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14.3.10
Chi Mi Capisce...
Cristalli di ghiaccio. Ma quando cazzo arriva 'sta primavera? Ho bisogno di sole. Tagliare i capelli non serve a una ceppa, se i nodi da sciogliere non riesci a estirparteli da dentro. So tutto. Eppure non basta. Saggia per gli altri, incapace per me stessa. Come sono finita in fondo al pozzo? Nemmeno me lo ricordo. È stato un lento scivolare, giorno dopo giorno. Una catena, prima impercettibile, di eventi, che sono lentamente diventati una valanga.
Se esterni i tuoi sentimenti, sembra che tu voglia attribuire le colpe a qualcun altro. Niente di più falso. Dico sempre che sono la peggiore nemica di me stessa e non faccio che colpevolizzarmi sempre per tutto, anche per ciò di cui non ho colpe. Ma ci sono situazioni che sono dati di fatto. Esperienze vissute, esperienze mancate che ci segnano dentro. Una voragine infinita, capace di risucchiarti se per qualche motivo rallenti o interrompi la corsa forsennata che riempie di gesti e azioni ogni istante, allontanandoti da te stesso e dal dèmone con cui dividi quello scomodo alloggio chiamato corpo. Chi si ferma è perduto. Cazzo, se è vero! E non è che mi sia mai veramente fermata. Ho solo tagliato alcune cose per concentrarmi su altre, ma non avevo previsto che mi sarei rinchiusa da sola in un pericoloso labirinto di specchi, dove presto o tardi mi sarebbe mancata l'aria e il contatto umano, fisico, carnale con le persone. E di nuovo riparte la vocina della mia coscienza: è tua la colpa! Potevi scegliere diversamente!
Già, cara simpatica vocina del cazzo! Se avessi immaginato che sarebbe andata a finire così, non pensi che magari lo avrei fatto? Posso anche sbagliare, senza dovermi ogni volta sentire una merda? O tu ti senti tanto meglio di me da potermi giudicare? Ognuno è a sé, non ci sono ricette universali. Ciascuno di noi ha un quantitativo diverso di energia vitale, che determinati cataclismi contribuiscono a consumare fino a lasciarti, quando meno te l'aspetti, completamente a secco. Spesso quando è troppo tardi, e dopo che per lungo tempo hai continuato a strapazzarti, fisicamente ed emotivamente, agendo al di là delle tue possibilità, senza renderti conto che il corpo e l'anima stavano già chiedendoti una tregua. E ora, ora non puoi che correre ai ripari tamponando alla peggio, e sei costretta a tagliare, a rimuovere, a segare. Anche troppo. Ma non riesci a fare altro adesso.
Insofferente a livelli che non riesci a tollerare, rifuggi tutto e tutti. Ti salvi solo in quei rari momenti di sospensione dell'incredulità altrui, quando ti destreggi, patetica acrobata coi piedi di piombo, tra una vertigine e l'altra dei tuoi stessi pensieri. Quando il pensiero positivo altrui, anziché rafforzarti, ti butta ancora più giù, per l'enorme contrasto con il Nero che ti sovrasta. E ti senti pure in colpa, per il tuo egoismo pessimistico, che diventa a volte persino cosmico. Danzare ormai mi riesce, col pensiero, solamente in certi intervalli di distrazione eteroindotta, quando mi si prende per mano, senza aspettarsi niente, e mi si porta lontano da me. Ed ecco perché questo non può bastare, e perché questo, alla lunga, si rivela inevitabilmente sbagliato. Perché, mea culpa, finisco poi, inconsapevolmente, per far dipendere il mio umore da ciò che mi circonda, nel bene e nel male. E non lo sopporto. Perché so che tutto dipende da me e bla bla bla e ancora bla, ma non ce la faccio lo stesso. E non sopporto nemmeno il patetismo di certe frasi fatte, l'opportunismo, a volte innocente, di chi ti cerca per soddisfare il proprio bisogno del momento e poi scompare quando si esaurisce il problema che aveva dato vita a quel bisogno. Non sopporto me stessa, in prima analisi. E non riesco proprio ad amarmi. Sono giorni così. Passeranno, dicono. Non sarebbe la prima volta. E poi, magari, domani me svéjo e me riamo n'artra vòrta...
Chi me capisce è bravo! E je regalo pure 'na bambolina...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: You Don't Fool Me - Queen
[Le immagini del video sono tratte dal film "La Signora di Shanghai", di Orson Welles]
GrafoManie:
abisso,
about blank,
altalene,
back in black,
dancer in the dark,
déja-vu,
dèmone,
esorcicci,
extremes,
mea culpa?,
messaggi in bottiglia,
para-noie,
rage against myself,
Socio(A)Patia
11.2.10
Reality Is A Dancer?
"...ogni desiderio si riassumeva in una sola parola: "cambiare". La qualità fondamentale perché potessi amarmi era diventare quello che non ero. Attendevo, come il rospo attende la principessa, che un'anima superiore e compassionevole vincesse la ripugnanza e si avvicinasse a darmi il bacio della conoscenza. Malauguratamente potevo contare soltanto su due amici irreali [...]. Per ciò che volevo ottenere avevo bisogno di qualcosa di più di un paio di fantasmi. Decisi di aiutarmi da solo."
