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15.1.12

Se Non Dai Niente...

...Niente Ti Torna


Ogni giorno sbrogliare la matassa diventa sempre più difficile. Mi sembra un'impresa titanica.

Vorrei essere una Tabula Rasa e ricominciare tutto dall'inizio, come nel gioco dell'oca.
O nel gioco del mondo. Ma senza essere una maga.

Vorrei, vorrei, vorrei...
Invece di vorrei, dire: Sono!
Urlarlo, anche.
Al vento freddo.
A questa luna.

Ma io,
so
chi sono?




E poi pensavo che a fare i monologhi senza contraddittorio sono capaci tutti. Sono i dialoghi ad essere molto più difficili. La socio-a-paticità e la virtualità messe insieme alla lunga producono una miscela potentemente autodistruttiva.

Ultimamente mi ritrovo a sognarmi sempre più spesso alle prese con un ritorno a certi miei vecchi lavori, come in una carrellata onirico-surreale che mi ricorda, casomai l'avessi scordato - e in effetti l'ho scordato - le cose che sono stata capace di fare. Se le scrivessi in un elenco, talmente sono variegate e incredibili rispetto alla persona che sono ora, sono certa che nessuno ci crederebbe. Certe volte non ci credo manco io. AHAHAHA...

Mi sto cercando.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: God Is An Astronaut - Forever Lost

5.10.11

Pertenecer



Appartenenza. E' forse questa la parola che meglio spiega quella sgradevole sensazione di non sentirsi mai davvero parte del mondo. E' forse in suo nome che molti abdicano alla propria vera essenza e indossano abiti più o meno metaforici per costruirsi una qualunque identità che a loro in fondo manca.

Ti guardo. Vedo il tuo sorriso quando sei con loro, il gruppo dei tuoi pari, e mi chiedo come mai, quando sei con me, io quel sorriso non te l'ho mai visto. Mi chiedo perché - e me lo sono domandato per anni - nonostante questo io sia ancora presente nella tua vita. Sono solo il senso di colpa e la tua generosità che ti spingono a restare, anche se preferisci di gran lunga la compagnia altrui? Ti guardo ancora e sento che la risposta è sempre stata là, davanti ai miei occhi. Siamo semplicemente due esseri troppo diversi ed è una diversità del tipo che non arricchisce ma separa. Non c'è molto da aggiungere. Soltanto che non vorrei più essere la persona che si cerca solo per condividere i momenti bui della vita. Anche io so divertirmi. Ridere. Giocare. Anche se spesso mi dimentico come si fa.

Sono contenta di sapere che hai trovato il tuo posto nel mondo. E nuovi amici che ti fanno essere felice. Vorrei soltanto riuscire a costruire il mio di mondo, adesso. E non sentirmi mai più così avulsa da tutto. Desidero 'far parte' anch'io. Riscoprire quella positività che tanti anni fa un bambino speciale ha percepito in me, ritrovare quel benessere che si prova solo poche volte nella vita: la sensazione di essere accolti in modo incondizionato, di sentirsi alla pari in mezzo ad altri esseri umani. Un'interazione libera, di persone che si scelgono, a prescindere dalla ferite che si portano dentro. Anzi, forse, proprio in virtù di queste.

Perché è così difficile?


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Somewhere I Belong - Linkin Park


16.7.11

Dimentica(R)La



...and to Save my Soul, I write...

Non ho mai amato le ideologie, la cieca accettazione di una fazione in luogo di un'altra. E quando si parla di temi a me così intimamente legati, ancor meno. Nessun uomo è un'isola. E quando dico "uomo" intendo l'essere umano, non il genere. Avrei potuto scrivere diversamente, è vero, ma non mi piaceva il suono che "essere umano" avrebbe prodotto all'interno della frase se l'avessi scritto al posto di "uomo". Ma che importa? L'incomunicabilità e le incomprensioni sono ahimé all'ordine del giorno e non sarò certo io a impedirle. Non in questa sede, almeno.

E così per l'ennesima volta mi chiedo e vi chiedo: perché la gente ama sparare sentenze su cose che non conosce? E quando dico "cose" intendo eventi, accadimenti, vissuti, esperienze, fatti, persone e quant'altro riguardi la vita di ciascuno di noi. Avrei potuto scrivere diversamente, è vero, ma non avevo voglia di dilungarmi oltremodo quando ho a disposizione una parola che in quattro caratteri racchiude tutto il racchiudibile.

E dunque puntare il dito contro chi tenta di trarsi fuori dall'invisibilità puntualizzando - in maniera del tutto fuori luogo - che ci sarebbe ben altro di cui occuparsi, che in fondo ci si può rifare una vita e che chi ha bisogno davvero di aiuto sono ben altri, è dimostrazione dell'assoluta mancanza di empatia che alberga nella maggior parte degli esseri umani (sì, ho detto "esseri umani", sentite come suona bene ora?), nonché dell'ottusità che "separa" e "scomparta" parti che - se ancora non si fosse capito - sono inscindibili dal Tutto. E con questo la fisica quantistica viene sepolta sotto un cumulo di immondizia.

