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13.2.11

Point Blank



[ Un 'racconto'... ]

Talk to me! Talk to me, now! Intorno, solo silenzio. All'alba di ogni resurrezione non c'è redenzione, ma silenzio, ne sono sempre più convinto. Se mi concentro riesco persino a sentire l'eco sorda dei miei pensieri, quelli che un giorno appoggiai sul davanzale della mia finestra, sperando che una folata di vento li raccogliesse. Sono passati anni ormai, e quasi mi sembra di averlo soltanto sognato.

Da allora ti inseguo, ti scruto, ti fiuto come si fa con le prede, anche se non sono io a cacciare ma le tue tracce a inseguire me. E' come se avessi lasciato acceso il baracchino con cui giocavo da bambino ed oggi non riuscissi più a spegnerlo, mentre nel frattempo voci ignote continuano ad auto vomitarsi dall'apparecchio e ad attraversare il muro del suono del mio cervello. Le sento, porca puttana, e come se le sento! E sono certo di non essere pazzo. Sono voci impercettibili a orecchio umano, sono solchi che scavano lenti i loro cerchi sull'anima. La mia. La tua. La nostra. Con tutto quel che ne consegue.

Oggi ho acceso questa pagina bianca. Oggi ho deciso che l'istinto la farà da padrone. Le mie dita corrono e si inseguono quasi da sole. Non voglio fermarle. Non voglio fermarmi. Perché è nel riflesso delle mie stesse paure che si è incagliata la nave. You know you can make it, you stupid!, continui a ripetermi. E in fondo so che hai ragione. La mia è soltanto paura. Di farcela. Di andare per mare. Di essere felice, per Dio! Perché è molto più facile crogiolarsi in un dolore che si conosce, che lanciarsi nell'ignoto.

Io ti amo, Dio solo sa da quando. Ma non come si amano i comuni mortali. Ti amo per ciò che sei ma ti ostini a non voler vedere. Per il sottile sinuoso dipanarsi di un'anima che è a un tempo diabolica e bambina. Amo l'inquietudine oscura che a volte si disegna nel tuo sguardo e quella risata fragorosa in cui tutto il corpo freme e sembra volerti inghiottire. Sì, ti amo. E non credere che intenda portare tutto questo a compimento. Nella quotidianità non c'è spazio per questo sentimento. Nel tuo svegliarti, nel tuo industriarti, nel tuo cercarti, nel tuo divenire e nel tuo spaventarti non c'è posto per me, non l'ho mai voluto. Siamo nati per nutrirci a distanza. Io più di te.

Ascolto il tuo respiro attraverso le tue parole e so che un giorno farai lo stesso col mio. Ci ricongiungeremo, laddove l'arte non si confonde con la vita, ma è la vita stessa! Laddove un filo d'erba è tutt'uno con la parola. E il Tutto è indistinguibile dall'Io.

Mi permetterai di leggerti l'Anima, ancora una volta?

YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: The Feeling Of Losing Everything - Archive

Immagine: My Hometown, 12 febbraio 2011

N.d.A.:
apparentemente una dichiarazione d'amore di un uomo a una donna, lo scritto cela in realtà i tormenti di una parte del sé che non riesce ancora ad amare completamente l'altra, e lo struggimento per le infinite possibilità - creative e non - che la vita offre e che solo sarà possibile raggiungere e trasformare in realtà una volta superate le proprie paure di uscire da quel sé temporaneo plasmatosi negli anni con finalità adattive che ora risultano non evolutive. Lungo e difficoltoso è il cammino per conquistare la libertà e rimuovere le barriere interiori che ingabbiano il sogno. Nell'esempio di altri 'esploratori' di abisso, la linfa ed il coraggio per rischia(ra)re l'ignoto che abita in noi.


21.1.11

Sheds 'N Stars



I feel it coming... it's powerful... it is written in my D.N.A...
I know I can make it!

[ It's just a matter of not forgetting that ;) ]

Ambiguità. Contraddizione.

Opportunità. Probabilità.

Universo. Multiverso.

Stamattina mi sono svegliata pensando a questo. E alla realtà che prende forma dal pensiero. Non parlo di strani poteri esoterici e misteriosi, ma delle due energie antitetiche che sono alla base di ogni fenomeno, esteriore e interiore, analogico e digitale, particolare e universale.
Più e meno, zero e uno, vita e morte, bene e male, vuoto e pieno, eros e thànatos, yin e yang, bianco e nero. E potrei continuare.

