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30.12.11

Oltre Il Muro




...ora di' qualcosa, ti prego, anche la più piccola. Darei qualsiasi cosa per sapere ciò che ti passa per la testa, quali sono i tuoi sogni, le tue aspirazioni e dirti che ci sei, tra i miei ricordi, anche se io non sono più nei tuoi. Ti direi che mi manchi per come eri, che non riesco ad accettare questo Tempo che passa inesorabile, lasciandomi indietro, senza pietà.

Immagino sia solo un assaggio di ciò che prova una madre, quando un giorno, svegliandosi, scopre con orrore che i suoi figli non hanno più bisogno di lei, che hanno trovato altri lidi ai quali attraccare e a cui affidare segreti, paure, interrogativi e silenzi carichi di senso. Perché è così che deve andare, non è che il ciclo della vita, eppure non riesco ad accettarlo, questo muro che mi sbarra la strada, che mi allontana dal tuo mondo, dal calore dei tuoi abbracci, di certi sguardi che puntano dritto all'infinito, trapassandomi l'anima e oltre.

Vorrei gridarti che vi invidio la giovinezza, quella che forse non ho mai avuto, che darei qualsiasi cosa per essere tra voi, in mezzo alle vostre risate, per scatenarle, anche. Rendendomi conto di quanto tutto questo sia patetico, ma reale.

Non è in fondo ciò di cui hanno sempre parlato i filosofi? I pensatori? Gli studiosi delle scienze umane? Dell'incomunicabilità, dell'inutilità irreversibile del tempo, della felicità fatta di momenti che fuggono irreparabilmente, dell'età che non lascia scampo, del senso della vita?

Qual è, il mio senso della vita? E perché non puoi esserci anche tu? Ché io lo so, che siamo fratelli d'anima, a dispetto dell'età e di quello che, l'uno dell'altra, sappiamo e che è ben poca cosa rispetto a tutto l'universo che c'è sotto e che non trova sbocchi udibili da orecchio umano.

Non dirò altro... spero solo che ogni tanto, da qualche parte nel mondo, la mia musica ti raggiunga, anche solo per un istante, ricordandoti che non importa che lavoro tu faccia, quale cammino sceglierai di percorrere. Purché tu sia felice con quello e per quello che sei.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Across The Universe - Fiona Apple


2.1.11

Goodbye Stranger




E' una domenica strana. Di quelle domeniche che non sai che pesci pigliare, ché forse hai dormito troppo e non del sonno dei giusti. Frammenti bizzarri di sogni sconnessi ti restano appiccicati alle ciglia cispose, e sono strani rimescolamenti dei tuoi lavori, presenti e passati. La fatica e il disagio che un tempo sopportasti in silenzio ti scorrono ancora nelle vene, evidentemente.
Un frullatore tecnologicamente invasivo ti ha restituito alla mente un passato che avevi tenuto a distanza di sicurezza. Volti, sguardi, sorrisi, prolungamenti del sé che, a differenza dei tuoi, hanno ora una consistenza in carne ed ossa. Persone che sono rimaste legate tra loro negli anni e hanno imparato a fare a meno di te, nel rivederle oggi ancora così affiatate ti portano a pensare che probabilmente eri tu ad essere sempre stata fuori posto, che è stato molto meglio così.

Non provi nessun rancore, certe distanze di pensiero col crescere diventano insormontabili, a prescindere dall'affetto e dai ricordi. Ritrovi invece molta più comunanza di pensiero in certe sensibilità che allora avevi soltanto potuto intuire con una capacità di cui avresti preso coscienza molti anni più tardi, quando la vita avrebbe ormai allontanato anche la più remota possibilità che tutto questo potesse trovare una conferma. Ed ecco che la tecnologia arriva laddove non può farlo l'essere umano! Tutto diventa un po' più chiaro, ma in fondo perché niente cambi. D'altronde sai bene che è l'essenza quel che conta, non tanto la sua quotidianità camuffata. E poterla cogliere anche solo in pochi sparuti frammenti è un prezioso tassello da aggiungere al proprio personalissimo patchwork di vita.

Il mio nucleo pulsante e cangiante è stato messo a dura prova nell'ultimo anno. A fatica tento di mantenere accesa la fiammella. Quello che sta iniziando sarà l'anno della Rinascita. Il futuro, o meglio, questo presente in continuo mutamento, è nelle mie mani. Saprò liberarmi dei fantasmi del passato e delle loro ramificazioni nel presente, dentro e all'infuori di me? Saprò superare le mie resistenze inconsce e sovvertire certi automatismi che portano una parte di me a sabotare l'altra, mettendomi nella condizione di finire per inquinare la mia stessa aria?

E' una grande sfida. Forse la Sfida che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, è chiamato ad affrontare nella vita. Spero di esserne all'altezza.

Voglio evolvermi. Diventare finalmente quella che in fondo sono sempre stata, in nuce.

Tutto il resto, che non riesco a dire, lo lascio alle immagini del video...
A buon rendere, Anima mia.



YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Goodbye Stranger - Supertramp


Solo dopo aver scritto il post mi accorgo, da una veloce ricerca, che le scene che tanto mi avevano colpito nel video creato da un ignoto youtuber per accompagnare la canzone dei Supertramp che mi ronzava nella testa e mi aveva fatto venir voglia di scribacchiare un po' per esorcizzare uno strano magone, sono tratte dal film "Now and Then", "Amiche Per Sempre", che credo di non aver nemmeno mai visto. Quando si dice la Sincronicità...

23.9.10

La Scala Per Il Paradiso






...e nel calore di certi lunghi, interminabili abbracci...
dimenticare l'anaffettività del mondo e smettere, per un istante,
di essere soltanto monadi, in orbita nel vuoto.


