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25.1.10

Polvere, Stelle E Cenere



Non c'è niente che possa arginare il Nero, quando avanza.
Nemmeno le parole. Nemmeno il silenzio.
Quel silenzio che si ama quando è invocato, che distrugge quando è forzato.

Ma come si può fare silenzio dentro se stessi?
Quando si è stanchi della propria stessa voce, dove si può fuggire?
A chi si può chiedere di tacere, una buona volta?

Brividi congelati, che solo il tuo abbraccio infinito potrebbero placare.
Ma non si può. Il Tempo scandito dal Lavoro, dal dio Denaro, da quella sciocca chimera chiamata sopravvivenza, ti allontana da me.
A nulla valgono le auto imposizioni, per indurmi in concentrazione e liberarmi dal Male.

La testa se ne va per conto suo, confusa da pensieri sterili. Il passato ritorna per riscuotere il conto, il futuro è uno spauracchio che ipoteca il presente.

Tutto ciò che resta è un pugno di mosche, condito dai sensi di colpa. Sempre gli stessi.

Resistere, resistere, resistere. Ricordi l'obiettivo finale?

Certo che me lo ricordo, ma il mosaico perde tessere invece di trovarne di nuove.
E io sto cadendo in pezzi.

Polvere di stelle,
polvere alla polvere,
cenere alla cenere.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Purity - New Model Army

The rains move in eastwards, in waves of succession
Drawing lines of grey across the sky
With history just as close as a hand on the shoulder
In hunger and impatience we cry
The battle against corruption rages in each corner
There must be something better, something pure
And the call it is answered from the caves to the cities
Come the dealers of Salvation on Earth
We've seen the restless children at the head of the columns
Come to purify the future with the arrogance of youth
Nothing is as cruel as the righteousness of innocents
With automatic weapons and a gospel of the truth

Chorus:
Revolution for ever, succession of the seasons
Within the blood of Nature, all raised to rot and die
This purity is a lie

Now immaculate conception in sterilised laboratories
How the vanity goes on
Or in the message of the preacher with his morals and obsessions
The wars that we wage upon ourselves
Purity is a virtue, purity is an angel
Purity is for madmen to make fools of us all
So forgive yourself my friend, all this will soon be over
What happened here tonight is nothing at all

Chorus:
Revolution for ever . . .

I will always see Brendan at that broken down piano
His fingers thick and red, shaking on the keys
Battered by the years of alcohol and working
Still playing with the faith that never leaves
So sit us down, buy us a drink, tell us a good story
Sing us a song we know to be true
I don't give a damn that I never will be worthy
Fear is the only enemy that I still know



6.1.10

Pro Messa





Lasciandarelasciandarelasciandarelasciandarelasciandaremimancailmare

Sciocca bambina, l'hai fatto di nuovo. Il Tempo è ripartito e sei rimasta indietro.

Vaneggi tra la folla, lo sguardo inebetito. Trattieni a stento i pensieri che temi possano tramutarsi in smorfie. Niente deve trapelare all'esterno. Niente. Ma quanto vorresti urlare! Sì, qui. In mezzo alla strada, come faceva lei. Non si può. Non sta bene. Le lacrime? Roba da mammolette. Da deboli. Da perdenti.

In nome di cosa? Di chi? E chi sarebbero i vincitori? Voglio proprio vederli, guardarli dritto in faccia, per sapere di cosa vivono, di cosa gioiscono. E come fanno a non sentirsi persi.














Sei una roccia, ce la farai. Sei forte.

Palle. Sono tutte palle. La verità è che me la faccio sotto dalla paura di non farcela, e che sono davvero stanca di lottare. Per tutto.

Ma che dici? Sei una combattente, tu!

No. Sono solo una che ha imparato a vivere con la guardia sempre alta e non sa più cosa significhi vivere senza le stramaledette zavorre ai piedi.

Ogni tanto la batteria si scarica, il sistema operativo crasha e la macchina smette di avviarsi.

Dove cazzo l'ho messo il disco di ripristino? Niente. Non lo trovo.

KAPUTT.

Il vento mi sospinge, senza una direzione. Elettrodomestici in vetrina. Mi soffermo a guardarli rapita, ma non sono i prodotti la mia calamita.

Una musica lontana vent'anni e poche, semplici parole...
Mi restano attaccate ai capelli mentre mi allontano, e il vento mi sferza le guance, schiaffeggiandole dolcemente.

Ecco, ora ho proprio voglia di piangere.
Ma non si può.
Non sta bene.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Promise You Made - Cock Robin

If I laid down my love
To come to your defense

Would you worry for me

With a pain in your chest?

Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?


