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4.1.10
Stella... Ansimante
Bambino interiore, dimmi. Cosa c'è?
Perché ti agiti, perché scalpiti, perché imprechi?
Parla, dai. Ti ascolto.
Silenzio. Solo silenzio. Non vuoi dirmi niente.
Dovrei arrivarci da sola, non è così?
Povero, piccolo, bambino mio. Ti sto strapazzando, spremendo, violentando. E tu non ne puoi più.
Il terrore ti inchioda alle mie viscere, i tuoi colpi, sferzanti mani e piedi, mi mettono in agitazione. Sono sotto pressione.
No, non mi lamento. D'altronde l'ho voluto io. Si vede che devo esserne all'altezza.
O magari no. Mi sopravvaluto e basta.
Le fitte lancinanti alla base della nuca ne sono l'indizio lampante.
La pressione mi trasforma. Da bambina impaurita divento rabbiosa.
Ma è solo per farmi coraggio.
Giuro, prima o poi mi comprerò un mega punching ball. E scaricherò a suon di musica e kick boxing tutta questa rabbia.
Affogo. Nel mio stesso sciocco mare.
Tendo la mano.
Inutili parole mi raggiungono la notte. Troppo stanca per alzarmi e scriverle.
Le ho dimenticate. Se ne sono andate.
Risucchiate nell'oscurità.
Peccato.
Ma ho bisogno di dormire.
Pazienza.
Ne troverò delle altre.
Cado.
Come le stelle.
I Sogni.
E i Desideri.
Annacquo la rabbia
Ragni e Pensieri
Immagino un mosaico.
Il mio credo.
Laico.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Wandering Star - Portishead
Please could you stay awhile to share my grief
For its such a lovely day
To have to always feel this way
And the time that I will suffer less
Is when I never have to wake
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
... Those who have seen the needles eye, now tread
Like a husk, from which all that was, now has fled
And the masks, that the monsters wear
To feed, upon their prey
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
(always) doubled up inside
Take awhile to shed my grief
(always) doubled up inside
Taunted, cruel.... ...
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
GrafoManie:
abisso,
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Alice in crazyland,
altalene,
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déja-vu,
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dèmone,
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2.1.10
La Merda È Concime Per Tempi Migliori?
Te ne sei andato così, tra pianti, sorrisi e carezze. Senza un lamento. Solo una notte bagnata, come non mi ero aspettata.
Ti ho amato sai? E odiato, anche. Eppure mi hai insegnato tanto.
E allora come posso sdebitarmi? Forse se ricacciassi indietro queste lacrime, sarebbe già un buon inizio.
Il fatto è che sono stanca. E non in senso figurato.
Così stanca che mi calano le palpebre. Così stanca da non aver voglia di uscire.
Così stanca da voler lavorare ancora. Così stanca da non essere produttiva come vorrei.
Io ti amo, Sogno Stramaledetto. Eppure devo aspettare ancora. Forse inutilmente.
Dove sei finito? Dove ti ho nascosto?
Non sei tra queste migliaia di cartacce, alcune serie, altre facete, che parlano di me.
Frammenti di scrittura strappati all'oblio, nascosti al mondo. Documenti, burocrazia, un anno di vita. La mia.
Ritrovo un frammento di com'ero, pochi mesi fa. Sorrido.
Davvero sono stata capace di scrivere questo?
Dalla finestra entra un'aria gelida. O magari no. Forse sono io che sono stata troppo a lungo ferma. A tentar di ricomporre un ordine.
Ma quale ordine? Impossibile, nel caos che vivo.
Che sono.
L'odore del mare, oggi, è così pungente che fa paura. Mi sembra quasi di svenire, quando il vento ti porta a me, così, senza chiedere il permesso.
Mi violenti, e nemmeno te ne accorgi, mare bastardo, che d'inverno riesco a malapena ad avvicinare.
Il troppo freddo mi uccide. Ma un giorno di questi lo sfiderò, a costo di rimetterci la salute. Ho bisogno di te, come l'aria che respiro.
E allora, dai, lascia che pianga un po', per scaricare la tensione. Così, senza una vera ragione.
Ho davanti a me una montagna di responsabilità. Tiro un sospiro di sollievo per aver superato un periodo nero, ed ecco che subito ho davanti a me un'armata di nuove scadenze, incombenze, incoscienze.
