Visualizzazione post con etichetta sister moon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sister moon. Mostra tutti i post

3.11.09

Il Volo Leggero Del Gabbiano





ti regalerò il volo leggero del gabbiano
la sicurezza di un cuore aperto, stretto nella mano

mi sorprende l'amore, quello tra persone vere
dove non contano i giochi di potere

fragili nervi nascosti in una cassa,
in cerca di amici per sbrogliarne la matassa

non permetterò che la mia riservatezza
reprima più una mia carezza

spontanea, la lascerò scivolare
in queste mie parole, affidate al mare

perché chi merita,
lo si deve amare!

Questo è ciò che eredita
chi è stanco di aspettare.


YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM


Soundtrack: Northern Sky - Nick Drake

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

It's been a long time that I'm waiting
Been a long time that I'm blown
been a long time that I've wandered
Through the people I have known
Oh, if you would and you could
Straighten my new mind's eye.

Would you love me for my money
Would you love me for my head
Would you love me through the winter
Would you love me 'til I'm dead
Oh, if you would and you could
Come blow your horn on high.

I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Bright in my northern sky.

12.9.09

Corri, Ragazzo!




Una mela.
Come tante altre.

Una mela.
Proibita.

Ecco che diventa la più ambita.

Non lo vedi l'inganno della mente?
La tenera illusione di un'impressione vestita di emozione?


Un cavaliere.
Senza armatura e senza paura.
Indossa solo uno Scafandro,
così pesante,
che col suo passo
ci ha quasi scavato una Buca.

È talmente grande che pare un Armadio,
ma Tristania non ha paura.

Timida, lo avvicina. Con molta premura.

"Cos'è che ti preoccupa? Hai lo sguardo spento."
"Non posso parlarti o, prima o poi, me ne pento."
"Allora non dire niente. Non mi importa cosa pensa la gente."
"Ho perso la strada, il cavallo e il senno. Mi nego persino il sonno."
"Hai una brutta cera. Fatichi troppo, da mane a sera."
"Che altro posso fare? Non è questo, forse, il mio umile destino?"
"Lasciami indovinare. Adesso passi il tempo a rimuginare e a sognare..."
"Certo! E che altro dovrei fare? Nessuno mi vuole ascoltare!"
"Sbagli, se pensi di trovare altrove ciò che hai già vicino."
"Come fai a dirlo? Io non vedo niente."
"È che passi troppo tempo a giocare con la mente...".

Non lo senti il sole mattutino?
Il timido frizzare del vento settembrino?

Scappa, ragazzo. Corri, finché sei in tempo!
Riprenditi la vita, e presto. L'amore è un lampo.
Se non ti svegli in tempo, dalle illusioni non hai scampo...


Soundtrack: The Rip - Portishead

As she walks in the room,
Scented and tall,
Hesitating once more.
And as I take on myself,
And the bitterness I felt,
Realise that love lost, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

Through the glory of life,
I'm scattered on the floor,
Disappointed and sore.
And in my thoughts I have bled,
For the riddles I've been fed,
Another lie moves over, while
White horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

While, white horses,
They will take me away,
And the tenderness I feel,
Will send the dark underneath,
Will I follow?

3.9.09

SuaveMente





Briciole di malinconia,
mescolate al friccico di una luna che tarda ad arrivare.
Risuonano carezze di terre tropicali,
sensualità e leggerezza.
Musica che m'accarezza.
Mi sciolgo senza difese
e sogno - ma che pretese! -
passi lenti e fantasie irrazionali,
senza più pesantezza.


Soundtrack: Garota De Ipanema - Joao Gilberto & Caetano Veloso

One Night To Remember (Magic In Ordinary Life)




Scorrimi ancora,
falciami,
di onde e di sorpresa.

Ti guarderò,
anima mia,
occhi negli occhi,
una seconda realtà incastonata nel vetro.
L'asfalto griderà il mio nome,
nell'incubo di te mi risveglierò.

Non mi perderò in quell'ultima curva.
Occhi alla luna,
ai neri alberi padroni della notte,
mi solleverò
d'incanto e meraviglia.
Abbracciata ai rami
sposerò la notte e il suo mistero.
E niente
mi sembrerà più vero!


Soundtrack: Life On Mars? - David Bowie

13.7.09

(Es)temporaneo




Mancarsi per un soffio. Incrociarsi appena.

La notte.
La mia testa sulla tua spalla.

Un calore che irradia spontaneo.
Puro.


Sogno...

Distanze e giustificazioni.

Affetto reale.
Impalpabile.
In controluce.

Che di anima riluce.

Una domanda, sola, si leva,
nel silenzio che nulla pretende.

