Per il 2012 mi auguro più passioni e meno rotture di coglioni, meno virtualità e molta, ma molta più realtà! Mi auguro di sconfiggere la Solitudine Cosmica, di interrompere la persecuzione karmica, di trovare tante nuove e belle canzoni, e scrivere scrivere scrivere senza più freni per realizzare le mie aspirazioni ed anche i desideri terreni. Auguro alla mia parte più pesante di farsi, non due risate, ma tante! E alla mia parte più incosciente di portarsi dietro anche la mente!
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Junk Of The Heart (Happy) - The Kooks
Ringrazio di cuore chi, canticchiandola, me l'ha fatta Conoscere!
Ogni tanto mi piglia così. Rigurgiti da un Passato che avrebbe potuto essere e non è stato. Per mia scelta, a volte. Perché è così che doveva andare, forse. Perché, perché, per come. Come diavolo abbiamo fatto a perderci?*
Mi piace guardare le foto degli altri, scavare in fondo agli occhi, ai sorrisi, agli abbracci, alle pose studiate. Mi piace gustare la vita che credo di non avere avuto, che forse ho avuto eccome, è che non sono capace di guardarla come guardo quelle degli altri.
Mi piace guardare le facce buone. E bada bene che per buone non intendo ingenue, né sprovvedute, né sciocche. Sono le facce di coloro che hanno l'intelligenza di capire come va il mondo e quanto può essere stronza la gente che lo abita, e che però non hanno per questo rinunciato a Essere, a Dare e a Darsi, a lasciarti guardare nei loro occhi grandi, nei loro sorrisi, ampi e accoglienti. Quelli che ho avuto il privilegio di poter vedere da vicino, a pochi centimetri dalla mia pelle, in un tempo che ora mi sembra lontano quanto un'altra vita.
Ero davvero io? Davvero queste Persone hanno voluto la mia compagnia, nata da circostanze fortuite e poi, per un breve tratto di strada, persino cercata e desiderata e infine, purtroppo, svanita? Cosa hanno visto di me che io, oggi, stento a vedere?
In giorni come questi mi tornano alla mente le ultime battute di uno spettacolo che di recitato non aveva proprio niente, protagonisti gli spontanei tentativi di avvicinamento, di con-tatto, degli io e te abbiamo ancora qualcosa da dirci e da darci, e dei non può finire così. Può? Sì, ha potuto. Me lo ricordo, sai, quando dicesti che mi avresti accompagnato alla porta perché... e non hai terminato la frase. Quella sarebbe stata l'ultima volta che...
Tornai, nello stesso luogo, anni dopo. Toccata e fuga. Volevo salutarvi. Lei non riuscii a beccarla, a te ho dovuto inseguirti giù per le scale, con una camminata un po' claudicante, colpa delle mie maldestre autoflagellazioni casalinghe, innocue ma tanto fastidiose. Non fu la stessa cosa. Chissà se oggi vi ricordate ancora di me. Di quella cena e delle mie stupide gomme da masticare gusto fragola che come diavolo mi è venuto in mente di comprare proprio quelle!, e quella passeggiata, per voi un po' troppo lunga, fino in spiaggia.
Le parole, i sogni, le risate. Le nostre vite, appena sfiorate. Io ricordo tutto. E ogni tanto, a pensarci, ho l'impressione che il tempo non sia affatto passato. Che quegli istanti siano sospesi da qualche parte nel multiverso. Che basti solo allungare una mano e intrufolarsi nell'interspazio per ritrovarsi esattamente in quel preciso momento, sentire di nuovo il brivido intenso di un'atmosfera nata per essere irripetibile... e finalmente perdersi in lei e, dentro di lei, ritrovare il senso più profondo.
Sì, ogni tanto ripenso a voi. Mi piace immaginare le vostre vite, con chi siete, dove andate, cosa pensate, come ve la passate. Ma da lontano. Non avrebbe senso, ora, ritornare. Non ne ho alcun diritto. Ma mi fa stare bene pensare a voi, sapere che esistete e ve ne andate a zonzo per il mondo, il mio stesso mondo, e fate stare bene gli altri con i vostri sorrisi, la vostra presenza, i vostri pensieri, le vostre belle teste. Un giorno, chissà, ci ritroveremo, forse. Con o senza multiverso.
Life Bless You!
