che qualcuno aveva intuito dall'inizio, quando ancora niente aveva un nome.

Siamo nodi di una rete invisibile agli occhi ed evolviamo insieme, a distanza. Se sei fortunato e tieni gli occhi bene aperti - non quelli esteriori, ma quelli interiori - riuscirai a riconoscere i tuoi nodi gemelli e a trarne una Forza che non potrai non restituire. E' questo il segreto dei vasi comunicanti.

Laddove non c'è pretesa, si muore sempre un po' se l'entusiasmo non è condiviso.
Ed è davvero un peccato.

YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Coast Off - Helios


28.7.10

Blue Dress




Tramonti sul mare, notti d'estate, un fiorire di donna. E il battito di un cuore umano troppo umano... I tuoi silenzi e i miei, a farsi compagnia su quella spiaggia che diventò la mia seconda casa. Ho ancora quel vestito blu, anche se da tanto non lo indosso più. In quegli anni qualcosa mi è congelato dentro, qualcosa che nessuno potrà mai cancellare. Ma se sono qui, oggi, se sono ancora viva, lo devo solo a Te. A Te che mai ti sei allontanato, nemmeno per un attimo, dai miei vuoti e dalle mie piene, a Te che mi sostieni con dolcezza disarmante quando voragini insidiose si spalancano sotto i miei piedi, a Te che mai abbandoni la nave nelle odiate, cicliche tempeste che continuano a colpirmi con violenza.

La mia vita è nelle mie mani, ma da allora sono anche le tue. Il tuo corpo caldo mi ricorda che sono viva e fremente e pulsante, che vale ancora la pena respirare. Respirarti. Nonostante il Vuoto che mi scava dentro... da tanti, troppi anni. Nonostante il Vento ci soffi avverso.

Spero che ne usciremo insieme, ancora una volta... Sai che non so chiedere aiuto, ma con te non ce ne sarà mai bisogno. Tu sei la mia Famiglia.

Tra qualche giorno il numero 3 diventerà un 13. Chissà, se quel vestito mi entra ancora...



YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Blue Dress - Depeche Mode

Put it on
And don't say a word
Put it on
The one that I prefer
Put it on
And stand before my eyes
Put it on
Please don't question why

Can you believe
Something so simple
Something so trivial
Makes me a happy man
Can't you understand
Say you believe
Just how easy
It is to please me

Because when you learn
You'll know what makes the world turn

Put it on
I can feel so much
Put it on
I don't need to touch
Put it on
Here before my eyes
Put it on
Because you realise
And you believe

Something so worthless
Serves a purpose
It makes me a happy man
Can't you understand
Say you believe
Just how easy
It is to please me

Because when you learn
You'll know what makes the world turn

22.7.10

Anaconda





Irrevocabili proposte
anelano risposte:
si dilata, Sfinge
e Tempo si restringe,
in liquidi amplessi
di pensieri ossessi...

S'innalza e s'abbassa, imita il moto dell'onda,
INspira,
REspira,
osserva il movimento
farsi sinuosa anaconda

è mutamento d'umore,
alternanza gioconda:
aritmia degli opposti su un pavimento.



YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Utopia - Goldfrapp

It's a strange day
No colours or shapes

No sound in my head

I forget who I am
When I'm with you

There's no reason

There's no sense

I'm not supposed to feel
I forget who I am

I forget

Fascist baby

Utopia, utopia

My dog needs new ears

Make his eyes see forever
Make him live like me

Again and again

Fascist baby

Utopia, utopia

I'm wired to the world

That's how I know everything

I'm super brain

That's how they made me

Fascist baby

Utopia, utopia

30.4.10

Brothers & Sisters




...e per miracolo cammino, mi reggo ancora in piedi, agile burattino sorretto da invisibili fili, da chissà quale invisibile mano. E la testa è stranamente leggera, in assurdo contrasto col peso che ho sul cuore. Scrollo le spalle, come se bastasse questo a liberarmi dal fardello. Ho l'aria apparentemente distratta. Vanesia. E invece sento tutto. E mi stringo in questo buffo personaggio, metà piombo, metà palloncino. Un sottile filo li divide l'uno dall'altro. Ma non si può tagliare, sarebbe troppo facile, altrimenti, volare!

