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9.2.19
Lonely Planets
GrafoManie:
(F)Orte,
autodafé,
distorsioni comunicatTive
11.2.10
Reality Is A Dancer?
"...ogni desiderio si riassumeva in una sola parola: "cambiare". La qualità fondamentale perché potessi amarmi era diventare quello che non ero. Attendevo, come il rospo attende la principessa, che un'anima superiore e compassionevole vincesse la ripugnanza e si avvicinasse a darmi il bacio della conoscenza. Malauguratamente potevo contare soltanto su due amici irreali [...]. Per ciò che volevo ottenere avevo bisogno di qualcosa di più di un paio di fantasmi. Decisi di aiutarmi da solo."
Alejandro Jodorowsky, "La Danza Della Realtà".
Più patetico del fingere di essere ciò che non si è, è conquistare la fiducia di qualcuno con le parole per poi tradirla nei comportamenti. Ma c'è qualcosa di ancora più patetico: cedere alle facili lusinghe. Questo, davvero, non riesco proprio a perdonarmelo. Come l'ostinazione a prendersi troppo sul serio, la summa maxima del patetismo.
Un fiore di loto
spostato da un lato.
Sotto lo scrosciare che ribolle,
nudi come vermi
tra l'orrore che schiamazza,
affrontiamo ataviche paure,
la forza in panciolle.
Lavami l'anima,
con calore che annienta.
Con il tuo vapore acqueo
mi cucirò una stola
che sia di protezione
per chi non si consola.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Forget Her - Jeff Buckley
While this town is busy sleeping
All the noise has died away
I walk the streets to stop my weeping
Coz she'll never change her ways
Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart feels so still
As I try to find the will to forget her, somehow
Oh I think I've forgotten her now
Her love is a rose pale and dying
Dropping her petals in lands unknown
All full of wine the world before her
Was sober with no place to go
Don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
My heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's somewhere out there now
Oh my tears are falling down as I try to forget
Her love was a joke from the day that we met
All of the words all of her men
All of my pain when I think back to when
Remember her hair as it shone in the sun
The smell of the bed when I knew what she'd done
Tell yourself over and over you won't ever need her again
But don't fool yourself
She was heartache from the moment that you met her
Oh my heart is frozen still
As I try to find the will to forget her somehow
She's out somewhere now
Oh she was heartache from the day that i first met her
My heart is frozen still
as I try to find the will to forget you somehow
Cause I know you're somewhere out there right now
I'm doing better
GrafoManie:
distorsioni comunicatTive,
EGO von furstenberg,
human equations,
para-noie,
philosophy for dummies,
PoeSia,
rage against myself,
reality is a dancer,
self-help,
sonno di poi
15.12.09
Sin Cope
Rendo tutto più semplice.
Divento complice
di un disegno mai pensato.
Indegnamente accennato.
Vaneggiamento,
liberi pensieri sparsi.
Desideri e sogni, riarsi
privi, ormai, di compimento.
Eppure continuo a sbagliare,
aspetto che sia un altro a chiamare.
Ma chi? Perché? E per cosa?
Soffre la voce, che in silenzio non osa.
Nella paura che nulla spiega
ogni volta sembra l'ultima.
Ed io, che a te rivelerei ogni piega,
anche la più intima...
Omissioni, bugie camuffate.
Certe cose non dovrei darle per scontate.
- Io sono così! Prendere o lasciare.
- Anche le rocce, col tempo, possono cambiare...
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: Dissolved Girl - Massive Attack
GrafoManie:
about blank,
altalene,
dancer in the dark,
discontinuità spazio temporale,
distorsioni comunicatTive,
EGO von furstenberg,
mea culpa?,
pausa post,
poeZie
17.11.09
2012
"Non ascoltare quel che il prete dice,
guarda piuttosto quel che il prete fa..."
...e tutto giace, cristallizzato,
in quel bacio che non ti ho mai dato.
Domande premono e fanno tappo,
come possiamo ricucire lo strappo?
No, di sicuro non godo,
se Chiodo
scaccia chi odo.
Colpa dei miei scarabocchi,
ma non è affatto bello
aprire gli occhi
e ritrovarsi martello.
E Poesia continua a chiamare,
allontanandomi dal cuore delle cose,
confondendo le acque, le mie sterili prose.
Così Amore si fece pane,
si spezzò, si diede ai suoi discepoli e disse:
prendete, questa è la mia Anima
offerta in sacrificio per voi.