Varcare un limite, ritrovarsi al di là di noi stessi, di ciò che siamo e che siamo stati, senza più riuscire a vedere come saremo. Non sapere più chiedere aiuto, non essere capaci di affidarsi, perché "sicuri" che, nel momento stesso in cui avremo più bisogno, ci lasceranno soli. E quando dico soli, parlo delle maledette monadi che siamo in questa società che ci costringe a correre e a rincorrerci dietro i mille, inevitabili impegni necessari per sopravvivere, noi che ci siamo dimenticati cosa sia Vivere.

Vivere davvero, respirare l'odore del mare e farlo entrare in profondità, perdersi nelle innumerevoli variazioni aeree di una nuvola, rintracciare nel sole riflesso sull'acqua al tramonto la propria stairway to heaven in un mistico connubio tra il nostro nucleo cangiante e l'universo che si apre davanti a noi, senza che ne riusciamo mai a scorgere l'entrata. Ci scuote dal torpore soltanto il balenare dell'ultimo spicchio di sole prima che s'inabissi in mare: l'entrata si sta ormai richiudendo e ancora una volta l'abbiamo capito troppo tardi.

L'aria che fende il mio involucro fatto di carne, lacrime e sangue mi accompagna in questa nostalgica passeggiata rivolta al presente. Per un attimo mi sono sentita sospesa in questo vortice che non ho mai chiesto, per un lungo, interminabile istante un black out mi ha annebbiato completamente a me stessa. La scena di un film toccante e profondo mi ha ricordato quanto sia labile il confine tra l'autodistruzione e la resistenza, quanto sia umanamente difficile sostenere pesi di siffatta portata.

Una carrellata di tipi umani mi viene incontro, senza guardarli ne percepisco l'aura mentre siedono ignari sulle loro panchine, gustando un frozen yoghurt, scambiandosi effusioni, guardando l'aria davanti a sé finché uno di loro, la voce impastata e l'aria assente mi chiede da accendere. "Non fumo, mi spiace", e sorrido. Sì, a lui riesco a sorridere, povero outsider che non è altro. Forse perché per altri versi sono un'outsider io stessa e non me ne vanto.

Un fremito di immenso mi ricorda quanto è difficile viversi, senza aggrapparsi. E quanto sia difficile per gli altri non sentirsi inadeguati davanti a un dolore troppo grande, tanto da lasciarli privi di parole, al punto da restarsene in disparte, a volte per disagio, altre per discrezione. Quante volte mi sono sentita io stessa così. Come vorrei gridar loro che non fa niente, che non mi importa delle parole, che non voglio soluzioni, perché so che non ce ne sono. Che mi basta percepire un po' del loro calore, sapere che il loro affetto per me non cambia, anche quando mi sento un peso, per me e per il resto del mondo. Che io sono lì, dentro di loro anche quando mi sento persa e non riesco più a ritrovarmi. Dio come vorrei perdermi dentro un abbraccio infinito...

Qualche giorno fa, mi sono ritrovata a scoppiare in lacrime davanti a una quasi sconosciuta, che a dispetto del suo diktat professionale non ha esitato ad avvicinarsi a me e ad accarezzarmi il braccio. Senza più riuscire a guardarla, nel tentativo di esternare ciò che sento in questo nuovo periodo di buio, ho sentito me stessa dire: "è come se avessi delle scaglie di vetro conficcate nella pelle." E vi assicuro che non c'è niente che possa sconfiggere questo senso di gelo meglio di un abbraccio, dello sguardo sincero di una persona preziosa, di una frase imperfetta, anche smozzicata, detta col cuore e che ti ricorda che esisti anche tu, che la tua vita vale ancora qualcosa, che meriti la tua fetta di felicità anche se hai sempre vissuto solo per gli altri, o quasi. Sapendo bene che non è stata una tua scelta.

La morte, chissà perché, ammutolisce. Non è difficile intuirne le ragioni, ma come ho scritto ultimamente, non ho paura tanto della morte quanto del tempo sprecato che la precede. E mi sono ricordata ancora una volta quanto mi manchi una passeggiata silenziosa da fare da soli o in due, un discorso profondo sull'esistenza e i suoi misteri e tutto ciò che va oltre la superficie sterile delle cose e del possedere. Ma non si può, se non in rari momenti fortunati. Ognuno ha la sua vita, e gli incastri diventano via via più difficili.

Guardarsi dentro per davvero, per la prima volta, e scoprire ciò che sapevamo già ma con quella dirompenza inedita che lascia atterriti davanti alle proprie mancanze, è come togliersi di colpo le lenti colorate con cui per anni abbiamo osservato la realtà. La nostra e quella dell'albero che ci ha generati. L'effetto che ne segue è devastante. Di colpo ci rivediamo fallibili e inadeguati nei gesti che fino a un momento fa avevamo sempre compiuto, magari con una punta di disagio, ma senza vederne le cause così chiaramente. Ogni pseudo fallimento nell'interazione con l'esterno si aggancia al nostro senso di colpa, al nostro senso di inadeguatezza, in ultima analisi allo schema distorto con cui il nostro carattere si è forgiato negli anni per adattarsi a un ambiente difficile, che ci ha resi satelliti di pianeti inadeguati. Ah, si potesse essere situazionisti dell'anima! Riuscire a realizzare il proprio détournement interiore... e utilizzare pezzi di noi in chiave diversa, smontando e riadattando gli atomi della nostra personalità per costruirne una migliore, anziché semplicemente limitarci a distruggere.

C'è un tempo per ogni cosa e, come ho spiegato a una persona preziosa, cadere in mille pezzi è qualcosa che non ci si può permettere in qualunque momento. Essere esposti al mondo nella propria fragile e dirompente nudità senza aver avuto il tempo di rigenerarci in un necessario, protettivo isolamento, è molto pericoloso. In gioco c'è la Vita.