Ovunque vada c'è un'anziana signora che chiede il mio aiuto, chissà perché. L'aria calda preannuncia un'estate torrida e poco prima di rientrare a casa mi assale un pensiero: è già passato quasi un anno! Com'è possibile? Nel pieno del mio dolore, nel buio di sconvolgenti pensieri raggelanti, ti ho pensato. Come se, invisibile, fossi accanto a me, ad assorbire con la tua inconsistente nuova essenza un po' delle mie silenziose lacrime, invisibili al di là di certe pareti. Pensiero sciocco, forse, quasi da fuori di testa. Non mi importa. Io, quel giorno, il tuo braccio attorno al mio l'ho sentito, l'ho sentito davvero. Mentre tua moglie soffriva, tu hai chiesto aiuto a me. Poi sono arrivati i tuoi, e ti ho lasciato andare. Ma per tutto il tempo dell'attesa, io sono stata un po' loro, per te.

Per scacciare via i brutti pensieri, inciampo per curiosità in istantanee che non mi appartengono. Mi piace guardare le foto. Anche quelle di perfetti sconosciuti. Adoro guardare la Vita che vi si sprigiona in barba alla caducità del tempo. Adoro scrutare sorrisi, ombre, abbracci, sentieri appena tracciati, percorsi, abbandonati. Persone che sono partite, persone che sono restate. E poi vi vedo. Siete in tre. Quasi sempre abbracciati. Uniti. I vostri volti, le vostre mani, le vostre braccia, i vostri occhi trasudano amore. Fraterno. Siete una Famiglia. Senza chiedere il permesso, le lacrime scendono. Copiose.

Un giorno, se Dio vorrà, avrò la mia Famiglia. E voglio che ci sia sempre Amore.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Just Like A Woman - Bob Dylan




Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Ev'rybody knows
That Baby's got new clothes
But lately I see her ribbons and her bows
Have fallen from her curls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

Queen Mary, she's my friend
Yes, I believe I'll go see her again
Nobody has to guess
That Baby can't be blessed
Till she sees finally that she's like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

It was raining from the first
And I was dying there of thirst
So I came in here
And your long-time curse hurts
But what's worse
Is this pain in here
I can't stay in here
Ain't it clear that--

I just can't fit
Yes, I believe it's time for us to quit
When we meet again
Introduced as friends
Please don't let on that you knew me when
I was hungry and it was your world.
Ah, you fake just like a woman, yes, you do
You make love just like a woman, yes, you do
Then you ache just like a woman
But you break just like a little girl.

20.2.10

Senza Origine, Persa In Una Vertigine...




In cerca di un'ispirazione che potesse raccontarmi chi ero, ho finito per perdermi nei ritmi di un'artista scomparsa, nei suoni di una melodia già sentita, nel canto di una voce che vorrei fosse la mia.

Nel cercare un'immagine di me, la migliore che mi abbiano mai scattato, sono inciampata in vecchie foto di famiglia, in vecchie foto di me. Inutile dirlo, la foto "migliore" non l'ho più trovata. E non è un caso. In fondo era solo una finzione, frutto dell'idea di un'amica che, per un pomeriggio, aveva voluto truccarmi, vestirmi e pettinarmi per poi scattarmi delle foto che avrebbero dovuto lasciar risaltare qualcosa che, a ben guardarlo, mi piaceva da morire e al contempo mi faceva sentire estranea a me stessa.