Dona la pace, a chi non ha pace,
vi darei la mia pace, se conoscessi la pace!
Luna, o pallida luna,
in questa notte metallica
recidi l'ultimo cordone,
lasciami andare...
laisser faire
laisser passer
laisser aller
C'avrei giurato,
d'essere vino
per l'incauto curato.
Taci, amor proprio,
ché ancora non è l'ora
dei mea culpa a spron battuto.
È risaputo,
che ormai
tutto è perduto.
"...e non me ne fotte un emerito cazzo!
Gridatelo al mondo: sì, sono pazzo!".
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: The Sound Of Silence - Emiliana Torrini
Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence.
In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turned my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence.
And in the naked light I saw
Ten thousand people, maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never share
And no one dare
Disturb the sound of silence
"Fools" said I, "You do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you."
But my words like silent raindrops fell
And echoed
In the wells of silence
And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls
And tenement halls."
And whisper'd in the sounds of silence.
GrafoManie:
abisso,
about blank,
altalene,
arcano,
dancer in the dark,
distorsioni comunicatTive,
Miss BiPolar,
poeZie,
sonno di poi,
stream of consciousness
22.9.09
La Linea Maginot
La cosa più bella della vita è che la nostra anima riconosca un'altra anima
e con lei rimanga ad aleggiare nei luoghi dove una volta giocavamo
e con lei rimanga ad aleggiare nei luoghi dove una volta giocavamo
Gibram*
- Perché fai i capricci?
- Non lo so. Mi sento la testa vuota, come fossi ubriaca.
- E cosa sono quelle brutte occhiaie?
- La notte non dormo.
- Hai perso il sonno?
- No. È che di notte si apre la porta dell'Infinito, e io non so resistere al suo richiamo...
- Finirai per farti male.
- L'ho già fatto.
- E adesso?
- Sento un muro, premermi contro la cassa toracica. Si muove, avanti e indietro. Continuamente. Certe volte arriva così vicino che non mi fa respirare.
- Hai provato a parlarci?
- Sì, ma è come il vento. Gioca con le foglie, quando ne ha voglia, e a me restituisce solo qualche granello di sabbia.
- E questo ti fa rabbia?
- No. Non rabbia. Frustrazione. Come per un ineluttabile senso di incompiuto. E di sconfitta, senza che ci sia mai stata battaglia.
- Non ci sono segnali di alcun tipo?
- Niente di concreto. Solo sensazioni. Un universo interiore che si tace. E nessun diritto di pretendere il contrario.
- Cosa pensi di fare?
- E cosa posso contro una Sfinge? Mi chiedo come faccia a eludere i controlli del guardiano del Tempio, e a passare indenne, senza che nulla trapeli dal suo parlare. Come un mulinello, va e viene dal suo glaciale castello...
- Forse ha imparato a mentire senza dover dire.
- Forse sono io a sentire forte e chiaro ciò che non esiste.
- Ma cosa resta, dopo il Caos e la Tempesta?
- Una tela invisibile, un evanescente filo di pensiero intrecciato a catturar parole. Ma ora sono venute a mancare.
- Ne sei sicura?
- Sì. Prima o poi tutti se ne vanno. Non c'è rimedio a questo.
- Io non me ne vado!
- E come potresti? Vivi nella mia testa!
Ricorda. Sei tu a decidere: o dèsta o mèsta!
*grazie al blog Tutti I Colori Dell'Anima, dove ho trovato per caso questa preziosa citazione, aggiunta ex post...
Soundtrack: Thank U - Alanis Morissette
How about getting off of these antibiotics
How about stopping eating when I'm filled up
How about them transparent dangling carrots
How about that ever elusive kudo
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
How about me not blaming you for everything
How about me enjoying the moment for once
How about how good it feels to finally forgive you
How about grieving it all one at a time
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
The moment I let go of it was
The moment I got more than I could handle
The moment I jumped off of it was
The moment I touched down
How about no longer being masochistic
How about remembering your divinity
How about unabashedly bawling your eyes out
How about not equating death with stopping
Thank you India
Thank you providence
Thank you disillusionment
Thank you nothingness
Thank you clarity
Thank you thank you silence
yeah yeah
GrafoManie:
about blank,
deliriums,
dialoghi impossibili,
dialoghi scacciacani,
discontinuità spazio temporale,
distorsioni comunicatTive,
messaggi in bottiglia,
para-noie,
recklessness
21.9.09
Don't Panic!
Improvvisa, ineluttabile, ti coglie una struggente voglia di pioggia.
