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3.7.11

De-siderio



Ogni tanto mi piglia così. Rigurgiti da un Passato che avrebbe potuto essere e non è stato. Per mia scelta, a volte. Perché è così che doveva andare, forse. Perché, perché, per come. Come diavolo abbiamo fatto a perderci?*

Mi piace guardare le foto degli altri, scavare in fondo agli occhi, ai sorrisi, agli abbracci, alle pose studiate. Mi piace gustare la vita che credo di non avere avuto, che forse ho avuto eccome, è che non sono capace di guardarla come guardo quelle degli altri.

Mi piace guardare le facce buone. E bada bene che per buone non intendo ingenue, né sprovvedute, né sciocche. Sono le facce di coloro che hanno l'intelligenza di capire come va il mondo e quanto può essere stronza la gente che lo abita, e che però non hanno per questo rinunciato a Essere, a Dare e a Darsi, a lasciarti guardare nei loro occhi grandi, nei loro sorrisi, ampi e accoglienti. Quelli che ho avuto il privilegio di poter vedere da vicino, a pochi centimetri dalla mia pelle, in un tempo che ora mi sembra lontano quanto un'altra vita.

Ero davvero io? Davvero queste Persone hanno voluto la mia compagnia, nata da circostanze fortuite e poi, per un breve tratto di strada, persino cercata e desiderata e infine, purtroppo, svanita? Cosa hanno visto di me che io, oggi, stento a vedere?

In giorni come questi mi tornano alla mente le ultime battute di uno spettacolo che di recitato non aveva proprio niente, protagonisti gli spontanei tentativi di avvicinamento, di con-tatto, degli io e te abbiamo ancora qualcosa da dirci e da darci, e dei non può finire così. Può?
Sì, ha potuto. Me lo ricordo, sai, quando dicesti che mi avresti accompagnato alla porta perché... e non hai terminato la frase. Quella sarebbe stata l'ultima volta che...

Tornai, nello stesso luogo, anni dopo. Toccata e fuga. Volevo salutarvi. Lei non riuscii a beccarla, a te ho dovuto inseguirti giù per le scale, con una camminata un po' claudicante, colpa delle mie maldestre autoflagellazioni casalinghe, innocue ma tanto fastidiose. Non fu la stessa cosa.
Chissà se oggi vi ricordate ancora di me. Di quella cena e delle mie stupide gomme da masticare gusto fragola che come diavolo mi è venuto in mente di comprare proprio quelle!, e quella passeggiata, per voi un po' troppo lunga, fino in spiaggia.

Le parole, i sogni, le risate. Le nostre vite, appena sfiorate. Io ricordo tutto. E ogni tanto, a pensarci, ho l'impressione che il tempo non sia affatto passato. Che quegli istanti siano sospesi da qualche parte nel multiverso. Che basti solo allungare una mano e intrufolarsi nell'interspazio per ritrovarsi esattamente in quel preciso momento, sentire di nuovo il brivido intenso di un'atmosfera nata per essere irripetibile... e finalmente perdersi in lei e, dentro di lei, ritrovare il senso più profondo.

Sì, ogni tanto ripenso a voi. Mi piace immaginare le vostre vite, con chi siete, dove andate, cosa pensate, come ve la passate. Ma da lontano. Non avrebbe senso, ora, ritornare. Non ne ho alcun diritto. Ma mi fa stare bene pensare a voi, sapere che esistete e ve ne andate a zonzo per il mondo, il mio stesso mondo, e fate stare bene gli altri con i vostri sorrisi, la vostra presenza, i vostri pensieri, le vostre belle teste. Un giorno, chissà, ci ritroveremo, forse. Con o senza multiverso.

Life Bless You!

...

se chiudo gli occhi
nel pieno dell'estate
riesco solo a pensare
al momento
in cui ho fatto,
finalmente,
l'amore con il Mare

e quando levai
la testa dall'acqua
avevo tracce d'azzurro
sulle labbra
e sulla lingua

Tutti sapevano
che avevo leccato
l'infinito intimo abisso

che ora è luce,
ma un tempo è stato buio

Domani
raccoglierò dolcemente
dalla sabbia
parti di me, mutilate

Le terrò saldamente tra le mani
e
in un innesto d'anime
le riporterò in vita.

Ascolta...
Non è un canto di sirena.

Che colore ha,
il desiderio?


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: 900 Million People Daily (All Making Love) - The Seeds



*Video linkato all'interno del post: "Ci Sono Persone", testo di Giovanna Mulas, regia di Gaetano Colloca, voce recitante di Corrado Croce.

28.8.10

Cosmic Angels...




Di nuovo. Improvviso e inaspettato. Mentre cercavo di catturare ancora una volta la Vita agitando le braccia sott'acqua, come se la stessi soltanto inspirando attraverso le mie cellule. L'acqua nelle orecchie, il sale nei miei occhi doloranti, il sottile potere di un'onda che mi attraversa e nuvole come ali di un prezioso Angelo cosmico sopra di me...

