Troverò il Tempo anche per te, Sogno Mio. Lo troverò perché fosti tu a trovare Me. E non importa il sangue che cola dalle dita, non conta quest'intima ferita. Conta lo scoglio a cui m'aggrappo, fiera! Solitaria roccia della mia intima Resistenza, la dignità, il coraggio e l'incoscienza di chi, al vivere comodamente, ha preferito il mestiere di reinventarsi ogni giorno, costantemente...
23-6-10
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here. Soundtrack: Il Mestiere Di Vivere - Awa Ly e Massimo Giangrande
Intrappolato tra i rami scivolo giù, peloso involucro di tentennamenti
Graffiano le unghie la corteccia inviluppata dei miei anni
Scivolo ed è brivido pancia in dentro aspiro il mio tormento, lo espello in un momento
Sono a terra!
Erba solletica la pancia, rotolo e sono occhi contro il sole rami volteggianti a salutar la mia salvezza, piacevole brezza di un giorno come tanti sicuramente per gli astanti non per me, sciocco felino, per troppo tempo immobile in attesa dei soccorsi
Pochi attimi di calore valgon bene il gelo accumulato resto lì, accoccolato ma non fino al tramonto. Un salto e sono in piedi, rincorro una farfalla volteggio, fendo l'aria. La felicità è così precaria!
"Ti fermo alle luci al tramonto e ti guardo negli occhi E ti vedo morire Ti fermo all’inferno e mi perdo perché Non ti lasci salvare da me Nego i ricordi peggiori Richiamo i migliori pensieri Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti Che il sole esiste per tutti Esiste per tutti Esiste per tutti"
Nell'estasi di un cambiamento ritrovato, il corpo cede, per la morte programmato. Ritrovare un brivido nell'oscuro fremito di un pericoloso incantesimo, la libertà è una corsa in salita, da conquistare al millesimo. Dolore intenso, che da psicologico diventa fisico. Il corpo crolla, pesante sacco vuoto... Cedono le gambe e il respiro si fa corto. Soltanto un morto è già risorto! Eppure l'anima reca ancora in sé tutti i segni delle sue innumerevoli morti simboliche. Fasi critiche. Che si ripetono, cicliche.
Perdere l'uso del proprio corpo proprio mentre si desiderava abbandonarlo non è affatto un caso. Essere fermati durante un ritrovato slancio può essere frustrante, se non si è abituati. Eppure versate tutte le mie lacrime, lanciata ogni imprecazione, che non diresti mai, guardandomi, ch'io possa anche solo averla pensata, rinasce in me la tigre addormentata. Digrigna i denti, mentre vorrebbe soltanto essere accarezzata.
Di colpo il fragore si fa silenzio e le emozioni negate riprendono il loro corso. Se smetti di dubitare, puoi ricominciare ad amare... E la bambina capricciosa che in silenzio reclamava attenzioni, ritrova di nuovo la pace e il sorriso nella sicurezza degli affetti che non muoiono, anche quando smettono di mandare segnali.
Dolce perdermi in questo abbraccio ideale, fatto da più e più mani. Una rete invisibile agli occhi, di cui non voglio più dubitare.
Giorno dopo giorno impariamo ad amare i nostri reciproci silenzi interrotti solo da quei timidi slanci, segnali d'affetto che rinsaldano un'eterna presenza che vive di vibrazioni impalpabili
insieme, noi, sconfiggere il terrore di quel primitivo abbandono e riconosco in te il mio essere donna, il mio essere uomo
un'anima che nel suo espandersi... ritrova in sé il sole interiore che credeva perduto
e la gioia immensa effimera incontenibile
che afferro con ogni atomo e trattengo nel ventre fino alla prossima piena alla prossima, inevitabile apnea dalla quale risorgerò, ancora più forte
Se questa è la mia sorte... non mi avrà tanto facilmente, la morte!
Cadono, uno ad uno. Ciuffi scamuffi. Benvenuti nel paese dei puffi. Un telo nero attorno a me a suggellare questo atto poetico, per altri così banale. Approfitto di un giorno che sa di primavera. Varco la soglia del tempio che tante donne vede entrare ogni mese, come niente fosse. Tentenno, aspetto a lungo. Finché non ho più scuse per rimandare.
