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9.1.12

L. S. D. - La Sua Dote...




...è di farsi coraggio!

Torno, dopo poco tempo, ad occuparmi di serie americane, soffermandomi di nuovo su un singolo episodio che ritengo significativo, soprattutto per me. La serie in questione è Fringe, autore il prolifico creatore di Alias e Lost, per citare le sue due creature più famose. In questa serie più recente J.J. Abrams fa convergere tutte le sue più grandi passioni, lo spionaggio, le guerre tra due mondi, la scienza, le missioni quasi 'impossibili', gli esperimenti fantascientifici che travalicano i confini etici, il gusto per l'orrorifico e il disgustoso, le trame contorte, la psicologia e lo scavo nelle paure più profonde di ogni essere umano, spesso legate all'infanzia e ai legami primari, e si diverte come un pazzo a smantellare le certezze dei suoi personaggi e, di riflesso, quelle degli spettatori.

Il personaggio di Oliva Dunham mi ha sempre affascinato. Intelligente, abile e coraggiosa, nonostante le sue insicurezze le impediscano di realizzarsi a pieno. Nell'episodio 19 della terza serie ci ritroviamo catapultati all'interno della sua coscienza - più del solito siamo chiamati ad attivare la sospensione dell'incredulità e a 'sposare' le regole del mondo abramsiano -, dove Walter e Peter Bishop, padre e figlio operativi all'interno della sezione "Fringe" dell'FBI del nostro mondo, insieme alla coscienza del defunto William Bell trapiantatasi nel corpo di Olivia, sono alla ricerca della rappresentazione mentale della giovane donna che, sconvolta dalla presenza, dentro di sé, di qualcosa di estraneo, è andata a nascondersi in chissà quale luogo del suo cervello per non essere sopraffatta dai continui attacchi di presenze nemiche che attentano alla sua vita.

Ad un certo punto del 'viaggio', favorito dall'assunzione di L.S.D. e da appositi marchingegni creati da Walter Bishop nel suo laboratorio di Harvard, i protagonisti si trasformano in cartoon, con un divertente quanto strano effetto visivo che mi ha ricordato quando, ai tempi dell'università, il mio professore di Storia del Cinema ci mostrò la cervellotica e affascinante creazione di Richard Linklater, Waking Life, in cui le immagini filmate con attori veri erano state ridisegnate grazie alla tecnica della rotoscope animation.

Al di là di americanate varie, esagerazioni che puntano a stupire forzando ogni logica - e che a me piaccono molto, beninteso! - e la consapevolezza che potremmo ritrovarci alla fine - come in Lost - con un pugno di mosche in mano, ciò che mi è sempre piaciuto dei lavori di Abrams è il forte radicamento psicologico delle azioni che innescano la trama. La scena che più mi ha colpito, nella sua - forse per alcuni scontata - semplicità, è la seconda* che vi vado a mostrare, dopo la prima che è invece necessaria per comprenderne meglio lo svolgimento. Purtroppo ho trovato soltanto la versione in lingua originale, ma non dubito che, chi sarà interessato, non avrà problemi a trovare quella tradotta in italiano.

Vi basti sapere che in quella 'bambina' intrappolata all'interno della propria coscienza, in fuga dalle sue stesse paure, che finalmente trova il coraggio di affrontarle a viso aperto e ordinar loro di fermarsi e, così facendo, diventa adulta, non ho potuto non ricoscermi, o meglio, riconoscere l'unico processo che potrà portarmi a rimuovere quegli odiati blocchi interiori che mi buttano spesso a terra e mi impediscono di fluire, rinnovando antiche sofferenze e 'ridisegnando' il mondo intorno a me in tinte fosche e minacciose, trasformando gli 'altri' in pericolosi nemici pronti ad annientarmi, metaforicamente parlando.

Le parole conclusive di William Bell, o meglio, della sua coscienza, me ne danno la conferma:

"Dovevi essere al sicuro nella tua psiche, ma tu sei quella che sei. Non ti sei mai sentita al sicuro. Tu sei il tuo peggior nemico, Olivia. Hai sempre lasciato che le tue paure ti inghiottissero, ma le hai appena affrontate. Alla fine hai dimostrato la forza che io e Walter abbiamo sempre visto in te. Ora la vedi anche tu".