Again. Suddenly and unexpected. While trying to catch Life back with my fluttering arms underwater, as if I was just breathing it in through my cells. Water in my ears, salt in my aching eyes, the subtle power of a wave running over me and clouds as wings of a cosmic, precious Angel above me...

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: You're Not Alone - Mads Langer



In a way it´s all a matter of time
I will not worry for you You´ll be just fine
Take my thoughts with you and when you look behind
You will surely see a face that you recognize

You´re not alone I´ll wait till the end of time
Open your mind Surely it´s plain to see
You´re not alone I´ll wait till the end of time for you
Open your mind Surely there´s time to be with me

It is the distance that makes life a little hard
Two minds that once were close Now so many miles apart
I will not falter though I´ll hold on till you´re home
Safely back where you belong And see how our love has grown

You´re not alone I´ll wait till the end of time
Open your mind Surely it´s plain to see
You´re not alone I´ll wait till the end of time for you
Open your mind Surely there´s time to be with me

You´re not alone Surely there´s time to be with me
Open your mind yeahhhh

20.8.10

Self Embrace (Or The Domino Effect)




Non cercare qualcuno che ti renda felice. Impara tu stesso a renderti felice e, se proprio non ti riesce, lascia che qualcun altro ti insegni come farlo. Una volta che l'avrai imparato, condividi il frutto della tua conoscenza di te stesso con coloro che ami e poi resta a guardare quello che accade... E' così che agisce l'Amore Universale.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Frida Kahlo - The Love Embrace Of The Universe, 1949

Soundtrack: I Am Mine - Pearl Jam




The selfish, they’re all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind

The north is to south what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine

And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, between the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

The ocean is full cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at high tide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine

And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

And the feelings that get left behind
All the innocence broken with lies
Significance, between the lines
We may need to hide

And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We're all different behind the eyes
There's no need to hide

19.4.10

Sole




A tutte le mie Persone Speciali...

Giorno dopo giorno
impariamo ad amare
i nostri reciproci silenzi
interrotti solo
da quei timidi slanci,
segnali d'affetto
che rinsaldano
un'eterna presenza
che vive
di vibrazioni impalpabili

insieme, noi,
sconfiggere il terrore
di quel primitivo abbandono
e riconosco in te
il mio essere donna,
il mio essere uomo

un'anima che nel suo espandersi...
ritrova in sé
il sole interiore
che credeva perduto

e la gioia immensa
effimera
incontenibile

che afferro con ogni atomo
e trattengo nel ventre
fino alla prossima piena
alla prossima, inevitabile apnea
dalla quale
risorgerò,
ancora più forte

Se questa è la mia sorte...
non mi avrà tanto facilmente,
la morte!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Overjoyed - Stevie Wonder


15.4.10

Un Muro Troppo AltRo

















"It will be worth it..."


Un fiume di parole.
Una pietra che non rotola.
Ed è di nuovo Silenzio.

Sto mentendo.
Il Silenzio è diventato Sussurro.

Carezzevole.
Amabile.
Fraterno.

Una nuvola di vapore impercettibile.
Invisibile.

Silenzio.
Da prendere a calci.

Un muro ancora troppo altro, che mi ostino a non voler sfondare.
Ma con dolcezza.

Sento il mio corpo roteare a una velocità insondabile.
Tutto intorno è Nero.
La mia pelle è nera.
Ma dal petto, aperto, fuoriescono colori.
Fasci di luce che tutti mi attraversano e mi proiettano al di là di me, di questo Tempo.

Sento l'Amore.
Tuo, suo, di tutti.

Non colmerà il suo Vuoto, non potrà farlo mai.
Accanto a quel buco, una nuova nicchia, sempre più accogliente.

Ci metterò dentro tutto l'Amore che Posso.
Voglio sentirlo tutto al Centro.
Fino all'Osso.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Halo - Depeche Mode

You wear guilt
Like shackles on your feet
Like a halo in reverse
I can feel
The discomfort in your seat
And in your head it's worse

There's a pain
A famine in your heart
An aching to be free
Can't you see
All love's luxuries
Are here for you and me

And when our worlds
They fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

Bring your chains
Your lips of tragedy
And fall into my arms

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it


31.3.10

Dolce




Mi hai chiamata Dolce, so di averlo soltanto sognato. Ti sei stretto a me, una mano a proteggermi la guancia. Il vento dei giorni scorsi preannunciava il Cambiamento, ma non ha soffiato via l'inquietudine che sento. Sei dentro.
E non c'è luna, non c'è sole, non c'è universo che possa contenere tutto questo Immenso. Io non sono Senso. Ma corpo fragile, e denso. Dovrei concentrarmi, ma lievito e penso. In questa gabbia di latta, la mente si agita, distratta.