Già. Solo un'incosciente come me poteva imbarcarsi in un'avventura simile. Ma ho fatto le mie scelte. Ho rifiutato le risposte scontate, comode, mediocri, immediate. Mi stavano strette. Sto ancora lottando per portare a compimento la mia "missione". L'autoaffermazione. Niente denaro, niente carriera, niente cazzate. Solo me stessa.
Un unico compromesso. Quello con il Tempo. Non so se ci riuscirò, ma provarci mi fa già sentire meglio. Sembra, a molti, una resa, questa mia irresistibile discesa in un mondo tanto più grande di me. Ma io sono un'insospettabile regina del poker. Quando meno se l'aspetta, il banco dovrà ricredersi. O magari si farà quattro risate, per quanto sono stata ingenua a pensare di poter fare a modo mio. Staremo a vedere.
Di sicuro non me starò con le mani in mano ad aspettare la manna dal cielo, o un riconoscimento postumo. Chi doveva vedermi, mi ha vista. Se non ha mosso un dito per non lasciarmi andare, peggio per lui. Troverò il mio posto nel mondo da sola. E allora riderò, anche alla faccia sua! E dei suoi sterili complimenti a scadenza.
Appunti in margine a una tovaglia 21-06-2009:
Pensieri sparsi.
La solitudine dei primi, la sollecitudine degli ultimi.
Il caotico vociare delle moltitudini, venute fuori come cavallette,
complici le nuvole e i chicchi di ghiaccio
piovuti dal cielo.
Il sonno della ragione e la veglia funebre del pubblicitario.
Il tempo è un labirinto e ho perso lo stradario.
La sinfonia dell'attesa.
Passi cadenzati, lenti,
forzati.
Il neon stordisce, il caos sfinisce,
il dolore si acuisce.
Pupille in fiamme.
Dio come odio questo inutile bailamme!
Pause archiviate,
caffeina per endovena,
rivivo da ore
la stessa scena.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Love Letter - Nick Cave And The Bad Seeds
GrafoManie:
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equilibristi,
io e il mare,
made in italy,
passato di sogni,
working progress
9.12.09
Andale, Andale. Andare!
Via.
Schiena spezzata.
Calamita direzionata.
Dritti verso il futuro.
Non sono ancora contenta.
La Parola che ti tenta.
Caracollare.
Imprecare.
Andale, andale. Andare!
Palle quadrate, arrotondate, limate.
Tutto l'amore che posso,
rotola giù in fondo a un fosso.
Non mi accontento dell'osso,
voglio l'Anima, il nucleo, colore rosso!
Ignaro, impari a conoscermi.
Forse molto meglio di me.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Waiting On An Angel - Ben Harper
Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
Now angel won't you come by me
angel hear my plea
take my hand lift me up
so that I can fly with thee
so that I can fly with thee
And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms
So speak kind to a stranger
cause you'll never know
it just might be an angel come
knockin' at your door
knockin' at your door
And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms
Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
don't want to go
I don't want to go alone
GrafoManie:
21st century schizoid men,
23,
a kind of magic,
Alice in crazyland,
amore universale,
Music inspiring,
poeZie,
working progress
21.11.09
Mystery Dictating
Rumore di cranio che si spezza in quattro.
Le crepe trattengono a fatica la massa palpitante.
Rabbia sale dall'esofago, su per il sangue, fino al cervello.
Fitte improvvise.
Sarà sinusite?
O sono impulsi dalle mie cento vite?
Emolumenti notturni.
Emozione esce dai finestrini chiusi di una macchina in corsa
- il buio della notte -
Musica odora di adolescenza non vissuta.
Batti il tempo sul tappetino di gomma, aspetti la rivincita.
La Vita.
Un'ultima mano a poker.
Sei la regina del bluff.
Regola numero uno: mostrarsi più forti di quello che si è.
Se la vita morde, tu mordila di più.
Già, ma che fatica, santo Dio!
L'embolo incombe e tu ne sei l'artefice.
Respira.
Ausculta.
Passione sferza colpi sul rullante.
Notte rapisce i sensi.
Luna osserva senza compassione.
