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29.12.17

Under The Same Sky

Natale. Tempo di ritorni in famiglia. Di transumanze che riannodano fili mai spezzati.
Ritrovo il Mare, un sole abbagliante che mi sorprende ogni volta allo stesso modo.
Ritrovo passi già compiuti, ne riscrivo di nuovi. Sotto lo stesso cielo, in tempi diversi.

Il pensiero corre veloce a un'altra famiglia, che sento profondamente mia anche se impalbabile, inafferrabile. Una famiglia che in tempi non troppo lontani ha saputo colmare distanze siderali e tenermi agganciata alla vita raggiungendomi nel fondo della mia essenza più viscerale. Un'essenza che, attraverso la scrittura digitale, ha gridato, ora sussurrato, sogni, dolori, frustrazioni, ambizioni. Incubi reali e proiezioni al tempo soltanto futuribili, che ora sono finalmente in fieri.

Più volte ho pensato di essere davvero una privilegiata per questo fortunato incastro d'anime che mi ha vista protagonista against all odds, a dispetto di ogni titubanza, distanza, insicurezza, intimo senso di inadeguatezza. Non sapete quante volte vi ho abbracciate col pensiero - il cuore colmo di affetto - anime belle! Mie anime sorelle.

Un universo di possibilità mi si schiude davanti (era sempre stato lì!), adesso che sono un po' più pronta. Enormi responsabilità mi chiamano e non ho alcuna intenzione di tirarmi indietro. Paura? Sì, ma non di non esserne all'altezza. So che potrò fermarmi ogni volta che vorrò. Per ricaricare le pile. Allenare i muscoli di cui di volta in volta riterrò di aver bisogno. E crescere, crescere sempre. Non fermarmi mai.

Quest'anno ho scoperto che il mio cuore è piccolo, ma capace di contenere molto più di quanto credessi. Inizi a ricevere, quando permetti agli altri di conoscerti davvero, e consenti loro di darti affetto. Semplice e banale, ma non per me. Ho dovuto lavorare sodo su certi miei automatismi evitanti rigidi e iper(auto)protettivi, all'inizio insieme a chi conosce bene le chiavi che mi avrebbero consentito di capire come scardinarli, un pochino alla volta.

Quanta sofferenza passata! E quanto potente può rivelarsi la nostra capacità di rinascerne più forti, se solo ci diamo il permesso di attraversare il nostro "deserto personale" con i nostri tempi, smettendo di bastonarci ogni qual volta non soddisfiamo le nostre stesse rigide aspettative! Il dolore resta sempre dolore, ma è pur vero, come diceva qualcuno, che i maestri giusti arrivano quando l'allievo è pronto. E, riguardandomi indietro, prima di affacciarmi sul nuovo che mi sto costruendo, finalmente raccogliendo il coraggio a piene mani, posso confermare che è davvero così!


YUKI, AKA PRISMA
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Sountrack: Driving Away From Home - It's Immaterial 

15.11.11

Uno




L'ho sempre pensato, che foste collegati in qualche modo. Oggi ne ho avuto la conferma.
Stesse vibrazioni, come amo chiamarle, stesso fatale sentimento di appartenenza che mi chiama a sé come una ragnatela di connessioni neuronali.
Seguo i vostri voli distanti, a planare e poi a risalire, su su in alto dove sono le nuvole.
Ne guardiamo insieme le forme, immaginando di camminarci sopra, sfidando la forza di gravità.
Ed ecco che improvvisamente avviene lo stacco. E resto a guardare, affascinata, le vostre evoluzioni.

Sì, siete decisamente Uno.
Anche se non vi conoscete nemmeno.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Seaside - The Kooks


1.11.11

London Calling




Ci pensavo ieri, mentre l'aereo perdeva lentamente quota e si preparava all'atterraggio in quel di Fiumicino e lo spicchio di luna che mi aveva accompagnato per tutto il viaggio iniziava a scomparire dietro una nuvola nera. Tu sei un'artista della vita! Un atto poetico continuo, e nemmeno te ne rendi conto. Sei tu il fiore di loto e non sai quanto sia bello seguire la tua evoluzione!

Londra mi ha rapito, sorprendendomi con due insolite giornate di sole, salutandomi infine con il consueto grigiore e una pioggia sottile ma per niente fastidiosa. Percorrerne le strade da sola, prima di incontrarti, mi ha ricordato le emozioni dei viaggi compiuti in passato, lo stupore vergine che si prova nel posare per la prima volta lo sguardo su case, vetrine, persone e visioni urbane inconsuete. Adoro camminare col naso all'insù, alla ricerca di un nuovo particolare che mi colpisca, anche il più stupido, quello che nessuno noterebbe. Prendere l'autobus senza conoscerne il percorso ma soltanto la destinazione, e regalarsi itinerari che i turisti non si sognerebbero mai di scegliere per non perdere il loro 'prezioso' tempo e lanciarsi subito a caccia di immagini da cartolina. In questo sono esattamente come mio padre e così, andandomene a zonzo in modo totalmente arbitrario, è stato come viaggiare insieme.

Tre giorni, e un continuo salto avanti e indietro nel tempo, tra quella che sono stata e quella che forse sarò. Il profumo vagamente salmastro del Tamigi, le navi ormeggiate e le piroette dei gabbiani mi hanno improvvisamente riportato all'infanzia, alle prime scoperte di un mondo altro insieme ai miei nonni. L'Olanda e le sue chiuse di colpo non erano più così lontane. Mi sono messa alla prova, e ho vinto.

A presto, Londra!




YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Secret Door - Arctic Monkeys

24.10.11

Grande




E' una gioia per gli occhi vederti diventare Grande. E' emozionante sentirti amare la musica, come la amo io. Sarebbe meraviglioso poterci incontrare al punto di tangenza fra gusti lontani anni luce e sonorità vicine a entrambi, a dispetto dell'età. Non ho figli, né so se mai ne avrò, ma forse è questo che si prova quando si condivide qualcosa di speciale con la persona più preziosa che abbiamo e ne vediamo gli angoli della bocca sollevarsi verso l'alto e gli occhi illuminarsi, di piacere e felicità! E' l'indicibile stupore di sapere che non potrà esserci distanza fisica capace di separarci e arginare l'emozione che nasce spontanea nell'ascoltare, osservare, godere di qualcosa "insieme", sapendo che, nel preciso momento in cui lo si sta facendo, quegli accordi, quei colori, quelle parole sono il ponte tra due anime che si parlano in silenzio.





YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Dear Prudence - Siouxsie & The Banshees


3.7.11

De-siderio



Ogni tanto mi piglia così. Rigurgiti da un Passato che avrebbe potuto essere e non è stato. Per mia scelta, a volte. Perché è così che doveva andare, forse. Perché, perché, per come. Come diavolo abbiamo fatto a perderci?*

Mi piace guardare le foto degli altri, scavare in fondo agli occhi, ai sorrisi, agli abbracci, alle pose studiate. Mi piace gustare la vita che credo di non avere avuto, che forse ho avuto eccome, è che non sono capace di guardarla come guardo quelle degli altri.

Mi piace guardare le facce buone. E bada bene che per buone non intendo ingenue, né sprovvedute, né sciocche. Sono le facce di coloro che hanno l'intelligenza di capire come va il mondo e quanto può essere stronza la gente che lo abita, e che però non hanno per questo rinunciato a Essere, a Dare e a Darsi, a lasciarti guardare nei loro occhi grandi, nei loro sorrisi, ampi e accoglienti. Quelli che ho avuto il privilegio di poter vedere da vicino, a pochi centimetri dalla mia pelle, in un tempo che ora mi sembra lontano quanto un'altra vita.

Ero davvero io? Davvero queste Persone hanno voluto la mia compagnia, nata da circostanze fortuite e poi, per un breve tratto di strada, persino cercata e desiderata e infine, purtroppo, svanita? Cosa hanno visto di me che io, oggi, stento a vedere?

In giorni come questi mi tornano alla mente le ultime battute di uno spettacolo che di recitato non aveva proprio niente, protagonisti gli spontanei tentativi di avvicinamento, di con-tatto, degli io e te abbiamo ancora qualcosa da dirci e da darci, e dei non può finire così. Può?
Sì, ha potuto. Me lo ricordo, sai, quando dicesti che mi avresti accompagnato alla porta perché... e non hai terminato la frase. Quella sarebbe stata l'ultima volta che...

Tornai, nello stesso luogo, anni dopo. Toccata e fuga. Volevo salutarvi. Lei non riuscii a beccarla, a te ho dovuto inseguirti giù per le scale, con una camminata un po' claudicante, colpa delle mie maldestre autoflagellazioni casalinghe, innocue ma tanto fastidiose. Non fu la stessa cosa.
Chissà se oggi vi ricordate ancora di me. Di quella cena e delle mie stupide gomme da masticare gusto fragola che come diavolo mi è venuto in mente di comprare proprio quelle!, e quella passeggiata, per voi un po' troppo lunga, fino in spiaggia.

Le parole, i sogni, le risate. Le nostre vite, appena sfiorate. Io ricordo tutto. E ogni tanto, a pensarci, ho l'impressione che il tempo non sia affatto passato. Che quegli istanti siano sospesi da qualche parte nel multiverso. Che basti solo allungare una mano e intrufolarsi nell'interspazio per ritrovarsi esattamente in quel preciso momento, sentire di nuovo il brivido intenso di un'atmosfera nata per essere irripetibile... e finalmente perdersi in lei e, dentro di lei, ritrovare il senso più profondo.

Sì, ogni tanto ripenso a voi. Mi piace immaginare le vostre vite, con chi siete, dove andate, cosa pensate, come ve la passate. Ma da lontano. Non avrebbe senso, ora, ritornare. Non ne ho alcun diritto. Ma mi fa stare bene pensare a voi, sapere che esistete e ve ne andate a zonzo per il mondo, il mio stesso mondo, e fate stare bene gli altri con i vostri sorrisi, la vostra presenza, i vostri pensieri, le vostre belle teste. Un giorno, chissà, ci ritroveremo, forse. Con o senza multiverso.

Life Bless You!

...

se chiudo gli occhi
nel pieno dell'estate
riesco solo a pensare
al momento
in cui ho fatto,
finalmente,
l'amore con il Mare

e quando levai
la testa dall'acqua
avevo tracce d'azzurro
sulle labbra
e sulla lingua

Tutti sapevano
che avevo leccato
l'infinito intimo abisso

che ora è luce,
ma un tempo è stato buio

Domani
raccoglierò dolcemente
dalla sabbia
parti di me, mutilate

Le terrò saldamente tra le mani
e
in un innesto d'anime
le riporterò in vita.

Ascolta...
Non è un canto di sirena.

Che colore ha,
il desiderio?


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: 900 Million People Daily (All Making Love) - The Seeds



*Video linkato all'interno del post: "Ci Sono Persone", testo di Giovanna Mulas, regia di Gaetano Colloca, voce recitante di Corrado Croce.

28.4.11

Fili Di Seta E Perle Di Non Detto...



E così te ne vai anche tu. Da qualche giorno decine di oggetti se ne escono quatti quatti dal tuo appartamento e si infilano ora in macchina, ora nel furgone a noleggio. Destinazione: "un posto che non ho scelto, ma che ho creduto di dover scegliere". Per il quieto vivere. Per un futuro condiviso.

Sei uno dei pochi che mi è andato a genio fin da subito qua dentro. Hai gli occhi buoni, profondi, figli di un animo gentile senza essere ingenuo. Mai una domanda fuori posto, mai uno sguardo torvo. Sempre pronto a sollevare per me pesanti scatoloni su per le scale senza che te l'avessi chiesto, anzi spesso con la mia ferma opposizione.

Mi mancherete tu e i tuoi cagnetti teneri, mi mancherà sapere che ci sei, e quella sensazione di sicurezza che affonda le radici in una solidarietà concreta, perché sentita, agita, mai ostentata.
Hai saputo sempre rispettare la mia riservatezza e dimostrarmi che no, non è vero che se si è chiusi si merita la solitudine, si merita di non essere cercati. Mai ti sei lasciato tenere a distanza dai miei sguardi bassi, dalle mie spesso poche parole. Quando hai voluto, ti sei sempre fatto avanti. E anche se da quando sono qui non ci saremo scambiati che poco più di qualche centinaio di parole, posso davvero dire che si è instaurato un legame, delicato, sottile, che ha il colore del fil di seta che a malapena si vede ma è indistruttibile.

Non ti sei fatto intimorire nemmeno oggi dalla mia distanza, che forse soltanto io giudico tale. Non avevo il cuore di guardarti, di sbirciare dentro la tua casa ormai vuota, oltre una soglia che non ho mai varcato. Non avevo il cuore di domandarti: quando? Mi hai preceduta, salutandomi da lontano, con calore. A quel punto ho vuotato il sacco: mi dispiace che ve ne andate... "Dispiace anche a me", hai risposto. "Non me ne sarei mai andato... ma alla fine mi sono convinto. Mi hanno convinto". E quel mio: "già, è sempre così", con cui ci siamo congedati, ha forse evocato uno spettro dalle sembianze diverse ma dallo stesso nucleo. Qualcuno da compiacere, da accontentare a dispetto di ciò che veramente desideriamo. In nome di un amore che ha ramificazioni diverse, ma a causa del quale abbiamo sacrificato pezzi importanti di noi.

