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15.4.10

Un Muro Troppo AltRo

















"It will be worth it..."


Un fiume di parole.
Una pietra che non rotola.
Ed è di nuovo Silenzio.

Sto mentendo.
Il Silenzio è diventato Sussurro.

Carezzevole.
Amabile.
Fraterno.

Una nuvola di vapore impercettibile.
Invisibile.

Silenzio.
Da prendere a calci.

Un muro ancora troppo altro, che mi ostino a non voler sfondare.
Ma con dolcezza.

Sento il mio corpo roteare a una velocità insondabile.
Tutto intorno è Nero.
La mia pelle è nera.
Ma dal petto, aperto, fuoriescono colori.
Fasci di luce che tutti mi attraversano e mi proiettano al di là di me, di questo Tempo.

Sento l'Amore.
Tuo, suo, di tutti.

Non colmerà il suo Vuoto, non potrà farlo mai.
Accanto a quel buco, una nuova nicchia, sempre più accogliente.

Ci metterò dentro tutto l'Amore che Posso.
Voglio sentirlo tutto al Centro.
Fino all'Osso.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Halo - Depeche Mode

You wear guilt
Like shackles on your feet
Like a halo in reverse
I can feel
The discomfort in your seat
And in your head it's worse

There's a pain
A famine in your heart
An aching to be free
Can't you see
All love's luxuries
Are here for you and me

And when our worlds
They fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

Bring your chains
Your lips of tragedy
And fall into my arms

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it

And when our worlds they fall apart
When the walls come tumbling in
Though we may deserve it
It will be worth it


27.3.10

Shadow





Condensare in un tripudio di suoni e armonie, in un dilaniante ed eterno vocalizzo, tutto l'amore e l'odio, tutto il dolore, in quell'estremo bisogno di perdonarti per un male di cui non hai colpe e che ti rende, giorno dopo giorno, sempre più estranea ai miei occhi.

Mi hai donato la Vita ed io vorrei tanto potertela restituire, in luogo di questa Non Vita che si è impadronita della tua mente. Non posso e non potrò mai farci niente. Chiedo solo l'unica evoluzione possibile, che ha il suo apice nel perdono.

In un lungo impossibile abbraccio, ritrovare quel calore perduto, quel sorriso scevro di dèmoni ed ombre, quello sguardo in cui perdermi e finalmente ritrovare la fiducia in me stessa e nel mondo.

Perdonami, se non voglio più essere la tua ombra.
Perdonami, se non riesco più ad amarti come vorrei.

In questa primavera dell'Anima, spero di essere all'altezza di tutta la meraviglia che mi viene incontro, spero di meritare lo splendore del Mare.

Spero, un giorno, di ritrovare un Senso a questo mio singhiozzare...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sanvean (I Am Your Shadow) - Lisa Gerrard

25.12.09

Ipo-Crisi-A





Un altro. Cadiamo così, come le mosche.
- A che ora è il funerale? - Alle dieci.
Sveglia alle 6. Io e il babbo. Si torna al paesello.
La mattina della vigilia di Natale.

Tira vento, ma non fa più un freddo becco. E c'è persino il sole.
Il prete fuori dal comune e la sua omelia. Mi sei piaciuto, anche stavolta. Anche se sei strambo forte.

Si cammina tutti lemme lemme, a messa finita, dietro il carro funebre. E penso menomale. Ora hai smesso di soffrire. Povera zia, che te ne sei andata un fracco d'anni fa, quando morì tuo marito. Che la tramontana mica t'ha fatto onore, e invece di portarti via con lui ti ha regalato nove anni di passione, perdita di lume e smalto, e progressiva regressione. Fino al deterioramento delle ultime settimane. Se l'aveste vista, non l'avreste nemmeno riconosciuta.
Povera F. Si può amare una persona fino al punto da cessare di esistere, in barba al corpo terreno che continua la sua ipocrita e vuota esistenza, nonostante la mente se ne sia andata a ramengo da tempo? Se penso a come stasera ti sei preso cura di me, angelo mio, come nemmeno io sono in grado di fare, e a quanto ti amo, non stento a crederlo. Ma piuttosto un colpo in testa, che finire così, lentamente, nella sofferenza mia e altrui. Povera, piccola F. Ottantatre anni in un corpo di bambina. E ora eccoti lì, accanto a lui, mentre murano il tuo mucchietto d'ossa accanto alle sue. Sotto c'è mia nonna. Ho fatto appena in tempo a conoscerti, 28 anni e 9 mesi fa, e a piangere dallo spavento davanti al tuo aspetto austero e quell'orrido cappello.