Tell me
You'll be there in my hour of need
You won't turn me away

Help me out of the life I lead

Remember the promise you made

Remember the promise you made


If I gave you my soul
For a piece of your mind

Would you carry me with you

To the far edge of time?


Could you understand
if you found me untrue

Would we become one or divided in two

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made


Could I rely on your faith to be strong

To pick me back up and to push me along?

Please tell me

You'll be there in my hour of need

You won't turn me away

Help me out of the life I lead


Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

Remember the promise you made

2.1.10

La Merda È Concime Per Tempi Migliori?






Te ne sei andato così, tra pianti, sorrisi e carezze. Senza un lamento. Solo una notte bagnata, come non mi ero aspettata.
Ti ho amato sai? E odiato, anche. Eppure mi hai insegnato tanto.
E allora come posso sdebitarmi? Forse se ricacciassi indietro queste lacrime, sarebbe già un buon inizio.
Il fatto è che sono stanca. E non in senso figurato.
Così stanca che mi calano le palpebre. Così stanca da non aver voglia di uscire.
Così stanca da voler lavorare ancora. Così stanca da non essere produttiva come vorrei.

Io ti amo, Sogno Stramaledetto. Eppure devo aspettare ancora. Forse inutilmente.
Dove sei finito? Dove ti ho nascosto?
Non sei tra queste migliaia di cartacce, alcune serie, altre facete, che parlano di me.
Frammenti di scrittura strappati all'oblio, nascosti al mondo. Documenti, burocrazia, un anno di vita. La mia.

Ritrovo un frammento di com'ero, pochi mesi fa. Sorrido.
Davvero sono stata capace di scrivere questo?

Dalla finestra entra un'aria gelida. O magari no. Forse sono io che sono stata troppo a lungo ferma. A tentar di ricomporre un ordine.
Ma quale ordine? Impossibile, nel caos che vivo.
Che sono.

L'odore del mare, oggi, è così pungente che fa paura. Mi sembra quasi di svenire, quando il vento ti porta a me, così, senza chiedere il permesso.
Mi violenti, e nemmeno te ne accorgi, mare bastardo, che d'inverno riesco a malapena ad avvicinare.
Il troppo freddo mi uccide. Ma un giorno di questi lo sfiderò, a costo di rimetterci la salute. Ho bisogno di te, come l'aria che respiro.

E allora, dai, lascia che pianga un po', per scaricare la tensione. Così, senza una vera ragione.
Ho davanti a me una montagna di responsabilità. Tiro un sospiro di sollievo per aver superato un periodo nero, ed ecco che subito ho davanti a me un'armata di nuove scadenze, incombenze, incoscienze.
Già. Solo un'incosciente come me poteva imbarcarsi in un'avventura simile. Ma ho fatto le mie scelte. Ho rifiutato le risposte scontate, comode, mediocri, immediate. Mi stavano strette. Sto ancora lottando per portare a compimento la mia "missione". L'autoaffermazione. Niente denaro, niente carriera, niente cazzate. Solo me stessa.

Un unico compromesso. Quello con il Tempo. Non so se ci riuscirò, ma provarci mi fa già sentire meglio. Sembra, a molti, una resa, questa mia irresistibile discesa in un mondo tanto più grande di me. Ma io sono un'insospettabile regina del poker. Quando meno se l'aspetta, il banco dovrà ricredersi. O magari si farà quattro risate, per quanto sono stata ingenua a pensare di poter fare a modo mio. Staremo a vedere.
Di sicuro non me starò con le mani in mano ad aspettare la manna dal cielo, o un riconoscimento postumo. Chi doveva vedermi, mi ha vista. Se non ha mosso un dito per non lasciarmi andare, peggio per lui. Troverò il mio posto nel mondo da sola. E allora riderò, anche alla faccia sua! E dei suoi sterili complimenti a scadenza.


Appunti in margine a una tovaglia 21-06-2009:

Pensieri sparsi.
La solitudine dei primi, la sollecitudine degli ultimi.
Il caotico vociare delle moltitudini, venute fuori come cavallette,
complici le nuvole e i chicchi di ghiaccio
piovuti dal cielo.

Il sonno della ragione e la veglia funebre del pubblicitario.
Il tempo è un labirinto e ho perso lo stradario.

La sinfonia dell'attesa.
Passi cadenzati, lenti,
forzati.
Il neon stordisce, il caos sfinisce,
il dolore si acuisce.
Pupille in fiamme.
Dio come odio questo inutile bailamme!

Pause archiviate,
caffeina per endovena,
rivivo da ore
la stessa scena.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Love Letter - Nick Cave And The Bad Seeds

9.12.09

Andale, Andale. Andare!