Alejandro Jodorowsky, "La Danza Della Realtà".
Più patetico del fingere di essere ciò che non si è, è conquistare la fiducia di qualcuno con le parole per poi tradirla nei comportamenti. Ma c'è qualcosa di ancora più patetico: cedere alle facili lusinghe. Questo, davvero, non riesco proprio a perdonarmelo. Come l'ostinazione a prendersi troppo sul serio, la summa maxima del patetismo.
Un fiore di loto
spostato da un lato.
Sotto lo scrosciare che ribolle,
nudi come vermi
tra l'orrore che schiamazza,
affrontiamo ataviche paure,
la forza in panciolle.
Lavami l'anima,
con calore che annienta.
Con il tuo vapore acqueo
mi cucirò una stola
che sia di protezione
per chi non si consola.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Forget Her - Jeff Buckley
While this town is busy sleeping
All the noise has died away
I walk the streets to stop my weeping
Coz she'll never change her ways
Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart feels so still
As I try to find the will to forget her, somehow
Oh I think I've forgotten her now
Her love is a rose pale and dying
Dropping her petals in lands unknown
All full of wine the world before her
Was sober with no place to go
Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's somewhere out there now
Oh my tears are falling down as I try to forget
Her love was a joke from the day that we met
All of the words all of her men
All of my pain when I think back to when
Remember her hair as it shone in the sun
The smell of the bed when I knew what she'd done
Tell yourself over and over you won't ever need her again
But don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
Oh my heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's out somewhere now
Oh she was heartache from the day that i first met her
My heart is frozen still
as I try to find the will to forget you somehow
Cause I know you're somewhere out there right now
I'm doing better
GrafoManie:
distorsioni comunicatTive,
EGO von furstenberg,
human equations,
para-noie,
philosophy for dummies,
PoeSia,
rage against myself,
reality is a dancer,
self-help,
sonno di poi
14.1.10
Prendo Atto (E Me Lo Metto In Tasca)
Dondolante consapevolezza
sospesa tra il punto esclamativo e l'incertezza,
una cosa mal sopporto,
l'arrendevolezza!
Ricordi ancora il giorno in cui una sola parola mandò in fumo i tuoi propositi di condivisione. A bruciapelo, senza cattive intenzioni. Poche lettere davano il via alla costruzione di un muro, che cresce ogni giorno più alto.
R A S S É G N A T I
Le unghie si accaniscono sulla lavagna immacolata, dita ossute stringono con forza un collo pulsante di vita, fino a rendere cianotico il volto del proprietario.
R A S S É G N A T I
Se avessi obbedito a quel comando, tanti anni fa, non sarei qui oggi a scriverne. Non che non abbia mai subito battute d'arresto, o cambi di rotta, nella mia vita. Ma rassegnarsi! È una parola che mi disgusta, mi fa paura, mi annienta.
Prendere atto, piuttosto. Lo preferisco. Implica un atteggiamento attivo, un'assunzione di consapevolezza. Magari il risultato non cambia, ma l'intenzione, in fondo, è quella che conta. Soprattutto quella verso noi stessi.
Allora oggi, in questo 2010 che inizia, io prendo atto.
Prendo atto di una vera banalità.
Che le persone non si possono cambiare, se non sono loro a volerlo. Nemmeno se è per il loro bene.
Il "loro bene"? E se per loro fosse "bene" quello che per me è male?
Peccai di presunzione nel credere che fosse possibile aiutare gli altri ad essere felici.
Non sarai mica di quelli che s'illudono di migliorare le vite altrui, e nel frattempo lasciano che la propria vada in malora?
Perché se è così, fa' subito dietro front, e pensa ai casi tuoi, piuttosto.
In qualche maniera ho già cominciato a farlo. Davanti all'ennesimo muro non ce l'ho fatta. Mi sono rass... ehm, ho preso atto quanto meno, che diamine!
In casi come questi, come minimo ci si fa un esamino di coscienza e ci si chiede: "Dov'è che ho sbagliato?".
Magari sono un fastidio, un impiccio, un tarlo. Una mosca!
O magari ho solo equivocato.
No, credo di essermi posta male sin dall'inizio. Sì, deve essere questo.
Le relazioni umane sono un gran mistero.
Solo una cosa è certa: so di non essere gradita e lo rispetto.
A ciascuno la sua vita!
Con affetto.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Zobi La Mouche - Les Negresses Vertes
On m’appelle Zobi,
Oui c’est moi la mouche
Je suis pas tant crédible
Car on me trouve louche
Ceux qui lisent la Bible
En ouvrant la bouche
Sont des jolies cibles,
Des gobeurs de mouches.
Et hop! dans le mille,
Je fonce dans le gosier
Je ressort par les trous de nez
Et hop! dans le mille,
Je fonce dans le gosier
Je ressort par les trous de nez.