Fringe 3x19 Peter/Olivia "This is not you..."


Fringe 3x19 William/Olivia "Now you go back"



YUKI, AKA PRISMA

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SOUNDTRACK: Fringe - Opening Theme 80s Retro



* Questa scena, non posso non aggiungerlo, mi ha riportato alla mente la conclusione, efficacissima, del videoclip del brano Angel dei Massive Attack.

28.10.10

Sempiternum




Se n'è andato un pezzo di me, l'ultimo pezzetto di innocenza rimasto, quello fortunosamente scampato al big bang. Sarà per questo che per lungo tempo non sono più riuscita a scrivere come facevo prima. L'unico ambito in cui riuscivo davvero a esprimere me stessa liberamente si è come polverizzato, e mi tornano in mente irrispettosamente le ceneri di un uomo disperse in mare in un giorno di sole. Un'intera vita in un mucchietto grigio portato via dal vento.

Curioso come mio padre sia venuto a mancare proprio alla soglia del compimento del mio trentesimo anno di età... come a sottolineare: adesso sei adulta, se non l'avessi ancora capito. Il vuoto è devastante. La consapevolezza di non poterlo mai più rivedere mi ricolma di angoscia, mi terrorizza, mi annienta, mi immobilizza.
E poi c'è lei, così impossibile da contenere, da arginare, da tenere a debita distanza, persino quando se ne sta in silenzio. Riesci a sentire il suo sguardo penetrarti da una parte all'altra della stanza. "Ignorala, chiudi il cervello!", sono inutili imperativi che misconoscono la potenza di una radiazione invisibile dalla quale non hai scampo.

L'allontanamento può essere una soluzione e lo sarà, quando tutto sarà pronto, tra molto tempo ancora... ma si dovrà lavorare anche dall'interno. La contaminazione è ormai avvenuta e i suoi effetti continueranno ad agire anche a chilometri di distanza dalla fonte che l'ha inizialmente originata. Si rende allora necessaria un'intima lotta contro se stessi, contro un cancro psicologico che ha già iniziato ad agire sottopelle nella forma di una voce interiore puntigliosa e castrante che continua a ripeterti che non vai bene, che puoi fare ancora di più, che sei inadeguato e non fai mai abbastanza. Che, in sintesi, ti allontana dal Piacere. E' l'enorme Moloch cresciuto dentro di te sotto forma di genitore interiorizzato a inchiodarti al senso di colpa, a (ri)generare quell'ansia insostenibile che cela al fondo una rabbia impossibilitata a esprimersi e quel falso sé compiacente che ogni tanto fa capolino a sempiterna memoria di un bambino che si è modellato, forgiato negli anni più cruciali per adattarsi a un ambiente che non lo ha accettato per come era veramente.

E no, non ditemi che un bambino è un piccolo adulto. Casomai per alcuni è esattamente il contrario.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Break It Down Again - Tears For Fears



Here We Go

Break it down again

So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head strong like a horse

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It's in the way you're always hiding from the light
See for yourself you have been sitting on a time bomb
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new about you and your inner song
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So those are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

" No sleep for dreaming" say the architects of life
Big bouncing babies, bread and butter can I have a slice
They make no mention of the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella save it for a rainy day
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin' around
Pray to power
Play to the crowd with your big hit sound
And they won't simmer won't simmer, won't simmer down
Play to the crowd
Pay to the crowd
Play yeah yeah

It's in the way you're always hiding from the light
Fast off to heaven just like Moses on a motorbike
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new to help
With the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming

23.5.10

Il Sole Esiste Per Tutti



"Ti fermo alle luci al tramonto e ti guardo negli occhi E ti vedo morire
Ti fermo all’inferno e mi perdo perché Non ti lasci salvare da me
Nego i ricordi peggiori Richiamo i migliori pensieri
Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti Che il sole esiste per tutti
Esiste per tutti Esiste per tutti"


Nell'estasi di un cambiamento ritrovato, il corpo cede, per la morte programmato. Ritrovare un brivido nell'oscuro fremito di un pericoloso incantesimo, la libertà è una corsa in salita, da conquistare al millesimo. Dolore intenso, che da psicologico diventa fisico. Il corpo crolla, pesante sacco vuoto... Cedono le gambe e il respiro si fa corto. Soltanto un morto è già risorto! Eppure l'anima reca ancora in sé tutti i segni delle sue innumerevoli morti simboliche. Fasi critiche. Che si ripetono, cicliche.

