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28.10.10

Sempiternum




Se n'è andato un pezzo di me, l'ultimo pezzetto di innocenza rimasto, quello fortunosamente scampato al big bang. Sarà per questo che per lungo tempo non sono più riuscita a scrivere come facevo prima. L'unico ambito in cui riuscivo davvero a esprimere me stessa liberamente si è come polverizzato, e mi tornano in mente irrispettosamente le ceneri di un uomo disperse in mare in un giorno di sole. Un'intera vita in un mucchietto grigio portato via dal vento.

Curioso come mio padre sia venuto a mancare proprio alla soglia del compimento del mio trentesimo anno di età... come a sottolineare: adesso sei adulta, se non l'avessi ancora capito. Il vuoto è devastante. La consapevolezza di non poterlo mai più rivedere mi ricolma di angoscia, mi terrorizza, mi annienta, mi immobilizza.
E poi c'è lei, così impossibile da contenere, da arginare, da tenere a debita distanza, persino quando se ne sta in silenzio. Riesci a sentire il suo sguardo penetrarti da una parte all'altra della stanza. "Ignorala, chiudi il cervello!", sono inutili imperativi che misconoscono la potenza di una radiazione invisibile dalla quale non hai scampo.

L'allontanamento può essere una soluzione e lo sarà, quando tutto sarà pronto, tra molto tempo ancora... ma si dovrà lavorare anche dall'interno. La contaminazione è ormai avvenuta e i suoi effetti continueranno ad agire anche a chilometri di distanza dalla fonte che l'ha inizialmente originata. Si rende allora necessaria un'intima lotta contro se stessi, contro un cancro psicologico che ha già iniziato ad agire sottopelle nella forma di una voce interiore puntigliosa e castrante che continua a ripeterti che non vai bene, che puoi fare ancora di più, che sei inadeguato e non fai mai abbastanza. Che, in sintesi, ti allontana dal Piacere. E' l'enorme Moloch cresciuto dentro di te sotto forma di genitore interiorizzato a inchiodarti al senso di colpa, a (ri)generare quell'ansia insostenibile che cela al fondo una rabbia impossibilitata a esprimersi e quel falso sé compiacente che ogni tanto fa capolino a sempiterna memoria di un bambino che si è modellato, forgiato negli anni più cruciali per adattarsi a un ambiente che non lo ha accettato per come era veramente.

E no, non ditemi che un bambino è un piccolo adulto. Casomai per alcuni è esattamente il contrario.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Break It Down Again - Tears For Fears



Here We Go

Break it down again

So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head strong like a horse

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It's in the way you're always hiding from the light
See for yourself you have been sitting on a time bomb
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new about you and your inner song
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So those are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

" No sleep for dreaming" say the architects of life
Big bouncing babies, bread and butter can I have a slice
They make no mention of the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella save it for a rainy day
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin' around
Pray to power
Play to the crowd with your big hit sound
And they won't simmer won't simmer, won't simmer down
Play to the crowd
Pay to the crowd
Play yeah yeah

It's in the way you're always hiding from the light
Fast off to heaven just like Moses on a motorbike
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new to help
With the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming

5.4.10

Buona Vita!



Soffia inesorabile, il vento del tempo. È un buco nero ad attrarmi. Beffardamente accogliente. Riesco a sentirmi scivolare. So di non poterlo fermare.
Ricordi quel fiore? Ricordi quel fiume? E quella foto rubata, che ti aveva fatto arrabbiare?
Ricordi le mani strette, i sorrisi, le figure da cercare tra le nuvole, la pelle bianca da proteggere e amare, e quella pioggia torrenziale, che ci aveva costretti a scappare nel momento migliore di un'estate sul mare?
Chissà se ricordi ancora gli occhi sognanti, i capelli che non smettevi di pettinare, le mani tremanti, le fughe e i nascondigli, le storie da raccontare... il tempo, che avremmo voluto dilatare.

Distanti ora, tu ed io, una barriera inevitabile. La Vita.

Mi perdo nel ricordo di un affetto unicamente puro. Incondizionato.
So che non tornerà più. So che purtroppo è cambiato.
Non sarà necessariamente peggiore, solo diverso. Eppure sento che qualcosa si è perso.
La magia dell'innocenza, quello spontaneo avvicinarsi, senza coscienza.

Mi manchi. E continuo a cercarti, nel fondo dei miei occhi ormai stanchi.

Buona vita, prezioso tesoro di un passato che non tornerà.
Buona fortuna!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Night Sky (Sleeping Silently) - Mostly Autumn

6.1.10

Pro Messa





Lasciandarelasciandarelasciandarelasciandarelasciandaremimancailmare

Sciocca bambina, l'hai fatto di nuovo. Il Tempo è ripartito e sei rimasta indietro.

Vaneggi tra la folla, lo sguardo inebetito. Trattieni a stento i pensieri che temi possano tramutarsi in smorfie. Niente deve trapelare all'esterno. Niente. Ma quanto vorresti urlare! Sì, qui. In mezzo alla strada, come faceva lei. Non si può. Non sta bene. Le lacrime? Roba da mammolette. Da deboli. Da perdenti.

In nome di cosa? Di chi? E chi sarebbero i vincitori? Voglio proprio vederli, guardarli dritto in faccia, per sapere di cosa vivono, di cosa gioiscono. E come fanno a non sentirsi persi.