Mi piace pensare che tu l'abbia letto in me quel dolore, che tu l'abbia potuto (ri)conoscere, nonostante i miei riservati silenzi, intervallati qua e là da un saluto, un sorriso, una frase di circostanza sincera e senza ipocrisia... di quelle dette per il piacere di scambiare una parola o due con qualcuno che sentiamo far parte della nostra "gente".

Ci si dice arrivederci senza troppa convinzione, ripromettendosi di rivedersi a mo' di consolazione. Sappiamo bene che ciò non accadrà, che le nostre strade si separano qua. E allora grazie. Per tutto. Anche per quello che non mi hai mai detto.

YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: A Million Miles Away - Rory Gallagher (1977)

17.9.10

Infinity




...e quando il suo sussurro si intreccia con quelli di altre anime e il loro vibrare si confonde, mescolandosi in una sinfonia imperfetta e armonica, un frammento di Infinito ti penetra per sempre. Qualcosa non sarà più lo stesso. E vivrai ancora, fremente, nell'attesa che quell'incanto possa ripetersi. Non accadrà. Altri e nuovi incanti, se saprai ascoltare con le cavità più profonde del tuo io, ti verranno incontro, brevi e fugaci, come il tempo di un unico respiro.

Grazie, S.B. :)

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Let's Go Out Tonight - Craig Armstrong


6.5.10

Abba Ruja



ho sputato sulla famiglia e sul mio nome
solcato mari ignari, lanciato scaglie di me
lamentato solitudine, percepito scoramento

mi accoccolo in me
in una fissità astratta
povera anima,
distratta

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: My Land Is Burning - Andy Partridge



Dignità. Passione. Coraggio.
Non conoscevo questa scrittrice.
Leggere la sua lettera, oggi, mi ha commosso.
E mi ha ricordato chi sono.
Chi voglio essere.
Grazie.

"E io scrivo: quando la dignita' e' scambiata per masturbazione mentale"

di Giovanna Mulas

In questi giorni c'e' stato chi mi ha scritto che avrei fatto prima e bene a farmi soldi sul marciapiedi, per guadagnare in proporzione alla mia valenza fisica.
E' interessante vedere come, socialmente parlando, dal 2003 - quando cioe', quasi come provocazione, e' stato richiesto a mio favore il sussidio della Legge Bacchelli- ad oggi, l' Italia della cultura o pseudo tale si sia letteralmente spaccata in due. Ne parlavo proprio questa mattina con mio marito ( a proposito...anche lui, poeta e giornalista noto in America latina, che ha deciso di vivere e morire della propria arte) , di quest' Italietta indecisa, a volte meschina: da una parte i Poetucoli del Nulla, gli apparenti superficiali nichilisti che scagliano pietre come mangiano spaghetti senza assolutamente conoscere le altrui realta', dure o meno dure che siano, quelli che si definiscono scrittori ma vivrebbero benissimo anche senza una penna in casa. Dall' altra parte troviamo gli umili, i piu' grandi, che non giudicano ma rispettano. Ed il rispetto, amici miei, mai deve mancare nell' Arte; che tutti ci accomuna in liberta'.

Un punto che mi preme precisare: non amo girarmi i pollici cercando l' illuminazione letteraria che non sempre, e' lapalissiano, arriva. Do costantemente lezioni di scrittura nella mia realta' locale e quelle vicine agli autori che giudico promettenti talenti, seppure timorosi di esporsi. Non amo chiedere una quota fissa. Ognuno e' libero di pagarmi come crede, anche con una bottiglia di olio o di vino rosso, quello buono, che solo qui in Ogliastra abbiamo. Pure il Cabernet, pero', l'accetto bene. Vari autori hanno frequentato i miei laboratori letterari ( un' antologia ne raccoglie i primi scritti, per i tipi dell' Editrice Universitaria UNIService) in modo assolutamente gratuito. Ho inventato con mio marito Dei Versi, la letteratura avvicinata alle genti piu' semplici; l' accademia che scende in piazza. Con Gabriel, una ballerina professionista e un cantautore chitarrista andiamo in giro per le piazze nazionali ed estere( chiariamo: a spese del comune che ci invita. Il Festival di Poesia dell' Havana eventualmente ci paga il biglietto, per garantirsi la presenza. Nulla da nascondere, signori.). Dirigo Isola Nera (in lingua italiana) ed Isola Niedda (in limba sarda), rivista di letteratura dove vengono pubblicati on line e a titolo gratuito, lo sottolineo, autori meritevoli di attenzione. La loro opera, non la mia, e' divulgata in tutto il mondo. Ed io, su questo, non guadagno niente se non il piacere di evidenziare eventuali nuovi talenti letterari nazionali. Attualmente stiamo lavorando con mio marito affinche' i format Isola Nera vengano patrocinati dalla Regione Sardegna e quindi pubblicati in cartaceo. Sarebbe una bella vittoria, per noi e soprattutto per quei giovani scrittori che avrebbero un' opportunita' in piu' per farsi notare da quel mondo cosi' complesso, lontano dalla realta' e fatto di bustarelle e ruoli mal ricoperti quale e' quello dell' editoria nazionale.

Tutto questo perche' si fa? Per incoscienza certo, ma soprattutto per passione verso quella che e' la propria vita, la scrittura. Quello che io scrivo, lo vivo. Coerenza tra parole e azione. Questo insegno prima ai miei figli, poi ai miei allievi. Infine voglio avere la presunzione di poterlo regalare ai miei lettori. E se di coraggio o incoscienza si tratta, beh, se qualche orecchio o occhio benpensante ho ferito, scusatemi. Lasciamolo dire a chi verra' dopo di noi, o al tempo: semplicemente il tempo parlera'.
Non ho scelto di fare la scrittrice e fare la vita magra per sofferenza intellettuale, masturbazione mentale. Io nasco scrittrice. E' la mia vita. Non esistebbe Giovanna Mulas donna, senza la sua scrittura.
Questo non significa che non mi abbia sporcato le mani lavorando davvero, come ha scritto il sapiente di turno. Ho lavorato lavando piatti nei ristoranti, cantando in locali per pubblico perso nella birra, recitando, disegnando magliette, facendo le assicurazioni e vendendo giornali e...e... . Pure ho avuto l'opportunita' di stabilirmi in pianta stabile a Roma, dove lavoravo come stilista emergente. Pensate che guadagni. Uff...non da poco eh, visto l'attuale panorama economico che mi riguarda. Ma trovavo la superficialita' di quel mondo schiacciante. Ho preferito tornare in Sardegna, nel mio mare, le mie genti. Soffrire questa scelta ma farla in maniera consapevole, coerente, soprattutto dignitosa.