Che tristezza, Vita Mia, che tristezza donchisciottesca perseverare nel tentare di far sentire la propria flebile voce. E che coraggio ci vuole a prendersi pernacchie, silenzi e contestazioni. Ma che bello però quando, per un breve attimo, un bagliore negli occhi di un Altro ci restituisce tutto il senso della nostra piccola, intima lotta. Tutto il mio regno di ragni per uno sguardo così! E passatemi l'infelice espressione.

Di sicuro oggi ho di nuovo bisogno di Lei, la mia Mus(ic)A Ispiratrice, la mia salvation army, colei che mi traghetta da un inferno invisibile agli occhi verso il Sublime. E non pensiate che lui, il Sublime, vi corra incontro alla bisogna. Muovete le chiappe e andatevelo a cercare il vostro pezzetto di Sublime, quello spiraglio di cielo che filtra tra le crepe dello scantinato, la puzza di pareti ammuffite e gli insetti che brulicano attorno al succo di frutti marcescenti, caduti dall'albero prima che qualcuno potesse raccoglierli e gustarne l'essenza. E allora, quando Lei si siede a pochi centimetri da me, rubando la mia stessa aria, ed è capace di trascorrere l'intera ora a fissarmi ininterrottamente, io muoio dentro e dentro muore ogni corolla che alle intemperie si ritrae rivoltandosi verso l'interno, aspettando che il nuovo Sole le spinga ad allungare il collo erboso verso l'alto, in cerca di Vita.

La cultura non è solo bagaglio, è, un passo dopo l'altro, cammino stesso. Quante cose le ho imparate appena ieri!


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Forget Her - Jeff Buckley

20.5.11

Anima Negra (o L'Eco del Silenzio)



Il silenzio è davvero di difficile interpretazione.

E' indifferenza?
Contemplazione distante?
Critica taciuta, educata censura?
Limite invalicabile, trincea inespugnabile?

Tempo che sfugge,
ultimo baluardo di fronte al chiacchiericcio del mondo

Quali forme si nascondono,
sotto il mio silenzio?

Nessun silenzio è mai uguale a se stesso.

Anima Negra

Di nere voragini
farnetichi,
in cerca di attenzioni.
Ti uccide la lama
del tuo equilibrio precario,
quel discontinuo precipitare d'abisso
che ti nega la pace
e ti incatena al non detto.
Ed è nucleo che implode,
e brilla a intermittenza
di pallida luce riflessa.


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack : As If You Said Nothing - Craig Armstrong

30.11.10

Cara Figlia...




Dovresti cominciare a costruire, ma intorno vedi solo macerie. Dovresti accogliere la vita, ma le scaglie di vetro continuano a ferire la tua pelle. Scali l'ennesima montagna e quando pensi di poterti finalmente sedere un po' a riposare e contemplare il panorama, eccoti di nuovo a scalare ancora, e ancora, e ancora.

Sensodicolpa e Sensodinadeguatezza che ti fanno tendere al perfezionismo e non ti perdonano mai alcun errore sono ancora le tue odiate compagne di sempre. Provi a riscaldarti e ci riesci, a volte. Poi, di colpo, hai di nuovo freddo e sai che è colpa dell'impianto, che è difettoso. Cerchi di ripararlo, ma i tempi sono più lunghi di quanto la tua pazienza possa sopportare.

In un giorno così importante per la tua vita lui non c'era. Lei sì, invece, ma sempre nell'unico modo che conosce e che ti ferisce, inevitabilmente. La gioia, ancora una volta, è offuscata dall'ombra. E ti senti in colpa anche per questo.

Metti via le ansie e le inquietudini per un po', per il tempo in cui riesci ad allontanare i demoni. Poi pensi che questo sarà il primo Natale senza di lui, dopo il tuo primo compleanno senza di lui. Le lacrime scendono copiose, i singulti ti sconquassano. Respiri a fatica, vorresti fermarti ma non ci riesci. E vorresti soltanto poterlo abbracciare un'ultima volta, sentire il calore delle sue mani grandi sui tuoi capelli, baciare le sue guance profumate di dopobarba, dimenticare quegli ultimi mesi di agonia... poterlo ricordare sorridente nel suo ultimo giorno di lucidità, le sue mani strette alle nostre... il suo sforzo così umano nel gesto di togliersi la maschera dell'ossigeno per dirti quelle due parole così potenti, rigeneranti, che porterai nel cuore per sempre, come la carezza che non potrà più farti:

"Cara figlia..."

Sono felice che tu abbia smesso di soffrire, ma è troppo difficile non poterti più parlare, vedere, toccare. E ora che la piantina si prepara, dopo un lungo inverno, a mettere radici in una terra nuova e ostile, ancora tutta da arare... vorrebbe tanto potersi scaldare nel calore rassicurante di certi sorrisi, di gesti e battute solo nostre, quelle che tanto amavamo scambiarci nei momenti difficili per sdrammatizzare, come solo noi sapevamo fare...


YUKI, AKA PRISMA

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Soundtrack: Dreaming Light - Anathema

Immagine: Il Mio Luogo Dell'Anima, quello che sarò costretta a lasciare...


