8.10.07

Deliri intrapersonali alla deriva in un flusso di in-coscienza



Che giorno è oggi? Sono ormai talmente fuori dal circuito della vita "civile" da aver persino perso il conto. Colpa della mia nuova temporanea condizione di eremita apolide assorta nel chiuso della propria stanza, squassata dalle onde di ostili mari che tutto prendono e niente offrono in cambio, se non a caro prezzo.

Perdo il contatto con la realtà delle cose mentre la mia anima in gabbia si agita, idròfoba, cozzando contro le strette pareti della schiavitù contemporanea a cui ci siamo lentamente assuefatti. Sola si indigna, mai si piange addosso. Aizza i suoi neuroni, li scuote in cerca di possibili soluzioni per sfuggire all'incasellamento di pirandelliana memoria.

Ma i tempi del mondo non coincidono mai con i propri. Quando credi di aver trovato una soluzione temporanea che dia respiro e tregua a parte delle tue preoccupazioni, ecco che puntualmente si riaffaccia una possibilità per avvicinarti di più al tuo sogno, quello per cui hai passato notti insonni, hai lottato contro i richiami allettanti della sterile mediocrità rassicurante, per cui sei andata contro ogni logica razionale, per cui ti sei sentita addosso le occhiate commiserevoli di chi sembrava dirti "povera illusa"...



E anche se questa possibilità avrebbe avuto tutto il tempo del mondo per farsi viva, ovviamente non può che scegliere l'unico momento che impedisca all'altro lato delle tue necessità vitali, quello materiale, di riprendere fiato. Entrambe le possibilità avrebbero potuto tranquillamente convivere in pace.

Ma no! Cosa vai a pretendere? Le opportunità non si presentano mica a comando!

Sarebbe semplicemente bastato evitare di concentrarsi lo stesso giorno. Ci voleva tanto?

Sì, perchè è così che funziona, cara mia. Prendere o lasciare. Sai bene che non si può avere tutto dalla vita. Bisogna saper scegliere. Sempre. E fare in modo che la scelta sia veramente quella giusta per la propria anima. Il resto arriverà. Bisogna saper aspettare. "La fretta è cattiva consigliera". "La gatta frettolosa fece i gattini ciechi".

Per favore, risparmiami almeno le frasi fatte.

Se qualcuno le ha inventate, questo qualcuno avrà saputo sicuramente il fatto suo. Perciò, "impara l'arte e mettila da parte"!

Vedo che non ci siamo capiti...

Tu mettila da parte e smettila di pensare. Pensi troppo! E "Chi male pensa male fa".

Ok, ok! Hai vinto. Mi arrendo. Continuerò a fare provviste di arte.
Ma resta il fatto che la legge di Murphy non mente. E continuerà ad attentare pericolosamente alla mia dispensa...

Fermo immagine: PP sorriso tra il sarcastico e il disincantato...

Dissolvenza...

PP sguardo limpido e sbarazzino di un uomo che ha saputo cogliere la poesia di questi nostri aridi Tempi Moderni...



Un uomo di cui mi sarei potuta innamorare perdutamente.

Soundtrack: A Tout Le Monde - Megadeth

8 commenti:

daniela ha detto...

Innanzitutto... stupende le immagini. Evocative come poche.

Per quanto riguarda i proverbi, non mi sono mai piaciuti, ma è indubbio che a volte la saggezza popolare abbia una profondità nella superficialità, se così si può dire.
Le opportunità si presentano SEMPRE al momento giusto, il guaio è che questo lo puoi sentire chiaramente se vai oltre le tue aspettative, se entri in una dimensione temporale che non è più quella lineare adottata dalle convenzioni umane, ma quella vichiana circolare, secondo cui passato presente e futuro non sono che le tre facce di un'unica medaglia dai molteplici risvolti, quella che si assaggia ogni tanto, ogni volta che, come tu dici, perdiamo il ritmo sociale e ci accordiamo forse con quello più sano dell'universo. I due tempi non sono necessariamente in contrasto, ma ci sono periodi in cui per non perdere il secondo dobbiamo rinunciare al primo.
Non si può avere tutto dalla vita, dici. E' vero, ma si può avere quello di cui abbiamo bisogno. L'unica rinuncia veramente pericolosa è quella che ci fa abdicare alla nostra anima, il resto non importa. Può sembrare una rinuncia all'inizio, ma poi ci si rende conto che non si è perso veramente nulla.
Qull'uomo lì, è poetico come pochi.
Secondo me, vai così che vai benissimo.