Perdere l'uso del proprio corpo proprio mentre si desiderava abbandonarlo non è affatto un caso. Essere fermati durante un ritrovato slancio può essere frustrante, se non si è abituati. Eppure versate tutte le mie lacrime, lanciata ogni imprecazione, che non diresti mai, guardandomi, ch'io possa anche solo averla pensata, rinasce in me la tigre addormentata. Digrigna i denti, mentre vorrebbe soltanto essere accarezzata.

Di colpo il fragore si fa silenzio e le emozioni negate riprendono il loro corso. Se smetti di dubitare, puoi ricominciare ad amare... E la bambina capricciosa che in silenzio reclamava attenzioni, ritrova di nuovo la pace e il sorriso nella sicurezza degli affetti che non muoiono, anche quando smettono di mandare segnali.

Dolce perdermi in questo abbraccio ideale, fatto da più e più mani.
Una rete invisibile agli occhi, di cui non voglio più dubitare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

5.4.10

Buona Vita!



Soffia inesorabile, il vento del tempo. È un buco nero ad attrarmi. Beffardamente accogliente. Riesco a sentirmi scivolare. So di non poterlo fermare.
Ricordi quel fiore? Ricordi quel fiume? E quella foto rubata, che ti aveva fatto arrabbiare?
Ricordi le mani strette, i sorrisi, le figure da cercare tra le nuvole, la pelle bianca da proteggere e amare, e quella pioggia torrenziale, che ci aveva costretti a scappare nel momento migliore di un'estate sul mare?
Chissà se ricordi ancora gli occhi sognanti, i capelli che non smettevi di pettinare, le mani tremanti, le fughe e i nascondigli, le storie da raccontare... il tempo, che avremmo voluto dilatare.

Distanti ora, tu ed io, una barriera inevitabile. La Vita.

Mi perdo nel ricordo di un affetto unicamente puro. Incondizionato.
So che non tornerà più. So che purtroppo è cambiato.
Non sarà necessariamente peggiore, solo diverso. Eppure sento che qualcosa si è perso.
La magia dell'innocenza, quello spontaneo avvicinarsi, senza coscienza.

Mi manchi. E continuo a cercarti, nel fondo dei miei occhi ormai stanchi.

Buona vita, prezioso tesoro di un passato che non tornerà.
Buona fortuna!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Night Sky (Sleeping Silently) - Mostly Autumn

27.3.10

Shadow





Condensare in un tripudio di suoni e armonie, in un dilaniante ed eterno vocalizzo, tutto l'amore e l'odio, tutto il dolore, in quell'estremo bisogno di perdonarti per un male di cui non hai colpe e che ti rende, giorno dopo giorno, sempre più estranea ai miei occhi.

Mi hai donato la Vita ed io vorrei tanto potertela restituire, in luogo di questa Non Vita che si è impadronita della tua mente. Non posso e non potrò mai farci niente. Chiedo solo l'unica evoluzione possibile, che ha il suo apice nel perdono.

In un lungo impossibile abbraccio, ritrovare quel calore perduto, quel sorriso scevro di dèmoni ed ombre, quello sguardo in cui perdermi e finalmente ritrovare la fiducia in me stessa e nel mondo.

Perdonami, se non voglio più essere la tua ombra.
Perdonami, se non riesco più ad amarti come vorrei.

In questa primavera dell'Anima, spero di essere all'altezza di tutta la meraviglia che mi viene incontro, spero di meritare lo splendore del Mare.

Spero, un giorno, di ritrovare un Senso a questo mio singhiozzare...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sanvean (I Am Your Shadow) - Lisa Gerrard

10.3.10

Il Male Minore





Adulta ormai da un pezzo, con rigurgiti infantili che mi fanno ribrezzo, a distanza di cinque anni riscopro il tuo tradimento con disprezzo. Non eravamo una squadra, come hai potuto farmi questo? Sono passati anni, indomitamente frenetici, fintamente innocui, ma è oggi che non riesco a perdonarti. Non posso più guardarti, senza pensare che tra me e lei scegliesti lei.

