6.12.09

In Marcia (I Wish I Was...)




Polpastrelli contro polpastrelli
avresti dovuto esserci.
Tu che non ci credevi più,
avresti sorriso.
Una scia di pensiero pulito,
sconosciute gambe
in cerca di libertà.
E quando lui ha gridato
tutta la rabbia e l'indignazione
per quel dolore privato
da uno stato senza ragione,
lacrime di commozione
ti hanno irrigato
lavando via il cinismo
che la vita ti ha regalato.
Avresti dovuto esserci,
avremmo dovuto marciare insieme.

No, non è ancora morta la speme!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

4.12.09

Tanti Auguri, A Me!




















RADIO PRISMA 15 - SETTANTA MI DÀ TANTO #2

Il 4 dicembre 2008 Radio Pazza pubblicava il mio primo podcast dal titolo Settanta Mi Da' Tanto, dedicato alla musica italiana degli anni '70.

L'istinto, da buon pilota automatico, da allora continua a guidarmi nel trovare la musica giusta, quella che mi aiuta a esprimere pensieri che mai avrei immaginato di avere dentro di me.

Questo mix di note e parole dà vita ai podcast di Radio Prisma, la mia rubrica personale all'interno di Radio Pazza.

Quello che l'istinto non mi aveva detto è che la mia passione per la radio sarebbe stata così grande e così duratura.

Ringraziando di cuore Bak e Grex per avermi accolta con grande generosità nella loro squadra, per il mio primo compleanno web-radiofonico vi regalo e mi regalo Settanta Mi Da' Tanto #2, sperando di poter rimanere al microfono ancora a lungo...

Per ascoltare la puntata, visita il blog di RADIO PAZZA e, se ti va, lascia pure un commento!
[abbiamo semplificato la procedura, non dovreste più avere problemi ;) ]

Buon ascolto!

Yuki aka Dj Prisma.


Soundtrack: Che Cosa Sei - Alberto Radius


RUBA IL BANNER!




2.12.09

EroIca(Ro)




tintinnanti puttane
vergini suicide
matrioske dondolanti
in pallidi giardini

griderà il vostro nome
la sapienza che ignorate
cestinando semi di pensiero
come bucce ignobili
rimasticate

incubi pneumatici
rotolano asfalto
giù per la scogliera

il vostro sangue laverà l'onta
di un morbo subaracnoidale

eroiche vergogne
s'inabissano d'immenso
mentre il ventre di balena
accoglie l'umida coscienza
e la rinasce a nuova vita

Io sono il faro
il cipresso fulminato

la maschera da rugby
i tappi per le orecchie

odio
amore
iodio
gadolinio

scansioni rumorose
e un ago conficcato

frattaglie, santi numi
il passato rivelato

chiodi di garofano
e stucco sulla faccia

odio te
perché tu sei me
e se io sono te
non vorrei essere me

gocce stillano da ampolle plastificate
nascosto coraggio da tirar fuori all'uopo

brivido terrore raccapriccio,
non voglio più chiudermi a riccio!

IO VOGLIO A M A R E

ME
TE
NOI
VOI
LORO

Sono
un
OSSI
MORO!

Amo anche te,
mio pallido riflesso.
Ti amo,
anche se sarebbe incesto.
Sogna pure,
rimirandoti allo specchio.
Ma non tornare indietro:
ormai sei desto!


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM



(La Scarzuola di Tommaso Buzzi e una guida 'sopra le righe')

Soundtrack: Karajan - Beethoven Symphony No. 3 'Eroica' - Part 1

(Re)Flex




Specchio specchio delle mie brame,
perché non vai affanculo in quel reame?

Stanco di correre dietro a Perfezione,
mi ritiro nel guscio chiamato Castrazione.

Unghie, vi ho tagliato!
Perché vi accanite ancora,
sul mio bianco perlato?

Si fermasse il Tempo, smettesse di strozzare.
(Impazzisci le lancette, non farle più fermare!)


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: L'Immagine Di Te - Radiodervish

1.12.09

ScatoLogico





Staccare la spina. Duro allontanarsi dalla tua propagazione tecnoica. Ma doveroso.

Stai implodendo. Letteralmente.

Sai benissimo che non sei così. Che la vera Te è là fuori, che aspetta solo che allunghi le mani a toccare il cuore delle cose, a fendere l'aria, a gemere il buio. E non solo interiore. Lui lo sa. E sarà con te, in ogni istante. Ti vedrà tornare bambina, zompettare allegra, mimare passi di danza maldestri, dimenticati da un corpo privo ormai di allenamento, intorpidito, come la mente atrofica, ipertrofica, famelica di Sapere.