Non posso permettermi di percepire i vuoti delle assenze, di certe inevitabili mancanze. Che inizino le danze! Tenderò la mano verso la tua Ombra, perché possa far parte di me in ogni istante. Io, che ho bisogno del Mare, del suo odore intenso, così ammaliante.
Mi ricorda l'urgenza di abbandonare l'anima al flusso della vita, ed io vorrei sentirla fluire in me, con me, lasciare che attraversi le mie fibre, che mi scorra in ogni cellula e sinapsi, fino ad arrivare al Tutto. Io, che mi sento così Niente.

Dove sei? Dove sono?
Pulsazioni ancestrali continuano a chiamarmi.
Da dove? Da quando? E perché me?
Sarò all'altezza del cammino che mi invita?
Sarò degna del percorso celeste che posso solo immaginare?

Le mie dita obbediscono al dettato universale, la mente si distacca dalle cose quotidiane. In momenti come questi, la chiamata dell'Abisso è irresistibile. E allora mi chiudo, spaurito bòzzolo in attesa di nuove primavere.

So che resteranno in pochi. Coloro che sentono e comprendono questo stesso richiamo. Sapranno perdonarmi per le mie distanze, per il mio non apparire sul palcoscenico della vita.

Sono giorni d'attesa, condivisione e meraviglia.
L'Anima mi scivola dalle dita...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sacrifice - Lisa Gerrard

25.2.10

Back In Black



"Avevo finalmente capito che cosa fosse l'amore: è la gratitudine perché l'altro esiste..."

Alejandro Jodorowski, La Danza Della Realtà

Eccomi. Di nuovo a terra. Ad assaporare il gusto gelido delle piastrelle. Stavolta non sono più color ocra. È uno strano rosa pallido, che non mi trasmette alcun calore. Dio solo sa quanto me ne servirebbe in questo giorno buio. Il Nero avanza implacabile e mi trasforma nel Mostro che credevo di combattere. Sento già avvizzire la linfa vitale che ieri aveva iniziato a scorrere nella mia chioma rinvigorita. Vivesti solo un giorno, come le rose...

Ed io, che in questo abbraccio mi chiudo, continuo ad amarti, ogni giorno di più, perché sei in me, con me, in ogni istante. E ti amo come si amano le costellazioni, le galassie, le particelle elementari. Ti amo senza pretese, con tanta, immensa gratitudine verso il Grande Caos che ci ha fatti incontrare. Satelliti orbitanti a velocità parallele attorno ad uno stesso sconosciuto pianeta. In cerca del nostro equilibrio instabile, in bilico tra gli alti e i bassi delle nostre oscure profondità.

Ho sognato che ti avrei fatto soffrire fino ad ammazzarti.
Preferisco chiamarmi fuori. Non potrei mai perdonarmelo. Mai.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Paint It Black - Sigma



14.2.10

Born Brilliant?




"Per un giovane l'incontro con altre persone è di fondamentale importanza: queste possono cambiare il corso della sua vita. Alcune sono paragonabili agli aeroliti, frammenti opachi che in qualunque momento possono cozzare contro la Terra provocando enormi danni, e altre sono come le stelle comete, astri luminosi che apportano elementi vitali. Ho avuto la fortuna di incontrare in quel periodo creature che mi arricchirono la vita, stelle comete benefiche. Ho visto altri giovani che avrebbero meritato come me un destino creativo, cadere nelle mani di rapaci che li hanno portati al fallimento e alla morte, aeroliti. Be', forse non era stata soltanto la fortuna: con la mia diffidenza di bambino ferito avevo sviluppato il talento di schivare i colpi. Nel pugilato non vince soltanto chi picchia più forte, ma anche chi è più bravo a evitare le botte. Ho sempre rifuggito i contatti negativi per cercare amici che potessero essere i miei maestri."
Alejandro Jodorowsky, "La Danza Della Realtà".

Sono appena all'inizio di questo libro, ma più lo leggo e più vi ritrovo pensieri e parti di me stessa che ho accumulato negli ultimi anni. È soprendente quanto la sincronicità e l'istinto, se siamo ricettivi e aperti, ci aiutino a trovare ciò di cui abbiamo bisogno nell'esatto momento in cui siamo pronti ad accoglierlo e a comprenderlo. E allora capita che libri accumulati sullo scaffale da tempo, ti vengano tra le mani nel momento giusto per parlarti come può farlo un amico che ti conosce molto meglio di quanto possa conoscerti tu stesso. Dall'intimo legame tra sofferenza e poesia alla coincidenza tra i nomi dei luoghi in cui si vive o si è abitato in passato e la fase della vita che si vive o si è vissuta durante la propria permanenza lì, intuizioni che avevo avuto per pura casualità mesi fa, inizio a riconoscerle ora in questo libro, sorprendendomi sempre di più ad ogni pagina.

