Ci sono lande desolate in cui è pericoloso indugiare. Abbiamo lasciato indietro i colori e le loro infinite combinazioni. Una parte di noi, dichiaratasi stanca o non in grado di affrontare una nuova giornata, si è lasciata irretire dalla tela di ragno e non riesce a voltarsi verso la luce. Se la permanenza nel mondo-di-sotto si protrae troppo a lungo, il rischio è, poi, di non riuscire più a tornare in superficie.
Ecco, allora, tornare a farci visita quel "Ti amo" sospeso, rimasto in punta di labbra, quell'inutile "Non innamorarti mai di me, anche se sto facendo di tutto perché accada".
Ci resta uno specchio. Ma non siamo noi a guardare il nostro riflesso, è esattamente il contrario. L'immagine ci implora, con lo sguardo. Vuole che l'aiutiamo a uscire. Il nostro corpo, quello vero, non riesce a fare un passo. Occhi negli occhi con il fantasma (o la nostra vera essenza?) intrappolata al di là del vetro, l'incantesimo non è ancora spezzato.
Galeoni di sogni, aspettano una mano che li spinga in mare...
...ora di' qualcosa, ti prego, anche la più piccola. Darei qualsiasi cosa per sapere ciò che ti passa per la testa, quali sono i tuoi sogni, le tue aspirazioni e dirti che ci sei, tra i miei ricordi, anche se io non sono più nei tuoi. Ti direi che mi manchi per come eri, che non riesco ad accettare questo Tempo che passa inesorabile, lasciandomi indietro, senza pietà.
Immagino sia solo un assaggio di ciò che prova una madre, quando un giorno, svegliandosi, scopre con orrore che i suoi figli non hanno più bisogno di lei, che hanno trovato altri lidi ai quali attraccare e a cui affidare segreti, paure, interrogativi e silenzi carichi di senso. Perché è così che deve andare, non è che il ciclo della vita, eppure non riesco ad accettarlo, questo muro che mi sbarra la strada, che mi allontana dal tuo mondo, dal calore dei tuoi abbracci, di certi sguardi che puntano dritto all'infinito, trapassandomi l'anima e oltre.
Vorrei gridarti che vi invidio la giovinezza, quella che forse non ho mai avuto, che darei qualsiasi cosa per essere tra voi, in mezzo alle vostre risate, per scatenarle, anche. Rendendomi conto di quanto tutto questo sia patetico, ma reale.
Non è in fondo ciò di cui hanno sempre parlato i filosofi? I pensatori? Gli studiosi delle scienze umane? Dell'incomunicabilità, dell'inutilità irreversibile del tempo, della felicità fatta di momenti che fuggono irreparabilmente, dell'età che non lascia scampo, del senso della vita?
Qual è, il mio senso della vita? E perché non puoi esserci anche tu? Ché io lo so, che siamo fratelli d'anima, a dispetto dell'età e di quello che, l'uno dell'altra, sappiamo e che è ben poca cosa rispetto a tutto l'universo che c'è sotto e che non trova sbocchi udibili da orecchio umano.
Non dirò altro... spero solo che ogni tanto, da qualche parte nel mondo, la mia musica ti raggiunga, anche solo per un istante, ricordandoti che non importa che lavoro tu faccia, quale cammino sceglierai di percorrere. Purché tu sia felice con quello e per quello che sei.
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Across The Universe - Fiona Apple
Frenetico e impellente il bisogno di incontri, sguardi, sorrisi. Abbracci veri. Eppure continuavamo a ostinarci tutti nelle nostre solitudini virtuali, nelle nostre interconnessioni fatte di pixel e pensieri esternati con incoscienza o forse no ad un ipotetico villaggio globale che accelerava in maniera sorprendente i quantistici meccanismi della sincronicità e delle particelle elementari.