Via.
Schiena spezzata.
Calamita direzionata.
Dritti verso il futuro.
Non sono ancora contenta.

La Parola che ti tenta.

Caracollare.
Imprecare.
Andale, andale. Andare!

Palle quadrate, arrotondate, limate.
Tutto l'amore che posso,
rotola giù in fondo a un fosso.
Non mi accontento dell'osso,
voglio l'Anima, il nucleo, colore rosso!

Ignaro, impari a conoscermi.
Forse molto meglio di me.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Waiting On An Angel - Ben Harper

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
Now angel won't you come by me
angel hear my plea
take my hand lift me up
so that I can fly with thee
so that I can fly with thee

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

So speak kind to a stranger
cause you'll never know
it just might be an angel come
knockin' at your door
knockin' at your door

And I'm waiting on an angel
and I know it won't be long
to find myself a resting place
in my angel's arms
in my angel's arms

Waiting on an angel
one to carry me home
hope you come to see me soon
cause I don't want to go alone
I don't want to go alone
don't want to go
I don't want to go alone


21.11.09

Mystery Dictating






Rumore di cranio che si spezza in quattro.
Le crepe trattengono a fatica la massa palpitante.
Rabbia sale dall'esofago, su per il sangue, fino al cervello.
Fitte improvvise.

Sarà sinusite?
O sono impulsi dalle mie cento vite?

Emolumenti notturni.
Emozione esce dai finestrini chiusi di una macchina in corsa
- il buio della notte -
Musica odora di adolescenza non vissuta.

Batti il tempo sul tappetino di gomma, aspetti la rivincita.
La Vita.

Un'ultima mano a poker.
Sei la regina del bluff.
Regola numero uno: mostrarsi più forti di quello che si è.
Se la vita morde, tu mordila di più.
Già, ma che fatica, santo Dio!
L'embolo incombe e tu ne sei l'artefice.

Respira.
Ausculta.

Passione sferza colpi sul rullante.
Notte rapisce i sensi.
Luna osserva senza compassione.

Periferia ti ricorda chi sei e dove hai lavorato.
Lampione illumina i tuoi sensi di colpa.
Asfalto ha ancora la forma del tuo corpo stanco.

Passato adora coglierti di sorpresa.
Amore è al tuo fianco.
Futuro è dentro di te.

(Hai ancora paura che possa scivolarti dalle tasche)

Presente continua a non lasciarsi scartare.
Resta sempre quell'ultimo nastro che non riesci a sciogliere.
Le unghie le hai fatte crescere apposta!

(Peccato che ti ostini a rivolgerle contro di te)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Entre Dos Tierras - Héroes Del Silencio

Te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
qué fácil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atrás
tienes muchas huellas que borrar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.

pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no sé qué creer;
pero olvídame, que nadie te ha llamado
ya estás otra vez.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atrás
tienes mucho barro que tragar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...

entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar

13.11.09

Won't Fool Myself Again? I Hope So.




Ti capita mai un terrore di lampo, un brivido di insana frenesia di capirti, dentro, per davvero?
Stomachevole sensazione di non saper che pesci prendere, quando si ha ormai la mano bell'e affondata nella vasca dei piraña, le falangi già mangiucchiate dalle scelte irreversibili e in testa ancora la ferma convinzione che si continuerà a sbagliare, ché non si è ancora imparata la lezione?

Si prende una strada, la si segue, ma si tentenna. Si inciampa, si sbaglia ancora. Si volta la testa indietro, SensoDiColpa continua a chiamare. Ma perché, diobòno, gli ho dato il mio numero? Che diavolo avevo in testa quel giorno?

Dice, che c'hai? Te rode? Ma niente. Succede che di nuovo mi vado a impelagare per arrotondare, perché mi giudico improduttiva - grazie al cazzo, con gli standard che mi autoimpongo non può che essere così -, perché fremo e la paura, anziché spronarmi, mi terrorizza. E allora invece della fuga mi fingo morta. Ma i morti che camminano sono una bella storia, e allora pìttati, reinventati freaky monster e prosegui nel disegno che ti sei imposta. Ma cazzo seguilo, almeno! Non deviare così. Non franare giù nel baratro spingendoti da sola. Come puoi essere così idiota?!

La gatta presciolosa fece i gattini ciechi.
E la gatta cieca? I gattini non li fece manco per il cacchio.