E sembri non accorgerti neanche del gravoso dolore che mi hai scaricato sulle spalle. L'ho accettato volentieri, scegliendo il male minore, ma non riesco più a ignorare il mio bisogno di calore! Il quieto vivere ti è sembrata la scelta migliore, ma non so più quanto ancora potrò resistere nel suo irrazionale bagliore.

Ovunque spuntano foto di facce che considero ormai morte. Quegli amabili resti, che vuoi costringermi a vedere. Il dolore si acuisce, e a te non sembra importare. Del resto, come potresti capire? Per te è solo un altro modo per non morire. Ti sembra così di rinvigorire una famiglia che non è mai esistita, se non nel breve lampo di una fugace illusione, che sapeva d'estate e feste comandate, che raramente hanno visto riunite certe grandi tavolate.



Non importa. Il futuro non è ancora ipotecato. Ma la macchia di petrolio si allarga, intenzionata a compromettere l'intero ecosistema.

Una parte di me continua a ripetere: Perdonali, che colpa ne hanno?
L'altra esplode, in un pianto dirotto: A me nessuno pensa?

In mezzo, la me di tutti i giorni, colei che deve pensare alla propria indipendenza. Psicologica, prima ancora che economica. Consapevole che ciascuna è legata a doppio filo con l'altra.

Ma qualcosa dentro di me ormai si è spezzato, e so che è per sempre. Non riesco più a scindere l'affetto per le persone che ho conosciuto nel loro lato migliore e peggiore, dal tradimento di una fiducia che non avrei mai voluto perdere.

Il perdono, dicono, è l'arma più potente. Già, ma che fare quando non si riesce più nemmeno a perdonare se stessi?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Ripples - Genesis (neanche a farlo apposta, il brano è del 1977...)

Bluegirls come in every size
Some are wise and some otherwise,
They got pretty blue eyes.
For an hour a man may change
For an hour her face looks strange -
Looks strange, looks strange.

Marching to the promised land
Where the honey flows and takes you by the hand,
Pulls you down on your knees,
While you're down a pool appears.
The face in the water looks up,
And she shakes her head as if to say
That it's the last time you'll look like today.

Sail away, away
Ripples never come back.
Gone to the other side.
Sail away, away.

The face that launched a thousand ships
Is sinking fast, that happens you know,
The water gets below.
Seems not very long ago
Lovelier she was than any that i know.

Angels never know it's time
To close the book and gracefully decline,
The song has found a tale.
My, what a jealous pool is she.
The face in the water looks up
She shakes her head as if to say
That the bluegirls have all gone away.

Sail away, away
Ripples never come back.
They've gone to the other side.
Look into the pool,
Ripples never come back,
Dive to the bottom and go to the top
To see where they have gone
Oh, they've gone to the other side...

Sail away, away
Ripples never come back.
Gone to the other side.
Look into the pool,
The ripples never come back, come back,
Dive to the bottom and go to the top
To see where they have gone
They've gone to the other side
Ripples never come back
Sail away, away...

25.2.10

Back In Black



"Avevo finalmente capito che cosa fosse l'amore: è la gratitudine perché l'altro esiste..."

Alejandro Jodorowski, La Danza Della Realtà

Eccomi. Di nuovo a terra. Ad assaporare il gusto gelido delle piastrelle. Stavolta non sono più color ocra. È uno strano rosa pallido, che non mi trasmette alcun calore. Dio solo sa quanto me ne servirebbe in questo giorno buio. Il Nero avanza implacabile e mi trasforma nel Mostro che credevo di combattere. Sento già avvizzire la linfa vitale che ieri aveva iniziato a scorrere nella mia chioma rinvigorita. Vivesti solo un giorno, come le rose...