Emozioni reali, sì. Slanci sinceramente incontestabili, certo. Ma continuava a mancarmi un pezzo, rimasto incastonato tra lo schermo e la vita.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
"Io sono solo un neoumano e la mia natura non include alcuna possibilità di quest'ordine. Che l'amore incondizionato sia il presupposto che rende possibile la felicità, gli umani lo sapevano già, perlomeno i più progrediti tra loro. La piena comprensione del problema non ha permesso, finora, di avanzare verso una soluzione qualsiasi. Lo studio delle biografie dei santi, su cui alcuni riponevano tanta speranza, non ha portato alcuna luce. Non solo i santi, in cerca della propria salvezza, obbedivano a motivazioni che erano solo parzialmente altruistiche (benché la sottomissione alla volontà del Signore, che essi vantavano, non deve essere stata assai spesso che un mezzo comodo per giustificare agli occhi degli altri il loro altruismo naturale), ma la credenza prolungata in un'entità divina manifestamente assente provocava in loro fenomeni di abbrutimento incompatibili a lungo termine con il mantenimento di una civiltà tecnologica. Quanto all'ipotesi di un gene dell'altruismo, essa ha suscitato tante di quelle delusioni che nessuno osa oggi parlarne apertamente. Si è certo potuto dimostrare che i centri della crudeltà, del giudizio morale e dell'altruismo erano situati nella corteccia prefrontale; ma le ricerche non hanno consentito di andare al di là di questa constatazione puramente anatomica. Dall'apparizione dei neoumani, la tesi dell'origine genetica dei sentimenti morali ha prodotto almeno tremila comunicazioni, provenienti ogni volta dagli ambienti scientifici più accreditati; finora nessuna è riuscita a superare l'ostacolo della verifica sperimentale. Inoltre, le teorie di ispirazione darwiniana che spiegano le apparizioni dell'altruismo nelle popolazioni animali con un vantaggio selettivo che ne risulterebbe per l'insieme del gruppo sono state oggetto di calcoli imprecisi, molteplici, contraddittori, prima di sprofondare nella confusione e nell'oblio.
La bontà, la compassione, la fedeltà, l'altruismo rimangono dunque accanto a noi come misteri impenetrabili, racchiusi tuttavia nello spazio limitato della realtà corporea di un cane. Dalla soluzione di questo problema dipende l'avvento, o no, dei Futuri.
...e per miracolo cammino, mi reggo ancora in piedi, agile burattino sorretto da invisibili fili, da chissà quale invisibile mano. E la testa è stranamente leggera, in assurdo contrasto col peso che ho sul cuore. Scrollo le spalle, come se bastasse questo a liberarmi dal fardello. Ho l'aria apparentemente distratta. Vanesia. E invece sento tutto. E mi stringo in questo buffo personaggio, metà piombo, metà palloncino. Un sottile filo li divide l'uno dall'altro. Ma non si può tagliare, sarebbe troppo facile, altrimenti, volare!
Ovunque vada c'è un'anziana signora che chiede il mio aiuto, chissà perché. L'aria calda preannuncia un'estate torrida e poco prima di rientrare a casa mi assale un pensiero: è già passato quasi un anno! Com'è possibile? Nel pieno del mio dolore, nel buio di sconvolgenti pensieri raggelanti, ti ho pensato. Come se, invisibile, fossi accanto a me, ad assorbire con la tua inconsistente nuova essenza un po' delle mie silenziose lacrime, invisibili al di là di certe pareti. Pensiero sciocco, forse, quasi da fuori di testa. Non mi importa. Io, quel giorno, il tuo braccio attorno al mio l'ho sentito, l'ho sentito davvero. Mentre tua moglie soffriva, tu hai chiesto aiuto a me. Poi sono arrivati i tuoi, e ti ho lasciato andare. Ma per tutto il tempo dell'attesa, io sono stata un po' loro, per te.
Per scacciare via i brutti pensieri, inciampo per curiosità in istantanee che non mi appartengono. Mi piace guardare le foto. Anche quelle di perfetti sconosciuti. Adoro guardare la Vita che vi si sprigiona in barba alla caducità del tempo. Adoro scrutare sorrisi, ombre, abbracci, sentieri appena tracciati, percorsi, abbandonati. Persone che sono partite, persone che sono restate. E poi vi vedo. Siete in tre. Quasi sempre abbracciati. Uniti. I vostri volti, le vostre mani, le vostre braccia, i vostri occhi trasudano amore. Fraterno. Siete una Famiglia. Senza chiedere il permesso, le lacrime scendono. Copiose.
Un giorno, se Dio vorrà, avrò la mia Famiglia. E voglio che ci sia sempre Amore.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Just Like A Woman - Bob Dylan
Nobody feels any pain Tonight as I stand inside the rain Ev'rybody knows That Baby's got new clothes But lately I see her ribbons and her bows Have fallen from her curls. She takes just like a woman, yes, she does She makes love just like a woman, yes, she does And she aches just like a woman But she breaks just like a little girl.
Queen Mary, she's my friend Yes, I believe I'll go see her again Nobody has to guess That Baby can't be blessed Till she sees finally that she's like all the rest With her fog, her amphetamine and her pearls. She takes just like a woman, yes, she does She makes love just like a woman, yes, she does And she aches just like a woman But she breaks just like a little girl.