Periferia ti ricorda chi sei e dove hai lavorato.
Lampione illumina i tuoi sensi di colpa.
Asfalto ha ancora la forma del tuo corpo stanco.
Passato adora coglierti di sorpresa.
Amore è al tuo fianco.
Futuro è dentro di te.
(Hai ancora paura che possa scivolarti dalle tasche)
Presente continua a non lasciarsi scartare.
Resta sempre quell'ultimo nastro che non riesci a sciogliere.
Le unghie le hai fatte crescere apposta!
(Peccato che ti ostini a rivolgerle contro di te)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Entre Dos Tierras - Héroes Del Silencio
Te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
qué fácil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atrás
tienes muchas huellas que borrar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.
pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no sé qué creer;
pero olvídame, que nadie te ha llamado
ya estás otra vez.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
déjalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atrás
tienes mucho barro que tragar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
GrafoManie:
21st century schizoid men,
continuità spazio temporale,
dancer in the dark,
déja-vu,
deliri postadolescenziali,
great expectations,
Music inspiring,
para-noie,
Tempo,
working progress
13.11.09
Won't Fool Myself Again? I Hope So.
Ti capita mai un terrore di lampo, un brivido di insana frenesia di capirti, dentro, per davvero?
Stomachevole sensazione di non saper che pesci prendere, quando si ha ormai la mano bell'e affondata nella vasca dei piraña, le falangi già mangiucchiate dalle scelte irreversibili e in testa ancora la ferma convinzione che si continuerà a sbagliare, ché non si è ancora imparata la lezione?
Si prende una strada, la si segue, ma si tentenna. Si inciampa, si sbaglia ancora. Si volta la testa indietro, SensoDiColpa continua a chiamare. Ma perché, diobòno, gli ho dato il mio numero? Che diavolo avevo in testa quel giorno?
Dice, che c'hai? Te rode? Ma niente. Succede che di nuovo mi vado a impelagare per arrotondare, perché mi giudico improduttiva - grazie al cazzo, con gli standard che mi autoimpongo non può che essere così -, perché fremo e la paura, anziché spronarmi, mi terrorizza. E allora invece della fuga mi fingo morta. Ma i morti che camminano sono una bella storia, e allora pìttati, reinventati freaky monster e prosegui nel disegno che ti sei imposta. Ma cazzo seguilo, almeno! Non deviare così. Non franare giù nel baratro spingendoti da sola. Come puoi essere così idiota?!
La gatta presciolosa fece i gattini ciechi.
E la gatta cieca? I gattini non li fece manco per il cacchio.
Ok. Ho capito. Sì, sì, ho capito, Santi Numi! Il mega iper bastardo infido trojan che il Fa(t)to mi ha inviato è un segno! E pure la tecnologia che continua a boicottarmi, sbrodolando la mole di lavoro in ore di correzione infinita di infinite correzioni già apportate in passato. E vacci a mettere una pezza adesso, se hai il coraggio! Gira gira e rigira, la ruota del tuo stupido labirinto autoavverantesi: avevi appena accettato altri incarichi come scassacazzinerovestita per i weekend a venire... e pouf! Ecco che ti si scatena contro il mondo informatico e ti inchioda ai tuoi doveri ed oltre, peggio che mai. Fanculo a me e fanculo ai soldi maledetti!
Ah, si potesse viver d'amore e d'arte... E chi s'è visto s'è visto...
E ora... carica please! Stavolta ne ho bisogno come non mai.
TESTONA-CHE-NON-SONO-ALTRO-ACCIDENTI-A-ME!!!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Won't Get Fooled Again - The Who
GrafoManie:
21st century schizoid men,
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deliri postadolescenziali,
Fa(t)to,
jenny è pazza,
legge di Murphy,
para-noie,
rage against myself,
working progress
1.11.09
Perle
Di te ancora mi innamoro,
del tuo respiro lento
se rimani sveglio a stento
quando torni stanco dal lavoro.
Accoccolarsi insieme, mai così vicini,
la vita scorre nello sforzo di afferrarla.
L'energia, a chi dobbiamo darla?
Ci hanno colto alla sprovvista, imprevedibili destini...
