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23.5.10

Il Sole Esiste Per Tutti



"Ti fermo alle luci al tramonto e ti guardo negli occhi E ti vedo morire
Ti fermo all’inferno e mi perdo perché Non ti lasci salvare da me
Nego i ricordi peggiori Richiamo i migliori pensieri
Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti Che il sole esiste per tutti
Esiste per tutti Esiste per tutti"


Nell'estasi di un cambiamento ritrovato, il corpo cede, per la morte programmato. Ritrovare un brivido nell'oscuro fremito di un pericoloso incantesimo, la libertà è una corsa in salita, da conquistare al millesimo. Dolore intenso, che da psicologico diventa fisico. Il corpo crolla, pesante sacco vuoto... Cedono le gambe e il respiro si fa corto. Soltanto un morto è già risorto! Eppure l'anima reca ancora in sé tutti i segni delle sue innumerevoli morti simboliche. Fasi critiche. Che si ripetono, cicliche.

Perdere l'uso del proprio corpo proprio mentre si desiderava abbandonarlo non è affatto un caso. Essere fermati durante un ritrovato slancio può essere frustrante, se non si è abituati. Eppure versate tutte le mie lacrime, lanciata ogni imprecazione, che non diresti mai, guardandomi, ch'io possa anche solo averla pensata, rinasce in me la tigre addormentata. Digrigna i denti, mentre vorrebbe soltanto essere accarezzata.

Di colpo il fragore si fa silenzio e le emozioni negate riprendono il loro corso. Se smetti di dubitare, puoi ricominciare ad amare... E la bambina capricciosa che in silenzio reclamava attenzioni, ritrova di nuovo la pace e il sorriso nella sicurezza degli affetti che non muoiono, anche quando smettono di mandare segnali.

Dolce perdermi in questo abbraccio ideale, fatto da più e più mani.
Una rete invisibile agli occhi, di cui non voglio più dubitare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

19.4.10

Sole




A tutte le mie Persone Speciali...

Giorno dopo giorno
impariamo ad amare
i nostri reciproci silenzi
interrotti solo
da quei timidi slanci,
segnali d'affetto
che rinsaldano
un'eterna presenza
che vive
di vibrazioni impalpabili

insieme, noi,
sconfiggere il terrore
di quel primitivo abbandono
e riconosco in te
il mio essere donna,
il mio essere uomo

un'anima che nel suo espandersi...
ritrova in sé
il sole interiore
che credeva perduto

e la gioia immensa
effimera
incontenibile

che afferro con ogni atomo
e trattengo nel ventre
fino alla prossima piena
alla prossima, inevitabile apnea
dalla quale
risorgerò,
ancora più forte

Se questa è la mia sorte...
non mi avrà tanto facilmente,
la morte!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Overjoyed - Stevie Wonder


5.4.10

Buona Vita!



Soffia inesorabile, il vento del tempo. È un buco nero ad attrarmi. Beffardamente accogliente. Riesco a sentirmi scivolare. So di non poterlo fermare.
Ricordi quel fiore? Ricordi quel fiume? E quella foto rubata, che ti aveva fatto arrabbiare?
Ricordi le mani strette, i sorrisi, le figure da cercare tra le nuvole, la pelle bianca da proteggere e amare, e quella pioggia torrenziale, che ci aveva costretti a scappare nel momento migliore di un'estate sul mare?
Chissà se ricordi ancora gli occhi sognanti, i capelli che non smettevi di pettinare, le mani tremanti, le fughe e i nascondigli, le storie da raccontare... il tempo, che avremmo voluto dilatare.

Distanti ora, tu ed io, una barriera inevitabile. La Vita.

Mi perdo nel ricordo di un affetto unicamente puro. Incondizionato.
So che non tornerà più. So che purtroppo è cambiato.
Non sarà necessariamente peggiore, solo diverso. Eppure sento che qualcosa si è perso.
La magia dell'innocenza, quello spontaneo avvicinarsi, senza coscienza.

Mi manchi. E continuo a cercarti, nel fondo dei miei occhi ormai stanchi.

Buona vita, prezioso tesoro di un passato che non tornerà.
Buona fortuna!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Night Sky (Sleeping Silently) - Mostly Autumn

28.1.10

La Convalescenza Dell'Anima



Ci vuole un gran coraggio per mostrarsi davvero per quello che si è. O forse no. Ci vuole più coraggio ad accettare chi si mostra davvero per quello che realmente è. Sarà per questo che molti preferiscono tenere i propri scheletri in un armadio. Eppure certe persone mi spingono ad aprire le ante polverose e a donare loro un po' dei miei vecchi stracci, quelli che non ho mai avuto il coraggio di indossare, ma nemmeno di buttare. Chissà che qualcuno non riesca a ricavarne un bel patchwork multicolore!

Ascoltare. Mi piace da matti. Ascoltare per capire, conoscere, ammirare. Sforzandomi di non giudicare, anche se non sempre mi riesce. Persone che stimo, ammiro, che spesso non comprendo, e di cui vorrei conoscere tutto. Non in nome del becero gossip, ma per sapere cos'è che li ha resi ciò che sono oggi. E lo stesso vorrei fare a mia volta. Svelarmi, e non per il gusto del compa(r)timento, ma perché l'istinto mi fa credere che sia il primo passo verso un reale cambiamento. Come una dimostrazione d'Amore. E quando dico Amore, non parlo del sentimento che lega una coppia.

