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21.4.10

Elephant Moon




Ed è silenzio, coltello nella pancia, e perdita di ossigeno...
Ed è un mattino a tradimento, incapace di proteggersi...
Come elefanti, braccati da se stessi, dal proprio stesso peso
Ed è luna nera, maledizione, vecchia ossessione

Un grido soffocato, dopo una scarica di ventimila Volt
a corpo nudo,
bagnato,
indifeso.

Nel vuoto rumore, del post fragore
suonano, imperiose, Sirene Suicide.




YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: A Fior Di Pelle - Marlene Kuntz

A fior di pelle salirono gli sbotti
usando i nervi a mo' di comodi condotti
fu zona rossa nell'attimo di un lampo
la superficie di un colpo senza scampo
di lacerata sensazione
sentirsi vulcani in eruzione
un'esplosione ormai vicina
avrebbe acceso quella fulgida mattina
ma che tragitto curioso
fa quel tram chiamato sospiri e guai
dopo un risveglio gioioso
all'inferno porta e non torna mai

ci sono istanti che vivere una merda
che vada a fuoco poi
pur sempre una scoperta
pur sempre una scoperta
pur sempre una scoperta

a fior di pelle avvamparono gli sbotti
bruciando i nervi e le vene e i loro fiotti
la zona rossa esplose in un secondo e fu
davvero come deflagrasse un mondo
oh che esecrabile emozione
sentirsi vulcani in eruzione
incandescente come la lava
che dalla bocca terrifica e sbava
ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai
come una belva furiosa
il suo inferno porta portando guai

ci sono istanti che vivere una merda
che vada a fuoco poi
pur sempre una scoperta

sono le volte che proprio
no non ce la fai più
che vorresti volar per davvero
nel blu dipinto di blu
per poterti sentire leggero
come il cielo impassibile
leggero ed impassibile
leggero ed impassibile

ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità
quinto cerchio melmoso
dell'inferno ulula la realtà

ci sono istanti che vivere una merda
nessuna cosa al mondo sa come si disperda
in quegli istanti
in cui vivere una merda
che vada a fuoco poi
purtroppo cosa certa

sono le volte che proprio
no non ce la fai più
che vorresti volar per davvero
nel blu dipinto di blu
per poterti sentire leggero
come il cielo impassibile
impassibile
impassibile
impassibile

3.4.10

She's Got Lemon



Ed è così, ogni volta che respiro, è così, ogni volta che vivo. Buona Pasqua, sì, buona resurrezione! Non faccio in tempo a rinascere, che subito ricomincio a morire... Peccato io non sia una fenice, ma solo l'ennesima Berenice. Ripudiata dalla gioia, ricacciata nel fango, per aver anelato a spazi siderali. Ti sembra abbia le ali? Illusa, certe perle lasciamole ai maiali.

Qui non c'è speranza, non c'è soluzione, solo l'ennesima lezione, che mi ostino a non imparare.

...così è la vita, e non posso farci niente...
...come dire "buon sangue, non mente"...
...e che "sole cuore amore" non fa più rima con furore...

Sento la tua voce, le tue parole risolute, un copione che si ripete identico, dopo quindici anni, e rivivo le perdite, i danni, gli inutili affanni.
Non vuoi sentir ragioni! Tue le scelte, tue le decisioni.
E nessuno può niente. Nessuno ci vede, nessuno ci sente.
Tu non ci sei, manchi anche tu, non c'è rimasto nessuno lassù.
Sola contro un muro, finisco per franare nel solito buco oscuro.

Solo ieri camminavo a testa alta, pronta ad affrontare il dèmone senza più vergogna. Ed eccomi ora, ad annaspare in una fogna.
Sono fottuta, c'è poco da fare. E voi, che mi leggete, per caso o (dis)piacere, non badate a me, lasciate stare.
Ho finito le forze, del limone che ero mi restano solo le scorze. Aspra come il suo succo, non riparo le falle, non so essere stucco.

Non c'è soluzione, questa la mia sorte.
Solo una, ma purtroppo è la "morte".


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sunday Afternoon - Rachel Yamagata

17.3.10

Void




C'è una luce lì in fondo, la vedi? Comincia a camminare, te ne prego. Abbi fiducia in me, sarò la tua guida, la spalla che ti sorregge, lo sguardo tenero e amorevole che ti incoraggia, sarò la tua ultima spiaggia...