Oggi è il giorno della mia rinascita. Oggi è il giorno del mio personale addio all'inverno.
Se potessi appiccherei il fuoco a questi miei sparuti resti, che non parlano di me. Un crepitante falò di belle speranze, accese nell'acre profumo di fenice che da oggi indosserò sulla mia pelle, ancora per poco appesantita dai vestiti. Sempre gli stessi. Completato il rito, indosso lo stesso cappello, il mio preferito. Con questi capelli ora ho un aspetto più sbarazzino. Mi guardo sorridendo nelle solite, ostinate vetrine. Un po' meno clumsy, un po' meno imbarazzata da una pigra trascuratezza che tanto racconta di me...
"Per un giovane l'incontro con altre persone è di fondamentale importanza: queste possono cambiare il corso della sua vita. Alcune sono paragonabili agli aeroliti, frammenti opachi che in qualunque momento possono cozzare contro la Terra provocando enormi danni, e altre sono come le stelle comete, astri luminosi che apportano elementi vitali. Ho avuto la fortuna di incontrare in quel periodo creature che mi arricchirono la vita, stelle comete benefiche. Ho visto altri giovani che avrebbero meritato come me un destino creativo, cadere nelle mani di rapaci che li hanno portati al fallimento e alla morte, aeroliti. Be', forse non era stata soltanto la fortuna: con la mia diffidenza di bambino ferito avevo sviluppato il talento di schivare i colpi. Nel pugilato non vince soltanto chi picchia più forte, ma anche chi è più bravo a evitare le botte. Ho sempre rifuggito i contatti negativi per cercare amici che potessero essere i miei maestri."
Alejandro Jodorowsky, "La Danza Della Realtà".
Sono appena all'inizio di questo libro, ma più lo leggo e più vi ritrovo pensieri e parti di me stessa che ho accumulato negli ultimi anni. È soprendente quanto la sincronicità e l'istinto, se siamo ricettivi e aperti, ci aiutino a trovare ciò di cui abbiamo bisogno nell'esatto momento in cui siamo pronti ad accoglierlo e a comprenderlo. E allora capita che libri accumulati sullo scaffale da tempo, ti vengano tra le mani nel momento giusto per parlarti come può farlo un amico che ti conosce molto meglio di quanto possa conoscerti tu stesso. Dall'intimo legame tra sofferenza e poesia alla coincidenza tra i nomi dei luoghi in cui si vive o si è abitato in passato e la fase della vita che si vive o si è vissuta durante la propria permanenza lì, intuizioni che avevo avuto per pura casualità mesi fa, inizio a riconoscerle ora in questo libro, sorprendendomi sempre di più ad ogni pagina.
Schiava e prigioniera dell'ansia della perfezione, che mi ha sempre accompagnato quale prezzo da pagare in cambio di affetto, inizio a respirare sempre di più secondo i miei tempi, a recidere i rami morti o marcescenti del mio albero genealogico, a vivere con più calma, secondo i dettàmi del mio corpo e del mio equilibrio psichico, a saper leggere e interpretare i segnali della somatizzazione e del destino. Non sono niente, eppure sono potenzialmente tutto. Inseguo e perseguo relazioni umane disinteressate, pur consapevole che sono rare e preziose, pur conscia del fatto che tutti, prima o poi, cerchiamo in un altro da sé qualcosa che ci manca. Ma non mi arrendo all'evidenza dell'altrui esperienza. Se quello che conta è il viaggio, preferisco continuarlo come posso, tenendo conto di limiti e possibilità, miei e altrui, sforzandomi di fare il possibile per dare e trarre il meglio dalle collisioni, dalle parole rubate, dagli sguardi fuggevoli che parlano di noi, nonostante noi.