Ho ritrovato foto belle e meno belle, e anche le peggiori, quelle di cui mi vergogno, quelle che non mi rendono giustizia. Qual è la me che voglio? Quella che si dibatte tra il migliore o il peggiore, nell'istantanea imprendibile di un attimo che non c'è? Quella che non esiste e forse non è mai esistita? Quella muta, immobile e silenziosa di certe strane solitudini dell'anima, o quella sorridente, gioiosa e piena di vita che scaturisce da certe miracolose collisioni?

La foto di famiglia, l'unica davvero al completo, va ormai dissolvendosi nell'acido dei problemi irrisolti cui non posso più porre rimedio. L'immagine di mia madre mi colpisce forte dentro. Io che mi arrampico sul suo corpo, lei che mi avvolge in un abbraccio protettivo, lo sguardo dolce rivolto all'obiettivo.

Dove sei finita? Perchè mi fa ancora così male? Perché non riesco ad accettare il cambiamento?

Ah, si potesse vivere danzando solamente, sciogliendo ogni laccio col passato senza per questo perderne il concime...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Senza Origine - Valentina Giovagnini

Balla fino a che pace non c'è
Balla fino a che terra non è
Prendimi così stringimi a te
Gira intorno a me canta con me
Gira intorno a me canta con me
Balla fino a che pace non c'è
Senza origine
da strade e vie tornano in me
le false lacrime dei re
solitudine
che inganno sei che inganno sei
nei giorni miei
Balla fino a che pace non c'è
Balla fino a che terra non è
Prendimi così stringimi a te
Gira intorno a me canta con me
Balla fino a che pace non c'è
Balla fino a che alba non è
Gira intorno a me canta con me
Balla fino a che pace non c'è
Senza origine
tra uomini e no
scivolerò ancora in un deserto al neon
per non essere
straniera mai nemica mai negli occhi tuoi
Piramidi che girano in un gioco di luce
non fermarti mai
in questo rito che tempo non ha

8.2.10

Pagliaccio Di Ghiaccio



Cosa ne sai delle schegge impazzite delle fantasie imbizzarrite delle memorie ritrite della paura stalattite che incombe su certe tavole imbandite? Cosa ne sai dei ghiacci, e di certi pagliacci che a scavare, li schiacci, che a stringerne i lacci tutto ciò che resta, son stracci?
(03/02/2010)

Il demonio e il suo contrario,
la ruggine e l'avorio,
quando t'ho incontrato
non t'ho chiesto l'onorario.
Possedere il Tempo e nessun orario.

Se potessi tornare indietro, abbraccerei quella bambina spaventata, il mondo in pezzi tra le sue piccole dita, vasi rotti e terra bagnata, parole senza senso e occhi privati del loro baricentro. Cos'hai, dentro?
A te lo chiedo, a te che non mi parli e che ti fai sentire, senza chiedere il permesso, in ondate vaghe e imprevedibili che mi colpiscono allo stomaco, al basso ventre, quando meno me lo aspetto.
Ti accendi e ti spegni senza un interruttore, ti presenti al mio cospetto senza indurre in me alcun sospetto. Un piano altro di comunicazione, che non è fatto di parole. E in cui le parole diventano porte d'accesso ad altri mondi misteriosi, che non sono fatti per i curiosi, ma per chi incuriosisce per le paure di cui un altro si schernisce.

Amami, bambina, amami ancora, non lasciarmi, te ne prego. Portami con te, nella stanza dei giochi. Togliamo via la polvere e immaginiamoci il futuro, così come non l'abbiamo ancora sognato. Il Mare, oggi, mi ha parlato.

"Troncare ogni rapporto con l'esterno era più conveniente per me, mi dava forza ma nello stesso tempo mi rendeva sterile. Avevo la sensazione di essere di troppo nel mondo".

Alejandro Jodorowsky - La Danza Della Realtà.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Yasmin The Light - Explosions In The Sky


31.12.09

(E)Sp(l)osa


















Un'anima così forte
da far crollare tutte le tue certezze.
Parole,
che diventano carezze.