Ok. Ho capito. Sì, sì, ho capito, Santi Numi! Il mega iper bastardo infido trojan che il Fa(t)to mi ha inviato è un segno! E pure la tecnologia che continua a boicottarmi, sbrodolando la mole di lavoro in ore di correzione infinita di infinite correzioni già apportate in passato. E vacci a mettere una pezza adesso, se hai il coraggio! Gira gira e rigira, la ruota del tuo stupido labirinto autoavverantesi: avevi appena accettato altri incarichi come scassacazzinerovestita per i weekend a venire... e pouf! Ecco che ti si scatena contro il mondo informatico e ti inchioda ai tuoi doveri ed oltre, peggio che mai. Fanculo a me e fanculo ai soldi maledetti!

Ah, si potesse viver d'amore e d'arte... E chi s'è visto s'è visto...

E ora... carica please! Stavolta ne ho bisogno come non mai.
TESTONA-CHE-NON-SONO-ALTRO-ACCIDENTI-A-ME!!!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Won't Get Fooled Again - The Who

12.11.09

Qualunquista? Sì, grazie.





Caracollando cerco di sopravvivere a quest'apnea imposta dall'esterno.
Talenti gettati nel cesso, professionalità sottopagate, frustrate, frustate.
Il Dio denaro tuona e lampa, dall'alto dei cieli di cartone.
Clampiamo l'aorta di una giornata storta.
Tutto è vacuo, quel che non è sapore acqueo.
Libri, canzoni, passioni. Amori immensi. Corporei ed incorporei.
Per questo lotterò, fino all'ultimo respiro.
E scriverò, perdio! Scriverò ancora.
Anche se non sono produttiva anche se non macino moneta anche se i sensi di colpa mi scaraventano a terra e mi regalano terrore solitudine cosmica e paura di non essere all'altezza.
Una creatività che si ribella con asprezza, una mano che continua a delirare, con destrezza.


"La linea orizzontale ci spinge verso la Materia,
quella verticale verso lo Spirito..."

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Inneres Auge - Franco Battiato [Lyrics]

1.11.09

Perle




Di te ancora mi innamoro,
del tuo respiro lento
se rimani sveglio a stento
quando torni stanco dal lavoro.

Accoccolarsi insieme, mai così vicini,
la vita scorre nello sforzo di afferrarla.
L'energia, a chi dobbiamo darla?
Ci hanno colto alla sprovvista, imprevedibili destini...

Cercavi perle,
rimediasti solo sberle.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Shipbuilding - Elvis Costello


Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy's birthday
It's just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we'll be shipbuilding

Well I ask you
The boy said "Dad, they're going to take me to task
But I'll be back by Christmas"
It's just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

It's just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they'll be re-opening the shipyard
And notifying the next of kin
Once again
It's all we're skilled in
We will be shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

4.10.09

LA-VO-RA-RE!





- Taci, una buona volta!
- Ma io... ho ancora tante cose da dire.
- Non importa a nessuno, quello che hai da dire. Pensa a lavorare.
- Scrivere!
- LA-VO-RA-RE! Non scrivere. Lo capisci l'italiano?
- Non ci riesco, è più forte di me. Ogni volta il flusso di pensieri ricomincia e mi distrae.
- Disciplina ti ci vuole, altro che!
- Giuro che c'ho provato, ma niente.
- Questa tua anarchia non mi piace. Non sei produttivo.
- Ma se sono un fiume in piena?
- Appunto. Qua servono rocce, non fiumi.
- Cosa dovrei fare, secondo te? Segarmi il cranio, tornare a essere solo un robottino? (Sempre ammesso che lo sia mai stato...)
- Concentrati, datti da fare. E smetti di pensare.
- Non ce la farò mai. Io sono Pensiero. E non mi importa che tu mi legga o meno. Né che tu mi consideri osceno. Continuerò sempre a scrivere, perché è solo così che mi sento pieno...


Brividi.
L'altalena che sale, fino a farti sfiorare il cielo.
L'irresistibile impulso di gettare la testa all'indietro.
Passato e Futuro.
E tu, imbrigliato nel mezzo.
Fermo in un posto,
tentato dall'Universo.

Dio, come mi sento perso!


Sountrack: Toop Toop - Cassius

After all the words we sing
I got my eyes on my machine
You could just put online
So I got some piece of mine

I could keep up during night
I’m gonna search people fight
Hanging out on every
All I got is a machine