Ce la metterò tutta, ma le corde, dopo un lungo e ostinato tirare, alla fine si spezzano. E non è proprio il caso di dare la colpa alla corda. Non facciamole anche questo torto.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Immagine: Galaxy Merge

Soundtrack: Miss You - Trentemoller


28.8.10

Cosmic Angels...




Di nuovo. Improvviso e inaspettato. Mentre cercavo di catturare ancora una volta la Vita agitando le braccia sott'acqua, come se la stessi soltanto inspirando attraverso le mie cellule. L'acqua nelle orecchie, il sale nei miei occhi doloranti, il sottile potere di un'onda che mi attraversa e nuvole come ali di un prezioso Angelo cosmico sopra di me...

Again. Suddenly and unexpected. While trying to catch Life back with my fluttering arms underwater, as if I was just breathing it in through my cells. Water in my ears, salt in my aching eyes, the subtle power of a wave running over me and clouds as wings of a cosmic, precious Angel above me...

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: You're Not Alone - Mads Langer



In a way it´s all a matter of time
I will not worry for you You´ll be just fine
Take my thoughts with you and when you look behind
You will surely see a face that you recognize

You´re not alone I´ll wait till the end of time
Open your mind Surely it´s plain to see
You´re not alone I´ll wait till the end of time for you
Open your mind Surely there´s time to be with me

It is the distance that makes life a little hard
Two minds that once were close Now so many miles apart
I will not falter though I´ll hold on till you´re home
Safely back where you belong And see how our love has grown

You´re not alone I´ll wait till the end of time
Open your mind Surely it´s plain to see
You´re not alone I´ll wait till the end of time for you
Open your mind Surely there´s time to be with me

You´re not alone Surely there´s time to be with me
Open your mind yeahhhh

24.8.10

L'Amuleto




Agguantò il suo nuovo libro-amuleto e lo infilò furtivamente nella borsa, facendo attenzione che non si sgualcisse, e si incamminò a caccia di una nuova dose di adrenalina per tentare di riequilibrare in una sorta di neuronale osmosi le energie perdute quella mattina. Da alcune ore l'odiata voragine aveva già ricominciato ad aprirsi, la sentiva vibrare nello stomaco mentre tentava di fagocitarla, una volta ancora.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Gwen John - The Precious Book

Soundtrack: Back When You Were Beautiful - No-Man



Singing songs they'll never understand.
tempo drifts
in half-cut wonderlands.
back when you were beautiful,

they'd smile and shake your hand.

friendship comes,
but it mostly goes.
you mark the time with your fading clothes.
back when you were beautiful,
you'd pass it off as pose.
you walk for hours,
your feet like lead.
you keep your secrets locked inside your heads.
back when you were beautiful,
the needle pushed the red.

20.8.10

Self Embrace (Or The Domino Effect)




Non cercare qualcuno che ti renda felice. Impara tu stesso a renderti felice e, se proprio non ti riesce, lascia che qualcun altro ti insegni come farlo. Una volta che l'avrai imparato, condividi il frutto della tua conoscenza di te stesso con coloro che ami e poi resta a guardare quello che accade... E' così che agisce l'Amore Universale.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Frida Kahlo - The Love Embrace Of The Universe, 1949

Soundtrack: I Am Mine - Pearl Jam




The selfish, they’re all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind

The north is to south what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine

And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, between the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

The ocean is full cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at high tide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine

And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

And the feelings that get left behind
All the innocence broken with lies
Significance, between the lines
We may need to hide

And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We're all different behind the eyes
There's no need to hide

4.8.10

Brezze



Attendeva con fremente impazienza di aprire un nuovo capitolo e dare una svolta alla sua vita. Quale infernale e indicibile fatica, passare attraverso le forche caudine e superare il muro che aveva ormai interiorizzato. Aveva smesso di cercare una spinta, ed ecco che, proprio allora, avevano cominciato ad arrivarle da ogni lato. Erano come carezze, e si sentiva come le foglie sospinte in aria da certe lievi brezze...

"It is by faith that poetry,
as well as devotion,
soarse above this dull earth;
that imagination breaks
through its clouds,
breathes a purer air,
and lives in a softer light."

Henry Giles








YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Sacrifice - Lisa Gerrard

14.7.10

Alibi



Come sei brava a mentire, quando ti conviene. E ora che i luminari ti hanno dato il via libera, tutto torna come prima. Fingiamo che niente sia successo! Ricominciamo da capo, stavolta ho imparato la lezione. Già. Come undici anni fa, non è vero? A niente servono gli inseguimenti, gli insperati recuperi, le prove, le parole, le richieste d'aiuto. Avete la legge dalla vostra ed è così facile usarla come alibi per difendere impunemente il vostro "non fare". Che siate maledetti, voi e il gelido menefreghismo con cui abbandonate senza colpo ferire migliaia di famiglie. E se fosse vostra madre, vostro figlio, vostro padre, vostro fratello? Inutile chiederlo, vi stringereste nelle spalle e fingereste commiserazione, ché la compassione non sapete neanche dove sta di casa, voi che il vostro lavoro lo fate da decenni, voi che avete conosciuto l'era innominabile dei chiavistelli e la sventolate come un babau ogni qualvolta vi si fa notare la nostra disperazione, la totale assenza di aiuto, la zona franca che ci risucchia e ci inghiotte, fuori dal vostro campo di gioco. Signora, lei mi chiede un miracolo! Se lei non vuole, ho le mani legate. Inutile spiegare a occhi cerulei due che si tratterebbe 'solo' di fare il suo lavoro, con passione, coraggio ed empatia.

Che siate maledetti, voi che della mente non capite un accidente! Che siate maledetti, urla la mia rabbia silenziosa. Il sole, al ritorno, mi richiama tra le sue spire di fuoco ed io lo prego di prendermi con sé, che non lo voglio questo buio e i demoni hanno già ricominciato a succhiarmi. L'anima.