Oscure ombre mi danzano attorno, le sento nella testa. Un fragore di onde si eleva sopra il mio piccolo corpo inutile. Sacco avvizzito di belle speranze. Avvolgilo di acqua e sale, lascio a te il piacere delle danze!

Questa notte ho sognato un'orca gigantesca. Si dibatteva, prigioniera di una rete. Qualcuno si è dato da fare per liberarla. L'orca, di nuovo libera, si è scagliata contro i suoi stessi salvatori, divorandoli senza pietà. Io osservavo da lontano, su un pontiletto di legno, avevo potuto vedere tutta la scena dall'alto, senza poter fare niente. Impotente. Come sempre. Ho dovuto imparare a conviverci, col sentimento di impotenza. Ma evidentemente non mi riesce granché bene. Nemmeno io riesco a sopportare la mancanza di una soluzione, eppure questa è la realtà. E fa male. Cazzo se fa male.

L'essere umano parla di libero arbitrio, di forza di volontà, di libera scelta. Verità in cui avevo sempre creduto anche io. Ma poi arrivano quegli eventi chiamati cataclismi. Quelli su cui non hai alcun controllo. Quelli che non dipendono da te. E lì la scelta diventa fuggire lontano e convivere per sempre col senso di colpa, col rimorso, col dolore... oppure restare in trincea, fino alla morte. Non esistono vie di mezzo. Forse avrei potuto scegliere, un tempo, quando ero piena di energie. Quando non avevo ancora messo in campo altre scelte, che si sarebbero rivelate in seguito causa di crolli improvvisi della parte di montagna in cui avevo già incominciato a scavare la mia galleria verso la salvezza. Ora ho entrambe le vie di fuga bloccate e, per di più, sono priva di forze per il troppo scavare nel modo sbagliato.

Peggio per te! Avresti dovuto tenere conto della morfologia della roccia, prima di iniziare!

Già. Ci arrivo sempre troppo tardi. E intanto sembro sempre di più un disco rotto.
Forse non voglio veramente trovare una soluzione, come mi disse un giorno, di tanti anni fa, Occhi Cerulei. Tutto ha una sua spiegazione inconscia. Forse sono votata al martirio e non lo sapevo.

Ma vaffanculo, Occhi Cerulei!

Vaffanculo... perché forse avevi ragione tu.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Lux Aeterna - Clint Mansell [Requiem For A Dream Soundtrack]



14.3.10

Chi Mi Capisce...





Cristalli di ghiaccio. Ma quando cazzo arriva 'sta primavera? Ho bisogno di sole. Tagliare i capelli non serve a una ceppa, se i nodi da sciogliere non riesci a estirparteli da dentro. So tutto. Eppure non basta. Saggia per gli altri, incapace per me stessa. Come sono finita in fondo al pozzo? Nemmeno me lo ricordo. È stato un lento scivolare, giorno dopo giorno. Una catena, prima impercettibile, di eventi, che sono lentamente diventati una valanga.

Se esterni i tuoi sentimenti, sembra che tu voglia attribuire le colpe a qualcun altro. Niente di più falso. Dico sempre che sono la peggiore nemica di me stessa e non faccio che colpevolizzarmi sempre per tutto, anche per ciò di cui non ho colpe. Ma ci sono situazioni che sono dati di fatto. Esperienze vissute, esperienze mancate che ci segnano dentro. Una voragine infinita, capace di risucchiarti se per qualche motivo rallenti o interrompi la corsa forsennata che riempie di gesti e azioni ogni istante, allontanandoti da te stesso e dal dèmone con cui dividi quello scomodo alloggio chiamato corpo. Chi si ferma è perduto. Cazzo, se è vero! E non è che mi sia mai veramente fermata. Ho solo tagliato alcune cose per concentrarmi su altre, ma non avevo previsto che mi sarei rinchiusa da sola in un pericoloso labirinto di specchi, dove presto o tardi mi sarebbe mancata l'aria e il contatto umano, fisico, carnale con le persone. E di nuovo riparte la vocina della mia coscienza: è tua la colpa! Potevi scegliere diversamente!