Ad una ad una
volteggeranno come foglie,
sapranno scardinare
tutte le tue voglie.

Il Tempo e la Passione,
concime e lacrime.

Una nuova Vita,
che affonda le sue radici nel Mistero.

Mi guardo indietro
e sorrido,
vedendomi com'ero.

Aspettavo risposte,
ora scorro, insieme alla corrente.
Che gran mistero, la tua Mente!

Ho ancora bisogno di prove,
e di un ombrello,
quando piove.

Ma al tuo affetto
non voglio rinunciare.
Sai, non è stato facile
lasciarmi amare...

Migliori Anni,
acciacchi e affanni,
miraggi e inganni.

Grandiosa
è l'Anima,
che si dona in Sposa...

Cascasse il mondo,
non mollerò la presa.
Deve ancora venire
il giorno della resa!

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Seed - Afro Celt Sound System



10.12.09

Irresistibile Scioglievolezza





Non riesco ancora a venirne a capo, credimi. Li guardo e penso... ma guarda come sono belli. Come vorrei... Ma perché noi non... Sembra impossibile.

Lo credo bene. È come paragonare le carte scoperte agli arcani.

Mi chiedo dove abbia sbagliato, perché la luna sia nata storta.

Non è lei ad essere nata storta, sei tu che ogni tanto ti svegli con la luna storta. Pensaci.

E certo. Voglio vedere te... E poi ci manca solo lei, e la sua voglia di parlare a tutti i costi.

Il tuo broncio non le interessa?

Macché. Banalità, sciorinate insieme al caffellatte. Più dure da mandar giù persino dei biscotti integrali.

Osservati. Cos'è che ti manca, secondo te?

Leggerezza. Irresistibile scioglievolezza.

Guardi troppa pubblicità!

Già. La pubblicità è l'anima del commercio. No, de li mejo mortacci tua, come scriveva qualcuno...

Però, se ci rifletti, la pubblicità ti prepara alla vita in modo molto efficace.

Cioè? Spiegati meglio.

Ti abitua al "guardare ma non toccare".

Non mi pare proprio, anzi! Fanno di tutto per spingerti a comprare per poter finalmente toccare.

Sì, ma non sarà mai la stessa cosa che hai provato nel guardare la pubblicità. Metterai mano al portafoglio e tutto quello che avrai sarà solo un pallido surrogato di quello che hai sempre sognato.

E allora perché certe persone sembrano riuscire a godersi la vita succhiandola fino al midollo? Come ci riescono?

È la loro natura. Sono spontanei.

Ovvero? Nessun condizionamento? Sociologico, familiare, genetico? Nulla?

Anche. Ma, vedi, se nasci rotondo non puoi diventare quadrato, diceva qualcun altro.

Eh no! Non puoi cavartela così. In fondo, voglio ancora credere nella trasformazione. Fatti non fummo per viver come rocce, ma per venir plasmati dalla furia silente delle acque!

E questa da dove l'hai tirata fuori?

Mi è venuta così, di estro.

Di estrò-geni, vorrai dire.

Ah ah ah. Molto divertente.

Hai mai pensato di scrivere i tuoi sogni al risveglio?

Eh, magari. Non ne ricordo uno!

Fa' uno sforzo. Pensa che Pauli è riuscito persino a sognare l'Orologio del Mondo!

Seeee. Io al massimo posso sognare il mio vecchio orologio scassato.

Ecco. Comincia da lì, allora. E plasma il tuo Tempo, una volta per tutte!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Libertad - Manu Chao

Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)

Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras (2x)

Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta

Por ti, trasnocho y madrugo
Por ti, yo me acuesto tarde (2x)

Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)

Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras (2x)

Vivir sin ti, es vivir muriendo
Vivir así no lo recomiendo
Sigue así yo sigo insistiendo
Vivir sin ti, es morir queriendo

Cantar pa ti es clavarme espinas
Ese dolor se te contamina
Será mi voz que ya desafina
Cantar pa ti es clavarme espinas

Mis ojeras son tus noches
Mis ojeras mi manera
Mi soledad es mi manera de darme a la borrachera

Vivir sin ti, es vivir muriendo
Vivir así no lo recomiendo
Sigue así yo sigo insistiendo
Vivir sin ti, es morir queriendo.