Siamo fatti di atomi, al pari di ogni singolo elemento, umano, materiale o animale che ci circonda e siamo immersi in campi magnetici ed elettrici. Il nostro funzionamento interno è elettrico. La mente, il cuore lavorano grazie a impulsi elettrici.
Invertire la polarità del pensiero come si fa con una calamita sarebbe dunque alla base del motto popolare - a volte persino irritante - del pensare positivo.
E se è vero che pensare a un fatto come già esistente ne favorirebbe l'attuazione concreta, portandolo al nostro hic et nunc da una dimensione parallela in cui si è già verificato senza da noi essere visto, il mio sforzo prossimo futuro sarà allora figurarmi già come colei che voglio diventare. Non per illudermi o dilettarmi di magie esoteriche, ma per mettermi in moto, come si fa con gli elettroni. Per sperimentarmi, includendomi come osservatore nel mio stesso esperimento.

Sento fluire in me quella dualità che non ha niente a che vedere con l'ambiguità, ma con la natura stessa di tutte le cose. In bilico costante tra le stelle e le stalle, tra il firmamento e il suo abisso, tra la merda e il cioccolato. Aspiro a qualcosa che sono già, senza saperlo. Sento crescere in me il desiderio di espandermi, di acquisire le energie necessarie per ciò che è già scritto nel mio D.N.A.
Non credo e non ho mai creduto a un destino prestabilito e prêt-à-porter, ma al destino come mappa che sta a noi imparare a leggere e utilizzare, per trarne il meglio secondo le nostre potenzialità innate, perdute o (e)volute, a volte soltanto sfiorate, e tutti gli incontri, i cambiamenti e gli intimi struggimenti che ci hanno portato lontano, senza mai spostarci di un palmo dal nostro nucleo più umano.

Tra ieri ed oggi ho ricevuto diversi segnali. Che non starò qui a spiegarvi.

Vi dico solo che ho davvero una gran voglia di viaggio.
E credo proprio che andrò a piedi.

Gustandomi il panorama.
Con nella testa tanti pensieri, e persone, e desideri.

Ricordi, di oggi e di ieri.

YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Mammagamma - The Alan Parsons Project

Immagine trovata per caso, tratta dal film di animazione "Grave Of The Fireflies", che a questo punto vorrei proprio vedere.



23.9.10

La Scala Per Il Paradiso






...e nel calore di certi lunghi, interminabili abbracci...
dimenticare l'anaffettività del mondo e smettere, per un istante,
di essere soltanto monadi, in orbita nel vuoto.


Varcare un limite, ritrovarsi al di là di noi stessi, di ciò che siamo e che siamo stati, senza più riuscire a vedere come saremo. Non sapere più chiedere aiuto, non essere capaci di affidarsi, perché "sicuri" che, nel momento stesso in cui avremo più bisogno, ci lasceranno soli. E quando dico soli, parlo delle maledette monadi che siamo in questa società che ci costringe a correre e a rincorrerci dietro i mille, inevitabili impegni necessari per sopravvivere, noi che ci siamo dimenticati cosa sia Vivere.

Vivere davvero, respirare l'odore del mare e farlo entrare in profondità, perdersi nelle innumerevoli variazioni aeree di una nuvola, rintracciare nel sole riflesso sull'acqua al tramonto la propria stairway to heaven in un mistico connubio tra il nostro nucleo cangiante e l'universo che si apre davanti a noi, senza che ne riusciamo mai a scorgere l'entrata. Ci scuote dal torpore soltanto il balenare dell'ultimo spicchio di sole prima che s'inabissi in mare: l'entrata si sta ormai richiudendo e ancora una volta l'abbiamo capito troppo tardi.

L'aria che fende il mio involucro fatto di carne, lacrime e sangue mi accompagna in questa nostalgica passeggiata rivolta al presente. Per un attimo mi sono sentita sospesa in questo vortice che non ho mai chiesto, per un lungo, interminabile istante un black out mi ha annebbiato completamente a me stessa. La scena di un film toccante e profondo mi ha ricordato quanto sia labile il confine tra l'autodistruzione e la resistenza, quanto sia umanamente difficile sostenere pesi di siffatta portata.

Una carrellata di tipi umani mi viene incontro, senza guardarli ne percepisco l'aura mentre siedono ignari sulle loro panchine, gustando un frozen yoghurt, scambiandosi effusioni, guardando l'aria davanti a sé finché uno di loro, la voce impastata e l'aria assente mi chiede da accendere. "Non fumo, mi spiace", e sorrido. Sì, a lui riesco a sorridere, povero outsider che non è altro. Forse perché per altri versi sono un'outsider io stessa e non me ne vanto.