Vivere della mia scrittura, dunque, e' stata una scelta. E perche' chi sceglie di vivere della propria arte, scrivere o cantare che sia facendone un vero e proprio lavoro; perche' non deve vederselo riconosciuto? Uno scrittore, per l' Italia, non esiste. Non produce dunque non lavora. Percio' io, come molti di voi, non siamo. O almeno questo, probabilmente, si vorrebbe da noi. Il pecora pensiero, il nichilismo allo stato puro in una nazione che paradossalmente ha fondato le proprie radici sull'arte, su scrittori, pittori, attori e cantanti che l' hanno fatta e ancora la fanno grande. Si potrebbe allungare l' elenco scivolando nella scienza dove menti illustri volano oltre l' oceano, per sfuggire ad un' Italia matrigna, e puttana. Ma questa e' un'altra storia.

Credo che arrivino momenti nella vita nei quali sia necessario fare una scelta, e prepararsi a vivere e morire di questa scelta. Con coerenza e dignita'. A trent'anni l' ho fatta: in un contesto ristretto come quello nuorese ho chiesto il divorzio dal padre dei miei figli, per violenza. Ho pagato la scelta con tre tentativi di omicidio, l'ultimo dei quali, per strangolamento ed accoltellamento, mi ha lasciata tra la vita e la morte.Ho pagato con l'indifferenza delle gente, le cattiverie da bar e quelle (sic!) delle donne che, donne, per prime avrebbero dovuto capire, non giudicare. Faccio notare al lettore che nel nuorese e provincia e' altissima la percentuale, in proporzione al resto d' Italia, di violenze alle donne tra le pareti domestiche. Altissima pure la percentuale di alcolismo tra donne. Eppure si tace. E si nasconde. E chi denuncia, come ho fatto io, viene giudicata una cattiva, una spostata. Ancora oggi, siore e siori. Senza una lira in tasca, a trent'anni anni e con il mio ex marito in giro per la citta' nonostante il tentato omicidio; presi i miei figli ( perche' ne ho fatti quattro, addirittura mi sono sentita chiedere. Perche' credevo fermamente come credo nella famiglia. Perche' la malattia mentale di mia madre mi ha lasciato nell' anima un solo desiderio, con radici nell' infanzia: quello della stabilita' emotiva, della sicurezza. E solo una famiglia che ami e ti ama, e' in grado di darti tale sicurezza. Figli voluti dunque. E non sta a nessuno giudicare se per incoscienza o troppo amore. La sicurezza, certezza, che ora ho con Gabriel al mio fianco.) e lasciai la casa che li aveva visti nascere, ma che non mi apparteneva.

Quanto sarebbe tutto stato piu' semplice, quanto dolore mi sarei risparmiata, mi sono detta spesso, se avessi scelto l'altra strada, quella del silenzio. Ma poi vedo e scrivo di donne con gli occhi spenti, il dolore e la frustrazione dipinti in faccia e mi dico no, devo scrivere anche per loro. Perche' scrivere e' un dono, sapete? E come tale va condiviso. Coltivato, carezzato con dolcezza e passione, costanza. Dignita' e purezza. Cosi' ho sempre difeso la mia arte. E cosi' faro' sempre.

Grazie.

Prof.ssa Giovanna Mulas

http://www.giovannamulas.it/home.html

Già che ci siete, leggetevi anche la lettera di Igiaba Scego al Presidente Napolitano. Un grande grazie a Dioniso per averla pubblicata sul suo blog.


19.4.10

Sole




A tutte le mie Persone Speciali...

Giorno dopo giorno
impariamo ad amare
i nostri reciproci silenzi
interrotti solo
da quei timidi slanci,
segnali d'affetto
che rinsaldano
un'eterna presenza
che vive
di vibrazioni impalpabili

insieme, noi,
sconfiggere il terrore
di quel primitivo abbandono
e riconosco in te
il mio essere donna,
il mio essere uomo

un'anima che nel suo espandersi...
ritrova in sé
il sole interiore
che credeva perduto

e la gioia immensa
effimera
incontenibile

che afferro con ogni atomo
e trattengo nel ventre
fino alla prossima piena
alla prossima, inevitabile apnea
dalla quale
risorgerò,
ancora più forte

Se questa è la mia sorte...
non mi avrà tanto facilmente,
la morte!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Overjoyed - Stevie Wonder


5.4.10

Buona Vita!



Soffia inesorabile, il vento del tempo. È un buco nero ad attrarmi. Beffardamente accogliente. Riesco a sentirmi scivolare. So di non poterlo fermare.
Ricordi quel fiore? Ricordi quel fiume? E quella foto rubata, che ti aveva fatto arrabbiare?
Ricordi le mani strette, i sorrisi, le figure da cercare tra le nuvole, la pelle bianca da proteggere e amare, e quella pioggia torrenziale, che ci aveva costretti a scappare nel momento migliore di un'estate sul mare?
Chissà se ricordi ancora gli occhi sognanti, i capelli che non smettevi di pettinare, le mani tremanti, le fughe e i nascondigli, le storie da raccontare... il tempo, che avremmo voluto dilatare.

Distanti ora, tu ed io, una barriera inevitabile. La Vita.

Mi perdo nel ricordo di un affetto unicamente puro. Incondizionato.
So che non tornerà più. So che purtroppo è cambiato.
Non sarà necessariamente peggiore, solo diverso. Eppure sento che qualcosa si è perso.
La magia dell'innocenza, quello spontaneo avvicinarsi, senza coscienza.

Mi manchi. E continuo a cercarti, nel fondo dei miei occhi ormai stanchi.

Buona vita, prezioso tesoro di un passato che non tornerà.
Buona fortuna!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: The Night Sky (Sleeping Silently) - Mostly Autumn

26.1.10

Identità, Amore e Svelamento


Il 14 marzo del 2008 salvai questa immagine in una cartella. Come l'avevo trovata? Cercando tra le immagini di Google le parole "mistero quotidiano", le stesse tramite le quali avevo trovato il mio primo avatar. Era un gabbiano stilizzato, in un trompe-l'oeil dallo sfondo azzurro, che forse qualcuno dei miei affezionati lettori ancora ricorda. In quel tempo mi chiamavo MusEum.

