22.4.09

A Volte Un Dito Non Basta... (e non pensate male!)

Avete presente la leggenda del bambino olandese che una notte salvò il suo paese dall'inondazione tenendo un dito nella falla che si era venuta improvvisamente a creare in una diga?

Impossibile per lui muoversi, nonostante il freddo e la paura: la furia dell'acqua avrebbe travolto tutto e tutti, senza alcuna pietà.
E così, a soli dieci anni, Hans Brinker si ritrovò sulle spalle un peso molto più grande di quanto potesse sopportare.

Quando si infila il dito in una falla non ci si domanda perchè. Spesso non si ha nemmeno il tempo per pensare. Lo si fa e basta. O il dito o la vita.
Salvo poi razionalizzare il proprio gesto a posteriori e rendersi conto di essere finiti in trappola, senza nemmeno l'alibi di un'appetitosa esca.

Alcuni di noi restano così per anni, il dito incancrenito e ormai insensibile. Perchè il guaio è questo, poi. Non la posizione scomoda, non l'impossibilità di muoversi. La vera maledizione è la simbiotica fusione con la diga che ci illudiamo di tenere a bada. Non esistiamo più senza di lei. Non riusciamo più nemmeno a figurarci una vita lontano da lei. Siamo diventati
quella diga. E la vita prima di lei ci sembra un oscuro e lontano mito, troppo bello per essere vero.

Il
breakdown point è sempre più vicino.
Quanto ancora potremo resistere?

Non lo sappiamo.
Nessuno può saperlo.

Che fare? Staccare quel dito e correre fino a sentirsi rimbalzare il cuore nella gola, costringendoci a non guardare mai indietro, sforzandoci di ignorare le urla strazianti delle vittime che ci si lascia inevitabilmente alle spalle?
O rimanere fermi, inchiodati al proprio dèmone, le gambe tremanti per il freddo e la fatica, ad attendere, invano, l'arrivo dei soccorsi?

Difficilmente ricordo i sogni al mattino, ma da quando faccio suonare la sveglia in due tempi ho ricominciato a farlo. Amara constatazione, in molte delle mie 'pellicole notturne' ci sei tu. E scopro con terrore che il tormento diurno si prolunga subdolamente anche la notte. Chissà da quanto tempo è così...
Sai una cosa? Nemmeno in sogno trovo la forza per ribellarmi. Se mi concentro, posso ancora sentire le tue dita attorno al collo. Quale segnale più eloquente di questo...

Corri bambina! Scappa, finchè sei in tempo!

Parole al vento, che fingo di non sentire.

La tua sola presenza, ormai, mi destabilizza. Un impercettibile spostamento d'aria e il caffè appena fatto si rovescia irreparabilmente. Quello che prima era bianco, ormai non lo è più da tempo. In silenzio, ripulisci il danno e ricominci da capo.

Sospiri. Nemmeno tutto l'Amore del mondo potrà salvarti. Ogni giorno senti crescere quel dannato polipo nel tuo stomaco. Ad ogni ondata di paura ingrossa i suoi tentacoli, lo senti muoversi, viscido, dentro di te.

Che fare?

Avevi in mente un piano B, per salvare capra e cavoli. Ma i tempi di preparazione continuano a dilatarsi e senti che presto dovrai decidere se correre per salvarti o lasciarti sommergere dall'esondazione.
Una cosa è certa, la diga non deve diventare un alibi per i tuoi fallimenti. E, soprattutto, non deve essere il centro propulsore di pericolose dipendenze, da cose e persone. Non ultimo: nessuno dovrà mai soffrire a causa dei tuoi dèmoni. Nessuno. Meglio tenere alla larga chi non è ancora stato contagiato.

Intanto, cominciamo dal piano B di oggi. Zaino in spalla, un asciugamano, la tua musica, un libro, una moleskine e una penna nuove di pacca, regalo natalizio che non hai ancora avuto il coraggio di inaugurare, e - last but not least - le tue scarpe da combattimento.
Il Mare, quello vero, ti sta già aspettando...

Soundtrack: Boa Sorte - Vanessa Da Mata Feat. Ben Harper


Nota Postuma
Alla Musica, già splendida di per sé, si sposa un bellissimo testo che, tradotto, suona più o meno così:

BUONA FORTUNA

E' tutto qui
non c'è più niente da fare
è finita
buona fortuna
non ho niente da dire
sono solo parole
e quello che sento
non cambierà

(REFRAIN)
Tutto ciò che vuoi darmi
è troppo
è pesante
non c'è pace
tutto ciò che vuoi da me
irreali
aspettative
sleali

Anche se ti trattieni
voglio che ti curi
da questa persona che ti consiglia
C'è un distacco
vedi la cosa da questo punto di vista
esistono tante persone speciali

Ora stiamo cadendo, cadendo, cadendo nella notte...
Un incontro è fatto di due



5 commenti:

Mio ha detto...

Spero, se l'intento era di prendere un po' di sole, che la giornata non sia stata uggiosa.
Bel dilemma, scappare o restare ad aspettare. Che poi non credo sia fuggire o affrontare ma solo cercare la stessa fine con modalità differenti. Se si vuole chiudere i conti bisogna affrontare sempre i demoni ahimè. Il prossimo mese vorrei provarci, spero di riuscirci, il mio fuggire mi sembra senza senso, l'evidenza mostra che sono circondato. Spero che fermandomi e parlandogli che non ferirò nessuno.
A presto,

Roberto

Radio Pazza ha detto...

AHIAHAIHAIHAIAHAIIII ... Conosco questo pezzo e so come fa sentire. Però è sana crescita!
In bocca al loop e goditi il mare.

Bak

ps. Salutami Nettuno, digli che fra un pò arrivo ...

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@Mio: era un po' nuvoloso, ma alla fine il sole ha fatto capolino! Menomale. La mare-terapia mi ha fatto davvero bene...

@Bak: ci sono stata ieri... Però se riesco a farci una scappata pure oggi te lo saluto senz'altro!

diamonds ha detto...

"l'abisso non ci spaventa.L'acqua è più bella quando cade dall'alto"

youtube.com/watch?v=_u2Pd2x6XBU

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

@diamonds: Vero! Ma lo sai che proprio stamattina ho scritto qualcosa a proposito dell'abisso? Mi sa che sarà il mio prossimo post...

Che bello! Un'altra chicca musicale! Ma lo sai che non la ricordavo? Grazie!