2.10.09

Mystery Repeating






"[...] La sincronicità ha varie forme: in generale è nota per connettere il particolare stato d'animo di una persona con un evento simultaneo ricco di significato, e con una funzione di guida per la vita di quella persona. Ma è anche un fenomeno in grado di coinvolgere una grande collettività di individui, e in sé se ben compreso e vissuto nella sua giusta luce può essere il principale strumento trasformativo dell'umanità nel suo insieme. Studi cruciali di meccanica quantistica ci mostrano in maniera indubitabile che a certi livelli, a partire dal mondo microscopico delle particelle elementari, la realtà fenomenica che normalmente noi esperiamo sequenzialmente in forma di causa e di effetto, ha alla sua base una matrice in cui il principio di causalità cessa di esistere. Il mondo quantico nella sua intima natura mostra che il grande disegno che regola l'universo nella sua totalità è in realtà una danza infinita, in cui tutte le particelle che costituiscono la materia stessa sono tra loro sincronizzate e armonizzate in un continuum che va ben al di là del tempo e dello spazio. La matrice della nostra realtà è spirituale, mentre la nostra realtà è anche come noi possiamo e vogliamo crearla, dal momento che proprio gli eventi sincronici sembrano ricordarci che noi non siamo passivi osservatori di un freddo universo a orologeria, ma anche attori della creazione. La nostra psiche è quel mezzo che ci permette a ogni momento di ricordare chi siamo e di cosa siamo parte, e per uno strano meccanismo essa sembra coincidere con la materia nelle forme più elementari come le rileviamo nel mondo dei quanti. In questa breve trattazione si cercherà di mostrare che la sincronicità non è una coincidenza casuale o un'illusione di bambini mai cresciuti, ma che essa ha precise radici scientifiche nella mente di due grandi geni della prima metà del '900, che proprio per sincronicità si incontrarono per costruire - su base interdisciplinare - un modello che spiegasse uno dei più grandi misteri che costituiscono l'esistenza umana. Forse quei due uomini si incontrarono proprio per rispondere a un impulso inconscio dell'umanità nella sua interezza, proprio nel momento in cui essa iniziava ad attraversare un periodo di incertezza sulla sua reale identità nella globalità. Era il periodo in cui l'uomo stava iniziando a esperimentare l'energia atomica e a presagire gli effetti apocalittici che poteva portare se l'umanità non avesse ritrovato se stessa. Questo libro è dunque soprattutto incentrato sulle figure del grande psicologo analitico svizzero Carl Gustav Jung e del grande fisico quantistico austriaco Wolfgang Pauli, e di come nacque e si sviluppò il loro sodalizio nell'arco di vent'anni. Essi unirono il loro sapere per poi maturare la convinzione che la sincronicità è un fenomeno che unisce la pische alla materia, ma soprattutto che essa è l'elemento che dimostra che l'universo, composto di questa dualità, non si esplica a caso, ma è strutturato per la Vita e per la consapevolezza. Le ricerche di fisica quantistica di Pauli mostrano da sole che la sincronicità è intrinseca alla stessa materia quando essa è osservata nel dominio quantico, come se la danza delle particelle fosse un perenne connubio con una mente superiore. Le ricerche di Jung collocano nell'inconscio collettivo la vera radice dello spirito umano e la reale matrice degli archetipi e principale origine delle sincronicità che interessano simultaneamente uno stato psichico e un evento esterno. Si illustrerà il grande progetto di Pauli di creare una nuova scienza psicofisica in grado di unire l'uomo al cosmo, un progetto nato da un'esplorazione profonda nei labirinti della sua stessa sfera psichica [...]".

Questa è l'introduzione a uno dei libri che ho ordinato venerdì scorso, a seguito di una catena di piccoli eventi sincronicistici che mi hanno fatto venir voglia di riprendere un percorso interrotto un paio di anni fa. Si intitola, appunto, Sincronicità - Il legame tra Fisica e Psiche da Pauli e Jung a Chopra, e l'autore è Massimo Teodorani.
Non so quando e come troverò il tempo per leggere i libri che mi sono regalata. Ma so che lì si nasconde parte di quello che non sapevo di cercare, ma di cui sento di aver bisogno.
Perché lo scopo per cui sono a questo mondo, in questo preciso momento, con queste specifiche sembianze, corporee e incorporee, non è solamente tirare a campare. Ma è scoprire. Emozionarmi ed emozionare.
I soldi non mi hanno mai interessata. E allora mi sta anche bene che il Sogno sia per ora finito in stand by. Perché la sua vera natura non è portarmi al benessere economico. Ma permettermi di comunicare quello che ho dentro. E, in qualche modo, ho trovato altre vie per farlo.

Il futuro è già qui.
Nei piccoli passi che mi fanno muovere anche da ferma.
Nelle piccole magie che ho imparato a cogliere.
Nelle persone speciali che, volenti o nolenti, mi stanno aiutando a crescere.

Un grazie di cuore a tutte voi, anime sorelle!


Soundtrack: Noah's Ark - CocoRosie

9.7.09

Crazy Train...