Già, cara simpatica vocina del cazzo! Se avessi immaginato che sarebbe andata a finire così, non pensi che magari lo avrei fatto? Posso anche sbagliare, senza dovermi ogni volta sentire una merda? O tu ti senti tanto meglio di me da potermi giudicare? Ognuno è a sé, non ci sono ricette universali. Ciascuno di noi ha un quantitativo diverso di energia vitale, che determinati cataclismi contribuiscono a consumare fino a lasciarti, quando meno te l'aspetti, completamente a secco. Spesso quando è troppo tardi, e dopo che per lungo tempo hai continuato a strapazzarti, fisicamente ed emotivamente, agendo al di là delle tue possibilità, senza renderti conto che il corpo e l'anima stavano già chiedendoti una tregua. E ora, ora non puoi che correre ai ripari tamponando alla peggio, e sei costretta a tagliare, a rimuovere, a segare. Anche troppo. Ma non riesci a fare altro adesso.

Insofferente a livelli che non riesci a tollerare, rifuggi tutto e tutti. Ti salvi solo in quei rari momenti di sospensione dell'incredulità altrui, quando ti destreggi, patetica acrobata coi piedi di piombo, tra una vertigine e l'altra dei tuoi stessi pensieri. Quando il pensiero positivo altrui, anziché rafforzarti, ti butta ancora più giù, per l'enorme contrasto con il Nero che ti sovrasta. E ti senti pure in colpa, per il tuo egoismo pessimistico, che diventa a volte persino cosmico. Danzare ormai mi riesce, col pensiero, solamente in certi intervalli di distrazione eteroindotta, quando mi si prende per mano, senza aspettarsi niente, e mi si porta lontano da me. Ed ecco perché questo non può bastare, e perché questo, alla lunga, si rivela inevitabilmente sbagliato. Perché, mea culpa, finisco poi, inconsapevolmente, per far dipendere il mio umore da ciò che mi circonda, nel bene e nel male. E non lo sopporto. Perché so che tutto dipende da me e bla bla bla e ancora bla, ma non ce la faccio lo stesso. E non sopporto nemmeno il patetismo di certe frasi fatte, l'opportunismo, a volte innocente, di chi ti cerca per soddisfare il proprio bisogno del momento e poi scompare quando si esaurisce il problema che aveva dato vita a quel bisogno. Non sopporto me stessa, in prima analisi. E non riesco proprio ad amarmi. Sono giorni così. Passeranno, dicono. Non sarebbe la prima volta. E poi, magari, domani me svéjo e me riamo n'artra vòrta...

Chi me capisce è bravo! E je regalo pure 'na bambolina...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: You Don't Fool Me - Queen
[Le immagini del video sono tratte dal film "La Signora di Shanghai", di Orson Welles]

11.2.10

Reality Is A Dancer?





"...ogni desiderio si riassumeva in una sola parola: "cambiare". La qualità fondamentale perché potessi amarmi era diventare quello che non ero. Attendevo, come il rospo attende la principessa, che un'anima superiore e compassionevole vincesse la ripugnanza e si avvicinasse a darmi il bacio della conoscenza. Malauguratamente potevo contare soltanto su due amici irreali [...]. Per ciò che volevo ottenere avevo bisogno di qualcosa di più di un paio di fantasmi. Decisi di aiutarmi da solo."

Alejandro Jodorowsky, "La Danza Della Realtà".

Più patetico del fingere di essere ciò che non si è, è conquistare la fiducia di qualcuno con le parole per poi tradirla nei comportamenti. Ma c'è qualcosa di ancora più patetico: cedere alle facili lusinghe. Questo, davvero, non riesco proprio a perdonarmelo. Come l'ostinazione a prendersi troppo sul serio, la summa maxima del patetismo.

Un fiore di loto
spostato da un lato.
Sotto lo scrosciare che ribolle,
nudi come vermi
tra l'orrore che schiamazza,
affrontiamo ataviche paure,
la forza in panciolle.

Lavami l'anima,
con calore che annienta.
Con il tuo vapore acqueo
mi cucirò una stola
che sia di protezione
per chi non si consola.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Forget Her - Jeff Buckley

While this town is busy sleeping
All the noise has died away
I walk the streets to stop my weeping
Coz she'll never change her ways

Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart feels so still
As I try to find the will to forget her, somehow
Oh I think I've forgotten her now

Her love is a rose pale and dying
Dropping her petals in lands unknown
All full of wine the world before her
Was sober with no place to go

Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's somewhere out there now

Oh my tears are falling down as I try to forget
Her love was a joke from the day that we met
All of the words all of her men
All of my pain when I think back to when
Remember her hair as it shone in the sun
The smell of the bed when I knew what she'd done
Tell yourself over and over you won't ever need her again

But don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
Oh my heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's out somewhere now

Oh she was heartache from the day that i first met her
My heart is frozen still
as I try to find the will to forget you somehow
Cause I know you're somewhere out there right now

I'm doing better

2.12.09

(Re)Flex




Specchio specchio delle mie brame,
perché non vai affanculo in quel reame?