Un enorme ostello tutto per voi. La notte fredda non teme coperte. Ho dimenticato di portare Musica. Esploriamo. Giù per le scale, nella cucina senza riscaldamento. Due porte come di saloon. Entriamo! Un ripostiglio, posate di plastica, un barattolo di Nutella, della camomilla, cianfrusaglie varie e poi la vedi: la Radio! Vecchia, impolverata, semidistrutta. Non fa niente! Purché sia funzionante. È un attimo. La prendi tra le braccia, e via, di nuovo, su per le scale stavolta. Inserisci la spina nella presa e inizia la magia. Strani fruscii, voci aliene, lingue misteriose: la macchina del tempo! Gira la manopola in cerca di Mistero! La stanza ora non è più silenziosa. La polvere non fa più paura. Nemmeno il minuscolo scorpione sulla parete immacolata.

Il mattino è frizzante. Pungente. Naso all'insù, come tanti anni fa, assorbi la vera Te e speri che non se ne voglia più andare. Sai già che tra poco dovrai tornare. Ora no! Pensiamo all'Azione. Leonardo e le sue macchine umanistiche. Datemi una leva e vi solleverò il mondo! Il massimo del risultato con il minimo dello sforzo. Inventare di notte, quando nessuno disturba. Una candela per misurare il tempo. Occhi d'aquila. Matematica e Geometria. La forza propulsiva. Il Volo. Cosa sarebbe successo se un genio simile fosse nato altrove? Il Progresso o l'Apocalisse? Ulisse. Gli occhi di un bambino.

Via verso nuove scoperte. Immerso nel verde un paradiso profano. Simbolismi. Surrealismi. La verità dell'uomo è nella cagata. Lo dice lui. L'uomo chiamato astro nascente. La Follia e la Saggezza. La Consapevolezza e il Bambino Interiore. Il Sole e la Luna. Lo Yin e lo Yang. L'Uomo e la Donna. La Notte e il Giorno. La Luce e il Buio. L'armonia degli opposti. Viviamo nelle scatole, polli nel pollaio, siamo il frutto di imitazione esterna. Non siamo. Uscire nel buio solo se si è certi di tornarne vincitori. Il giardino rinascimentale. L'uomo come parte del paesaggio. Del labirinto. Interiore. Tre porte. Una scelta. Solo lei potrà salvarci nei momenti di calo energetico. Le vibrazioni. I campi energetici affini. Non sono matta! O forse sì. Potessi esserlo come lui! Signore e padrone delle sue elucubrazioni. Al riparo da certe sterili masturbazioni. Giullare sceso dall'alt(r)o per risolvere l'impossibile. I sette ottavi. La Musica è Materia scolpita. O la Materia è Musica scolpita? Non ricordi. La grande nave. L'amore. Una donna senza testa. L'occhio alato. E un cipresso fulminato. La malattia che fa rinsavire. Francesco e la spoliazione. Un Bene superiore. La Nudità che fa paura. Che si nasconde in decine di simboli e geroglifici. Decrittare. Scoprire. Annusare. Scavare. Per rivestirsi di pura essenza. La Luna che danza. Si specchia. E ci specchia. Stimmate. Un pensiero che scotta. Resisteremo. No pasaràn! Se non vogliamo.

Il grande vecchio dalla sciarpa rossa. Il suo richiamo dalle vetrine. Una città medievale. Un pozzo che porta nell'Ade. Osho e le carte. Io e l'Altro. Il Castello e l'Immaginazione. Un figlio e sua madre. Un viaggio senza ritorno. L'Essere e il Non Essere. L'Arte come Comunicazione. Come Missione! Altrimenti è solo Finzione.

Infarino la mia pseudo cultura. La impasto con l'Amore. Persone Speciali attendono. Per loro non esiste la locuzione: "Non ho tempo". Dalla tastiera al mattarello. Passando per i Pink Floyd, Johnny Cash, Joe Strummer e la loro Redemption Song. La Luna, il Sole e le Stelle farcite di marmellata di mirtillo. Una spolverata di zucchero a velo. Un bacio leggero.

Dolce E., fragile tigre in via di estinzione, questi sono per te. E per me. Non voglio più aver paura di dire: ti voglio bene.

Grazie di Tutto.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: The Voice - Alan Parsons Project