...
se chiudo gli occhi nel pieno dell'estate riesco solo a pensare al momento in cui ho fatto, finalmente, l'amore con il Mare
e quando levai la testa dall'acqua avevo tracce d'azzurro sulle labbra e sulla lingua
Tutti sapevano che avevo leccato l'infinito intimo abisso
che ora è luce, ma un tempo è stato buio
Domani raccoglierò dolcemente dalla sabbia parti di me, mutilate
Le terrò saldamente tra le mani e in un innesto d'anime le riporterò in vita.
Ascolta... Non è un canto di sirena.
Che colore ha, il desiderio?
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: 900 Million People Daily (All Making Love) - The Seeds
*Video linkato all'interno del post: "Ci Sono Persone", testo di Giovanna Mulas, regia di Gaetano Colloca, voce recitante di Corrado Croce.
Tempo che sfugge, ultimo baluardo di fronte al chiacchiericcio del mondo
Quali forme si nascondono, sotto il mio silenzio?
Nessun silenzio è mai uguale a se stesso.
Anima Negra
Di nere voragini farnetichi, in cerca di attenzioni. Ti uccide la lama del tuo equilibrio precario, quel discontinuo precipitare d'abisso che ti nega la pace e ti incatena al non detto. Ed è nucleo che implode, e brilla a intermittenza di pallida luce riflessa.
YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack : As If You Said Nothing - Craig Armstrong
Cari amici, e' con immenso piacere che sono qui a presentarvi il mio ultimo podcast Music(e)Scapes speciale poesia, dedicato al Festival Internazionale di Poesia Palabra En El Mundo, fondato e diretto dai Poeti Gabriel Impaglione e Tito Alvarado e giunto quest'anno alla sua quinta edizione.
RADIO PAZZA ha raccolto con passione ed entusiasmo l'invito a partecipare a questo importante evento ricevuto dalla scrittrice Giovanna Mulas. Ecco allora questo speciale podcast, in cui la Poesia sarà la protagonista. Alla lettura di liriche accuratamente selezionate di poeti noti e meno noti, si alterneranno brani di musica distribuiti liberamente sotto licenza Creative Commons, nel pieno spirito di condivisione e interconnessione tra paesi, culture e anime diverse che da sempre accompagna la mia collaborazione, no profit e totalmente autoprodotta, con questa web radio.
Vi auguro un buon ascolto e aspetto i vostri commenti, critiche ed eventuali suggerimenti sul blog di RADIO PAZZA.
La puntata è ascoltabile in streaming a partire dalle ore 9 di domani, 19 maggio, direttamente dal blog o scaricabile come file mp3.
Collegandovi al blog di RADIO PAZZA troverete la scaletta completa della puntata con tutti i link per conoscere meglio i poeti e i brani inseriti in playlist.
Un caro saluto, YUKI, AKA PRISMA Permissions beyond the scope of this license may be available here.
...sempre pigli e te ne vai, non mi spiego come fai. Ma chi son io, per dirti ciò che sai mentre ti appendi ai "come mai", ai "potrei e non vorrei" ai "ti accetto come sei"?
Un'eco, il solito refrain: no joy is possible without pain, I'm only happy when you're rain...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.
Image: Palindrome - Julie Paschkis Soundtrack: Fake Palindromes - Andrew Bird my dewy-eyed disney bride, what has triedswapping your blood with formaldehyde?monsters? whiskey-plied voices cried fratricide! jesus don't you know that you could've died (you should've died) with the monsters that talk, monsters that walk the earth
and she's got red lipstick and a bright pair of shoes and she's got knee high socks, what to cover a bruise she's got an old death kit she's been meaning to use she's got blood in her eyes, in her eyes for you she's got blood in her eyes for you certain fads, stripes and plaids, singles adsthey run you hot and cold like a rheostat, i mean a thermostat so you bite on a towel hope it won't hurt too bad my dewy-eyed disney bride, what has triedswapping your blood with formaldehyde? what monsters that talk, monsters that walk the earth and she says i like long walks and sci-fi movies if you're six foot tall and east coast bred some lonely night we can get together and i'm gonna tie your wrists with leather and drill a tiny hole into your head
Irrevocabili proposte anelano risposte: si dilata, Sfinge e Tempo si restringe, in liquidi amplessi di pensieri ossessi...