Un fremito di immenso mi ricorda quanto è difficile viversi, senza aggrapparsi. E quanto sia difficile per gli altri non sentirsi inadeguati davanti a un dolore troppo grande, tanto da lasciarli privi di parole, al punto da restarsene in disparte, a volte per disagio, altre per discrezione. Quante volte mi sono sentita io stessa così. Come vorrei gridar loro che non fa niente, che non mi importa delle parole, che non voglio soluzioni, perché so che non ce ne sono. Che mi basta percepire un po' del loro calore, sapere che il loro affetto per me non cambia, anche quando mi sento un peso, per me e per il resto del mondo. Che io sono lì, dentro di loro anche quando mi sento persa e non riesco più a ritrovarmi. Dio come vorrei perdermi dentro un abbraccio infinito...

Qualche giorno fa, mi sono ritrovata a scoppiare in lacrime davanti a una quasi sconosciuta, che a dispetto del suo diktat professionale non ha esitato ad avvicinarsi a me e ad accarezzarmi il braccio. Senza più riuscire a guardarla, nel tentativo di esternare ciò che sento in questo nuovo periodo di buio, ho sentito me stessa dire: "è come se avessi delle scaglie di vetro conficcate nella pelle." E vi assicuro che non c'è niente che possa sconfiggere questo senso di gelo meglio di un abbraccio, dello sguardo sincero di una persona preziosa, di una frase imperfetta, anche smozzicata, detta col cuore e che ti ricorda che esisti anche tu, che la tua vita vale ancora qualcosa, che meriti la tua fetta di felicità anche se hai sempre vissuto solo per gli altri, o quasi. Sapendo bene che non è stata una tua scelta.

La morte, chissà perché, ammutolisce. Non è difficile intuirne le ragioni, ma come ho scritto ultimamente, non ho paura tanto della morte quanto del tempo sprecato che la precede. E mi sono ricordata ancora una volta quanto mi manchi una passeggiata silenziosa da fare da soli o in due, un discorso profondo sull'esistenza e i suoi misteri e tutto ciò che va oltre la superficie sterile delle cose e del possedere. Ma non si può, se non in rari momenti fortunati. Ognuno ha la sua vita, e gli incastri diventano via via più difficili.

Guardarsi dentro per davvero, per la prima volta, e scoprire ciò che sapevamo già ma con quella dirompenza inedita che lascia atterriti davanti alle proprie mancanze, è come togliersi di colpo le lenti colorate con cui per anni abbiamo osservato la realtà. La nostra e quella dell'albero che ci ha generati. L'effetto che ne segue è devastante. Di colpo ci rivediamo fallibili e inadeguati nei gesti che fino a un momento fa avevamo sempre compiuto, magari con una punta di disagio, ma senza vederne le cause così chiaramente. Ogni pseudo fallimento nell'interazione con l'esterno si aggancia al nostro senso di colpa, al nostro senso di inadeguatezza, in ultima analisi allo schema distorto con cui il nostro carattere si è forgiato negli anni per adattarsi a un ambiente difficile, che ci ha resi satelliti di pianeti inadeguati. Ah, si potesse essere situazionisti dell'anima! Riuscire a realizzare il proprio détournement interiore... e utilizzare pezzi di noi in chiave diversa, smontando e riadattando gli atomi della nostra personalità per costruirne una migliore, anziché semplicemente limitarci a distruggere.

C'è un tempo per ogni cosa e, come ho spiegato a una persona preziosa, cadere in mille pezzi è qualcosa che non ci si può permettere in qualunque momento. Essere esposti al mondo nella propria fragile e dirompente nudità senza aver avuto il tempo di rigenerarci in un necessario, protettivo isolamento, è molto pericoloso. In gioco c'è la Vita.

Ce la metterò tutta, ma le corde, dopo un lungo e ostinato tirare, alla fine si spezzano. E non è proprio il caso di dare la colpa alla corda. Non facciamole anche questo torto.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Immagine: Galaxy Merge

Soundtrack: Miss You - Trentemoller


10.9.10

Compromise





Dormono. Lievemente assopite.
Ristagnano. Blandamente cresciute.
Gorgogliano. Di orgoglio blindate.

Adoro il lieve sentire dell'occhio che vigila il sonno dei giusti,
ascolto il soave fluire di un ricordo sotteso, atteso, sospeso

Piango, e nel mentre ritrovo l'Amore, quell'intima unione che ci fece Luce

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Immagine: Age Of Enlightment - Gilad Benari

Soundtrack: Live With Me - Massive Attack (alla radio, mentre scrivevo...)