It was raining from the first And I was dying there of thirst So I came in here And your long-time curse hurts But what's worse Is this pain in here I can't stay in here Ain't it clear that--
I just can't fit Yes, I believe it's time for us to quit When we meet again Introduced as friends Please don't let on that you knew me when I was hungry and it was your world. Ah, you fake just like a woman, yes, you do You make love just like a woman, yes, you do Then you ache just like a woman But you break just like a little girl.
Cosa ne sai delle schegge impazzitedelle fantasie imbizzarritedelle memorie ritritedella paura stalattiteche incombe su certe tavole imbandite?Cosa ne sai dei ghiacci,e di certi pagliacciche a scavare, li schiacci, che a stringerne i laccitutto ciò che resta, son stracci? (03/02/2010)
Il demonio e il suo contrario, la ruggine e l'avorio, quando t'ho incontrato non t'ho chiesto l'onorario. Possedere il Tempo e nessun orario.
Se potessi tornare indietro, abbraccerei quella bambina spaventata, il mondo in pezzi tra le sue piccole dita, vasi rotti e terra bagnata, parole senza senso e occhi privati del loro baricentro. Cos'hai, dentro? A te lo chiedo, a te che non mi parli e che ti fai sentire, senza chiedere il permesso, in ondate vaghe e imprevedibili che mi colpiscono allo stomaco, al basso ventre, quando meno me lo aspetto. Ti accendi e ti spegni senza un interruttore, ti presenti al mio cospetto senza indurre in me alcun sospetto. Un piano altro di comunicazione, che non è fatto di parole. E in cui le parole diventano porte d'accesso ad altri mondi misteriosi, che non sono fatti per i curiosi, ma per chi incuriosisce per le paure di cui un altro si schernisce.
Amami, bambina, amami ancora, non lasciarmi, te ne prego. Portami con te, nella stanza dei giochi. Togliamo via la polvere e immaginiamoci il futuro, così come non l'abbiamo ancora sognato. Il Mare, oggi, mi ha parlato.
"Troncare ogni rapporto con l'esterno era più conveniente per me, mi dava forza ma nello stesso tempo mi rendeva sterile. Avevo la sensazione di essere di troppo nel mondo".
Alejandro Jodorowsky - La Danza Della Realtà.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Yasmin The Light - Explosions In The Sky
Asincronicamente. Cunicoli metropolitani asfittici. Metallici. Sottopassaggi semilluminati, puzza di piscio, rottami. Due anime. In separata sede. Un treno sempre in ritardo. Stazioni semideserte. Abbandonate. Il ticchettare della pioggia sul metallo arrugginito. E noi, seduti sopra, a contare invisibili margherite.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Chiudi Gli Occhi (La Vita È Un Sogno) - Faust'o
Staccare la spina. Duro allontanarsi dalla tua propagazione tecnoica. Ma doveroso.
Stai implodendo. Letteralmente.
Sai benissimo che non sei così. Che la vera Te è là fuori, che aspetta solo che allunghi le mani a toccare il cuore delle cose, a fendere l'aria, a gemere il buio. E non solo interiore. Lui lo sa. E sarà con te, in ogni istante. Ti vedrà tornare bambina, zompettare allegra, mimare passi di danza maldestri, dimenticati da un corpo privo ormai di allenamento, intorpidito, come la mente atrofica, ipertrofica, famelica di Sapere.
Un enorme ostello tutto per voi. La notte fredda non teme coperte. Ho dimenticato di portare Musica. Esploriamo. Giù per le scale, nella cucina senza riscaldamento. Due porte come di saloon. Entriamo! Un ripostiglio, posate di plastica, un barattolo di Nutella, della camomilla, cianfrusaglie varie e poi la vedi: la Radio! Vecchia, impolverata, semidistrutta. Non fa niente! Purché sia funzionante. È un attimo. La prendi tra le braccia, e via, di nuovo, su per le scale stavolta. Inserisci la spina nella presa e inizia la magia. Strani fruscii, voci aliene, lingue misteriose: la macchina del tempo! Gira la manopola in cerca di Mistero! La stanza ora non è più silenziosa. La polvere non fa più paura. Nemmeno il minuscolo scorpione sulla parete immacolata.
Il mattino è frizzante. Pungente. Naso all'insù, come tanti anni fa, assorbi la vera Te e speri che non se ne voglia più andare. Sai già che tra poco dovrai tornare. Ora no! Pensiamo all'Azione. Leonardo e le sue macchine umanistiche. Datemi una leva e vi solleverò il mondo! Il massimo del risultato con il minimo dello sforzo. Inventare di notte, quando nessuno disturba. Una candela per misurare il tempo. Occhi d'aquila. Matematica e Geometria. La forza propulsiva. Il Volo. Cosa sarebbe successo se un genio simile fosse nato altrove? Il Progresso o l'Apocalisse? Ulisse. Gli occhi di un bambino.