Schiava e prigioniera dell'ansia della perfezione, che mi ha sempre accompagnato quale prezzo da pagare in cambio di affetto, inizio a respirare sempre di più secondo i miei tempi, a recidere i rami morti o marcescenti del mio albero genealogico, a vivere con più calma, secondo i dettàmi del mio corpo e del mio equilibrio psichico, a saper leggere e interpretare i segnali della somatizzazione e del destino.
Non sono niente, eppure sono potenzialmente tutto. Inseguo e perseguo relazioni umane disinteressate, pur consapevole che sono rare e preziose, pur conscia del fatto che tutti, prima o poi, cerchiamo in un altro da sé qualcosa che ci manca. Ma non mi arrendo all'evidenza dell'altrui esperienza. Se quello che conta è il viaggio, preferisco continuarlo come posso, tenendo conto di limiti e possibilità, miei e altrui, sforzandomi di fare il possibile per dare e trarre il meglio dalle collisioni, dalle parole rubate, dagli sguardi fuggevoli che parlano di noi, nonostante noi.

Se questo è un uomo, inteso come essere umano, io voglio conoscerlo in ogni sua sfaccettatura. Non ho ancora finito di imparare l'alfabeto profetico e occulto di cui ha scritto Pessoa, nelle vesti di Bernardo Soares. Probabilmente non mi basterà una vita intera. E continuerò a fremere, di inquietudine e impazienza. Adrenalina che tiene la mente sveglia, attiva e pro-attiva. Aria frizzantina, che spinge a muoversi per non congelarsi. Spero solo di non lasciare troppa sofferenza in giro, nel tentativo di evolvermi in ciò che sono stata e ciò che posso ancora diventare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Born Brilliant - IQ

I'm cold and unapproachable
Deceptive and a fraud
Don't need to keep attention
I hate to be ignored
The soul of no discretion
Belligerent, won't think outside the box
I'm critical and careless
My open mind is shut and firmly locked

I'm selfish and insensitive
I'm rotten to the core
Pretentious and derivative
You've seen it all before
My good contributions
Are counted on the fingers of one hand
No New Year's Resolution
Nothing ever goes the way I planned

My catalogue of failures
Is etched upon my lips
The baggage that I carry
Would sink a thousand ships
My motives are uncertain
Intentions not altogether pure
So now don't you want me beside you
Just like it was before?

I'm stupid, inarticulate
My ego grows and grows
Libido turns to celibate
I don't know where it goes
No lifelong performance
Prepares me for the final curtain call
I swear no allegiance
No loyalty to anything at all

You, like me, were raised to be
A million times admired
Unlike mine, your family line
Were all born brilliant liars

9.2.10

(S)Torti




Manchevoli

abominevoli
struggimenti.
Se non li provochi,
non son mai contenti.
Fatui, come certi fuochi,
rammendano, contorti,
certi sogni, nati storti.
(04/02/2010)

Lascia andare, togli il freno e crea con le dita tutto ciò che sgorga come vita dalla tua anima impaurita. Questo il mio regno, la mia casa, la mia dimora. Tutto ciò che non ho ancora pensato, voluto, cercato si dispone come carte scoperte su un tavolo di marmo, che il sole trasforma in cera liquida che cola sulla spiaggia.

Mi hai chiesto: da che parte stai? Non ho saputo risponderti.
L'istinto continua a ripetermi che non esiste alcuna posizione che io possa prendere, che solo si può tacere e attendere che finalmente "parli", senza parlare, quel flusso che tutti dovremmo imparare ad amare senza ostinarci a capirlo, anche se ci piacerebbe. Perché sforzarsi di capire ad ogni costo, anche a prezzo di spogliare e fare del male, significa distruggere, incasellare, incatenare. Io voglio amare, ma senza confine. Né di sesso, né di età, né di alcun altro criterio oggettivo in cui l'anima mia si sente stretta. Amore Puro, senza costrizione, vincolo o legame terreno. Amore che è Conoscenza, Essenza, Reciproca Presenza qui, ora e per sempre...

Paradossale, quanto il mio mostrare apertamente paure che paiono sciocche e insensate agli occhi della gente, riveli, in fondo, molto più coraggio delle agili maschere che altri indossano per la propria sopravvivenza. A te, specchio delle mie paure lontane, io mi mostro in tutta la mia umana debolezza, senza accorgermi che è lì che si agita e si dibatte la fonte della vera Conoscenza.

Non ho paura di te, ma di me stessa.
E tu, di che hai paura?
Il Silenzio non confessa.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Orphic Hymn To The Ocean Nymph


1.2.10

(R)Evolution




Parole come porte, salvacondotti, labirinti
Spalancano mondi nuovi, inaspettati, insperati
Parole come sangue, ferita aperta, umor nero
Colano lungo le gambe, il mio volto, la mia schiena
Mente che espande, dipana, lascia scavare
infinite possibilità che posso solo immaginare
Una rete di persone, le loro vibrazioni
pulsare che vivifica in complesse evoluzioni

Amore passa
di mano in mano,
spazza via per un attimo
questo intimo uragano.
Anima contro Anima,
soffia via la vita.
Credi sia impazzita?

Passaporto per l'Universo,
e un insolito paesaggio:
un mondo realmente diverso,
non più solo un miraggio.

Continue pulsazioni
d'amore e morte

Di ragione e terrore,
indesiderate scorte

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Death Stalks - C.H.A.O.S.