20.8.10

Self Embrace (Or The Domino Effect)




Non cercare qualcuno che ti renda felice. Impara tu stesso a renderti felice e, se proprio non ti riesce, lascia che qualcun altro ti insegni come farlo. Una volta che l'avrai imparato, condividi il frutto della tua conoscenza di te stesso con coloro che ami e poi resta a guardare quello che accade... E' così che agisce l'Amore Universale.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Frida Kahlo - The Love Embrace Of The Universe, 1949

Soundtrack: I Am Mine - Pearl Jam




The selfish, they’re all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind

The north is to south what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine

And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, between the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

The ocean is full cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at high tide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine

And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide,....
We're safe tonight

And the feelings that get left behind
All the innocence broken with lies
Significance, between the lines
We may need to hide

And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We're all different behind the eyes
There's no need to hide

26.7.10

ReFrame




...sempre pigli e te ne vai,
non mi spiego come fai.
Ma chi son io, per dirti ciò che sai
mentre ti appendi ai "come mai",
ai "potrei e non vorrei"
ai "ti accetto come sei"?

Un'eco, il solito refrain:
no joy is possible without pain,
I'm only happy when you're rain...




YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Palindrome - Julie Paschkis

Soundtrack: Fake Palindromes - Andrew Bird


my dewy-eyed disney bride,
what has tried
swapping your blood
with formaldehyde?
monsters?
whiskey-plied voices cried fratricide!

jesus don't you know that you could've died

(you should've died)

with the monsters that talk,
monsters that walk the earth


and she's got red lipstick
and a bright pair of shoes

and she's got knee high socks,
what to cover a bruise

she's got an old death kit
she's been meaning to use

she's got blood in her eyes,
in her eyes for you

she's got blood in her eyes for you

certain fads, stripes and plaids,
singles ads
they run you
hot and cold like a rheostat,
i mean a thermostat

so you bite on a towel

hope it won't hurt too bad

my dewy-eyed disney bride,
what has tried
swapping your blood with formaldehyde?
what monsters that talk,
monsters that walk the earth

and she says i like long walks and sci-fi movies

if you're six foot tall and east coast bred

some lonely night we can get together

and i'm gonna tie your wrists with leather

and drill a tiny hole into your head

4.7.10

Pongo



Filari metallici, avviluppamenti elettrici, il peso del mio tornare a te. Colpisce al centro, nel mezzo del mio stomaco il dondolio incerto del mio presente, lontano da ciò che rappresenti, quando non ci sei. Eclissi intermittente, nella baia della mente. Ascolto il silente frusciare dei rami nella calura abbacinante che mi strappa all'oblio. Percepisco il fastidio del mio corpo cocente, arsura che si fa umore, timore che si fa sangue, e il freddo celato nell'azione che precede i ripensamenti.
Nella scacchiera che ti concerne tu ti sposti ed io ti (in)seguo, schizzo centrifuga e ritorno all'ovile, temo la fuga e la invoco senza posa. Ti guardo, testarda sposa, e assorbo il suo sorriso, povero caro, abbandonato su un altare che non c'è mai stato. Le segrete stanze luccicano di pulito, sanno d'albergo e tu sei la regina del tuo castello inca(r)tato. (Ri)mescoli le carte nel deserto dei tuoi ricordi, racconti la tua favola bella, insegui un filo rosso, sembra la libertà e invece è sangue. Ricorderai chi sono? Saprai scandire ogni lettera del mio nome? In questo flusso di coscienza ripercorro un incubo che ora ha un nome. Mi partorirò, non posso più aspettare. Una questione di biologia, inutile stare a spiegare. E vedo te, le tue speranze riposte tra una vocale e una consonante, tra una sillaba e un dittongo, il sottile dipanarsi di una poesia che si fa prosa, pongo. L'irresistibile disegno della tua anima in continua evoluzione, statica soltanto in apparenza. Chissà se ti ricorderai dei miei incoraggiamenti, chissà se seguirai i miei passi incerti, le mie fragili riappropriazioni in debito, il mio lento e tardivo sbocciare alla vita, il mio ritorno al nucleo femmineo a lungo represso da un confronto ingrato.

Ti ho voluto bene, e sempre te ne vorrò, anima mia.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Sountrack: Diamond Sea - Sonic Youth




Time takes its crazy toll
and how does your mirror grow
you better watch yourself when you jump into it
'cause the mirror's gonna steal your soul

I wonder how it came to be my friend
that someone just like you has come again
you'll never, never know how close you came
until you fall in love with the diamond rain

throw all his trash away
look out he's here to stay
your mirror's gonna crack when he breaks into it
and you'll never never be the same

look into his eyes and you can see
why all the little kids are dressed in dreams
I wonder how he's gonna make it back
when he sees that you just know it's make-belief

blood crystalized as sand
and now I hope you'll understand
you reflected into his looking glass soul
and now the mirror is your only friend

look into his eyes and you will see
that men are not alone on the diamond sea
sail into the heart of the lonely storm
and tell her that you'll love her eternally

time takes its crazy toll
mirror fallin' off the wall
you better look out for the looking glass girl
'cause she's gonna take you for a fall

look into his eyes and you shall see
why everything is quiet and nothing's free
I wonder how he's gonna make her smile
when love is running wild on the diamond sea

19.4.10

Sole




A tutte le mie Persone Speciali...