Esci per andarle incontro. Ma ti sorprende il sole.
Le gambe ti portano al Mare.
Scruti l'orizzonte, meravigliata di quanto sia più bello oggi essere qui, anche se è iniziato l'autunno.
Dove andrai a parare, nelle giornate di inverno, quando il bisogno di casa e quiete ti verrà a stanare?
Una coppia di innamorati, probabilmente tedeschi, si avventura lungo la battigia.
Si fermano più in là, fanno il bagno.
Peccato non avere il costume. Ma chi l'aveva programmato?
Già. Non l'avresti mai detto.
Stai imparando persino a fottertene di sporcarti le scarpe con la sabbia umida, te ne freghi anche dei pantaloni e ti sistemi comodamente sull'arenile.
Te ne stai lì seduta per un po', stregata dalla bassa marea e dal pontile insolitamente deserto, causa lavori.
Mani in tasca, cuffie nelle orecchie.
Ti viene voglia di camminare.
Il Mare è tuo.
Quale infinito mistero si nasconde, in questo liquido specchio che a perdita d'occhio si confonde col cielo?
La lenta ritirata del mare ha lasciato dietro di sé una scia di conchiglie. Mai viste così tante. Sarà che oggi non c'è quasi nessuno a raccoglierle.
Le guardi distrattamente, finché una colpisce la tua attenzione, più di tutte le altre.
Ti fermi di botto. Ti inchini. La osservi da vicino.
È bellissima.
La raccogli delicatamente, piano la sfiori con il dito, a levar via la sabbia.
Sei rapita da tanta inconsapevole perfezione.
Ho deciso. Lei viene via con me.
Chiudi la mano a scrigno.
Quasi hai paura di farle male, stringendola troppo forte.
Le altre conchiglie, ormai, non ti dicono più niente.
Ognuna la sterile copia dell'altra.
Io sono fortunata. Perché ho incontrato Lei.
Unica.
Bellissima.
Come nessun'altra.
All'altezza della spiaggia libera che vi ha visto finalmente insieme prima dell'inevitabile rientro a Milano, ti soffermi a guardare il sole e i suoi riflessi sull'acqua.
Quando riprendi il cammino, sei assorta nei pensieri e nella musica.
Passi accanto alla Spensieratezza, che ti invita a unirti al Gioco.
Come potrei? Ho troppo bisogno di camminare oggi.
Che idiota che sono.
A non parlare e a parlare troppo.
Io non so niente. Di niente.
Il fatto è che assorbo.
Troppo.
Mescolo e rimescolo emozioni altrui, unendole alle mie.
Non ne esce mai niente di razionale.
Posso persino far male.
Eppure il Fuoco arde ogni giorno più forte!
Qualcuno una volta mi ha scritto... una profonda pace come di guerra.
Ecco. È esattamente questo che sento.
E il mio corpo tenta in ogni modo di condurmi alla pace.
Di liberarmi dalle ansie.
Da perfezione e da prestazione.
Lui mi spinge a camminare ancora.
A star bene.
A ricaricare energia, prima del lungo inverno.
Io, mi lascio ingannare.
Ma sento già i cannoni suonare...
Soundtrack: Don't Panic - Coldplay
GrafoManie:
a kind of magic,
amore universale,
continuità spazio temporale,
distorsioni comunicatTive,
if i don't write i'll die,
io e il mare,
messaggi in bottiglia,
music speaking,
stagioni dell'anima
12.9.09
Corri, Ragazzo!
Una mela.
Come tante altre.
Una mela.
Proibita.
Ecco che diventa la più ambita.
Non lo vedi l'inganno della mente?
La tenera illusione di un'impressione vestita di emozione?
Un cavaliere.
Senza armatura e senza paura.
Indossa solo uno Scafandro,
così pesante,
che col suo passo
ci ha quasi scavato una Buca.
È talmente grande che pare un Armadio,
ma Tristania non ha paura.
Timida, lo avvicina. Con molta premura.
"Cos'è che ti preoccupa? Hai lo sguardo spento."
"Non posso parlarti o, prima o poi, me ne pento."
"Allora non dire niente. Non mi importa cosa pensa la gente."
"Ho perso la strada, il cavallo e il senno. Mi nego persino il sonno."
"Hai una brutta cera. Fatichi troppo, da mane a sera."
"Che altro posso fare? Non è questo, forse, il mio umile destino?"
"Lasciami indovinare. Adesso passi il tempo a rimuginare e a sognare..."