Cantar pa ti es mi dexedrina
Te pone más que la cocaina
Que te desvela por la matina
Cantar pa ti es clavarme espinas

Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)

Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras(2x)

2.12.09

(Re)Flex




Specchio specchio delle mie brame,
perché non vai affanculo in quel reame?

Stanco di correre dietro a Perfezione,
mi ritiro nel guscio chiamato Castrazione.

Unghie, vi ho tagliato!
Perché vi accanite ancora,
sul mio bianco perlato?

Si fermasse il Tempo, smettesse di strozzare.
(Impazzisci le lancette, non farle più fermare!)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: L'Immagine Di Te - Radiodervish

21.11.09

Mystery Dictating






Rumore di cranio che si spezza in quattro.
Le crepe trattengono a fatica la massa palpitante.
Rabbia sale dall'esofago, su per il sangue, fino al cervello.
Fitte improvvise.

Sarà sinusite?
O sono impulsi dalle mie cento vite?

Emolumenti notturni.
Emozione esce dai finestrini chiusi di una macchina in corsa
- il buio della notte -
Musica odora di adolescenza non vissuta.

Batti il tempo sul tappetino di gomma, aspetti la rivincita.
La Vita.

Un'ultima mano a poker.
Sei la regina del bluff.
Regola numero uno: mostrarsi più forti di quello che si è.
Se la vita morde, tu mordila di più.
Già, ma che fatica, santo Dio!
L'embolo incombe e tu ne sei l'artefice.

Respira.
Ausculta.

Passione sferza colpi sul rullante.
Notte rapisce i sensi.
Luna osserva senza compassione.

Periferia ti ricorda chi sei e dove hai lavorato.
Lampione illumina i tuoi sensi di colpa.
Asfalto ha ancora la forma del tuo corpo stanco.

Passato adora coglierti di sorpresa.
Amore è al tuo fianco.
Futuro è dentro di te.

(Hai ancora paura che possa scivolarti dalle tasche)

Presente continua a non lasciarsi scartare.
Resta sempre quell'ultimo nastro che non riesci a sciogliere.
Le unghie le hai fatte crescere apposta!

(Peccato che ti ostini a rivolgerle contro di te)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Entre Dos Tierras - Héroes Del Silencio

Te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
qué fácil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atrás
tienes muchas huellas que borrar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.

pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no sé qué creer;
pero olvídame, que nadie te ha llamado
ya estás otra vez.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atrás
tienes mucho barro que tragar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

11.11.09

S.F.I.N.G.E.





Sorprendente
Fiera
Inoppugnabile
Notte
Geme
Eternità

Spicchi di luna metallica accompagnano il mio sonno immaginario, anche di giorno. Un fremito impercettibile scuote i sensi, sotto i vestiti quotidiani, sotto la maschera sociale che devo indossare. Tra i capelli sento ancora le tue carezze. Nella testa, parole sussurrate che voglio custodire soltanto per me.
Timorosa nebbia, fatti avanti. Rendi i contorni più sfumati, confondimi, stordisci questa miopia congenitamente mia.
Fasci di luce irradiano già la parete della mia anima costruendo arcani, ideogrammi, in un mandala infinito senza significato apparente per la mia stupida mente.

Un duello senza fine, tra te e me. Due facce della stessa medaglia, che il vento si diverte a sospingere lontano.
Allo specchio non c'è frattura. Siamo uno.
Ma non appena il vetro scompare, ecco che la pelle è nuda. Priva di protezione.

Parlami, ti prego. Parlami ancora. Raccontami tutto.
Voglio conoscere ogni cosa.

