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23.2.10

Globe





Cadono, uno ad uno. Ciuffi scamuffi. Benvenuti nel paese dei puffi.
Un telo nero attorno a me a suggellare questo atto poetico, per altri così banale.
Approfitto di un giorno che sa di primavera.
Varco la soglia del tempio che tante donne vede entrare ogni mese, come niente fosse.
Tentenno, aspetto a lungo. Finché non ho più scuse per rimandare.

Oggi è il giorno della mia rinascita.
Oggi è il giorno del mio personale addio all'inverno.

Se potessi appiccherei il fuoco a questi miei sparuti resti, che non parlano di me.
Un crepitante falò di belle speranze, accese nell'acre profumo di fenice che da oggi indosserò sulla mia pelle, ancora per poco appesantita dai vestiti. Sempre gli stessi.
Completato il rito, indosso lo stesso cappello, il mio preferito. Con questi capelli ora ho un aspetto più sbarazzino. Mi guardo sorridendo nelle solite, ostinate vetrine. Un po' meno clumsy, un po' meno imbarazzata da una pigra trascuratezza che tanto racconta di me...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sensual Seduction - Snoop Dogg

2.12.09

(Re)Flex




Specchio specchio delle mie brame,
perché non vai affanculo in quel reame?

Stanco di correre dietro a Perfezione,
mi ritiro nel guscio chiamato Castrazione.

Unghie, vi ho tagliato!
Perché vi accanite ancora,
sul mio bianco perlato?

Si fermasse il Tempo, smettesse di strozzare.
(Impazzisci le lancette, non farle più fermare!)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: L'Immagine Di Te - Radiodervish

8.10.09

Ama(zzone)




Perché in fondo ci speri sempre,
che niente sia cambiato...


Cavalco l'inquietudine, amazzone inesperta.
Strani odori, un pulsare misterioso del cranio.
Sto guardando troppe puntate di E.R. Quelle vecchie. Che io, ai tempi d'oro, chissà dove vivevo.
Ah già.
Il mare era in burrasca. E la televisione era spenta.

Rabbia dentro. Fantasmi del passato. Solo miei.
Ti guardo dormire e mi si scioglie il cuore.
Vorrei un grammo della tua placida serenità. Della tua calma.
E quando sono così, vorrei sparire lontano, per non contagiarti.
Tu che riesci così bene a rimanere in piedi, nonostante tutto, mentre a me basta un soffio per non farlo.

Cos'ho nella testa? Non sarà certo una risonanza a dirlo.

Maledirei queste mani, che insieme mi uccidono e mi restituiscono la vita.
Da una parte lo specchio di vetro, dall'altra una penna. O una tastiera.
Ma forse scriverei anche col sangue, se mi mancassero le prime.

Stanca di me, vorrei tanto mandarmi in ferie. Va', vivi. E respira.

Eppure solo ieri mi sentivo bene. Che cosa è cambiato?
Sento già le sirene suonare: venite, Jenny è pazza!
E lo so che non dovrei scriverle certe cose, che non sta bene.
(Poi dice perché uno non ci mette la faccia...)
Ma che importa?
Non c'è cura per l'incoscienza delle parole.
Anche se io c'ho provato a dirtelo. Giusto oggi.
Ma non voglio e non posso forzare il blocco. Non ne ho alcun diritto.

Chiudere tutto. Farla finita con le dipendenze. Smettere di aspettare.

A-Sincrono. Fuori Tempo Massimo.
Lasciò un regalo. Non passasti a prenderlo.
Odia vederli scartare in ritardo.

Io so qual è il problema. Che mi abituo a cose che poi cessano di ripetersi, nella stessa forma e con la stessa frequenza. E questo non va bene.
Se poi vengono a mancare il Vuoto è troppo grande.
Ora finalmente capisco chi invoca la Stabilità.
So che non l'avrò mai, ma lo capisco.
Ora capisco.