Via verso nuove scoperte. Immerso nel verde un paradiso profano. Simbolismi. Surrealismi. La verità dell'uomo è nella cagata. Lo dice lui. L'uomo chiamato astro nascente. La Follia e la Saggezza. La Consapevolezza e il Bambino Interiore. Il Sole e la Luna. Lo Yin e lo Yang. L'Uomo e la Donna. La Notte e il Giorno. La Luce e il Buio. L'armonia degli opposti. Viviamo nelle scatole, polli nel pollaio, siamo il frutto di imitazione esterna. Non siamo. Uscire nel buio solo se si è certi di tornarne vincitori. Il giardino rinascimentale. L'uomo come parte del paesaggio. Del labirinto. Interiore. Tre porte. Una scelta. Solo lei potrà salvarci nei momenti di calo energetico. Le vibrazioni. I campi energetici affini. Non sono matta! O forse sì. Potessi esserlo come lui! Signore e padrone delle sue elucubrazioni. Al riparo da certe sterili masturbazioni. Giullare sceso dall'alt(r)o per risolvere l'impossibile. I sette ottavi. La Musica è Materia scolpita. O la Materia è Musica scolpita? Non ricordi. La grande nave. L'amore. Una donna senza testa. L'occhio alato. E un cipresso fulminato. La malattia che fa rinsavire. Francesco e la spoliazione. Un Bene superiore. La Nudità che fa paura. Che si nasconde in decine di simboli e geroglifici. Decrittare. Scoprire. Annusare. Scavare. Per rivestirsi di pura essenza. La Luna che danza. Si specchia. E ci specchia. Stimmate. Un pensiero che scotta. Resisteremo. No pasaràn! Se non vogliamo.
Il grande vecchio dalla sciarpa rossa. Il suo richiamo dalle vetrine. Una città medievale. Un pozzo che porta nell'Ade. Osho e le carte. Io e l'Altro. Il Castello e l'Immaginazione. Un figlio e sua madre. Un viaggio senza ritorno. L'Essere e il Non Essere. L'Arte come Comunicazione. Come Missione! Altrimenti è solo Finzione.
Infarino la mia pseudo cultura. La impasto con l'Amore. Persone Speciali attendono. Per loro non esiste la locuzione: "Non ho tempo". Dalla tastiera al mattarello. Passando per i Pink Floyd, Johnny Cash, Joe Strummer e la loro Redemption Song. La Luna, il Sole e le Stelle farcite di marmellata di mirtillo. Una spolverata di zucchero a velo. Un bacio leggero.
Dolce E., fragile tigre in via di estinzione, questi sono per te. E per me. Non voglio più aver paura di dire: ti voglio bene.
Spicchi di luna metallica accompagnano il mio sonno immaginario, anche di giorno. Un fremito impercettibile scuote i sensi, sotto i vestiti quotidiani, sotto la maschera sociale che devo indossare. Tra i capelli sento ancora le tue carezze. Nella testa, parole sussurrate che voglio custodire soltanto per me. Timorosa nebbia, fatti avanti. Rendi i contorni più sfumati, confondimi, stordisci questa miopia congenitamente mia. Fasci di luce irradiano già la parete della mia anima costruendo arcani, ideogrammi, in un mandala infinito senza significato apparente per la mia stupida mente.
Un duello senza fine, tra te e me. Due facce della stessa medaglia, che il vento si diverte a sospingere lontano. Allo specchio non c'è frattura. Siamo uno. Ma non appena il vetro scompare, ecco che la pelle è nuda. Priva di protezione.
Parlami, ti prego. Parlami ancora. Raccontami tutto. Voglio conoscere ogni cosa.
Cadono fogli, scivolano piano. Solo il Tempo svelerà l'arcano.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Breathe - Pink Floyd
Breathe, breathe in the air Don't be afraid to care Leave but don't leave me Look around and chose your own ground For long you live and high you fly And smiles you'll give and tears you'll cry And all you touch and all you see Is all your life will ever be Run, run rabbit run Dig that hole, forget the sun, And when at last the work is done Don't sit down it's time to start another one For long you live and high you fly But only if you ride the tide And balanced on the biggest wave You race toward an early grave.
L'Universo ci chiama, al suo canto di sirena e' difficile resistere. Soprattutto di notte, quando tutto si tace e lasciamo parlare il nostro io interiore. La Musica si fa vettore, i Libri si fanno guida, i nostri Amici guardano nella nostra stessa direzione. E insieme si freme per un Mondo migliore.
Yuki AKA Dj Prisma TBFKA Museum
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