S'innalza e s'abbassa, imita il moto dell'onda, INspira, REspira, osserva il movimento farsi sinuosa anaconda
è mutamento d'umore, alternanza gioconda: aritmia degli opposti su un pavimento.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Utopia - Goldfrapp
It's a strange day No colours or shapes No sound in my head I forget who I am When I'm with you There's no reason There's no sense I'm not supposed to feel I forget who I am I forget Fascist baby Utopia, utopia My dog needs new ears Make his eyes see forever Make him live like me Again and again Fascist baby Utopia, utopia I'm wired to the world That's how I know everything I'm super brain That's how they made me Fascist baby Utopia, utopia
Paradossale, in questo mio star male il tuo abbraccio (in)naturale in uno squallido ospedale.
Non odo quel che dite, ricordi d'antracite: Stalattite, o Stalagmite?
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Black Heart - Calexico
Spring is frozen now I'm stuck in low Wrapped with wire, tapped to the heart Can't find no poison, now I've got no cure (the) fangs are stuck inside my skin Payne county line Watching unjust claims One man's righteousness is another man's Long haul, sentence carried out Long haul, counting the miles To the four corners of the world Spring is rusted shut, (faith's) coiled and cracked Apparitions worth their weight in gold Scratched in metal, name erodes away Hands are scarred, heart is charred Burnt though, and ashen Trip on fence post line Sifting through the remains One man's close pursuit is another man's Last chance, make it through the divide Last chance, suffer the weight or get buried by this Black heart, sweeping over the land Black heart, crawling its way
Splende, l'anima autoimmune nella luce artificiale che ricrea per non morire.
Irride la morte, la follia e la disperazione fintanto che ha energia per la resurrezione.
Tempeste e uragani si susseguono impietosi.
Imprevisto, il suo salto nell'abisso: nel sole, come Icaro m'eclisso!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Hurt - Nine Inch Nails
Liberamente tradotta da Prisma:
"Mi sono fatto del male oggi Per vedere se ancora provo qualcosa Mi concentro sul dolore L'unica cosa reale L'ago squarcia un buco la vecchia puntura familiare cerco di strapparla via ma ricordo ogni cosa
Cosa sono diventato? Mio dolcissimo amico Tutti quelli che conosco prima o poi se ne vanno Avrei potuto avere tutto Il mio impero di fango Ti deluderò Ti farò del male
Indosso questa corona di merda Sul mio trono da bugiardo Colmo di pensieri distrutti Che non riesco a riparare Sotto le macchie del tempo Le sensazioni scompaiono Tu sei diventato qualcun altro Io sono ancora qui
Cosa sono diventato? Mio dolcissimo amico Tutti quelli che conosco prima o poi se ne vanno Avrei potuto avere tutto Il mio impero di fango Ti deluderò Ti farò del male
Se potessi ricominciare da capo a milioni di chilometri da qui Mi terrei con me Troverei un modo..."
Come masticare L'aria Vomitare Le nuvole Ingoiare Le saette
Le blande presenze diventano Assenze Il laccio emoestetico il vitreo ricordo, il singhiozzare stanco
Il consiglio che mi ha dato la tua anima sofferente bisbiglia ora in silenzio il suo ruggito lontano, il rigor mortis fintamente superato che avevo abilmente mascherato
Povero maestro ignaro! Tu che in me ritrovasti gli stessi odiati de profundis
L'insopprimibile silhouette di un futuro che mi sfugge, le ignobili mani incapaci di cercare appigli.
Scivolo giù. Inesorabilmente.
Non sei sola, questo lo sai!
Già, i dèmoni non mi abbandonano mai.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Un'Ora Sola - Nadàr Solo
Tre, come sempre, il numero. Tre, come gli anni passati dall'ultima volta che ho Sognato, con i piedi ben piantati a terra. Tre, numero potente, amuleto, sommo Amore. Tre, tre e ancora tre.
Scendiamo negli abissi. Il colore predominante: Nero. Stavolta non fa paura. Un clic e diventa lanterna, la magia si dipana davanti a quattro paia di occhi. Assaporo l'Anima con una nuova consapevolezza.
Ho accettato. Ho perdonato. Forse anche me stessa.
Quasi.
Sono a un passo. Un passo lungo una manciata o due di chilometri.
Forse.