Amore per me stessa, con i miei abissi e i miei slanci verso l'alto, con le mie cadute a faccia in giù e le mie risalite, condite dai graffi che inevitabilmente imprimerò contro una parete insidiosa e scivolosa.
Amore per chi dimostra empatia, profondità, sensibilità verso la vita, la conoscenza, l'Altro.
Amore per l'essere umano nella sua complessità, incoerenza e instabilità.
Amore per un paradiso che non esiste, che solo possiamo ricavare dentro noi stessi, strappando un po' di felicità all'impietoso scorrere del quotidiano bailamme che chiamiamo vita.

Ci pensavo ieri pomeriggio, prima di incontrarmi "figurativamente" con occhi cerulei. Per ingannare l'attesa prima del tanto odiato appuntamento, me ne sono scesa in spiaggia. Una spiaggia che non ha più niente di poetico in questo gennaio inoltrato. Ma cazzarola, se c'è una cosa che ho imparato nella vita è riuscire a cogliere la poesia anche tra i rifiuti che, non ve lo nascondo, qui abbondano copiosi in questo periodo dell'anno. Dopo tanta pioggia, ho potuto godere finalmente di un bel sole e so di peccare di ottimismo nel ritenere ancora una volta le condizioni del meteo così sincronicisticamente allineate al mio stato d'animo.

Come d'abitudine, ho fatto partire il mio lettore musicale. A random. Che meraviglia riascoltare qualcosa di già sentito come fosse la prima volta! Tutto cambia, persino le cose apparentemente statiche. Si evolvono con noi, insieme a noi, in accordo con il luogo, l'ora e persino l'anno che stiamo vivendo. Con il tempo atmosferico e con quello cronologico. Con il tempo universale e con quello interiore. Che giorno è oggi? In fondo cosa importa? So solo che fino a pochi mesi fa mai avrei camminato sulla sabbia con queste scarpe chiare e ora, invece, vi affondo i piedi con gusto, incurante delle onde che quasi lambiscono le mie orme bagnate.

Chi mi vede penserebbe che sono matta, e forse avrebbe pure ragione. E allora, per completare l'opera, me ne sono salita sul pontiletto di legno, quello dei pescatori. Non sono arrivata fino in fondo, ma ho riso divertita al vedere la forza dirompente della mareggiata infrangersi sulla punta e schizzare gli incauti presenti. Il mare sa essere così amabilmente dispettoso. Ipnotico e misterioso come lo sono certe increspature dell'anima, quelle che percepisci inconsapevolmente in alcune persone, senza riuscire a inquadrarle con precisione.

Se sto bene? Felicità a momenti, futuro incerto. Da questo non si scappa. Possiamo solo provare a goderci il nostro nucleo, senza lasciarci snaturare dall'ansia del possesso, dal voler inseguire chimericamente un qualunque oggetto del desiderio, che istintivamente finiamo per rivestire di un'aura salvifica potenzialmente ingannevole e distruttiva. Non c'è nessuno, là fuori, che possa salvarci davvero, se continuiamo a credere che la forza che possa restituirci la vita sia qualcosa di esterno a noi. Siamo tutti interconnessi e, tutti, prendiamo e restituiamo energia a fasi alterne, a ondate differenti, senza un preciso calcolo razionale e intellegibile. Ma la batteria è soltanto la nostra. Ed io mi sento così piccola e fragile, così grande e forte nello stesso, medesimo istante. Questo è ciò che chiamo "i miei momenti di paradiso". Il Nero mi accompagnerà per tutta la vita, probabilmente. Ma, come qualcuno dice, è nel Nero che vivono, nascosti, tutti i colori.

Al mio Amore, ai miei Amici, alle Persone Speciali, le mie fonti di "energia alternativa". Onorata di far parte del vostro circuito!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: No Rain - Blind Melon

[trovato per caso, tra i suggerimenti di YouTube: cliccate sul titolo per vedere il video integrale. L'inizio, neanche a farlo apposta, è davvero in tema con il post!]

All I can say is that my life is pretty plain

I like watchin' the puddles gather rain

And all I can do is just pour some tea for two

and speak my point of view

But it's not sane, It's not sane

I just want some one to say to me

I'll always be there when you wake

Ya know I'd like to keep my cheeks dry today

So stay with me and I'll have it made

And I don't understand why I sleep all day

And I start to complain that there's no rain

And all I can do is read a book to stay awake

And it rips my life away, but it's a great escape

escape......escape......escape......

All I can say is that my life is pretty plain

ya don't like my point of view

ya think I'm insane

Its not sane......it's not sane

23.12.09

DolceAmaro






'Cause it's a bittersweet symphony, this life

Già, puoi dirlo forte!

Try to make ends meet

Mica facile, sai? Però, a volte, ci si riesce... ed è bellissimo!

You're a slave to money then you die

Maledetti soldi, quante volte li ho maledetti...

I'll take you down the only road I've ever been down

Prendimi per mano, e io verrò con te.

You know the one that takes you to the places where all the veins meet yeah,

Sì, conosco bene quel posto. È lì che tutto ha avuto inizio.

No change, I can change

Quant'è difficile cambiare!

I can change, I can change

Ma non impossibile...

But I'm here in my mold I am here in my mold

Ah, non dirlo a me, guarda. Ho anche le ragnatele!

But I'm a million different people from one day to the next

Eccomi qua. Uno, nessuno e centomila.

I can't change my mold No, no, no, no, no

Già, un po' di muffa, ahimè, resta sempre. Che ci vuoi fare?

Well I never pray

Nemmeno io. Non sai da quant'è che non prego. In senso canonico, intendo.