Zobi
Zobi
La mouche
Zobi Zobi la mouche
Faut pas se faire de bile,
Je me fais pas bouffer
Je suis pas tant débile,
De moi faut se méfier
Et dans les grand-villes,
Y’a guère de pitié
Mais je me faufile
On ne peut m’écraser.
Et scratch! dans le vil,
Je fonce dans le soulier
Et je ressort par les trous de pieds
Et scratch! dans le vil,
Je fonce dans le soulier
Et je ressort par les trous de pieds.
Zobi
Zobi
La mouche
Zobi Zobi la mouche
Que me veut cette fille,
Oh sacrée gonzesse
Elle est bien gentille,
L’a de jolies fesses
Elle est nue,
Elle brille,
Quelle délicatesse
Si je la titille
Et qu’elle se confesse
Je perds pas la bille,
Je la prends de vitesse.
Top dans le mille!
Zobi
Zobi
La mouche
Zobi Zobi la mouche
Mouche
Mouche
GrafoManie:
about blank,
das leben des anderen,
dialoghi impassibili,
EGO von furstenberg,
in absentia,
mea culpa?,
messaggi in bottiglia,
Music inspiring,
para-noie
10.12.09
Irresistibile Scioglievolezza
Non riesco ancora a venirne a capo, credimi. Li guardo e penso... ma guarda come sono belli. Come vorrei... Ma perché noi non... Sembra impossibile.
Lo credo bene. È come paragonare le carte scoperte agli arcani.
Mi chiedo dove abbia sbagliato, perché la luna sia nata storta.
Non è lei ad essere nata storta, sei tu che ogni tanto ti svegli con la luna storta. Pensaci.
E certo. Voglio vedere te... E poi ci manca solo lei, e la sua voglia di parlare a tutti i costi.
Il tuo broncio non le interessa?
Macché. Banalità, sciorinate insieme al caffellatte. Più dure da mandar giù persino dei biscotti integrali.
Osservati. Cos'è che ti manca, secondo te?
Leggerezza. Irresistibile scioglievolezza.
Guardi troppa pubblicità!
Già. La pubblicità è l'anima del commercio. No, de li mejo mortacci tua, come scriveva qualcuno...
Però, se ci rifletti, la pubblicità ti prepara alla vita in modo molto efficace.
Cioè? Spiegati meglio.
Ti abitua al "guardare ma non toccare".
Non mi pare proprio, anzi! Fanno di tutto per spingerti a comprare per poter finalmente toccare.
Sì, ma non sarà mai la stessa cosa che hai provato nel guardare la pubblicità. Metterai mano al portafoglio e tutto quello che avrai sarà solo un pallido surrogato di quello che hai sempre sognato.
E allora perché certe persone sembrano riuscire a godersi la vita succhiandola fino al midollo? Come ci riescono?
È la loro natura. Sono spontanei.
Ovvero? Nessun condizionamento? Sociologico, familiare, genetico? Nulla?
Anche. Ma, vedi, se nasci rotondo non puoi diventare quadrato, diceva qualcun altro.
Eh no! Non puoi cavartela così. In fondo, voglio ancora credere nella trasformazione. Fatti non fummo per viver come rocce, ma per venir plasmati dalla furia silente delle acque!
E questa da dove l'hai tirata fuori?
Mi è venuta così, di estro.
Di estrò-geni, vorrai dire.
Ah ah ah. Molto divertente.
Hai mai pensato di scrivere i tuoi sogni al risveglio?
Eh, magari. Non ne ricordo uno!
Fa' uno sforzo. Pensa che Pauli è riuscito persino a sognare l'Orologio del Mondo!
Seeee. Io al massimo posso sognare il mio vecchio orologio scassato.
Ecco. Comincia da lì, allora. E plasma il tuo Tempo, una volta per tutte!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Libertad - Manu Chao
Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)
Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras (2x)
Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta
Por ti, trasnocho y madrugo
Por ti, yo me acuesto tarde (2x)
Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)
Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras (2x)
Vivir sin ti, es vivir muriendo
Vivir así no lo recomiendo
Sigue así yo sigo insistiendo
Vivir sin ti, es morir queriendo
Cantar pa ti es clavarme espinas
Ese dolor se te contamina
Será mi voz que ya desafina
Cantar pa ti es clavarme espinas
Mis ojeras son tus noches
Mis ojeras mi manera
Mi soledad es mi manera de darme a la borrachera
Vivir sin ti, es vivir muriendo
Vivir así no lo recomiendo
Sigue así yo sigo insistiendo
Vivir sin ti, es morir queriendo.
Cantar pa ti es mi dexedrina
Te pone más que la cocaina
Que te desvela por la matina
Cantar pa ti es clavarme espinas
Oh libertad! Divina libertad!
Quiero salir, y no me abren la puerta (2x)
Cuando tu te vas
Cuando tu te vas
Te llevas mi sangre
Corriendo detras(2x)
GrafoManie:
about blank,
altalene,
arcano,
déja-vu,
deliriums,
dèmone,
dialoghi impossibili,
dialoghi scacciacani,
discontinuità spazio temporale,
esorcicci,
io e me,
messaggi in bottiglia,
para-noie,
Tempo
2.12.09
(Re)Flex
Specchio specchio delle mie brame,
perché non vai affanculo in quel reame?