Giorno dopo giorno
impariamo ad amare
i nostri reciproci silenzi
interrotti solo
da quei timidi slanci,
segnali d'affetto
che rinsaldano
un'eterna presenza
che vive
di vibrazioni impalpabili

insieme, noi,
sconfiggere il terrore
di quel primitivo abbandono
e riconosco in te
il mio essere donna,
il mio essere uomo

un'anima che nel suo espandersi...
ritrova in sé
il sole interiore
che credeva perduto

e la gioia immensa
effimera
incontenibile

che afferro con ogni atomo
e trattengo nel ventre
fino alla prossima piena
alla prossima, inevitabile apnea
dalla quale
risorgerò,
ancora più forte

Se questa è la mia sorte...
non mi avrà tanto facilmente,
la morte!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Overjoyed - Stevie Wonder


31.3.10

Dolce




Mi hai chiamata Dolce, so di averlo soltanto sognato. Ti sei stretto a me, una mano a proteggermi la guancia. Il vento dei giorni scorsi preannunciava il Cambiamento, ma non ha soffiato via l'inquietudine che sento. Sei dentro.
E non c'è luna, non c'è sole, non c'è universo che possa contenere tutto questo Immenso. Io non sono Senso. Ma corpo fragile, e denso. Dovrei concentrarmi, ma lievito e penso. In questa gabbia di latta, la mente si agita, distratta.

Non posso permettermi di percepire i vuoti delle assenze, di certe inevitabili mancanze. Che inizino le danze! Tenderò la mano verso la tua Ombra, perché possa far parte di me in ogni istante. Io, che ho bisogno del Mare, del suo odore intenso, così ammaliante.
Mi ricorda l'urgenza di abbandonare l'anima al flusso della vita, ed io vorrei sentirla fluire in me, con me, lasciare che attraversi le mie fibre, che mi scorra in ogni cellula e sinapsi, fino ad arrivare al Tutto. Io, che mi sento così Niente.

Dove sei? Dove sono?
Pulsazioni ancestrali continuano a chiamarmi.
Da dove? Da quando? E perché me?
Sarò all'altezza del cammino che mi invita?
Sarò degna del percorso celeste che posso solo immaginare?

Le mie dita obbediscono al dettato universale, la mente si distacca dalle cose quotidiane. In momenti come questi, la chiamata dell'Abisso è irresistibile. E allora mi chiudo, spaurito bòzzolo in attesa di nuove primavere.

So che resteranno in pochi. Coloro che sentono e comprendono questo stesso richiamo. Sapranno perdonarmi per le mie distanze, per il mio non apparire sul palcoscenico della vita.

Sono giorni d'attesa, condivisione e meraviglia.
L'Anima mi scivola dalle dita...


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Sacrifice - Lisa Gerrard

28.2.10

Could I Find Me?





È arrivato il momento.

Doveva essere già primavera, e invece un vento freddo e dispettoso funesta questo giorno chiamato 'nuovo inizio'.
Non fa niente. Non sarà questo a fermarmi.
A fermarCi.

Ho paura, la sento ballonzolare nel mio stomaco. Ma sono qua. Non mi volterò indietro. Ho smesso di fuggire. La forza delle mareggiate mi travolgerà ancora, da questo non ho scampo. È la vita. La mia vita. Ma sto imparando a sopravvivere in apnea, per poter ritornare in superficie con un balzo ancora più possente, con la fierezza di uno scrollare di chioma bagnata, in tutto lo splendore che custodisco, come un tesoro, dentro di me. Quello splendore che non mi appartiene, ma che mi entra dentro nonostante me, inseguendo insondabili misteri che il cosmo continua a tratteggiare, in ogni individuo che respira, ama, odia, vive, si lascia vivere su questa terra.



Nonostante il silenzio, di cui a volte ho bisogno come ossigeno, la musica scorre nelle mie vene, facendomi ribollire il sangue di tormento, vigore e passione.
In questo giorno, che so già diventerà per la mia anima un nuovo spartiacque, voglio imparare ad Amare, ad AmarMi, meglio che posso.