Meglio non farsi illusioni. Meglio giocare di sponda. Fare tattica, più che strategia.
Questo offre la casa, e questo ci giochiamo al meglio. Sì, posso farcela. Sono pronta al peggio. Affronto la tempesta con la mia barchetta di carta, ma venderò cara la mia pellaccia. D'altronde, non sarebbe certo la prima volta.
Ti voglio bene, mamma. Ti voglio bene, papà. Devo anche a voi ciò che sono oggi. Nel Bene e nel Male. Che banalità, non è vero? Eppure noi sappiamo quanto, per noi, tutto questo non sia affatto scontato.
Ho i fiori ai piedi, un Fiore al mio fianco e un fiore nell'anima, pronto a sbocciare.
Quale sortilegio, se fosse florilegio? Il Nulla, sì, sarebbe un sacrilegio!
Brivido caldo, lievemente snaturato da tutte le chance che non ti sei mai dato.
Siede un posto più in là il mèntore senza tempo: noi due sappiamo bene che al Destino non c'è scampo...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.
Soundtrack: One Love - Playing For Change - Song Around The World
Intrappolato tra i rami scivolo giù, peloso involucro di tentennamenti
Graffiano le unghie la corteccia inviluppata dei miei anni
Scivolo ed è brivido pancia in dentro aspiro il mio tormento, lo espello in un momento
Sono a terra!
Erba solletica la pancia, rotolo e sono occhi contro il sole rami volteggianti a salutar la mia salvezza, piacevole brezza di un giorno come tanti sicuramente per gli astanti non per me, sciocco felino, per troppo tempo immobile in attesa dei soccorsi
Pochi attimi di calore valgon bene il gelo accumulato resto lì, accoccolato ma non fino al tramonto. Un salto e sono in piedi, rincorro una farfalla volteggio, fendo l'aria. La felicità è così precaria!
ho sputato sulla famiglia e sul mio nome solcato mari ignari, lanciato scaglie di me lamentato solitudine, percepito scoramento
mi accoccolo in me in una fissità astratta povera anima, distratta
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: My Land Is Burning - Andy Partridge
Dignità. Passione. Coraggio. Non conoscevo questa scrittrice. Leggere la sua lettera, oggi, mi ha commosso. E mi ha ricordato chi sono. Chi voglio essere. Grazie.
"E io scrivo: quando la dignita' e' scambiata per masturbazione mentale"
di Giovanna Mulas
In questi giorni c'e' stato chi mi ha scritto che avrei fatto prima e bene a farmi soldi sul marciapiedi, per guadagnare in proporzione alla mia valenza fisica. E' interessante vedere come, socialmente parlando, dal 2003 - quando cioe', quasi come provocazione, e' stato richiesto a mio favore il sussidio della Legge Bacchelli- ad oggi, l' Italia della cultura o pseudo tale si sia letteralmente spaccata in due. Ne parlavo proprio questa mattina con mio marito ( a proposito...anche lui, poeta e giornalista noto in America latina, che ha deciso di vivere e morire della propria arte) , di quest' Italietta indecisa, a volte meschina: da una parte i Poetucoli del Nulla, gli apparenti superficiali nichilisti che scagliano pietre come mangiano spaghetti senza assolutamente conoscere le altrui realta', dure o meno dure che siano, quelli che si definiscono scrittori ma vivrebbero benissimo anche senza una penna in casa. Dall' altra parte troviamo gli umili, i piu' grandi, che non giudicano ma rispettano. Ed il rispetto, amici miei, mai deve mancare nell' Arte; che tutti ci accomuna in liberta'.
