5.4.13

Vento Sulla Collina...

Il Fuoco ti divora dentro e quasi ti fa dimenticare che, a due passi da casa, la Natura continua inesorabile il suo corso. Ti sorprende la tua capacità di apprezzare ancora i fiori, i loro profumi e colori, le gemme verdi che urlano la vita da rami che fino a pochi giorni prima sembravano morti. Chissà se i genitori mostrano ai bambini la Primavera... se riescono a trovare il tempo, nel turbine di impegni quotidiani.

Mentre una forza interiore ti trascina sulla collina, nonostante una stanchezza che non sembra di questo mondo, la tua compagna a quattro zampe ti ricorda quanto sia semplice vivere, apprezzando odori che a te sfuggono e rincorrendo la gioia nascosta in semplici fili di plastica che per lei si trasformano in prede.

Soltanto pochi giorni fa passeggiavi a Roma, per strade semisconosciute sotto una tenue pioggerella che infastidiva molti ma non te. Inutile negarlo, lui ti manca ancora tanto. Un'edicola e i suoi gadget appesi, le pagine profumate di carta e plastica luccicante ti hanno riportato ai giorni lontani in cui non mancava di portare a casa qualcosa per te, nelle sue soste di passaggio alla stazione. Sembra passato un secolo, e non sono neanche trent'anni.

Ti guardi la pelle e quel rossore pruriginoso comparso improvvisamente, subdolamente, sbattendoti in faccia che non hai ancora capito niente. Anni di ricerca della felicità sembrano fallire tutti in questa eruzione cutanea beffarda, grottesca. Un esercito di zanzare interiori che ti colpiscono da dentro e la paura prende di nuovo il sopravvento. Com'è possibile farsi questo? Come si può arrivare a tanto?

Resti in silenzio. Strepiti e farnetichi solo con chi non teme il tuo lato oscuro. Gli altri hanno già il loro inferno personale, senza che tu aggiunga al loro anche il tuo. Da dove è cominciata questa erosione di energia? E come ripristinarla? Mosca nel barattolo, sbatti e risbatti contro il vetro. La via d'uscita sembra sempre più vicina, fino all'ennesimo schianto che ti riporta nell'occhio del ciclone, un po' più intontita, a ricominciare da capo.

Mentre solchi strade che giorno per giorno ti diventano più familiari, scorgi in lontananza l'autostrada, alle sue spalle la collina. Girando lo sguardo ecco apparire la striscia grigiomarrone del Tevere. A cascata, case e terreni di campagna, giardini fioriti e balconi, suppellettili di ogni colore e  fattezza. I nomi delle vie echeggiano eroi e personaggi lontani, che dovrebbero risvegliare in te l'orgoglio di essere italiana, Via dei Mille, Via Puccini, Via Verdi... ma in quest'epoca grigia non fanno altro che acuire le distanze, culturali e politiche, tra noi e loro.

Cerco di apprezzare ciò che ho e conservare la fiducia che non tutto è perduto. Mi scontro con l'evidenza di un corpo che si rivela al suo occupante. Mi torna alla mente Pennac e il suo diario. Una delle letture più gradite di quest'anno. Un'idea geniale, come non averci pensato? Saprò riportare il contenuto in armonia con il suo contenitore? Saprò rendere onore a quel miracolo di cellule e ingranaggi che dà un passaggio alla mia anima in questa vita mortale?

Intanto, di una cosa sono certa. Di questa Pasqua appena trascorsa ricorderò con gioia gli abbracci della nipotina acquisita, il suo affetto spontaneo e senza fronzoli, il suo cercare sempre la mia compagnia, lei che come suo cugino, tanti anni fa, riesce ancora a tirarmi fuori qualcosa di buono. Qualcosa che scioccamente faccio di tutto per dimenticare. Al contrario di certe promesse che ho fatto a me stessa, tanto tempo fa.

Ieri ho sognato un giardino
nel sogno con me c'era un uomo
lui mi girava le spalle
solo perche' non vedessi il suo viso...


YUKI, AKA PRISMA
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 Soundtrack: Fuoco Sulla Collina - Ivan Graziani
 

2 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Racconto o autobiografica realtà? E' un post molto amaro

Prisma ha detto...

Autobiografica realtà, scritta sull'onda delle emozioni del momento.
Niente di insormontabile, comunque. Grazie per averlo chiesto :)