So che posso farcela. Nonostante me, nonostante lei.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Astral Weeks - The Swell Season (Van Morrison Cover)

If I ventured in the slipstream
Between the viaducts of your dream
Where immobile steel rims crack
And the ditch in the back roads stop
Could you find me?
Would you kiss-a my eyes?
To lay me down
In silence easy
To be born again
To be born again
From the far side of the ocean
If I put the wheels in motion
And I stand with my arms behind me
And I'm pushin' on the door
Could you find me?
Would you kiss-a my eyes?
To lay me down
In silence easy
To be born again
To be born again
There you go
Standin' with the look of avarice
Talkin' to Huddie Ledbetter
Showin' pictures on the wall
Whisperin' in the hall
And pointin' a finger at me
There you go, there you go
Standin' in the sun darlin'
With your arms behind you
And your eyes before
There you go
Takin' good care of your boy
Seein' that he's got clean clothes
Puttin' on his little red shoes
I see you know he's got clean clothes
A-puttin' on his little red shoes
A-pointin' a finger at me
And here I am
Standing in your sad arrest
Trying to do my very best
Lookin' straight at you
Comin' through, darlin'
Yeah, yeah, yeah
If I ventured in the slipstream
Between the viaducts of your dreams
Where immobile steel rims crack
And the ditch in the back roads stop
Could you find me
Would you kiss-a my eyes
Lay me down
In silence easy
To be born again
To be born again
To be born again
In another world
In another world
In another time
Got a home on high
Ain't nothing but a stranger in this world
I'm nothing but a stranger in this world
I got a home on high
In another land
So far away
So far away
Way up in the heaven
Way up in the heaven
Way up in the heaven
Way up in the heaven
In another time
In another place
In another time
In another place
Way up in the heaven
Way up in the heaven
We are goin' up to heaven
We are goin' to heaven
In another time
In another place
In another time
In another place

9.2.10

(S)Torti




Manchevoli

abominevoli
struggimenti.
Se non li provochi,
non son mai contenti.
Fatui, come certi fuochi,
rammendano, contorti,
certi sogni, nati storti.
(04/02/2010)

Lascia andare, togli il freno e crea con le dita tutto ciò che sgorga come vita dalla tua anima impaurita. Questo il mio regno, la mia casa, la mia dimora. Tutto ciò che non ho ancora pensato, voluto, cercato si dispone come carte scoperte su un tavolo di marmo, che il sole trasforma in cera liquida che cola sulla spiaggia.

Mi hai chiesto: da che parte stai? Non ho saputo risponderti.
L'istinto continua a ripetermi che non esiste alcuna posizione che io possa prendere, che solo si può tacere e attendere che finalmente "parli", senza parlare, quel flusso che tutti dovremmo imparare ad amare senza ostinarci a capirlo, anche se ci piacerebbe. Perché sforzarsi di capire ad ogni costo, anche a prezzo di spogliare e fare del male, significa distruggere, incasellare, incatenare. Io voglio amare, ma senza confine. Né di sesso, né di età, né di alcun altro criterio oggettivo in cui l'anima mia si sente stretta. Amore Puro, senza costrizione, vincolo o legame terreno. Amore che è Conoscenza, Essenza, Reciproca Presenza qui, ora e per sempre...

Paradossale, quanto il mio mostrare apertamente paure che paiono sciocche e insensate agli occhi della gente, riveli, in fondo, molto più coraggio delle agili maschere che altri indossano per la propria sopravvivenza. A te, specchio delle mie paure lontane, io mi mostro in tutta la mia umana debolezza, senza accorgermi che è lì che si agita e si dibatte la fonte della vera Conoscenza.

Non ho paura di te, ma di me stessa.
E tu, di che hai paura?
Il Silenzio non confessa.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Orphic Hymn To The Ocean Nymph


1.2.10

(R)Evolution




Parole come porte, salvacondotti, labirinti
Spalancano mondi nuovi, inaspettati, insperati
Parole come sangue, ferita aperta, umor nero
Colano lungo le gambe, il mio volto, la mia schiena
Mente che espande, dipana, lascia scavare
infinite possibilità che posso solo immaginare
Una rete di persone, le loro vibrazioni
pulsare che vivifica in complesse evoluzioni

Amore passa
di mano in mano,
spazza via per un attimo
questo intimo uragano.
Anima contro Anima,
soffia via la vita.
Credi sia impazzita?

Passaporto per l'Universo,
e un insolito paesaggio:
un mondo realmente diverso,
non più solo un miraggio.

Continue pulsazioni
d'amore e morte

Di ragione e terrore,
indesiderate scorte

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: Death Stalks - C.H.A.O.S.



12.1.10

(R/D)ecidere




un palloncino
legato al polso
bianco perlato

come tu mi vedi

una morsa
allo stomaco

misteriosa
scompare

Sconosciuta Leggerezza

recidere il laccio,
l'unico modo

ti sei deciso,
finalmente?

sciocco bambino,
non lo sai
che io
ci sarò sempre?