Apro la scatola magica in cerca di Musica.
Youtube mi serve il pezzo adatto su un piatto d'argento.
Extreme Ways di Moby.
Ci rifletto un po', il titolo mi pare di averlo già sentito.
Dannata memoria che fa sempre cilecca!
Una veloce ricerchina e scopro che non mi sbagliavo. Eccolo. Un déja-vu!

Mi rileggo, a quasi un anno di distanza. Quante cose ancora non sapevo. Quante non capivo.
E quante tessere si rimescolano adesso nel calderone emozionale.

Tutto scorre e muta, ma in fondo la sostanza resta sempre la stessa.
Di vizi e virtù sono piene le tasche.
Di Bene e Male sono lastricate le strade.

E io? Che intenzioni ho per il futuro?

Raggiunta l'Eccellenza non si può che scendere.
E se invece ci si ferma nel mezzo?


...ed è inutile che aspetti,
tanto non verrà.

Forse si chiama Godot.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Extreme Ways - Moby

7.10.09

Incubatrice






06/10/2009

Continuo a emozionarmi, l'Amore mi sboccia dentro, ogni giorno di più.
Il Cosmo è un richiamo affascinante.
Se solo sapessi che sono riuscita, nel mio piccolo, a contagiare chi mi orbita accanto trasferendo parte dell'energia che mi scorre tra le mani, nei pensieri, nella testa, allora benedirei tutto il Dolore che ho provato, la Paura, il Terrore e quel maledetto Buco Nero chiamato perdita dell'innocenza, della serenità, della speranza.

Una forza più grande guida la mia mano. È l'Assoluto, che tento malamente di "imbrigliare" in poche parole inadatte, che mi aiutano a rimanere a galla in questo oceano senza tempo che mi vive dentro.

Un anno fa ero colma di rabbia, nevrosi e frustrazione. Sentivo che ero a un passo dall'implosione, nervi a fior di pelle, il peggior esempio di somatizzazione.
Cosa mi sta succedendo?

Nel mio respiro sento il tuo. E il tuo. E anche il tuo. E tutti insieme si fanno vento e spazzano via la Solitudine dell'Anima, ma solo quando soffiano nello stesso momento.
Maledico la forza di gravità e questo corpo mortale, e li amo in silenzio.
Se fossi particella ruoterei all'Infinito e mi scontrerei con tutte voi, fino a scatenare un moto d'anime, a innescare la bomba atomica del pensiero, l'eruzione di una rivoluzione interiore, il Big Bang della resurrezione di un'umanità martoriata.
Non smetterei mai. E anche se combatto ogni giorno con le necessità terrene, con lo specchio e le mie mani violente, quale tragica punizione!, tu vivi in me e io vivo in te, e insieme faremo grandi cose.

Nei secoli dei secoli.
Noi, siamo.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Senses Working Overtime - XTC

Hey, hey,
The clouds are whey.
Theres straw for the donkeys,
And the innocents can all sleep safely,
All sleep safely.

My, my,
Sun is pie.
Theres fodder for the cannons,
And the guilty ones can all sleep safely,
All sleep safely.

And all the world is football-shaped
Its just for me to kick in space
And I can see, hear, smell, touch, taste
And Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure
And the church bells softly chime.

Hey hey,
Night fights day.
Theres food for the thinkers,
And the innocents can all live slowly,
All live slowly.
My, my,
The sky will cry
Jewels for the thirsty,
And the guilty ones can all die slowly ,
All die slowly.

And all the world is biscuit-shaped,
Its just for me to feed my face,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to taste the difference,
tween a lemon and a lime,
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime,

And birds might fall from black skies,
And bullies might give you black eyes,
But to me its very, very beautiful
(englands glory!)
Beautiful
(a striking beauty!)

And all the world is football-shaped,
Its just for me to kick in space,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to tell the difference
tween the goods and grime
Turds and treasure
And theres one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime.

22.9.09

Invisible Sun




Sicura, senza tradire emozioni, dici: "Scappa!".
Serri i pugni e soffochi un grido, e in silenzio supplichi: "Resta!".