Stanco di correre dietro a Perfezione,
mi ritiro nel guscio chiamato Castrazione.
Unghie, vi ho tagliato!
Perché vi accanite ancora,
sul mio bianco perlato?
Si fermasse il Tempo, smettesse di strozzare.
(Impazzisci le lancette, non farle più fermare!)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: L'Immagine Di Te - Radiodervish
GrafoManie:
dèmone,
ghosts 'n' goblins,
jenny è pazza,
Miss BiPolar,
my mirror and me,
para-noie,
poeZie,
rage against myself,
Tempo
21.11.09
Mystery Dictating
Rumore di cranio che si spezza in quattro.
Le crepe trattengono a fatica la massa palpitante.
Rabbia sale dall'esofago, su per il sangue, fino al cervello.
Fitte improvvise.
Sarà sinusite?
O sono impulsi dalle mie cento vite?
Emolumenti notturni.
Emozione esce dai finestrini chiusi di una macchina in corsa
- il buio della notte -
Musica odora di adolescenza non vissuta.
Batti il tempo sul tappetino di gomma, aspetti la rivincita.
La Vita.
Un'ultima mano a poker.
Sei la regina del bluff.
Regola numero uno: mostrarsi più forti di quello che si è.
Se la vita morde, tu mordila di più.
Già, ma che fatica, santo Dio!
L'embolo incombe e tu ne sei l'artefice.
Respira.
Ausculta.
Passione sferza colpi sul rullante.
Notte rapisce i sensi.
Luna osserva senza compassione.
Periferia ti ricorda chi sei e dove hai lavorato.
Lampione illumina i tuoi sensi di colpa.
Asfalto ha ancora la forma del tuo corpo stanco.
Passato adora coglierti di sorpresa.
Amore è al tuo fianco.
Futuro è dentro di te.
(Hai ancora paura che possa scivolarti dalle tasche)
Presente continua a non lasciarsi scartare.
Resta sempre quell'ultimo nastro che non riesci a sciogliere.
Le unghie le hai fatte crescere apposta!
(Peccato che ti ostini a rivolgerle contro di te)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Entre Dos Tierras - Héroes Del Silencio
Te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
qué fácil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atrás
tienes muchas huellas que borrar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.
pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no sé qué creer;
pero olvídame, que nadie te ha llamado
ya estás otra vez.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
déjalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atrás
tienes mucho barro que tragar.
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
déjame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estás
y no dejas aire que respirar
GrafoManie:
21st century schizoid men,
continuità spazio temporale,
dancer in the dark,
déja-vu,
deliri postadolescenziali,
great expectations,
Music inspiring,
para-noie,
Tempo,
working progress
13.11.09
Won't Fool Myself Again? I Hope So.
Ti capita mai un terrore di lampo, un brivido di insana frenesia di capirti, dentro, per davvero?
Stomachevole sensazione di non saper che pesci prendere, quando si ha ormai la mano bell'e affondata nella vasca dei piraña, le falangi già mangiucchiate dalle scelte irreversibili e in testa ancora la ferma convinzione che si continuerà a sbagliare, ché non si è ancora imparata la lezione?
Si prende una strada, la si segue, ma si tentenna. Si inciampa, si sbaglia ancora. Si volta la testa indietro, SensoDiColpa continua a chiamare. Ma perché, diobòno, gli ho dato il mio numero? Che diavolo avevo in testa quel giorno?
Dice, che c'hai? Te rode? Ma niente. Succede che di nuovo mi vado a impelagare per arrotondare, perché mi giudico improduttiva - grazie al cazzo, con gli standard che mi autoimpongo non può che essere così -, perché fremo e la paura, anziché spronarmi, mi terrorizza. E allora invece della fuga mi fingo morta. Ma i morti che camminano sono una bella storia, e allora pìttati, reinventati freaky monster e prosegui nel disegno che ti sei imposta. Ma cazzo seguilo, almeno! Non deviare così. Non franare giù nel baratro spingendoti da sola. Come puoi essere così idiota?!
La gatta presciolosa fece i gattini ciechi.
E la gatta cieca? I gattini non li fece manco per il cacchio.
Ok. Ho capito. Sì, sì, ho capito, Santi Numi! Il mega iper bastardo infido trojan che il Fa(t)to mi ha inviato è un segno! E pure la tecnologia che continua a boicottarmi, sbrodolando la mole di lavoro in ore di correzione infinita di infinite correzioni già apportate in passato. E vacci a mettere una pezza adesso, se hai il coraggio! Gira gira e rigira, la ruota del tuo stupido labirinto autoavverantesi: avevi appena accettato altri incarichi come scassacazzinerovestita per i weekend a venire... e pouf! Ecco che ti si scatena contro il mondo informatico e ti inchioda ai tuoi doveri ed oltre, peggio che mai. Fanculo a me e fanculo ai soldi maledetti!