Cercavi perle,
rimediasti solo sberle.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Shipbuilding - Elvis Costello
Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy's birthday
It's just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we'll be shipbuilding
Well I ask you
The boy said "Dad, they're going to take me to task
But I'll be back by Christmas"
It's just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding
With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls
It's just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they'll be re-opening the shipyard
And notifying the next of kin
Once again
It's all we're skilled in
We will be shipbuilding
With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls
GrafoManie:
21st century schizoid men,
family girl,
made in italy,
poeZie,
working progress
4.10.09
LA-VO-RA-RE!
- Taci, una buona volta!
- Ma io... ho ancora tante cose da dire.
- Non importa a nessuno, quello che hai da dire. Pensa a lavorare.
- Scrivere!
- LA-VO-RA-RE! Non scrivere. Lo capisci l'italiano?
- Non ci riesco, è più forte di me. Ogni volta il flusso di pensieri ricomincia e mi distrae.
- Disciplina ti ci vuole, altro che!
- Giuro che c'ho provato, ma niente.
- Questa tua anarchia non mi piace. Non sei produttivo.
- Ma se sono un fiume in piena?
- Appunto. Qua servono rocce, non fiumi.
- Cosa dovrei fare, secondo te? Segarmi il cranio, tornare a essere solo un robottino? (Sempre ammesso che lo sia mai stato...)
- Concentrati, datti da fare. E smetti di pensare.
- Non ce la farò mai. Io sono Pensiero. E non mi importa che tu mi legga o meno. Né che tu mi consideri osceno. Continuerò sempre a scrivere, perché è solo così che mi sento pieno...
Brividi.
L'altalena che sale, fino a farti sfiorare il cielo.
L'irresistibile impulso di gettare la testa all'indietro.
Passato e Futuro.
E tu, imbrigliato nel mezzo.
Fermo in un posto,
tentato dall'Universo.
Dio, come mi sento perso!
Sountrack: Toop Toop - Cassius
After all the words we sing
I got my eyes on my machine
You could just put online
So I got some piece of mine
I could keep up during night
I’m gonna search people fight
Hanging out on every
All I got is a machine
GrafoManie:
21st century schizoid men,
deliri postadolescenziali,
dialoghi impossibili,
dialoghi scacciacani,
if i don't write i'll die,
working progress
Better Days Are Gonna Come...
Spensieratezza,
bruci internamente,
con dolcezza.
Che infinita tenerezza
il ricordo di quella tua carezza.
Lieve, inaspettata. Benedetta.
Non hai mai avuto fretta.
Oggi che combattiamo contro i mulini a vento,
oggi, che sopravviviamo a stento,
io, quell'Amore, ancora lo sento.
Vorrei che i nostri sforzi non siano vani,
costruiamo giorno per giorno il nostro Domani.
È tutto qui, nelle nostre mani!
Soundtrack: Viole - Deasonika
GrafoManie:
continuità spazio temporale,
home,
Music inspiring,
poeZie,
Tempo,
V.S.P.,
working progress
18.9.09
It's Only Poetry, But I Like It!
AudioPost - Testo e Voce di Yuki AKA Dj Prisma TBFKA MusEum
Cerchi di dare un senso alla tua vita. Di fare la persona seria.
Ma tu hai il caos dentro, cazzo. E non c'è niente da fare.
Ti sorprenderà, vedrai. In una giornata come tante.
E avrà il suono dei fogli che cadono sul pavimento, delle carte che si sparpagliano.
Documenti a cui non riesci a dare un ordine.
E che rovinano a terra.
Perché lavoro e passione non hanno coinciso, e allora il sogno lo fai rientrare dalla finestra e dolcemente ti annienta, quando, invece, dovresti essere già grande da un pezzo e pensare solo a rigare dritto.
Ma la Poesia ti bussa sulle spalle.
Ti costringe a voltarti, una buona volta.
Per ritrovarti a guardare in un paio di occhi verdi.
E scoprire che sono i tuoi.
Autogestirsi. Già. Magari fosse facile.
Basta un niente per accendermi.
E per spegnermi.
Una canzone, un pensiero, una frase buttata lì.
Dei segnali letti col sOnno di poi.
Dei frammenti di noi, che mi fanno inciampare.
Che mi fanno chiedere: perché?
Magia.
Caso che si spoglia.