Andate via, lasciatemi in pace! Dentro lo stomaco si affastellano passato e futuro. Nessuna certezza, nessuna protezione. Non voglio più piangere, ma le lacrime, quelle maledette, conoscono fin troppo bene la strada...

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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MUSEUM Soundtrack: Chicane: Salt Water - Mt Eden Dubstep


30.6.10

Stalattite, o Stalagmite?




Paradossale,
in questo mio star male
il tuo abbraccio (in)naturale
in uno squallido ospedale.

Non odo quel che dite,
ricordi d'antracite:
Stalattite,
o Stalagmite?

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Black Heart - Calexico




Spring is frozen now I'm stuck in low
Wrapped with wire, tapped to the heart
Can't find no poison, now I've got no cure
(the) fangs are stuck inside my skin
Payne county line
Watching unjust claims
One man's righteousness is another man's
Long haul, sentence carried out
Long haul, counting the miles
To the four corners of the world
Spring is rusted shut, (faith's) coiled and cracked
Apparitions worth their weight in gold
Scratched in metal, name erodes away
Hands are scarred, heart is charred
Burnt though, and ashen
Trip on fence post line
Sifting through the remains
One man's close pursuit is another man's
Last chance, make it through the divide
Last chance, suffer the weight or get buried by this
Black heart, sweeping over the land
Black heart, crawling its way

18.5.10

Origami



Lo stai facendo di nuovo. Li stai cacciando via tutti. Dentro, il deserto dei giorni vuoti, uguali a se stessi, che recano in dote goccia dopo goccia la sottile devastazione interiore che non riesci a debellare. Dove sono finite le delizie melanconiche degli archi, la dolce elevazione gioiosa e spirituale dei legni, l'allegra baldanza degli ottoni, il potente incedere delle percussioni? Dove sono la gioia e il tormento, la silenziosa commozione e la pacata delizia che dalle orecchie attraversa l'anima e fa scalpitare il cuore? Tutto sfuma, nell'insipida portata di un pasto da troppi anni uguale a se stesso.

Rifugge la realtà, la sposa bistrattata. Sogna il suo riscatto, dà un nome all'Amore che avviluppa le cicatrici per farne sbocciare Felicità e Speranza. Cosa le dirò, quando aprirà gli occhi davanti al Vuoto? Cosa mi dirò, quando la vedrò ripiegarsi come uno sgraziato origami? Quale nuova Realtà sostituirà alla sua, che non avrà funzionato? Chi di noi sarà l'inevitabile pedina del suo disegno tenero e crudele? Vorrei non esserci, quando questo accadrà. Perché accadrà, da questo non si sfugge.

La mente umana è un oscuro mistero. Trasforma il dolore come può e, nel farlo, travolge ogni ostacolo. Compresa se stessa.

"Da allora più d’uno si sarà chiesto che cosa nascondesse quella strana apparizione di poesia, nata su nessun terreno di cultura, eppure precisa nei suoi lineamenti estremamente raffinati e personali. C’è il mistero delle anime più semplici, c’è la grazia, il rapimento estremo, il dolore di fanciulla, c’è l’oscuro interrogarsi del sangue, l’estasi, espressi in modi violenti e sicuri che possono far pensare al linguaggio dei mistici in amore...”.

Dal risvolto di copertina della prima raccolta di poesie di Alda Merini,
"La Presenza di Orfeo", 1953.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Un ringraziamento speciale va all'iniziativa "L'Opera a Teatro" a cura del Teatro dell'Opera di Roma, nata a sostegno della Musica che, a causa dei pesanti tagli e del calo della richiesta da parte del pubblico, è sempre più a rischio nel nostro paese.
Grazie a Barbara Agostinelli, Paolo Finotti e Andrea Bergamelli, eccellente trio d'archi che ha saputo catturarmi ed emozionarmi, a dispetto della mia ignoranza musicale.
Grazie alla Giovane Orchestra dell'Opera di Roma e al Maestro e Direttore Germano Neri, per avermi iniziato alle gioie della musica operistica e sinfonica, sapendone raccontare le basi con parole semplici e accessibili a tutti.
Non è vero che le persone non sanno scegliere l'Arte. Questo piccolo esempio è la dimostrazione che, se adeguatamente stimolato e "stuzzicato", il pubblico è perfettamente in grado di scegliere. Continuate così!


Soundtrack: Intermezzo da Cavalleria Rusticana - Mascagni - Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan.



26.2.10

Capitano, Mio Capitano




Uno sport in apparenza animalesco, che insegna a lottare compatti per sconfiggere l'avversario e arrivare alla meta, senza paura di buttarsi nella mischia e spaccarsi anche qualche osso.
Un uomo che, dopo quasi trent'anni di prigionia e lavori forzati, è capace di perdonare i suoi carcerieri perché ha capito che il perdono è l'arma più potente per allontanare la paura e portare il nemico dalla propria parte.
Una poesia, ciò che ha dato forza, coraggio e ispirazione a chi, privato della libertà, ha continuato a difendere la propria dignità studiando il "nemico", perché consapevole che conoscere è il primo passo verso l'emancipazione del singolo e di un intero popolo.

Ed io, che di lacrime ne ho versate e continuo a versarne tante, vorrei davvero fare tesoro di queste parole. Perché, nonostante il calvario che la vita ha scelto per me, voglio riuscire ad essere il capitano della mia anima...


INVICTUS di William Ernest Henley

Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come il pozzo che va da un polo all'altro,

ringrazio tutti gli dei per la mia anima indomabile.

Nella morsa delle circostanze,

non ho indietreggiato, né ho pianto.

Sotto i colpi d'ascia della sorte,

il mio capo sanguina, ma non si china.

Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime

incombe, ma l'orrore dell'ombra,

e la minaccia degli anni

non mi trova, e non mi troverà, spaventato.

Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la pergamena,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Shosholoza - Overtone with Yollandi Nortjie (Invictus Score)



25.2.10

Back In Black



"Avevo finalmente capito che cosa fosse l'amore: è la gratitudine perché l'altro esiste..."

Alejandro Jodorowski, La Danza Della Realtà

Eccomi. Di nuovo a terra. Ad assaporare il gusto gelido delle piastrelle. Stavolta non sono più color ocra. È uno strano rosa pallido, che non mi trasmette alcun calore. Dio solo sa quanto me ne servirebbe in questo giorno buio. Il Nero avanza implacabile e mi trasforma nel Mostro che credevo di combattere. Sento già avvizzire la linfa vitale che ieri aveva iniziato a scorrere nella mia chioma rinvigorita. Vivesti solo un giorno, come le rose...

Ed io, che in questo abbraccio mi chiudo, continuo ad amarti, ogni giorno di più, perché sei in me, con me, in ogni istante. E ti amo come si amano le costellazioni, le galassie, le particelle elementari. Ti amo senza pretese, con tanta, immensa gratitudine verso il Grande Caos che ci ha fatti incontrare. Satelliti orbitanti a velocità parallele attorno ad uno stesso sconosciuto pianeta. In cerca del nostro equilibrio instabile, in bilico tra gli alti e i bassi delle nostre oscure profondità.

Ho sognato che ti avrei fatto soffrire fino ad ammazzarti.
Preferisco chiamarmi fuori. Non potrei mai perdonarmelo. Mai.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Paint It Black - Sigma



19.2.10

Masquerade





Come un fremito non quantificabile, un ricordo sospeso nel turbinare del vento.
Come capelli che non riconosci più come tuoi, e che vorresti volassero via insieme alle foglie morte e ai vecchi quotidiani sporchi di fango.
Come rinascere in una nuova pelle, che possa contenerti tutta intera e includere anche un pezzetto di mondo, quello che senti più tuo.
Come cambiare nome, aspetto e movenze del corpo semplicemente pensandoti diversa.
Come salire su un palco e recitare l'unico ruolo che sia mai stato scritto per te.
Come essere te stessa, indossando i panni di un altro.
Come vestirti, truccarti, pettinarti fino a togliere il fiato, prima di tutto al tuo riflesso nello specchio.
Come penetrare la superficie di vetro e non provare alcun dolore.
Come ricavare il massimo del piacere dalle schegge conficcate nella carne e riscoprire, con loro e attraverso di loro, la tua presenza nello spazio.



Come non riconoscersi più nel ruolo che ci siamo dati, credendo che fosse l'unica via percorribile.
Come illudersi che cambiare nome, possa cambiare anche il nostro destino.
Come saltare gli ostacoli e ritrovarseli attaccati ai piedi.
Come allungare la mano a toccare un altro da sé.
Come riconoscersi per un attimo nei suoi occhi e poi scappare via spaventati, voltandosi indietro.
Come sentirsi aridi e vuoti, e desiderare con tutte le forze di tornare alla vita nel respiro del mondo, in un infinito bocca a bocca tra anime che agguantano la vita e poi la lasciano andare.

Come conoscere un po' del tuo mondo, del tuo e anche del tuo... e desiderarne ancora, in un viaggio senza fine.

Un giorno salirò su quel palco invisibile e mi stupirò di me stessa, scoprendo quello che da sempre è stato il mio posto. Sapendo che, in fondo, ciò che conta non è il pubblico, ma la coreografia...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Kill - 30 Seconds To Mars

What if I wanted to break
Laugh it all off in your face

What would you do?

What if I fell to the floor

Couldn't take all this anymore

What would you do, do, do?


Come break me down

Bury me, bury me
I am finished with you

What if I wanted to fight

Beg for the rest of my life

What would you do?

You say you wanted more

What are you waiting for?

I'm not running from you (from you)


Come break me down

Bury me, bury me

I am finished with you

Look in my eyes

You're killing me, killing me

All I wanted was you


I tried to be someone else

But nothing seemed to change

I know now, this is who I really am inside.

Finally found myself

Fighting for a chance.

I know now, this is who I really am.


Come break me down

Bury me, bury me

I am finished with you, you, you.

Look in my eyes

You're killing me, killing me

All I wanted was you


Come break me down
(bury me, bury me)

Break me down
(bury me, bury me)

Break me down
(bury me, bury me)

(You say you wanted more)
What if I wanted to break...?

(What are you waiting for?)

Bury me, bury me

(I'm not running from you)

What if I
What if I
What if I
What if I
Bury me, bury me

8.2.10

Pagliaccio Di Ghiaccio



Cosa ne sai delle schegge impazzite delle fantasie imbizzarrite delle memorie ritrite della paura stalattite che incombe su certe tavole imbandite? Cosa ne sai dei ghiacci, e di certi pagliacci che a scavare, li schiacci, che a stringerne i lacci tutto ciò che resta, son stracci?
(03/02/2010)

Il demonio e il suo contrario,
la ruggine e l'avorio,
quando t'ho incontrato
non t'ho chiesto l'onorario.
Possedere il Tempo e nessun orario.

Se potessi tornare indietro, abbraccerei quella bambina spaventata, il mondo in pezzi tra le sue piccole dita, vasi rotti e terra bagnata, parole senza senso e occhi privati del loro baricentro. Cos'hai, dentro?
A te lo chiedo, a te che non mi parli e che ti fai sentire, senza chiedere il permesso, in ondate vaghe e imprevedibili che mi colpiscono allo stomaco, al basso ventre, quando meno me lo aspetto.
Ti accendi e ti spegni senza un interruttore, ti presenti al mio cospetto senza indurre in me alcun sospetto. Un piano altro di comunicazione, che non è fatto di parole. E in cui le parole diventano porte d'accesso ad altri mondi misteriosi, che non sono fatti per i curiosi, ma per chi incuriosisce per le paure di cui un altro si schernisce.

