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13.3.13

Ama Te Stesso

Ci vuole proprio un grande coraggio (e tanto cuore, come mi ricorda qualcuno) per guardarsi dentro ed amarsi profondamente, slegando questo amore dai risultati, dalle aspettative, nostre e altrui. Celebrare ogni giorno il nostro essere vivi e, in quanto tali, parte dell'universo di cui componiamo, particelle tra milioni di altre, l'essenza. Uscire dalla pretesa, dal circolo viziosamente distruttivo della lamentela, del tutto e subito (il produci-consuma-crepa che logora la nostra creatività e il nostro slancio).

Sono giorni difficili, ma non più di altri, sicuramente meno di molti altri già strappati dal calendario. Ho bisogno di ricordare che cazzo ci sono venuta a fare su questa terra e iniziare a farlo. Ma per davvero.
Perché la paura di fallire e la paura di riuscire sono due facce della stessa medaglia e non voglio più che siano loro a decidere per me.


Soundtrack: Disarm - Smashing Pumpkins

YUKI, AKA PRISMA
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25.8.12

Le Due Di Notte, Dopo Amadeus


Le due di notte, dopo Amadeus. Una voglia incredibile di rivedere il tuo volto. E toccarlo, anche. Morbide guance sotto le mie dita. Il folle desiderio di essere di nuovo acclamata per la mia scrittura. Nostalgia di un tempo in cui lo scrivere era impetuoso, salvifico, incosciente! Quanto dolore vi si nascondeva sotto, e quanto ne fluiva, riga dopo riga! Intenso era lo scambio, almeno quanto lo era la paura di essere scoperta, come se rivelare l'anima in versi o periodi di varia natura fosse peccato.

Continua a scriversi in me quel romanzo che attendo da tempo. Lo fa quando meno me lo aspetto, e son lontana dalla penna o da una tastiera. Lo fa mentre mi lavo via di dosso lo sporco di una giornata rovente, passata a ridipingere una ringhiera arrugginita tornata a nuova vita, sotto il getto d'acqua calda, non proprio bollente. Lo fa e io lo ringrazio per la fiducia che mi dimostra e che spero non si riveli mal riposta.


Sogno personaggi esistiti, poco inventati, che trasformerei cambiando loro il nome, magari la faccia e i connotati. Li amerei tutti, uno per uno, non come figli, ma come improbabili amanti! Li vestirei per poi spogliarli dalla testa ai piedi, insolentemente. Li seguirei, silenziosa, insinuandomi tra le pieghe delle loro giornate bidimensionali, mi tufferei nel cuscino ancora caldo dei loro risvegli, e li divorerei, con sinuosa avidità, senza malizia, per il puro gusto dell'esplorazione umana e per celebrarne la bellezza, Luci e Ombre.

Non resta che farlo, smettere di pensarlo, sognarlo, accarezzarlo. Fottersene del cuore in gola che tenta di fermarci, di metterci in guardia. Dire finalmente ciò che da sempre si ha nel cuore, senza pensare che potrebbe non interessare affatto chi ci sta di fronte. Dirlo tutto d'un fiato e poi, magari, correre via imbarazzati. Con la differenza che, stavolta, qualcuno potrebbe trattenerci, prendendoci per mano, per averne ancora...

YUKI, AKA PRISMA
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30.11.11

A Dream, Within a Dream...





...sono le prime parole che mi sono venute in mente dopo l'ennesima dura prova egregiamente (o almeno credo) superata.

Mi sono data - o meglio, la vita mi ha dato... - un compito molto arduo, ma ho intenzione di fare del mio meglio per portarlo avanti. Gli ostacoli che continuano a presentarsi per buttarmi giù e farmi cambiare idea non fanno altro che rafforzare il mio desiderio di perseverare e migliorare. (per la serie, so' o nun so' una Tigre?!? :D)

Sono sempre più convinta che i dèmoni vadano guardati in faccia e vada detto loro chiaro e tondo tutto quello che devono sentirsi dire. E' l'unico modo per impedir loro di nuocerci.

O no?

YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: A Dream Within A Dream - Alan Parsons Project

For my own part, I have never had a thought
Which I could not set down in words
With even more distinctness that which I conceived it.
There is however a class of fancies of exquisite delicacy
Which are not thoughts and to which as yet
I have found it absolutely impossible to adapt to language.
These fancies arise in the soul,
Alas how rarely, only at epochs
Of most intense tranquillity
When the bodily and mental health are in perfection.
And those mere points of time
When the confines of the waking world
Blend with the world of dreams.
And so I captured this fancy
Where all that we see or seem
Is but a dream within a dream.