But tonight I'm on my knees yeah I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah

Ah, l'hai detto! Solo la Musica sa. Solo la Musica ti legge dentro, solo lei ti capisce davvero. Senza fare nessuna domanda.

I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now

Purificazione, catarsi e liberazione dal Male, per il tempo di una canzone. Fortuna che hanno inventato il loop!

But the airways are clean and there's nobody singing to me now

Eh sì, cantare per se stessi non è come avere qualcuno che canta per te... Ma sempre meglio di niente, no?

[...]

I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you've ever been down?

Se sono mai stato giù? Se ho mai toccato il fondo, dici? Diavolo, sì! L'ho annusato con queste mie narici. L'ho stretto fra le mani, raschiato con le unghie, accarezzato coi capelli.
Sì, ho sbattuto forte la testa, affondato l'anima nel pozzo nero e profondo che chiamano Dolore.
Ma guardami! Guardami ora.
Sono ancora qui, più forte di prima.

Fragile e potente.
Due ricchezze in un corpo solo.


Questo, amici miei, vuole essere il mio "augurio" per l'anno nuovo e per tutti quelli a venire. Che possiate trarre forza dalle vostre debolezze. Ricaricarvi di nuova linfa vitale attraversando le rapide della vita. Perché con il vostro affetto mi avete aiutato a rialzarmi. E ora mi sento un po' come Richard Ashcroft all'inizio della sua esibizione, il microfono appoggiato al cuore, per lasciarlo parlare...

Un abbraccio grande grande a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi hanno aiutato a crescere.

Buona Vita, ragazzi miei!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Bitter Sweet Symphony - The Verve

6.12.09

In Marcia (I Wish I Was...)




Polpastrelli contro polpastrelli
avresti dovuto esserci.
Tu che non ci credevi più,
avresti sorriso.
Una scia di pensiero pulito,
sconosciute gambe
in cerca di libertà.
E quando lui ha gridato
tutta la rabbia e l'indignazione
per quel dolore privato
da uno stato senza ragione,
lacrime di commozione
ti hanno irrigato
lavando via il cinismo
che la vita ti ha regalato.
Avresti dovuto esserci,
avremmo dovuto marciare insieme.

No, non è ancora morta la speme!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

19.11.09

So Soltanto Di Non Sapere Nulla





Da Fernando Savater, "Le Domande Della Vita":

"So soltanto di non sapere nulla", dice Socrate, e si tratta di un'affermazione che bisogna prendere - a partire da ciò che dissero Platone e Senofonte su colui che la proferì - in maniera ironica. "So soltanto di non sapere nulla" va inteso così: "Non mi soddisfa nessuno dei saperi di cui siete tanto contenti. Se sapere consiste in questo, io non devo sapere nulla perché vedo obiezioni e mancanza di fondamento nelle vostre certezze. Ma almeno so di non sapere, vale a dire ho degli argomenti per non fidarmi di ciò che viene comunemente detto sapere. Forse voi sapete tante cose come sembra e, se è così, dovreste essere capaci di rispondere alle mie domande e di dissipare i miei dubbi. Esaminiamo insieme ciò che suole essere definito sapere e smontiamo quanto i cosiddetti esperti non possono mettere al riparo dalla tempesta delle mie domande. Limitarsi a ripetere ciò che comunemente si pensa di sapere non significa sapere veramente. Sapere di non sapere è preferibile a credere di sapere qualcosa su cui non abbiamo riflettuto a fondo personalmente. Una vita priva di riflessione, vale a dire la vita di chi non pondera le risposte che vengono date alle domande fondamentali, né tenta di rispondervi da solo, non vale la pena di essere vissuta".

È venuto fuori questo passaggio, mentre cercavo, aprendo il libro a caso, un'ispirazione per scrivere qualcosa per una persona preziosa, che ha dimostrato di saper andare oltre, di saper donare affetto e amicizia a prescindere da chi si è e da cosa si fa nella vita di tutti i giorni. Una persona che sa cosa significhi nel concreto il detto l'essenziale è invisibile agli occhi.
Dopo aver saltato i primi due passaggi del libro che mi si sono parati davanti agli occhi, al terzo tentativo ho trovato questa riflessione su un famoso detto di Socrate. Il Caso/Caos non poteva darmi risposta migliore! Sia perché ho sempre sposato in pieno le parole di Socrate, sia perché la persona di cui parlo agisce nel concreto come un filosofo, senza esserne neanche lontanamente consapevole. Non si accontenta mai delle risposte, né delle sue, né di quelle dettate del pensare comune, ma cerca sempre e instancabilmente la sua verità.

Ora ti attende un trapezio dondolante. Dovrai lanciarti e acchiapparlo al volo.
Non avere paura, è già tuo!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Everybody's Talking - Henry Nilsson

3.11.09

Il Volo Leggero Del Gabbiano





ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano

mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere

fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa

non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza

spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare

perché chi merita,
lo si deve amare!

Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.

Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

1.11.09

Ho Picchiato La Testa. Ma Di Brutto!






Stavo per scrivere un post di quelli pesanti, stracciamaroni e piagnucolosi, ma la Musica e certe Persone Speciali me l'hanno impedito. Sai quando ti ritrovi ansimante, in preda a movimenti incontrollati, senza riuscire a chiudere i due rubinetti che hai ai lati del naso? Quando stai letteralmente per picchiare la testa contro il muro? Ecco. Oggi - e non solo oggi - mi ha còlto uno di quei momenti in cui quasi temi di sfiorare l'attacco di panico.