Sei una roccia, ce la farai. Sei forte.

Palle. Sono tutte palle. La verità è che me la faccio sotto dalla paura di non farcela, e che sono davvero stanca di lottare. Per tutto.

Ma che dici? Sei una combattente, tu!

No. Sono solo una che ha imparato a vivere con la guardia sempre alta e non sa più cosa significhi vivere senza le stramaledette zavorre ai piedi.

Ogni tanto la batteria si scarica, il sistema operativo crasha e la macchina smette di avviarsi.

Dove cazzo l'ho messo il disco di ripristino? Niente. Non lo trovo.

KAPUTT.

Il vento mi sospinge, senza una direzione. Elettrodomestici in vetrina. Mi soffermo a guardarli rapita, ma non sono i prodotti la mia calamita.

Una musica lontana vent'anni e poche, semplici parole...
Mi restano attaccate ai capelli mentre mi allontano, e il vento mi sferza le guance, schiaffeggiandole dolcemente.

Ecco, ora ho proprio voglia di piangere.
Ma non si può.
Non sta bene.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Promise You Made - Cock Robin

If I laid down my love
To come to your defense

Would you worry for me

With a pain in your chest?

Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?


Tell me
You'll be there in my hour of need
You won't turn me away

Help me out of the life I lead

Remember the promise you made

Remember the promise you made


If I gave you my soul
For a piece of your mind

Would you carry me with you

To the far edge of time?


Could you understand
if you found me untrue

Would we become one or divided in two

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made


Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

4.1.10

Stella... Ansimante





Bambino interiore, dimmi. Cosa c'è?
Perché ti agiti, perché scalpiti, perché imprechi?

Parla, dai. Ti ascolto.


Silenzio. Solo silenzio. Non vuoi dirmi niente.
Dovrei arrivarci da sola, non è così?


Povero, piccolo, bambino mio. Ti sto strapazzando, spremendo, violentando. E tu non ne puoi più.
Il terrore ti inchioda alle mie viscere, i tuoi colpi, sferzanti mani e piedi, mi mettono in agitazione. Sono sotto pressione.
No, non mi lamento. D'altronde l'ho voluto io. Si vede che devo esserne all'altezza.
O magari no. Mi sopravvaluto e basta.
Le fitte lancinanti alla base della nuca ne sono l'indizio lampante.


La pressione mi trasforma. Da bambina impaurita divento rabbiosa.
Ma è solo per farmi coraggio.
Giuro, prima o poi mi comprerò un mega punching ball. E scaricherò a suon di musica e kick boxing tutta questa rabbia.


Affogo. Nel mio stesso sciocco mare.
Tendo la mano.


Inutili parole mi raggiungono la notte. Troppo stanca per alzarmi e scriverle.
Le ho dimenticate. Se ne sono andate.
Risucchiate nell'oscurità.


Peccato.
Ma ho bisogno di dormire.

Pazienza.
Ne troverò delle altre.


Cado.
Come le stelle.

I Sogni.
E i Desideri.

Annacquo la rabbia
Ragni e Pensieri

Immagino un mosaico.
Il mio credo.
Laico.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Wandering Star - Portishead

Please could you stay awhile to share my grief
For its such a lovely day
To have to always feel this way
And the time that I will suffer less
Is when I never have to wake

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

... Those who have seen the needles eye, now tread
Like a husk, from which all that was, now has fled
And the masks, that the monsters wear
To feed, upon their prey

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

(always) doubled up inside
Take awhile to shed my grief
(always) doubled up inside
Taunted, cruel.... ...

Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever

2.1.10

La Merda È Concime Per Tempi Migliori?






Te ne sei andato così, tra pianti, sorrisi e carezze. Senza un lamento. Solo una notte bagnata, come non mi ero aspettata.
Ti ho amato sai? E odiato, anche. Eppure mi hai insegnato tanto.
E allora come posso sdebitarmi? Forse se ricacciassi indietro queste lacrime, sarebbe già un buon inizio.
Il fatto è che sono stanca. E non in senso figurato.
Così stanca che mi calano le palpebre. Così stanca da non aver voglia di uscire.
Così stanca da voler lavorare ancora. Così stanca da non essere produttiva come vorrei.

Io ti amo, Sogno Stramaledetto. Eppure devo aspettare ancora. Forse inutilmente.
Dove sei finito? Dove ti ho nascosto?
Non sei tra queste migliaia di cartacce, alcune serie, altre facete, che parlano di me.
Frammenti di scrittura strappati all'oblio, nascosti al mondo. Documenti, burocrazia, un anno di vita. La mia.

Ritrovo un frammento di com'ero, pochi mesi fa. Sorrido.
Davvero sono stata capace di scrivere questo?

Dalla finestra entra un'aria gelida. O magari no. Forse sono io che sono stata troppo a lungo ferma. A tentar di ricomporre un ordine.
Ma quale ordine? Impossibile, nel caos che vivo.
Che sono.

L'odore del mare, oggi, è così pungente che fa paura. Mi sembra quasi di svenire, quando il vento ti porta a me, così, senza chiedere il permesso.
Mi violenti, e nemmeno te ne accorgi, mare bastardo, che d'inverno riesco a malapena ad avvicinare.
Il troppo freddo mi uccide. Ma un giorno di questi lo sfiderò, a costo di rimetterci la salute. Ho bisogno di te, come l'aria che respiro.