28.1.10

La Convalescenza Dell'Anima



Ci vuole un gran coraggio per mostrarsi davvero per quello che si è. O forse no. Ci vuole più coraggio ad accettare chi si mostra davvero per quello che realmente è. Sarà per questo che molti preferiscono tenere i propri scheletri in un armadio. Eppure certe persone mi spingono ad aprire le ante polverose e a donare loro un po' dei miei vecchi stracci, quelli che non ho mai avuto il coraggio di indossare, ma nemmeno di buttare. Chissà che qualcuno non riesca a ricavarne un bel patchwork multicolore!

Ascoltare. Mi piace da matti. Ascoltare per capire, conoscere, ammirare. Sforzandomi di non giudicare, anche se non sempre mi riesce. Persone che stimo, ammiro, che spesso non comprendo, e di cui vorrei conoscere tutto. Non in nome del becero gossip, ma per sapere cos'è che li ha resi ciò che sono oggi. E lo stesso vorrei fare a mia volta. Svelarmi, e non per il gusto del compa(r)timento, ma perché l'istinto mi fa credere che sia il primo passo verso un reale cambiamento. Come una dimostrazione d'Amore. E quando dico Amore, non parlo del sentimento che lega una coppia.

Amore per me stessa, con i miei abissi e i miei slanci verso l'alto, con le mie cadute a faccia in giù e le mie risalite, condite dai graffi che inevitabilmente imprimerò contro una parete insidiosa e scivolosa.
Amore per chi dimostra empatia, profondità, sensibilità verso la vita, la conoscenza, l'Altro.
Amore per l'essere umano nella sua complessità, incoerenza e instabilità.
Amore per un paradiso che non esiste, che solo possiamo ricavare dentro noi stessi, strappando un po' di felicità all'impietoso scorrere del quotidiano bailamme che chiamiamo vita.

Ci pensavo ieri pomeriggio, prima di incontrarmi "figurativamente" con occhi cerulei. Per ingannare l'attesa prima del tanto odiato appuntamento, me ne sono scesa in spiaggia. Una spiaggia che non ha più niente di poetico in questo gennaio inoltrato. Ma cazzarola, se c'è una cosa che ho imparato nella vita è riuscire a cogliere la poesia anche tra i rifiuti che, non ve lo nascondo, qui abbondano copiosi in questo periodo dell'anno. Dopo tanta pioggia, ho potuto godere finalmente di un bel sole e so di peccare di ottimismo nel ritenere ancora una volta le condizioni del meteo così sincronicisticamente allineate al mio stato d'animo.

Come d'abitudine, ho fatto partire il mio lettore musicale. A random. Che meraviglia riascoltare qualcosa di già sentito come fosse la prima volta! Tutto cambia, persino le cose apparentemente statiche. Si evolvono con noi, insieme a noi, in accordo con il luogo, l'ora e persino l'anno che stiamo vivendo. Con il tempo atmosferico e con quello cronologico. Con il tempo universale e con quello interiore. Che giorno è oggi? In fondo cosa importa? So solo che fino a pochi mesi fa mai avrei camminato sulla sabbia con queste scarpe chiare e ora, invece, vi affondo i piedi con gusto, incurante delle onde che quasi lambiscono le mie orme bagnate.

Chi mi vede penserebbe che sono matta, e forse avrebbe pure ragione. E allora, per completare l'opera, me ne sono salita sul pontiletto di legno, quello dei pescatori. Non sono arrivata fino in fondo, ma ho riso divertita al vedere la forza dirompente della mareggiata infrangersi sulla punta e schizzare gli incauti presenti. Il mare sa essere così amabilmente dispettoso. Ipnotico e misterioso come lo sono certe increspature dell'anima, quelle che percepisci inconsapevolmente in alcune persone, senza riuscire a inquadrarle con precisione.

Se sto bene? Felicità a momenti, futuro incerto. Da questo non si scappa. Possiamo solo provare a goderci il nostro nucleo, senza lasciarci snaturare dall'ansia del possesso, dal voler inseguire chimericamente un qualunque oggetto del desiderio, che istintivamente finiamo per rivestire di un'aura salvifica potenzialmente ingannevole e distruttiva. Non c'è nessuno, là fuori, che possa salvarci davvero, se continuiamo a credere che la forza che possa restituirci la vita sia qualcosa di esterno a noi. Siamo tutti interconnessi e, tutti, prendiamo e restituiamo energia a fasi alterne, a ondate differenti, senza un preciso calcolo razionale e intellegibile. Ma la batteria è soltanto la nostra. Ed io mi sento così piccola e fragile, così grande e forte nello stesso, medesimo istante. Questo è ciò che chiamo "i miei momenti di paradiso". Il Nero mi accompagnerà per tutta la vita, probabilmente. Ma, come qualcuno dice, è nel Nero che vivono, nascosti, tutti i colori.