Ma tu, mi vuoi un po' di bene?


Soundtrack: Tides Of The Moon - Mercury Rev

28.6.09

Born Slipp(er)y... And Wet!




Note in margine a una tovaglia - 27 giugno 2009 - ore 20:05 o giù di lì

Per noioso che sia, questo lavoro mi fa davvero bene. Mi catapulta fuori dal mio bozzolo asfittico, dopo una settimana di intenso e solitario lavoro al computer.
Stavolta non erano pannolini, né diavolerie tecnologiche. Ma appendici per la cura estetica del maschio moderno. Per l'uomo che non deve chiedere mai.
Barbe, baffi e pizzetti siete avvisati: ora avete il
tool che fa per voi!
Finché non mi passa davanti, spingendo il suo carrello, un tizio stralunato con la maglietta "griffata" ARMANI - COMIO e tutto il resto passa in secondo piano...

Ore 20. Il culo sul marciapiede, capolinea già affollato, aspetto l'autobus che traghetterà le mie stanche membra in stazione dove, se Dio vuole, prenderò il treno per la Musica.
Stasera il Banco rifà Darwin, live e aggràtis, in quel di Frascati. Potrei mancare?
Frugo nella borsetta scamuffa, in preda a una crisi d'astinenza.
Merda! Nel cambio borse propedeutico al lavoro da scassacazzi nerovestita, ho scordato l'mp3 player cinese. E, come se non bastasse, pure l'auricolare per il mio cellulare radiomunito.
Pace. Passiamo al piano B. Carta e penna,
tant pour changer.

Vediamo un po'. Quanti sorrisi ho dispensato oggi? Non li conto più.
Quante chiacchiere con Persone Speciali? Oggi ne ho collezionate ben due!
E per Persone Speciali,
ça va sans dire, intendo quelle che incontri per caso, che conosci appena, ma con cui ti senti sempre, inevitabilmente, "a casa".

Con G. si parla di legami familiari, rapporto madre e figlia, amore e matrimonio, lavoro e autonomia. Con A. di musica e concerti, del mare e di una tenda, di lacrime per una canzone.
Un saluto veloce, la promessa di rivederci. "Il numero ce l'ho". La paura di dover aspettare ancora una volta il caso.

Sono passati tre anni. Strane coincidenze, strane alchimie, in un sabato qualunque, tra supermercati e strade di periferia.
Misteriosi legami, atomi in apparenza distanti e sconosciuti gli uni agli altri. Fili invisibili. Fratelli, madri, sorelle. Tra la folla che attraverso, in cerca di cemento a presa lenta.
Nessuna intenzione di indurirmi, solo voglia di non perdervi nel flusso che tutti ci trascina e ci allontana, gli uni dagli altri.

L'autobus arriva dopo 40 minuti. Avrei fatto prima a piedi.
In periferia non avere la macchina è un lusso. Me ne ero dimenticata.
Perdo ben tre treni e la serata è sul punto di saltare.
Ma la Musica è più forte. Il suo richiamo magnetico mi porta da lei, in una corsa contro il tempo.
Quando arriviamo il concerto è già iniziato da mezz'ora.

La mia maglietta dei Led Zep non lascia indifferenti. Commozione sincera. "Che maglietta! Questa è Musica!". Avevo persino dimenticato di averla addosso.
"Ce l'ho anch'io. Comprata nel 1979, a Newport. Ma non l'ho messa, se no Vittorio si offendeva".
Pieno di entusiasmo, il contagio si diffonde. Coinvolge altri amici.
Sorrido raggiante. Orgogliosa.

Una luna bagnata ci fa l'occhiolino. La notte rischiava di trasformarsi in un torrente d'acqua. Ecco che diventa una centrifuga di note e parole.

Il rientro silenzioso. Un individuo misterioso, vestito di nero, ed il suo sguardo inquietante.
La tensione si taglia con il coltello. Vorrei poterla spezzare con un grissino.

Interferenze nella testa. Un bene che non so spiegare.
Sognante, tuffo gli occhi in questa Roma maestosa, regina e puttana, notturna e seducente.
Un viaggio mistico, nei ricordi e nel mio presente.

Un luogo magico. Che ricordo appena.
Mi ha vista, bambina, zompettare felice, i piedi nella sabbia, un secchiello e una paletta.
Ora ha un nuovo nome. Unisce musica e parole, anime sconosciute. Connesse.

Chi diavolo siamo? E perchè ci scontriamo?
E, soprattutto, cos'è che ancora mi blocca?


Soundtrack: Bi Polar Bear - Wax Fang
[For goodness' sake, bring'em fast & soon to Italy!!!!]