La cappelletta di famiglia cade a pezzi. I cugini rimasti discutono sul da farsi, eccetto mio padre che, da buon orso, spesso se ne resta un po' in disparte, anche coi pensieri. Sarà, ma a me, quando sarò morta, non m'importerà una sega, come dicono da queste parti. Ho sempre pensato di farmi cremare e far spargere le mie ceneri in mare. Ma ho scoperto che è vietato. Pensa te! Son capaci di romperti i coglioni anche da morto, come direbbe praticamente due terzi della mia famiglia di toscanacci. La parolaccia, che mia madre odia tanto. È volgare.
Sarà. Per me sono molto più volgari certi comportamenti ipocriti. Come il mio oggi, per esempio. Tentare di spiegare a tutti perché anche stavolta non c'eri. E lo sai mà? Mi sono proprio rotta i coglioni. E anche se è Natale e ce l'ho messa tutta per coprirti, per difenderti, anche da lui che ti usa come foglia di fico per le sue mancanze - me l'ha ordinato il capo, il generale ha detto così, et cetera et cetera et cetera - anche se è Natale e bisogna essere tutti più buoni, io penso di esserlo anche troppo, e non per mia scelta. E anche se sto in riserva, mi son messa a fare l'eroina. Finché a tavola, davanti all'ennesimo io non bevo, sono crollata. Che stronza. Dovevo immaginarlo, non sono di pietra! E certe volte devo dire no. Ma non perché sono stronza. Perché non sono come gli altri. Ho l'energia contata. E non posso permettermi il lusso di esaurirla.

Mi spiace nonna, per aver rotto quel bicchiere. Credo fosse tuo. Lo so che non puoi rispondermi, e allora? Scusa posso dirlo, almeno? Scusa un corno. Ha resistito per 29 anni, quel bicchiere. Eh, lo so. Anche io. Ecco, allora vedi di starci più attenta, la prossima volta. Che i bicchieri rotti si buttano, ma anche i cristiani. Già.

Quante cose che non puoi dire. A che servirebbe? Tanto non capirebbero. E altre, semplicemente, non le puoi dire per puro istinto di sopravvivenza. Eppure non è stato così male, oggi. La piccola M., per esempio. Non te lo saresti mai immaginato tuo cugino S. andare così in brodo di giuggiole. Hai visto che capolavoro? Eh, già, cuginastro che non sei altro. E lei sembra essere nata per fare la mamma. Semplicemente perfetta. Nonostante sia più giovane di me.

E poi il pranzo della vigilia, e zia A. che prende sottobraccio zia F., quando fino a poco tempo fa nemmeno si salutavano. E la tua foto, cugino C., mentre imbracci la chitarra, il sorriso felice di chi vuole essere ricordato così. Lo sai? Ero riuscita a non piangere oggi, finché non ho varcato la soglia della tua cappelletta. La chitarrina in miniatura e la targhetta degli amici che sentono il vuoto immenso che hai lasciato. Lo vuoi anche tu il ricordino di C.? Accidenti se lo voglio. Come vorrei averlo potuto sentire cantare e suonare almeno una volta. Mannaggia alle distanze. Zia cara, spero proprio che oggi non resti sola a casa. Continui a ripetere e a rivivere milioni di volte la stessa scena. La morte improvvisa del tuo unico figlio. L'altra zia F. aveva cominciato così, quando morì suo marito. Speriamo tu non faccia altrettanto.