Mi colpì la sincronicità tra le parole chiave collegate al mio primo avatar, l'immagine e le parole della sconosciuta che le aveva pubblicate sul suo blog, che ho sentito istantaneamente anche mie, così come il titolo scelto per introdurle, Anima:

spesso nella vita.. capita di fare incontri bizzarri..
e come questi avvengano..talvolta rimane un mistero..
si ha sempre,comunque, quella strana sensazione..
che nulla è dato al caso..
e mentre scivoliamo come sabbia di clessidra..
nella routine del quotidiano..
ci rendiamo conto..giorno dopo giorno..
di come un incontro,se pur avvenuto in maniera bizzarra..
possa diventare importante..


il treno della vita spesso..effettua fermate fuori programma...
gente che sale..gente che scende..
ma ogni passeggero..che con noi condivide parte del viaggio..
ci donerà qualcosa..
ed alla fine il nostro bagaglio sarà così pesante..
che ci sembrerà impossibile da sostenere..


ma non saremo mai soli sul treno della vita..
ed il cuore... è una valigia..
infinitamente grande...


By Emy



Qualche giorno fa un caro amico ha scritto una semplice frase, in cui parlava di pozzanghere e mondi paralleli. L'associazione in me è stata immediata. Oggi ho ricollegato il tutto e ho ritrovato un cartone animato che per lungo tempo ho amato e che, nel rivederlo alla "veneranda" età di 29 anni, ho scoperto dire molte più cose di me che un trattato psicologico, pur nella sua semplicità a tratti infantile. Com'è giusto che sia, come lo è, d'altronde, una parte importante di me, che tuttora annaspa per ritrovarsi.

Sono giorni strani questi, in cui l'istinto, il senso di impotenza e il dolore che mi spingono a fondo mi hanno portato a stravolgermi completamente, a spogliarmi, finalmente e con fatica, della pesante corazza che la vita mi ha costruito attorno per anni. Oggi pomeriggio, dopo tante lacrime versate e tanta pioggia, ho di nuovo avuto gli occhi lucidi. Stavolta, però, con il sorriso sulle labbra e anche, non lo nego, con qualche risata a cuore aperto.

Per chi non ha paura di tornare bambino e per chi vuole conoscere un'altra parte di me... l'episodio 26 de L'Incantevole Creamy, intitolato "Addio, Poteri Magici". Non dura tantissimo, godetevelo fino alla fine.

P.S. per chi volesse sapere che diavolo c'entra la pozzanghera con tutto questo, ho inserito anche l'episodio 27, "Alla Stella Piumata". Che coincidenza, dopo l'incontro con un dragone e una stella nascente, quell'augurio finale che approfitto per estendere a tutti voi...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: No Return - God Is An Astronaut











23.12.09

DolceAmaro






'Cause it's a bittersweet symphony, this life

Già, puoi dirlo forte!

Try to make ends meet

Mica facile, sai? Però, a volte, ci si riesce... ed è bellissimo!

You're a slave to money then you die

Maledetti soldi, quante volte li ho maledetti...

I'll take you down the only road I've ever been down

Prendimi per mano, e io verrò con te.

You know the one that takes you to the places where all the veins meet yeah,

Sì, conosco bene quel posto. È lì che tutto ha avuto inizio.

No change, I can change

Quant'è difficile cambiare!

I can change, I can change

Ma non impossibile...

But I'm here in my mold I am here in my mold

Ah, non dirlo a me, guarda. Ho anche le ragnatele!

But I'm a million different people from one day to the next

Eccomi qua. Uno, nessuno e centomila.

I can't change my mold No, no, no, no, no

Già, un po' di muffa, ahimè, resta sempre. Che ci vuoi fare?

Well I never pray

Nemmeno io. Non sai da quant'è che non prego. In senso canonico, intendo.

But tonight I'm on my knees yeah I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah

Ah, l'hai detto! Solo la Musica sa. Solo la Musica ti legge dentro, solo lei ti capisce davvero. Senza fare nessuna domanda.

I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now

Purificazione, catarsi e liberazione dal Male, per il tempo di una canzone. Fortuna che hanno inventato il loop!

But the airways are clean and there's nobody singing to me now

Eh sì, cantare per se stessi non è come avere qualcuno che canta per te... Ma sempre meglio di niente, no?

[...]

I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you've ever been down?

Se sono mai stato giù? Se ho mai toccato il fondo, dici? Diavolo, sì! L'ho annusato con queste mie narici. L'ho stretto fra le mani, raschiato con le unghie, accarezzato coi capelli.
Sì, ho sbattuto forte la testa, affondato l'anima nel pozzo nero e profondo che chiamano Dolore.
Ma guardami! Guardami ora.
Sono ancora qui, più forte di prima.

Fragile e potente.
Due ricchezze in un corpo solo.


Questo, amici miei, vuole essere il mio "augurio" per l'anno nuovo e per tutti quelli a venire. Che possiate trarre forza dalle vostre debolezze. Ricaricarvi di nuova linfa vitale attraversando le rapide della vita. Perché con il vostro affetto mi avete aiutato a rialzarmi. E ora mi sento un po' come Richard Ashcroft all'inizio della sua esibizione, il microfono appoggiato al cuore, per lasciarlo parlare...

Un abbraccio grande grande a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi hanno aiutato a crescere.

Buona Vita, ragazzi miei!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Bitter Sweet Symphony - The Verve

19.11.09

So Soltanto Di Non Sapere Nulla





Da Fernando Savater, "Le Domande Della Vita":

"So soltanto di non sapere nulla", dice Socrate, e si tratta di un'affermazione che bisogna prendere - a partire da ciò che dissero Platone e Senofonte su colui che la proferì - in maniera ironica. "So soltanto di non sapere nulla" va inteso così: "Non mi soddisfa nessuno dei saperi di cui siete tanto contenti. Se sapere consiste in questo, io non devo sapere nulla perché vedo obiezioni e mancanza di fondamento nelle vostre certezze. Ma almeno so di non sapere, vale a dire ho degli argomenti per non fidarmi di ciò che viene comunemente detto sapere. Forse voi sapete tante cose come sembra e, se è così, dovreste essere capaci di rispondere alle mie domande e di dissipare i miei dubbi. Esaminiamo insieme ciò che suole essere definito sapere e smontiamo quanto i cosiddetti esperti non possono mettere al riparo dalla tempesta delle mie domande. Limitarsi a ripetere ciò che comunemente si pensa di sapere non significa sapere veramente. Sapere di non sapere è preferibile a credere di sapere qualcosa su cui non abbiamo riflettuto a fondo personalmente. Una vita priva di riflessione, vale a dire la vita di chi non pondera le risposte che vengono date alle domande fondamentali, né tenta di rispondervi da solo, non vale la pena di essere vissuta".