Amami, bambina, amami ancora, non lasciarmi, te ne prego. Portami con te, nella stanza dei giochi. Togliamo via la polvere e immaginiamoci il futuro, così come non l'abbiamo ancora sognato. Il Mare, oggi, mi ha parlato.

"Troncare ogni rapporto con l'esterno era più conveniente per me, mi dava forza ma nello stesso tempo mi rendeva sterile. Avevo la sensazione di essere di troppo nel mondo".

Alejandro Jodorowsky - La Danza Della Realtà.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Yasmin The Light - Explosions In The Sky


28.1.10

La Convalescenza Dell'Anima



Ci vuole un gran coraggio per mostrarsi davvero per quello che si è. O forse no. Ci vuole più coraggio ad accettare chi si mostra davvero per quello che realmente è. Sarà per questo che molti preferiscono tenere i propri scheletri in un armadio. Eppure certe persone mi spingono ad aprire le ante polverose e a donare loro un po' dei miei vecchi stracci, quelli che non ho mai avuto il coraggio di indossare, ma nemmeno di buttare. Chissà che qualcuno non riesca a ricavarne un bel patchwork multicolore!

Ascoltare. Mi piace da matti. Ascoltare per capire, conoscere, ammirare. Sforzandomi di non giudicare, anche se non sempre mi riesce. Persone che stimo, ammiro, che spesso non comprendo, e di cui vorrei conoscere tutto. Non in nome del becero gossip, ma per sapere cos'è che li ha resi ciò che sono oggi. E lo stesso vorrei fare a mia volta. Svelarmi, e non per il gusto del compa(r)timento, ma perché l'istinto mi fa credere che sia il primo passo verso un reale cambiamento. Come una dimostrazione d'Amore. E quando dico Amore, non parlo del sentimento che lega una coppia.

Amore per me stessa, con i miei abissi e i miei slanci verso l'alto, con le mie cadute a faccia in giù e le mie risalite, condite dai graffi che inevitabilmente imprimerò contro una parete insidiosa e scivolosa.
Amore per chi dimostra empatia, profondità, sensibilità verso la vita, la conoscenza, l'Altro.
Amore per l'essere umano nella sua complessità, incoerenza e instabilità.
Amore per un paradiso che non esiste, che solo possiamo ricavare dentro noi stessi, strappando un po' di felicità all'impietoso scorrere del quotidiano bailamme che chiamiamo vita.

Ci pensavo ieri pomeriggio, prima di incontrarmi "figurativamente" con occhi cerulei. Per ingannare l'attesa prima del tanto odiato appuntamento, me ne sono scesa in spiaggia. Una spiaggia che non ha più niente di poetico in questo gennaio inoltrato. Ma cazzarola, se c'è una cosa che ho imparato nella vita è riuscire a cogliere la poesia anche tra i rifiuti che, non ve lo nascondo, qui abbondano copiosi in questo periodo dell'anno. Dopo tanta pioggia, ho potuto godere finalmente di un bel sole e so di peccare di ottimismo nel ritenere ancora una volta le condizioni del meteo così sincronicisticamente allineate al mio stato d'animo.

Come d'abitudine, ho fatto partire il mio lettore musicale. A random. Che meraviglia riascoltare qualcosa di già sentito come fosse la prima volta! Tutto cambia, persino le cose apparentemente statiche. Si evolvono con noi, insieme a noi, in accordo con il luogo, l'ora e persino l'anno che stiamo vivendo. Con il tempo atmosferico e con quello cronologico. Con il tempo universale e con quello interiore. Che giorno è oggi? In fondo cosa importa? So solo che fino a pochi mesi fa mai avrei camminato sulla sabbia con queste scarpe chiare e ora, invece, vi affondo i piedi con gusto, incurante delle onde che quasi lambiscono le mie orme bagnate.

Chi mi vede penserebbe che sono matta, e forse avrebbe pure ragione. E allora, per completare l'opera, me ne sono salita sul pontiletto di legno, quello dei pescatori. Non sono arrivata fino in fondo, ma ho riso divertita al vedere la forza dirompente della mareggiata infrangersi sulla punta e schizzare gli incauti presenti. Il mare sa essere così amabilmente dispettoso. Ipnotico e misterioso come lo sono certe increspature dell'anima, quelle che percepisci inconsapevolmente in alcune persone, senza riuscire a inquadrarle con precisione.

Se sto bene? Felicità a momenti, futuro incerto. Da questo non si scappa. Possiamo solo provare a goderci il nostro nucleo, senza lasciarci snaturare dall'ansia del possesso, dal voler inseguire chimericamente un qualunque oggetto del desiderio, che istintivamente finiamo per rivestire di un'aura salvifica potenzialmente ingannevole e distruttiva. Non c'è nessuno, là fuori, che possa salvarci davvero, se continuiamo a credere che la forza che possa restituirci la vita sia qualcosa di esterno a noi. Siamo tutti interconnessi e, tutti, prendiamo e restituiamo energia a fasi alterne, a ondate differenti, senza un preciso calcolo razionale e intellegibile. Ma la batteria è soltanto la nostra. Ed io mi sento così piccola e fragile, così grande e forte nello stesso, medesimo istante. Questo è ciò che chiamo "i miei momenti di paradiso". Il Nero mi accompagnerà per tutta la vita, probabilmente. Ma, come qualcuno dice, è nel Nero che vivono, nascosti, tutti i colori.

Al mio Amore, ai miei Amici, alle Persone Speciali, le mie fonti di "energia alternativa". Onorata di far parte del vostro circuito!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: No Rain - Blind Melon

[trovato per caso, tra i suggerimenti di YouTube: cliccate sul titolo per vedere il video integrale. L'inizio, neanche a farlo apposta, è davvero in tema con il post!]