Al mio Amore, ai miei Amici, alle Persone Speciali, le mie fonti di "energia alternativa". Onorata di far parte del vostro circuito!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: No Rain - Blind Melon

[trovato per caso, tra i suggerimenti di YouTube: cliccate sul titolo per vedere il video integrale. L'inizio, neanche a farlo apposta, è davvero in tema con il post!]

All I can say is that my life is pretty plain

I like watchin' the puddles gather rain

And all I can do is just pour some tea for two

and speak my point of view

But it's not sane, It's not sane

I just want some one to say to me

I'll always be there when you wake

Ya know I'd like to keep my cheeks dry today

So stay with me and I'll have it made

And I don't understand why I sleep all day

And I start to complain that there's no rain

And all I can do is read a book to stay awake

And it rips my life away, but it's a great escape

escape......escape......escape......

All I can say is that my life is pretty plain

ya don't like my point of view

ya think I'm insane

Its not sane......it's not sane

9.12.09

Andale, Andale. Andare!





Via.
Schiena spezzata.
Calamita direzionata.
Dritti verso il futuro.
Non sono ancora contenta.

La Parola che ti tenta.

Caracollare.
Imprecare.
Andale, andale. Andare!

Palle quadrate, arrotondate, limate.
Tutto l'amore che posso,
rotola giù in fondo a un fosso.
Non mi accontento dell'osso,
voglio l'Anima, il nucleo, colore rosso!

Ignaro, impari a conoscermi.
Forse molto meglio di me.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Waiting On An Angel - Ben Harper

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
Now angel won't you come by me
angel hear my plea
take my hand lift me up
so that I can fly with thee
so that I can fly with thee

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

So speak kind to a stranger
cause you'll never know
it just might be an angel come
knockin' at your door
knockin' at your door

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
don't want to go
I don't want to go alone


5.11.09

Soul Brothers, Soul Sisters






Now I'm out here on this road,

alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me...

L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te.
Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi.
Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.

La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo.
Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori.
Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più.
Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito.
E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no.
La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto.
Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.

Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate.
Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.

Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni.
Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare.
Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.

Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova.
E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura.
Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione.
Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre.
Questa è la mia Famiglia.
Nulla a che vedere con il sangue.

Mi deluderà? Li deluderò?
Forse sì.
O forse no.
Ma ho deciso che voglio amare.
E saper lasciare andare.

Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza.
Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi.
Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi.
Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra.
Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro.
E per questo devo essere forte.
Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.

Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie.
Ce la faremo insieme.
Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere.
Non so dove sto andando.
Ma non voglio andarci da sola.
Voi, venite con me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen

We played king of the mountain,
out on the end.
The world come chargin' up the hill,
and we were women and men.
Now there's so much that time,
time and memory fades away.
We've got our own roads to ride,
and chances we got to take.
We stood side by side,
each one fightin' for the other.
We swore until we died,
we'd always be,
blood brothers.

Now the hardness of this world,
slowly grinds your dreams away.
Makin' a fool's joke,
out of the promises we made.
And what once seemed black and white,
turns to so many shades of gray.
We lose ourselves in work to do,
work to do and bills to pay.
And it's a ride, ride, ride,
and there ain't much cover.
With no one runnin' by your side,
my blood brother.

On through the houses of the dead,
past those fallen in their tracks.
Always movin' ahead,
and never lookin' back.

Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me,
in the early evening light.
In the miles we have come,
in the battles won and lost,
are just so many roads travelled,
so many rivers crossed.

Now I ask God for the strength,
and faith in one another.
'cos it's a good night for a ride,
cross this river to the other side,
my blood brother...

3.11.09

Il Volo Leggero Del Gabbiano





ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano

mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere

fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa

non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza

spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare

perché chi merita,
lo si deve amare!

Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.

Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

30.10.09

Will The Icicle Ever Melt?






Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?

Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.

Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.

"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".

Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.

Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.

La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.

Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.

Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.

In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.

Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.

L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.

Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.

Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd

26.10.09

Back From Outer Space




Eccoti qui, di fronte a una nuova serie di numeri. Enigmi.
30-31-32-33-34-35. E poi il muro. Qui non si passa.
E chi l'ha detto? Io, se voglio, vado oltre e come.
Il mio pensiero è capace di questo e altro.
Altro? Hai detto Altro?
Esattamente.
Adoro quei piccoli dettagli di me che mi fanno trasalire. Stento quasi a riconoscermi, a volte. Come adesso. Una fila di sedili vuoti, una porta di plastica biancastra che riflette parte di un trolley e la punta di uno stivale. Elegante. Il mio.
Non ci credi? Allora sporgiti in avanti, fallo, se ne hai il coraggio.
Sei proprio tu.


Gli sconosciuti che occupavano i sedili vicini ai tuoi, la coppia di giovani tedeschi che leggevano in silenzio, scambiandosi di tanto in tanto qualche risata complice, è andata via. Probabilmente stanno già imbarcandosi per far rientro a casa.
Davanti a te hai ancora un paio d'ore. Pensaci. Potresti imbarcarti su un volo qualunque, destinazione: Vita Nuova. Un'altra identità, nuovi mondi da esplorare. Mettiti alla prova, vediamo che sai fare.