Stanco di correre dietro a Perfezione,
mi ritiro nel guscio chiamato Castrazione.

Unghie, vi ho tagliato!
Perché vi accanite ancora,
sul mio bianco perlato?

Si fermasse il Tempo, smettesse di strozzare.
(Impazzisci le lancette, non farle più fermare!)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: L'Immagine Di Te - Radiodervish

13.11.09

Won't Fool Myself Again? I Hope So.




Ti capita mai un terrore di lampo, un brivido di insana frenesia di capirti, dentro, per davvero?
Stomachevole sensazione di non saper che pesci prendere, quando si ha ormai la mano bell'e affondata nella vasca dei piraña, le falangi già mangiucchiate dalle scelte irreversibili e in testa ancora la ferma convinzione che si continuerà a sbagliare, ché non si è ancora imparata la lezione?

Si prende una strada, la si segue, ma si tentenna. Si inciampa, si sbaglia ancora. Si volta la testa indietro, SensoDiColpa continua a chiamare. Ma perché, diobòno, gli ho dato il mio numero? Che diavolo avevo in testa quel giorno?

Dice, che c'hai? Te rode? Ma niente. Succede che di nuovo mi vado a impelagare per arrotondare, perché mi giudico improduttiva - grazie al cazzo, con gli standard che mi autoimpongo non può che essere così -, perché fremo e la paura, anziché spronarmi, mi terrorizza. E allora invece della fuga mi fingo morta. Ma i morti che camminano sono una bella storia, e allora pìttati, reinventati freaky monster e prosegui nel disegno che ti sei imposta. Ma cazzo seguilo, almeno! Non deviare così. Non franare giù nel baratro spingendoti da sola. Come puoi essere così idiota?!

La gatta presciolosa fece i gattini ciechi.
E la gatta cieca? I gattini non li fece manco per il cacchio.

Ok. Ho capito. Sì, sì, ho capito, Santi Numi! Il mega iper bastardo infido trojan che il Fa(t)to mi ha inviato è un segno! E pure la tecnologia che continua a boicottarmi, sbrodolando la mole di lavoro in ore di correzione infinita di infinite correzioni già apportate in passato. E vacci a mettere una pezza adesso, se hai il coraggio! Gira gira e rigira, la ruota del tuo stupido labirinto autoavverantesi: avevi appena accettato altri incarichi come scassacazzinerovestita per i weekend a venire... e pouf! Ecco che ti si scatena contro il mondo informatico e ti inchioda ai tuoi doveri ed oltre, peggio che mai. Fanculo a me e fanculo ai soldi maledetti!

Ah, si potesse viver d'amore e d'arte... E chi s'è visto s'è visto...

E ora... carica please! Stavolta ne ho bisogno come non mai.
TESTONA-CHE-NON-SONO-ALTRO-ACCIDENTI-A-ME!!!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Won't Get Fooled Again - The Who

12.11.09

Qualunquista? Sì, grazie.





Caracollando cerco di sopravvivere a quest'apnea imposta dall'esterno.
Talenti gettati nel cesso, professionalità sottopagate, frustrate, frustate.
Il Dio denaro tuona e lampa, dall'alto dei cieli di cartone.
Clampiamo l'aorta di una giornata storta.
Tutto è vacuo, quel che non è sapore acqueo.
Libri, canzoni, passioni. Amori immensi. Corporei ed incorporei.
Per questo lotterò, fino all'ultimo respiro.
E scriverò, perdio! Scriverò ancora.
Anche se non sono produttiva anche se non macino moneta anche se i sensi di colpa mi scaraventano a terra e mi regalano terrore solitudine cosmica e paura di non essere all'altezza.
Una creatività che si ribella con asprezza, una mano che continua a delirare, con destrezza.


"La linea orizzontale ci spinge verso la Materia,
quella verticale verso lo Spirito..."

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Inneres Auge - Franco Battiato [Lyrics]

23.10.09

Evito La Forma?