Dovresti lavorare, ma niente. Il cazzeggio diventa una via di fuga, un palliativo, davanti allo zaino troppo pesante che ti sei voluta caricare sulle spalle. Inizi a pensarle tutte. Spararmi un cannone? Nah. Mai fumata mezza canna. Ubriacarmi fino a perdere la brocca? Nah. Non ho voglia di nausea, vomito e mal di testa. Ballare e cantare a squarciagola? La prima, ancora ancora. La seconda: da bocciare categoricamente. Andare a farsi un giro all'aria aperta? Nah. Quando mi prende così, vuol dire che sono in fase letargica. Ergo, nun me mòvo manco si me sparano. Oddio, forse con un bel calcione nel sedere un po' di passi li potrei pure fare, anche solo per mandare a quel paese l'autore dell'insano gesto. Ma no. Troppa grazia. Ma quale grazia? Troppa fatica!

Poi lanci un sassolino. Piccolo. E il mare ti risponde. E si fa culla per il tuo dolore. Delicatamente. Senza nulla pretendere. Come una carezza invisibile che senti sulla tua testa impazzita. E allora i rubinetti si riaprono. Ma di commozione.

Allora, dato che ho picchiato la testa e di brutto, vorrei brindare all'Amicizia. E perciò vorrei dedicare a tutti coloro che me l'hanno dimostrata lo splendido post che la cara Desa ha pubblicato oggi sul suo blog. Racchiude perfettamente ciò che sono e che cerco anche qui, in questo mare virtuale in cui ogni tanto lancio i miei strampalati messaggi in bottiglia:

L'ARDUO SENTIERO DELL'AMICIZIA

Passate a leggerlo. Ne vale veramente la pena.

La canzone che ho scelto per accompagnare questo post concludeva una puntata di Radio Pazza, la numero 4, Incubi Di Sabbia, creata da quei loschi figuri di Bak e Grex, che oggi mi hanno fatto compagnia mentre tentavo maldestramente di lavorare nonostante i brutti pensieri. (A proposito, a quando un revival di voi due insieme? Ci mancateeeee!!!). Mi ha fatto riflettere per l'ennesima volta la riflessione di Bak sul vero senso degli incubi. La trovate al ventisettesimo minuto, tra i Cure e Jimi Hendrix. Dateci un orecchio.

E poi concludo con una frase estrapolata da una canzone che mi è piombata tra capo e collo per caso, dopo aver ascoltato un pezzo dei Calexico sul blog di Mio. Ho cercato Calexico su Archive.org e sono incappata in un programma di una web radio tedesca, FreeQuency. Ebbene, il brano in questione è My Brand New Disguise di Odran Trummel e il testo descrive esattamente il mio stato d'animo in questo momento:

I feel like I'm stuck in the bottom of your backpack, squashed by the burden of the problems you've chosen to carry on your back.

Mi sento come incollato sul fondo del tuo zaino, shiacciato dal peso dei problemi che hai scelto di portarti sulla schiena.

Occhei. Se siete ancora vivi dopo tutto questo giro di link e rimandi a perdita d'occhio, adesso saprete il vero motivo per il quale non riesco a lavorare. AHAHAHA.

P.S. Lo ammetto, sono stata contagiata dalla sindrome del linkismo. Mio, te fischiano le orecchie? :)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Ho Picchiato La Testa - Ottavo Padiglione

30.10.09

Will The Icicle Ever Melt?






Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?

Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.

Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.

"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".

Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.

Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.

La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.

Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.

Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.

In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.

Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.

L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.

Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.

Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd

20.10.09

Mar Rosso





...dalle sponde di un lago di sangue,
giungesti qui, a pochi passi dal mare,
dove immobile e ignota langue
una targa di bianco marmo
a ricordare un poeta in disarmo
dal nome impronunciabile e alieno.

Passato presente futuro.
Tremante ti addentri nel cunicolo oscuro.

Davanti a te una cartina,
segni due croci con una puntina.
Da un lato intravedi il passato,
poco oltre lampeggia il presente.
Ma ecco che spunta da sé un'altra croce.
L'emozione ti strozza la voce.

Svelto! Traccia tre linee e unisci i puntini,
come in quel gioco che ci affascinava da bambini.
Ecco, lo vedo. È un triangolo perfetto!
Maestoso si staglia senza segreti,
sarà il più prezioso dei miei amuleti.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: To Be Free - Mike Oldfield

You find yourself alone, sometimes
Without a home, no protection
You don't know which way to go
You're lost, no direction

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic comes to you
You don't know how, you don't know why
But someday, gonna take off, fly

(wish, make a wish)

My wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

You're out in the cold, sometimes
As far as you can see, misty
And you want to run, into the sun
The road is lost, sand shifty

Suddenly, out of the blue
Some kind of magic pushes you through
You don't know when, how or why
But someday, gonna take off and fly

And if I had a wish, my wish would be...

To be free
To be wild
And to be
Just like a child
And if I get lost
I really don't mind
Cos I'm me
Doing just fine

(chorus x3)

Just like a child
I really don't mind
Cos I'm free
Doing just fine

4.10.09

Better Days Are Gonna Come...




Spensieratezza,
bruci internamente,
con dolcezza.
Che infinita tenerezza
il ricordo di quella tua carezza.
Lieve, inaspettata. Benedetta.
Non hai mai avuto fretta.

Oggi che combattiamo contro i mulini a vento,
oggi, che sopravviviamo a stento,
io, quell'Amore, ancora lo sento.

Vorrei che i nostri sforzi non siano vani,
costruiamo giorno per giorno il nostro Domani.

È tutto qui, nelle nostre mani!