Cadono fogli, scivolano piano.
Solo il Tempo svelerà l'arcano.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Breathe - Pink Floyd

Breathe, breathe in the air
Don't be afraid to care
Leave but don't leave me
Look around and chose your own ground
For long you live and high you fly
And smiles you'll give and tears you'll cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be
Run, run rabbit run
Dig that hole, forget the sun,
And when at last the work is done
Don't sit down it's time to start another one
For long you live and high you fly
But only if you ride the tide
And balanced on the biggest wave
You race toward an early grave.

8.11.09

When You're Naked





Ripercorrersi all'indietro. Guardarsi da fuori, a distanza. Il trascorrere del Tempo.
Sorprendersi del proprio passato. Delle parole che si è stati in grado di scrivere. Di quelle che si è stati capaci di suscitare negli altri.
Altri che in parte sono usciti dalla propria vita, altri che vi restano, nonostante tutto.
Eppure ti piacevi, com'eri. Certo, non vorresti rivivere le situazioni - non tutte, almeno - che ti hanno portato a regalare la tua anima in quel modo. Eppure non puoi negare di aver sorriso, ieri, nel ritrovare quella vena ironica, quella latente simpatia che un tempo fuoriuscivano dai tuoi scritti, nonostante le difficoltà, la rabbia, la frustrazione e l'amarezza.
E ora? Sei diventata più cupa, più pesante, più criptica. E questo mentre, al contempo, lotti per non affondare negli abissi della tua atavica chiusura. Mentre cerchi di trattenere con la forza della concretezza qualcosa che sentivi sfuggirti dalle mani.

Hai buttato il cuore oltre l'ostacolo e adesso? Cosa hai ottenuto?
Era meglio prima? Cambierà qualcosa? Finirai per censurarti? Per chiudere tutto e ricominciare da capo?

Non saperlo ti fa paura. Ma ormai è fatta. Non c'è più spazio per i rimpianti, né per il pudore.
Il punto è capire perché hai deciso di agire. Perché ora. Perché in questo modo.
Ti aspetti qualcosa? Forse.

In fondo non aveva tutti i torti il saggio che una sera ti disse che se senti di voler regalare qualcosa a qualcuno, non importa cosa, devi farlo e basta. A patto di non aspettarti che ti dica grazie per averlo fatto.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Aquarela - Toquinho

En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
ni los árboles nunca podrán ocultar el camino
de su luz hacia el bosque profundo de nuestro destino.
Esa hierba tan verde se ve como un manto lejano
que no puede escapar
que se puede alcanzar solo con volar.
Siete mares he surcado
siete mares color azul
yo soy nave voy navegando
y mi vela eres tu
bajo el agua veo peces de colores
van donde quieren no los mandas tu.
Por el cielo va cruzando,
por el cielo color azul,
un avión que vuela alto
diez mil metros de altitud.
desde tierra lo saludan con la mano,
se va alejando
no se donde va,
no se donde va.
Sobre un tramo de vía cruzando un paisaje de en sueño
en un tren que me lleva de nuevo a ser muy pequeño
de una américa a otra tan solo es cuestión de un segundo
basta con desearlo y podrás recorrer todo el mundo.
un muchacho que trepa, que trepa a lo alto de un muro
si se siente seguro verá su futuro con claridad.
Y el futuro es una nave que por el tiempo volará
a saturno, después de marte
nadie sabe donde llegará.
si le ves venir
si te trae amores, no te los roben sin apurar
aprovecha los mejores que después no volverán.
la esperanza jamás se pierde.
los malos tiempos pasarán.
piensa que el futuro es una acuarela y tu vida un lienzo que colorear
que colorear.
En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
(tu lo pintaras)
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
(tu lo pintaras)
basta con desearlo y podrá recorrer todo el mundo.
(tu lo pintaras)

20.10.09

Mar Rosso





...dalle sponde di un lago di sangue,
giungesti qui, a pochi passi dal mare,
dove immobile e ignota langue
una targa di bianco marmo
a ricordare un poeta in disarmo
dal nome impronunciabile e alieno.