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Soundtrack: White Lips Kissed - Mew

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Why did you not include me on your list?
Let me in through the ceiling
White lips kissed

Our love is a fickle love
Keeps itself locked in a suitcase
To be ready to go
Always

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Things that are supposed to mean lots
Leave you cold
And with a malady of the soul

Our love is a tricky love
Bet you know this
Bet you noticed
Bet you know, which is why

I should know better than anyone ever could
Soon as I let go
Everything falls apart

I won't cry when the silver lining shows
But you're right
You understand
You ride with both hands
Worrying is the breathing that you need
So there won't be far to fall
You mustn't climb tall

Wake me up
Only nightmares take me in
Through these walls the winter bites
A draft from all sides
Of course you can
There are diamonds in demand
It's a shame and as you know
The stain will not go


2.12.09

EroIca(Ro)




tintinnanti puttane
vergini suicide
matrioske dondolanti
in pallidi giardini

griderà il vostro nome
la sapienza che ignorate
cestinando semi di pensiero
come bucce ignobili
rimasticate

incubi pneumatici
rotolano asfalto
giù per la scogliera

il vostro sangue laverà l'onta
di un morbo subaracnoidale

eroiche vergogne
s'inabissano d'immenso
mentre il ventre di balena
accoglie l'umida coscienza
e la rinasce a nuova vita

Io sono il faro
il cipresso fulminato

la maschera da rugby
i tappi per le orecchie

odio
amore
iodio
gadolinio

scansioni rumorose
e un ago conficcato

frattaglie, santi numi
il passato rivelato

chiodi di garofano
e stucco sulla faccia

odio te
perché tu sei me
e se io sono te
non vorrei essere me

gocce stillano da ampolle plastificate
nascosto coraggio da tirar fuori all'uopo

brivido terrore raccapriccio,
non voglio più chiudermi a riccio!

IO VOGLIO A M A R E

ME
TE
NOI
VOI
LORO

Sono
un
OSSI
MORO!

Amo anche te,
mio pallido riflesso.
Ti amo,
anche se sarebbe incesto.
Sogna pure,
rimirandoti allo specchio.
Ma non tornare indietro:
ormai sei desto!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM



(La Scarzuola di Tommaso Buzzi e una guida 'sopra le righe')

Soundtrack: Karajan - Beethoven Symphony No. 3 'Eroica' - Part 1

1.12.09

ScatoLogico





Staccare la spina. Duro allontanarsi dalla tua propagazione tecnoica. Ma doveroso.

Stai implodendo. Letteralmente.

Sai benissimo che non sei così. Che la vera Te è là fuori, che aspetta solo che allunghi le mani a toccare il cuore delle cose, a fendere l'aria, a gemere il buio. E non solo interiore. Lui lo sa. E sarà con te, in ogni istante. Ti vedrà tornare bambina, zompettare allegra, mimare passi di danza maldestri, dimenticati da un corpo privo ormai di allenamento, intorpidito, come la mente atrofica, ipertrofica, famelica di Sapere.

Un enorme ostello tutto per voi. La notte fredda non teme coperte. Ho dimenticato di portare Musica. Esploriamo. Giù per le scale, nella cucina senza riscaldamento. Due porte come di saloon. Entriamo! Un ripostiglio, posate di plastica, un barattolo di Nutella, della camomilla, cianfrusaglie varie e poi la vedi: la Radio! Vecchia, impolverata, semidistrutta. Non fa niente! Purché sia funzionante. È un attimo. La prendi tra le braccia, e via, di nuovo, su per le scale stavolta. Inserisci la spina nella presa e inizia la magia. Strani fruscii, voci aliene, lingue misteriose: la macchina del tempo! Gira la manopola in cerca di Mistero! La stanza ora non è più silenziosa. La polvere non fa più paura. Nemmeno il minuscolo scorpione sulla parete immacolata.

Il mattino è frizzante. Pungente. Naso all'insù, come tanti anni fa, assorbi la vera Te e speri che non se ne voglia più andare. Sai già che tra poco dovrai tornare. Ora no! Pensiamo all'Azione. Leonardo e le sue macchine umanistiche. Datemi una leva e vi solleverò il mondo! Il massimo del risultato con il minimo dello sforzo. Inventare di notte, quando nessuno disturba. Una candela per misurare il tempo. Occhi d'aquila. Matematica e Geometria. La forza propulsiva. Il Volo. Cosa sarebbe successo se un genio simile fosse nato altrove? Il Progresso o l'Apocalisse? Ulisse. Gli occhi di un bambino.