E allora, dai, lascia che pianga un po', per scaricare la tensione. Così, senza una vera ragione.
Ho davanti a me una montagna di responsabilità. Tiro un sospiro di sollievo per aver superato un periodo nero, ed ecco che subito ho davanti a me un'armata di nuove scadenze, incombenze, incoscienze.
Già. Solo un'incosciente come me poteva imbarcarsi in un'avventura simile. Ma ho fatto le mie scelte. Ho rifiutato le risposte scontate, comode, mediocri, immediate. Mi stavano strette. Sto ancora lottando per portare a compimento la mia "missione". L'autoaffermazione. Niente denaro, niente carriera, niente cazzate. Solo me stessa.

Un unico compromesso. Quello con il Tempo. Non so se ci riuscirò, ma provarci mi fa già sentire meglio. Sembra, a molti, una resa, questa mia irresistibile discesa in un mondo tanto più grande di me. Ma io sono un'insospettabile regina del poker. Quando meno se l'aspetta, il banco dovrà ricredersi. O magari si farà quattro risate, per quanto sono stata ingenua a pensare di poter fare a modo mio. Staremo a vedere.
Di sicuro non me starò con le mani in mano ad aspettare la manna dal cielo, o un riconoscimento postumo. Chi doveva vedermi, mi ha vista. Se non ha mosso un dito per non lasciarmi andare, peggio per lui. Troverò il mio posto nel mondo da sola. E allora riderò, anche alla faccia sua! E dei suoi sterili complimenti a scadenza.


Appunti in margine a una tovaglia 21-06-2009:

Pensieri sparsi.
La solitudine dei primi, la sollecitudine degli ultimi.
Il caotico vociare delle moltitudini, venute fuori come cavallette,
complici le nuvole e i chicchi di ghiaccio
piovuti dal cielo.

Il sonno della ragione e la veglia funebre del pubblicitario.
Il tempo è un labirinto e ho perso lo stradario.

La sinfonia dell'attesa.
Passi cadenzati, lenti,
forzati.
Il neon stordisce, il caos sfinisce,
il dolore si acuisce.
Pupille in fiamme.
Dio come odio questo inutile bailamme!

Pause archiviate,
caffeina per endovena,
rivivo da ore
la stessa scena.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Love Letter - Nick Cave And The Bad Seeds

21.11.09

Mystery Dictating






Rumore di cranio che si spezza in quattro.
Le crepe trattengono a fatica la massa palpitante.
Rabbia sale dall'esofago, su per il sangue, fino al cervello.
Fitte improvvise.

Sarà sinusite?
O sono impulsi dalle mie cento vite?

Emolumenti notturni.
Emozione esce dai finestrini chiusi di una macchina in corsa
- il buio della notte -
Musica odora di adolescenza non vissuta.

Batti il tempo sul tappetino di gomma, aspetti la rivincita.
La Vita.

Un'ultima mano a poker.
Sei la regina del bluff.
Regola numero uno: mostrarsi più forti di quello che si è.
Se la vita morde, tu mordila di più.
Già, ma che fatica, santo Dio!
L'embolo incombe e tu ne sei l'artefice.

Respira.
Ausculta.

Passione sferza colpi sul rullante.
Notte rapisce i sensi.
Luna osserva senza compassione.

Periferia ti ricorda chi sei e dove hai lavorato.
Lampione illumina i tuoi sensi di colpa.
Asfalto ha ancora la forma del tuo corpo stanco.

Passato adora coglierti di sorpresa.
Amore è al tuo fianco.
Futuro è dentro di te.

(Hai ancora paura che possa scivolarti dalle tasche)

Presente continua a non lasciarsi scartare.
Resta sempre quell'ultimo nastro che non riesci a sciogliere.
Le unghie le hai fatte crescere apposta!

(Peccato che ti ostini a rivolgerle contro di te)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Entre Dos Tierras - Héroes Del Silencio

Te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
qué fácil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atrás
tienes muchas huellas que borrar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.

pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no sé qué creer;
pero olvídame, que nadie te ha llamado
ya estás otra vez.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atrás
tienes mucho barro que tragar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

13.11.09

Won't Fool Myself Again? I Hope So.




Ti capita mai un terrore di lampo, un brivido di insana frenesia di capirti, dentro, per davvero?
Stomachevole sensazione di non saper che pesci prendere, quando si ha ormai la mano bell'e affondata nella vasca dei piraña, le falangi già mangiucchiate dalle scelte irreversibili e in testa ancora la ferma convinzione che si continuerà a sbagliare, ché non si è ancora imparata la lezione?

Si prende una strada, la si segue, ma si tentenna. Si inciampa, si sbaglia ancora. Si volta la testa indietro, SensoDiColpa continua a chiamare. Ma perché, diobòno, gli ho dato il mio numero? Che diavolo avevo in testa quel giorno?