È venuto fuori questo passaggio, mentre cercavo, aprendo il libro a caso, un'ispirazione per scrivere qualcosa per una persona preziosa, che ha dimostrato di saper andare oltre, di saper donare affetto e amicizia a prescindere da chi si è e da cosa si fa nella vita di tutti i giorni. Una persona che sa cosa significhi nel concreto il detto l'essenziale è invisibile agli occhi.
Dopo aver saltato i primi due passaggi del libro che mi si sono parati davanti agli occhi, al terzo tentativo ho trovato questa riflessione su un famoso detto di Socrate. Il Caso/Caos non poteva darmi risposta migliore! Sia perché ho sempre sposato in pieno le parole di Socrate, sia perché la persona di cui parlo agisce nel concreto come un filosofo, senza esserne neanche lontanamente consapevole. Non si accontenta mai delle risposte, né delle sue, né di quelle dettate del pensare comune, ma cerca sempre e instancabilmente la sua verità.

Ora ti attende un trapezio dondolante. Dovrai lanciarti e acchiapparlo al volo.
Non avere paura, è già tuo!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Everybody's Talking - Henry Nilsson

5.11.09

Soul Brothers, Soul Sisters






Now I'm out here on this road,

alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me...

L'etere mi parla, ma non come a te. L'etere mi parla, ma io non sono come te.
Io, le voci, le sento davvero. E che bello che sia stato oggi.
Oggi che adesso è ieri e tra poco spunta il sole.

La mia famiglia mi ha tradito, pugnalato, annientato. Migliaia di chilometri cancellati in un secondo, il male, se vuole, ti raggiunge in capo al mondo.
Le colpe delle madri ricadono sulle figlie. Ma io mi chiamo fuori.
Ce l'ho messa tutta, ma ora so chi sei. Ti ho visto nella giusta luce e non ti riconosco più.
Tu hai perso la fiducia in me, ma non mi hai mai ascoltato, conosciuto, capito.
E io? Per amor tuo ti ho perdonato tante indelicatezze, ma ora no.
La tua malattia non può essere un alibi per calpestare i sentimenti altrui. C'è un'altra persona, ben più a terra di te, che non ha mai messo se stessa sopra tutto il resto.
Nel suo letto di sofferenza ha sempre un pensiero per me. E nelle sue vene non scorre nemmeno il mio sangue.

Da oggi basta, voglio avere il coraggio di dire no. Di dirti no, perché mi hai levato la linfa, mi hai lasciato ansimante, in preda alla paura di accuse immeritate.
Solo una cosa mi rimprovero, l'ambiguità. Mi sono vista, guardandomi indietro, ripercorrendo il mio cammino al contrario. Ora so che da allora ho cominciato a proteggermi in un modo strano. Metto le mani avanti, e invece della linea retta, costruisco una girandola infinita, mi complico la vita. In tutti i campi. E mando segnali contrastranti, che vengono puntualmente male interpretati.

Ora basta. Che mi serva da lezione. Il coraggio delle proprie azioni. Le inevitabili selezioni.
Una sensibilità da preservare, senza un mistero da alimentare.
Un amore sincero, per le persone che lo meritano davvero.

Oggi ho perso una famiglia, ne sto costruendo una nuova.
E tu, amore mio, che sei con me da allora, non devi avere paura.
Amore è condivisione, arricchimento, non sostituzione.
Voglio tendere una mano, a chi ha guardato Oltre.
Questa è la mia Famiglia.
Nulla a che vedere con il sangue.

Mi deluderà? Li deluderò?
Forse sì.
O forse no.
Ma ho deciso che voglio amare.
E saper lasciare andare.

Un albero genealogico monco, marcio, paranoide, come lo hai definito tu oggi, non può più essere raddrizzato. Io, da sola, non ne ho più la forza.
Ma sto arando il terrendo, estirpando le vecchie radici piene ormai di metastasi.
Non posso obbligarvi ad amarvi, ad amarmi.
Ma per il mio albero che verrà, la terra dovrà essere sgombra.
Non permetterò a niente e a nessuno di rovinare la nuova vita che mi scorre dentro.
E per questo devo essere forte.
Ritrovare l'energia che ho perso, e che tu oggi hai continuato a succhiare, lasciandomi esanime.

Chiudo gli occhi e sento le vostre mani tra le mie.
Ce la faremo insieme.
Supereremo questa nebbia e la lasceremo cadere.
Non so dove sto andando.
Ma non voglio andarci da sola.
Voi, venite con me.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Blood Brothers - Bruce Springsteen

We played king of the mountain,
out on the end.
The world come chargin' up the hill,
and we were women and men.
Now there's so much that time,
time and memory fades away.
We've got our own roads to ride,
and chances we got to take.
We stood side by side,
each one fightin' for the other.
We swore until we died,
we'd always be,
blood brothers.

Now the hardness of this world,
slowly grinds your dreams away.
Makin' a fool's joke,
out of the promises we made.
And what once seemed black and white,
turns to so many shades of gray.
We lose ourselves in work to do,
work to do and bills to pay.
And it's a ride, ride, ride,
and there ain't much cover.
With no one runnin' by your side,
my blood brother.

On through the houses of the dead,
past those fallen in their tracks.
Always movin' ahead,
and never lookin' back.

Now I'm out here on this road,
alone on this road tonight.
I close my eyes and feel so many friends around me,
in the early evening light.
In the miles we have come,
in the battles won and lost,
are just so many roads travelled,
so many rivers crossed.

Now I ask God for the strength,
and faith in one another.
'cos it's a good night for a ride,
cross this river to the other side,
my blood brother...

3.11.09

Il Volo Leggero Del Gabbiano





ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano

mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere

fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa

non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza

spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare

perché chi merita,
lo si deve amare!

Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.

Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

30.10.09

Will The Icicle Ever Melt?






Consumarti dentro, bruciare dall'interno. Il dolore è una fiamma invisibile, un fiume di parole che riesci solo a scrivere. Foto di facce sorridenti ti parlano del darsi, che a te ancora non riesce. "Solo per pochi". E c'è chi ancora aspetta. Ma perché?

Guardia alta. Questa è la risposta. Non te ne eri mai resa conto, finché lei non ti ha letta dentro, riconoscendo sé dentro di te, come in uno specchio. E allora ricordi quella stanza, i tuoi diciotto anni, un ostello, un gioco semplice, una bottiglia di vino da cui non hai bevuto, un letto a castello.

