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20.12.09

Scintill-IO






Passo dopo passo
la spiaggia mi insegue.
Accelero, come posso,
ma il corpo langue.

Respiro.

La luce filtra
tra le palpebre chiuse.

Poche ore fa
"imbracciavo un mitra".
Parole rabbiose, velenose.
Ora solo due braccia stanche,
deluse.

Riprendo a camminare,
occhi bassi.
Conchiglie e sassi.

Voglio osservare, capire,
amare.

Ogni scaglia un frammento di me.
Identità che abbaglia.
Persino te.

Chi sono?

E cosa farei,
se fossi un uomo?

Ti abbraccerei,
con tutta la mia forza,
e scalfirei
quell'inutile scorza!

Scivola la sabbia
tra le dita intirizzite.
Se le parole vomitano rabbia,
non vanno capite.

Decido di andar via,
ma non resisto.
Cos'è quello scintillio?

Abbasso gli occhi
e finalmente sorrido...
...al mio vero Io!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Presence - Agricantus

6.11.09

Bring Love To All My Sisters





...ed ecco che la Musica mi viene incontro sincronicisticamente ancora una volta, nelle vesti dei Porcupine Tree e del loro nuovo album, con un pezzo che non conoscevo ancora. Non prima del loro live di ieri sera.
Perché a me piace andare vergine ai concerti. Farmi trasportare dalle emozioni del momento. Lasciarmi penetrare da un giro di basso, dai colpi sul rullante, dalla sferzata di una sei corde, dal quasi silenzio che precede una voce che regala pezzi di anima dall'ennesimo palco. L'onda sonora mi entra dalle scarpe, mi scorre nelle gambe poi sale su, fino al ventre. Me lo rimesta a dovere e poi risale verso l'alto, fino al cuore. La testa no, lei si fa leggera, quando non è scossa dalle potenti scariche del batterista.

I Porcupine Tree li ho conosciuti così, qualche anno fa. Non avevo ascoltato che pochi loro brani prima di godermeli dal vivo. Non sono molto metodica nell'ascolto, non seguo cronologicamente il percorso di una band o la successione gerarchica delle tracce all'interno di un album, né ho conoscenze tecniche su come si articoli musicalmente un pezzo, anche se mi piacerebbe. Ma per sapere se un pezzo vale, almeno per me, lascio semplicemente che sia il mio corpo a parlare. Se vibra, è andata. Mi ha conquistata.

Se guardo indietro, a questi ultimi mesi, mi rendo conto di aver cominciato a superare a fatica molti miei lati oscuri, di aver preso finalmente consapevolezza di chi voglio tenere nella mia vita e di chi, invece, voglio lasciar andare. Non è un segreto che soffra molto a causa di una famiglia disunita, disgregata, lontana. E allora, in una serata di fuga adrenalinica come questa, resto inebetita ancora una volta nello scoprire, in un brano mai sentito prima, frasi che sembrano parlare direttamente a me...

If you wanna stay Always here All these years A last frontier

It’s no concern of theirs The world outside Corrupts my child So trust these eyes

Faith is in your soul Within these walls Hormones stall Dogs will crawl


The vices and the doubts We resist All this shit So kneel submit

Free love Free love Bring love to all my sisters

Breathe out Blind house You don’t need to know their secrets Believe me

Pray and violate Abuse your trust False gods must Purge their lust


A family that lies To seal your fate To take the weight Of their self-hate


Breathe Out Blind House Free Love Feel Loved


Lentamente me lo lascio scorrere addosso, sottopelle, nelle vene.
Recito internamente quelle parole come un mantra.
E penso a te.
So che ora hai bisogno di me.
Ma so già che non sarò io a salvarti.

Trovi me, ma lei mi sposta.

Veleggi, instabile, sulla tua barchetta di carta.
Soffierò per te, mi farò vento, se vorrai, e ti sosterrò nella traversata.
Ma solo se sentirò che non ti aspetti niente, che mi accetterai così come sono.
Che sei consapevole di non poter cambiare le cose.
Se l'istinto mi dimostrerà il contrario, farò tutto il possibile per non caderti dal cuore.