Ed io, che in questo abbraccio mi chiudo, continuo ad amarti, ogni giorno di più, perché sei in me, con me, in ogni istante. E ti amo come si amano le costellazioni, le galassie, le particelle elementari. Ti amo senza pretese, con tanta, immensa gratitudine verso il Grande Caos che ci ha fatti incontrare. Satelliti orbitanti a velocità parallele attorno ad uno stesso sconosciuto pianeta. In cerca del nostro equilibrio instabile, in bilico tra gli alti e i bassi delle nostre oscure profondità.

Ho sognato che ti avrei fatto soffrire fino ad ammazzarti.
Preferisco chiamarmi fuori. Non potrei mai perdonarmelo. Mai.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Paint It Black - Sigma



8.2.10

Pagliaccio Di Ghiaccio



Cosa ne sai delle schegge impazzite delle fantasie imbizzarrite delle memorie ritrite della paura stalattite che incombe su certe tavole imbandite? Cosa ne sai dei ghiacci, e di certi pagliacci che a scavare, li schiacci, che a stringerne i lacci tutto ciò che resta, son stracci?
(03/02/2010)

Il demonio e il suo contrario,
la ruggine e l'avorio,
quando t'ho incontrato
non t'ho chiesto l'onorario.
Possedere il Tempo e nessun orario.

Se potessi tornare indietro, abbraccerei quella bambina spaventata, il mondo in pezzi tra le sue piccole dita, vasi rotti e terra bagnata, parole senza senso e occhi privati del loro baricentro. Cos'hai, dentro?
A te lo chiedo, a te che non mi parli e che ti fai sentire, senza chiedere il permesso, in ondate vaghe e imprevedibili che mi colpiscono allo stomaco, al basso ventre, quando meno me lo aspetto.
Ti accendi e ti spegni senza un interruttore, ti presenti al mio cospetto senza indurre in me alcun sospetto. Un piano altro di comunicazione, che non è fatto di parole. E in cui le parole diventano porte d'accesso ad altri mondi misteriosi, che non sono fatti per i curiosi, ma per chi incuriosisce per le paure di cui un altro si schernisce.

Amami, bambina, amami ancora, non lasciarmi, te ne prego. Portami con te, nella stanza dei giochi. Togliamo via la polvere e immaginiamoci il futuro, così come non l'abbiamo ancora sognato. Il Mare, oggi, mi ha parlato.

"Troncare ogni rapporto con l'esterno era più conveniente per me, mi dava forza ma nello stesso tempo mi rendeva sterile. Avevo la sensazione di essere di troppo nel mondo".

Alejandro Jodorowsky - La Danza Della Realtà.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Yasmin The Light - Explosions In The Sky


31.1.10

Se Questo Non È Amore...




Come avere un cuore
palpitante tra le mani
e non saper che fare,
ritrovarsi a volare
ad altezze diverse
certi di guardare
nella stessa direzione.
Ora che so il mio nome.

Domande su domande.
Solo una
scolpisce,
concentrica,
il mio cuore.

Qual è
il tuo punto
di non ritorno,
in quale giorno
tu sei morto
e poi risorto?

Io so di non sapere,
ma so anche di sentire
tutto ciò che non vuoi dire.

Sul fondo dell'oceano
appoggerò quel cuore,
perché, da solo,
trovi
finalmente
la forza per non annegare.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Words On Signs - Archive

26.1.10

Identità, Amore e Svelamento


Il 14 marzo del 2008 salvai questa immagine in una cartella. Come l'avevo trovata? Cercando tra le immagini di Google le parole "mistero quotidiano", le stesse tramite le quali avevo trovato il mio primo avatar. Era un gabbiano stilizzato, in un trompe-l'oeil dallo sfondo azzurro, che forse qualcuno dei miei affezionati lettori ancora ricorda. In quel tempo mi chiamavo MusEum.

Mi colpì la sincronicità tra le parole chiave collegate al mio primo avatar, l'immagine e le parole della sconosciuta che le aveva pubblicate sul suo blog, che ho sentito istantaneamente anche mie, così come il titolo scelto per introdurle, Anima:

spesso nella vita.. capita di fare incontri bizzarri..
e come questi avvengano..talvolta rimane un mistero..
si ha sempre,comunque, quella strana sensazione..
che nulla è dato al caso..
e mentre scivoliamo come sabbia di clessidra..
nella routine del quotidiano..
ci rendiamo conto..giorno dopo giorno..
di come un incontro,se pur avvenuto in maniera bizzarra..
possa diventare importante..


il treno della vita spesso..effettua fermate fuori programma...
gente che sale..gente che scende..
ma ogni passeggero..che con noi condivide parte del viaggio..
ci donerà qualcosa..
ed alla fine il nostro bagaglio sarà così pesante..
che ci sembrerà impossibile da sostenere..


ma non saremo mai soli sul treno della vita..
ed il cuore... è una valigia..
infinitamente grande...