Ogni giro, una domanda. Ogni domanda, un sorso di vino. Tutti seduti in cerchio, sul pavimento. Tranne te.

"Scendi dal trespolo, siedi in mezzo a noi. Bevi questo vino, condividi la bottiglia!".

Eri così anche allora, incapace di lasciarti andare. E rimanesti così, ad osservare la spensieratezza da lontano, bramandone, non vista, la grazia e la leggerezza.

Una domanda, un'unica potente domanda è tutto quello che sei riuscita a esprimere di te quella notte, e a distanza di anni ancora racchiude tutto intero il senso del tuo scrivere qui oggi, in questo spazio virtuale, gelido caminetto delle emozioni che ti porti dentro.

La ferita dieci anni fa ti aveva già segnato, amplificando la tua forzata distanza, il tuo metterti al riparo da un mondo che insieme ti attrae e ti terrorizza, inchiodandoti a un comportamento che ti fa sentire idiota. Un'aliena, ingiustamente algida e distaccata, mentre un vulcano continua a eruttarti dentro. "Solo per pochi", fra i quali ci siete anche voi, che passate di qui, donandomi un po' del vostro tempo e delle vostre emozioni.

Succede lo stesso anche con gli amici più stretti. Quei silenzi improvvisi, carichi di paura di risultare pesante, eccessiva, in un Dolore tanto grande che temi possa allontanare chi ti è vicino. Quel tacere che non è sfiducia, né distanza, ma terrore che il Male che hai dentro possa saturare la stanza.

Allora chiedi solo un segnale, uno soltanto, che dentro di te possa rimuovere il blocco, per essere te stessa, per abbassare la guardia, lasciar baluginare la fiamma e diradare finalmente la nebbia.

In silenzio preghi che l'Amore di tutti e il tuo Amore per gli altri possa attraversarti tutta intera, come quest'acqua che lasci scendere copiosa, in uno scroscio bollente da cui non riesci a staccarti, fino al punto da rannicchiarti come un bozzolo bianco che attende con fiducia di rinascere alla Vita.

Sai che l'acqua è un bene prezioso, come l'amore, e non vuoi sprecarla. Ma il calore ti scuote dentro fino a farti tremare. Ti riporta indietro, lì, dove è cominciato tutto.

L'Amore Infinito si fa condensa, e il silenzio si fa casa per i tuoi singhiozzi.

Stai piangendo, ma di paura e gratitudine.

Che il mio amore possa raggiungervi, ad ogni latitudine!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Wish You Were Here - Pink Floyd

12.10.09

Radio Prisma Special Edition: Trozitos De Emoción
























Cari amici, vi presento la mia ultima creatura per Radio Pazza, frutto di un vero parto, tecnicamente parlando... Non è stato facile, con i mezzi a disposizione, conciliare una voce forte e squillante con la voce più bassa e pacata della sottoscritta. Ma la mia testardaggine e la mia voglia di concludere dignitosamente quello che avevo cominciato hanno avuto la meglio anche sul sonno. Le mie occhiaie ne sono testimoni. :) Spero ne sia valsa la pena!

Prima puntata in coppia per Dj Prisma, che vi presenta la blogger Ishtar de Il Piacere Del Creare!

Il tempo vola in fretta, tra musica e chiacchiere, emozioni e speranze, vicinanze e lontananze, che si legano alle onde sonore in una misteriosa alchimia.
La potenza delle parole e' la pozione magica di due amiche 'streghe' che cercano insieme la strada verso la luce...

Buon ascolto!

Yuki AKA Dj Prisma TBFKA Museum

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PLAYLIST:

RODRIGO Y GABRIELA – LIBERTANGO
ANTONY AND THE JOHNSONS – HOPE THERE'S SOMEONE (Lyrics - Testo)
TAZENDA feat. GIANLUCA GRIGNANI – PIOVE LUCE (Lyrics - Testo)
ANTONELLO VENDITTI – MIRAGGI (Lyrics - Testo)
EROS RAMAZZOTTI – PARLA CON ME (Lyrics - Testo)
THE KILLERS – CAN YOU READ MY MIND? (Lyrics - Testo)
ELTON JOHN – COME DOWN IN TIME (Lyrics - Testo)
MERCURY REV – THE DARK IS RISING (Lyrics - Testo)
NEFFA – LONTANO DAL TUO SOLE (Lyrics - Testo)
GIANNA NANNINI – MALEDETTO CIAO (Lyrics - Testo)
RAIZ – SCEGLI ME (Lyrics - Testo)



Se non si sente o il player non funziona puoi scaricare Radio Prisma in formato mp3. Oppure clicca qui per ascoltarci col tuo player preferito.
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7.10.09

Incubatrice






06/10/2009

Continuo a emozionarmi, l'Amore mi sboccia dentro, ogni giorno di più.
Il Cosmo è un richiamo affascinante.
Se solo sapessi che sono riuscita, nel mio piccolo, a contagiare chi mi orbita accanto trasferendo parte dell'energia che mi scorre tra le mani, nei pensieri, nella testa, allora benedirei tutto il Dolore che ho provato, la Paura, il Terrore e quel maledetto Buco Nero chiamato perdita dell'innocenza, della serenità, della speranza.

Una forza più grande guida la mia mano. È l'Assoluto, che tento malamente di "imbrigliare" in poche parole inadatte, che mi aiutano a rimanere a galla in questo oceano senza tempo che mi vive dentro.

Un anno fa ero colma di rabbia, nevrosi e frustrazione. Sentivo che ero a un passo dall'implosione, nervi a fior di pelle, il peggior esempio di somatizzazione.
Cosa mi sta succedendo?

Nel mio respiro sento il tuo. E il tuo. E anche il tuo. E tutti insieme si fanno vento e spazzano via la Solitudine dell'Anima, ma solo quando soffiano nello stesso momento.
Maledico la forza di gravità e questo corpo mortale, e li amo in silenzio.
Se fossi particella ruoterei all'Infinito e mi scontrerei con tutte voi, fino a scatenare un moto d'anime, a innescare la bomba atomica del pensiero, l'eruzione di una rivoluzione interiore, il Big Bang della resurrezione di un'umanità martoriata.
Non smetterei mai. E anche se combatto ogni giorno con le necessità terrene, con lo specchio e le mie mani violente, quale tragica punizione!, tu vivi in me e io vivo in te, e insieme faremo grandi cose.

Nei secoli dei secoli.
Noi, siamo.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Senses Working Overtime - XTC

Hey, hey,
The clouds are whey.
Theres straw for the donkeys,
And the innocents can all sleep safely,
All sleep safely.