All I can say is that my life is pretty plain

I like watchin' the puddles gather rain

And all I can do is just pour some tea for two

and speak my point of view

But it's not sane, It's not sane

I just want some one to say to me

I'll always be there when you wake

Ya know I'd like to keep my cheeks dry today

So stay with me and I'll have it made

And I don't understand why I sleep all day

And I start to complain that there's no rain

And all I can do is read a book to stay awake

And it rips my life away, but it's a great escape

escape......escape......escape......

All I can say is that my life is pretty plain

ya don't like my point of view

ya think I'm insane

Its not sane......it's not sane

12.1.10

(R/D)ecidere




un palloncino
legato al polso
bianco perlato

come tu mi vedi

una morsa
allo stomaco

misteriosa
scompare

Sconosciuta Leggerezza

recidere il laccio,
l'unico modo

ti sei deciso,
finalmente?

sciocco bambino,
non lo sai
che io
ci sarò sempre?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: White Lips Kissed - Mew

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Why did you not include me on your list?
Let me in through the ceiling
White lips kissed

Our love is a fickle love
Keeps itself locked in a suitcase
To be ready to go
Always

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Things that are supposed to mean lots
Leave you cold
And with a malady of the soul

Our love is a tricky love
Bet you know this
Bet you noticed
Bet you know, which is why

I should know better than anyone ever could
Soon as I let go
Everything falls apart

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Of course you can
There are diamonds in demand
It's a shame and as you know
The stain will not go


31.12.09

(E)Sp(l)osa


















Un'anima così forte
da far crollare tutte le tue certezze.
Parole,
che diventano carezze.

Ad una ad una
volteggeranno come foglie,
sapranno scardinare
tutte le tue voglie.

Il Tempo e la Passione,
concime e lacrime.

Una nuova Vita,
che affonda le sue radici nel Mistero.

Mi guardo indietro
e sorrido,
vedendomi com'ero.

Aspettavo risposte,
ora scorro, insieme alla corrente.
Che gran mistero, la tua Mente!

Ho ancora bisogno di prove,
e di un ombrello,
quando piove.

Ma al tuo affetto
non voglio rinunciare.
Sai, non è stato facile
lasciarmi amare...

Migliori Anni,
acciacchi e affanni,
miraggi e inganni.

Grandiosa
è l'Anima,
che si dona in Sposa...

Cascasse il mondo,
non mollerò la presa.
Deve ancora venire
il giorno della resa!

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Seed - Afro Celt Sound System



25.12.09

Ipo-Crisi-A





Un altro. Cadiamo così, come le mosche.
- A che ora è il funerale? - Alle dieci.
Sveglia alle 6. Io e il babbo. Si torna al paesello.
La mattina della vigilia di Natale.

Tira vento, ma non fa più un freddo becco. E c'è persino il sole.
Il prete fuori dal comune e la sua omelia. Mi sei piaciuto, anche stavolta. Anche se sei strambo forte.

Si cammina tutti lemme lemme, a messa finita, dietro il carro funebre. E penso menomale. Ora hai smesso di soffrire. Povera zia, che te ne sei andata un fracco d'anni fa, quando morì tuo marito. Che la tramontana mica t'ha fatto onore, e invece di portarti via con lui ti ha regalato nove anni di passione, perdita di lume e smalto, e progressiva regressione. Fino al deterioramento delle ultime settimane. Se l'aveste vista, non l'avreste nemmeno riconosciuta.
Povera F. Si può amare una persona fino al punto da cessare di esistere, in barba al corpo terreno che continua la sua ipocrita e vuota esistenza, nonostante la mente se ne sia andata a ramengo da tempo? Se penso a come stasera ti sei preso cura di me, angelo mio, come nemmeno io sono in grado di fare, e a quanto ti amo, non stento a crederlo. Ma piuttosto un colpo in testa, che finire così, lentamente, nella sofferenza mia e altrui. Povera, piccola F. Ottantatre anni in un corpo di bambina. E ora eccoti lì, accanto a lui, mentre murano il tuo mucchietto d'ossa accanto alle sue. Sotto c'è mia nonna. Ho fatto appena in tempo a conoscerti, 28 anni e 9 mesi fa, e a piangere dallo spavento davanti al tuo aspetto austero e quell'orrido cappello.

La cappelletta di famiglia cade a pezzi. I cugini rimasti discutono sul da farsi, eccetto mio padre che, da buon orso, spesso se ne resta un po' in disparte, anche coi pensieri. Sarà, ma a me, quando sarò morta, non m'importerà una sega, come dicono da queste parti. Ho sempre pensato di farmi cremare e far spargere le mie ceneri in mare. Ma ho scoperto che è vietato. Pensa te! Son capaci di romperti i coglioni anche da morto, come direbbe praticamente due terzi della mia famiglia di toscanacci. La parolaccia, che mia madre odia tanto. È volgare.
Sarà. Per me sono molto più volgari certi comportamenti ipocriti. Come il mio oggi, per esempio. Tentare di spiegare a tutti perché anche stavolta non c'eri. E lo sai mà? Mi sono proprio rotta i coglioni. E anche se è Natale e ce l'ho messa tutta per coprirti, per difenderti, anche da lui che ti usa come foglia di fico per le sue mancanze - me l'ha ordinato il capo, il generale ha detto così, et cetera et cetera et cetera - anche se è Natale e bisogna essere tutti più buoni, io penso di esserlo anche troppo, e non per mia scelta. E anche se sto in riserva, mi son messa a fare l'eroina. Finché a tavola, davanti all'ennesimo io non bevo, sono crollata. Che stronza. Dovevo immaginarlo, non sono di pietra! E certe volte devo dire no. Ma non perché sono stronza. Perché non sono come gli altri. Ho l'energia contata. E non posso permettermi il lusso di esaurirla.