Ti voglio bene.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: The Blind House - Porcupine Tree

7.10.09

Crazy Horse




Inconcludente.
Sai quelle giornate perse. Dietro pensieri aquiloni. Comportamenti coglioni.
Lavoro che s'accumula, s'ingrossa, e esplode in una bolla rossa.
Senso di Colpa richiama all'ordine. Ma io vivo nel Caos.
Non solo metaforicamente.

Coraggio. Forza. E Coraggio.

Altalena, io ti odio.

Se fossi una scrittrice, e sottolineo se, e all'improvviso perdessi me,
non avrei perduto il mondo intero, ma solo me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Valvonauta - Verdena

Mi affogherei
e anche se non mi viene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei

Io senza lei
riesco appena a sentire
che non ci sei
e riesco appena a stupirmi
va tutto bene
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...eei
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai... mai
Mi affogherei
e anche se non conviene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai...mai


29.9.09

Il Principio Del Piacere




Tutte le scelte della psiche sono dettate dal principio del piacere: l'uomo desidera la sua felicità, l'appagamento immediato e incondizionato dei suoi desideri, ma tale desiderio si scontra quasi sempre con la realtà, ovvero con le costrizioni morali e le tradizioni sociali che sono ostili al pieno soddisfacimento del piacere (tale affermazione ha molto in comune con l'indagine dell'anima propria della filosofia ellenistica).
Il principio del piacere si scontra con la realtà e ne deriva l'inevitabile frustrazione dei desideri. Ecco allora che al principio del piacere può subentrare il principio di realtà: esso cerca la soddisfazione del desiderio in relazione a ciò che la realtà può offrire secondo comportamenti accettati. Mentre il principio di piacere cerca la soddisfazione immediata del desiderio in modo completamente irrazionale, il principio di realtà persegue l'appagamento del desiderio ponendosi obiettivi estesi nel tempo e sublimando l'impossibile appagamento immediato in rappresentazioni sostitutive.
In altre parole, di fronte all'impossibilità di un appagamento completo secondo le modalità del principio di piacere, il principio di realtà agisce in modo da adattare il soddisfacimento del desiderio alle situazioni che tendono a limitarlo, escogitando diversi quanto necessari appagamenti.*


Perché l'euforia dura così poco, mentre la fase del down si protrae a volte per giorni? Qual è il principio del piacere?

Me lo chiedevo oggi, mentre sciacquettavo distrattamente i piatti, e la schiuma prodotta dal sapone mi scorreva maliziosa tra le dita. Lavare i piatti mi rilassa, è un buon modo per lasciar lavorare la mente. Ma non è questo il punto.
Pensavo alle cose che mi danno gioia, alla loro breve durata, al mio disperato tentativo di prolungarne l'effetto nel tempo, all'assuefazione, all'astinenza. Al desiderio di averne sempre di più.
E dire che sono contraria a qualsiasi sostanza possa provocare schiavitù psicologica. E mi riferisco, ovviamente, al fumo, alle canne e anche al caffé, se preso in dosi eccessive.
Ma alle parole, alle persone, ai nostri comportamenti congeniti e non, come si fa a rinunciare?

E poi pensavo agli incoraggiamenti, ai complimenti. Quelli dati e ricevuti. Non per adulazione o spirito di compassione, ma per affetto, stima, Amicizia. Desiderio di dare il proprio sostegno.
Forse è perché ne abbiamo così tanta fame che, d'istinto, finiamo per dare il nostro appoggio incondizionato ad un'altra persona in cui ci rispecchiamo. E lo facciamo a tal punto e così profondamente da arrivare a confondere le reciproche identità, in uno scambio che va al di là di quanto avessimo preventivato.

E poi ci sono i risultati, gli ostacoli superati, gli obiettivi raggiunti. Perché alcuni di noi non riescono mai a gioirne fino in fondo, ma sempre con quella punta di senso di colpa che permane, in sottofondo, dapprima in sordina, poi sempre più ridondante e fracassona?
Non ci diamo quasi il tempo di sorridere e gustarci la nostra piccola vittoria, che già siamo pronti a sottoporci a nuove sfide, tanto per capire una volta di più se meritiamo di stare a questo mondo, di essere amati, benvoluti, considerati.
Sia chiaro, non è affatto un bisogno razionale. La nostra mente sa perfettamente quanto tutto ciò sia deleterio e infantile. Eppure non ne possiamo fare a meno. Il piacere effimero, passeggero, vorace che di tanto in tanto ci sorprende non può che seguire a un lungo cammino di sacrificio e abnegazione, passando, perché no?, anche attraverso le fasi della depressione, della frustrazione e dell'autoflagellazione.