Sono le quattro, più o meno. Piove e ci aspettano almeno due ore di macchina. E la mamma ci aspetta per il cenone. La tua vecchia autoradio a cassetta. Fortuna che qualcuno si è ricordato che avevamo l'adattatore. Collego il lettore mp3 ed è fatta. Lo shuffle regala a questa desolata campagna dal sapore autunnale un'aura di mistero e fragilità. Calcolo i tempi. All'imbocco dell'autostrada farò partire la mia ultima creatura. Così puoi sentire cosa combina tua figlia al computer, oltre a tutto il resto. E magari entriamo pure nel clima che una sera come questa dovrebbe possedere. È o non è quasi Natale?

Pochi istanti e l'auto si trasforma in un carillon. Sorrido, non ci posso credere! Fa tutto un altro effetto sentirla qui. Ti piace. Rientriamo a casa e sono felice. Resisto persino al fuoco di fila delle sue domande, al lavoro perso, ai casini lasciati ad accumulare per poter essere presente oggi, lì dove credevo di dover essere, anche se ora, onestamente, non lo so più.
E poi le mie crisi e quella musica ripetuta a loop. E le mie cuffie nuove di pacca... i bassi come non li avevo mai sentiti, non certo con le mie vecchie cuffiette di skype! Sorrido come un'ebete e penso a quanto ti amo! E poi l'altra sorpresona... Ma come ti vengono? Mi risparo per l'ultima volta la playlist self made. Non tutto è perduto. Nemmeno il foglietto con la tua poesia, Don Roberto. Che più che un prete mi sembri uno scrittore mancato, scusa l'insulto. Ma sai, tra "colleghi" ci si riconosce. E anche tra "pazzi".

A buon rendere...


Buon Natale......!

Tutti gli uomini hanno bisogno di tenerezza,
ma sono piuttosto restii a riconoscerlo.
Recitano la parte delle persone adulte
che si controllano.
Eppure è così chiaro che in ogni cuore
si nasconde quel bambino che eravamo e che non
è mai cresciuto.
Il bisogno di tenerezza è rimasto là...
come un fiore bisognoso di acqua.
Non avere vergogna di Dio.
Non temere di chiedergli di avvolgerti
nella sua infinita tenerezza.

Lascia che Dio ti prenda in braccio.

Lascia che Maria lo deponga
nella culla del tuo cuore.

Lascia che il Natale ti avvolga
nel suo mistero.

Lascia che il tuo cuore
diventi un cuore nuovo.

BUON NATALE A TUTTI!!!!!!!

Don Roberto.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Just A Sad XMas - Soul Duo

23.12.09

DolceAmaro






'Cause it's a bittersweet symphony, this life

Già, puoi dirlo forte!

Try to make ends meet

Mica facile, sai? Però, a volte, ci si riesce... ed è bellissimo!

You're a slave to money then you die

Maledetti soldi, quante volte li ho maledetti...

I'll take you down the only road I've ever been down

Prendimi per mano, e io verrò con te.

You know the one that takes you to the places where all the veins meet yeah,

Sì, conosco bene quel posto. È lì che tutto ha avuto inizio.

No change, I can change

Quant'è difficile cambiare!

I can change, I can change

Ma non impossibile...

But I'm here in my mold I am here in my mold

Ah, non dirlo a me, guarda. Ho anche le ragnatele!

But I'm a million different people from one day to the next

Eccomi qua. Uno, nessuno e centomila.

I can't change my mold No, no, no, no, no

Già, un po' di muffa, ahimè, resta sempre. Che ci vuoi fare?

Well I never pray

Nemmeno io. Non sai da quant'è che non prego. In senso canonico, intendo.

But tonight I'm on my knees yeah I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah

Ah, l'hai detto! Solo la Musica sa. Solo la Musica ti legge dentro, solo lei ti capisce davvero. Senza fare nessuna domanda.