Se questo è un uomo, inteso come essere umano, io voglio conoscerlo in ogni sua sfaccettatura. Non ho ancora finito di imparare l'alfabeto profetico e occulto di cui ha scritto Pessoa, nelle vesti di Bernardo Soares. Probabilmente non mi basterà una vita intera. E continuerò a fremere, di inquietudine e impazienza. Adrenalina che tiene la mente sveglia, attiva e pro-attiva. Aria frizzantina, che spinge a muoversi per non congelarsi. Spero solo di non lasciare troppa sofferenza in giro, nel tentativo di evolvermi in ciò che sono stata e ciò che posso ancora diventare.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Born Brilliant - IQ
I'm cold and unapproachable Deceptive and a fraud Don't need to keep attention I hate to be ignored The soul of no discretion Belligerent, won't think outside the box I'm critical and careless My open mind is shut and firmly locked
I'm selfish and insensitive I'm rotten to the core Pretentious and derivative You've seen it all before My good contributions Are counted on the fingers of one hand No New Year's Resolution Nothing ever goes the way I planned
My catalogue of failures Is etched upon my lips The baggage that I carry Would sink a thousand ships My motives are uncertain Intentions not altogether pure So now don't you want me beside you Just like it was before?
I'm stupid, inarticulate My ego grows and grows Libido turns to celibate I don't know where it goes No lifelong performance Prepares me for the final curtain call I swear no allegiance No loyalty to anything at all
You, like me, were raised to be A million times admired Unlike mine, your family line Were all born brilliant liars
Polpastrelli contro polpastrelli avresti dovuto esserci. Tu che non ci credevi più, avresti sorriso. Una scia di pensiero pulito, sconosciute gambe in cerca di libertà. E quando lui ha gridato tutta la rabbia e l'indignazione per quel dolore privato da uno stato senza ragione, lacrime di commozione ti hanno irrigato lavando via il cinismo che la vita ti ha regalato. Avresti dovuto esserci, avremmo dovuto marciare insieme.
Staccare la spina. Duro allontanarsi dalla tua propagazione tecnoica. Ma doveroso.
Stai implodendo. Letteralmente.
Sai benissimo che non sei così. Che la vera Te è là fuori, che aspetta solo che allunghi le mani a toccare il cuore delle cose, a fendere l'aria, a gemere il buio. E non solo interiore. Lui lo sa. E sarà con te, in ogni istante. Ti vedrà tornare bambina, zompettare allegra, mimare passi di danza maldestri, dimenticati da un corpo privo ormai di allenamento, intorpidito, come la mente atrofica, ipertrofica, famelica di Sapere.
Un enorme ostello tutto per voi. La notte fredda non teme coperte. Ho dimenticato di portare Musica. Esploriamo. Giù per le scale, nella cucina senza riscaldamento. Due porte come di saloon. Entriamo! Un ripostiglio, posate di plastica, un barattolo di Nutella, della camomilla, cianfrusaglie varie e poi la vedi: la Radio! Vecchia, impolverata, semidistrutta. Non fa niente! Purché sia funzionante. È un attimo. La prendi tra le braccia, e via, di nuovo, su per le scale stavolta. Inserisci la spina nella presa e inizia la magia. Strani fruscii, voci aliene, lingue misteriose: la macchina del tempo! Gira la manopola in cerca di Mistero! La stanza ora non è più silenziosa. La polvere non fa più paura. Nemmeno il minuscolo scorpione sulla parete immacolata.
Il mattino è frizzante. Pungente. Naso all'insù, come tanti anni fa, assorbi la vera Te e speri che non se ne voglia più andare. Sai già che tra poco dovrai tornare. Ora no! Pensiamo all'Azione. Leonardo e le sue macchine umanistiche. Datemi una leva e vi solleverò il mondo! Il massimo del risultato con il minimo dello sforzo. Inventare di notte, quando nessuno disturba. Una candela per misurare il tempo. Occhi d'aquila. Matematica e Geometria. La forza propulsiva. Il Volo. Cosa sarebbe successo se un genio simile fosse nato altrove? Il Progresso o l'Apocalisse? Ulisse. Gli occhi di un bambino.