Passato presente futuro.
Tremante ti addentri nel cunicolo oscuro.

Davanti a te una cartina,
segni due croci con una puntina.
Da un lato intravedi il passato,
poco oltre lampeggia il presente.
Ma ecco che spunta da sé un'altra croce.
L'emozione ti strozza la voce.

Svelto! Traccia tre linee e unisci i puntini,
come in quel gioco che ci affascinava da bambini.
Ecco, lo vedo. È un triangolo perfetto!
Maestoso si staglia senza segreti,
sarà il più prezioso dei miei amuleti.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: To Be Free - Mike Oldfield

You find yourself alone, sometimes
Without a home, no protection
You don't know which way to go
You're lost, no direction

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic comes to you
You don't know how, you don't know why
But someday, gonna take off, fly

(wish, make a wish)

My wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

You're out in the cold, sometimes
As far as you can see, misty
And you want to run, into the sun
The road is lost, sand shifty

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic pushes you through
You don't know when, how or why
But someday, gonna take off and fly

And if I had a wish, my wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

(chorus x3)

Just like a child
I really don't mind
Cos I'm free
Doing just fine

4.10.09

Better Days Are Gonna Come...




Spensieratezza,
bruci internamente,
con dolcezza.
Che infinita tenerezza
il ricordo di quella tua carezza.
Lieve, inaspettata. Benedetta.
Non hai mai avuto fretta.

Oggi che combattiamo contro i mulini a vento,
oggi, che sopravviviamo a stento,
io, quell'Amore, ancora lo sento.

Vorrei che i nostri sforzi non siano vani,
costruiamo giorno per giorno il nostro Domani.

È tutto qui, nelle nostre mani!


Soundtrack: Viole - Deasonika

26.9.09

Tutto Il Tempo Del Mondo





Non riesco a venirne a capo.
Ci ho provato mille volte, mentalmente.
Niente. Non ci riesco.

Io sono... Io... sono...

E la parola mi muore in gola.

C'è ancora tempo, respira. Tutto il tempo del mondo.

L'istinto mi parla, come un padre premuroso. E so che ha sempre ragione lui.
Sarebbe molto più semplice un: Tu sei...

In fondo a cosa mi serve un nome?
Quello che scelsero per me, esattamente 28 anni, 11 mesi e 10 giorni fa, se la matematica non mi inganna - o meglio, se io non inganno la matematica - è una pura convenzione, una formalità.
Che non dice niente di me.
Niente di più di quanto non faccia già io, tra le righe del mio scorrermi dentro.

Lo so. È assurdo.
Io sono assurda.

Eppure.

Poco fa. Mentre volteggiavo per le strade del mio quartiere, alle prese con le incombenze del sopravvivere quotidiano sotto al sole ancora caldo e protettivo, la mia maglietta preferita addosso, quella blu con la scritta arancione, mi sono sentita davvero in armonia.
E non avevo nemmeno gli auricolari nelle orecchie.

Stavo bene.
Con me.
E basta.

Di colpo un'intersezione tra piani spazio-temporali diversi.
Ho visto un prato verdissimo, una luce forte ma tenue allo stesso tempo.
Noi tutti, sdraiati sull'erba.
A parlare del Tutto.

Io.
Incantata.
Rapita.
Ascoltavo.

La Meraviglia che si dipanava davanti ai miei occhi spalancati.
Attraverso le mie orecchie.

Un giorno.
Non lontano.