"Tales of Mystery and Imagination
Edgar Allan Poe" (Narration Orson Welles)

24.6.10

Roccia




Troverò il Tempo anche per te, Sogno Mio. Lo troverò perché fosti tu a trovare Me.
E non importa il sangue che cola dalle dita, non conta quest'intima ferita.
Conta lo scoglio a cui m'aggrappo, fiera!
Solitaria roccia della mia intima Resistenza, la dignità, il coraggio e l'incoscienza di chi, al vivere comodamente, ha preferito il mestiere di reinventarsi ogni giorno, costantemente...

23-6-10


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Il Mestiere Di Vivere - Awa Ly e Massimo Giangrande

7.5.10

Durven



La vita è là, che scorre, lontano da me. La guardo passare.
Va', raggiungila! Cosa aspetti?
Resto immobile, in una fissità astratta. Mi attrae e mi blocca un'insopprimibile grazia.
Pallida, incapace di muovere un passo, con l'anima in tumulto. Una corsa sul posto. Una lunga attesa, un ozio consapevole, che incamera sapere, che intreccia invisibili collegamenti, legami di anime e pensiero. Il tempo è qui, ora. È il presente. Ma sono proiettata al futuro. Potrei morire adesso, aspettando.

Respiro. Non è di ossigeno che ho bisogno.
Che vita strana, faccio. Un'incubatrice, di sogni e passioni. Di là da venire. Riscoprire giorno per giorno debolezze e virtù, e sono ancora lacrime per quello che fu. Niente, niente, niente, di tutto questo sarà inutile. Lo so, lo voglio, lo sento. Se solo potesse parlare soltanto l'istinto! Se solo tacesse, per un attimo, la ragione! Se penso, mi inchioda il terrore. Se taccio, se vivo, è armonia. Universo che mi scivola via.

Come si fa a credere in me? Com'è possibile?
Sono stata, sono, sarò all'altezza?
Vento, sferzami ancora le guance, falle vibrare. Lascia che un ricciolo mi ricada sugli occhi. Lascia che il pensiero scorra libero da impedimenti. Dammi l'ispirazione, fammi creare! Ho tanto, tanto, e tanto ancora da dare... Lascia che il dolore si trasformi in concime. Io devo, voglio, posso comunicare! Solo questo desidero. Da sempre. Ogni passo, ogni tentennamento, ogni rivolgimento interiore, ogni allontanamento dal mondo, ogni rincorsa, ogni carezza, ogni lacrima. Tutto deve portare a questo. Lo so, lo sento, lo voglio.

Non chiedo altro.
A me, a me soltanto lo chiedo.

Io, dammi la forza! Dammi ancora un po' di coraggio...

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Oceano Di Silenzio - Franco Battiato

Un Oceano di Silenzio scorre lento
senza centro né principio
cosa avrei visto del mondo
senza questa luce che illumina
i miei pensieri neri.
(Der Schmerz, der Stillstand des Lebens
Lassen die Zeit zu lang erscheinen)
Quanta pace trova l'anima dentro
scorre lento il tempo di altre leggi
di un'altra dimensione
e scendo dentro un Oceano di Silenzio
sempre in calma.
(Und mir scheint fast
Dass eine dunkle Erinnerung mir sagt
Ich hatte in fernen Zeiten
Dort oben oder in Wasser gelebt)


30.4.10

Brothers & Sisters




...e per miracolo cammino, mi reggo ancora in piedi, agile burattino sorretto da invisibili fili, da chissà quale invisibile mano. E la testa è stranamente leggera, in assurdo contrasto col peso che ho sul cuore. Scrollo le spalle, come se bastasse questo a liberarmi dal fardello. Ho l'aria apparentemente distratta. Vanesia. E invece sento tutto. E mi stringo in questo buffo personaggio, metà piombo, metà palloncino. Un sottile filo li divide l'uno dall'altro. Ma non si può tagliare, sarebbe troppo facile, altrimenti, volare!