Del suo quotidiano apparire.
E.
Finalmente.
Fa l'amore.
Con Caos.
Io ti ho aspettato, ma tu non sei venuto.
Allora vado avanti. Lo stesso.
Prima o poi, tornerai.
Lo sento.
Ecco. Finisco di scrivere. Di godermi Amore e Poesia.
E meschina arriva la mia Spada di Damocle.
Mi colpisce a tradimento, beffarda e sorniona.
Per ricordarmi che non si sfugge al proprio destino.
Vaffanculo!
Proprio ora che avevo allentato la morsa...
Ti tremano le mani.
Non è colpa mia, Cristo!
E invece sì...
Soundtrack: Dexter Gordon Quartet - Don't Explain
GrafoManie:
about blank,
audiopost,
deliri postadolescenziali,
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home,
if i don't write i'll die,
Music inspiring,
my mirror and me,
poeZie,
sonno di poi,
working progress
9.7.09
Crazy Train...
Non cambierai mai. Ancora una volta sotto la pressa, e sei tu ad aver dato la spinta.
In questa notte afosa i pensieri raggrumano, fanno fagotto ma non trovano l'uscita. E ti scoppiano dentro, come uno sciame d'api impazzito.
Quanta Vita c'è, dentro di te? Quanta ancora aspetta di uscire?
Dondolano spensierati al chiarore della luna ricordi e sensazioni di un tempo sospeso, anelato, solo in parte vissuto. Congelato.
Cristalli di ghiaccio e un furore disperato, per quello che di te è rimasto impantanato là, nell'età di mezzo, insieme ai tuoi vecchi pelouche e ai primi amori. Vecchi libri e audiocassette dai titoli scritti a penna, ormai sbiaditi.
Un fremito di irrequieta bramosia di lanciarmi in volo dall'alto e librarmi nell'aria. La Musica come paracadute e spalla su cui piangere.
È stata dura, oggi. Tempo che scorre senza senso, nella frenesia di azioni svuotate di significato. Una Freccia Rossa, compagni viaggiatori fantasma, il lento scorrere delle ore sequestrata in un "bunker" sotterraneo consacrato al consumismo.
E una sola domanda resta appesa alle tue labbra, come un chewing gum che hai masticato per ore, ma ti ostini a non voler sputare.
Perchè?
Il ritorno ti vede gettar via la paura dell'abbandono, in nome dell'inevitabile attrazione tra i sessi.
Non sei tu, è lei. Sorridi... Per stavolta puoi togliere il chip dell'asocialità. C'era altro nell'aria, e tu eri semplicemente di troppo. Poco male. Prendi atto. Lasci libero il campo. Stavolta però decidi tu.
Beck culla il tuo leggero sonnecchiare. Alberi, case, orti, cielo azzurro, nuvole, poi blu.
Ci risiamo. Flashback. Gite liceali. Il ragazzo che ti piace è seduto accanto alla più carina della scuola. Complicità, risate.
Il viaggio lentamente accorcia le distanze, mangia inibizioni.
Una finestra sull'attrazione, nello spazio tra due sedili. Un frammento di camicia, una ciocca di capelli. Qualcuno dorme sulla spalla di chi ha appena conosciuto.
Una Nuova Vita.
Si parla di viaggi, di anima, di libri che parlano di noi, che ci chiamano, che ci cambiano.
Una giornata di lavoro finisce, un nuovo amico nella borsa.
Ho deciso, ti porto con me.
Combatti la stanchezza. Leggi. Pensi. Dormi. Scrivi.
Per quanto ti sforzi, non vuoi proprio crederci.
Tira e molla.
Ti fidi di me?
Soundtrack: The Golden Age - Beck
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6.7.09
Past Time Paradise
L'idillio tra te e te è durato poco. Giusto il tempo intercorso tra un'ovulazione e l'altra.
Buona questa! Comodo dare la colpa agli ormoni...
Ma il fatto è che oggi le cose più banali ti pesano come macigni, e tu non sei Ercole.
Banali, un accidente! Scrivere è ri-scrivere. Ficcatelo bene in mente.
Eccolo lì, un accumulo di oneri e impegni che ti sei imposta dopo l'ultimo fallimento, forse sopravvalutando la tua capacità di sopportazione.
Contratti da sottoscrivere, contratti fantasma, contratti capestro. Avresti una gran voglia di appallottolarli tutti e farci canestro!
Colpo da maestro.
E invece no. I tempi si allungano, sbrodolano, aggrumano, quando sei tu ad avere fretta.
Quando invece hai bisogno di tempo, ecco che incalzano, pressano, insistono.
Forza, sbrigati, ci sono le ferie!
Di che ti preoccupi? Siamo persone serie!
La volete smettere?!?!?
Spalle al muro, non riesci a riflettere.
E invece hai un gran bisogno di riflettere. Un grandissimo bisogno di riflettere.
MA COME SI FA A RIFLETTERE CON QUESTO CALDO!
Ho bisogno di ridimensionarmi, porco diavolo.
Non ti concedi più neanche i divagamenti marittimi. È finito il tempo del volersi bene. Hai già chinato il capo e ricominciato a spingere come una forsennata sull'acceleratore dell'autoflagellazione. Senti le pasticche consumarsi a ogni affondo. Lo stridio metallico delle frenate improvvise masochisticamente ti dà alla testa. È qui la festa?
Prelievo al bancomat. Il piatto piange. Del resto, a chi tange?
Merda, il pin! Dio santo, come si fa a non ricordarselo? Sono un'idiota.
Cazzo guardate? È mio il tesserino! Non vedete? C'è stampato sopra il mio nome!
Ritorno alla base. Pensieri in fase di fissione nucleare.
Di scatto ti fissi sul cartello di un'attività commerciale.
"Orari di apertura: LUN-VEN 9-13 / 16-20". E vai col tango!
E tu? No, grazie, per me solo il fango.
Ora che ci pensi, non ricordi di avere orari da un bel po' di tempo.
Nella società che ti ha vomitato "adulta", non esistono orari.
Il tempo del lavoro e quello della distr-A/U-zione si fondono, si incastrano, in uno scomposto disegno frattale.
Del resto, l'hai voluto tu.
Sculetti a dovere, ma non per civetteria. È colpa dei sandali "pompeiani" che indossi oggi (chi è che li aveva apostrofati così?).
Al contrario delle infradito da due soldi che ti donano un'andatura da perenne andante al mare, loro, le "pompeiane", ti costringono a un movimento femmineo che ti credevi estraneo.
Per un po' sei persino credibile.
Giusto il tempo di arrivare in fondo alla strada, affondare la mano nell'immenso groviglio della tua borsa londinese da adolescente e ricordare quanto faccia a pugni con le tue scarpe da femme pseudo-attraente!
Chiave nella toppa, scalini, portone, e re-inforni te stessa nella tua home, hot home, in attesa del tuo prossimo tracollo.
Dio, che caldo.
E no, che non mollo!
Soundtrack: Faithless - Mass Destruction
GrafoManie:
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1.7.09
...Di Rabbia E D'Amore!
Quando tutto sembrava aver preso la giusta piega, quando avevi cominciato a respirare un po', ecco che la vita ti mette davanti una nuova sfida. Tra capo e collo, senza preavviso.
Non ti resta che l'olio di gomito e due occhi d'aquila per correre ai ripari, per porre rimedio e tamponare le perdite.
Siamo sudditi, non cittadini, in questo italico stivale affondato nel fango. Dovresti saperlo!
Intanto, le distanze si moltiplicano. Tutti se ne vanno, prima o poi. Io te l'avevo detto! Non affezionarti, o avrai troppe ferite da leccare quando verrà l'ora! Ma tu, niente. Cocciuto mulo che non sei altro.
Non si potrebbe creare una rete di anime coraggiose e idealiste? Un agglomerato umano di gente che suda e che lotta, nel quotidiano, per raggiungere la felicità?
Finita l'era delle grandi rivoluzioni, dei carri armati nei centri universitari, del "fuoco amico", delle guardie travestite da rivoluzionari, delle stragi nelle piazze, dell'eroina per dimenticare il dolore di una sconfitta annunciata, dei processi per direttissima, delle manipolazioni degli estremi che si toccano, delle guerre fratricide... cosa resta?
Quando muore la strategia, dobbiamo vivere di tattica. Fino al prossimo tracollo.
