21.11.11

Perdersi... In Un Bicchiere D'Anima


E ora, da brava bambina, stilerò una lista delle 'cose' che mi rendono felice, così che la smetterò di pensare sempre che mi manca qualcosa.
(By the way, it seems that I definitely have some issues with job & money, seen all the stupid mishaps I'm experiencing since the beginning of the journey...)

Le elencherò in ordine sparso, così come mi vengono in mente.

1- Guidare la macchina di mio padre. Ora che ho anche una pseudo autoradio cineseria mezza scassata, è ancora meglio! Mi piace farlo di notte. Da qualche tempo la pratica sembra aver lavato via quell'ansia lancinante che mi coglieva ad ogni curva buia e tempestosa, rendendo il percorso una lunghissima quasi apnea condita da fitte allo stomaco. Ora, intemperanze della mia vecchietta a parte, riesco a dominarla più o meno egregiamente e la cosa mi fa sentire poteNte! Mi capita di ridere sotto i baffi, nel notare che inequivocabilmente le mie mani e le mie gambe si dispongono più o meno esattamente come le posizionava mio padre, quasi che la sua essenza si incarnasse in me mentre sono al volante. Non so spiegarvelo, ma in quei momenti è come se vegliasse su di me e mi sembra di vederlo mentre sorride orgoglioso della sua fillolla. Il giorno prima che se ne andasse, lo ricordo bene, tra le poche frasi che la mancanza di ossigeno gli consentivano di pronunciare, rivolto al mio compagno aveva detto con soddisfazione: "Hai visto come guida bene?". Cuore di babbo! E dire che l'anno scorso non è che fossi ancora proprio una cima... avendo iniziato a guidare praticamente da un paio di mesi, da quando cioè aveva avuto bisogno di me per andare a fare le visite e poi la chemio.
Sono felice di aver deciso di tenere la sua macchina, seppur già maggiorenne e in odore - a detta di altri - di rottamazione. Che vi devo dire, io a quella macchinuzza lì, ci voglio proprio bene! E' un gioco che facevamo insieme da quando ero bambina, quello di personificare l'auto di famiglia, dandole persino un nome. Ora che ci penso, questa non ce l'ha. Mi diverto solo a chiamarla 'la mia vecchietta' e a immaginare che mi risponda: "Senti chi parla!".

2- Guardare i miei nipoti che giocano insieme. La piccola che abbraccia il cugino grande. Entrambi che lottano sul divano. Lei che mi cerca per disegnare animali strambi frutto della mia mente bacata (il coniglio antropomorfo ad oggi è quello che ha riscosso il maggior successo) o per giocare a memory, stracciandomi sempre, ca va sans dire. E poi mi ricordo di quando il grande era piccolo e abbracciava me. Quei momenti mi mancano a bestia, lasciatemelo dire.

3- Cucinare. Ebbene sì! Ho iniziato a farlo da quando sono andata a vivere col mio compagno. Ogni giorno provo qualcosa di diverso. Ho bisogno di novità, altrimenti mi passa la voglia. Combino gli ingredienti aiutandomi con google e i ricettari ospitati in rete. Adoro godere del calore della fiamma mentre respiro l'odore che di volta in volta le pietanze e i loro condimenti liberano nell'aria. E ancor di più adoro vedere che il risultato viene gradito e divorato con gusto!

4- Ritrovare amici dopo settimane di silenzio o impegni e sentire che niente è cambiato. E' la piacevole sensazione di non dover spiegare niente perché chi mi sta davanti sa già e non ha bisogno di parole.

5- Leggere le parole che un'anima affine ha lasciato libere di essere percorse, sentendo rinnovarsi ad ogni frase la gioia di riconoscersi e il privilegio di poterne godere.

6- Incontrare per caso un libro che chiama proprio me. Mi basta guardarne la copertina per sapere che non posso sottrarmi. In quel momento è il puro istinto a guidarmi, lasciando da parte quell'odioso, perverso meccanismo che trasforma da sempre il piacere in dovere, impedendomi di godere del bello e del buono della vita.

7- Posare lo sguardo per la prima volta su un volto, un paesaggio o un dettaglio e sentirne l'immensità per un lungo interminabile attimo. Ultimamente le occasioni per provare questo tipo di emozioni stanno diminuendo. Urge moltiplicarle.

8- Camminare per le vie del quartiere in cui ho abitato per trent'anni a braccetto con mia madre, sentendo, per la prima volta dopo tanto tempo, che niente di male sta per accadere e aggrapparsi il più possibile a quella sensazione di normalità, sapendo che non durerà a lungo.

9- Ricevere una lettera o una cartolina, e percorrere con il dito il rilievo prodotto sulla carta dalla calligrafia di chi me le ha inviate. Rigirarmele tra le mani. Avere la percezione tangibile dell'affetto e della presenza di persone preziose nella mia vita.

10- Guardare un film che è al tempo stesso carezza e pugno nello stomaco. Uscire dalla sala annientata e sottosopra, e ripensarci per giorni.

Vi sono altre cose che riempiono la mia vita, ma ne sono gelosa e non le scriverò qui.
Anche se questo blog ormai non lo legge più nessuno, penso che sia sempre meglio tenere qualcosa per sé (o illudersi di farlo), no?


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: I'd Rather Go Blind - Beth Hart and Joe Bonamassa


1 commento:

Carolina Venturini ha detto...

Quante belle cose. A volte la felicità si trova così vicino a noi... se solo non guardassimo sempre alle cose che ci mancano.