Non cambierai mai. Ancora una volta sotto la pressa, e sei tu ad aver dato la spinta.
In questa notte afosa i pensieri raggrumano, fanno fagotto ma non trovano l'uscita. E ti scoppiano dentro, come uno sciame d'api impazzito.

Quanta Vita c'è, dentro di te? Quanta ancora aspetta di uscire?

Dondolano spensierati al chiarore della luna ricordi e sensazioni di un tempo sospeso, anelato, solo in parte vissuto. Congelato.
Cristalli di ghiaccio e un furore disperato, per quello che di te è rimasto impantanato là, nell'età di mezzo, insieme ai tuoi vecchi pelouche e ai primi amori. Vecchi libri e audiocassette dai titoli scritti a penna, ormai sbiaditi.

Un fremito di irrequieta bramosia di lanciarmi in volo dall'alto e librarmi nell'aria. La Musica come paracadute e spalla su cui piangere.

È stata dura, oggi. Tempo che scorre senza senso, nella frenesia di azioni svuotate di significato. Una Freccia Rossa, compagni viaggiatori fantasma, il lento scorrere delle ore sequestrata in un "bunker" sotterraneo consacrato al consumismo.
E una sola domanda resta appesa alle tue labbra, come un chewing gum che hai masticato per ore, ma ti ostini a non voler sputare.

Perchè?


Il ritorno ti vede gettar via la paura dell'abbandono, in nome dell'inevitabile attrazione tra i sessi.
Non sei tu, è lei. Sorridi... Per stavolta puoi togliere il chip dell'asocialità. C'era altro nell'aria, e tu eri semplicemente di troppo. Poco male. Prendi atto. Lasci libero il campo. Stavolta però decidi tu.

Beck culla il tuo leggero sonnecchiare. Alberi, case, orti, cielo azzurro, nuvole, poi blu.
Ci risiamo. Flashback. Gite liceali. Il ragazzo che ti piace è seduto accanto alla più carina della scuola. Complicità, risate.
Il viaggio lentamente accorcia le distanze, mangia inibizioni.
Una finestra sull'attrazione, nello spazio tra due sedili. Un frammento di camicia, una ciocca di capelli. Qualcuno dorme sulla spalla di chi ha appena conosciuto.

Una Nuova Vita.
Si parla di viaggi, di anima, di libri che parlano di noi, che ci chiamano, che ci cambiano.
Una giornata di lavoro finisce, un nuovo amico nella borsa.
Ho deciso, ti porto con me.

Combatti la stanchezza. Leggi. Pensi. Dormi. Scrivi.

Per quanto ti sforzi, non vuoi proprio crederci.

Tira e molla.

Ti fidi di me?


Soundtrack: The Golden Age - Beck

6.7.09

Past Time Paradise




L'idillio tra te e te è durato poco. Giusto il tempo intercorso tra un'ovulazione e l'altra.
Buona questa! Comodo dare la colpa agli ormoni...
Ma il fatto è che oggi le cose più banali ti pesano come macigni, e tu non sei Ercole.
Banali, un accidente! Scrivere è ri-scrivere. Ficcatelo bene in mente.

Eccolo lì, un accumulo di oneri e impegni che ti sei imposta dopo l'ultimo fallimento, forse sopravvalutando la tua capacità di sopportazione.
Contratti da sottoscrivere, contratti fantasma, contratti capestro. Avresti una gran voglia di appallottolarli tutti e farci canestro!
Colpo da maestro.

E invece no. I tempi si allungano, sbrodolano, aggrumano, quando sei tu ad avere fretta.
Quando invece hai bisogno di tempo, ecco che incalzano, pressano, insistono.
Forza, sbrigati, ci sono le ferie!
Di che ti preoccupi? Siamo persone serie!

La volete smettere?!?!?
Spalle al muro, non riesci a riflettere.

E invece hai un gran bisogno di riflettere. Un grandissimo bisogno di riflettere.

MA COME SI FA A RIFLETTERE CON QUESTO CALDO!

Ho bisogno di ridimensionarmi, porco diavolo.

Non ti concedi più neanche i divagamenti marittimi. È finito il tempo del volersi bene. Hai già chinato il capo e ricominciato a spingere come una forsennata sull'acceleratore dell'autoflagellazione. Senti le pasticche consumarsi a ogni affondo. Lo stridio metallico delle frenate improvvise masochisticamente ti dà alla testa. È qui la festa?

Prelievo al bancomat. Il piatto piange. Del resto, a chi tange?
Merda, il pin! Dio santo, come si fa a non ricordarselo? Sono un'idiota.
Cazzo guardate? È mio il tesserino! Non vedete? C'è stampato sopra il mio nome!