26.8.10

Penelope




Riordinare il Caos ad arte armato e reimmergersi nel Caso inaspettato, cavare buchi dai ragni e farsi Penelopi di se stessi, inspirare ed espirare, costruire e decostruire, ricominciarsi, reinventarsi, spogliarsi e poi rivestirsi, la morte nell'atrio, la vita nel ventricolo. Dissolvere il buio e masticarlo forte. Rivedere la luce, spalancare le porte!

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Robert Weigand - Night and Day

Soundtrack: Until I Drown - Tears For Fears



took a long time to mend
took a long time to make amends
funny how the story goes
strip a man bare and burn his clothes

time is all i crave
it comes in waves
i will be here until i drown

system's on overload
goes to bed warm but wakes up cold
what a bloody cross to bare
time on my hands but i don't care

days are all the same
they wax and wane
i will be here until i drown

time is all i crave
it comes in waves
i will be here until i drown

days are all the same
they wax and wane
i will be here until i drown

time is all i crave
it comes in waves
i will be here until i drown

3.8.10

(He)Donism


















Edonismo. Equilibrismo. Equinozio.
La mia vita è uno strazio.
Rompere gli schemi. Rompere gli indugi.
Cercare dei pertugi.
Diavolerie elettroniche. Chincaglierie istrioniche.
Reazioni isteriche.

Quando comincerai a scegliere per te? Quando imparerai a separare il piacere dal dolore?
La vita sa riconoscere i gesti disinteressati. Se i tuoi non lo sono, non pretendere risposte: non arriveranno.



YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Image: Fairy Dust - Shaytu Schwandes

Soundtrack: At Last I Am Free - Elizabeth Fraser

At last I am free
I can hardly see in front of me
I can hardly see in front of me

And now love please listen
To what I say
I can't go on living life this way
I've tried and I've tried
To make you see
You call this love
All this lying, my friend, it just can't be

At last I am free
I can hardly see in front of me
I can hardly see in front of me

And now love, please hold me
Come closer, my dear
It feels so good, just having you near
But who am I fooling
When I know it's not real?
I can't hide
All this hurt and pain inside I feel

14.7.10

Alibi



Come sei brava a mentire, quando ti conviene. E ora che i luminari ti hanno dato il via libera, tutto torna come prima. Fingiamo che niente sia successo! Ricominciamo da capo, stavolta ho imparato la lezione. Già. Come undici anni fa, non è vero? A niente servono gli inseguimenti, gli insperati recuperi, le prove, le parole, le richieste d'aiuto. Avete la legge dalla vostra ed è così facile usarla come alibi per difendere impunemente il vostro "non fare". Che siate maledetti, voi e il gelido menefreghismo con cui abbandonate senza colpo ferire migliaia di famiglie. E se fosse vostra madre, vostro figlio, vostro padre, vostro fratello? Inutile chiederlo, vi stringereste nelle spalle e fingereste commiserazione, ché la compassione non sapete neanche dove sta di casa, voi che il vostro lavoro lo fate da decenni, voi che avete conosciuto l'era innominabile dei chiavistelli e la sventolate come un babau ogni qualvolta vi si fa notare la nostra disperazione, la totale assenza di aiuto, la zona franca che ci risucchia e ci inghiotte, fuori dal vostro campo di gioco. Signora, lei mi chiede un miracolo! Se lei non vuole, ho le mani legate. Inutile spiegare a occhi cerulei due che si tratterebbe 'solo' di fare il suo lavoro, con passione, coraggio ed empatia.

Che siate maledetti, voi che della mente non capite un accidente! Che siate maledetti, urla la mia rabbia silenziosa. Il sole, al ritorno, mi richiama tra le sue spire di fuoco ed io lo prego di prendermi con sé, che non lo voglio questo buio e i demoni hanno già ricominciato a succhiarmi. L'anima.

Andate via, lasciatemi in pace! Dentro lo stomaco si affastellano passato e futuro. Nessuna certezza, nessuna protezione. Non voglio più piangere, ma le lacrime, quelle maledette, conoscono fin troppo bene la strada...

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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MUSEUM Soundtrack: Chicane: Salt Water - Mt Eden Dubstep


26.6.10

EmoEstetico



Come masticare
L'aria
Vomitare
Le nuvole
Ingoiare
Le saette

Le blande presenze
diventano
Assenze
Il laccio emoestetico
il vitreo ricordo,
il singhiozzare
stanco

Il consiglio che mi ha dato
la tua anima sofferente
bisbiglia ora in silenzio
il suo ruggito lontano,
il rigor mortis fintamente superato
che avevo abilmente mascherato

Povero maestro ignaro!
Tu
che in me
ritrovasti
gli stessi
odiati
de profundis

L'insopprimibile silhouette
di un futuro che mi sfugge,
le ignobili mani
incapaci di cercare appigli.

Scivolo giù.
Inesorabilmente.

Non sei sola, questo lo sai!

Già,
i dèmoni non mi abbandonano mai.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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Soundtrack: Un'Ora Sola - Nadàr Solo