Ovunque vada c'è un'anziana signora che chiede il mio aiuto, chissà perché. L'aria calda preannuncia un'estate torrida e poco prima di rientrare a casa mi assale un pensiero: è già passato quasi un anno! Com'è possibile? Nel pieno del mio dolore, nel buio di sconvolgenti pensieri raggelanti, ti ho pensato. Come se, invisibile, fossi accanto a me, ad assorbire con la tua inconsistente nuova essenza un po' delle mie silenziose lacrime, invisibili al di là di certe pareti. Pensiero sciocco, forse, quasi da fuori di testa. Non mi importa. Io, quel giorno, il tuo braccio attorno al mio l'ho sentito, l'ho sentito davvero. Mentre tua moglie soffriva, tu hai chiesto aiuto a me. Poi sono arrivati i tuoi, e ti ho lasciato andare. Ma per tutto il tempo dell'attesa, io sono stata un po' loro, per te.

Per scacciare via i brutti pensieri, inciampo per curiosità in istantanee che non mi appartengono. Mi piace guardare le foto. Anche quelle di perfetti sconosciuti. Adoro guardare la Vita che vi si sprigiona in barba alla caducità del tempo. Adoro scrutare sorrisi, ombre, abbracci, sentieri appena tracciati, percorsi, abbandonati. Persone che sono partite, persone che sono restate. E poi vi vedo. Siete in tre. Quasi sempre abbracciati. Uniti. I vostri volti, le vostre mani, le vostre braccia, i vostri occhi trasudano amore. Fraterno. Siete una Famiglia. Senza chiedere il permesso, le lacrime scendono. Copiose.

Un giorno, se Dio vorrà, avrò la mia Famiglia. E voglio che ci sia sempre Amore.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Just Like A Woman - Bob Dylan




Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Ev'rybody knows
That Baby's got new clothes
But lately I see her ribbons and her bows
Have fallen from her curls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

Queen Mary, she's my friend
Yes, I believe I'll go see her again
Nobody has to guess
That Baby can't be blessed
Till she sees finally that she's like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls.
She takes just like a woman, yes, she does
She makes love just like a woman, yes, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

It was raining from the first
And I was dying there of thirst
So I came in here
And your long-time curse hurts
But what's worse
Is this pain in here
I can't stay in here
Ain't it clear that--

I just can't fit
Yes, I believe it's time for us to quit
When we meet again
Introduced as friends
Please don't let on that you knew me when
I was hungry and it was your world.
Ah, you fake just like a woman, yes, you do
You make love just like a woman, yes, you do
Then you ache just like a woman
But you break just like a little girl.

26.2.10

Capitano, Mio Capitano




Uno sport in apparenza animalesco, che insegna a lottare compatti per sconfiggere l'avversario e arrivare alla meta, senza paura di buttarsi nella mischia e spaccarsi anche qualche osso.
Un uomo che, dopo quasi trent'anni di prigionia e lavori forzati, è capace di perdonare i suoi carcerieri perché ha capito che il perdono è l'arma più potente per allontanare la paura e portare il nemico dalla propria parte.
Una poesia, ciò che ha dato forza, coraggio e ispirazione a chi, privato della libertà, ha continuato a difendere la propria dignità studiando il "nemico", perché consapevole che conoscere è il primo passo verso l'emancipazione del singolo e di un intero popolo.

Ed io, che di lacrime ne ho versate e continuo a versarne tante, vorrei davvero fare tesoro di queste parole. Perché, nonostante il calvario che la vita ha scelto per me, voglio riuscire ad essere il capitano della mia anima...


INVICTUS di William Ernest Henley

Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come il pozzo che va da un polo all'altro,

ringrazio tutti gli dei per la mia anima indomabile.

Nella morsa delle circostanze,

non ho indietreggiato, né ho pianto.

Sotto i colpi d'ascia della sorte,

il mio capo sanguina, ma non si china.

Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime

incombe, ma l'orrore dell'ombra,

e la minaccia degli anni

non mi trova, e non mi troverà, spaventato.

Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la pergamena,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Shosholoza - Overtone with Yollandi Nortjie (Invictus Score)



6.12.09

In Marcia (I Wish I Was...)




Polpastrelli contro polpastrelli
avresti dovuto esserci.
Tu che non ci credevi più,
avresti sorriso.
Una scia di pensiero pulito,
sconosciute gambe
in cerca di libertà.
E quando lui ha gridato
tutta la rabbia e l'indignazione
per quel dolore privato
da uno stato senza ragione,
lacrime di commozione
ti hanno irrigato
lavando via il cinismo
che la vita ti ha regalato.
Avresti dovuto esserci,
avremmo dovuto marciare insieme.

No, non è ancora morta la speme!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM