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9.2.19
Lonely Planets
GrafoManie:
(F)Orte,
autodafé,
distorsioni comunicatTive
31.3.17
Cattivissima (Con) Me
Intorno a me
Figlian tutti come conigli
Mentre ancora fatico
A trovare i miei appigli.
Solo se viaggio
Ritrovo gli artigli,
Annuso la vita
Tra Tornanti e Navigli.
Il futuro? Una sfinge,
Bloccata tra cuore e laringe.
La solita voce, che stringe:
Non combinerai mai un cazzo di buono,
E' stato soltanto frastuono!
Un lamento, un latrato...
L'ennesimo orgasmo mancato.
YUKI, AKA PRISMA

Soundtrack: Digging Shelters - Neil Halstead
Figlian tutti come conigli
Mentre ancora fatico
A trovare i miei appigli.
Solo se viaggio
Ritrovo gli artigli,
Annuso la vita
Tra Tornanti e Navigli.
Il futuro? Una sfinge,
Bloccata tra cuore e laringe.
La solita voce, che stringe:
Non combinerai mai un cazzo di buono,
E' stato soltanto frastuono!
Un lamento, un latrato...
L'ennesimo orgasmo mancato.
![]() |
| Lunàdigas, un film che devo vedere... per capire, se sono (chi sono) |
(Postilla: la verità è che la gente, persino la più cinica, vuole l'happy ending... ma non sempre questo è possibile, né è piacevole guardarsi allo specchio, anche se talvolta è necessario, per quanto faccia male. Il problema è saper dosare questi momenti con altri in cui si proceda invece spediti e senza indugi, per scongiurare deleterie interferenze di una linea temporale - il passato - con l'altra - il futuro -, e gli sconvenienti effetti disastrosi a cascata che finirebbero per reiterare, in un loop discontinuo, sempre lo stesso risultato. Come se, pur chiamando numeri diversi, ci ritrovassimo ad ascoltare sempre lo stesso avviso registrato che ci avverte che il nostro destinatario è al momento irraggiungibile).

Soundtrack: Digging Shelters - Neil Halstead
GrafoManie:
autodafé,
autosabotaggi,
poeZie
5.7.15
Specchietti Per Allodole Retrovisive
Fa così caldo da non aver voglia nemmeno di mangiare. Qualsiasi cosa ingeriresti ora, sai già che il tuo corpo la espellerebbe seduta stante. Ma sai che in fondo è un'altra la temperatura responsabile della tua inappetenza. Ventilare nuove soluzioni adesso non aiuta. E nemmeno lanciarsi in masturbazioni soltanto mentali, perché la mente batte (ancora) il corpo diecimila a uno e oggi non è aria per ingaggiare una nuova battaglia e tentare di sovvertire il risultato. Questa è una banalissima serata torrida italiana, non è certo Over The Top, dove basta un semplice incoraggiamento per ribaltare una partita iniziata palesemente a sfavore.
Mi avevi dato un compito e io ho fallito, perché non ho neanche incominciato. Ho preferito (?) fermarmi ai blocchi di partenza. D'altronde, se mancano le basi, dove cazzo pensavi che potessi mai arrivare? No, ad ogni modo, so già che qualsiasi cosa ti dicessi tu risponderesti rimandando ogni frase al mittente. Ti ho deluso, non è vero? No, mi diresti, è tuo interesse farlo, mica mio! E invece lo so, che in fondo, c'è anche un bel po' del tuo ego a gongolare per i miei progressi (presunti?) e a rodersi per le mie resistenze camuffate da battute d'arresto. Cavoli tuoi. Mica te l'ha ordinato il dottore! E anche se lo fossi, non potresti che prendertela con te stesso/a. Proprio come faccio io. Scacco matto!
Giusto oggi leggevo un interessante paragrafo sulla poesia, in stile jodorowskyano. Arte come cura, poesia come atto creativo che trasforma la realtà. Un tempo era il mio pane quotidiano. La ricerca di trasformazione di energia oscura in energia pulita attraverso la parola scritta. Qualcuno la chiamò poesia. Forse era vero. Oggi ne faccio molto a meno. Paura? Che la poesia non sia che un prolungamento del mio dolore? Quel dolore che sono stanca, da troppo tempo, di provare? Che sbuca da dietro l'angolo non appena mollo un attimo la presa? Non appena sulla scacchiera qualcuno sposta una pedina e tutto va a puttane e si deve ricominciare da capo? Una nuova strategia. Ma tu sei la regina della tattica e adesso che potresti pianificare in campo libero ti senti persa.
Quando la felicità degli altri inizia ad irritarti perché nei momenti in cui ti sfugge ti ricorda la mancanza della tua, capisci che hai di nuovo oltrepassato un limite. Che forse per te sarà sempre così. Rialzarsi, sempre. Finché, un giorno, potresti essere troppo stanca per farlo.
Ieri sera sembrava tutto così semplice, non dovevi che allungare la mano. Era tutto alla tua portata, tutto a tua disposizione... Ti fotti sempre su un punto: se il tuo entusiasmo non è condiviso, svanisce. E' questa la gran puttanata. E ne hai individuata pure la causa. Essere felici a prescindere. Ecco la vera missione. Non per essere un povero fesso che ride da solo quando non c'è proprio un cazzo da ridere. Ma per essere noi stessi la linfa che ci alimenta e ci rende vivi, assumendoci la piena responsabilità di ogni istante. Senza cagare il cazzo al prossimo per ogni nostra luna storta, senza riversare attorno a noi i brandelli infuocati della nostra infanzia ferita. Se solo smettessi, tu, di sentirti in colpa ogni volta che sono triste, ogni volta che sono arrabbiata... ogni volta che finisco per prendermela con me stessa...
YUKI, AKA PRISMA
Soundtrack: I'm The Man Who Loves You - Wilco
GrafoManie:
autodafé,
points of rear-view
20.1.12
Nunmereggaeppiù