Ritorno alla base. Pensieri in fase di fissione nucleare.
Di scatto ti fissi sul cartello di un'attività commerciale.
"Orari di apertura: LUN-VEN 9-13 / 16-20". E vai col tango!
E tu? No, grazie, per me solo il fango.
Ora che ci pensi, non ricordi di avere orari da un bel po' di tempo.
Nella società che ti ha vomitato "adulta", non esistono orari.
Il tempo del lavoro e quello della distr-A/U-zione si fondono, si incastrano, in uno scomposto disegno frattale.
Del resto, l'hai voluto tu.

Sculetti a dovere, ma non per civetteria. È colpa dei sandali "pompeiani" che indossi oggi (chi è che li aveva apostrofati così?).
Al contrario delle infradito da due soldi che ti donano un'andatura da perenne andante al mare, loro, le "pompeiane", ti costringono a un movimento femmineo che ti credevi estraneo.
Per un po' sei persino credibile.
Giusto il tempo di arrivare in fondo alla strada, affondare la mano nell'immenso groviglio della tua borsa londinese da adolescente e ricordare quanto faccia a pugni con le tue scarpe da femme pseudo-attraente!

Chiave nella toppa, scalini, portone, e re-inforni te stessa nella tua
home, hot home, in attesa del tuo prossimo tracollo.
Dio, che caldo.
E no, che non mollo!

Soundtrack: Faithless - Mass Destruction

26.5.09

Dis-Connection



Intraprendi il viaggio finale, a un anno di distanza, su quello stesso treno che ti ha condotta lontano tante volte. Fino a sfiorare il Sogno con le dita, per poi riportarti ogni volta indietro. Passo di gambero.

Oggi si chiudono i conti. Letteralmente. Tra poco si conoscerà il verdetto.
Cammini sicura, le lenti scure a ripararti dal sole e da sguardi indiscreti.
Quando hai la musica giusta, non c'è storia. Sei una strafica.
Le mani in tasca, la borsa a tracolla e il calore di questo maggio così strano a tenerti in vita.

Ti notano, è evidente. Tieni il tempo, mentre aspetti il treno, sulla banchina semi affollata. Non puoi proprio evitarlo. Batti un piede, mimi i colpi della batteria con le dita, ondeggia il tuo corpo, oscilla la testa.
Arriva il treno, ti siedi. Non stacchi gli occhi dal finestrino per tutto il viaggio.
Veloci scorrono le immagini di un tragitto che dovresti conoscere ormai a memoria, ma che riesce ancora a sorprenderti con qualcosa di insolito.
La tua radio preferita, una canzone che ti accoglie come un grembo materno.
Ti abbandoni all'estasi di una nostalgica malinconia, quella malinconia che sei così brava a coccolare, masochista che non sei altro!

Il viaggio scorre veloce, non senti neanche il bisogno di leggere quel libro magico che hai scoperto per caso e da cui non riesci più a separarti.
Ti basta sentirlo sotto di te, nella borsa di tela che hai appoggiata sulle gambe. Ti terrà compagnia, con la sua aura miracolosa. Un libro, un amico sincero. Lui non ti tradirà mai.

Al capolinea la frenesia della folla ti sospinge in avanti come un ingranaggio mal oliato verso la metropolitana. Un automatismo a cui ti eri disabituata.
La radio non prende, dannata galleria! Provi a scorrere le cartelle del lettore mp3 cinese. Niente da fare. Ti rassegni al caso e ti dice anche bene: una manciata di pezzi niente male, nonostante l'alto tasso di glucosio contenuto.

Fine della tua corsa.

Piazza Bologna e le strade brulicanti di macchine e persone. Scegli d'istinto la tua direzione, certa di ricordarla. Ti infili in un dedalo di strade e viuzze desolate. Che sia arrivato agosto e non me ne sia accorta? Insisti, svolti, prosegui diritto. Nulla da fare. Tanto vale ammetterlo: ti sei persa. L'istinto non sempre è nostro alleato.
Fortuna che hai con te il Tuttocittà, un briciolo di razionalità ci salva sempre.
Ritrovi la retta via. Hai sbagliato di poco. Hai compiuto i movimenti giusti, hai solo imboccato la direzione opposta.

Arrivi a destinazione. Un saluto di circostanza. Un anno di vita, di lacrime e di sangue passa ad altre mani, che centrifugheranno e trasformeranno il tutto in numeri. Già, i numeri! Non sei mai riuscita a farci amicizia. Avresti voluto, ma niente. Si vede che non era destino!