I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now

Purificazione, catarsi e liberazione dal Male, per il tempo di una canzone. Fortuna che hanno inventato il loop!

But the airways are clean and there's nobody singing to me now

Eh sì, cantare per se stessi non è come avere qualcuno che canta per te... Ma sempre meglio di niente, no?

[...]

I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you've ever been down?

Se sono mai stato giù? Se ho mai toccato il fondo, dici? Diavolo, sì! L'ho annusato con queste mie narici. L'ho stretto fra le mani, raschiato con le unghie, accarezzato coi capelli.
Sì, ho sbattuto forte la testa, affondato l'anima nel pozzo nero e profondo che chiamano Dolore.
Ma guardami! Guardami ora.
Sono ancora qui, più forte di prima.

Fragile e potente.
Due ricchezze in un corpo solo.


Questo, amici miei, vuole essere il mio "augurio" per l'anno nuovo e per tutti quelli a venire. Che possiate trarre forza dalle vostre debolezze. Ricaricarvi di nuova linfa vitale attraversando le rapide della vita. Perché con il vostro affetto mi avete aiutato a rialzarmi. E ora mi sento un po' come Richard Ashcroft all'inizio della sua esibizione, il microfono appoggiato al cuore, per lasciarlo parlare...

Un abbraccio grande grande a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi hanno aiutato a crescere.

Buona Vita, ragazzi miei!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Bitter Sweet Symphony - The Verve

5.11.09

Soul Brothers, Soul Sisters






Now I'm out here on this road,

alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me...

L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te.
Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi.
Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.

La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo.
Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori.
Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più.
Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito.
E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no.
La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto.
Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.

Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate.
Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.

Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni.
Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare.
Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.

Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova.
E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura.
Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione.
Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre.
Questa è la mia Famiglia.
Nulla a che vedere con il sangue.

Mi deluderà? Li deluderò?
Forse sì.
O forse no.
Ma ho deciso che voglio amare.
E saper lasciare andare.

Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza.
Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi.
Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi.
Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra.
Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro.
E per questo devo essere forte.
Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.

Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie.
Ce la faremo insieme.
Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere.
Non so dove sto andando.
Ma non voglio andarci da sola.
Voi, venite con me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen

We played king of the mountain,
out on the end.
The world come chargin' up the hill,
and we were women and men.
Now there's so much that time,
time and memory fades away.
We've got our own roads to ride,
and chances we got to take.
We stood side by side,
each one fightin' for the other.
We swore until we died,
we'd always be,
blood brothers.

Now the hardness of this world,
slowly grinds your dreams away.
Makin' a fool's joke,
out of the promises we made.
And what once seemed black and white,
turns to so many shades of gray.
We lose ourselves in work to do,
work to do and bills to pay.
And it's a ride, ride, ride,
and there ain't much cover.
With no one runnin' by your side,
my blood brother.

On through the houses of the dead,
past those fallen in their tracks.
Always movin' ahead,
and never lookin' back.

Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me,
in the early evening light.
In the miles we have come,
in the battles won and lost,
are just so many roads travelled,
so many rivers crossed.

Now I ask God for the strength,
and faith in one another.
'cos it's a good night for a ride,
cross this river to the other side,
my blood brother...

1.11.09

Ho Picchiato La Testa. Ma Di Brutto!






Stavo per scrivere un post di quelli pesanti, stracciamaroni e piagnucolosi, ma la Musica e certe Persone Speciali me l'hanno impedito. Sai quando ti ritrovi ansimante, in preda a movimenti incontrollati, senza riuscire a chiudere i due rubinetti che hai ai lati del naso? Quando stai letteralmente per picchiare la testa contro il muro? Ecco. Oggi - e non solo oggi - mi ha còlto uno di quei momenti in cui quasi temi di sfiorare l'attacco di panico.