By Emy



Qualche giorno fa un caro amico ha scritto una semplice frase, in cui parlava di pozzanghere e mondi paralleli. L'associazione in me è stata immediata. Oggi ho ricollegato il tutto e ho ritrovato un cartone animato che per lungo tempo ho amato e che, nel rivederlo alla "veneranda" età di 29 anni, ho scoperto dire molte più cose di me che un trattato psicologico, pur nella sua semplicità a tratti infantile. Com'è giusto che sia, come lo è, d'altronde, una parte importante di me, che tuttora annaspa per ritrovarsi.

Sono giorni strani questi, in cui l'istinto, il senso di impotenza e il dolore che mi spingono a fondo mi hanno portato a stravolgermi completamente, a spogliarmi, finalmente e con fatica, della pesante corazza che la vita mi ha costruito attorno per anni. Oggi pomeriggio, dopo tante lacrime versate e tanta pioggia, ho di nuovo avuto gli occhi lucidi. Stavolta, però, con il sorriso sulle labbra e anche, non lo nego, con qualche risata a cuore aperto.

Per chi non ha paura di tornare bambino e per chi vuole conoscere un'altra parte di me... l'episodio 26 de L'Incantevole Creamy, intitolato "Addio, Poteri Magici". Non dura tantissimo, godetevelo fino alla fine.

P.S. per chi volesse sapere che diavolo c'entra la pozzanghera con tutto questo, ho inserito anche l'episodio 27, "Alla Stella Piumata". Che coincidenza, dopo l'incontro con un dragone e una stella nascente, quell'augurio finale che approfitto per estendere a tutti voi...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: No Return - God Is An Astronaut











24.1.10

Swing Girl - Ragazza Altalena


Su e giù
sul solito vecchio
spaventoso ottovolante,
Osservando le onde in silenzio
che avanzano verso di te
Un passo dopo l'altro
la tua traccia sulla sabbia
scompare lentamente

Spingimi, dolcemente
mentre siedo su quell'altalena
solitaria e abbandonata
Lascerò che mi accarezzi le orecchie
in un morbido sospiro
mentre la tua musica
fa librare in alto la mia anima

Vieni con me
nella mia passeggiata solitaria,
prendimi per mano
e guarda il mostro
dritto negli occhi,
perché è l'unico modo
per sopravvivere...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Traduzione della versione originale in inglese, da me scritta e pubblicata sul blog:
Bottles Floating On The Edge Of Life

Soundtrack: Apx - Fengshu

Brano tratto dalla playlist di BAK TO THE FUTURE 2, podcast di RADIO PAZZA, in concorso agli EUROPEAN PODCAST AWARD.
Per votare il programma radiofonico, cliccate sul banner del concorso. In palio premi anche per chi vota! Avete tempo fino al 15 marzo 2010.






12.1.10

(R/D)ecidere




un palloncino
legato al polso
bianco perlato

come tu mi vedi

una morsa
allo stomaco

misteriosa
scompare

Sconosciuta Leggerezza

recidere il laccio,
l'unico modo

ti sei deciso,
finalmente?

sciocco bambino,
non lo sai
che io
ci sarò sempre?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: White Lips Kissed - Mew

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Why did you not include me on your list?
Let me in through the ceiling
White lips kissed

Our love is a fickle love
Keeps itself locked in a suitcase
To be ready to go
Always

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Things that are supposed to mean lots
Leave you cold
And with a malady of the soul

Our love is a tricky love
Bet you know this
Bet you noticed
Bet you know, which is why

I should know better than anyone ever could
Soon as I let go
Everything falls apart

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Of course you can
There are diamonds in demand
It's a shame and as you know
The stain will not go