Fuggire... Restare...
E se partire fosse davvero un po' morire?
Avrei dovuto farlo molto tempo fa, se ne avessi avuto il coraggio.
A volte ti scappa detto: prima o poi me ne andrò da 'sto paese infame! 'A Sora Rosa ti ricorda qualcosa?
Ma sai che non ci riusciresti mai, se non costretta.
Sei fatta così. Ti adatti e dai il massimo solo quando sei messa alle strette. Quando l'acqua ti arriva alla gola.
Cosa manca? Cos'è che manca davvero?
Non è sete di giustizia, di diritti, oltre che doveri. Non solo.
È la voglia di ottenere rispetto. Della vita, della felicità mia e degli altri.
L'elasticità e la mancanza di regole certe esistono da una parte sola. A te non è concesso sbagliare.
Mano al portafoglio, pagherai sempre di più. Nessuno pagherà mai te, per i suoi errori.
E se anche ce ne fosse la possibilità, l'iter sarebbe talmente lungo che, alla fine della fiera, il prezzo da pagare in termini di salute sarebbe ben più alto.
Allora lasci correre. Una, due, dieci, cento, mille volte. E non è giusto.
Ma darla vinta agli avvoltoi, questo mai! Dovrete passare sopra al mio cadavere. Perchè io ho ragione. E voi siete solo un branco di sciacalli in cerca di carogne.
E io, IO, sarò anche piena di rabbia ma ho in me l'amore!
Soundtrack: Traccia II - Banco Del Mutuo Soccorso
GrafoManie:
great expectations,
legge di Murphy,
made in italy,
music speaking,
working progress
28.6.09
Born Slipp(er)y... And Wet!
Note in margine a una tovaglia - 27 giugno 2009 - ore 20:05 o giù di lì
Per noioso che sia, questo lavoro mi fa davvero bene. Mi catapulta fuori dal mio bozzolo asfittico, dopo una settimana di intenso e solitario lavoro al computer.
Stavolta non erano pannolini, né diavolerie tecnologiche. Ma appendici per la cura estetica del maschio moderno. Per l'uomo che non deve chiedere mai.
Barbe, baffi e pizzetti siete avvisati: ora avete il tool che fa per voi!
Finché non mi passa davanti, spingendo il suo carrello, un tizio stralunato con la maglietta "griffata" ARMANI - COMIO e tutto il resto passa in secondo piano...
Ore 20. Il culo sul marciapiede, capolinea già affollato, aspetto l'autobus che traghetterà le mie stanche membra in stazione dove, se Dio vuole, prenderò il treno per la Musica.
Stasera il Banco rifà Darwin, live e aggràtis, in quel di Frascati. Potrei mancare?
Frugo nella borsetta scamuffa, in preda a una crisi d'astinenza.
Merda! Nel cambio borse propedeutico al lavoro da scassacazzi nerovestita, ho scordato l'mp3 player cinese. E, come se non bastasse, pure l'auricolare per il mio cellulare radiomunito.
Pace. Passiamo al piano B. Carta e penna, tant pour changer.
Vediamo un po'. Quanti sorrisi ho dispensato oggi? Non li conto più.
Quante chiacchiere con Persone Speciali? Oggi ne ho collezionate ben due!
E per Persone Speciali, ça va sans dire, intendo quelle che incontri per caso, che conosci appena, ma con cui ti senti sempre, inevitabilmente, "a casa".
Con G. si parla di legami familiari, rapporto madre e figlia, amore e matrimonio, lavoro e autonomia. Con A. di musica e concerti, del mare e di una tenda, di lacrime per una canzone.
Un saluto veloce, la promessa di rivederci. "Il numero ce l'ho". La paura di dover aspettare ancora una volta il caso.
Sono passati tre anni. Strane coincidenze, strane alchimie, in un sabato qualunque, tra supermercati e strade di periferia.
Misteriosi legami, atomi in apparenza distanti e sconosciuti gli uni agli altri. Fili invisibili. Fratelli, madri, sorelle. Tra la folla che attraverso, in cerca di cemento a presa lenta.
Nessuna intenzione di indurirmi, solo voglia di non perdervi nel flusso che tutti ci trascina e ci allontana, gli uni dagli altri.