Ah, si potesse viver d'amore e d'arte... E chi s'è visto s'è visto...
E ora... carica please! Stavolta ne ho bisogno come non mai.
TESTONA-CHE-NON-SONO-ALTRO-ACCIDENTI-A-ME!!!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Won't Get Fooled Again - The Who
GrafoManie:
21st century schizoid men,
déja-vu,
deliri postadolescenziali,
Fa(t)to,
jenny è pazza,
legge di Murphy,
para-noie,
rage against myself,
working progress
8.11.09
When You're Naked
Ripercorrersi all'indietro. Guardarsi da fuori, a distanza. Il trascorrere del Tempo.
Sorprendersi del proprio passato. Delle parole che si è stati in grado di scrivere. Di quelle che si è stati capaci di suscitare negli altri.
Altri che in parte sono usciti dalla propria vita, altri che vi restano, nonostante tutto.
Eppure ti piacevi, com'eri. Certo, non vorresti rivivere le situazioni - non tutte, almeno - che ti hanno portato a regalare la tua anima in quel modo. Eppure non puoi negare di aver sorriso, ieri, nel ritrovare quella vena ironica, quella latente simpatia che un tempo fuoriuscivano dai tuoi scritti, nonostante le difficoltà, la rabbia, la frustrazione e l'amarezza.
E ora? Sei diventata più cupa, più pesante, più criptica. E questo mentre, al contempo, lotti per non affondare negli abissi della tua atavica chiusura. Mentre cerchi di trattenere con la forza della concretezza qualcosa che sentivi sfuggirti dalle mani.
Hai buttato il cuore oltre l'ostacolo e adesso? Cosa hai ottenuto?
Era meglio prima? Cambierà qualcosa? Finirai per censurarti? Per chiudere tutto e ricominciare da capo?
Non saperlo ti fa paura. Ma ormai è fatta. Non c'è più spazio per i rimpianti, né per il pudore.
Il punto è capire perché hai deciso di agire. Perché ora. Perché in questo modo.
Ti aspetti qualcosa? Forse.
In fondo non aveva tutti i torti il saggio che una sera ti disse che se senti di voler regalare qualcosa a qualcuno, non importa cosa, devi farlo e basta. A patto di non aspettarti che ti dica grazie per averlo fatto.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Aquarela - Toquinho
En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
ni los árboles nunca podrán ocultar el camino
de su luz hacia el bosque profundo de nuestro destino.
Esa hierba tan verde se ve como un manto lejano
que no puede escapar
que se puede alcanzar solo con volar.
Siete mares he surcado
siete mares color azul
yo soy nave voy navegando
y mi vela eres tu
bajo el agua veo peces de colores
van donde quieren no los mandas tu.
Por el cielo va cruzando,
por el cielo color azul,
un avión que vuela alto
diez mil metros de altitud.
desde tierra lo saludan con la mano,
se va alejando
no se donde va,
no se donde va.
Sobre un tramo de vía cruzando un paisaje de en sueño
en un tren que me lleva de nuevo a ser muy pequeño
de una américa a otra tan solo es cuestión de un segundo
basta con desearlo y podrás recorrer todo el mundo.
un muchacho que trepa, que trepa a lo alto de un muro
si se siente seguro verá su futuro con claridad.
Y el futuro es una nave que por el tiempo volará
a saturno, después de marte
nadie sabe donde llegará.
si le ves venir
si te trae amores, no te los roben sin apurar
aprovecha los mejores que después no volverán.
la esperanza jamás se pierde.
los malos tiempos pasarán.
piensa que el futuro es una acuarela y tu vida un lienzo que colorear
que colorear.
En los mapas del cielo el sol siempre es amarillo
(tu lo pintaras)
y la lluvia o las nubes no pueden velar tanto brillo.
(tu lo pintaras)
basta con desearlo y podrá recorrer todo el mundo.
(tu lo pintaras)
GrafoManie:
Music inspiring,
music speaking,
para-noie,
sonno di poi,
Tempo
31.10.09
Balance
Brividi di freddo. Hai la finestra aperta, ma non è solo questo. L'Oltre ti sta chiamando. Per compiere la tua Missione. Ma tu non sei ancora pronta. Sai che dentro di te sta maturando il seme che la Vita piantò tanti anni fa. L'hai custodito a lungo, come un'incubatrice, ma è venuto il tempo di separartene. Di lasciarlo germogliare, mostrarlo al Mondo. Solo così rinascerai. Solo così riscatterai la tua storia, la tua famiglia, ciò che sei.
Deliri di onnipotenza? No, affatto. Voglia di trasformare, al solito, l'energia negativa in prorompente forza creatrice. Che non sai dove ti porterà, ma senti che è così che deve andare.
Vivi nello struggimento di quel che non sei, ammirando in segreto, ma neanche troppo, chi non aspetta che il destino gli cada sulla testa, ma esce di casa e se lo va a cercare.
Stai prendendo tempo, stai arando il terreno. Ma poi ti coglie lo sconforto. L'ansia del confronto. Le risposte che non arrivano. I cambiamenti che ti spiazzano. E che ti fanno vacillare.