Dice, che c'hai? Te rode? Ma niente. Succede che di nuovo mi vado a impelagare per arrotondare, perché mi giudico improduttiva - grazie al cazzo, con gli standard che mi autoimpongo non può che essere così -, perché fremo e la paura, anziché spronarmi, mi terrorizza. E allora invece della fuga mi fingo morta. Ma i morti che camminano sono una bella storia, e allora pìttati, reinventati freaky monster e prosegui nel disegno che ti sei imposta. Ma cazzo seguilo, almeno! Non deviare così. Non franare giù nel baratro spingendoti da sola. Come puoi essere così idiota?!

La gatta presciolosa fece i gattini ciechi.
E la gatta cieca? I gattini non li fece manco per il cacchio.

Ok. Ho capito. Sì, sì, ho capito, Santi Numi! Il mega iper bastardo infido trojan che il Fa(t)to mi ha inviato è un segno! E pure la tecnologia che continua a boicottarmi, sbrodolando la mole di lavoro in ore di correzione infinita di infinite correzioni già apportate in passato. E vacci a mettere una pezza adesso, se hai il coraggio! Gira gira e rigira, la ruota del tuo stupido labirinto autoavverantesi: avevi appena accettato altri incarichi come scassacazzinerovestita per i weekend a venire... e pouf! Ecco che ti si scatena contro il mondo informatico e ti inchioda ai tuoi doveri ed oltre, peggio che mai. Fanculo a me e fanculo ai soldi maledetti!

Ah, si potesse viver d'amore e d'arte... E chi s'è visto s'è visto...

E ora... carica please! Stavolta ne ho bisogno come non mai.
TESTONA-CHE-NON-SONO-ALTRO-ACCIDENTI-A-ME!!!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Won't Get Fooled Again - The Who

12.11.09

Qualunquista? Sì, grazie.





Caracollando cerco di sopravvivere a quest'apnea imposta dall'esterno.
Talenti gettati nel cesso, professionalità sottopagate, frustrate, frustate.
Il Dio denaro tuona e lampa, dall'alto dei cieli di cartone.
Clampiamo l'aorta di una giornata storta.
Tutto è vacuo, quel che non è sapore acqueo.
Libri, canzoni, passioni. Amori immensi. Corporei ed incorporei.
Per questo lotterò, fino all'ultimo respiro.
E scriverò, perdio! Scriverò ancora.
Anche se non sono produttiva anche se non macino moneta anche se i sensi di colpa mi scaraventano a terra e mi regalano terrore solitudine cosmica e paura di non essere all'altezza.
Una creatività che si ribella con asprezza, una mano che continua a delirare, con destrezza.


"La linea orizzontale ci spinge verso la Materia,
quella verticale verso lo Spirito..."

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Inneres Auge - Franco Battiato [Lyrics]

1.11.09

Ho Picchiato La Testa. Ma Di Brutto!






Stavo per scrivere un post di quelli pesanti, stracciamaroni e piagnucolosi, ma la Musica e certe Persone Speciali me l'hanno impedito. Sai quando ti ritrovi ansimante, in preda a movimenti incontrollati, senza riuscire a chiudere i due rubinetti che hai ai lati del naso? Quando stai letteralmente per picchiare la testa contro il muro? Ecco. Oggi - e non solo oggi - mi ha còlto uno di quei momenti in cui quasi temi di sfiorare l'attacco di panico.

Dovresti lavorare, ma niente. Il cazzeggio diventa una via di fuga, un palliativo, davanti allo zaino troppo pesante che ti sei voluta caricare sulle spalle. Inizi a pensarle tutte. Spararmi un cannone? Nah. Mai fumata mezza canna. Ubriacarmi fino a perdere la brocca? Nah. Non ho voglia di nausea, vomito e mal di testa. Ballare e cantare a squarciagola? La prima, ancora ancora. La seconda: da bocciare categoricamente. Andare a farsi un giro all'aria aperta? Nah. Quando mi prende così, vuol dire che sono in fase letargica. Ergo, nun me mòvo manco si me sparano. Oddio, forse con un bel calcione nel sedere un po' di passi li potrei pure fare, anche solo per mandare a quel paese l'autore dell'insano gesto. Ma no. Troppa grazia. Ma quale grazia? Troppa fatica!

Poi lanci un sassolino. Piccolo. E il mare ti risponde. E si fa culla per il tuo dolore. Delicatamente. Senza nulla pretendere. Come una carezza invisibile che senti sulla tua testa impazzita. E allora i rubinetti si riaprono. Ma di commozione.

Allora, dato che ho picchiato la testa e di brutto, vorrei brindare all'Amicizia. E perciò vorrei dedicare a tutti coloro che me l'hanno dimostrata lo splendido post che la cara Desa ha pubblicato oggi sul suo blog. Racchiude perfettamente ciò che sono e che cerco anche qui, in questo mare virtuale in cui ogni tanto lancio i miei strampalati messaggi in bottiglia:

L'ARDUO SENTIERO DELL'AMICIZIA

Passate a leggerlo. Ne vale veramente la pena.

La canzone che ho scelto per accompagnare questo post concludeva una puntata di Radio Pazza, la numero 4, Incubi Di Sabbia, creata da quei loschi figuri di Bak e Grex, che oggi mi hanno fatto compagnia mentre tentavo maldestramente di lavorare nonostante i brutti pensieri. (A proposito, a quando un revival di voi due insieme? Ci mancateeeee!!!). Mi ha fatto riflettere per l'ennesima volta la riflessione di Bak sul vero senso degli incubi. La trovate al ventisettesimo minuto, tra i Cure e Jimi Hendrix. Dateci un orecchio.