Soundtrack: Viole - Deasonika

2.10.09

Mystery Repeating






"[...] La sincronicità ha varie forme: in generale è nota per connettere il particolare stato d'animo di una persona con un evento simultaneo ricco di significato, e con una funzione di guida per la vita di quella persona. Ma è anche un fenomeno in grado di coinvolgere una grande collettività di individui, e in sé se ben compreso e vissuto nella sua giusta luce può essere il principale strumento trasformativo dell'umanità nel suo insieme. Studi cruciali di meccanica quantistica ci mostrano in maniera indubitabile che a certi livelli, a partire dal mondo microscopico delle particelle elementari, la realtà fenomenica che normalmente noi esperiamo sequenzialmente in forma di causa e di effetto, ha alla sua base una matrice in cui il principio di causalità cessa di esistere. Il mondo quantico nella sua intima natura mostra che il grande disegno che regola l'universo nella sua totalità è in realtà una danza infinita, in cui tutte le particelle che costituiscono la materia stessa sono tra loro sincronizzate e armonizzate in un continuum che va ben al di là del tempo e dello spazio. La matrice della nostra realtà è spirituale, mentre la nostra realtà è anche come noi possiamo e vogliamo crearla, dal momento che proprio gli eventi sincronici sembrano ricordarci che noi non siamo passivi osservatori di un freddo universo a orologeria, ma anche attori della creazione. La nostra psiche è quel mezzo che ci permette a ogni momento di ricordare chi siamo e di cosa siamo parte, e per uno strano meccanismo essa sembra coincidere con la materia nelle forme più elementari come le rileviamo nel mondo dei quanti. In questa breve trattazione si cercherà di mostrare che la sincronicità non è una coincidenza casuale o un'illusione di bambini mai cresciuti, ma che essa ha precise radici scientifiche nella mente di due grandi geni della prima metà del '900, che proprio per sincronicità si incontrarono per costruire - su base interdisciplinare - un modello che spiegasse uno dei più grandi misteri che costituiscono l'esistenza umana. Forse quei due uomini si incontrarono proprio per rispondere a un impulso inconscio dell'umanità nella sua interezza, proprio nel momento in cui essa iniziava ad attraversare un periodo di incertezza sulla sua reale identità nella globalità. Era il periodo in cui l'uomo stava iniziando a esperimentare l'energia atomica e a presagire gli effetti apocalittici che poteva portare se l'umanità non avesse ritrovato se stessa. Questo libro è dunque soprattutto incentrato sulle figure del grande psicologo analitico svizzero Carl Gustav Jung e del grande fisico quantistico austriaco Wolfgang Pauli, e di come nacque e si sviluppò il loro sodalizio nell'arco di vent'anni. Essi unirono il loro sapere per poi maturare la convinzione che la sincronicità è un fenomeno che unisce la pische alla materia, ma soprattutto che essa è l'elemento che dimostra che l'universo, composto di questa dualità, non si esplica a caso, ma è strutturato per la Vita e per la consapevolezza. Le ricerche di fisica quantistica di Pauli mostrano da sole che la sincronicità è intrinseca alla stessa materia quando essa è osservata nel dominio quantico, come se la danza delle particelle fosse un perenne connubio con una mente superiore. Le ricerche di Jung collocano nell'inconscio collettivo la vera radice dello spirito umano e la reale matrice degli archetipi e principale origine delle sincronicità che interessano simultaneamente uno stato psichico e un evento esterno. Si illustrerà il grande progetto di Pauli di creare una nuova scienza psicofisica in grado di unire l'uomo al cosmo, un progetto nato da un'esplorazione profonda nei labirinti della sua stessa sfera psichica [...]".

Questa è l'introduzione a uno dei libri che ho ordinato venerdì scorso, a seguito di una catena di piccoli eventi sincronicistici che mi hanno fatto venir voglia di riprendere un percorso interrotto un paio di anni fa. Si intitola, appunto, Sincronicità - Il legame tra Fisica e Psiche da Pauli e Jung a Chopra, e l'autore è Massimo Teodorani.
Non so quando e come troverò il tempo per leggere i libri che mi sono regalata. Ma so che lì si nasconde parte di quello che non sapevo di cercare, ma di cui sento di aver bisogno.
Perché lo scopo per cui sono a questo mondo, in questo preciso momento, con queste specifiche sembianze, corporee e incorporee, non è solamente tirare a campare. Ma è scoprire. Emozionarmi ed emozionare.
I soldi non mi hanno mai interessata. E allora mi sta anche bene che il Sogno sia per ora finito in stand by. Perché la sua vera natura non è portarmi al benessere economico. Ma permettermi di comunicare quello che ho dentro. E, in qualche modo, ho trovato altre vie per farlo.

Il futuro è già qui.
Nei piccoli passi che mi fanno muovere anche da ferma.
Nelle piccole magie che ho imparato a cogliere.
Nelle persone speciali che, volenti o nolenti, mi stanno aiutando a crescere.

Un grazie di cuore a tutte voi, anime sorelle!


Soundtrack: Noah's Ark - CocoRosie

1.10.09

These Open Doors...





Why did my heart feel so bad ?
Why did my soul feel so bad ?

These open doors...


Come Lei e la Sua Gemella.
Comunichiamo a distanza,
senza bisogno di parlare.

Non piango più come prima.
Sento che stai meglio.
Non so come,
lo sento e basta.

Non posso dire se tu sia felice,
ma so che la serenità in qualche modo
ti sta tenendo compagnia in questi giorni.

Sinceramente, lo spero.
Dal profondo del cuore.

Te la meriti.


