15.10.10

Frozen




Niente, nemmeno il mare mi consola più... vuoto, vuoto e ancora vuoto... solitudine cosmica e stridente contrasto con il mondo di fuori... groppi in gola e stonature emotive... è un dolore che ti travolge inaspettatamente a ondate, per strada, in piazza, in farmacia, su un pontile vicino al mare...
Sarà così, per molto tempo ancora. Troppe cose giacciono congelate, intirizzite, cristallizzate. Nemmeno la scrittura vuole più saperne di scorrere come prima. E la vita, inesorabile, continua.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

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2 commenti:

I am ha detto...

Tutto questo è naturale, appartiene all'inesorabile ciclo vita morte....
Le parole non leniscono il dolore, un abbraccio può essere un momentaneo balsamo. Rimane l'assenza, il vuoto nei gesti di ogni giorno, i discorsi, i sorrisi ed anche i litigi. Comprensioni ed incomprensioni.
Non ti gelare, non ti congelare, esprimi il tuo dolore e vedrai che lentamente il cuore si scalderà di una presenza che sempre è stata e che sempre ci sarà.

riri ha detto...

Tutto passa, a volte sembra triste, manca un pezzo, o un pezzo di noi se ne va. Io ho trovato il sistema per non soccombere alla malinconia (che è un pò nella mia metà), ascolto musica, parlo con un'amica e gioco col mio nipotino di poco + di 2 anni, si chiama Gabriele ma io lo chiamo Zucchero, solo quando non mi fa arrabbiare.:-) Il pezzo che sto ascoltando è molto bello, non conosco l'inglese, ma si avverte qualcosa di profondo. Un abbraccio.