A questo punto la domanda è: per quale "orrendo crimine" stiamo cercando di punirci? Cos'è che ci impedisce di rilassarci, di amarci e di onorarci, ogni giorno della nostra vita mortale?
Non conosciamo la pace dei sensi, se non nei rari momenti di sospensione dell'incredulità. Perché noi non crediamo, in fondo, di essere all'altezza dei canoni che ci siamo imposti, pur misurandoci continuamente con prove e situazioni - e qui sta la contraddizione - che implicano invece una smisurata fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

It's no fun to be told that you can't blame your parents anymore, dice una canzone. E in parte è vero. In parte no. Le foglie da qualche parte devono pur aver assorbito la linfa per crescere. E fino alla loro inevitabile caduta resteranno sempre collegate al ramo che le ha generate. Non si scappa da questo. Ma poi c'è l'impatto con l'aria, il sole, il gelo, l'arsura, i parassiti, la tramontana... La Vita. E qui il ramo può aiutarci fino a un certo punto.

Dov'è che ha inizio la caduta? Quand'è che la forza di gravità sconfigge il desiderio ascensionale?

Resto con questo interrogativo sospeso sulla testa, mentre con lo straccio compulsivamente finisco di asciugare il lavandino, percorrendone ogni centimetro. Continuerò fino a che non avrò rimosso anche l'ultima goccia, perché così eviterò la formazione del calcare.
In realtà non me ne importa un bel niente del calcare, ma è così che mi è stato insegnato.


(Scritto domenica 27 settembre)


Soundtrack: Struggle For Pleasure - Blüchel & Von Deylen

*[Fonte Web]

20.9.09

Nell'Aria...





Sono lago o sono mare?
Quante persone si possono amare?

Decidere. Su due piedi.
Regalarsi un frammento di paradiso.
Il sole. Il lago. Una barca abbandonata.
Piena d'acqua.

Una fotografia.
Senza occhiali.
Una storia d'amore.
Due gomme da masticare.
Che coincidenza!
Le voglio immortalare.

Riflessi e increspature nell'anima.

Una piazza di paese. Sanpietrini come cuscini.
Un'Anima sul palco.
Parole che fanno rabbrividire.

Sono diventata come lei?
Un messaggio in una canzone.
Lo diceva sempre.
Tanti anni fa.

Dannate batterie!
Ripiego sul telefonino, meglio di niente.
Stanotte voglio portare a casa un pezzetto di Noi.


Soundtrack: Marlene Kuntz - Nuotando Nell'Aria (Live)

12.9.09

Corri, Ragazzo!




Una mela.
Come tante altre.

Una mela.
Proibita.

Ecco che diventa la più ambita.

Non lo vedi l'inganno della mente?
La tenera illusione di un'impressione vestita di emozione?


Un cavaliere.
Senza armatura e senza paura.
Indossa solo uno Scafandro,
così pesante,
che col suo passo
ci ha quasi scavato una Buca.

È talmente grande che pare un Armadio,
ma Tristania non ha paura.

Timida, lo avvicina. Con molta premura.

"Cos'è che ti preoccupa? Hai lo sguardo spento."
"Non posso parlarti o, prima o poi, me ne pento."
"Allora non dire niente. Non mi importa cosa pensa la gente."
"Ho perso la strada, il cavallo e il senno. Mi nego persino il sonno."
"Hai una brutta cera. Fatichi troppo, da mane a sera."
"Che altro posso fare? Non è questo, forse, il mio umile destino?"
"Lasciami indovinare. Adesso passi il tempo a rimuginare e a sognare..."
"Certo! E che altro dovrei fare? Nessuno mi vuole ascoltare!"
"Sbagli, se pensi di trovare altrove ciò che hai già vicino."
"Come fai a dirlo? Io non vedo niente."
"È che passi troppo tempo a giocare con la mente...".