My, my,
Sun is pie.
Theres fodder for the cannons,
And the guilty ones can all sleep safely,
All sleep safely.

And all the world is football-shaped
Its just for me to kick in space
And I can see, hear, smell, touch, taste
And Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure
And the church bells softly chime.

Hey hey,
Night fights day.
Theres food for the thinkers,
And the innocents can all live slowly,
All live slowly.
My, my,
The sky will cry
Jewels for the thirsty,
And the guilty ones can all die slowly ,
All die slowly.

And all the world is biscuit-shaped,
Its just for me to feed my face,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in.
Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to taste the difference,
tween a lemon and a lime,
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime,

And birds might fall from black skies,
And bullies might give you black eyes,
But to me its very, very beautiful
(englands glory!)
Beautiful
(a striking beauty!)

And all the world is football-shaped,
Its just for me to kick in space,
And I can see, hear, smell, touch, taste,
And Ive got one, two, three, four, five,
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to tell the difference
tween the goods and grime
Turds and treasure
And theres one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to take this all in
Ive got one, two, three, four, five
Senses working overtime
Trying to taste the difference
tween a lemon and a lime
Pain and the pleasure,
And the church bells softly chime.

3.10.09

Affresco






Un posto interiore da chiamare Casa.
Quel riconoscersi in un fremito d'Anima.
Un meraviglioso affresco di Parole.
Un'identità altra. Che va oltre il quotidiano.
Un'umanità che riesce ancora a sorprendermi.
Che mi fa sorridere beota,
alla faccia della marmaglia idiota!

C'è speranza per Noi, signori!
Se non son Rose, saran comunque Fiori!


Soundtrack: Painter Song - Norah Jones

2.10.09

Mystery Repeating






"[...] La sincronicità ha varie forme: in generale è nota per connettere il particolare stato d'animo di una persona con un evento simultaneo ricco di significato, e con una funzione di guida per la vita di quella persona. Ma è anche un fenomeno in grado di coinvolgere una grande collettività di individui, e in sé se ben compreso e vissuto nella sua giusta luce può essere il principale strumento trasformativo dell'umanità nel suo insieme. Studi cruciali di meccanica quantistica ci mostrano in maniera indubitabile che a certi livelli, a partire dal mondo microscopico delle particelle elementari, la realtà fenomenica che normalmente noi esperiamo sequenzialmente in forma di causa e di effetto, ha alla sua base una matrice in cui il principio di causalità cessa di esistere. Il mondo quantico nella sua intima natura mostra che il grande disegno che regola l'universo nella sua totalità è in realtà una danza infinita, in cui tutte le particelle che costituiscono la materia stessa sono tra loro sincronizzate e armonizzate in un continuum che va ben al di là del tempo e dello spazio. La matrice della nostra realtà è spirituale, mentre la nostra realtà è anche come noi possiamo e vogliamo crearla, dal momento che proprio gli eventi sincronici sembrano ricordarci che noi non siamo passivi osservatori di un freddo universo a orologeria, ma anche attori della creazione. La nostra psiche è quel mezzo che ci permette a ogni momento di ricordare chi siamo e di cosa siamo parte, e per uno strano meccanismo essa sembra coincidere con la materia nelle forme più elementari come le rileviamo nel mondo dei quanti. In questa breve trattazione si cercherà di mostrare che la sincronicità non è una coincidenza casuale o un'illusione di bambini mai cresciuti, ma che essa ha precise radici scientifiche nella mente di due grandi geni della prima metà del '900, che proprio per sincronicità si incontrarono per costruire - su base interdisciplinare - un modello che spiegasse uno dei più grandi misteri che costituiscono l'esistenza umana. Forse quei due uomini si incontrarono proprio per rispondere a un impulso inconscio dell'umanità nella sua interezza, proprio nel momento in cui essa iniziava ad attraversare un periodo di incertezza sulla sua reale identità nella globalità. Era il periodo in cui l'uomo stava iniziando a esperimentare l'energia atomica e a presagire gli effetti apocalittici che poteva portare se l'umanità non avesse ritrovato se stessa. Questo libro è dunque soprattutto incentrato sulle figure del grande psicologo analitico svizzero Carl Gustav Jung e del grande fisico quantistico austriaco Wolfgang Pauli, e di come nacque e si sviluppò il loro sodalizio nell'arco di vent'anni. Essi unirono il loro sapere per poi maturare la convinzione che la sincronicità è un fenomeno che unisce la pische alla materia, ma soprattutto che essa è l'elemento che dimostra che l'universo, composto di questa dualità, non si esplica a caso, ma è strutturato per la Vita e per la consapevolezza. Le ricerche di fisica quantistica di Pauli mostrano da sole che la sincronicità è intrinseca alla stessa materia quando essa è osservata nel dominio quantico, come se la danza delle particelle fosse un perenne connubio con una mente superiore. Le ricerche di Jung collocano nell'inconscio collettivo la vera radice dello spirito umano e la reale matrice degli archetipi e principale origine delle sincronicità che interessano simultaneamente uno stato psichico e un evento esterno. Si illustrerà il grande progetto di Pauli di creare una nuova scienza psicofisica in grado di unire l'uomo al cosmo, un progetto nato da un'esplorazione profonda nei labirinti della sua stessa sfera psichica [...]".

Questa è l'introduzione a uno dei libri che ho ordinato venerdì scorso, a seguito di una catena di piccoli eventi sincronicistici che mi hanno fatto venir voglia di riprendere un percorso interrotto un paio di anni fa. Si intitola, appunto, Sincronicità - Il legame tra Fisica e Psiche da Pauli e Jung a Chopra, e l'autore è Massimo Teodorani.
Non so quando e come troverò il tempo per leggere i libri che mi sono regalata. Ma so che lì si nasconde parte di quello che non sapevo di cercare, ma di cui sento di aver bisogno.
Perché lo scopo per cui sono a questo mondo, in questo preciso momento, con queste specifiche sembianze, corporee e incorporee, non è solamente tirare a campare. Ma è scoprire. Emozionarmi ed emozionare.
I soldi non mi hanno mai interessata. E allora mi sta anche bene che il Sogno sia per ora finito in stand by. Perché la sua vera natura non è portarmi al benessere economico. Ma permettermi di comunicare quello che ho dentro. E, in qualche modo, ho trovato altre vie per farlo.

Il futuro è già qui.
Nei piccoli passi che mi fanno muovere anche da ferma.
Nelle piccole magie che ho imparato a cogliere.
Nelle persone speciali che, volenti o nolenti, mi stanno aiutando a crescere.

Un grazie di cuore a tutte voi, anime sorelle!


Soundtrack: Noah's Ark - CocoRosie