Sollevarsi in volo. Guardare se stessi dall'alto. Il mare è così piatto, visto da qui.
Ti ho fatto del male, sono stata cattiva. Ma tu sei molto meglio di me.
Fisso gli occhi nel sole, piegando la testa all'indietro per incastrarla in questo piccolo oblò di plastica opaca.
Nuvole soffici, banali avviluppamenti di pensieri che lievitano nell'atmosfera sospesa di un giorno che spezza la monotonia. Sto andando via. Mi muovo ma sembra che sia ferma.
I pensieri pesano, uno strano fischio mi sfonda un timpano, è la pressione.
Sospesa, a cavallo tra due mondi, tra due me, mi chiedo: che succederebbe se precipitassi, se tutto finisse, se non tornassi?
La vita scorre e io continuo a guardarla.
Prendo atto, mi faccio atto. Ma, in fondo, resto solo pens-Ieri.
Perché se non ti muovi, l'oggi è già ieri.
Prego il Sole di non lasciarlo andare. Non voglio perderlo. E voglio riuscire ad essere una persona migliore.
Evito la forma, ma in fondo voglio averne una anch'io, e che sia solamente mia. Adatta a tutto quello che ho dentro e che ancora fatica ad uscire.

Tu che mi conosci, non sempre mi ri-conosci nelle mie parole.
Tu che non mi conosci e che di me solo conosci parole, potresti mai ri-conoscermi nelle mie azioni?

Azioni. Parole. Opere. Omissioni.
Missioni.

Avere una missione nella propria vita. O avere solamente missive.
Something's missing. And that's not me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Evito La Forma - Otto Ohm

22.9.09

Invisible Sun




Sicura, senza tradire emozioni, dici: "Scappa!".
Serri i pugni e soffochi un grido, e in silenzio supplichi: "Resta!".

Ricordi il mantello dell'invisibilità? Chi non ne ha mai desiderato uno, almeno una volta nella vita.
Da piccola, infinite volte ho sognato di averlo. Per sfuggire alle interrogazioni, alle prese in giro dei compagni, alle ramanzine dei genitori, alle ire e alla ciabatta della vecchia vicina a cui, tra amici, si era fatto un dispetto.
Mai avrei immaginato che un giorno mi sarei inconsapevolmente cucita addosso un mantello simile per l'eternità.
Ora che sono diventata un tutt'uno con lui mi sembra quasi impossibile persino pensare di tirare fuori una mano da questa liquida oscurità.
Lo slancio, momentaneo, che a volte mi coglie come un impulso animale, trova sempre l'ottusa consistenza del muro e muore, prima ancora di nascere.

Come convivere con questo duplice istinto di apertura e chiusura?
Come coltivare rapporti che non siano solo mediati, filtrati, differiti?
Che profumino di lacrime e sudore, di sangue e abbracci, sorrisi e pacche sulla spalla?

Ci vide bene chi, per primo, gettò il mantello e con lui la sua falsa sicurezza.
Lo capisco soltanto ora.
Ora che è troppo tardi.
Ora che sono diventata quel mantello.


Soundtrack: Luna - Verdena

Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo
Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale
Sarò così onesto come se tu fossi il mare, il mare
E vedo te, io e te, niente conta e crolla, crolla
E vedo te, io e te, niente conta in fondo.


10.9.09

(Re)set Me Free




Prendere schiaffi dal vento a volte è necessario.
Schiaffi dolci, non ancora troppo freddi.

Vacci piano, piccola. Ti stai facendo male.

Ma tu hai pianto!

Merda. Ho dimenticato di pulire gli occhiali.

Meglio che mi affretti a nascondere le ali...


Soundtrack: Every Mother's Son - Lynyrd Skynyrd

3.9.09

CTRL ALT DELETE




...And you don't feel much like riding, you just wish the trip was through...

Solo un ologramma.
Volteggio nella stanza
senza alcun programma.

In questa guerra di neuroni,
di schegge e di finzione
so già che mi farò odiare
fino a farvi allontanare.

Stanco di me stesso e del mio continuo parlare,
senza dire niente lascio ai posteri
il piacere di giudicare.

Oltre la cortina di plexiglas
niente più che una tastiera
e un'ampia distesa di pensieri a raggiera.


Soundtrack: Turn The Page - Bob Seger

18.8.09

(Sl)ego




È giunta l'ora. L'ho raggiunta?
Non gode chi la spunta.