Non lo senti il sole mattutino?
Il timido frizzare del vento settembrino?

Scappa, ragazzo. Corri, finché sei in tempo!
Riprenditi la vita, e presto. L'amore è un lampo.
Se non ti svegli in tempo, dalle illusioni non hai scampo...


Soundtrack: The Rip - Portishead

As she walks in the room,
Scented and tall,
Hesitating once more.
And as I take on myself,
And the bitterness I felt,
Realise that love lost, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

Through the glory of life,
I'm scattered on the floor,
Disappointed and sore.
And in my thoughts I have bled,
For the riddles I've been fed,
Another lie moves over, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

While, white horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

1.9.09

Touching Fire!






Troppo sensibile al richiamo della profondità. Sempre saputo.
Capto vibrazioni che non dovrei sentire.
La forza di un pensiero. Capace di tenermi sveglia.
Un'ondata di energia. Ma solo da un circolo ristretto di persone.

Non sono una sensitiva. Mai stata.
È colpa vostra!
Una forza così potente che non si può non sentirla.
Ma io non l'ho mai cercata, è stata lei a trovare me.
Attraverso i suoi emissari.

Delirium Tremens?
No, affatto.

- Non dovresti scrivere certe cose.
- E perché no? Un conto è la scrittura, un conto è la vita.
- Giochi col fuoco e prima o poi qualcuno si farà male.
- Ma io non voglio fare male a nessuno.
- Lo so. Ma sarà inevitabile, vedrai.
- Non esiste un modo per uscirne?
- Se riesci a uscire da te stesso...

Illuminaughty. Crudelmente luminoso.
Sarà questa la traduzione giusta? Non lo so, ma mi piace così.
Crescere di parola in parola, accumulare code di pensiero, farne aeroplani, lanciarli nel cielo.

- Attento! È roba che scotta. Sicuro di volerlo fare?
- Ormai è troppo tardi per tornare indietro.
- Guarda che sei ancora in tempo.
- Ora o mai più!
- Devi scegliere da che parte stare!
- Ma quando non si ha né arte né parte, cosa rimane da scegliere?
- Scegli te stesso.
- Se solo riuscissi a capire quale...

Quando senti il bisogno di rintanarti nel tuo antro più oscuro,
non ostinarti a voler sfondare il muro.
Ricorda sempre che chi ti vuole bene davvero
sarà pronto a sostenerti anche nel tuo momento più nero.


Soundtrack: Illuminaughty - Infected Mushroom

31.8.09

Gravity Kills




Pulse. Play. Let's go.
My fingers flow.

Chi sei?
Chi sono?

Briciole di pane raccolte da terra.
Seguirne le tracce fino all'alba.
(Ri)trovarti.

Ripercorrere la tua strada al contrario e da lì riscendere a valle.
Ti trovo. Sono un fantasma. E poi ti perdo.

Vado avanti.
Non ci sei solo tu. Siete in tanti e io voglio abbeverarmi.
Stimoli. Emozionali e creativi.
Ne ho bisogno come l'aria. E non lo sapevo.

Sto per oltrepassare lo schermo, ma la forza di gravità mi spinge di nuovo contro la parete.
Ritrovo i miei dèmoni.

Musica di nuovo. Non posso farne a meno.
Io sono Musica.
O, almeno, mi piacerebbe.

Ricordi, paure e ottusa consapevolezza.
Rimbalzano di sinapsi in sinapsi.
Ho le fibre ottiche nel cervello.

Il mio Alter EGO.

Dove sei finito?

Silenzio.

Qualche cenno di vita ogni tanto.
Non mi basta più.

Che cazzo mi sta succedendo?

Violini maledetti, non voglio piangere!

Eccolo, di nuovo. Il ritmo sincopato.
L'ho sempre amato!

Certi pezzi non si possono ascoltare una volta sola...
Vibrano, di cinema e sogni.
E io non voglio resistere al richiamo.


Soundtrack : U.N.K.L.E. - Lonely Soul (bis)

30.8.09

Copie Carbonne





È stato già detto tutto.
Tutto è stato già scritto.
Copie Carbonne.