E poi concludo con una frase estrapolata da una canzone che mi è piombata tra capo e collo per caso, dopo aver ascoltato un pezzo dei Calexico sul blog di Mio. Ho cercato Calexico su Archive.org e sono incappata in un programma di una web radio tedesca, FreeQuency. Ebbene, il brano in questione è My Brand New Disguise di Odran Trummel e il testo descrive esattamente il mio stato d'animo in questo momento:

I feel like I'm stuck in the bottom of your backpack, squashed by the burden of the problems you've chosen to carry on your back.

Mi sento come incollato sul fondo del tuo zaino, shiacciato dal peso dei problemi che hai scelto di portarti sulla schiena.

Occhei. Se siete ancora vivi dopo tutto questo giro di link e rimandi a perdita d'occhio, adesso saprete il vero motivo per il quale non riesco a lavorare. AHAHAHA.

P.S. Lo ammetto, sono stata contagiata dalla sindrome del linkismo. Mio, te fischiano le orecchie? :)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Ho Picchiato La Testa - Ottavo Padiglione

8.10.09

Reci(Diva)





- Questa è l'ultima volta. Poi giuro che smetto.
- Aha. A chi vuoi darla a bere?
- Quando si entra nella vita di una persona, bisognerebbe usare la parola giusta. Chiamare le cose con il proprio nome.
- Ah sì? Senti chi parla. La regina del velo di Maya, la Penelope di una criptica tela di pensieri intrecciati!
- Ma io volevo solo scrivere!
- Già, peccato che non sei una scrittrice e che la gente ti prenda in parola. Loro interpretano alla lettera, come se scrivessi un diario. È il lato negativo del mezzo con cui ti esprimi.
- Si chiede mai a un pittore perché abbia scelto proprio quel colore, o allo scultore la ragione della forma che ha scelto di imprimere nella pietra?
- A loro non è concesso scegliere. Sono artisti, ed è l'arte a scegliere per loro.
- Ecco. È proprio questo il punto. Dovevo immaginarlo.
- Rassegnati. Datti pace. E smetti di frignare.
- Lo so, sono terribilmente infantile. E me ne vergogno.
- Lo vedo! Continui a scriverne...
- Ok, ok. Ora smetto. Forse dovrei buttare via il computer.
- Se pensi che servirebbe...

Ops. Un altro déja-vu. Dev'essere un vizio.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Lilac Wine - Jeff Buckley

Ama(zzone)




Perché in fondo ci speri sempre,
che niente sia cambiato...


Cavalco l'inquietudine, amazzone inesperta.
Strani odori, un pulsare misterioso del cranio.
Sto guardando troppe puntate di E.R. Quelle vecchie. Che io, ai tempi d'oro, chissà dove vivevo.
Ah già.
Il mare era in burrasca. E la televisione era spenta.

Rabbia dentro. Fantasmi del passato. Solo miei.
Ti guardo dormire e mi si scioglie il cuore.
Vorrei un grammo della tua placida serenità. Della tua calma.
E quando sono così, vorrei sparire lontano, per non contagiarti.
Tu che riesci così bene a rimanere in piedi, nonostante tutto, mentre a me basta un soffio per non farlo.

Cos'ho nella testa? Non sarà certo una risonanza a dirlo.

Maledirei queste mani, che insieme mi uccidono e mi restituiscono la vita.
Da una parte lo specchio di vetro, dall'altra una penna. O una tastiera.
Ma forse scriverei anche col sangue, se mi mancassero le prime.

Stanca di me, vorrei tanto mandarmi in ferie. Va', vivi. E respira.

Eppure solo ieri mi sentivo bene. Che cosa è cambiato?
Sento già le sirene suonare: venite, Jenny è pazza!
E lo so che non dovrei scriverle certe cose, che non sta bene.
(Poi dice perché uno non ci mette la faccia...)
Ma che importa?
Non c'è cura per l'incoscienza delle parole.
Anche se io c'ho provato a dirtelo. Giusto oggi.
Ma non voglio e non posso forzare il blocco. Non ne ho alcun diritto.

Chiudere tutto. Farla finita con le dipendenze. Smettere di aspettare.

A-Sincrono. Fuori Tempo Massimo.
Lasciò un regalo. Non passasti a prenderlo.
Odia vederli scartare in ritardo.

Io so qual è il problema. Che mi abituo a cose che poi cessano di ripetersi, nella stessa forma e con la stessa frequenza. E questo non va bene.
Se poi vengono a mancare il Vuoto è troppo grande.
Ora finalmente capisco chi invoca la Stabilità.
So che non l'avrò mai, ma lo capisco.
Ora capisco.

Apro la scatola magica in cerca di Musica.
Youtube mi serve il pezzo adatto su un piatto d'argento.
Extreme Ways di Moby.
Ci rifletto un po', il titolo mi pare di averlo già sentito.
Dannata memoria che fa sempre cilecca!
Una veloce ricerchina e scopro che non mi sbagliavo. Eccolo. Un déja-vu!

Mi rileggo, a quasi un anno di distanza. Quante cose ancora non sapevo. Quante non capivo.
E quante tessere si rimescolano adesso nel calderone emozionale.