MusEum ha detto...

Che dire? Trovare il tuo commento prima di andare a dormire è di sicuro un ottimo auspicio. Morfeo sarà sicuramente più clemente con me stanotte...

Bella la riflessione sul tempo, mi hai dato degli spunti interessanti da approfondire.

E sono felice di essere riuscita a trasmettere il turbinio di emozioni contrastanti che si agitano dentro di me. A volte è tale la confusione che finisco per pensare che qualche rotella sia fuggita dal mio cervello e stia scorrazzando libera in giro per il mondo, combinando un gran casino.

Menomale che musica e scrittura mi salvano! Mettere nero su blog è meglio di una seduta psicanalitica. ;-)

krepa ha detto...

oggi è...martedì...
per il resto non so che dire.
come mai queste vita da eremita? esci, fai esperienze, apprendi l'arte e prima o poi arrivano le occasioni...

così perlomeno dice chi parla a frasi fatte

MusEum ha detto...

Vedi krepa, in realtà è uno stato mentale quello da eremita... Uno stato temporaneo...

Dopo un periodo intenso, lungo e pieno di esperienze, dalla fine di settembre sto vivendo uno stato di transizione. All'iperattività degli ultimi mesi si è ora sostituito un periodo di sosta forzata.

Ma nonostante questo non mi sono mai fermata veramente. Ogni giorno metto in moto i miei neuroni in cerca di soluzioni... E tento di conciliare le necessità economiche di sopravvivenza con quelle di realizzazione personale. Come sai, non è per niente facile.

Ed è proprio la mia frenesia di fare e di raccogliere finalmente i frutti dei tanti sacrifici fatti che mi porta a mal sopportare l'incertezza del futuro. Incertezza che permane, nonostante i miei sforzi.

Ciò non toglie che "chi si ferma è perduto"!

Una frase fatta: ops, mi è scappata ;-)

Sotto ha detto...

Sia nelle parole scritte che nei fatti narrati vedo un sorriso, ed una opportunità. Te ne devi essere accorta anche tu, perchè nel post è nascosta una vena di ottimismo. Qualche chiazza di luce fra le nubi. Secondo me un'opportunità è sempre una sfida, e se arriva in un momento che ci pare sbagliato abbiamo sempre la possibilità di forzare il nostro sentire e rispondere nobilmente. O di lasciar passare con uno sputo, dantescamente. Quello dell'asincronicità è un groviglio di rovi graffiante ed urticante, ma è per fortuna un ostacolo basso, che i nostri pensieri e le nostre forze possono spazzare via. Mal che vada saranno graffi, e non mutilazioni. Ciò non toglie che il tuo modo di esprimerti ha veramente le connotazioni del dono delle muse.

E quanto alla riflessione dei tre tempi di Daniela, poco sopra: sono anche io convinto che tutto sia un continuum, un'unica via, circolare, se vogliamo, che narra di noi. Dalla somma di quel che abbiamo vissuto, di quel che siamo e del futuro non ne vien fuori altro se non una identità.

MusEum ha detto...

Grazie, Ermes... Non so che dire... Se non che è il complimento più bello che mi abbiano mai fatto sul mio modo di scrivere...

krepa ha detto...

detto tra noi...sono nella stessa situazione e ti capisco in pieno. un abbraccio

MusEum ha detto...

Grazie... Ricambio l'abbraccio.

Allora, "siamo nella stessa barca!".
O, cacchio! Un'altra frase fatta.
Ma allora è un vizio ;-)