Cominci a ragionare un po' troppo come Pirandello ultimamente. Peccato che tu non sia Mattia Pascal, anche se il suo nome di battesimo, se fossi maschio, ti calzerebbe a pennello.
Sai già che, come al solito, righerai dritto. Ripercorrerai il cammino esattamente all'inverso e tornerai al tuo posto senza fare storie. Ma non riesci a smettere di pensare che qualcosa dentro di te sta cominciando a cambiare.

Dio, se solo potessi danzare nella vita come danzo nella mia testa! Sorriderei come se non avessi alcuna paura, stringerei altre mani come se non avessi mai fatto altro nella vita, donerei abbracci e ne riceverei altrettanti. Manderei affanculo una volta per tutte quella maledetta voce interiore che continua a ripetermi: "Non ti fidare, non ti fidare! Prima o poi ti tradiranno!".
Se c'è qualcuno che può tradirmi, affondarmi, tarparmi le ali, quella sono soltanto io.

Riesci a vedermi annaspare?
Sono io,
la sirena con la coda di piombo.
Come palla di cannone,
inesplosa incombo.


***

Distruggere la superficie specchiata,
fracassarla senza indugio,
ferirsi con le schegge
fino a ricavarne un pertugio.
Troveresti l'acqua agognata,
ma perderesti il tuo rifugio.
Che tu sia dannata,
acqua avvelenata!
Insegui come un segugio
una verità blindata.


***

Se donassi me stessa,
perderei l'essenza!
Timida leonessa,
continui a scegliere l'assenza.
Un dolore rinunciare
alla vita che si sdoppia.
L'Amore da preservare,
la sicurezza di una coppia.
La luce oltre la siepe,
l'Amicizia di cui hai sete,
la fame di Famiglia:
quanti riflessi ci sono
in una biglia?


***

In Volo

Sorvolo increspature di me
che a volte mal sopporto,
recupero sinfonie ancestrali
che vorrei farti ascoltare
senza più il timore
che rifuggirai l'ascolto
,
come soffi di maestrali
che provengono dal mare.

Sfodererò il mio sorriso migliore,
quello che sa nascermi dal cuore.
Finalmente pronuncerò il mio nome,
perché è quello che in questa vita
altri scelsero per me.
Non so spiegarti come,
ma il mio corpo in alta quota
ha rigettato da eremita
il mio comportamento idiota.

Niente dovrà mai cambiare!
Avrai solo due occhi in più
in cui poterti specchiare.


***

Una gabbia
e tutta l'inutile rabbia
per un dolore
che ottuso
continua a oscurare
il tuo lato migliore.

Procedi ugualmente,
il freno a mano tirato,
occultando una ferita
che non hai mai dimenticato.
Devi liberarti, finalmente,
e partorire il dèmone
che ti vive nella mente.

Fallo rotolare,
dalle tue viscere fino al mare
e lì lascialo agonizzare
fino a che non sentirai la forza
per poterti rialzare.
Il Sole ti attende,
col suo riflesso abbagliante.
Ti sorprenderà un chiarore accecante
e una visione nuova, totalmente straniante.

A te, splendore dorato
urlerò a pieno fiato:

"Grazie a te, ora sono rinato!".


***

lo splendore olistico
un rapimento mistico
un universo quantico
l'oceano atlantico
virtù e debolezze
i tuoi schiaffi
e le mie carezze
l'ossessione
l'illuminazione
buio e luce
il mio sguardo truce
insicurezza allo specchio
la trave nell'occhio
ali di fata
una palla infuocata
elfi e stregoni
gnomi e dragoni
danze celtiche
particelle identiche
Tutto,
che fa l'amore con Vuoto,
l'Energia che si sprigiona
sarà il mio fiore di loto.

E tu,
che resti immobile,
nonostante il moto.



YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Frozen Twilight - God Is An Astronaut

20.10.09

Mar Rosso





...dalle sponde di un lago di sangue,
giungesti qui, a pochi passi dal mare,
dove immobile e ignota langue
una targa di bianco marmo
a ricordare un poeta in disarmo
dal nome impronunciabile e alieno.

Passato presente futuro.
Tremante ti addentri nel cunicolo oscuro.

Davanti a te una cartina,
segni due croci con una puntina.
Da un lato intravedi il passato,
poco oltre lampeggia il presente.
Ma ecco che spunta da sé un'altra croce.
L'emozione ti strozza la voce.