Rivivo, oggi, le tue stesse sensazioni di ieri e non so spiegarmi il perché.
Così simili, così uguali.
Eppure diversi.

Cosa c'è al di là di questa percepibile, impalpabile, implacabile somiglianza?
Cosa c'è, dietro questa stanza?

Sfondare il muro.
Muy perigloso.
Ojalá fuera tan sencillo.

Cerchi concentrici si riavvolgono su se stessi, ma non restano mai uguali a prima.

Sto morendo di paura.
E tu?


Soundtrack: U.N.K.L.E. - Lonely Soul

18.8.09

(Sl)ego




È giunta l'ora. L'ho raggiunta?
Non gode chi la spunta.

Rèmore
Tremore

Remo con livore


Odio il mio Ego, rimpiango i Lego:
Al dito me la lego!






Forse è il caso che mi sforzi di essere meno egocentrica. Tutto questo pensare attorno alla mia persona non facilita la mia ripresa.


Com'è che si dice: rimettiti in carreggiata! Vedrai, sarà una passeggiata...
E io, che ancora aspetto una chiamata.

Soundtrack: Chanson Egocentrique - Franco Battiato

Avenue Park
my life in the dark
I with me
do you smile
for arabian style
I like hit
Miami Beach boys
children with toys
across the universe.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.

Chi sono, dove sono
quando sono assente di me
da dove vengo, dove vado
dalla pupilla viziosa delle nuvole
la luna scende i gradini di grattacieli
per prendermi la vita.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Central Park
I love in the dark
Ich bin klein
people sang
around the campfire ground
I remember
prehistoric sound
was the time of the dinosaur age
Oh, Nein.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.


Mi dice
sui seni nudi muoio d'amore
quando vedrai la mia ragazza
dille che io l'amo.

Chan-son egocentrique
self centred song
Chan-son egocentrique
self centred song.



17.8.09

Cool Wind




Scappano, si srotolano, inciampano. Sconvolgono.
Pensieri come mosche. Zanzare. Orticarie.
Poi bianco latte. Appiccicoso miele.
Stropicciano i vestiti, appallottolano l'anima.
Mordono la fuga.
Mettono in fuga chi morde.
Ma i denti sono i tuoi.

E mentre sembra che ci sia qualcuno che non sente affatto la mia mancanza, mi sorprende un sentimento di amicizia laddove non l'avevo mai cercato, immaginato, sperato.
E menomale.

Mi chiedo dove abbia sbagliato, dove fallito, dove sprangato. Porte che si attivano automaticamente e lasciano fuori chi si lascia abbagliare dalla luce della torcia del poliziotto messo a guardia.

Forzare il blocco. E perché mai?
Lasciamo che sia libero di nascondersi. A lui va bene così.
Già.

La crescita è anche distanza, non siamo più quelli delle stronzate che ci facevano ridere senza troppi problemi. Quelli che se non ci si raccontava tutto e subito non si era amici.
Silenzi. Troppi. Soprattutto miei.
Ma non è mancanza di fiducia. È che la solitudine indurisce. Quella interiore, intendo.
Poi si può anche essere circondati di persone, non è questo il punto.
Certi strascichi te li porti fino alla tomba, non ci sono cazzi.
Soprattutto se a lungo tempo saper mantenere un segreto, non tuo ma anche tuo, ti ha insegnato a non dire, senza mentire. Per sopravvivere.
E questa capacità darwiniana che ti ritrovi oggi per certe esperienze vissute ieri, non si lava via con lo scioglimacchie. Resta. Come la pelle che qualche dio dispettoso ti ha cucito addosso. "E ora vediamo come te la cavi?".

Trincerarsi non è la risposta. Troppo comodo.
Risali la corrente al contrario. Annaspa. Lodati, imbrodati. E poi sciacquati. Presto!

Non ti cerco più. Casomai volessi evitarmi ancora.
Se chiamo non rispondi.
Se ti richiamo, non richiami.
C'è altro da fare, figurati. Posso immaginare.
Ma io non ho più voglia di sperare.


Soundtrack: Maximilian Ecker - Cold Wind Blowing

13.7.09

(Es)temporaneo




Mancarsi per un soffio. Incrociarsi appena.