Rèmore
Tremore

Remo con livore


Odio il mio Ego, rimpiango i Lego:
Al dito me la lego!






Forse è il caso che mi sforzi di essere meno egocentrica. Tutto questo pensare attorno alla mia persona non facilita la mia ripresa.


Com'è che si dice: rimettiti in carreggiata! Vedrai, sarà una passeggiata...
E io, che ancora aspetto una chiamata.

Soundtrack: Chanson Egocentrique - Franco Battiato

Avenue Park
my life in the dark
I with me
do you smile
for arabian style
I like hit
Miami Beach boys
children with toys
across the universe.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.

Chi sono, dove sono
quando sono assente di me
da dove vengo, dove vado
dalla pupilla viziosa delle nuvole
la luna scende i gradini di grattacieli
per prendermi la vita.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Central Park
I love in the dark
Ich bin klein
people sang
around the campfire ground
I remember
prehistoric sound
was the time of the dinosaur age
Oh, Nein.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Mi dice
sui seni nudi muoio d'amore
quando vedrai la mia ragazza
dille che io l'amo.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.



13.8.09

The B Side





Saggia e Riluttante.
Sedute al buio.
Schiena contro schiena.

S: Dovresti combinare qualcosa.
R: Lo so.
S: Ti sei accorta che ti stai nascondendo dietro ai tuoi problemi?
R: Non ho mai voluto che diventassero un alibi...
S: Invece lo sono.
R: Dove sono finiti tutti gli altri?
S: Chiediti piuttosto dove sei finita tu.
R: Ma quando riuscirò a ricominciare?
S: Quando smetterai di fare dell'inazione la tua falsa consolazione.
R: Eppure ho così tante cose da fare! È che non mi so organizzare.
S: Ti sei persa dentro la tua stessa oscurità. Devi ritrovare la chiave.
R: Ne avevo fatto una copia, per i momenti difficili. Dov'è andata a finire?
S: L'avrai lanciata in mare, quando eri sicura di potercela fare.
R: È troppo tardi per andarla a recuperare?
S: Quella chiave, ormai, è persa. Evaporata. Andata. Te ne serve una nuova.
R: Non mi ricordo più come si fanno, le chiavi.
S: Rimettiti a studiare. Osserva gli altri. Fanne tesoro. Il modo lo trovi.
R: Non ce la faccio! Ho perso ogni stimolo.
S: Muovi il culo, invece di fissare sempre davanti a te.
R: Ma è pesante!
S: Meglio. Più pesante è, più grande sarà il tuo slancio.
R: Non potresti darmi una mano?
S: Ma io lo sto già facendo!


È per il bene che ti voglio,
se mi aggrappo a quello scoglio!
Ti chiedo, non lasciarmi andare,
perché io ti voglio amare...
Vita!

Soundtrack: System Of A Down - Spiders

10.7.09

La Semina




Bruciano gemme di vita nuova, al sole cocente. Il vento smorza i contorni, spaventa gli occhi. La terra si innalza in spirali di sabbia e niente sarà più come prima.

Osservi, di nascosto, la vita che rinasce senza di te.
Tu, la prima, a intuire l'essenza, tu, la prima, a iniziare il contagio.

Contadino scriteriato, colui che semina con passione senza farsi notare e lascia che altri godano del raccolto.
Perché questo? Perché quest'orribile delitto?
Non avrebbe forse voglia, il contadino, di lasciar cadere gli attrezzi e il cappello di paglia e correre incontro all'amore della vita che si innalza davanti ai suoi occhi stanchi?

Sospira, si volta. Si tace.
Sapeva, sin dal primo momento, che non ci sarebbe stato più posto per lui, una volta terminato il suo compito.
Nessuno può avvicinarlo, nessuno può guardarlo negli occhi.
Nell'esatto istante in cui questo avvenisse, perirebbero, ad una ad una, le sue creature di luce, figlie delle tenebre.

Eppure, in disparte, la testa stretta tra le spalle ricurve, lui sa che non potrà farne a meno.
Continuerà a seminare.


Soundtrack: Where The Wild Roses Grow - Kylie Minogue & Nick Cave


26.6.09

Mercy On Me




Inconciliabile fremito.
Mi guardo indietro
e vòmito.

Un attimo prima dell'orgasmo,
mi arresto in uno spasmo.

