Ogni domenica alle 21:30 su Rai Tre - le puntate sono sempre disponibili sul sito web della trasmissione.
POCHI, MA BUONI!
19-24 maggio 2011
Il mio podcast speciale per Radio Pazza, dedicato al Festival Internazionale di Poesia Parola Nel Mondo. Per ascoltare e/o scaricare il podcast in mp3, clicca sull'immagine.
Accendete le casse...
...o voi ch'entrate! :)
Copyright
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"Scrivere è una masturbazione pubblica continua. Nudo, puro e crudo, il buon scrittore non si censura né ammette censura, è libero da tabù, stili, religioni, spazi, tempi o patrie, li sposa tutti e nessuno. Asessuato, puttana e santo, crea il nuovo nel già creato, entra nel tronco e pensa da tronco, nel cane e piscia da cane, gode dove altri soffocherebbero, sente e vede dove altri oserebbero solo spiare dal buco della serratura."
"Con una tale mancanza di gente coesistibile come c'è oggi, cosa può fare un uomo di sensibilità, se non inventare i suoi amici, o quanto meno, i suoi compagni di spirito? "
Fernando Pessoa.
Se Vuoi Qualcosa...
"Se vuoi qualcosa devi prima mostrare i tuoi occhi. […] Anche se si dispone di tutti i mezzi di comunicazione immaginabili, nulla – assolutamente nulla – può sostituire lo sguardo dell'essere umano."
Paulo Coelho.
Autopsicografia
"Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive, nel dolore letto sentono proprio non i due che egli ha provato, ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore."
Fernando Pessoa.
Di là, più oltre...
"Al di là di te ti cerco. Non nel tuo specchio e nella tua scrittura, nella tua anima nemmeno. Di là, più oltre."
Pedro Salinas.
LA VOLPE... E L'UVA
- Adoro il viola! - Ma il viola porta sfiga agli artisti. - E sti cazzi! Io mica sono un'artista.
"Tutte queste situazioni le ho conosciute e vissute io stesso, e tuttavia da nessuna di esse è sorto un personaggio che sia me stesso col mio curriculum vitae. I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità che non si sono realizzate. Per questo voglio bene a tutti nello stesso modo e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato. È proprio questo confine superato (il confine oltre il quale finisce il mio io) che mi attrae. Al di là di esso incomincia il mistero sul quale il romanzo si interroga. Un romanzo non è una confessione dell'autore, ma un'esplorazione di ciò che è la vita umana nella trappola che il mondo è diventato". M. Kundera.
"Per Sabina vivere nella verità, non mentire né a se stessi né agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell'istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità. Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna. Sabina disprezza la letteratura nella quale gli autori rivelano ogni piega intima di se stessi e dei loro amici. L'uomo che perde la propria intimità perde tutto, pensa tra sé Sabina. E l'uomo che se ne sbarazza di sua spontanea volontà è un mostro. Per questo Sabina non soffre per nulla di dover tenere nascosto il proprio amore. Al contrario, solo in quel modo può vivere nella verità. Franz invece è convinto che nella divisione della vita in sfera privata e sfera pubblica sia contenuta l'origine di ogni menzogna: l'uomo è una cosa in privato e un'altra in pubblico. Per lui, vivere nella verità significa abbattere la barriera tra il privato e il pubblico. Gli piace citare la frase di André Breton che diceva di voler vivere in una casa di vetro dove nulla è segreto e ognuno può guardare." M. Kundera.
2 risposte:
auguri tesoruccia,auguri a te :)
Grazie dolce amica... :)
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