Dovresti lavorare, ma niente. Il cazzeggio diventa una via di fuga, un palliativo, davanti allo zaino troppo pesante che ti sei voluta caricare sulle spalle. Inizi a pensarle tutte. Spararmi un cannone? Nah. Mai fumata mezza canna. Ubriacarmi fino a perdere la brocca? Nah. Non ho voglia di nausea, vomito e mal di testa. Ballare e cantare a squarciagola? La prima, ancora ancora. La seconda: da bocciare categoricamente. Andare a farsi un giro all'aria aperta? Nah. Quando mi prende così, vuol dire che sono in fase letargica. Ergo, nun me mòvo manco si me sparano. Oddio, forse con un bel calcione nel sedere un po' di passi li potrei pure fare, anche solo per mandare a quel paese l'autore dell'insano gesto. Ma no. Troppa grazia. Ma quale grazia? Troppa fatica!

Poi lanci un sassolino. Piccolo. E il mare ti risponde. E si fa culla per il tuo dolore. Delicatamente. Senza nulla pretendere. Come una carezza invisibile che senti sulla tua testa impazzita. E allora i rubinetti si riaprono. Ma di commozione.

Allora, dato che ho picchiato la testa e di brutto, vorrei brindare all'Amicizia. E perciò vorrei dedicare a tutti coloro che me l'hanno dimostrata lo splendido post che la cara Desa ha pubblicato oggi sul suo blog. Racchiude perfettamente ciò che sono e che cerco anche qui, in questo mare virtuale in cui ogni tanto lancio i miei strampalati messaggi in bottiglia:

L'ARDUO SENTIERO DELL'AMICIZIA

Passate a leggerlo. Ne vale veramente la pena.

La canzone che ho scelto per accompagnare questo post concludeva una puntata di Radio Pazza, la numero 4, Incubi Di Sabbia, creata da quei loschi figuri di Bak e Grex, che oggi mi hanno fatto compagnia mentre tentavo maldestramente di lavorare nonostante i brutti pensieri. (A proposito, a quando un revival di voi due insieme? Ci mancateeeee!!!). Mi ha fatto riflettere per l'ennesima volta la riflessione di Bak sul vero senso degli incubi. La trovate al ventisettesimo minuto, tra i Cure e Jimi Hendrix. Dateci un orecchio.

E poi concludo con una frase estrapolata da una canzone che mi è piombata tra capo e collo per caso, dopo aver ascoltato un pezzo dei Calexico sul blog di Mio. Ho cercato Calexico su Archive.org e sono incappata in un programma di una web radio tedesca, FreeQuency. Ebbene, il brano in questione è My Brand New Disguise di Odran Trummel e il testo descrive esattamente il mio stato d'animo in questo momento:

I feel like I'm stuck in the bottom of your backpack, squashed by the burden of the problems you've chosen to carry on your back.

Mi sento come incollato sul fondo del tuo zaino, shiacciato dal peso dei problemi che hai scelto di portarti sulla schiena.

Occhei. Se siete ancora vivi dopo tutto questo giro di link e rimandi a perdita d'occhio, adesso saprete il vero motivo per il quale non riesco a lavorare. AHAHAHA.

P.S. Lo ammetto, sono stata contagiata dalla sindrome del linkismo. Mio, te fischiano le orecchie? :)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Ho Picchiato La Testa - Ottavo Padiglione

31.10.09

Balance





Brividi di freddo. Hai la finestra aperta, ma non è solo questo. L'Oltre ti sta chiamando. Per compiere la tua Missione. Ma tu non sei ancora pronta. Sai che dentro di te sta maturando il seme che la Vita piantò tanti anni fa. L'hai custodito a lungo, come un'incubatrice, ma è venuto il tempo di separartene. Di lasciarlo germogliare, mostrarlo al Mondo. Solo così rinascerai. Solo così riscatterai la tua storia, la tua famiglia, ciò che sei.
Deliri di onnipotenza? No, affatto. Voglia di trasformare, al solito, l'energia negativa in prorompente forza creatrice. Che non sai dove ti porterà, ma senti che è così che deve andare.
Vivi nello struggimento di quel che non sei, ammirando in segreto, ma neanche troppo, chi non aspetta che il destino gli cada sulla testa, ma esce di casa e se lo va a cercare.