La notte.
La mia testa sulla tua spalla.

Un calore che irradia spontaneo.
Puro.


Sogno...

Distanze e giustificazioni.

Affetto reale.
Impalpabile.
In controluce.

Che di anima riluce.

Una domanda, sola, si leva,
nel silenzio che nulla pretende.

Ma tu, mi vuoi un po' di bene?


Soundtrack: Tides Of The Moon - Mercury Rev

10.7.09

La Semina




Bruciano gemme di vita nuova, al sole cocente. Il vento smorza i contorni, spaventa gli occhi. La terra si innalza in spirali di sabbia e niente sarà più come prima.

Osservi, di nascosto, la vita che rinasce senza di te.
Tu, la prima, a intuire l'essenza, tu, la prima, a iniziare il contagio.

Contadino scriteriato, colui che semina con passione senza farsi notare e lascia che altri godano del raccolto.
Perché questo? Perché quest'orribile delitto?
Non avrebbe forse voglia, il contadino, di lasciar cadere gli attrezzi e il cappello di paglia e correre incontro all'amore della vita che si innalza davanti ai suoi occhi stanchi?

Sospira, si volta. Si tace.
Sapeva, sin dal primo momento, che non ci sarebbe stato più posto per lui, una volta terminato il suo compito.
Nessuno può avvicinarlo, nessuno può guardarlo negli occhi.
Nell'esatto istante in cui questo avvenisse, perirebbero, ad una ad una, le sue creature di luce, figlie delle tenebre.

Eppure, in disparte, la testa stretta tra le spalle ricurve, lui sa che non potrà farne a meno.
Continuerà a seminare.


Soundtrack: Where The Wild Roses Grow - Kylie Minogue & Nick Cave


28.6.09

Born Slipp(er)y... And Wet!




Note in margine a una tovaglia - 27 giugno 2009 - ore 20:05 o giù di lì

Per noioso che sia, questo lavoro mi fa davvero bene. Mi catapulta fuori dal mio bozzolo asfittico, dopo una settimana di intenso e solitario lavoro al computer.
Stavolta non erano pannolini, né diavolerie tecnologiche. Ma appendici per la cura estetica del maschio moderno. Per l'uomo che non deve chiedere mai.
Barbe, baffi e pizzetti siete avvisati: ora avete il
tool che fa per voi!
Finché non mi passa davanti, spingendo il suo carrello, un tizio stralunato con la maglietta "griffata" ARMANI - COMIO e tutto il resto passa in secondo piano...

Ore 20. Il culo sul marciapiede, capolinea già affollato, aspetto l'autobus che traghetterà le mie stanche membra in stazione dove, se Dio vuole, prenderò il treno per la Musica.
Stasera il Banco rifà Darwin, live e aggràtis, in quel di Frascati. Potrei mancare?
Frugo nella borsetta scamuffa, in preda a una crisi d'astinenza.
Merda! Nel cambio borse propedeutico al lavoro da scassacazzi nerovestita, ho scordato l'mp3 player cinese. E, come se non bastasse, pure l'auricolare per il mio cellulare radiomunito.
Pace. Passiamo al piano B. Carta e penna,
tant pour changer.

Vediamo un po'. Quanti sorrisi ho dispensato oggi? Non li conto più.
Quante chiacchiere con Persone Speciali? Oggi ne ho collezionate ben due!
E per Persone Speciali,
ça va sans dire, intendo quelle che incontri per caso, che conosci appena, ma con cui ti senti sempre, inevitabilmente, "a casa".

Con G. si parla di legami familiari, rapporto madre e figlia, amore e matrimonio, lavoro e autonomia. Con A. di musica e concerti, del mare e di una tenda, di lacrime per una canzone.
Un saluto veloce, la promessa di rivederci. "Il numero ce l'ho". La paura di dover aspettare ancora una volta il caso.

Sono passati tre anni. Strane coincidenze, strane alchimie, in un sabato qualunque, tra supermercati e strade di periferia.
Misteriosi legami, atomi in apparenza distanti e sconosciuti gli uni agli altri. Fili invisibili. Fratelli, madri, sorelle. Tra la folla che attraverso, in cerca di cemento a presa lenta.
Nessuna intenzione di indurirmi, solo voglia di non perdervi nel flusso che tutti ci trascina e ci allontana, gli uni dagli altri.