Via verso nuove scoperte. Immerso nel verde un paradiso profano. Simbolismi. Surrealismi. La verità dell'uomo è nella cagata. Lo dice lui. L'uomo chiamato astro nascente. La Follia e la Saggezza. La Consapevolezza e il Bambino Interiore. Il Sole e la Luna. Lo Yin e lo Yang. L'Uomo e la Donna. La Notte e il Giorno. La Luce e il Buio. L'armonia degli opposti. Viviamo nelle scatole, polli nel pollaio, siamo il frutto di imitazione esterna. Non siamo. Uscire nel buio solo se si è certi di tornarne vincitori. Il giardino rinascimentale. L'uomo come parte del paesaggio. Del labirinto. Interiore. Tre porte. Una scelta. Solo lei potrà salvarci nei momenti di calo energetico. Le vibrazioni. I campi energetici affini. Non sono matta! O forse sì. Potessi esserlo come lui! Signore e padrone delle sue elucubrazioni. Al riparo da certe sterili masturbazioni. Giullare sceso dall'alt(r)o per risolvere l'impossibile. I sette ottavi. La Musica è Materia scolpita. O la Materia è Musica scolpita? Non ricordi. La grande nave. L'amore. Una donna senza testa. L'occhio alato. E un cipresso fulminato. La malattia che fa rinsavire. Francesco e la spoliazione. Un Bene superiore. La Nudità che fa paura. Che si nasconde in decine di simboli e geroglifici. Decrittare. Scoprire. Annusare. Scavare. Per rivestirsi di pura essenza. La Luna che danza. Si specchia. E ci specchia. Stimmate. Un pensiero che scotta. Resisteremo. No pasaràn! Se non vogliamo.
Il grande vecchio dalla sciarpa rossa. Il suo richiamo dalle vetrine. Una città medievale. Un pozzo che porta nell'Ade. Osho e le carte. Io e l'Altro. Il Castello e l'Immaginazione. Un figlio e sua madre. Un viaggio senza ritorno. L'Essere e il Non Essere. L'Arte come Comunicazione. Come Missione! Altrimenti è solo Finzione.
Infarino la mia pseudo cultura. La impasto con l'Amore. Persone Speciali attendono. Per loro non esiste la locuzione: "Non ho tempo". Dalla tastiera al mattarello. Passando per i Pink Floyd, Johnny Cash, Joe Strummer e la loro Redemption Song. La Luna, il Sole e le Stelle farcite di marmellata di mirtillo. Una spolverata di zucchero a velo. Un bacio leggero.
Dolce E., fragile tigre in via di estinzione, questi sono per te. E per me. Non voglio più aver paura di dire: ti voglio bene.
Now I'm out here on this road, alone on this road tonight. I close my eyes and feel so many friends around me...
L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te. Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi. Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.
La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo. Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori. Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più. Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito. E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no. La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto. Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.
Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate. Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.
Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni. Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare. Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.
Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova. E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura. Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione. Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre. Questa è la mia Famiglia. Nulla a che vedere con il sangue.
Mi deluderà? Li deluderò? Forse sì. O forse no. Ma ho deciso che voglio amare. E saper lasciare andare.
Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza. Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi. Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi. Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra. Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro. E per questo devo essere forte. Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.
Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie. Ce la faremo insieme. Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere. Non so dove sto andando. Ma non voglio andarci da sola. Voi, venite con me.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen
We played king of the mountain, out on the end. The world come chargin' up the hill, and we were women and men. Now there's so much that time, time and memory fades away. We've got our own roads to ride, and chances we got to take. We stood side by side, each one fightin' for the other. We swore until we died, we'd always be, blood brothers.
Now the hardness of this world, slowly grinds your dreams away. Makin' a fool's joke, out of the promises we made. And what once seemed black and white, turns to so many shades of gray. We lose ourselves in work to do, work to do and bills to pay. And it's a ride, ride, ride, and there ain't much cover. With no one runnin' by your side, my blood brother.
On through the houses of the dead, past those fallen in their tracks. Always movin' ahead, and never lookin' back.
Now I'm out here on this road, alone on this road tonight. I close my eyes and feel so many friends around me, in the early evening light. In the miles we have come, in the battles won and lost, are just so many roads travelled, so many rivers crossed.
Now I ask God for the strength, and faith in one another. 'cos it's a good night for a ride, cross this river to the other side, my blood brother...
ti regalerò il volo leggero del gabbiano la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano
mi sorprende l'amore, quello tra persone vere dove non contano i giochi di potere
fragili nervi nascosti in una cassa, in cerca di amici per sbrogliarne la matassa
non permetterò che la mia riservatezza reprima più una mia carezza
spontanea, la lascerò scivolare in queste mie parole, affidate al mare
perché chi merita, lo si deve amare!