Esterno. Interno. Esterno.
In bilico tra l'ossessione e la follia.
Tra l'amore e la paura dell'abbandono.
Punisci te stessa, per non riuscire ad amarti come dovresti.
Senti l'amore degli altri, ma continui a dubitare.
Ne sei davvero degna?
Insegui la tua identità terrena, nascosta tra le pieghe delle parole che l'Abisso trasferisce alle sinapsi.
Le dita volano da sole e tu non vuoi fermarle.
Oggi lei parlerà della sua mano che le trema. Tu sei in trepida attesa. Cambierà qualcosa? Non puoi fare altro, per il momento. Speri che la Vita sia clemente, almeno questa volta. Tra meno di un mese entrerai nel cunicolo bianco, cerchi di non pensarci. Ma l'ipocondria fa strani scherzi. Il ronzio ti fa già paura. Immobile, fingerai di dormire. Farai risuonare la tua musica preferita, soltanto immaginandola. E poi lo vedrai. Chissà se è rimasto come prima. Chissà se... Ma in fondo, perché preoccuparsi? "E' comune a molti, tanti non ne sono nemmeno a conoscenza".
A volte, forse, è meglio non sapere.
Questa canzone è per me, per voi, per chi passerà di qua.
Una carezza musicale. Un brivido lungo la schiena.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Ovunque Proteggi - Vinicio Capossela
GrafoManie:
condivisione del dolore,
disegno universale,
if i don't write i'll die,
music speaking,
para-noie
23.10.09
Evito La Forma?
Sollevarsi in volo. Guardare se stessi dall'alto. Il mare è così piatto, visto da qui.
Ti ho fatto del male, sono stata cattiva. Ma tu sei molto meglio di me.
Fisso gli occhi nel sole, piegando la testa all'indietro per incastrarla in questo piccolo oblò di plastica opaca.
Nuvole soffici, banali avviluppamenti di pensieri che lievitano nell'atmosfera sospesa di un giorno che spezza la monotonia. Sto andando via. Mi muovo ma sembra che sia ferma.
I pensieri pesano, uno strano fischio mi sfonda un timpano, è la pressione.
Sospesa, a cavallo tra due mondi, tra due me, mi chiedo: che succederebbe se precipitassi, se tutto finisse, se non tornassi?
La vita scorre e io continuo a guardarla.
Prendo atto, mi faccio atto. Ma, in fondo, resto solo pens-Ieri.
Perché se non ti muovi, l'oggi è già ieri.
Prego il Sole di non lasciarlo andare. Non voglio perderlo. E voglio riuscire ad essere una persona migliore.
Evito la forma, ma in fondo voglio averne una anch'io, e che sia solamente mia. Adatta a tutto quello che ho dentro e che ancora fatica ad uscire.
Tu che mi conosci, non sempre mi ri-conosci nelle mie parole.
Tu che non mi conosci e che di me solo conosci parole, potresti mai ri-conoscermi nelle mie azioni?
Azioni. Parole. Opere. Omissioni.
Missioni.
Avere una missione nella propria vita. O avere solamente missive.
Something's missing. And that's not me.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Evito La Forma - Otto Ohm
GrafoManie:
about blank,
discontinuità spazio temporale,
para-noie,
rage against myself,
sliding doors,
soul floating
8.10.09
Ama(zzone)
Perché in fondo ci speri sempre,
che niente sia cambiato...
che niente sia cambiato...
Cavalco l'inquietudine, amazzone inesperta.
Strani odori, un pulsare misterioso del cranio.
Sto guardando troppe puntate di E.R. Quelle vecchie. Che io, ai tempi d'oro, chissà dove vivevo.
Ah già.
Il mare era in burrasca. E la televisione era spenta.
Rabbia dentro. Fantasmi del passato. Solo miei.
Ti guardo dormire e mi si scioglie il cuore.
Vorrei un grammo della tua placida serenità. Della tua calma.
E quando sono così, vorrei sparire lontano, per non contagiarti.
Tu che riesci così bene a rimanere in piedi, nonostante tutto, mentre a me basta un soffio per non farlo.
Cos'ho nella testa? Non sarà certo una risonanza a dirlo.
Maledirei queste mani, che insieme mi uccidono e mi restituiscono la vita.
Da una parte lo specchio di vetro, dall'altra una penna. O una tastiera.
Ma forse scriverei anche col sangue, se mi mancassero le prime.
Stanca di me, vorrei tanto mandarmi in ferie. Va', vivi. E respira.
Eppure solo ieri mi sentivo bene. Che cosa è cambiato?
Sento già le sirene suonare: venite, Jenny è pazza!
E lo so che non dovrei scriverle certe cose, che non sta bene.
(Poi dice perché uno non ci mette la faccia...)
Ma che importa?
Non c'è cura per l'incoscienza delle parole.
Anche se io c'ho provato a dirtelo. Giusto oggi.
Ma non voglio e non posso forzare il blocco. Non ne ho alcun diritto.
Chiudere tutto. Farla finita con le dipendenze. Smettere di aspettare.