Riavvolgi il nastro e ripercorri il tragitto all'inverso. Quasi ti dispiace che sia stato tutto così veloce. Il vento del convoglio in arrivo ti smuove i capelli, non è tempo di pensare. Danzare, solamente danzare. Cerchi il tuo spazio vitale muovendoti sinuosa, tra passeggeri e sostegni metallici.

Sbarchi a terra, ma puoi già respirare il mare. L'autobus no, non lo vuoi aspettare. Meglio camminare. Buttarsi tutto alle spalle, ricominciare. Scartabellare, selezionare. Cosa è meglio perdere, cosa lasciare. Senza mai recriminare.

Mettersi a colmare dei vuoti è rischioso, può portarti a sbagliare.
A confondere la stima con l'affetto. Le parole con l'azione.

ReAzione!

Reset. Dis-Connect.

React.

Always with Music in my head.


Soundtrack: You Can't Always Get What You Want - Rolling Stones

1.2.09

Non (R)esiste!




...e quando il sale della terra ci seppellirà, non ci saranno più parole che valga la pena pronunciare.
Il silenzio salirà dalle viscere e riempirà i buchi neri della nostra incomunicabilità.
Il mare vomiterà i relitti delle nostre aspirazioni.
Non ci sarà più tempo per espiare, ma solo per espirare.

Soli, in cerca della possibilità di un'isola.
Pieni solo della nostra memoria.
Pronti per la tabula rasa.

In piedi, sotto una corrente d'aria gelida che solo io riesco a sentire, dipingo la mia faccia di un sorriso ebete.
Mi sento preda di sguardi, vittima di traiettorie scomposte, sciami incontrollati che urtano la mia persona che non c'è.

Aria, che ogni tanto articola suoni di senso compiuto che in pochi afferrano.
Ogni tanto catturo un sorriso e me lo infilo nelle tasche.

Lancette inchiodate da sempre sulla stessa ora, prego il dio del Tempo di farle vorticare veloci fino al momento della liberazione.
Ma il dio non sente, mi ignora. Non esiste?
Tra i denti sibila: non resiste...

L'uomo in doppiopetto fa il giro di ricognizione.
Lui il Master... ed io l'umile Servant.
O, almeno, è così che dovrebbe essere.

Ma sono solo l'ombra di una pedina. Sono l'incontentabile. L'insaziabile.
L'illusa.

Donchisciottesco essere che non accetta il mondo così com'è.

Hai proposte?

Nessuna risposta, nessuna ricetta.
Solo tanta voglia. E tanta paura.


Soundtrack: The Long Road - Nusrat Fateh Ali Khan & Eddie Vedder

And I wished for so long, cannot stay...
All the precious moments, cannot stay...
It's not like wings have fallen, cannot stay...
But I feel something's missing, cannot say...

Holding hands are daughters and sons
And their faiths just falling down, down, down, down...
I have wished for so long
How I wish for you today

We all walk the long road. Cannot stay...
There's no need to say goodbye...
All the friends and family
All the memories going round, round, round, round
I have wished for so long
How I wish for you today

And the wind keeps roaring
And the sky keeps turning gray
And the sun is set
The sun will rise another day...

We all walk the long road. Cannot stay...
There's no need to say goodbye...
All the friends and family
All the memories going round, round, round, round
I have wished for so long
How I wish for you today
How I've wished for so long
How I wish for you today

We all walk the long road (3x)






9.1.09

Requiem For A Dream...





Note a margine di una "tovaglia" - 06/01/2009


In silenzio, ascolto rumori senza senso.
Il suono sincopato di un carrello da supermercato,
spinto stancamente da un marito incontinente.
"Ti prego, basta. Ho il vòmito",
finge di ruggire l'ei fu leone indòmito.

Mi vòlto,
e oltre gli scaffali
riconosco nel sorriso di un bambino sconosciuto
la tua stessa espressione.
Pura illusione,
che profuma di realtà.

Mi guarda, distratto,
poi si fa servire.
Che altro c'è da dire?

La società occidentale non conosce mezze misure.
In una manciata di giorni hanno preso corpo le mie peggiori paure.
Nel caos frenetico trasècolo,
schizzati umanoidi del ventunesimo secolo!
Noia lacerante, inazione di un giorno sabbatico,
inutili e sparuti resti,
sacrificati sull'altare delle feste.
Un'occasione in più
per idolatrare lo spreco.

Facce spente, sguardi tristi
ed io, che penso ai ferrimisti,
di un mestiere artigianale
ancora tutto da imparare.

Ora basta. Voglio nuotare!
Questo foglio ripiegato in quattro
sarà la mia àncora in mezzo al mare.


Soundtrack: Mi Sono Innamorato Di Te - Luigi Tenco