Tira e molla,
annaspo in una bolla.

Veloce sale l'emozione
come adrenalina,
la mente trasforma
il piacere in stricnina.

La paura di me stesso
l'ansia del possesso
il terrore del rifiuto
le critiche che sputo
feroce nello specchio
contro un me già vecchio.

Uno spauracchio l'abbandono
Un' utopia, concedermi il perdono.

Merito l'amore,
merito l'onore,
merito la stima?

Ero meglio prima.


Soundtrack: Autodafè - Frankie Hi Nrg MC

Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi : sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall' interno : sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me", inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario..
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso - e guido un autodafè -
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière, sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere..

Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita : vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio : nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile..
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita : sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita..
Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che le cicatrici restano.
Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla : seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.. pazientemente...

25.5.09

Esorcismi



La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce.

P. K. DICK

Vuoi o non vuoi, ci sarà sempre sulla terra qualcuno che prima o poi cercherà la catarsi con una canzone come questa.

Dissolversi nell’aere, tornare nei propri ranghi. Riavvolgere il nastro. Resettare il sistema.

Chi fa da sè, fa per trè (con l’accento sulla è).

È incommensurabilmente piacevole sapere di aver sgobbato l’intera estate scorsa a 40 gradi sotto al sole e poi di nuovo al freddo e al gelo praticamente aggràtis, per arricchire una manica di stronzi bastardi figli di puttana rotti-in-@#§*&ç@!

La fregatura era nell'aria, ma riceverne la conferma inappellabile e definitiva è decisamente un altro bel paio di maniche. Rigorosamente cetrioliformi.

Sì, è vero. Sarà anche colpa mia, ché avevo fin troppo bisogno di quei dannati soldi (Beato chi non ne ha. Bisogno. Non soldi).

Orbene, giunti a questo punto, non mi resta altro da fare che vomitare un rantolante quanto sterile sfogo catartico. Dopodiché, si riparte. Le saccocce parecchio più vuote, la lista nera un po' più lunga.

Cara Sfortuna, alla quale innumerevoli menti ben più sagge della mia non credono affatto, questa canzone è tutta per te!

Anzi, vi dirò.... Un po' è anche per me.

Ma, naturalmente, non posso non estendere la mia signorile e raffinata dedica anche a tutti i faccendieri e agli odiosi lacchè. Tiè!

Soundtrack: Quel Che Accade - Cappello A Cilindro

21.5.09

R-E-C-K-L-E-S-S




R-E-C-K-L-E-S-S.

Sono giorni che dal nulla mi viene alla mente questa parola. Più e più volte nell'arco della giornata. Così tante, che non riesco nemmeno più a contarle.
Che diavolo vuol dire? Non riesco proprio a ricordarlo, sempre ammesso che l'abbia mai saputo.
Mi riprometto di cercare il significato sul dizionario di inglese, ma la pigrizia come al solito prende il sopravvento e così la mia piccola ricerca passa in cavalleria.

Mi sento spossata come non mai. Sarà che sono diverse notti che qualcosa continua a tenermi sveglia, nonostante la stanchezza. Ci dev'essere un'interferenza, come quelle che si potevano captare senza preavviso con il baldacchino o il walkie talkie negli anni '80.
Era così eccitante accendere quell'antenato un po' sfigato dei telefonini odierni e mettersi in ascolto, in attesa di un segnale. Uno qualsiasi.
Spesso si poteva solo ascoltare, senza poter comunicare con l'altra persona. A volte, però, si captavano anche frammenti di conversazioni che sarebbe stato meglio non sentire. Ma una volta divenuti silenti ascoltatori di passaggio che nessuno aveva invitato, era difficile resistere, spegnere l'apparecchio e farsi i fatti propri.

Certe notti è un po' così. È come se la mente recasse dentro di sé un'antenna che si è incautamente dimenticata accesa. Capita allora che entrino segnali non richiesti, misteriose interferenze. Messaggi che con tutta probabilità non erano affatto indirizzati a noi, ma che ci arrivano come se lo fossero. Con tutti i crismi ed una forza dirompente.
Il loro ego smisurato ci schiaccia, ci opprime, ci mette con le spalle al muro.
Non ci fa respirare.