Mi mancano le tue parole. Le parole che restano strozzate in gola. Che si avvoltolano su se stesse e rimangono impigliate. Nodi da sciogliere che diventano sempre più stretti. Anaconde accartocciate che stringono e stringono ogni cosa tra le proprie spire.
Quattro anni sono lunghi da lasciar passare. Ora che sono ormai alle mie spalle manca un ultimo filo sottile ma resistente che io sola posso tagliare. Il mio incedere è ancora bloccato. Il mio bozzolo è sempre asfittico. La terra è cambiata, ma se non viene dissodata difficilmente darà buoni frutti.
Polvere e vecchie scartoffie sono ancora lì. Soltanto due giorni fa ho trovato la forza di metterci mano. Di rimuovere la prima e selezionare tra le seconde. Gettare via senza rimpianti timide prove del tempo trascorso. Tutta una vita in otto metri quadri. Non è facile farci i conti. Ciò che è fuori è anche dentro. Mettere ordine nel Caos, quando non è fonte di creatività, ma impedimento.
Energia intrappolata. Rabbia retroversoflessa. Per ironizzare su un termine medico che un giorno di tanto tempo fa mi fu appioppato senza spiegazioni. Chissà che diavolo significa. In concreto ancora non l'ho capito.
Sangue fresco. Trascurarsi per prendersi cura di qualcun altro. Incredibile ma vero. Sono (stata) capace di farlo.
Giorni fa ho letto che altri che avevano intrapreso - e continuano tuttora - il mio stesso cammino, quello che ho interrotto, non sono stati pagati e sono entrati in causa. Io, a ripensarci, sono stata fin troppo fortunata. L'ho capito ex post. Due sole volte venni 'invitata' al banchetto. Per merito, e questo mi rende orgogliosa. Ma almeno sono stata pagata per il mio, pur breve, lavoro. Tutto sommato il fatto che non mi abbiano più chiamato, col senno di poi, si è rivelato un bene. Quanta amarezza. Talento buttato nel cesso. Guerre intestine, ma in fondo queste ultime notizie mi ricordano ancora una volta che non è stata (tutta) colpa mia.
Mi mancano le tue parole, in questo silenzio che sembra essere ormai diventato una costante.
Cosa è cambiato? Cosa NON è cambiato?
Mi mancano le tue parole. Mi mancano davvero.
YUKI, AKA PRISMA
SOUNDTRACK: Simple Minds - Shake Off The Ghosts
GrafoManie:
autodafé,
mea culpa?,
Tempo
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