Un punto che mi preme precisare: non amo girarmi i pollici cercando l' illuminazione letteraria che non sempre, e' lapalissiano, arriva. Do costantemente lezioni di scrittura nella mia realta' locale e quelle vicine agli autori che giudico promettenti talenti, seppure timorosi di esporsi. Non amo chiedere una quota fissa. Ognuno e' libero di pagarmi come crede, anche con una bottiglia di olio o di vino rosso, quello buono, che solo qui in Ogliastra abbiamo. Pure il Cabernet, pero', l'accetto bene. Vari autori hanno frequentato i miei laboratori letterari ( un' antologia ne raccoglie i primi scritti, per i tipi dell' Editrice Universitaria UNIService) in modo assolutamente gratuito. Ho inventato con mio marito Dei Versi, la letteratura avvicinata alle genti piu' semplici; l' accademia che scende in piazza. Con Gabriel, una ballerina professionista e un cantautore chitarrista andiamo in giro per le piazze nazionali ed estere( chiariamo: a spese del comune che ci invita. Il Festival di Poesia dell' Havana eventualmente ci paga il biglietto, per garantirsi la presenza. Nulla da nascondere, signori.). Dirigo Isola Nera (in lingua italiana) ed Isola Niedda (in limba sarda), rivista di letteratura dove vengono pubblicati on line e a titolo gratuito, lo sottolineo, autori meritevoli di attenzione. La loro opera, non la mia, e' divulgata in tutto il mondo. Ed io, su questo, non guadagno niente se non il piacere di evidenziare eventuali nuovi talenti letterari nazionali. Attualmente stiamo lavorando con mio marito affinche' i format Isola Nera vengano patrocinati dalla Regione Sardegna e quindi pubblicati in cartaceo. Sarebbe una bella vittoria, per noi e soprattutto per quei giovani scrittori che avrebbero un' opportunita' in piu' per farsi notare da quel mondo cosi' complesso, lontano dalla realta' e fatto di bustarelle e ruoli mal ricoperti quale e' quello dell' editoria nazionale.
Tutto questo perche' si fa? Per incoscienza certo, ma soprattutto per passione verso quella che e' la propria vita, la scrittura. Quello che io scrivo, lo vivo. Coerenza tra parole e azione. Questo insegno prima ai miei figli, poi ai miei allievi. Infine voglio avere la presunzione di poterlo regalare ai miei lettori. E se di coraggio o incoscienza si tratta, beh, se qualche orecchio o occhio benpensante ho ferito, scusatemi. Lasciamolo dire a chi verra' dopo di noi, o al tempo: semplicemente il tempo parlera'. Non ho scelto di fare la scrittrice e fare la vita magra per sofferenza intellettuale, masturbazione mentale. Io nasco scrittrice. E' la mia vita. Non esistebbe Giovanna Mulas donna, senza la sua scrittura. Questo non significa che non mi abbia sporcato le mani lavorando davvero, come ha scritto il sapiente di turno. Ho lavorato lavando piatti nei ristoranti, cantando in locali per pubblico perso nella birra, recitando, disegnando magliette, facendo le assicurazioni e vendendo giornali e...e... . Pure ho avuto l'opportunita' di stabilirmi in pianta stabile a Roma, dove lavoravo come stilista emergente. Pensate che guadagni. Uff...non da poco eh, visto l'attuale panorama economico che mi riguarda. Ma trovavo la superficialita' di quel mondo schiacciante. Ho preferito tornare in Sardegna, nel mio mare, le mie genti. Soffrire questa scelta ma farla in maniera consapevole, coerente, soprattutto dignitosa.
Vivere della mia scrittura, dunque, e' stata una scelta. E perche' chi sceglie di vivere della propria arte, scrivere o cantare che sia facendone un vero e proprio lavoro; perche' non deve vederselo riconosciuto? Uno scrittore, per l' Italia, non esiste. Non produce dunque non lavora. Percio' io, come molti di voi, non siamo. O almeno questo, probabilmente, si vorrebbe da noi. Il pecora pensiero, il nichilismo allo stato puro in una nazione che paradossalmente ha fondato le proprie radici sull'arte, su scrittori, pittori, attori e cantanti che l' hanno fatta e ancora la fanno grande. Si potrebbe allungare l' elenco scivolando nella scienza dove menti illustri volano oltre l' oceano, per sfuggire ad un' Italia matrigna, e puttana. Ma questa e' un'altra storia.