A-Sincrono. Fuori Tempo Massimo.
Lasciò un regalo. Non passasti a prenderlo.
Odia vederli scartare in ritardo.
Lasciò un regalo. Non passasti a prenderlo.
Odia vederli scartare in ritardo.
Io so qual è il problema. Che mi abituo a cose che poi cessano di ripetersi, nella stessa forma e con la stessa frequenza. E questo non va bene.
Se poi vengono a mancare il Vuoto è troppo grande.
Ora finalmente capisco chi invoca la Stabilità.
So che non l'avrò mai, ma lo capisco.
Ora capisco.
Apro la scatola magica in cerca di Musica.
Youtube mi serve il pezzo adatto su un piatto d'argento.
Extreme Ways di Moby.
Ci rifletto un po', il titolo mi pare di averlo già sentito.
Dannata memoria che fa sempre cilecca!
Una veloce ricerchina e scopro che non mi sbagliavo. Eccolo. Un déja-vu!
Mi rileggo, a quasi un anno di distanza. Quante cose ancora non sapevo. Quante non capivo.
E quante tessere si rimescolano adesso nel calderone emozionale.
Tutto scorre e muta, ma in fondo la sostanza resta sempre la stessa.
Di vizi e virtù sono piene le tasche.
Di Bene e Male sono lastricate le strade.
E io? Che intenzioni ho per il futuro?
Raggiunta l'Eccellenza non si può che scendere.
E se invece ci si ferma nel mezzo?
...ed è inutile che aspetti,
tanto non verrà.
Forse si chiama Godot.
tanto non verrà.
Forse si chiama Godot.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Extreme Ways - Moby
GrafoManie:
continuità spazio temporale,
déja-vu,
deliri postadolescenziali,
if i don't write i'll die,
jenny è pazza,
my mirror and me,
para-noie,
rewind
5.10.09
Se Fossi Un Uomo...
Certe volte essere donna è per me una limitazione.
Già. Avete capito bene.
No, non sto parlando della parità dei sessi e cose del genere.
È che invidio, non il pene, ma l'amicizia cameratesca tipica dei maschi.
Sia chiaro. Dell'amicizia femminile amo la complicità, la profondità e la sensibilità degli scambi, quando sono sinceri.
Ma io nasco maschiaccio e non è un caso che da piccola amassi fare la lotta.
Prima con mio padre, poi all'asilo dove, lo scrivevo tempo fa, ero il terrore dei maschietti.
E come dimenticare i rotolamenti sul pavimento e gli accapigliamenti con mio cugino, il mio omonimo, le rare volte che facevamo visita alla sua famiglia?
Poi, cos'è successo?
L'adolescenza, gli ormoni e compagnia cantando mi hanno cambiato.
Sono diventata più chiusa. Meno espansiva. Più trattenuta.
Amici maschi non ne ho mai avuti. Legami superficiali sì. Ma mai amici veri, per come intendo io l'Amicizia.
È che tra uomini e donne le cose possono essere complicate. Davvero complicate.
E allora, a volte, mi piacerebbe davvero essere un maschio, solo per poter cogliere le sfumature dell'amicizia tra uomini.
Così come, e anche questo l'ho già detto tempo fa, mi piacerebbe da morire poter avere un fratello o una sorella per capire cosa si prova.
Un legame di sangue non sempre è sinonimo di Amore, questo è vero.
E spesso persone conosciute per caso possono arrivare a darti persino più di una famiglia.
Ma nonostante questo non posso non pensarci.
In fondo, ciascuno di noi sentirà sempre la mancanza delle esperienze di cui la vita lo ha privato, e viverle non sarà mai come starle solo a guardare.
Soundtrack: It's A Man's World - Seal
GrafoManie:
deliri postadolescenziali,
family girl,
fratellanze e sorellanze,
para-noie
22.9.09
La Linea Maginot
La cosa più bella della vita è che la nostra anima riconosca un'altra anima
e con lei rimanga ad aleggiare nei luoghi dove una volta giocavamo
e con lei rimanga ad aleggiare nei luoghi dove una volta giocavamo
Gibram*
- Perché fai i capricci?
- Non lo so. Mi sento la testa vuota, come fossi ubriaca.
- E cosa sono quelle brutte occhiaie?
- La notte non dormo.
- Hai perso il sonno?
- No. È che di notte si apre la porta dell'Infinito, e io non so resistere al suo richiamo...
- Finirai per farti male.
- L'ho già fatto.
- E adesso?
- Sento un muro, premermi contro la cassa toracica. Si muove, avanti e indietro. Continuamente. Certe volte arriva così vicino che non mi fa respirare.
- Hai provato a parlarci?
- Sì, ma è come il vento. Gioca con le foglie, quando ne ha voglia, e a me restituisce solo qualche granello di sabbia.
- E questo ti fa rabbia?
- No. Non rabbia. Frustrazione. Come per un ineluttabile senso di incompiuto. E di sconfitta, senza che ci sia mai stata battaglia.
- Non ci sono segnali di alcun tipo?