L'autobus arriva dopo 40 minuti. Avrei fatto prima a piedi.
In periferia non avere la macchina è un lusso. Me ne ero dimenticata.
Perdo ben tre treni e la serata è sul punto di saltare.
Ma la Musica è più forte. Il suo richiamo magnetico mi porta da lei, in una corsa contro il tempo.
Quando arriviamo il concerto è già iniziato da mezz'ora.

La mia maglietta dei Led Zep non lascia indifferenti. Commozione sincera. "Che maglietta! Questa è Musica!". Avevo persino dimenticato di averla addosso.
"Ce l'ho anch'io. Comprata nel 1979, a Newport. Ma non l'ho messa, se no Vittorio si offendeva".
Pieno di entusiasmo, il contagio si diffonde. Coinvolge altri amici.
Sorrido raggiante. Orgogliosa.

Una luna bagnata ci fa l'occhiolino. La notte rischiava di trasformarsi in un torrente d'acqua. Ecco che diventa una centrifuga di note e parole.

Il rientro silenzioso. Un individuo misterioso, vestito di nero, ed il suo sguardo inquietante.
La tensione si taglia con il coltello. Vorrei poterla spezzare con un grissino.

Interferenze nella testa. Un bene che non so spiegare.
Sognante, tuffo gli occhi in questa Roma maestosa, regina e puttana, notturna e seducente.
Un viaggio mistico, nei ricordi e nel mio presente.

Un luogo magico. Che ricordo appena.
Mi ha vista, bambina, zompettare felice, i piedi nella sabbia, un secchiello e una paletta.
Ora ha un nuovo nome. Unisce musica e parole, anime sconosciute. Connesse.

Chi diavolo siamo? E perchè ci scontriamo?
E, soprattutto, cos'è che ancora mi blocca?


Soundtrack: Bi Polar Bear - Wax Fang
[For goodness' sake, bring'em fast & soon to Italy!!!!]

5.6.09

Wake Up Call




Io davvero non so come spiegarlo.
Un'onda emotiva potente continua a raggiungermi, misteriosamente. Chissà da dove.
La sento, è inevitabile, ma su di lei non ho alcun controllo.
Lei è così. Non chiede il permesso per entrarmi dentro. Lo fa e basta.
Qualunque momento della giornata è buono.

Può sollevarmi da terra e sconvolgermi.
Farmi piangere di gioia e un attimo dopo di rabbia.
Ma ho deciso di accettarla.
Lei è parte di me, come il Mistero che l'accompagna.

E così la lascerò entrare, ogni volta che lo vorrà.
Non potrei immaginare la mia vita senza di lei. Nè ora, né mai.

Chiamatela follia, chiamatelo abbaglio.
Io so che c'è, non posso sbagliarmi.
Come poche ore fa, sotto il sole di giugno.
Poco più di una macchia bicolore. Una manciata di secondi.
Due rette parallele, così vicine e inconsapevoli.
E la parola che muore in gola e resta lì, dove nessuno può vederla.

Non importa.
Io sento.

Come questa notte, che il sonno mi rifiuta anche se ho bisogno di lui.

Due sole parole vengono a galla, in tutta questa confusione...
Ruby Tuesday.

Ok. Sono pronta.
Qual è il messaggio questa volta?


Soundtrack: Ruby Tuesday - Rolling Stones

She would never say where she came from

Yesterday dont matter if its gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes

Goodbye, ruby tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still Im gonna miss you...

Dont question why she needs to be so free
Shell tell you its the only way to be
She just cant be chained
To a life where nothings gained
And nothings lost
At such a cost

Theres no time to lose, I heard her say
Catch your dreams before they slip away
Dying all the time
Lose your dreams
And you will lose your mind.
Aint life unkind?

Goodbye, ruby tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still Im gonna miss you...

21.5.09

R-E-C-K-L-E-S-S




R-E-C-K-L-E-S-S.