Svelto! Traccia tre linee e unisci i puntini,
come in quel gioco che ci affascinava da bambini.
Ecco, lo vedo. È un triangolo perfetto!
Maestoso si staglia senza segreti,
sarà il più prezioso dei miei amuleti.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: To Be Free - Mike Oldfield

You find yourself alone, sometimes
Without a home, no protection
You don't know which way to go
You're lost, no direction

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic comes to you
You don't know how, you don't know why
But someday, gonna take off, fly

(wish, make a wish)

My wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

You're out in the cold, sometimes
As far as you can see, misty
And you want to run, into the sun
The road is lost, sand shifty

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic pushes you through
You don't know when, how or why
But someday, gonna take off and fly

And if I had a wish, my wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

(chorus x3)

Just like a child
I really don't mind
Cos I'm free
Doing just fine

7.10.09

Incubatrice






06/10/2009

Continuo a emozionarmi, l'Amore mi sboccia dentro, ogni giorno di più.
Il Cosmo è un richiamo affascinante.
Se solo sapessi che sono riuscita, nel mio piccolo, a contagiare chi mi orbita accanto trasferendo parte dell'energia che mi scorre tra le mani, nei pensieri, nella testa, allora benedirei tutto il Dolore che ho provato, la Paura, il Terrore e quel maledetto Buco Nero chiamato perdita dell'innocenza, della serenità, della speranza.

Una forza più grande guida la mia mano. È l'Assoluto, che tento malamente di "imbrigliare" in poche parole inadatte, che mi aiutano a rimanere a galla in questo oceano senza tempo che mi vive dentro.

Un anno fa ero colma di rabbia, nevrosi e frustrazione. Sentivo che ero a un passo dall'implosione, nervi a fior di pelle, il peggior esempio di somatizzazione.
Cosa mi sta succedendo?

Nel mio respiro sento il tuo. E il tuo. E anche il tuo. E tutti insieme si fanno vento e spazzano via la Solitudine dell'Anima, ma solo quando soffiano nello stesso momento.
Maledico la forza di gravità e questo corpo mortale, e li amo in silenzio.
Se fossi particella ruoterei all'Infinito e mi scontrerei con tutte voi, fino a scatenare un moto d'anime, a innescare la bomba atomica del pensiero, l'eruzione di una rivoluzione interiore, il Big Bang della resurrezione di un'umanità martoriata.
Non smetterei mai. E anche se combatto ogni giorno con le necessità terrene, con lo specchio e le mie mani violente, quale tragica punizione!, tu vivi in me e io vivo in te, e insieme faremo grandi cose.

Nei secoli dei secoli.
Noi, siamo.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Senses Working Overtime - XTC

Hey, hey,
The clouds are whey.
Theres straw for the donkeys,
And the innocents can all sleep safely,
All sleep safely.

My, my,
Sun is pie.
Theres fodder for the cannons,
And the guilty ones can all sleep safely,
All sleep safely.

And all the world is football-shaped
Its just for me to kick in space
And I can see, hear, smell, touch, taste
And Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure
And the church bells softly chime.

Hey hey,
Night fights day.
Theres food for the thinkers,
And the innocents can all live slowly,
All live slowly.
My, my,
The sky will cry
Jewels for the thirsty,
And the guilty ones can all die slowly ,
All die slowly.

And all the world is biscuit-shaped,
Its just for me to feed my face,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to taste the difference,
tween a lemon and a lime,
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime,

And birds might fall from black skies,
And bullies might give you black eyes,
But to me its very, very beautiful
(englands glory!)
Beautiful
(a striking beauty!)

And all the world is football-shaped,
Its just for me to kick in space,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to tell the difference
tween the goods and grime
Turds and treasure
And theres one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime.

3.10.09

Affresco






Un posto interiore da chiamare Casa.
Quel riconoscersi in un fremito d'Anima.
Un meraviglioso affresco di Parole.
Un'identità altra. Che va oltre il quotidiano.
Un'umanità che riesce ancora a sorprendermi.
Che mi fa sorridere beota,
alla faccia della marmaglia idiota!

C'è speranza per Noi, signori!
Se non son Rose, saran comunque Fiori!


Soundtrack: Painter Song - Norah Jones

28.9.09

Statue Di C'era




AudioPost - Testo e Voce di Yuki AKA Dj Prisma TBFKA MusEum





Pretesa,
partorisci strani mostri
nell'impazienza dell'Attesa.

Scolpire, scoprire, scavare.

Brividi caldi, tremori interni,
un vaso che scoperchia.
Andare a fondo.
Alla radice di Tutto,
alla sconfitta di Niente.

Inspirare, Ispirare, Espiare, Espirare.

Energia che mi entra dentro,
fame avida di Conoscenza.
Il timore di trovarsi al Centro,
i confini dell'Incoscienza.

Lava
che aerea
scompare alla vista,
e,
seguitando a bruciare,
mi confonde la pista.

Musica che avvolge, penetra e solleva.
Gocce di Dubbio
lente scavano la Pietra.
Misteriose connessioni,
particelle elementari,
la logica dei quanti,
la sincronicità...

Trovo ciò
che non sapevo di cercare.
Cerco ciò
che non speravo di trovare.

Granitiche certezze
sciolte come cera.
Stanca cola
in stalattiti rovesciate.

Scoprire,
piuttosto che
inventare.

È così che,
giorno dopo giorno,
l'IO
reimpara ad Amare.


Soundtrack: No Good (Start The Dance) - The Prodigy