Questo è ciò che eredita chi è stanco di aspettare.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake
I never felt magic crazy as this I never saw moons knew the meaning of the sea I never held emotion in the palm of my hand Or felt sweet breezes in the top of a tree But now you're here Bright in my northern sky.
It's been a long time that I'm waiting Been a long time that I'm blown been a long time that I've wandered Through the people I have known Oh, if you would and you could Straighten my new mind's eye.
Would you love me for my money Would you love me for my head Would you love me through the winter Would you love me 'til I'm dead Oh, if you would and you could Come blow your horn on high.
I never felt magic crazy as this I never saw moons knew the meaning of the sea I never held emotion in the palm of my hand Or felt sweet breezes in the top of a tree But now you're here Bright in my northern sky.
Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?
Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.
Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.
"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".
Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.
Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.
La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.
Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.
Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.
In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.
Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.
L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.
Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.
Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!
Eccoti qui, di fronte a una nuova serie di numeri. Enigmi. 30-31-32-33-34-35. E poi il muro. Qui non si passa. E chi l'ha detto? Io, se voglio, vado oltre e come. Il mio pensiero è capace di questo e altro. Altro? Hai detto Altro? Esattamente. Adoro quei piccoli dettagli di me che mi fanno trasalire. Stento quasi a riconoscermi, a volte. Come adesso. Una fila di sedili vuoti, una porta di plastica biancastra che riflette parte di un trolley e la punta di uno stivale. Elegante. Il mio. Non ci credi? Allora sporgiti in avanti, fallo, se ne hai il coraggio. Sei proprio tu.
Gli sconosciuti che occupavano i sedili vicini ai tuoi, la coppia di giovani tedeschi che leggevano in silenzio, scambiandosi di tanto in tanto qualche risata complice, è andata via. Probabilmente stanno già imbarcandosi per far rientro a casa. Davanti a te hai ancora un paio d'ore. Pensaci. Potresti imbarcarti su un volo qualunque, destinazione: Vita Nuova. Un'altra identità, nuovi mondi da esplorare. Mettiti alla prova, vediamo che sai fare.
Cominci a ragionare un po' troppo come Pirandello ultimamente. Peccato che tu non sia Mattia Pascal, anche se il suo nome di battesimo, se fossi maschio, ti calzerebbe a pennello. Sai già che, come al solito, righerai dritto. Ripercorrerai il cammino esattamente all'inverso e tornerai al tuo posto senza fare storie. Ma non riesci a smettere di pensare che qualcosa dentro di te sta cominciando a cambiare.
Dio, se solo potessi danzare nella vita come danzo nella mia testa! Sorriderei come se non avessi alcuna paura, stringerei altre mani come se non avessi mai fatto altro nella vita, donerei abbracci e ne riceverei altrettanti. Manderei affanculo una volta per tutte quella maledetta voce interiore che continua a ripetermi: "Non ti fidare, non ti fidare! Prima o poi ti tradiranno!". Se c'è qualcuno che può tradirmi, affondarmi, tarparmi le ali, quella sono soltanto io.
Riesci a vedermi annaspare? Sono io, la sirena con la coda di piombo. Come palla di cannone, inesplosa incombo.
***
Distruggere la superficie specchiata, fracassarla senza indugio, ferirsi con le schegge fino a ricavarne un pertugio. Troveresti l'acqua agognata, ma perderesti il tuo rifugio. Che tu sia dannata, acqua avvelenata! Insegui come un segugio una verità blindata.
***
Se donassi me stessa, perderei l'essenza! Timida leonessa, continui a scegliere l'assenza. Un dolore rinunciare alla vita che si sdoppia. L'Amore da preservare, la sicurezza di una coppia. La luce oltre la siepe, l'Amicizia di cui hai sete, la fame di Famiglia: quanti riflessi ci sono in una biglia?
***
In Volo
Sorvolo increspature di me che a volte mal sopporto, recupero sinfonie ancestrali che vorrei farti ascoltare senza più il timore che rifuggirai l'ascolto, come soffi di maestrali che provengono dal mare.
Sfodererò il mio sorriso migliore, quello che sa nascermi dal cuore. Finalmente pronuncerò il mio nome, perché è quello che in questa vita altri scelsero per me. Non so spiegarti come, ma il mio corpo in alta quota ha rigettato da eremita il mio comportamento idiota.