Tutto scorre e muta, ma in fondo la sostanza resta sempre la stessa.
Di vizi e virtù sono piene le tasche.
Di Bene e Male sono lastricate le strade.

E io? Che intenzioni ho per il futuro?

Raggiunta l'Eccellenza non si può che scendere.
E se invece ci si ferma nel mezzo?


...ed è inutile che aspetti,
tanto non verrà.

Forse si chiama Godot.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Extreme Ways - Moby

7.10.09

Crazy Horse




Inconcludente.
Sai quelle giornate perse. Dietro pensieri aquiloni. Comportamenti coglioni.
Lavoro che s'accumula, s'ingrossa, e esplode in una bolla rossa.
Senso di Colpa richiama all'ordine. Ma io vivo nel Caos.
Non solo metaforicamente.

Coraggio. Forza. E Coraggio.

Altalena, io ti odio.

Se fossi una scrittrice, e sottolineo se, e all'improvviso perdessi me,
non avrei perduto il mondo intero, ma solo me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Valvonauta - Verdena

Mi affogherei
e anche se non mi viene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei

Io senza lei
riesco appena a sentire
che non ci sei
e riesco appena a stupirmi
va tutto bene
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...eei
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai... mai
Mi affogherei
e anche se non conviene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai...mai


5.10.09

Se Fossi Un Uomo...




Certe volte essere donna è per me una limitazione.
Già. Avete capito bene.
No, non sto parlando della parità dei sessi e cose del genere.
È che invidio, non il pene, ma l'amicizia cameratesca tipica dei maschi.

Sia chiaro. Dell'amicizia femminile amo la complicità, la profondità e la sensibilità degli scambi, quando sono sinceri.
Ma io nasco maschiaccio e non è un caso che da piccola amassi fare la lotta.
Prima con mio padre, poi all'asilo dove, lo scrivevo tempo fa, ero il terrore dei maschietti.
E come dimenticare i rotolamenti sul pavimento e gli accapigliamenti con mio cugino, il mio omonimo, le rare volte che facevamo visita alla sua famiglia?

Poi, cos'è successo?
L'adolescenza, gli ormoni e compagnia cantando mi hanno cambiato.
Sono diventata più chiusa. Meno espansiva. Più trattenuta.
Amici maschi non ne ho mai avuti. Legami superficiali sì. Ma mai amici veri, per come intendo io l'Amicizia.

È che tra uomini e donne le cose possono essere complicate. Davvero complicate.
E allora, a volte, mi piacerebbe davvero essere un maschio, solo per poter cogliere le sfumature dell'amicizia tra uomini.
Così come, e anche questo l'ho già detto tempo fa, mi piacerebbe da morire poter avere un fratello o una sorella per capire cosa si prova.

Un legame di sangue non sempre è sinonimo di Amore, questo è vero.
E spesso persone conosciute per caso possono arrivare a darti persino più di una famiglia.
Ma nonostante questo non posso non pensarci.
In fondo, ciascuno di noi sentirà sempre la mancanza delle esperienze di cui la vita lo ha privato, e viverle non sarà mai come starle solo a guardare.


Soundtrack: It's A Man's World - Seal

4.10.09

LA-VO-RA-RE!





- Taci, una buona volta!
- Ma io... ho ancora tante cose da dire.
- Non importa a nessuno, quello che hai da dire. Pensa a lavorare.
- Scrivere!
- LA-VO-RA-RE! Non scrivere. Lo capisci l'italiano?
- Non ci riesco, è più forte di me. Ogni volta il flusso di pensieri ricomincia e mi distrae.
- Disciplina ti ci vuole, altro che!
- Giuro che c'ho provato, ma niente.
- Questa tua anarchia non mi piace. Non sei produttivo.
- Ma se sono un fiume in piena?
- Appunto. Qua servono rocce, non fiumi.
- Cosa dovrei fare, secondo te? Segarmi il cranio, tornare a essere solo un robottino? (Sempre ammesso che lo sia mai stato...)
- Concentrati, datti da fare. E smetti di pensare.
- Non ce la farò mai. Io sono Pensiero. E non mi importa che tu mi legga o meno. Né che tu mi consideri osceno. Continuerò sempre a scrivere, perché è solo così che mi sento pieno...


Brividi.
L'altalena che sale, fino a farti sfiorare il cielo.
L'irresistibile impulso di gettare la testa all'indietro.
Passato e Futuro.
E tu, imbrigliato nel mezzo.
Fermo in un posto,
tentato dall'Universo.

Dio, come mi sento perso!


Sountrack: Toop Toop - Cassius

After all the words we sing
I got my eyes on my machine
You could just put online
So I got some piece of mine

I could keep up during night
I’m gonna search people fight
Hanging out on every
All I got is a machine

18.9.09

It's Only Poetry, But I Like It!





AudioPost - Testo e Voce di Yuki AKA Dj Prisma TBFKA MusEum




Cerchi di dare un senso alla tua vita. Di fare la persona seria.
Ma tu hai il caos dentro, cazzo. E non c'è niente da fare.
Ti sorprenderà, vedrai. In una giornata come tante.
E avrà il suono dei fogli che cadono sul pavimento, delle carte che si sparpagliano.
Documenti a cui non riesci a dare un ordine.
E che rovinano a terra.
Perché lavoro e passione non hanno coinciso, e allora il sogno lo fai rientrare dalla finestra e dolcemente ti annienta, quando, invece, dovresti essere già grande da un pezzo e pensare solo a rigare dritto.