"Certo! E che altro dovrei fare? Nessuno mi vuole ascoltare!"
"Sbagli, se pensi di trovare altrove ciò che hai già vicino."
"Come fai a dirlo? Io non vedo niente."
"È che passi troppo tempo a giocare con la mente...".
Non lo senti il sole mattutino?
Il timido frizzare del vento settembrino?
Scappa, ragazzo. Corri, finché sei in tempo!
Riprenditi la vita, e presto. L'amore è un lampo.
Se non ti svegli in tempo, dalle illusioni non hai scampo...
Soundtrack: The Rip - Portishead
As she walks in the room,
Scented and tall,
Hesitating once more.
And as I take on myself,
And the bitterness I felt,
Realise that love lost, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?
Through the glory of life,
I'm scattered on the floor,
Disappointed and sore.
And in my thoughts I have bled,
For the riddles I've been fed,
Another lie moves over, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?
While, white horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?
GrafoManie:
distorsioni comunicatTive,
messaggi in bottiglia,
Music inspiring,
racconti,
sister moon,
subliminal messages,
V.S.P.
11.9.09
Fa Che Il Destino Non Sia Crudele...
Leggerezza.
Solo a tratti ti attraversa.
Senza di lui ti senti persa.
Divincolarsi da se stessi,
evitare i compromessi.
Tutto implode.
Chi s'accontenta non gode.
Amare è sangue, lacrime e sudore.
Amare è calore.
Amare è non provare timore.
Amare è ardore,
aprirsi il cuore senza pudore.
Lascia stare le chimere,
non saranno loro a scaldarti nelle giornate più nere.
Ricorda!
C'è solo una fonte alla quale puoi bere.
Scivolano lenti pensieri impertinenti,
a vantaggio dei presenti.
Una testa matta
rotola leggera
sotto impulso
di Amor Proprio.
Non do per ricevere,
ma nemmeno per il vuoto.
Cade la mela acerba
dall'albero che scuoto.
Soundtrack: L'Orso Bruno - Antonello Venditti
Quando la luna della foresta
dipinge il fiume e la montagna
e un altro inverno senza dolore
posa le ali sulla tua terra.
Stai già sognando lunghe stagioni
e mele acerbe da regalare
a chi ti aspetta senza parlare
nel tuo castello di roccia scura.
Dopo l'inverno la primavera
sveglia le cose con la sua pioggia
mentre i tuoi occhi chiusi nel sonno
stanno aspettando il suo richiamo.
Dio delle foglie! Dio della valle!
Lui ti ringrazia per questo sonno
fa che il destino non sia crudele
per un tuo figlio sempre fedele.
GrafoManie:
distorsioni comunicatTive,
if i don't write i'll die,
Music inspiring,
para-noie,
poeZie,
stagioni dell'anima
10.9.09
(Re)set Me Free
Prendere schiaffi dal vento a volte è necessario.
Schiaffi dolci, non ancora troppo freddi.
Vacci piano, piccola. Ti stai facendo male.
Ma tu hai pianto!
Merda. Ho dimenticato di pulire gli occhiali.
Meglio che mi affretti a nascondere le ali...
Soundtrack: Every Mother's Son - Lynyrd Skynyrd
GrafoManie:
about blank,
blueS,
deliri postadolescenziali,
dialoghi impossibili,
distorsioni comunicatTive,
rage against myself,
recklessness
5.9.09
Shivers
Una strana inquietudine che non riesco a placare.
Si è fermata lì, sulla bocca dello stomaco.
Ho l'impressione di stare perdendo qualcosa di importante.
Di sentirmi scivolare un pezzetto di vita dalle dita.
Eppure.
Tutto sembrava chiaro. Pulito. Limpido. Senza macchia alcuna.
Brividi. Senza una spiegazione.
O solo una spiegazione che non mi piace, che mi rifiuto di vedere.
Come devo fare, perché tutto torni a girare?
Cosa posso fare, per restituire la luce del giorno a tutto questo?
Sono stanca di combattere.
Io, quasi quasi...
E se la malattia e la cura fossero la stessa cosa?
Soundtrack: Valeria '80 - Otto Ohm
Strane alchimie. Una strana voglia di ascoltare uno dei miei gruppi preferiti, proprio oggi.
Finisco sul loro MySpace e scelgo di ascoltare A Me Ricordi Il Mare.
Subito dopo parte il brano che accompagna questo post. Non so da quanto tempo non l'ascoltavo. Come sempre, ho i brividi lungo la schiena.