Niente dovrà mai cambiare! Avrai solo due occhi in più in cui poterti specchiare.
***
Una gabbia e tutta l'inutile rabbia per un dolore che ottuso continua a oscurare il tuo lato migliore.
Procedi ugualmente, il freno a mano tirato, occultando una ferita che non hai mai dimenticato. Devi liberarti, finalmente, e partorire il dèmone che ti vive nella mente.
Fallo rotolare, dalle tue viscere fino al mare e lì lascialo agonizzare fino a che non sentirai la forza per poterti rialzare. Il Sole ti attende, col suo riflesso abbagliante. Ti sorprenderà un chiarore accecante e una visione nuova, totalmente straniante.
A te, splendore dorato urlerò a pieno fiato:
"Grazie a te, ora sono rinato!".
***
lo splendore olistico un rapimento mistico un universo quantico l'oceano atlantico virtù e debolezze i tuoi schiaffi e le mie carezze l'ossessione l'illuminazione buio e luce il mio sguardo truce insicurezza allo specchio la trave nell'occhio ali di fata una palla infuocata elfi e stregoni gnomi e dragoni danze celtiche particelle identiche Tutto, che fa l'amore con Vuoto, l'Energia che si sprigiona sarà il mio fiore di loto.
Continuo a emozionarmi, l'Amore mi sboccia dentro, ogni giorno di più. Il Cosmo è un richiamo affascinante. Se solo sapessi che sono riuscita, nel mio piccolo, a contagiare chi mi orbita accanto trasferendo parte dell'energia che mi scorre tra le mani, nei pensieri, nella testa, allora benedirei tutto il Dolore che ho provato, la Paura, il Terrore e quel maledetto Buco Nero chiamato perdita dell'innocenza, della serenità, della speranza.
Una forza più grande guida la mia mano. È l'Assoluto, che tento malamente di "imbrigliare" in poche parole inadatte, che mi aiutano a rimanere a galla in questo oceano senza tempo che mi vive dentro.
Un anno fa ero colma di rabbia, nevrosi e frustrazione. Sentivo che ero a un passo dall'implosione, nervi a fior di pelle, il peggior esempio di somatizzazione. Cosa mi sta succedendo?
Nel mio respiro sento il tuo. E il tuo. E anche il tuo. E tutti insieme si fanno vento e spazzano via la Solitudine dell'Anima, ma solo quando soffiano nello stesso momento. Maledico la forza di gravità e questo corpo mortale, e li amo in silenzio. Se fossi particella ruoterei all'Infinito e mi scontrerei con tutte voi, fino a scatenare un moto d'anime, a innescare la bomba atomica del pensiero, l'eruzione di una rivoluzione interiore, il Big Bang della resurrezione di un'umanità martoriata. Non smetterei mai. E anche se combatto ogni giorno con le necessità terrene, con lo specchio e le mie mani violente, quale tragica punizione!, tu vivi in me e io vivo in te, e insieme faremo grandi cose.
Nei secoli dei secoli. Noi, siamo.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Senses Working Overtime - XTC Hey, hey, The clouds are whey. Theres straw for the donkeys, And the innocents can all sleep safely, All sleep safely.
My, my, Sun is pie. Theres fodder for the cannons, And the guilty ones can all sleep safely, All sleep safely.
And all the world is football-shaped Its just for me to kick in space And I can see, hear, smell, touch, taste And Ive got one, two, three, four, five Senses working overtime Trying to take this all in. Ive got one, two, three, four, five Senses working overtime Trying to taste the difference tween a lemon and a lime Pain and the pleasure And the church bells softly chime.
Hey hey, Night fights day. Theres food for the thinkers, And the innocents can all live slowly, All live slowly. My, my, The sky will cry Jewels for the thirsty, And the guilty ones can all die slowly , All die slowly.
And all the world is biscuit-shaped, Its just for me to feed my face, And I can see, hear, smell, touch, taste, And Ive got one, two, three, four, five, Senses working overtime Trying to take this all in. Ive got one, two, three, four, five, Senses working overtime Trying to taste the difference, tween a lemon and a lime, Pain and the pleasure, And the church bells softly chime,
And birds might fall from black skies, And bullies might give you black eyes, But to me its very, very beautiful (englands glory!) Beautiful (a striking beauty!)