Ma la Poesia ti bussa sulle spalle.
Ti costringe a voltarti, una buona volta.
Per ritrovarti a guardare in un paio di occhi verdi.
E scoprire che sono i tuoi.

Autogestirsi. Già. Magari fosse facile.
Basta un niente per accendermi.
E per spegnermi.

Una canzone, un pensiero, una frase buttata lì.
Dei segnali letti col sOnno di poi.
Dei frammenti di noi, che mi fanno inciampare.
Che mi fanno chiedere: perché?

Magia.
Caso che si spoglia.
Del suo quotidiano apparire.
E.
Finalmente.
Fa l'amore.

Con Caos.


Io ti ho aspettato, ma tu non sei venuto.
Allora vado avanti. Lo stesso.
Prima o poi, tornerai.
Lo sento.

Ecco. Finisco di scrivere. Di godermi Amore e Poesia.
E meschina arriva la mia Spada di Damocle.
Mi colpisce a tradimento, beffarda e sorniona.
Per ricordarmi che non si sfugge al proprio destino.
Vaffanculo!
Proprio ora che avevo allentato la morsa...

Ti tremano le mani.

Non è colpa mia, Cristo!
E invece sì...

Soundtrack: Dexter Gordon Quartet - Don't Explain

10.9.09

(Re)set Me Free




Prendere schiaffi dal vento a volte è necessario.
Schiaffi dolci, non ancora troppo freddi.

Vacci piano, piccola. Ti stai facendo male.

Ma tu hai pianto!

Merda. Ho dimenticato di pulire gli occhiali.

Meglio che mi affretti a nascondere le ali...


Soundtrack: Every Mother's Son - Lynyrd Skynyrd

18.8.09

(Sl)ego




È giunta l'ora. L'ho raggiunta?
Non gode chi la spunta.

Rèmore
Tremore

Remo con livore


Odio il mio Ego, rimpiango i Lego:
Al dito me la lego!






Forse è il caso che mi sforzi di essere meno egocentrica. Tutto questo pensare attorno alla mia persona non facilita la mia ripresa.


Com'è che si dice: rimettiti in carreggiata! Vedrai, sarà una passeggiata...
E io, che ancora aspetto una chiamata.

Soundtrack: Chanson Egocentrique - Franco Battiato

Avenue Park
my life in the dark
I with me
do you smile
for arabian style
I like hit
Miami Beach boys
children with toys
across the universe.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.

Chi sono, dove sono
quando sono assente di me
da dove vengo, dove vado
dalla pupilla viziosa delle nuvole
la luna scende i gradini di grattacieli
per prendermi la vita.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Central Park
I love in the dark
Ich bin klein
people sang
around the campfire ground
I remember
prehistoric sound
was the time of the dinosaur age
Oh, Nein.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Mi dice
sui seni nudi muoio d'amore
quando vedrai la mia ragazza
dille che io l'amo.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.



17.8.09

Cool Wind




Scappano, si srotolano, inciampano. Sconvolgono.
Pensieri come mosche. Zanzare. Orticarie.
Poi bianco latte. Appiccicoso miele.
Stropicciano i vestiti, appallottolano l'anima.
Mordono la fuga.
Mettono in fuga chi morde.
Ma i denti sono i tuoi.

E mentre sembra che ci sia qualcuno che non sente affatto la mia mancanza, mi sorprende un sentimento di amicizia laddove non l'avevo mai cercato, immaginato, sperato.
E menomale.

Mi chiedo dove abbia sbagliato, dove fallito, dove sprangato. Porte che si attivano automaticamente e lasciano fuori chi si lascia abbagliare dalla luce della torcia del poliziotto messo a guardia.

Forzare il blocco. E perché mai?
Lasciamo che sia libero di nascondersi. A lui va bene così.
Già.

La crescita è anche distanza, non siamo più quelli delle stronzate che ci facevano ridere senza troppi problemi. Quelli che se non ci si raccontava tutto e subito non si era amici.
Silenzi. Troppi. Soprattutto miei.
Ma non è mancanza di fiducia. È che la solitudine indurisce. Quella interiore, intendo.
Poi si può anche essere circondati di persone, non è questo il punto.
Certi strascichi te li porti fino alla tomba, non ci sono cazzi.
Soprattutto se a lungo tempo saper mantenere un segreto, non tuo ma anche tuo, ti ha insegnato a non dire, senza mentire. Per sopravvivere.
E questa capacità darwiniana che ti ritrovi oggi per certe esperienze vissute ieri, non si lava via con lo scioglimacchie. Resta. Come la pelle che qualche dio dispettoso ti ha cucito addosso. "E ora vediamo come te la cavi?".

Trincerarsi non è la risposta. Troppo comodo.
Risali la corrente al contrario. Annaspa. Lodati, imbrodati. E poi sciacquati. Presto!

Non ti cerco più. Casomai volessi evitarmi ancora.
Se chiamo non rispondi.
Se ti richiamo, non richiami.
C'è altro da fare, figurati. Posso immaginare.
Ma io non ho più voglia di sperare.