- Niente di concreto. Solo sensazioni. Un universo interiore che si tace. E nessun diritto di pretendere il contrario.
- Cosa pensi di fare?
- E cosa posso contro una Sfinge? Mi chiedo come faccia a eludere i controlli del guardiano del Tempio, e a passare indenne, senza che nulla trapeli dal suo parlare. Come un mulinello, va e viene dal suo glaciale castello...
- Forse ha imparato a mentire senza dover dire.
- Forse sono io a sentire forte e chiaro ciò che non esiste.
- Ma cosa resta, dopo il Caos e la Tempesta?
- Una tela invisibile, un evanescente filo di pensiero intrecciato a catturar parole. Ma ora sono venute a mancare.
- Ne sei sicura?
- Sì. Prima o poi tutti se ne vanno. Non c'è rimedio a questo.
- Io non me ne vado!
- E come potresti? Vivi nella mia testa!
Ricorda. Sei tu a decidere: o dèsta o mèsta!
*grazie al blog Tutti I Colori Dell'Anima, dove ho trovato per caso questa preziosa citazione, aggiunta ex post...
Soundtrack: Thank U - Alanis Morissette
How about getting off of these antibiotics
How about stopping eating when I'm filled up
How about them transparent dangling carrots
How about that ever elusive kudo
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
How about me not blaming you for everything
How about me enjoying the moment for once
How about how good it feels to finally forgive you
How about grieving it all one at a time
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
The moment I let go of it was
The moment I got more than I could handle
The moment I jumped off of it was
The moment I touched down
How about no longer being masochistic
How about remembering your divinity
How about unabashedly bawling your eyes out
How about not equating death with stopping
Thank you India
Thank you providence
Thank you disillusionment
Thank you nothingness
Thank you clarity
Thank you thank you silence
yeah yeah
GrafoManie:
about blank,
deliriums,
dialoghi impossibili,
dialoghi scacciacani,
discontinuità spazio temporale,
distorsioni comunicatTive,
messaggi in bottiglia,
para-noie,
recklessness
11.9.09
Fa Che Il Destino Non Sia Crudele...
Leggerezza.
Solo a tratti ti attraversa.
Senza di lui ti senti persa.
Divincolarsi da se stessi,
evitare i compromessi.
Tutto implode.
Chi s'accontenta non gode.
Amare è sangue, lacrime e sudore.
Amare è calore.
Amare è non provare timore.
Amare è ardore,
aprirsi il cuore senza pudore.
Lascia stare le chimere,
non saranno loro a scaldarti nelle giornate più nere.
Ricorda!
C'è solo una fonte alla quale puoi bere.
Scivolano lenti pensieri impertinenti,
a vantaggio dei presenti.
Una testa matta
rotola leggera
sotto impulso
di Amor Proprio.
Non do per ricevere,
ma nemmeno per il vuoto.
Cade la mela acerba
dall'albero che scuoto.
Soundtrack: L'Orso Bruno - Antonello Venditti
Quando la luna della foresta
dipinge il fiume e la montagna
e un altro inverno senza dolore
posa le ali sulla tua terra.
Stai già sognando lunghe stagioni
e mele acerbe da regalare
a chi ti aspetta senza parlare
nel tuo castello di roccia scura.
Dopo l'inverno la primavera
sveglia le cose con la sua pioggia
mentre i tuoi occhi chiusi nel sonno
stanno aspettando il suo richiamo.
Dio delle foglie! Dio della valle!
Lui ti ringrazia per questo sonno
fa che il destino non sia crudele
per un tuo figlio sempre fedele.
GrafoManie:
distorsioni comunicatTive,
if i don't write i'll die,
Music inspiring,
para-noie,
poeZie,
stagioni dell'anima
18.8.09
(Sl)ego

È giunta l'ora. L'ho raggiunta?
Non gode chi la spunta.
Rèmore
Tremore
Remo con livore
Odio il mio Ego, rimpiango i Lego:
Al dito me la lego!
Forse è il caso che mi sforzi di essere meno egocentrica. Tutto questo pensare attorno alla mia persona non facilita la mia ripresa.
Com'è che si dice: rimettiti in carreggiata! Vedrai, sarà una passeggiata...
E io, che ancora aspetto una chiamata.
Soundtrack: Chanson Egocentrique - Franco Battiato
Avenue Park
my life in the dark
I with me
do you smile
for arabian style
I like hit
Miami Beach boys
children with toys
across the universe.
Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.
Chi sono, dove sono
quando sono assente di me
da dove vengo, dove vado
dalla pupilla viziosa delle nuvole
la luna scende i gradini di grattacieli
per prendermi la vita.
Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.
Central Park
I love in the dark
Ich bin klein
people sang
around the campfire ground
I remember
prehistoric sound
was the time of the dinosaur age
Oh, Nein.
Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.
Mi dice
sui seni nudi muoio d'amore
quando vedrai la mia ragazza
dille che io l'amo.
Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.
GrafoManie:
about blank,
deliri postadolescenziali,
EGO von furstenberg,
music speaking,
para-noie,
poeZie,
rage against myself,
subliminal messages
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