Soundtrack: Why Does My Heart Feel So Bad? - Moby

30.9.09

If I Chant For Happiness...





A te,
che le parole non mancano,
ma vanno tirate fuori con le pinze.

A te,
che mantieni le distanze
per tenere a bada un fiume in piena.

A te,
che hai un gran bisogno di parlare,
ma continui a trattenere.

Auguro di scioglierti in pianto
e farti cascata.

Un liberatorio salto d'acqua.
Una rinascita dolorosa.

Necessaria.

Sai dove sarò,
ogni volta che lo vorrai.
Mai ti giudicherò.
Ma questo già lo sai.

Amicizia è condivisione.
Nel Bene e nel Male.

E io voglio condividere tutto,
anche il Dolore.


Ci sei?

Io, ci sono.


Soundtrack: Seal - Newborn Friend

I wash my faith in dirty water,
'Cause it gives my mind a little order.
And I play that game, just like I should do.
But my whole world, slips away.

I live my life, I live it slowly.
And I take my time, I'm in no hurry, yea... I'm livin'...
And when I go then I would surely.

I would dance with a total stranger,
And hold them in my arms.
Hell, there could be no danger if I open up up,
'Cause when the cryin' starts so,

If I chant for happiness,
Maybe that will make me feel better?
I can't change my ideals, I can't lose my desire
Ohh, if I chant for happiness maybe that will make me feel better?
I'd be your newborn friend for the world.

Well I wash my face in dirty water.
For life I have no order.
'Cause I,
Know that feeling when you've tried to make your way out,
Nothing mends.
So you search for the breed of the problems there lying,
Deep down in the soul.
And if, they never end,
There's a whole bunch of reasons, tryin' to get out
But they can't make it out of the door.
Ohh, I know the reason,
I'm not enough.
There's nothing more... But,

If I chant for happiness, maybe that will make me feel better.
I can't change my ideals, I can't put out the fire.
Ohh, if I chant for happiness, maybe that will bring us together,
For the better...
I can't change my ideals, I can't lose my desire.
I'm just a newborn friend for the world...
Just a newborn friend for the world...
I'll be your newborn friend and I'll...

Sing loud... Sing loud... Sing loud... my friend
sing loud......sing loud......sing loud.

Gonna sing louder sing loud sing loud my friend
...sing louder... ...sing loud... ...sing loud...

To my friend my friend and I...

I'll sing love, sing loud, sing a little louder of my friend.
Ohh.. my friend
Ohh, my darlin friend my friend my friend

26.9.09

Tutto Il Tempo Del Mondo





Non riesco a venirne a capo.
Ci ho provato mille volte, mentalmente.
Niente. Non ci riesco.

Io sono... Io... sono...

E la parola mi muore in gola.

C'è ancora tempo, respira. Tutto il tempo del mondo.

L'istinto mi parla, come un padre premuroso. E so che ha sempre ragione lui.
Sarebbe molto più semplice un: Tu sei...

In fondo a cosa mi serve un nome?
Quello che scelsero per me, esattamente 28 anni, 11 mesi e 10 giorni fa, se la matematica non mi inganna - o meglio, se io non inganno la matematica - è una pura convenzione, una formalità.
Che non dice niente di me.
Niente di più di quanto non faccia già io, tra le righe del mio scorrermi dentro.

Lo so. È assurdo.
Io sono assurda.

Eppure.

Poco fa. Mentre volteggiavo per le strade del mio quartiere, alle prese con le incombenze del sopravvivere quotidiano sotto al sole ancora caldo e protettivo, la mia maglietta preferita addosso, quella blu con la scritta arancione, mi sono sentita davvero in armonia.
E non avevo nemmeno gli auricolari nelle orecchie.

Stavo bene.
Con me.
E basta.

Di colpo un'intersezione tra piani spazio-temporali diversi.
Ho visto un prato verdissimo, una luce forte ma tenue allo stesso tempo.
Noi tutti, sdraiati sull'erba.
A parlare del Tutto.

Io.
Incantata.
Rapita.
Ascoltavo.

La Meraviglia che si dipanava davanti ai miei occhi spalancati.
Attraverso le mie orecchie.

Un giorno.
Non lontano.


Soundtrack: No More Keeping My Feet On the Ground - Coldplay

Sometimes I wake up, and I'm falling asleep,
And I think that maybe the curtains are closing on me,
But I wake up,
Yes I wake up,
Smiling.
Sometimes I feel that the chance is surprising,
Surprisingly good to be moving around,
So I wake up,
Yes I wake up,
Smiling.
So what? I feel fine,
I'm ok, I've seen the lighter side of life,
I'm alright, I feel good,
So I'll do, I'll try to stop moving,
Sometimes I wake up, and I'm falling asleep,
And I've got to get going so much that I wanted to do,
Yes I wake up,
Smiling.
And this could be my last chance,
This may be my only chance,
Yeah this could be my last chance,
No more keeping my feet on the ground.
Sometimes I feel that the chance is surprising,
Surprisingly good to be moving around,
And I move,
And I wake up,
Smiling.
So what? I feel fine,
I'm ok, I've seen the lighter side of life,
I'm alright, I feel good,
So I'll do, well it's time to stop moving.
And this could be my last chance,
This may be my only chance,
Yeah this could be my last chance,
No more keeping my feet on the ground.
There's nothing to keep me,
Nothing to keep me.

20.9.09

So What?







Alpha: Che gusto c'è a scoprirti, se poi non posso averti?

Omega: Che gusto c'è ad aprirmi, se poi non sai tenermi?