Via verso nuove scoperte. Immerso nel verde un paradiso profano. Simbolismi. Surrealismi. La verità dell'uomo è nella cagata. Lo dice lui. L'uomo chiamato astro nascente. La Follia e la Saggezza. La Consapevolezza e il Bambino Interiore. Il Sole e la Luna. Lo Yin e lo Yang. L'Uomo e la Donna. La Notte e il Giorno. La Luce e il Buio. L'armonia degli opposti. Viviamo nelle scatole, polli nel pollaio, siamo il frutto di imitazione esterna. Non siamo. Uscire nel buio solo se si è certi di tornarne vincitori. Il giardino rinascimentale. L'uomo come parte del paesaggio. Del labirinto. Interiore. Tre porte. Una scelta. Solo lei potrà salvarci nei momenti di calo energetico. Le vibrazioni. I campi energetici affini. Non sono matta! O forse sì. Potessi esserlo come lui! Signore e padrone delle sue elucubrazioni. Al riparo da certe sterili masturbazioni. Giullare sceso dall'alt(r)o per risolvere l'impossibile. I sette ottavi. La Musica è Materia scolpita. O la Materia è Musica scolpita? Non ricordi. La grande nave. L'amore. Una donna senza testa. L'occhio alato. E un cipresso fulminato. La malattia che fa rinsavire. Francesco e la spoliazione. Un Bene superiore. La Nudità che fa paura. Che si nasconde in decine di simboli e geroglifici. Decrittare. Scoprire. Annusare. Scavare. Per rivestirsi di pura essenza. La Luna che danza. Si specchia. E ci specchia. Stimmate. Un pensiero che scotta. Resisteremo. No pasaràn! Se non vogliamo.

Il grande vecchio dalla sciarpa rossa. Il suo richiamo dalle vetrine. Una città medievale. Un pozzo che porta nell'Ade. Osho e le carte. Io e l'Altro. Il Castello e l'Immaginazione. Un figlio e sua madre. Un viaggio senza ritorno. L'Essere e il Non Essere. L'Arte come Comunicazione. Come Missione! Altrimenti è solo Finzione.

Infarino la mia pseudo cultura. La impasto con l'Amore. Persone Speciali attendono. Per loro non esiste la locuzione: "Non ho tempo". Dalla tastiera al mattarello. Passando per i Pink Floyd, Johnny Cash, Joe Strummer e la loro Redemption Song. La Luna, il Sole e le Stelle farcite di marmellata di mirtillo. Una spolverata di zucchero a velo. Un bacio leggero.

Dolce E., fragile tigre in via di estinzione, questi sono per te. E per me. Non voglio più aver paura di dire: ti voglio bene.

Grazie di Tutto.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: The Voice - Alan Parsons Project

22.11.09

(G)orgoglìo





Stanco di lottare, ecco tutto.
L'orgoglio?
Ecco, prendilo.
Io, lo butto.

non so stare tra la gente
(buon sangue non mente)
stanco di discutere su niente
(batte la lingua contro il dente)

Vincere o partecipare?
Cosa conta, se non sai amare?

solo cerco affetto
piango e non la smetto

(è vero, sono un egoista)
quale stupido apripista!

Ridicolo, sì, me ne rendo conto,
ma non sono io a volermi così tonto.
Il fatto è che mi manca
la tua mano sulla testa stanca.
Ma non posso farci niente,
così va il mondo, e chi ti sente?

Tutto muore in un istante
nella guerra delle parole
nel freddo di un'assenza
che mormora: è distante!
Della solitudine è la prole,
ma non posso farne senza.

Non sai che fartene del mio affetto:
non è questo che mi aspetto!

Speranze mal riposte,
ora trova le risposte!
Ma tu credi che sia forte,
io, che di potere non ho mai fatto scorte.
Niente più mi importa,
solo, cazzo, apri quella porta!

No, non lo farai,
perché sono un fottuto egoista.
Questa consapevolezza
non migliora la mia vista...

Dio, liberami la mente!
Non voglio sentire più niente.

Ma perché,
se non scrivo,
io
non vivo?

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: A Question Of Lust - Depeche Mode

Fragile
Like a baby in your arms
Be gentle with me
I'd never willingly
Do you harm

Apologies
Are all you seem to get from me
But just like a child
You make me smile
When you care for me
And you know

It's a question of lust
It's a question of trust
It's a question of not letting
What we've built up
Crumble to dust
It is all of these things and more
That keep us together

Independence
Is still important for us though (we realise)
It's easy to make
The stupid mistake
Of letting go (do you know what I mean)

My weaknesses
You know each and every one (it frightens me)
But I need to drink
More than you seem to think
Before I'm anyone's
And you know

It's a question of lust
It's a question of trust
It's a question of not letting
What we've built up
Crumble to dust
It is all of these things and more
That keep us together

Kiss me goodbye
When I'm on my own
But you know that I'd
Rather be home

It's a question of lust