Credo che arrivino momenti nella vita nei quali sia necessario fare una scelta, e prepararsi a vivere e morire di questa scelta. Con coerenza e dignita'. A trent'anni l' ho fatta: in un contesto ristretto come quello nuorese ho chiesto il divorzio dal padre dei miei figli, per violenza. Ho pagato la scelta con tre tentativi di omicidio, l'ultimo dei quali, per strangolamento ed accoltellamento, mi ha lasciata tra la vita e la morte.Ho pagato con l'indifferenza delle gente, le cattiverie da bar e quelle (sic!) delle donne che, donne, per prime avrebbero dovuto capire, non giudicare. Faccio notare al lettore che nel nuorese e provincia e' altissima la percentuale, in proporzione al resto d' Italia, di violenze alle donne tra le pareti domestiche. Altissima pure la percentuale di alcolismo tra donne. Eppure si tace. E si nasconde. E chi denuncia, come ho fatto io, viene giudicata una cattiva, una spostata. Ancora oggi, siore e siori. Senza una lira in tasca, a trent'anni anni e con il mio ex marito in giro per la citta' nonostante il tentato omicidio; presi i miei figli ( perche' ne ho fatti quattro, addirittura mi sono sentita chiedere. Perche' credevo fermamente come credo nella famiglia. Perche' la malattia mentale di mia madre mi ha lasciato nell' anima un solo desiderio, con radici nell' infanzia: quello della stabilita' emotiva, della sicurezza. E solo una famiglia che ami e ti ama, e' in grado di darti tale sicurezza. Figli voluti dunque. E non sta a nessuno giudicare se per incoscienza o troppo amore. La sicurezza, certezza, che ora ho con Gabriel al mio fianco.) e lasciai la casa che li aveva visti nascere, ma che non mi apparteneva.
Quanto sarebbe tutto stato piu' semplice, quanto dolore mi sarei risparmiata, mi sono detta spesso, se avessi scelto l'altra strada, quella del silenzio. Ma poi vedo e scrivo di donne con gli occhi spenti, il dolore e la frustrazione dipinti in faccia e mi dico no, devo scrivere anche per loro. Perche' scrivere e' un dono, sapete? E come tale va condiviso. Coltivato, carezzato con dolcezza e passione, costanza. Dignita' e purezza. Cosi' ho sempre difeso la mia arte. E cosi' faro' sempre.
Gomitoli di sé, tentacolari e contorti nell'atarassia si rifugiano, sconvolti
Involucri di carne accoccolati e la tregua nell'abbandono di pensieri malati
Chiuso il boccaporto, la nave rientra in porto. Non è la solitudine, che non sopporto. Ma il calpestio dei fiori appena risorti, che non sapevano d'esser morti.
Giorno dopo giorno impariamo ad amare i nostri reciproci silenzi interrotti solo da quei timidi slanci, segnali d'affetto che rinsaldano un'eterna presenza che vive di vibrazioni impalpabili
insieme, noi, sconfiggere il terrore di quel primitivo abbandono e riconosco in te il mio essere donna, il mio essere uomo
un'anima che nel suo espandersi... ritrova in sé il sole interiore che credeva perduto
e la gioia immensa effimera incontenibile
che afferro con ogni atomo e trattengo nel ventre fino alla prossima piena alla prossima, inevitabile apnea dalla quale risorgerò, ancora più forte
Se questa è la mia sorte... non mi avrà tanto facilmente, la morte!
Uno sport in apparenza animalesco, che insegna a lottare compatti per sconfiggere l'avversario e arrivare alla meta, senza paura di buttarsi nella mischia e spaccarsi anche qualche osso. Un uomo che, dopo quasi trent'anni di prigionia e lavori forzati, è capace di perdonare i suoi carcerieri perché ha capito che il perdono è l'arma più potente per allontanare la paura e portare il nemico dalla propria parte. Una poesia, ciò che ha dato forza, coraggio e ispirazione a chi, privato della libertà, ha continuato a difendere la propria dignità studiando il "nemico", perché consapevole che conoscere è il primo passo verso l'emancipazione del singolo e di un intero popolo.
Ed io, che di lacrime ne ho versate e continuo a versarne tante, vorrei davvero fare tesoro di queste parole. Perché, nonostante il calvario che la vita ha scelto per me, voglio riuscire ad essere il capitano della mia anima...
INVICTUS di William Ernest Henley
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo che va da un polo all'altro,
ringrazio tutti gli dei per la mia anima indomabile.
Nella morsa delle circostanze,
non ho indietreggiato, né ho pianto.
Sotto i colpi d'ascia della sorte,
il mio capo sanguina, ma non si china.
Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime
incombe, ma l'orrore dell'ombra,
e la minaccia degli anni
non mi trova, e non mi troverà, spaventato.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la pergamena,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Shosholoza - Overtone with Yollandi Nortjie (Invictus Score)