28.5.09

InSoMnIa




Un muro di gomma,

tra la ragione e l'insomma.
Un'acqua di mare
che ha perduto il suo sale.

INSONNIA.


Soundtrack: Doot-Doot - Freur

What's in a name?
Face on a stage
Where are you now?
Memory fades, you take a bow

Here in the dark
Watching the screen
Look at them fall
The final scene

And we go doot
Doot doot

Look at them fall
Flicker and fade
Gone are the screams
I put them to bed, now they are dreams

And we go doot
Doot doot

28.4.09

Rythmnosis



Stordiscimi, e di suoni feriscimi. Ogni atomo del mio corpo si unirà alla danza e non ci sarà più nessun limite, nemmeno questa stanza.

Cosa ho fatto per avere così tanto? Cos'è che mi spinge irreparabilmente incontro a questo muro di suoni?
Ipnotico ritmo che mi vieni da dentro, prendimi per mano e lascia che l'istinto trovi il suo spazio, qui, ora e sempre. Non desidero altro.

Quale armonia migliore di questa per ricominciare a vivere, per ricominciare a vibrare?
La morte non mi avrà, finchè avrò un disco da suonare e orecchie per ascoltare...

Soundtrack: Raveonettes - Dead Sound

21.4.09

Shine On



Sei un mistero per me, almeno quanto lo sono io per te. La frenesia di scrivere mi brucia nel cuore, un conforto temporaneo che presto richiederà altro ossigeno. Avrei voglia di urlare al mondo quanto ancora ho dentro, ma non è tempo.

Gioiosamente isterica mi lascio vivere, scivolando nervose dita sulla mia tastiera. Rinnovo ancora una volta quel bagliore interiore che credevo perduto e spingo più forte il piede sull’acceleratore, lanciata in corsa lungo l’autostrada di una sconosciuta emozione.

Ho paura che finisca, ma non temo il volo. Non riesco a comprendere come abbia potuto essere così cieca: un vivido fulgore mi si è incollato addosso e si rinnova ad ogni nuova interazione con il mio io interiore.
Fisico e carnale, il Tempo mi divora. E tutto lentamente scompare nella fotografia che l’anima scattò immortale.


Soundtrack: Shine On - The House Of Love

In a garden in the house of love, sitting lonely on a plastic chair
The sun is cruel when he hides away, I need a sister - I'll just stay
A little girl, a little guy - in a little church or in a school
Little Jesus are you watching me, I'm so young - just eighteen

She, she, she, she Shine On
Shine On
Shine On

In a garden in a house of love, there's nothing real just a coat of arms
I'm not the pleasure that I used to be - so young - just eighteen

She, she, she, she Shine On
Shine On
Shine On

I don't know why I dream this way
The sky is purple and things are right every day
I don't know, it's just this world's so far away
But I won't fight, and I won't hate
Well not today

In a garden in the house of love
Sitting lonely on a plastic chair
The sun is cruel when he hides away

Shine On...
Shine On
Shine On

and on...and on...

Shine
Shine On
Shine
Shine
Shine

17.3.08

Vivida




La mia stanza al rientro è un deposito sconosciuto.
Al mondo. E a volte persino a me.

Il caos investe i miei piedi scattosi, infastidisce le mie mani ancora frenetiche.
Ma non mi importa.
Neanche accendo la luce, e nemmeno mi spoglio.

Prima, la radio.

Invisibili agli occhi, le onde sonore ripopolano la mia atmosfera...
Subliminali mi colpiscono di nuovo, a tradimento, manipolando la mia energia vitale...
È un miracolo che continua a sorprendermi, e mi chiedo come possa la Musica, sola, riuscire in quest'impresa.

La finestra ancora aperta mi presenta alla sera.
Naso all'insù, fisso una luna bambina,
che
cocciuta continua a rinascere
dopo le fatiche di un giorno senza luce.


Chiudo gli occhi, ma l'alchimia non si ripete...
Vivida nella mente, una gioia spontanea, speciale.
Umida e silenziosa...

Era il 29 febbraio, il mio primo concerto dei Cure, e questa la loro canzone di apertura.

Il cielo mi abbraccia in un sol colpo.
Sono viva.


free music



Soundtrack: Plainsong - The Cure

30.7.07

Luna



Nuvole cumuliformi, scure e avvolgenti, ti passano davanti, vorrebbero oscurarti.
Resisti, bella e fiera, bianca senza essere innocente.
Come cornici in movimento, ti lasciano passare.

Per quanto nera sarà la notte, non potranno non vederti.
Finchè sentirai una chitarra suonare, potrai dirti felice.