Soundtrack: Maximilian Ecker - Cold Wind Blowing

13.8.09

The B Side





Saggia e Riluttante.
Sedute al buio.
Schiena contro schiena.

S: Dovresti combinare qualcosa.
R: Lo so.
S: Ti sei accorta che ti stai nascondendo dietro ai tuoi problemi?
R: Non ho mai voluto che diventassero un alibi...
S: Invece lo sono.
R: Dove sono finiti tutti gli altri?
S: Chiediti piuttosto dove sei finita tu.
R: Ma quando riuscirò a ricominciare?
S: Quando smetterai di fare dell'inazione la tua falsa consolazione.
R: Eppure ho così tante cose da fare! È che non mi so organizzare.
S: Ti sei persa dentro la tua stessa oscurità. Devi ritrovare la chiave.
R: Ne avevo fatto una copia, per i momenti difficili. Dov'è andata a finire?
S: L'avrai lanciata in mare, quando eri sicura di potercela fare.
R: È troppo tardi per andarla a recuperare?
S: Quella chiave, ormai, è persa. Evaporata. Andata. Te ne serve una nuova.
R: Non mi ricordo più come si fanno, le chiavi.
S: Rimettiti a studiare. Osserva gli altri. Fanne tesoro. Il modo lo trovi.
R: Non ce la faccio! Ho perso ogni stimolo.
S: Muovi il culo, invece di fissare sempre davanti a te.
R: Ma è pesante!
S: Meglio. Più pesante è, più grande sarà il tuo slancio.
R: Non potresti darmi una mano?
S: Ma io lo sto già facendo!


È per il bene che ti voglio,
se mi aggrappo a quello scoglio!
Ti chiedo, non lasciarmi andare,
perché io ti voglio amare...
Vita!

Soundtrack: System Of A Down - Spiders

6.7.09

Past Time Paradise




L'idillio tra te e te è durato poco. Giusto il tempo intercorso tra un'ovulazione e l'altra.
Buona questa! Comodo dare la colpa agli ormoni...
Ma il fatto è che oggi le cose più banali ti pesano come macigni, e tu non sei Ercole.
Banali, un accidente! Scrivere è ri-scrivere. Ficcatelo bene in mente.

Eccolo lì, un accumulo di oneri e impegni che ti sei imposta dopo l'ultimo fallimento, forse sopravvalutando la tua capacità di sopportazione.
Contratti da sottoscrivere, contratti fantasma, contratti capestro. Avresti una gran voglia di appallottolarli tutti e farci canestro!
Colpo da maestro.

E invece no. I tempi si allungano, sbrodolano, aggrumano, quando sei tu ad avere fretta.
Quando invece hai bisogno di tempo, ecco che incalzano, pressano, insistono.
Forza, sbrigati, ci sono le ferie!
Di che ti preoccupi? Siamo persone serie!

La volete smettere?!?!?
Spalle al muro, non riesci a riflettere.

E invece hai un gran bisogno di riflettere. Un grandissimo bisogno di riflettere.

MA COME SI FA A RIFLETTERE CON QUESTO CALDO!

Ho bisogno di ridimensionarmi, porco diavolo.

Non ti concedi più neanche i divagamenti marittimi. È finito il tempo del volersi bene. Hai già chinato il capo e ricominciato a spingere come una forsennata sull'acceleratore dell'autoflagellazione. Senti le pasticche consumarsi a ogni affondo. Lo stridio metallico delle frenate improvvise masochisticamente ti dà alla testa. È qui la festa?

Prelievo al bancomat. Il piatto piange. Del resto, a chi tange?
Merda, il pin! Dio santo, come si fa a non ricordarselo? Sono un'idiota.
Cazzo guardate? È mio il tesserino! Non vedete? C'è stampato sopra il mio nome!

Ritorno alla base. Pensieri in fase di fissione nucleare.
Di scatto ti fissi sul cartello di un'attività commerciale.
"Orari di apertura: LUN-VEN 9-13 / 16-20". E vai col tango!
E tu? No, grazie, per me solo il fango.
Ora che ci pensi, non ricordi di avere orari da un bel po' di tempo.
Nella società che ti ha vomitato "adulta", non esistono orari.
Il tempo del lavoro e quello della distr-A/U-zione si fondono, si incastrano, in uno scomposto disegno frattale.
Del resto, l'hai voluto tu.

Sculetti a dovere, ma non per civetteria. È colpa dei sandali "pompeiani" che indossi oggi (chi è che li aveva apostrofati così?).
Al contrario delle infradito da due soldi che ti donano un'andatura da perenne andante al mare, loro, le "pompeiane", ti costringono a un movimento femmineo che ti credevi estraneo.
Per un po' sei persino credibile.
Giusto il tempo di arrivare in fondo alla strada, affondare la mano nell'immenso groviglio della tua borsa londinese da adolescente e ricordare quanto faccia a pugni con le tue scarpe da femme pseudo-attraente!

Chiave nella toppa, scalini, portone, e re-inforni te stessa nella tua
home, hot home, in attesa del tuo prossimo tracollo.
Dio, che caldo.
E no, che non mollo!

Soundtrack: Faithless - Mass Destruction