Sorrido. La Valeria del titolo è nata nel mio stesso anno.
Sorrido ancora. Si avvicina inesorabile la data del mio compleanno. Ma questa volta so come festeggiarlo!
Grazie, Otto Ohm!!!
9.7.09
Crazy Train...
Non cambierai mai. Ancora una volta sotto la pressa, e sei tu ad aver dato la spinta.
In questa notte afosa i pensieri raggrumano, fanno fagotto ma non trovano l'uscita. E ti scoppiano dentro, come uno sciame d'api impazzito.
Quanta Vita c'è, dentro di te? Quanta ancora aspetta di uscire?
Dondolano spensierati al chiarore della luna ricordi e sensazioni di un tempo sospeso, anelato, solo in parte vissuto. Congelato.
Cristalli di ghiaccio e un furore disperato, per quello che di te è rimasto impantanato là, nell'età di mezzo, insieme ai tuoi vecchi pelouche e ai primi amori. Vecchi libri e audiocassette dai titoli scritti a penna, ormai sbiaditi.
Un fremito di irrequieta bramosia di lanciarmi in volo dall'alto e librarmi nell'aria. La Musica come paracadute e spalla su cui piangere.
È stata dura, oggi. Tempo che scorre senza senso, nella frenesia di azioni svuotate di significato. Una Freccia Rossa, compagni viaggiatori fantasma, il lento scorrere delle ore sequestrata in un "bunker" sotterraneo consacrato al consumismo.
E una sola domanda resta appesa alle tue labbra, come un chewing gum che hai masticato per ore, ma ti ostini a non voler sputare.
Perchè?
Il ritorno ti vede gettar via la paura dell'abbandono, in nome dell'inevitabile attrazione tra i sessi.
Non sei tu, è lei. Sorridi... Per stavolta puoi togliere il chip dell'asocialità. C'era altro nell'aria, e tu eri semplicemente di troppo. Poco male. Prendi atto. Lasci libero il campo. Stavolta però decidi tu.
Beck culla il tuo leggero sonnecchiare. Alberi, case, orti, cielo azzurro, nuvole, poi blu.
Ci risiamo. Flashback. Gite liceali. Il ragazzo che ti piace è seduto accanto alla più carina della scuola. Complicità, risate.
Il viaggio lentamente accorcia le distanze, mangia inibizioni.
Una finestra sull'attrazione, nello spazio tra due sedili. Un frammento di camicia, una ciocca di capelli. Qualcuno dorme sulla spalla di chi ha appena conosciuto.
Una Nuova Vita.
Si parla di viaggi, di anima, di libri che parlano di noi, che ci chiamano, che ci cambiano.
Una giornata di lavoro finisce, un nuovo amico nella borsa.
Ho deciso, ti porto con me.
Combatti la stanchezza. Leggi. Pensi. Dormi. Scrivi.
Per quanto ti sforzi, non vuoi proprio crederci.
Tira e molla.
Ti fidi di me?
Soundtrack: The Golden Age - Beck
GrafoManie:
21st century schizoid men,
a kind of magic,
Alice in crazyland,
continuità spazio temporale,
distorsioni comunicatTive,
made in italy,
messaggi in bottiglia,
working progress
22.6.09
No Reason Why...

Un paio di sandali a buon mercato, una maglietta dei Led Zeppelin. I capelli raccolti, un paio di occhiali che hanno fatto la storia.
Gli anni 70, un cielo stellato, fili d'erba, il sole, il sale, le tue mani sulla mia pelle.
Tu, io, lui e il tempo dei pensieri persi, a zonzo per l'universo.
La frenesia di scrivere l'inconscio, una misteriosa voglia di piangere.
Il terrore irragionevole di sentirsi sperduti, un filo invisibile che si spezza.
Un piccolo ragno che mi ritrovo addosso nei posti più impensati e che non vuole andare via. Forse sei tu.
Ragno porta guadagno.
Ragno, ragno, ragno.
Piccolo e veloce, mi corri sulla maglietta, sulle braccia, ti fermi sul cuore.
Soffio per mandarti via, ma rimani lì, ben saldo, finché non distolgo lo sguardo.
Quando lo abbasso di nuovo, non ci sei più.
Dissolto nel vento, così come eri apparso.
Già mi manchi, accidenti a te!
Soundtrack: L'uomo Che Continua - John De Leo
GrafoManie:
a kind of magic,
distorsioni comunicatTive,
if i don't write i'll die,
spiders on the windscreen
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