Soundtrack: No More Keeping My Feet On the Ground - Coldplay

Sometimes I wake up, and I'm falling asleep,
And I think that maybe the curtains are closing on me,
But I wake up,
Yes I wake up,
Smiling.
Sometimes I feel that the chance is surprising,
Surprisingly good to be moving around,
So I wake up,
Yes I wake up,
Smiling.
So what? I feel fine,
I'm ok, I've seen the lighter side of life,
I'm alright, I feel good,
So I'll do, I'll try to stop moving,
Sometimes I wake up, and I'm falling asleep,
And I've got to get going so much that I wanted to do,
Yes I wake up,
Smiling.
And this could be my last chance,
This may be my only chance,
Yeah this could be my last chance,
No more keeping my feet on the ground.
Sometimes I feel that the chance is surprising,
Surprisingly good to be moving around,
And I move,
And I wake up,
Smiling.
So what? I feel fine,
I'm ok, I've seen the lighter side of life,
I'm alright, I feel good,
So I'll do, well it's time to stop moving.
And this could be my last chance,
This may be my only chance,
Yeah this could be my last chance,
No more keeping my feet on the ground.
There's nothing to keep me,
Nothing to keep me.

24.9.09

Tutto L'Universo Per Un Sorriso




Ancora non riesco a credere di meritare tutto questo.
Se penso a come è cominciata...

Tutto l'Universo
per un Sorriso.

Era un giorno come tanti, ma quell'onda centrifuga nello stomaco prima di rivederti non potrò mai dimenticarla.
Solo più tardi l'ho ricondotta al Disegno Universale che mi ha attirato come un vortice.
Un mondo interiore che collassa e esplode, inondandomi di parole.

Se penso poi agli intrecci che si sono susseguiti e alle tessere del puzzle che a distanza di anni lentamente cominciano a trovare la loro collocazione...
Mai statica, sempre cangiante.
Ancora più emozionante.
Mi ritrovo incredula, nello scoprirmi partecipe di un Viaggio che avevo sempre solo sognato.
Il Cammino verso l'Assoluto.

Se penso a come mi sento inadeguata e a quanto ho imparato, grazie al contagio che ha amplificato le mie percezioni e la mia capacità di trasferire emozioni...
Un vertiginoso senso di vuoto, e insieme l'instabilità traboccante che mi lascia ansimante a cercare risposte che recano in dote nuove domande, in un dòmino infinito che vibra di anima e passione per la vita.

Mi sento una dilettante, le librerie mi vedono aggirarmi sempre sognante, accarezzare delicatamente lettere e copertine, languidamente desiderare la trasfusione dei pensieri, dalle impronte digitali alle sinapsi neuronali.
Istintivamente i Libri mi richiamano, e sono così tanti. Troppi.

Se penso a quanto voi avete già letto, imparato, appreso, colma di ammirazione mi chiedo:

Dove avete trovato il tempo?
A quali radici si aggrappa la vostra Memoria, per ricordare tutto, e così bene?


Mi sento così piccola, al cospetto di tanta Intelligenza.

Come in una danza, intreccerei i tuoi pensieri con i miei.
Piccolo Mondo Interiore, quanto ancora ho da imparare.
Una vita sola non basta.

Vorrei solo dirvi grazie.
Non voglio altro che questo:

Ogni giorno
a piccoli passi
crescere ancora
per restituirvi,
quando sarà l'ora,
almeno un grammo
dell'Inconsapevole Grandezza,
dell'Indicibile Bellezza,
di cui mi avete fatto dono.

Per Caso
o per Volere
del Destino.

Attraverso Voi,
Io Sono.



Soundtrack: (Nice Dream) - Radiohead

They love me like I was their brother
They protect me, listen to me.
They dug me my very own garden
Gave me sunshine, made me happy
nice dream, nice dream
Nice Dream

I call up my friend the good angel
But she's out with, her answer-phone.
She says that she'd love to come help but
The sea would electrocute us all
nice dream, nice dream
nice dream, nice dream

Nice dream, if you think that you're strong enough
Nice dream, if you think you belong enough
Nice dream, if you think that you're strong enough
Nice dream, if you think you belong enough

(Now come home, now come home)
(Now come home, now come home)

nice dream, nice dream
nice dream, nice dream