Note in margine a una Moleskine - 17-09-2009


...di pensieri ossessivi ostaggio
esco un po', per farmi coraggio.
Ecco le gambe, mi portano al Mare,
un porto sicuro, dove tornare.

Il fragore delle onde, la schiuma biancastra
mi parlano di te, della tua voce dolciastra.
Godo in solitudine di questi scampoli d'estate
e so che penserò sempre a voi, ovunque voi andiate.

Sgorga l'inquietudine in lacrime salate
quando mi rinchiudo in pensieri di epoche passate.

A contatto con la sabbia
svanisce la mia rabbia.
Ti sento più vicino,
come il cielo Pollicino.

Non è affatto divertente
non rispondere su niente.
L'Amore vero, se c'è, si sente.
Ma, questo, vallo a spiegare alla gente!


Soundtrack: I'm Doing Fine - Day One




Everyone has Their own centre to this universe But it stops right there And kids who try and see it all Writing graffiti on the wall But it stops right there And were all in the know From one television show But it stops right there And take care of yourself 'Cause its all about ourselves And it stops right there Im lost looking in a sea of faces everywhere Now where did she go? I need to find her quickly To immerse my insecurity Im lonely amongst these people And I need to feel love And I need to feel part of something Is that strange? And why are they reluctant to talk And why do they look alone when they walk? I see a face but no names But despite my confusion Ive come to the conclusion That people Need people Its something I forget But Ive come to accept That people Need people And Im alright And Im ok Im surviving well Without you And what did you want And what did you expect Did you want me to still talk about you? No, no way Im on my own now And doing fine ( and doing fine ) No, no way Im on my own now And doing fine ( and doing fine ) And anyone can give Money to a good cause But it stops right there And anyone can sign A petition to change the law But it stops right there And we can believe in socialism Or any theorism But it stops right there And take care of yourself 'Cause its all about yourself And it stops right there But Im not part of this Im not seeing what theyre seeing Im staring at the ceiling to the world To see what is lying On the horizon Maybe Ill see you again someday girl But despite my raw deal I still feel That people Need people Its something we forget But we must accept That people Need people And Im alright And Im ok Im surviving well without you And what did you want And what did you expect Did you want me to still talk about you? No, no way Im on my own now And doing fine No, no way Im on my own now And doing fine I'm doing fine

Nell'Aria...





Sono lago o sono mare?
Quante persone si possono amare?

Decidere. Su due piedi.
Regalarsi un frammento di paradiso.
Il sole. Il lago. Una barca abbandonata.
Piena d'acqua.

Una fotografia.
Senza occhiali.
Una storia d'amore.
Due gomme da masticare.
Che coincidenza!
Le voglio immortalare.

Riflessi e increspature nell'anima.

Una piazza di paese. Sanpietrini come cuscini.
Un'Anima sul palco.
Parole che fanno rabbrividire.

Sono diventata come lei?
Un messaggio in una canzone.
Lo diceva sempre.
Tanti anni fa.

Dannate batterie!
Ripiego sul telefonino, meglio di niente.
Stanotte voglio portare a casa un pezzetto di Noi.


Soundtrack: Marlene Kuntz - Nuotando Nell'Aria (Live)

17.9.09

Qualcosa di Più





Qualcosa di Più
- di Sarah Ban Breathnach

Ogni rapporto che hai con un'altra persona riflette quello con te stesso.
(Alice DeVille)


Ralph Waldo Emerson era convinto che nessuno potesse considerarsi riuscito senza essere prima sopravvissuto al tradimento di una persona amata e fidata.

Non sono d'accordo. Penso che il successo autentico sia qualcosa di più, molto di più: significa sopravvivere al tradimento di qualcuno che hai disprezzato e tormentato. Tu stesso.

E come puoi farcela? Interrompendo quel comportamento ecco come, semplicemente interrompendolo. Oggi. Prega subito per avere il coraggio di imparare a trasformare il disprezzo in amore ogni giorno, attraverso le scelte dettate dal cuore.

Ormai hai capito che Qualcosa di Più non sono i soldi, non è la fama, non è una casa fotografata per Architectural Digest o una storia d'amore con una star del cinema.

Qualcosa di Più e il riposo dell'anima. Qualcosa di Più e la stima di sé.

Qualcosa di Più è la conoscenza di se stessi, la consapevolezza che la passione è santa e che vivere autenticamente significa soltanto essere fedeli alle proprie passioni.

E il solo modo che tu ed io possediamo per rimanere fedeli alle nostre passioni è quello di giurare di non tradire mai, mai più, noi stessi.

Perché Qualcosa di Più è la certezza che al mondo solo io posso tradire me stesso. Gli altri, quelli che amo e di cui ho fiducia, possono deludermi, e senz'altro lo faranno, mi trascureranno e mi feriranno perché sono esseri umani. lo li deluderò, li trascurerò e li ferirò perché sono un essere umano e gli esseri umani si deludono, si trascurano e si feriscono a vicenda, anche quelli che si amano con tutto il cuore.

Ma nessun altro al mondo può tradirmi.

Grazie al cielo. Non vorrei che fosse diversamente. E neanche tu.

Quando tradiamo noi stessi, le speranze cominciano a confondersi con i rimpianti: quando ci fermiamo, anche se sappiamo che dovremmo andare avanti, quando inciampiamo, ma non ci rialziamo, quando neghiamo ciò che amiamo e chi amiamo, quando lasciamo che gli altri scelgano al posto nostro.

Vivere Qualcosa di Più richiederà ogni giorno scelte coraggiose e la nostra capacità di scegliere è intrinsecamente legata all'autostima. Merito la felicità? Dannazione, certo che la merito. Sarò ancora infelice? No, se posso farne a meno.