Stai prendendo tempo, stai arando il terreno. Ma poi ti coglie lo sconforto. L'ansia del confronto. Le risposte che non arrivano. I cambiamenti che ti spiazzano. E che ti fanno vacillare.
Esterno. Interno. Esterno.
In bilico tra l'ossessione e la follia.
Tra l'amore e la paura dell'abbandono.
Punisci te stessa, per non riuscire ad amarti come dovresti.
Senti l'amore degli altri, ma continui a dubitare.
Ne sei davvero degna?
Insegui la tua identità terrena, nascosta tra le pieghe delle parole che l'Abisso trasferisce alle sinapsi.
Le dita volano da sole e tu non vuoi fermarle.

Oggi lei parlerà della sua mano che le trema. Tu sei in trepida attesa. Cambierà qualcosa? Non puoi fare altro, per il momento. Speri che la Vita sia clemente, almeno questa volta. Tra meno di un mese entrerai nel cunicolo bianco, cerchi di non pensarci. Ma l'ipocondria fa strani scherzi. Il ronzio ti fa già paura. Immobile, fingerai di dormire. Farai risuonare la tua musica preferita, soltanto immaginandola. E poi lo vedrai. Chissà se è rimasto come prima. Chissà se... Ma in fondo, perché preoccuparsi? "E' comune a molti, tanti non ne sono nemmeno a conoscenza".

A volte, forse, è meglio non sapere.

Questa canzone è per me, per voi, per chi passerà di qua.
Una carezza musicale. Un brivido lungo la schiena.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Ovunque Proteggi - Vinicio Capossela

30.10.09

Will The Icicle Ever Melt?






Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?

Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.

Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.

"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".

Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.

Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.

La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.

Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.

Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.

In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.

Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.

L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.

Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.

Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd

12.10.09

Radio Prisma Special Edition: Trozitos De Emoción
























Cari amici, vi presento la mia ultima creatura per Radio Pazza, frutto di un vero parto, tecnicamente parlando... Non è stato facile, con i mezzi a disposizione, conciliare una voce forte e squillante con la voce più bassa e pacata della sottoscritta. Ma la mia testardaggine e la mia voglia di concludere dignitosamente quello che avevo cominciato hanno avuto la meglio anche sul sonno. Le mie occhiaie ne sono testimoni. :) Spero ne sia valsa la pena!

Prima puntata in coppia per Dj Prisma, che vi presenta la blogger Ishtar de Il Piacere Del Creare!

Il tempo vola in fretta, tra musica e chiacchiere, emozioni e speranze, vicinanze e lontananze, che si legano alle onde sonore in una misteriosa alchimia.
La potenza delle parole e' la pozione magica di due amiche 'streghe' che cercano insieme la strada verso la luce...

Buon ascolto!

Yuki AKA Dj Prisma TBFKA Museum

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PLAYLIST:

RODRIGO Y GABRIELA – LIBERTANGO
ANTONY AND THE JOHNSONS – HOPE THERE'S SOMEONE (Lyrics - Testo)
TAZENDA feat. GIANLUCA GRIGNANI – PIOVE LUCE (Lyrics - Testo)
ANTONELLO VENDITTI – MIRAGGI (Lyrics - Testo)
EROS RAMAZZOTTI – PARLA CON ME (Lyrics - Testo)
THE KILLERS – CAN YOU READ MY MIND? (Lyrics - Testo)
ELTON JOHN – COME DOWN IN TIME (Lyrics - Testo)
MERCURY REV – THE DARK IS RISING (Lyrics - Testo)
NEFFA – LONTANO DAL TUO SOLE (Lyrics - Testo)
GIANNA NANNINI – MALEDETTO CIAO (Lyrics - Testo)
RAIZ – SCEGLI ME (Lyrics - Testo)



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