And all the world is football-shaped, Its just for me to kick in space, And I can see, hear, smell, touch, taste, And Ive got one, two, three, four, five, Senses working overtime Trying to take this all in Ive got one, two, three, four, five Senses working overtime Trying to tell the difference tween the goods and grime Turds and treasure And theres one, two, three, four, five Senses working overtime Trying to take this all in Ive got one, two, three, four, five Senses working overtime Trying to taste the difference tween a lemon and a lime Pain and the pleasure, And the church bells softly chime.
Non riesco a venirne a capo. Ci ho provato mille volte, mentalmente. Niente. Non ci riesco.
Io sono... Io... sono...
E la parola mi muore in gola.
C'è ancora tempo, respira. Tutto il tempo del mondo.
L'istinto mi parla, come un padre premuroso. E so che ha sempre ragione lui. Sarebbe molto più semplice un: Tu sei...
In fondo a cosa mi serve un nome? Quello che scelsero per me, esattamente 28 anni, 11 mesi e 10 giorni fa, se la matematica non mi inganna - o meglio, se io non inganno la matematica - è una pura convenzione, una formalità. Che non dice niente di me. Niente di più di quanto non faccia già io, tra le righe del mio scorrermi dentro.
Lo so. È assurdo. Io sono assurda.
Eppure.
Poco fa. Mentre volteggiavo per le strade del mio quartiere, alle prese con le incombenze del sopravvivere quotidiano sotto al sole ancora caldo e protettivo, la mia maglietta preferita addosso, quella blu con la scritta arancione, mi sono sentita davvero in armonia. E non avevo nemmeno gli auricolari nelle orecchie.
Stavo bene. Con me. E basta.
Di colpo un'intersezione tra piani spazio-temporali diversi. Ho visto un prato verdissimo, una luce forte ma tenue allo stesso tempo. Noi tutti, sdraiati sull'erba. A parlare del Tutto.
Io. Incantata. Rapita. Ascoltavo.
La Meraviglia che si dipanava davanti ai miei occhi spalancati. Attraverso le mie orecchie.
Un giorno. Non lontano.
Soundtrack: No More Keeping My Feet On the Ground - Coldplay Sometimes I wake up, and I'm falling asleep, And I think that maybe the curtains are closing on me, But I wake up, Yes I wake up, Smiling. Sometimes I feel that the chance is surprising, Surprisingly good to be moving around, So I wake up, Yes I wake up, Smiling. So what? I feel fine, I'm ok, I've seen the lighter side of life, I'm alright, I feel good, So I'll do, I'll try to stop moving, Sometimes I wake up, and I'm falling asleep, And I've got to get going so much that I wanted to do, Yes I wake up, Smiling. And this could be my last chance, This may be my only chance, Yeah this could be my last chance, No more keeping my feet on the ground. Sometimes I feel that the chance is surprising, Surprisingly good to be moving around, And I move, And I wake up, Smiling. So what? I feel fine, I'm ok, I've seen the lighter side of life, I'm alright, I feel good, So I'll do, well it's time to stop moving. And this could be my last chance, This may be my only chance, Yeah this could be my last chance, No more keeping my feet on the ground. There's nothing to keep me, Nothing to keep me.
Floating in the sea Heaven underneath I am sinking Slowly Gently Fading
My hands in yours. Invisible.
Oggi sono venuta a salutarti.
Il troppo vento mi ha vista temporeggiare. È tardi, ormai. L'autunno ha già colorato di nostalgia le mie giornate.
Accarezzo la sabbia con tutta me stessa. Riposo.
L'istinto mi conduce a riva. L'acqua non è poi così fredda.
La sera avanza, ma il vento è cessato.
Prima i piedi, poi le gambe.
Torno indietro, mi libero dei pesi inutili. E sono tua...
L'ultimo saluto, idealmente ti abbraccio.
Distendo il corpo, lascio andare le braccia. Tra le mani stringo tutti voi.
Potesse la vita essere così semplice. Lasciarsi andare, seguire la corrente. Imparare a gestire la forza di gravità. Il principio di Archimede. A liquid sensual sea dance. We make love, the world upside down.