Vorremmo spegnere la dannata antenna, ignorare il loop discontinuo, incoerente e ipnotico che ci destabilizza, impedendoci di (ri)trovare il sonno perduto.
Niente. Non si può fare.
Il sonno, desiderato, anelato, vagheggiato, è ormai una chimera.

Solita routine. Bagno, specchio, autoflagellazione. Ritorno a letto.

Quand'eccola che ritorna... La stessa parola.

R-E-C-K-L-E-S-S.

Ancora! Che diavolo vuoi dirmi, Inconscio maledetto?

R-E-C-K-L-E-S-S!

Ok, ok! Ho capito!

Mi precipito giù dalla branda, allungo il braccio ad arraffare il vecchio dizionario delle superiori e sfoglio prima febbrilmente, poi con sempre più timore, le pagine polverose, testimoni di una lunga inattività.
Una dopo l'altra si susseguono le parole...

Sledgehammer, record-breaker... RECKLESS. Eccola, finalmente.

Lentamente, come per dilatare fino all'ultimo la rivelazione finale, scorro con gli occhi, una dopo l'altra, le lettere che compongono la definizione:

adj. (gen) imprudente
(stronger) incosciente
(driver, driving) spericolato

Non posso fare a meno di trasalire. Incosciente è forse l'aggettivo con cui più mi sono descritta negli ultimi tempi.
Nella vita di tutti giorni non è un aggettivo che mi si addica granché, eccezion fatta per le decisioni prese in ambito lavorativo nell'ultimo anno e mezzo.
Ma nello scrivere! Se c'è qualcosa che ritengo a buon diritto di poter definire INCOSCIENTE è proprio la mia scrittura.
A suo modo, lo è stata anche la lettura. Anzi, sono sicura di poter dire che è proprio da lì che tutto è cominciato.

Incauta Gretel, imitando Hans che ritenevi tanto più saggio di te, hai finito per raccogliere le molliche sbagliate e sei caduta in un tranello, del tutto autoindotto.
Adesso non sai più come uscire dal labirinto di specchi, ché, si sa, i labirinti non hanno chiave. Men che meno quelli di specchi.

Chi potrà mai liberarti?
Gli incauti che ci hanno provato, non per salvarti ma per mero egoismo e per un'irresistibile brama di soddisfare una curiosità morbosa, nel prendere a pugni la superficie di vetro non hanno fatto altro che regalarti le "gioie" dei frammenti aguzzi conficcati nella carne.

Non ci sono fili d'Arianna, qui. E nemmeno Bianconigli.
C'è solo un Cappellaio Matto, che non sa nemmeno lui quello che vuole.

Soundtrack: Reckless - Crystal Castles

15.5.09

Silent My Voice, I've Got No Choice



Le tue cacofonie mi braccano al risveglio, scomposte grida si insinuano nel mio sbadiglio.
Gelosamente ascolto la mia radio personale, in un battagliare di opposte sonorità che si affastellano nel medesimo ambiente infetto.
Un insetto.
Strisciare sotto le piastrelle, cercare un passaggio segreto, nascondermi per sempre dal mar nero di un blob vischioso e impazzito, che non smette di fluire.

È una lotta per la sopravvivenza, ma che scemenza! Maledici il contadino e la semenza!
Scateni le endorfine, l'unica via per non affondare nel fango delle sue latrine.

Plumbeo il cielo, rarefatta l'aria.
Si scatenasse la tempesta e ti cogliesse tutta intera, ti colpisse sulla testa.
Scorresse l'acqua lungo la tua schiena, gocciando dai capelli fin sotto ai piedi.
Ti inondasse, fino a farti tremare...
Di gelido risveglio...
E non più di paura!

Soundtrack: ATWA - System Of A Down

20.4.09

Niente Che Possa...

Non c'è niente che possa, niente che possa...
Fischiettando ti scavi la tua stessa fossa.
Demoniaca falla nel cervello,
oscuro annaspi nel tuo sinaptico ruscello.
Rotola nel fango la perla scampata ai flutti,
perchè ti ostini a nasconderla a tutti?
Vivace la notte ti strappa dagli incubi,
lenta scorre la bile nei tuoi intimi tubi.
Ardito tumulto il pensiero di nuovo,
fugace istantanea: io no! Non mi muovo!
Silente mannaia recide i legami,
non vuoi proprio credere che qualcuno ti ami.
Ignara la mente, acceso l'istinto,
perdi il lume e ti fai labirinto.




Soundtrack: Peaches - Operate