Sono giorni che dal nulla mi viene alla mente questa parola. Più e più volte nell'arco della giornata. Così tante, che non riesco nemmeno più a contarle.
Che diavolo vuol dire? Non riesco proprio a ricordarlo, sempre ammesso che l'abbia mai saputo.
Mi riprometto di cercare il significato sul dizionario di inglese, ma la pigrizia come al solito prende il sopravvento e così la mia piccola ricerca passa in cavalleria.

Mi sento spossata come non mai. Sarà che sono diverse notti che qualcosa continua a tenermi sveglia, nonostante la stanchezza. Ci dev'essere un'interferenza, come quelle che si potevano captare senza preavviso con il baldacchino o il walkie talkie negli anni '80.
Era così eccitante accendere quell'antenato un po' sfigato dei telefonini odierni e mettersi in ascolto, in attesa di un segnale. Uno qualsiasi.
Spesso si poteva solo ascoltare, senza poter comunicare con l'altra persona. A volte, però, si captavano anche frammenti di conversazioni che sarebbe stato meglio non sentire. Ma una volta divenuti silenti ascoltatori di passaggio che nessuno aveva invitato, era difficile resistere, spegnere l'apparecchio e farsi i fatti propri.

Certe notti è un po' così. È come se la mente recasse dentro di sé un'antenna che si è incautamente dimenticata accesa. Capita allora che entrino segnali non richiesti, misteriose interferenze. Messaggi che con tutta probabilità non erano affatto indirizzati a noi, ma che ci arrivano come se lo fossero. Con tutti i crismi ed una forza dirompente.
Il loro ego smisurato ci schiaccia, ci opprime, ci mette con le spalle al muro.
Non ci fa respirare.

Vorremmo spegnere la dannata antenna, ignorare il loop discontinuo, incoerente e ipnotico che ci destabilizza, impedendoci di (ri)trovare il sonno perduto.
Niente. Non si può fare.
Il sonno, desiderato, anelato, vagheggiato, è ormai una chimera.

Solita routine. Bagno, specchio, autoflagellazione. Ritorno a letto.

Quand'eccola che ritorna... La stessa parola.

R-E-C-K-L-E-S-S.

Ancora! Che diavolo vuoi dirmi, Inconscio maledetto?

R-E-C-K-L-E-S-S!

Ok, ok! Ho capito!

Mi precipito giù dalla branda, allungo il braccio ad arraffare il vecchio dizionario delle superiori e sfoglio prima febbrilmente, poi con sempre più timore, le pagine polverose, testimoni di una lunga inattività.
Una dopo l'altra si susseguono le parole...

Sledgehammer, record-breaker... RECKLESS. Eccola, finalmente.

Lentamente, come per dilatare fino all'ultimo la rivelazione finale, scorro con gli occhi, una dopo l'altra, le lettere che compongono la definizione:

adj. (gen) imprudente
(stronger) incosciente
(driver, driving) spericolato

Non posso fare a meno di trasalire. Incosciente è forse l'aggettivo con cui più mi sono descritta negli ultimi tempi.
Nella vita di tutti giorni non è un aggettivo che mi si addica granché, eccezion fatta per le decisioni prese in ambito lavorativo nell'ultimo anno e mezzo.
Ma nello scrivere! Se c'è qualcosa che ritengo a buon diritto di poter definire INCOSCIENTE è proprio la mia scrittura.
A suo modo, lo è stata anche la lettura. Anzi, sono sicura di poter dire che è proprio da lì che tutto è cominciato.

Incauta Gretel, imitando Hans che ritenevi tanto più saggio di te, hai finito per raccogliere le molliche sbagliate e sei caduta in un tranello, del tutto autoindotto.
Adesso non sai più come uscire dal labirinto di specchi, ché, si sa, i labirinti non hanno chiave. Men che meno quelli di specchi.

Chi potrà mai liberarti?
Gli incauti che ci hanno provato, non per salvarti ma per mero egoismo e per un'irresistibile brama di soddisfare una curiosità morbosa, nel prendere a pugni la superficie di vetro non hanno fatto altro che regalarti le "gioie" dei frammenti aguzzi conficcati nella carne.

Non ci sono fili d'Arianna, qui. E nemmeno Bianconigli.
C'è solo un Cappellaio Matto, che non sa nemmeno lui quello che vuole.

Soundtrack: Reckless - Crystal Castles