L'autobus arriva dopo 40 minuti. Avrei fatto prima a piedi.
In periferia non avere la macchina è un lusso. Me ne ero dimenticata.
Perdo ben tre treni e la serata è sul punto di saltare.
Ma la Musica è più forte. Il suo richiamo magnetico mi porta da lei, in una corsa contro il tempo.
Quando arriviamo il concerto è già iniziato da mezz'ora.
La mia maglietta dei Led Zep non lascia indifferenti. Commozione sincera. "Che maglietta! Questa è Musica!". Avevo persino dimenticato di averla addosso.
"Ce l'ho anch'io. Comprata nel 1979, a Newport. Ma non l'ho messa, se no Vittorio si offendeva".
Pieno di entusiasmo, il contagio si diffonde. Coinvolge altri amici.
Sorrido raggiante. Orgogliosa.
Una luna bagnata ci fa l'occhiolino. La notte rischiava di trasformarsi in un torrente d'acqua. Ecco che diventa una centrifuga di note e parole.
Il rientro silenzioso. Un individuo misterioso, vestito di nero, ed il suo sguardo inquietante.
La tensione si taglia con il coltello. Vorrei poterla spezzare con un grissino.
Interferenze nella testa. Un bene che non so spiegare.
Sognante, tuffo gli occhi in questa Roma maestosa, regina e puttana, notturna e seducente.
Un viaggio mistico, nei ricordi e nel mio presente.
Un luogo magico. Che ricordo appena.
Mi ha vista, bambina, zompettare felice, i piedi nella sabbia, un secchiello e una paletta.
Ora ha un nuovo nome. Unisce musica e parole, anime sconosciute. Connesse.
Chi diavolo siamo? E perchè ci scontriamo?
E, soprattutto, cos'è che ancora mi blocca?
Soundtrack: Bi Polar Bear - Wax Fang
[For goodness' sake, bring'em fast & soon to Italy!!!!]
GrafoManie:
a kind of magic,
anime sorelle,
continuità spazio temporale,
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made in italy,
messaggi in bottiglia,
sister moon,
subliminal messages,
working progress
15.6.09
Bacchette
Fine secondo round.
Tempo che si trascina. Inutile?
Ricarico le pile, cercando una canzone. Non la trovo.
Non quella splendida versione solo pianoforte e voce che stamattina mi ha accompagnato a lavoro.
Un viaggio onirico, quasi mistico.
Lacrime agli occhi.
Smettila, c'è gente! Non fa niente.
La scia di un aereo. Un fiume che sembra un altro.
Un bimbo in bicicletta, una signora in carrozzella, una ragazza e il suo libro.
Gli stessi di ieri sera.
Buongiorno, eccoci di nuovo qua!
Il mio saluto silenzioso.
Il Tempo scorre lento, piccoli consumisti crescono.
Segnali di fumo.
Pensieri, inchiostro, carta.
Ho male ai piedi.
La pausa.
Chiacchiere volanti con gente che non vedrò più.
Vita che scorre.
Cosa stringiamo tra le mani?
Qualcuno andrà in ferie, qualcun altro si sposa.
Ricordi di un'adolescenza assurda si riaffacciano a tradimento.
I Love Radio Rock.
Una lanterna magica per amica.
Una radio pirata che affonda.
Vinili risucchiati dagli abissi.
Sono una dj!
Voglio quella canzone.
Niente da fare.
Vado avanti, di video in video, finché non trovo questa.
Banale chiamarla cover.
Suoni come di xilofono, mescolati a battiti.
Una voce penetra nelle viscere e le fa vibrare.
Cerco il testo...
Una nuova magia.
Io ho trovato la mia bacchetta!
Qual è la tua?
Soundtrack: By This River - Martin L. Gore
Here we are
Stuck by this river,
You and I
Underneath a sky that's ever falling down, down, down
Ever falling down.
Through the day
As if on an ocean
Waiting here,
Always failing to remember why we came, came, came:
I wonder why we came.
You talk to me
as if from a distance
And I reply
With impressions chosen from another time, time, time,
From another time.
GrafoManie:
a kind of magic,
continuità spazio temporale,
lanterna magica,
Music inspiring,
music speaking,
Tempo,
working progress
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