Se puoi dirlo di te stesso, allora il processo di reincorporazione è ben avviato. Non devi più accettare il mondo com'è perché ora sei in grado di rìmodellarlo, di riscattarlo e di ricrearlo a tua immagine.

Ma per farlo devi renderti conto che hai trovato un lavoro che ti impegnerà per tutta la vita: dissotterrare i sogni nascosti perché solo l'archeologo dell'Io può decifrare il codice dell'anima che è scritto dai tuoi bisogni e dai tuoi desideri autentici. Ma prima di poterli assecondare devi sapere di cosa hai bisogno e cosa vuoi ottenere dalla vita.

I tuoi bisogni e i tuoi desideri autentici sono codificati in quei sogni, nei ricordi che sono la traccia delle aspirazioni più profonde. Mentre porti alla luce i frammenti di propositi di pace e di piacere che ti danno gioia, continua a tenere lontano la spazzatura dell'incredulità del mondo.

L'essenza di Qualcosa di Più è la consapevolezza che le scelte - da questo momento solo tue - devono essere prioritarie a tutto.

E se questo ti trasformerà nella persona più egocentrica del mondo, solo allora potrai interrompere la ricerca di Qualcosa di Più perché già lo possiedi.

Qualcosa di Più è prendersi cura, è comunione, è cameratismo, sono i legami e gli impegni. Qualcosa di Più è dare e ricevere amore incondizionato perché, alla fine della giornata o della vita, possiamo dire di possedere veramente noi stessi e l'amore.

E se amiamo noi stessi con sincerità, profondamente e con passione possediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Per tutto ciò che è santo, convinciti di non meritare meno di Qualcosa di Più.


Vorrei ringraziare di cuore Dj Margus di Radio Rock, per aver letto questo brano in radio qualche sera fa e soprattutto per avermelo mandato via e-mail, dopo che l'avevo contattato perché mi aiutasse a ritrovarlo.
Queste parole racchiudono tutto ciò che mi tormenta in questo periodo, o meglio, che mi assilla da una vita.
Avrei voluto mandarlo via e-mail a poche persone preziose. Che so ne avrebbero tratto giovamento.
Ma poi qualcosa mi ha fermato. Forse, mi sono detta, potrei risultare invadente.
Allora lo metto qui, dove possano abbeverarvisi i silenti e meno silenti viaggiatori del web che vogliano fermarsi da queste parti.
E le persone preziose di cui sopra, ovviamente. So che si riconosceranno.
Spero di aver fatto cosa gradita.


Rimuovi questo blocco!
Magari bastasse uno schiocco.
Danzino le dita
come questa assurda, fottuta vita!
Qualcosa scorre,
ma resti chiuso nella torre.
Pulsano i pensieri,
brividi che parlano di ieri.

Ti amo, ma non abbastanza.
Delle insicurezze, un'instancabile danza.
Tutto muore,
se nascondi il cuore,
eppure vibri
nascosta dietro ai libri.
Una casa, una famiglia,
rotolano gli occhi, come una biglia.
Di passione e d'amore voglio essere figlia!



Soundtrack: It's A Fire - Portishead

(Trovata per caso, su YouTube... appena finito di scrivere.)

It's a fire
These dreams they pass me by
This salvation I desire
Keeps getting me down

Cos we need to
Recognize mistakes
For time and again

So let it be known for what we believe in
I can see no reason for it to fail

Cos this life is a farce
I can't breathe through this mask
Like a fool
So breathe on, sister breathe on

From this oneself
Testify or tell
It's fooling us now

So let it be known for what we believe in
I can see no reason for it to fail

Cos this life is a farce
I can't breathe through this mask
Like a fool
So breathe on, little sister, breathe on
Oh so breathe on, little sister, like a fool



16.9.09

Appetite For... DistrAction!





Non amo le autocelebrazioni né le autopromozioni, ma stavolta voglio fare un'eccezione.
Sì, perché sono davvero contenta di un qualcosa che è nato, per l'ennesima volta, dalla mia personale - ma neanche troppo - battaglia contro i dèmoni interiori che mi abitano da tempo immemore.
Un piccolo esempio di come si possa trasformare energia negativa in energia positiva, in un processo creativo che dia modo di sconfiggere, almeno per un po', il caos e il senso di vuoto che a volte ci colgono alla sprovvista, tingendo di nero certe giornate.

Guarire, rigenerarsi, attraverso musica, parole e condivisione. Uscire da se stessi. Distrarsi.

È per questo che vi invito, se vi va, ad ascoltare il mio podcast su Radio Pazza e a commentare magari, se ne avete voglia:

Radio Prisma 12 - Appetite For DistrAction

...perche' a volte, invece della distrUzione, e' molto meglio la distrAzione!

Per chi ancora non la conoscesse, Radio Pazza è una web radio che ospita programmi autoprodotti, in totale autonomia, da baldi gióvini, alcuni dei quali sono anche bloggers.
Il tutto senza scopo di lucro, ma con la convinzione che la Musica e la Radioterapia possano fare molto per farci stare bene.

Per cui... siete avvisati! Se non li passate a trovare e non vi iscrivete al blog, vengo lì e ve córco de botte! AHAHAHA! (Questo sì che si chiama marketing strategico, altro che Saatchi & Saatchi!).
Per chi volesse, qui di seguito, c'è anche un bannerino, che potete copiare e incollare per spargere in rete il morbo radiopazzoide.

A buon rendere!