4.12.07

A Volte (Forse) E' Meglio Non Sapere?



Spesso penso a una moltitudine di fatti, storici e presenti, personali e universali, realmente vissuti o mediati. Non posso fare a meno di giungere, a volte, a conclusioni terribilmente pessimistiche, retaggio di una qualche vita precedente in cui devo aver vissuto esperienze tali da rendermi più fatalista di quanto la mia naturale inclinazione sognatrice giustificherebbe. Arrivo a credere che forse penso troppo e che l'aver avuto accesso alla conoscenza ed averne elaborato a tal punto gli stimoli, abbia sviluppato in me uno spirito critico di cui sostanzialmente vado fiera, ma che a volte assume le pericolose sembianze di un'arma a doppio taglio. L'aver aperto il vaso di Pandora delle umane miserie non ha contribuito a renderle ai miei occhi meno innocue. Nei momenti di maggiore disillusione finisco per convincermi che sarebbe stato meglio non aprirlo mai quel maledetto vaso.

Sans souci
: questa è la soluzione giusta.

Ma sono pensieri che durano meno di un attimo. Mi scaldo all'umano calore delle anime sorelle che ho avuto ed ho ancora la fortuna di incontrare lungo il mio cammino, per caso o per volere del destino. Traggo la mia forza da tutti i sogni che mi accompagnano da sveglia. Mi rialzo in piedi grazie all'incancellabile sensazione di stare camminando sulla strada giusta.

Sento che sono destinata a fare qualcosa di grande. E quando dico grande, non parlo di imprese eroiche o di sopravvivere per fama alla mia stessa morte. So con certezza irrazionale che la mia anima troverà il suo posto nel mondo. E che non potrei mai rinunciare alla conoscenza, per quanto dolorosa possa essere. Sarà allora che mi accorgerò che in fondo a quel vaso era nascosta anche la speranza...

Soundtrack: Succederà - Bandabardò

Ore: 5:29 AM

8 commenti:

digito ergo sum ha detto...

Io applaudo. In silenzio. Al buio. Alle tue spalle. Non girarti. Non rovinare tutto. Goditi il mio umile e sentito applauso, senza sapere da chi arrivi. Grazie. Brividi. Ancora.

Sotto ha detto...

Oh, posso condividere tutto? tranne il genere femminile? In fondo è proprio così, si soffre, si perde, ma si SA. Ed è una cosa che non ti abbandona e che non puoi abbandonare, il sapere.

krepa ha detto...

a volte meglio non sapere, ma altre sapere ci può far risparmiare tempo, anche se fa sicuramente male

Prescia ha detto...

la sensazione che provavo oggi....credo si adatti bene alle tue parole...
correre...correre...correre e non voltarsi mai....e spaccare i muri...anche controvento...

sono d'accordo con krepa...
capire fa male...sapere fa male...
ma forse..in fondo...è meglio così...
besos!

MusEum ha detto...

Brividi. Le tue parole. Gradite. Inaspettate. Meritate? Mi inchino. Raccolgo l'applauso. Lo custodisco nel cuore. Grazie, Digito.

Sotto, certo che puoi condividere, ne sono onorata. Felice di aver saputo esprimere un sentimento comune. Il sapere, sì, non ti abbandona mai. E' il saper sapere che a volte si dimentica...

Krepa, come darti torto... Il tempo è forse la cosa più preziosa che abbiamo. Tempo di sapere chi siamo, cosa vogliamo, con chi lo cerchiamo... Meglio non sprecarlo inseguendo false chimere.

Prescia, ben tornata :) Vorrei tanto imparare a correre gettando ogni tanto lo sguardo indietro, per sorridere rivedendo com'ero e anche piangere ritrovando il dolore che mi ha permesso di essere quella che sono... E mentre corro sentire il vento fendermi il viso e sospingermi oltre. E quando il vento mi soffierà contro, vorrei non fermarmi e imparare a spingere ancora di più, portando i miei passi incontro al mio sogno.

daniela ha detto...

Io credo che sapere sia sempre la scelta migliore. La verità non fa paura, è il contrario che crea mostri. Conoscere è un'esigenza e chi ce l'ha non può rinunciarvi a nessun costo, non deve.
Sono i mille veli Maya dell'illusione che coprono la realtà e fanno sembrare terribile ciò che non lo è.
Continua sulla tua strada mia cara Museum, la speranza c'è già. :-)

angelo ha detto...

Cercavo un punto dal quale iniziare a scrivere sul tuo blog e credo che sia giusto farlo da questo bellissimo post.
Il tema della conoscenza, e della sofferenza legata all'apertura degli occhi, è uno di quelli che mi ha sempre accompagnato ed è rimasto senza risposta.

Prendere coscienza della complessità del vivere, fare tua la consapevolezza dei problemi che incontriamo e nello stesso tempo avere la visione della grandezza dell'essere umano crea un senso di incompiutezza che stordisce.

Avere aperto il vaso di Pandora, come dici, è un gesto senza ritorno. E' creare il destino, è un momento di grandezza e non a caso il rapporto tra Uomo e Destino è stato uno dei principali argomenti del pensiero greco.

Ma una volta che il velo è squarciato, una volta che il destino è generato, non resta che andare avanti, con fierezza, con orgoglio, con determinazione, sicuri che i risultati arriveranno se il coraggio non verrà a mancare.

Se uno nasce cieco può anche credere che i colori non esistano e vivere bene lo stesso, ma chi ha ammirato l'arcobaleno non potrà mai accettare di chiudere gli occhi.

MusEum ha detto...

Mi hai fatto venire i brividi. Davvero.