Mi spiace nonna, per aver rotto quel bicchiere. Credo fosse tuo. Lo so che non puoi rispondermi, e allora? Scusa posso dirlo, almeno? Scusa un corno. Ha resistito per 29 anni, quel bicchiere. Eh, lo so. Anche io. Ecco, allora vedi di starci più attenta, la prossima volta. Che i bicchieri rotti si buttano, ma anche i cristiani. Già.

Quante cose che non puoi dire. A che servirebbe? Tanto non capirebbero. E altre, semplicemente, non le puoi dire per puro istinto di sopravvivenza. Eppure non è stato così male, oggi. La piccola M., per esempio. Non te lo saresti mai immaginato tuo cugino S. andare così in brodo di giuggiole. Hai visto che capolavoro? Eh, già, cuginastro che non sei altro. E lei sembra essere nata per fare la mamma. Semplicemente perfetta. Nonostante sia più giovane di me.

E poi il pranzo della vigilia, e zia A. che prende sottobraccio zia F., quando fino a poco tempo fa nemmeno si salutavano. E la tua foto, cugino C., mentre imbracci la chitarra, il sorriso felice di chi vuole essere ricordato così. Lo sai? Ero riuscita a non piangere oggi, finché non ho varcato la soglia della tua cappelletta. La chitarrina in miniatura e la targhetta degli amici che sentono il vuoto immenso che hai lasciato. Lo vuoi anche tu il ricordino di C.? Accidenti se lo voglio. Come vorrei averlo potuto sentire cantare e suonare almeno una volta. Mannaggia alle distanze. Zia cara, spero proprio che oggi non resti sola a casa. Continui a ripetere e a rivivere milioni di volte la stessa scena. La morte improvvisa del tuo unico figlio. L'altra zia F. aveva cominciato così, quando morì suo marito. Speriamo tu non faccia altrettanto.

Sono le quattro, più o meno. Piove e ci aspettano almeno due ore di macchina. E la mamma ci aspetta per il cenone. La tua vecchia autoradio a cassetta. Fortuna che qualcuno si è ricordato che avevamo l'adattatore. Collego il lettore mp3 ed è fatta. Lo shuffle regala a questa desolata campagna dal sapore autunnale un'aura di mistero e fragilità. Calcolo i tempi. All'imbocco dell'autostrada farò partire la mia ultima creatura. Così puoi sentire cosa combina tua figlia al computer, oltre a tutto il resto. E magari entriamo pure nel clima che una sera come questa dovrebbe possedere. È o non è quasi Natale?

Pochi istanti e l'auto si trasforma in un carillon. Sorrido, non ci posso credere! Fa tutto un altro effetto sentirla qui. Ti piace. Rientriamo a casa e sono felice. Resisto persino al fuoco di fila delle sue domande, al lavoro perso, ai casini lasciati ad accumulare per poter essere presente oggi, lì dove credevo di dover essere, anche se ora, onestamente, non lo so più.
E poi le mie crisi e quella musica ripetuta a loop. E le mie cuffie nuove di pacca... i bassi come non li avevo mai sentiti, non certo con le mie vecchie cuffiette di skype! Sorrido come un'ebete e penso a quanto ti amo! E poi l'altra sorpresona... Ma come ti vengono? Mi risparo per l'ultima volta la playlist self made. Non tutto è perduto. Nemmeno il foglietto con la tua poesia, Don Roberto. Che più che un prete mi sembri uno scrittore mancato, scusa l'insulto. Ma sai, tra "colleghi" ci si riconosce. E anche tra "pazzi".

A buon rendere...


Buon Natale......!

Tutti gli uomini hanno bisogno di tenerezza,
ma sono piuttosto restii a riconoscerlo.
Recitano la parte delle persone adulte
che si controllano.
Eppure è così chiaro che in ogni cuore
si nasconde quel bambino che eravamo e che non
è mai cresciuto.
Il bisogno di tenerezza è rimasto là...
come un fiore bisognoso di acqua.
Non avere vergogna di Dio.
Non temere di chiedergli di avvolgerti
nella sua infinita tenerezza.

Lascia che Dio ti prenda in braccio.

Lascia che Maria lo deponga
nella culla del tuo cuore.

Lascia che il Natale ti avvolga
nel suo mistero.

Lascia che il tuo cuore
diventi un cuore nuovo.

BUON NATALE A TUTTI!!!!!!!

Don Roberto.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Just A Sad XMas - Soul Duo

20.12.09

Scintill-IO






Passo dopo passo
la spiaggia mi insegue.
Accelero, come posso,
ma il corpo langue.

Respiro.

La luce filtra
tra le palpebre chiuse.

Poche ore fa
"imbracciavo un mitra".
Parole rabbiose, velenose.
Ora solo due braccia stanche,
deluse.

Riprendo a camminare,
occhi bassi.
Conchiglie e sassi.

Voglio osservare, capire,
amare.

Ogni scaglia un frammento di me.
Identità che abbaglia.
Persino te.

Chi sono?

E cosa farei,
se fossi un uomo?

Ti abbraccerei,
con tutta la mia forza,
e scalfirei
quell'inutile scorza!

Scivola la sabbia
tra le dita intirizzite.
Se le parole vomitano rabbia,
non vanno capite.

Decido di andar via,
ma non resisto.
Cos'è quello scintillio?

Abbasso gli occhi
e finalmente sorrido...
...al mio vero Io!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Presence - Agricantus

8.12.09

Adesso Mordi!




Amicizia.
Plachiamola insieme,
questa sete di Giustizia!

Attraversare il presente
annusando il futuro,
tra Assurdo e Concreto,
Serio e Faceto.

Seduti vicini,
corpo a corpo,
condividere i sogni
raccontarsi i ricordi...

Ecco la mela proibita,
adesso mordi!

Always keep in mind...
They'll never take us alive!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Never Take Me Alive - Spear Of Destiny