Ricordi il mantello dell'invisibilità? Chi non ne ha mai desiderato uno, almeno una volta nella vita.
Da piccola, infinite volte ho sognato di averlo. Per sfuggire alle interrogazioni, alle prese in giro dei compagni, alle ramanzine dei genitori, alle ire e alla ciabatta della vecchia vicina a cui, tra amici, si era fatto un dispetto.
Mai avrei immaginato che un giorno mi sarei inconsapevolmente cucita addosso un mantello simile per l'eternità.
Ora che sono diventata un tutt'uno con lui mi sembra quasi impossibile persino pensare di tirare fuori una mano da questa liquida oscurità.
Lo slancio, momentaneo, che a volte mi coglie come un impulso animale, trova sempre l'ottusa consistenza del muro e muore, prima ancora di nascere.

Come convivere con questo duplice istinto di apertura e chiusura?
Come coltivare rapporti che non siano solo mediati, filtrati, differiti?
Che profumino di lacrime e sudore, di sangue e abbracci, sorrisi e pacche sulla spalla?

Ci vide bene chi, per primo, gettò il mantello e con lui la sua falsa sicurezza.
Lo capisco soltanto ora.
Ora che è troppo tardi.
Ora che sono diventata quel mantello.


Soundtrack: Luna - Verdena

Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo
Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale
Sarò così onesto come se tu fossi il mare, il mare
E vedo te, io e te, niente conta e crolla, crolla
E vedo te, io e te, niente conta in fondo.


18.9.09

It's Only Poetry, But I Like It!





AudioPost - Testo e Voce di Yuki AKA Dj Prisma TBFKA MusEum




Cerchi di dare un senso alla tua vita. Di fare la persona seria.
Ma tu hai il caos dentro, cazzo. E non c'è niente da fare.
Ti sorprenderà, vedrai. In una giornata come tante.
E avrà il suono dei fogli che cadono sul pavimento, delle carte che si sparpagliano.
Documenti a cui non riesci a dare un ordine.
E che rovinano a terra.
Perché lavoro e passione non hanno coinciso, e allora il sogno lo fai rientrare dalla finestra e dolcemente ti annienta, quando, invece, dovresti essere già grande da un pezzo e pensare solo a rigare dritto.

Ma la Poesia ti bussa sulle spalle.
Ti costringe a voltarti, una buona volta.
Per ritrovarti a guardare in un paio di occhi verdi.
E scoprire che sono i tuoi.

Autogestirsi. Già. Magari fosse facile.
Basta un niente per accendermi.
E per spegnermi.

Una canzone, un pensiero, una frase buttata lì.
Dei segnali letti col sOnno di poi.
Dei frammenti di noi, che mi fanno inciampare.
Che mi fanno chiedere: perché?

Magia.
Caso che si spoglia.
Del suo quotidiano apparire.
E.
Finalmente.
Fa l'amore.

Con Caos.


Io ti ho aspettato, ma tu non sei venuto.
Allora vado avanti. Lo stesso.
Prima o poi, tornerai.
Lo sento.

Ecco. Finisco di scrivere. Di godermi Amore e Poesia.
E meschina arriva la mia Spada di Damocle.
Mi colpisce a tradimento, beffarda e sorniona.
Per ricordarmi che non si sfugge al proprio destino.
Vaffanculo!
Proprio ora che avevo allentato la morsa...

Ti tremano le mani.

Non è colpa mia, Cristo!
E invece sì...

Soundtrack: Dexter Gordon Quartet - Don't Explain

3.9.09

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...And you don't feel much like riding, you just wish the trip was through...

Solo un ologramma.
Volteggio nella stanza
senza alcun programma.

In questa guerra di neuroni,
di schegge e di finzione
so già che mi farò odiare
fino a farvi allontanare.

Stanco di me stesso e del mio continuo parlare,
senza dire niente lascio ai posteri
il piacere di giudicare.

Oltre la cortina di plexiglas
niente più che una tastiera
e un'ampia distesa di pensieri a raggiera.


Soundtrack: Turn The Page - Bob Seger