Soundtrack: Song To The Siren - Robert Plant
(Tim Buckley/Larry Beckett)
Long afloat on shipless oceans I did all my best to smile 'Til your singing eyes and fingers Drew me loving to your isle Sail to me Sail to me Let me enfold you Here I am Here I am Waiting to hold you Did I dream you dreamed about me? Were you Hare when I was fox? Now my foolish boat is leaning Broken lovelorn on your rocks Touch me not, touch me not, Oh, come back tomorrow; Oh my heart, oh my heart Shies from the sorrow
I am puzzled as a newborn baby I am troubled as the tide Should I stand amidst the breakers? Or should I lie with Death my bride? Swim to me Swim to me Oh, come let me enfold you Here I am Here I am Waiting to hold you
Stacco la spina, accendo il cuore. Lungo le curve il buio, la musica e la strada mi proiettano in avanti e poi di nuovo indietro, tra speranze, flashback e un incontro a lungo atteso, per troppo tempo rimandato. Mi aspettate all'arrivo. In due. Come sempre.
Lento e piacevole il cammino verso casa. Una famiglia e il suo calore genuino. Un dialetto che non sempre comprendo. Ma ascolto. Sempre. Come potrei non ascoltare?
La musica e le passeggiate in bicicletta. La verdura coltivata col sudore della fronte e cucinata con passione. I paesi cotti sotto il sole. Rinfrancati da chiacchiere e risate. Un cantante che non riusciamo a inquadrare. Le foto per ricordare. E la nostra prima sera tutte insieme, sedute a un tavolino. Il mojito e una testa più leggera. Non riesco a smettere di ridere!
La sfilata in costume. Le contrade, il gonfalone. La pioggia a guastarci la festa. Un ombrello per due e il tuo abbraccio protettivo. Piccoli incontri che mi raccontano chi siete, quando non sono con voi.
Una vita di amicizia non vissuta. Concentrata in tre giorni.
Ed io, che non ho parole per ringraziarvi di essere le persone che siete. Nonostante tutto. Nonostante tutti.
Soundtrack: The Smiths - Ask
Shyness is nice and Shyness can stop you From doing all the things in life You'd like to
Shyness is nice and Shyness can stop you From doing all the things in life You'd like to
So, if there's something you'd like to try If there's something you'd like to try Ask me I wont say no, how could I?
Coyness is nice, and Coyness can stop you From saying all the things in Life you'd like to
So, if there's something you'd like to try If there's something you'd like to try Ask me I wont say no, how could I?
Spending warm Summer days indoors Writing frightening verse To a buck-toothed girl in Luxembourg
Ask me, ask me, ask me Ask me, ask me, ask me
Because if it's not Love Then it's the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb That will bring us together
Nature is a language - can't you read ? Nature is a language - can't you read ?
So, ask me, ask me, ask me, Ask me, ask me, ask me
Because if it's not Love Then it's the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb, the bomb That will bring us together
If it's not Love Then it's the bomb Then it's the bomb That will bring us together
So, ask me, ask me, ask me, Ask me, ask me, ask me Oh, la...
The rollercoaster goes up and down. And I go with the flow...
E ritrovarsi a ridere e parlare con una persona speciale, perdere la cognizione del tempo, un fiume in piena a corrente alternata... E scoprire, con gioia, che niente è cambiato.
Nonostante il caldo maiale, la città che puzza, le scritte che deturpano i palazzi e tutti gli annessi e i connessi che la periferia comporta.
A ricordarti di essere tornata a Roma non bastavano gli automobilisti che, incuranti delle strisce pedonali, attentano alla tua vita ogni volta che tenti l'attraversamento. Roba che i nostri cugini d'oltralpe mi facevano venire voglia di genuflettermi in mezzo alla strada ogni volta che, senza battere ciglio, fermavano l'auto per farmi passare.
No. Sono le allegre espressioni della fauna locale a darmi il bentornato, facilitando la mia ripresa dalla depressione post rientro. Una frase urlata dal finestrino di un'auto in corsa, a sancire il mio fiero attraversamento a testa alta, in una mise che - lo ammetto - non era proprio delle migliori.